28 May, 2024
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La Dinamo ha lasciato questa sera alla BLM Group Arena di Trento molte delle residue possibilità di rientrare tra le otto squadre che disputeranno i prossimi play-off scudetto. La squadra di coach Zare Markovski in avvio di partita è stata sovrastata dalla lanciatissima squadra trentina, scesa in campo con uno score di sette vittorie consecutive e 11 vittorie nelle ultime 12 partite disputate e capace di arrivare al massimo vantaggio di +22.

Andati al riposo sotto di 15 punti (45 a 30), i biancoblu hanno cercato di reagire e di organizzare una faticosa rimonta, affidandosi al solito Rok Stipcevic, autore di ben 9 assist, a William Hatcher (16 punti, 3 rimbalzi, 6 falli subiti), letteralmente scatenato nel terzo quarto, Shawn Jones (miglior realizzatore con 22 punti con 7/10 da due punti e ben 9 rimbalzi), ed Achille Polonara (14 punti e 6 rimbalzi).

Ridotto il ritardo a -11 al termine del terzo quarto, nell’ultima frazione Jones e compagni hanno approfittato di un calo della formazione trentina, arrivando fino al -5 sul 74 a 69, ma a quel punto, nonostante ci fosse ancora il tempo per completare la rimonta, la Dinamo ha subito la reazione della squadra di Maurizio Buscaglia ed alla fine ha dovuto arrendersi sull’86 a 81.

La classifica è rimasta pressoché immutata, perché hanno perso le dirette concorrenti nella corsa per un posto nei play-off, la Red October Cantù sconfitta 71 a 70 a Capo d’Orlando, la Segafredo Viurtus Bologna sconfitta in casa dallo Scandone Avellino di un monumentale Kyrylo Fesenko (15 punti, 7 su 9 da 2 punti, 1 su 3 ai tiri liberi, 15 rimbalzi, 2 stoppate, 2 assist, 7 falli subiti, 34 di valutazione), per 64 a 70 e, infine, la Vanoli Cremona di Meo Sacchetti sconfitta a Varese per 89 a 79, ma il calendario non è favorevole alla Dinamo. Mercoledì sera, infatti, la Red October Cantù e la Segafredo Virtus Bologna, che hanno due punti in più della Dinamo e della Vanoli ed occupano la 7ª e l’8ª posizione, giocheranno l’ultima partita della “regular season” rispettivamente in casa contro l’Happy Casa Brindisi e sul campo della Grissin Bon Reggio Emilia, due squadre salve e prive di interessi di classifica. Una loro vittoria renderebbe inutili tutti gli sforzi di Dinamo e Vanoli, impegnate in casa rispettivamente contro VL Pesaro e Betaland Capo d’Orlando, rispettivamente penultima ed ultima in classifica.

«Bella partita, soprattutto nel secondo tempo, quando abbiamo risposto all’intensità difensiva che nel primo tempo ha fatto la differenza in favore di Trento – ha detto a fine partita Zare Markovski -. Negli ultimi 20′ siamo riusciti a girare la partita, creando sei tiri in più, arrivando a un passo dal chiudere la rimonta e portarci avanti.  Ma alla fine ha avuto la meglio Trento con la sua difesa e la capacità di dettare il ritmo, lasciandoci in affanno a inseguire. Quando abbiamo difeso alla pari avevamo le carte per girarla come volevamo, ma ci sono mancate le giocate decisive e abbiamo pagato la grande intensità che richiede giocare con una squadra come Trento. In attacco ci hanno tenuto in partita le gambe veloci di Jones e, sebbene abbiamo vinto terzo e quarto quarto di dieci punti – ha concluso il coach della Dinamo -, l’intensità difensiva dell’Aquila, che ha concesso solo 30 punti nei primi 20’, è stata decisiva.»

Aquila Basket Trento 87 – Dinamo Banco di Sardegna 81

Parziali: 24 a 15; 21 a 15; 19 a 23; 23 a 28.

Progressivi: 24 a 15; 45 a 30; 64 a 53; 87 a 81.

Aquila Basket Trento: Franke, Sutton 4, Silins 13, Forray 4, Conti, Flaccadori 20, Gutierrez 10, Gomes 7, Hogue 8, Lechtaler, Shields 21. All. Maurizio Buscaglia.

Dinamo Banco di Sardegna: Spissu, Bostic 6,  Bamforth 10, Planinic 4, Devecchi, Bucarelli, Pierre 2, Jones 22, Stipcevic 7, Hatcher 16, Polonara 14, Tavernari. All. Zare Markovski.

Shawn Jones.

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Il presidente Stefano Sardara.

Ancora una sconfitta al fotofinish, per la Dinamo, nel match casalingo con la Germani Basket Brescia, valido per la decima giornata della regular season del campionato LBA. E’ finita 76 a 80 (primo tempo 43 a 44, al termine di 40′ combattutissimi ed eqilibratissimi.

Nonostante la sconfitta, la Dinamo ha fornito importanti segnali di reazione, alla prima in panchina del nuovo coach Zare Markovski, chiamato dal presidente Stefano Sardara al posto del dimissionario Federico Pasquini, con una buona circolazione di palla e una grande aggressività per 35’, ma sulla sua strada ha trovato una squadra, la Germani dell’ex Brian Sacchetti, terza in classifica, che non le ha lasciato spazio, lottando dal 1° al 40° minuto di gioco.

Nella Dinamo quattro i giocatori finiti in doppia cifra. Il migliore è risultato un ritrovato Scott Bamforth, a referto con 13 punti  3/4 da due punti e 2 assist. Bene anche Darko Planinic a segno con 12 punti, 7 rimbalzi e 15 di valutazione. In doppia cifra anche Joshua Bostic (11 punti): poco sotto la doppia doppia Shawn Jones, uscito poi per 5 falli a referto con 8 punti e 9 rimbalzi. Buon secondo tempo per William Hatcher, autore di 8 punti nella terza frazione e 5 falli subiti. Top alla voce assist Rok Stipcevic: per lui 7 cioccolatini serviti ai compagni. Importante apporto dalla panchina di Jonathan Tavernari (8 punti, 1 su 2 da due punti, 2 su 6 da tre punti), e Marco Spissu (5 punti, 1 assist).

«Penso che quando ci hanno ridotto a giocare uno contro uno con Landry e Moss in post basso, saltando la nostra pressione esterna, abbiano costruito almeno 10 punti, che alla fine hanno fatto la differenza – ha commentato Zare Markovski -. Noi quella differenza nell’uno contro uno potevamo recuperarla soltanto con un gioco di squadra, in attacco, ma non siamo stati lucidi nelle letture delle loro difese su pick&roll, magari facendo un palleggio in più e  dando più tempo al loro lungo di recuperare. Per di più il pick&roll di Vitali ha creato ulteriore differenza, lui è stato sempre lucido a passare la palla e i lunghi a leggere i suoi passaggi. Alla lunga, nell’arco dei quaranta minuti, sono state queste differenze tecniche ad impedirci di portare a casa questi due punti molto importanti per proseguire il cammino verso i playoff. La squadra ha fatto quello che doveva fare, ovviamente con tutte le difficoltà oggettive che davanti a un’avversaria come questa si sono evidenziate. Questa settimana i ragazzi hanno lavorato benissimo, sapendo che tutti devono dare il loro contributo alla causa. Continueremo a lavorare – ha concluso il coach macedone – per cercare di capire quali sono le difficoltà oggettive e quali quelle che si possono curare.»
«Innanzitutto voglio ringraziare tutti perché come sardi, come sassaresi, mi avete fatto risentire a casa, è stato davvero speciale – ha detto l’ex Brian Sacchetti -. All’inizio ero molto emozionato, è stata una gara particolare dove ho rivisto tanti amici dentro e fuori dal campo. Sapevamo che sarebbe stata una partita con grandi insidie ma noi per tutto l’arco dei quaranta minuti. Poi, nel finale, punto a punto la nostra leggerezza mentale ha fatto sì che noi fossimo più lucidi e portassimo a casa i due punti. Sono fiero di questa vittoria di squadra, vogliamo continuare così. Chiaramente, per la Dinamo non è un momento facile, ha appena fatto un cambio di allenatore e chiaramente le cose non cambiano da un giorno all’altro. Mi auguro davvero che si possa riprendere – ha concluso Brian Sacchetti -, non è tutto perduto, ci sono ancora 5 partite e credo che non sia un’impresa impossibile.»

Dinamo Banco di Sardegna 76 – Leonessa Brescia 80

Parziali: 26 a 26; 17 a 18; 20 a 20; 13 a 16.

Progressivi: 26-26; 43 a 44; 63 a 64; 76 a 80.

Banco di Sardegna: Spissu 5, Bostic 11, Bamforth 13, Planinic 12, Devecchi, Pierre, Jones 8, Stipcevic 7, Hatcher 8, Polonara 4, Picarelli, Tavernari 8. All. Zare Markovski.

Leonessa Brescia: Moore 6, Hunt 13, Mastellari 3, L.Vitali 11, Landry 13, Ortner 4, Fall, Traini, M.Vitali 19, Moss 10, Sacchetti 1. All. Andrea Diana.

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Ancora una sconfitta amara all’overtime per la Dinamo Banco di Sardegna al Pentassuglia di Brindisi: 105 a 98. Joshua Bostic e compagni hanno subito l’avvio dei padroni di casa, andando sotto di due punti al 10′, 23 a 21, e di ben dieci punti all’intervallo lungo: 48 a 38. La situazione non è cambiata in avvio di terzo quarto, con Brindisi che ha raggiunto il massimo vantaggio al 25′ sul 59 a 45 con un canestro da sotto di Tepic Milenko, ed è stato a quel punto che la Dinamo ha iniziato la rimonta, che già al 30′ l’ha riportata a -6, con due triple di Joshua Bostic e Rok Stipcevic: 66 a 60. La Dinamo ha operato il sorpasso con due triple di Rok Stipcevic e Jonathan Tavernari e due liberi di Darko Planinic: 69 a 70 al 34′. Il vantaggio è cresciuto fino a +7 al 36′, con una seconda tripla di Jonathan Tavernari, margine confermato prima da due tiri liberi e un canestro da sotto di Darko Planinic (77 a 84 al 38′), poi da una tripla di Rok Stipcevic al 39′: 90 a 87! La partita sembrava decisa ma i falli, i tiri sbagliati e le palle perse hanno consentito a Brindisi di piazzare un parziale di 7 a 0, fissando il risultato sull’87 pari del 40′, per l’overtime!

La Dinamo ha iniziato avanti i 5′ supplementari, con Joshua Bostic e Darko Planinic, scattando sul +6 al 43′, 89 a 95, ma ancora una volta non è stata capace di amministrare il vantaggio ed ha subito un parziale di 16 a 3 negli ultimi due minuti, perdendo con il punteggio di 105 a 98.

Nella Dinamo i migliori sono risultati Darko Planinic (18 punti in 32′, 7 su 12 da due punti, 14 su 16 ai tiri liberi, 4 rimbalzi, 29 di valutazione), Joshua Bostic (26 punti in 44′, 5 su 7 da due punti, 4 su 9 da tre punti, 4 su 5 ai tiri liberi, 2 rimbalzi, 3 assist, 24 di valutazione) e Rok Stipcevic (19 punti in 35′, 2 su 2 da due punti, 4 su 6 da tre punti , 3 su 3 ai tiri liberi, 3 rimbalzi, 7 assist, 27 di valutazione).

In ombra Pierre Dyshawn (2 punti in 32′), Scott Bamforth (0 punti in 8′), William Hatcher (4 punti in 10′) ed Achille Polonara (0 punti in 20′).

New Basket Brindisi 105 – Dinamo Banco di Sardegna 98

Parziali: 23-21; 25-17; 18-22; 21-27; OT: 18-11.

Progressivi: 23-21; 48-38; 66-60; 87-87; 105-98.

New Basket Brindisi: Suggs 23, Tepic 24, Smith 18, Mesicek 7, Cardillo 1, Sirkanov, Moore 7, Iannuzzi 8, Donzelli, Lydeka 10, Giuri 7, Di Maggio. All. Frank Vitucci.

Dinamo Banco di Sardegna: Spissu 7, Bostic 26, Bamforth, Planinic 28, Devecchi, Pierre 2, Jones 6, Stipcevic 19, Hatcher 4, Polonara, Picarelli, Tavernari 6. All. Federico Pasquini.

«Sono assolutamente disperato perché questa rimessa laterale post timeout nei momenti importanti sta diventando uno scherzo – ha commentato a fine match Federico Pasquini -. Nonostante ci stiamo lavorando tantissimo poi nei momenti importanti ci prende il panico e non riusciamo a mettere la palla in campo, di conseguenza è colpa mia. Per quanto riguarda la disamina della partita è colpa nostra, il match era chiuso e l’abbiamo lasciato andare, una sconfitta pesante perché sapevamo quanto pesavano i due punti in palio. Abbiamo trovato la quadratura del cerchio quando abbiamo smesso di giocare con le due guardie piccole, che stavano soffrendo la fisicità di Suggs e Tepic, e siamo entrati con il quintetto più grosso con Bostic da due e Pierre da tre e, infin,e Tavernari da quattro. Sicuramente nell’approccio ai primi due quarti abbiamo sbagliato il ritmo a livello offensivo e non siamo stati bravi a contenere la loro fisicità: dopo cinque minuti del terzo quarto abbiamo trovato maggiore bilanciamento con il quintetto alto e abbiamo ripreso in mano la partita. Poi ce l’avevamo in mano e abbiamo sprecato alla fine. Non ho mai visto una squadra che ci tiene così tanto – ha concluso Federico Pasquini -, che lavora così tanto e che non riesce a finalizzare, questa cosa sinceramente mi devasta.»

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William Hatcher. Foto Ufficio stampa Dinamo Banco di Sardegna.

E’ una Dinamo dai due volti quella che nell’anticipo di mezzogiorno ha superato la Virtus Bologna (82 a 74) al PalaSerradimigni, nella quarta giornata di ritorno della regular season del campionato di A1: brutta, bruttissima, nei primi due quarti, dominati dalla Virtus Bologna, che ha lasciato alla Dinamo solo 25 punti (18 nei primi 19′!), andando al riposo avanti di ben 13 punti: 38 a 25; bella, bellissima, nei restanti due quarti, nel corso dei quali, trascinata da uno straordinario William Hatcher, ha colmato il divario, prendendo letteralmente il volo nell’ultimo quarto, con un parziale di 32 a 17 (57 a 36 nel secondo tempo).

I primi 20′ non hanno avuto storia, la Virtus li ha dominati, raggiungendo un vantaggio massimo di 16 punti, su una Dinamo irriconoscibile che ha limitato il ritardo a 13 punti grazie ad un’autentica magia da oltre metà campo di William Hatcher: 25 a 38!

Senza Federico Pasquini in panchina, espulso dopo il secondo tecnico, la squadra s’è ritrovata e letteralmente scatenatam trascinata da Scott Bamforth (16 punti, 3 assist), William Hatcher (17 punti), Shawn Jones (7 punti, 11 rimbalzi), Darko Planinic (10 punti) e Achille Polonara (8 punti, 5r rimbalzi). Il break di Jonathan Tavernari ha segnato il sorpasso e ha fatto esplodere il PalaSerradimigni. Il finale è stato entusiasmante, con una Virtus incredula ed incapace di reagire.

Il presidente biancoblu Stefano Sardara ha sottolineato a fine partita che «il vero Mvp della sfida è stato il pubblico del PalaSerradimigni che ha risposto compatto e che ha sostenuto con energia la squadra nel momento di maggiore difficoltà, chiedendo a gran voce il rispetto che un campo corretto come il nostro merita».

«Partita dura, da playoff – ha commentato a fine match Federico Pasquini -. Lo sapevamo, c’era una grande posta in palio e soprattutto era importante per noi continuare a vincere in casa giocando partite solide. Abbiamo avuto problemi nei primi due quarti a livello offensivo, perché giocavamo accelerati nell’esecuzione ma quando loro ci chiudevano la possibilità di andare in transizione facevamo fatica a raggiungere i nostri obiettivi. Questo ci ha fatto calare in alcune situazioni a livello difensivo e abbiamo subito alcune transizioni molto semplici. Nel secondo tempo è cambiato tutto, abbiamo fatto 4-5 difese rapide veramente toste nel terzo quarto, da lì abbiamo preso fiducia anche a livello offensivo. Molto bravi i ragazzi a tenere duro nel momento in cui c’era da fare lo step per portarsi avanti e poi ci siamo davvero sciolti, abbiamo giocato la nostra pallacanestro. E’ stato molto bravo Baioni dalla panchina – ha concluso Federico Pasquini -, bravi i giocatori a fare in modo che nell’ultimo quarto si vedesse quello che è il nostro potenziale quando giochiamo liberi di testa.»

Dinamo Banco di Sardegna 82 – Virtus Bologna 74

Parziali: 11-15; 14-23; 25-19; 32-17.

Progressivi: 11-15; 25-38; 50-57; 82-74.

Banco di Sardegna: Spissu 3, Bostic 4, Bamforth 16, Planinic 10, Devecchi, Pierre 4, Jones 7, Stipcevic 6,  Hatcher 17, Polonara 8, Picarelli, Tavernari 7. All. Federico Pasquini.

Virtus Bologna: A. Gentile 19, Umeh 8, Pajola, Baldi Rossi 5, Ndoja, Lafayette 7, Aradori 8, S. Gentile 13, Lawson 11, Slaughter 3. All. Alessandro Ramagli.

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La Dinamo si ritrova anche in campionato, batte nettamente l’Auxilium Fiat Torino (92 a 80, primo tempo 51 a 39) e si rilancia in classifica in prospettiva play-off. Quella della squadra di Federico Pasquini è stata una prestazione convincente, costruita su un’eccellente percentuale al tiro da tre punti (16 su 30) intorno al trio Pierre-Bamforth-Tavernari.

La partita è stata equilibrata solo nel primo quarto, chiuso con l’Auxilium avanti di 2 punti: 25 a 23. Nel secondo quarto la Dinamo ha cambiato marcia, ha inflitto agli ospiti un parziale di 17 a 3 (con ben 4 triple di Jonathan Tavernari), ha chiuso i 10′ sul 28 a 14 ed è andata al riposo avanti di ben 12 lunghezze. L’inerzia della partita non è cambiata nel terzo questo, che ha visto la Dinamo concedere all’Auxilium ancora solo 14 punti (20 a 14) ed affrontare l’ultimo quarto con un vantaggio di ben 18 lunghezze: 71 a 53. L’ultimo quarto non ha avuto storia, la Dinamo ha lasciato qualche punto alla squadra di Carlo Recalcati (parziale di 21 a 27) ma il risultato non è mai stato discussione, fino al definitivo 92 a 80.

Il migliore è stato ancora una volta Dyshawn Pierre, un giocatore in continua crescita di rendimento, autore di 27 punti in 38′, frutto di un 5 su 7 da 2 punti, 4 su 6 da 3 punti, 5 su 6 ai tiri liberi, 8 rimbalzi, 4 assist, 33 di valutazione. In evidenza anche Scott Bamforth, 18 punti in 30′, 2 su 5 da 2 punti, 4 su 7 da 3 punti, 2 su 2 ai tiri liberi, 1 rimbalzo, 7 assist, 20 di valutazione; Darko Planinic, 16 punti in 23′, 8 su 15 da 2 punti, 9 rimbalzi, 3 assist, 21 di valutazione; e Jonathan Tavernari, grande cecchino dai 6.75, 5 su 7, 15 punti, al quale Federico Pasquini sta concedendo sempre più fiducia, ampiamente meritata con le prestazioni in campo. Buona anche la prova di Achille Polonara che pur non partendo in quintetto, ha messo a segno 8 punti in 16′, con 2 su 3 da 2 punti, 1 su 2 da 3 punti, 1 su 1 ai tiri liberi, 7 rimbalzi e 3 assist, 16 di valutazione. Meno brillanti William Hatcher, Shawn Jones e Marco Spissu. Levi Randolph, in partenza, è stato impiegato per soli 3′.

 

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La Dinamo ritorna alla vittoria in Champions League, 93 a 78 alla Juventus Utena (primo tempo 47 a 44). L’incontro è stato equilibrato per tutto il primo tempo, poi la Dinamo ha trovato gli spunti giusti per allungare nel terzo quarto, concluso con un margine di 11 punti (22 a 11) e nell’ultimo ha controllato tutti i tentativi di reazione degli ospiti, riuscendo ad imporsi con autorità.

A trascinare la squadra è stato un super Scott Bamforth, ritrovato ai massimi livelli, autore di ben 28 punti, ben coadiuvato da Darko Planinic (21 punti con 9 su 11 da 2 punti e 9 rimbalzi in 22’37”) e Dyshawn Pierre (17 punti, 11 rimbalzi e 4 assist). Menzione speciale per l’ottimo lavoro difensivo di tutto il gruppo che per 40’ ha difeso senza sosta, arginando i tentativi di rimonta degli avversari. Bene Shawn Jones, a referto con 9 punti, 7 rimbalzi in 17’, fondamentale il lavoro difensivo del capitano Jack Devecchi partito in quintetto, buona prestazione di William Hatcher (9 punti, 7 rimbalzi e 5 assist) e ottimo apporto dalla panchina di Marco Spissu.

Da domani la squadra lavorerà in vista del prossimo impegno di campionato, sabato sera contro l’Auxilium Torino.

«Abbiamo approcciato male, forse perché avevamo ancora delle tossine mentali e ci sono voluti un paio di contropiede per scioglierci – ha commentato alla fine Federico Pasquini -. Poi siamo stati bravi a lavorare bene a livello difensivo e anche nelle letture a zona mista. Sono contento che li abbiamo tenuti a 34 punti nel secondo tempo e questo è il tipo di atteggiamento e di energia che ci volevano. Sono anche molto contento – ha concluso il coach sassarese – che non siamo entrati nel panico negli ultimi 5 minuti, mantenendo lucidità e concentrazione fino alla fine.»

Dinamo Banco di Sardegna 93 – Juventus Utena 78

Parziali: 19-23; 28-21; 22-11;24-23.

Progressivi: 19-23; 47-44; 69-55; 93-73.

Banco di Sardegna: Spissu 5, Gallizzi, Bamforth 28, Planinic 21, Devecchi, Pierre 17, Jones 9, Hatcher 8, Polonara 2, Picarelli, Tavernari 3. All. Federico Pasquini.

Juventus Utena: Gaines 10, Bickauskis 5, Ireland 8, Siksnius 16, Guscikas 12, Komiienko 14, Buterlevicius 3, Dendy 4, Flowers 6, Kupsas. All. Zydrunas Urbonas.

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La Dinamo Banco di Sardegna inizia male il girone di ritorno, perdendo a Desio contro la Red October Cantù 102 a 96 dopo un supplementare (primo tempo 41 a 41, 2° tempo 86 a 86). E’ stata una partita equilibrata nei primi due quarti (21 a 24 il primo, 20 a 17 il secondo) e dai due volti differenti nei restanti due dei tempi regolamentari, con la Dinamo avanti di ben 11 punti nel terzo (27 a 16) e la Red October nel quarto con lo stesso margine, con decisione rimandata all’extra time. Nei 5′ del supplementare la squadra lombarda ha mostrato maggiore determinazione e precisione al tiro ed alla fine ha strappato la vittoria, con la Dinamo che ha lasciato il campo con il grande rammarico di aver perso una partita che, ad un certo punto, sembrava aver ipotecato.

Nella Dinamo il miglior realizzatore è stato Dyshawn Pierre, autore di 26 punti in 43′ (Federico Pasquini lo ha fatto riposare solo 2′), con un ottimo 11 su 14 da 2 punti, 0 su 2 da 3 punti, 4 su 5 dalla lunetta, 10 rimbalzi e 3 assist, 31 di valutazione. Eccellente la prestazione di Darko Planinic, 19 punti in 16′ (7 su 9 da 2 punti, 5 su 5 dalla lunetta, 3 rimbalzi e 2 assist, 23 di valutazione. Ispirato al tiro Jonathan Tavernari, 11 punti in 17′, 1 su 1 da 2 punti, 3 su 5 da 3 punti, 2 rimbalzi; 14 punti per Achille Polonara in 30′ (1 su 1 da 2 punti, 4 su 5 da 3 punti, 5 rimbalzi e 6 assist, 24 di valutazione). In doppia cifra anche William Hatcher, con 10 punti in 32′, ma con percentuali deficitarie: 3 su 6 da 2 punti, 1 su 8 da 3 punti, 1 su 1 dalla lunetta, 1 rimbalzo, 2 assist. In ombra Scott Bamforth, autore di soli 8 punti in 35′ (1 su 4 da 2 punti, 1 su 9 da 3 punti, 3 su 4 dalla lunetta, 9 rimbalzi – 8 difensivi -, 7 assist).

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La Dinamo Banco di Sardegna ha chiuso il girone d’andata della regular season con una sconfitta sul campo del fanalino di coda della classifica Pesaro: 88 a 85, primo tempo 47 a 41.

Scesa in campo consapevole di dover vincere ad ogni costo per assicurarsi la certezza matematica di accedere alle Final Eight di Coppa Italia, la Dinamo non è riuscita ad esprimersi al meglio contro un avversario assetato di punti per iniziare a risalire la classifica dopo un incerto avvio di stagione, caratterizzato da diverse partite perse di stretta misura.

Pesaro ha iniziato con un parziale di 6 a 0 ma la Dinamo ha prontamente reagito e i primi 10′ si sono sviluppati sul filo del costante equilibrio, con i marchigiani alla fine avanti di 3 punti: 26 a 23.

Pesaro ha iniziato bene anche il secondo quarto ma la Dinamo ha impattato al 14′ sul 30 a 30 e poi William Hatcher ha firmato il sorpasso che è durato però poco e nel finale della prima metà di gara Pesaro ha allungato con Omogbo e Moore, chiudendo a +6 al 20′: 47-41.

Nel terzo quarto la Dinamo ha mostrato le cose migliori, riequilibrando ancora il punteggio con un parziale di 23 a 18, 65 a 64 al 30′.

Nell’ultimo quarto è stato William Hatcher a cercare di trascinare i biancoverdi ma alcune palle perse consentono a Pesaro di allungare a +7 a 5′ dalla fine, sul 79 a 72. La Dinamo ha ridotto il margine a 3 punti con William Hatcher ed Achille Polonara, Scott Bamforth (fresco di rinnovo contrattuale) realizza i punti della speranza ma alla fine a spuntarla è stata Pesaro sull’88 a 85.

Tre gli uomini della Dinamo in doppia cifra: Scott Bamforth, 22 punti in 34′ (5 su 9 da 2 punti, 3 su 9 da 3 punti, 3 su 4 ai tiri liberi, 5 rimbalzi, 4 assist, 18 di valutazione); William Hatcher, 21 punti in 30′ (3 su 5 da 2 punti, 4 su 9 da 3 punti, 3 su 3 ai tiri liberi, 4 rimbalzi, 1 assist, 24 di valutazione); Achille Polonara, 18 punti in 33′ (3 su 4 da 2 punti, 4 su 7 da 3 punti, 10 rimbalzi, 1 assist, 22 di valutazione),

«Abbiamo giocato una brutta partita, molto moscia a livello difensivo – ha detto al termine Federico Pasquini -. Abbiamo consentito tanto a livello di 1 contro 1 al ferro e prima ancora, ad inizio partita, abbiamo subito molto a livello di transizione difensiva, che sapevamo essere il pezzo forte di Pesaro. Loro erano molto più affamati di noi, e noi non abbiamo fatto la partita che mi aspettavo, ci abbiamo messo molta meno energia del dovuto. Dobbiamo ripartire, questa settimana fra Trento e Murcia abbiamo speso molte energie ma questa non deve essere una scusante, dovevamo presentarci con una faccia diversa da subito, non dovevamo giocare questa partita di avanti-indietro senza dare adeguato peso ai possessi difensivi. Ora abbiamo due giorni e mezzo per recuperare energie – ha concluso il coach sassarese -, perché si tornerà di nuovo in campo, per cui dobbiamo resettare, è evidente che sono molto deluso.»

Vuelle Pesaro 88 – Dinamo Banco di Sardegna 85

Parziali: 26-23; 21-18; 18-23; 23-21.

Progressivi: 26-23; 47-41; 65-64; 88-85.

Vuelle Pesaro: Omogbo 17, Ceron 11, Mika 17, Moore 13, Bocconcelli, Ancellotti 5, Monaldi 2, Little 9, Bertone 14, Serpilli.  All. Spiro Leka.

Banco di Sardegna: Spissu, Casula, Bamforth 22, Planinic 4, Devecchi 3, Randolph 3, Pierre 6, Jones 8, Hatcher 21, Polonara 18, Picarelli, Tavernari. All. Federico Pasquini.

 

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La Dinamo Banco di Sardegna è tornata alla vittoria, dopo tre ko consecutivi tra campionato e Champions, superando con ampio margine (78 a 67, primo tempo 34 a 24) i vicecampioni d’Italia della Dolomiti Energia Trentino.

La partita è stata dominata dai ragazzi di Federico Pasquini, autoritari fin dalle battute iniziali con un parziale di 19 a 11 nel primo quarto. Il vantaggio è cresciuto nel secondo quarto e nella ripresa la Dinamo ha tenuto sempre a distanza la Dolomiti, 55 a 46 al 30′, 78 a 67 alla fine.

Nella Dinamo il migliore, ancora una volta, è risultato Scott Bamforth, autore di 23 punti in 32′, frutto di un percentuale stratosferica nei tiri dai 6,75, 6 su 7, a fronte di un deficitario 0 su 6 nei tiri da 2 punti, di un 5 su 6 ai tiri liberi, 3 rimbalzi, 5 assist, 27 di valutazione. Altri quattro gli uomini della Dinamo in doppia cifra: Dyshawn Pierre, autoire di 13 punti in 23′ (1 su 3 da 2 punti, 3 su 4 da 3 punti, 2 su 2 ai tiri liberi, 6 rimbalzi, 1 assist, 12 di valutazione); William Hatcher e Darko Planinic, 12 punti a testa; e, infine, Achille Polonara, 11 punti in 33′ (3 su 4 da 2 punti, 1 su 8 da 3 punti, 3 su 3 ai tiri liberi, 11 rimbalzi, 1 assist, 19 di valutazione).

Con i due punti odierni la Dinamo, indipendentemente da come si concluderà la 14ª giornata che ha in corso Cremona-Varese e in serata e domani prevede Avellino-Bologna e Pistoia-Milano, si colloca al sesto posto, con 16 punti, ormai ad un passo dalla qualificazione alle finali della Coppa Italia, alle quali accedono le prime otto della classifica al termine del girone d’andata della “regular season”.

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La Sidigas Avellino ha espugnato all’overtime il PalaSerradimigni, superando la Dinamo Banco di Sardegna con il punteggio di 95 a 88 (tempi regolamentari 84 a 84), nella 13° giornata della “regular season” del campionato LBA. E’ stata una partita molto combattuta ed equilibrata, decisa dalla squadra irpina a proprio favore nei 5′ del supplementare, con un parziale di 11 a 4.

Dopo un avvio di partita favorevole alla Sidigas, la Dinamo s’è riportata in partita trascinata da Scott Bamforth (20 punti, 3 rimbalzi, 5 falli subiti 3 assist), Marco Spissu, decisivo nel terzo quarto (12 punti, 3 su 3 da 2 punti, 2 su 5 da 3 punti, 4 assist), Shawn Jones (14 punti e 11 rimbalzi) e William Hatcher (13 punti). Dopo essersi portata avanti di 9 lunghezze, la Dinamo ha subito la rezione campana, condotta da uno straordinario Jason Rich (33 punti in 32′, 5 su 12 da 2 punti, 4 su 6 da 3 punti, 11 su 12 ai tiri liberi, 1 rimbalzo, 2 assist, 27 di valutazione)) che ha portato la sfida all’overtime sul punteggio di 84 pari. A quel punto la macchina della Dinamo s’è inceppata e la Sidigas s’è imposta con autorità.

«Abbiamo perso contro un avversario di alto livello, contro una squadra che con tutto il talento che ha a disposizione è stata molto brava a punirci all’inizio con i tiri da tre punti, poi utilizzando la fisicità in post basso dei suoi piccoli per attaccare i nostri piccoli e nel terzo quarto quando abbiamo fatto il massimo sforzo, non si sono disuniti, hanno continuato sulla loro esecuzione e sui punti fermi che avevano a livello offensivo – ha commentato a fine match Federico Pasquini -. A livello difensivo, nel quarto quarto e nel supplementare ci hanno messo le mani addosso, facendo sì che ogni ricezione fosse complicata per i nostri piccoli, negando ogni uscita e ogni blocco. Devo dire che i miei ragazzi hanno fatto tutto quello che potevano fare, calcolando che venivamo una settimana non semplice ma ho apprezzato molto il fatto che non abbiamo mollato, davanti a una squadra così precisa con noi più stanchi perché avevamo meno rotazioni. Credo che sia una sconfitta diversa rispetto a quella della settimana scorsa: è chiaro che Avellino ha dimostrato tutto il suo valore, la sua profondità, la sua capacità di punire le nostre debolezze con grande lucidità e precisione. Sicuramente dobbiamo essere un po’ più precisi in certe situazioni – ha concluso Federico Pasquini -, specie quando siamo avanti. Ora pensiamo a Trento, che è la squadra forse più forte del campionato: lavoreremo al recupero degli influenzati (Hatcher e Jones) e di altri piccoli problemi, come quello che ha avuto Spissu in settimana, che ci possono permettere di lavorare con più serenità.»

Dinamo Banco di Sardegna 88 – Scandone Avellino 95

Parziali: 20-22; 21-23;27-16; 16-23; 4-11.

Progressivi: 20-22; 41-45; 68-61; 84-84; OT 88-95.

Banco di Sardegna: Spissu 12, Bergonzi, Bamforth 20, Planinic 6, Devecchi, Randolph 8, Pierre 7, Jones 14,  Hatcher 13, Polonara 8, Picarelli, Tavernari . All. Federico Pasquini.

Scandone Avellino: Zerini, Wells 5, Fitipaldo 18, Sabatino, Leunen 5, Scrubb 8, Filloy 9, D’Ercole 3, Rich 33, Fesenko 9, Ndiaye 5, Parlato. All. Stefano Sacripanti.