Eventi / Fiere

Ancora una volta la formula di “InvitaS”, al porto di Cagliari, si rivela vincente.

Domenica 29 ottobre, vento e sole hanno giocato tra loro, dando per vincente, ancora una volta, la combinazione di sapori e profumi, l’isola del gusto e della tradizione, alla terza edizione di InvitaS, rassegna fieristica che punta anche sulla valorizzazione di storia, cultura ed eccellenze artigianali della Sardegna.

In tantissimi si sono recati a Cagliari, lungo il porto, per deliziare il palato delle notevoli leccornie esposte agli occhi, desiderosi ancor prima delle papille gustative di “saziarsi”. Prodotti di eccellenza della cucina sarda, i cui profumi aleggiavano nell’aria come se volessero improvvisare una danza in cui il ritmo cambia continuamente… Dai profumi delle spezie tra le più ricercate a quelli dei dolci tipici sardi, dal maialetto arrosto al croccante della sposa, dallo zucchero filato e le mega meringhe ai giganteschi fritti e ancora dalle sebadas, ai ravioli fritti e alle mele caramellate fino agli gnocchetti, passando per formaggi e salumi… profumi che rievocano momenti lontani nel tempo e sapori per la gioia di tutti i palati.

E mentre il coro maschile S’Arrodia di Sinnai intona “Non potho reposare”, tutto intorno si ferma, la gente si accalca e la magia della tradizione, ancora una volta compie il miracolo e cattura l’attenzione dei tanti turisti e non solo.

E poi i colori dei preziosi ricami che raccontano la storia del nostro costume, gli scialli neri e lucenti dalle lunghe frange della stilista Paola Salis di Guasila fan risaltare i fili intrecciati da mani sapienti.

Un’isola del gusto che narra le nostre tradizioni, che racconta la storia della terra sarda, che rammenta le radici da cui abbiamo origine, che non fa dimenticare gli usi ed i costumi propri della Sardegna.

InvitaS continua fino a mercoledì, 1° novembre, ogni giorno con nuovi eventi che intrattengono le migliaia di visitatori che affollano i 150 stand allestiti al porto dall’associazione Primavera Sulcitana di Alessia Littarru e Ivan Scarpa.

Nadia Pische

   

Comments

comments

Tags: , , ,

Leave a Reply