Lavori pubblici

Genti Noa: «Sul nuovo ponte si istituisca un tavolo congiunto, coinvolgendo tutte le parti politiche e sociali del territorio».

Nel prendere atto delle considerazioni critiche espresse dal primo cittadino Ignazio Locci sul paventato commissariamento dell’appalto del nuovo ponte, pubblicate mezzo stampa mercoledì 4 settembre, non possiamo esimerci dal significare quanto segue.

È utile evidenziare, preliminarmente, che il deputato Pino Cabras, citato dal sindaco Locci, è stato l’unico parlamentare che abbia sollevato all’interno dell’assemblea più importante d’Italia, la vertenza ponte-circonvallazione di Sant’Antioco. Ciò occorre ammetterlo al di là delle aderenze politiche e partitiche vantate dagli attori della vita politica rispetto alle quali Genti NOA – come è noto – ha sempre dimostrato totale neutralità.

È da dire, infatti, che, prima dell’interrogazione parlamentare dell’onorevole pentastellato, la vicenda del ponte a noi cara non era mai entrata nel dibattito politico fuori oltre i confini territoriali della nostra ex provincia. Ciò nonostante la questione più generale del porto di Sant’Antioco abbia sempre avuto rilevanza strategica per lo sviluppo della Sardegna sud occidentale.

Nessuno tra le eminenti personalità politiche cui ha fatto sempre fatto capo il nostro sindaco – e nemmeno il sindaco stesso quando ha rivestito la carica di consigliere regionale e vice presidente del Consiglio regionale – prima della suddetta interrogazione, aveva posto all’attenzione del dibattito politico, nemmeno in regione, la oramai annosa questione del progetto di un ponte mastodontico e di una circonvallazione probabilmente inutili.

L’importanza dell’argomento risiede nella circostanza che queste opere tanto costose quanto – si ribadisce – inutili, potrebbero assorbire una parte considerevole delle risorse che invece potrebbero meglio investirsi in un porto polifunzionale moderno, sempre a Sant’Antioco e quindi sullo sviluppo economico di tutto il Sulcis.

Ebbene, noi non vogliamo pensare che la improvvisa entrata in scena del sindaco con la critica summenzionata, sia da ascriversi a valutazioni opportunistiche legate al quadro politico appena mutato.

Non vorremmo che la ragione di questo tardivo e apparente scatto di orgoglio sia da imputarsi alla necessità di individuare un nemico da contrastare in modo aprioristico solo perché appartenente ad una fazione appena diventata totalmente avversa (Movimento 5stelle) rispetto alla parte politica del sindaco (Forza Italia – Sardegna Venti20, centro destra).

Non si deve sottacere che, nel merito, allo stato degli atti, non è dato sapere quali possano essere leconseguenze di questo temuto commissariamento.

Sul punto, a nostro avviso, sarebbe più saggio meditare, studiare e intervenire a livello politico istituzionale (non solo sulla stampa) dopo aver acquisto maggiori informazioni.

A ben vedere, potrebbe anche essere che, solo grazie alle eventuali procedure prevedibilmente più snelle, perché dipendenti da un’unica cabina di regia, appunto rappresentata dal commissario, qualcuno si accorga di noi e prenda atto della necessità di rimodulare definitivamente le risorse del Piano Sulcis con lo scopo di realizzare un grande porto con annesse bonifiche (quelle vere) e servizi, come d’altra parte, in ultimo, abbiamo chiesto tutti.

Ciò, naturalmente, al posto di un ponte e di una circonvallazione che, così come sono stati pensati in passato, potrebbero affossare definitivamente le velleità di sviluppo economico e sociale del nostro territorio.

Inoltre, proprio questo fantomatico commissario, potrebbe tenere conto delle determinazioni che il nostro consiglio comunale ha recentemente deliberato all’unanimità le quali hanno avuto ad oggetto proprio la necessità di mutare orientamento rispetto alla precedente visione di sviluppo, con la conseguente necessità di rimodulare i finanziamenti per fare vero sviluppo economico con le risorse del piano Sulcis.

Non è, dunque, il momento di dividersi, di creare contrapposizioni, di alimentare conflitti politici i quali rischiano di condizionare scelte che potrebbero riverberarsi sul futuro dei nostri figli.

Bisogna fare quadrato, oltre che con la politica e i politici di tutti i partiti che si dimostrino sensibili alla nostra vertenza, ciò a prescindere dal colore delle ideologie, dei contenitori e delle carriere personali.

Dobbiamo coinvolgere anche le formazioni sociali che dal basso possono condizionare la politica esprimendo qualità nascoste che il sindaco ha dichiarato di non avere per questioni di stile politico, come quella del coraggio di incatenarsi e urlare davanti alle sedi istituzionali, se fosse necessario.

Siamo certi che la stagione nella quale la maggioranza di Ignazio Locci non ha discusso, non ha votato e ha addirittura osteggiato la proposta unanime delle opposizioni sulla rimodulazione delle suddette opere, sia finita, almeno da quando, su tardiva proposta della maggioranza stessa – stavolta – il consiglio tutto, responsabilmente, con il voto congiunto di maggioranza e opposizione, ha approvato la stessa mozione.

Su questo tema, almeno su questo, il consiglio è oggi maturato e dopo le resistenze iniziali, la maggioranza ha dato seguito alle richieste delle opposizioni.

Occorre quindi unire le forze perché la vera battaglia per lo sviluppo sostenibile delle nostre comunità non è ancora iniziata.

Proponiamo fin d’ora di istituire immediatamente un tavolo congiunto allo scopo di approntare una proposta che, coinvolgendo tutte le parti politiche e sociali del territorio, scriva una volta per tutte il progetto di un porto, di un ponte e complessivamente della viabilità terrestre che siano compatibili con lo sviluppo sostenibile del nostro territorio.

Soltanto con una voce sola possiamo sperare di avere potere contrattuale ed impedire che altri al nostro posto scrivano il nostro destino.

Genti NOA

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