8 December, 2021
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Carbonia • Piazza Roma copiaPiazza Sella Iglesias 1 copia

Proseguono i preparativi della prima edizione della manifestazione “Primavera Sulcitana – Sulcis in Food” che si terrà dall’11 aprile il 14 giugno 2015, in 21 dei 23 comuni dell’ex provincia di Carbonia Iglesias e nel comune di Teulada.

L’Amministrazione comunale di Carbonia ha convocato per giovedì 2 aprile 2015, alle ore 16.00, presso la sala al primo piano della Torre Civica, una riunione con le associazioni per discutere sul programma della due giorni e per ascoltare le varie proposte. Anche attraverso questo strumento, punta a rendere i cittadini protagonisti di un’iniziativa che può concretamente contribuire a promuovere il turismo culturale nel Sulcis.

Questo il calendario completo, fatto di dieci tappe che copriranno tutti i fine settimana, con l’aggregazione in otto occasioni di due o tre comuni nella stessa tappa.

11-12 aprile: Iglesias

18-19 aprile: Sant’Anna Arresi e Villamassargia

25-26 aprile: Carloforte, Giba e Masainas

02-03 maggio: Tratalias, Santadi e Villaperuccio

09-10 maggio: Calasetta, Gonnesa e Portoscuso

16-17 maggio: San Giovanni Suergiu e Domusnovas

23-24 maggio: Narcao e Perdaxius

30-31 maggio: Sant’Antioco, Teulada e Buggerru

06-07 giugno: Fluminimaggiore e Piscinas

13-14 giugno: Carbonia.

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Sarà inaugurata domani, mercoledì 1 aprile, alle ore 16.00, presso la Lampisteria della Grande Miniera di Serbariu, la seconda edizione della Mostra di pani pasquali del Sulcis Iglesiente “Sa pippia cun s’ou e is coccoeddus –  tra tradizione e innovazione”.

La seconda edizione della Mostra sarà divisa in due sezioni, una riservata ai prodotti artigianali dei panifici, l’altra dedicata alle produzioni familiari.

La mostra è organizzata dalla Sezione Antropologica del Museo del Carbone, diretta dalla Prof.ssa Paola Atzeni, con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Carbonia e del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna.

La Mostra sarà visitabile sino al 12 aprile 2015, tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00. Ingresso gratuito.

Piazza 1° Maggio Carbonia

In occasione delle festività di Pasqua, nell’ambito dei Servizi distrettuali rivolti ai giovani, presso la ludoteca di Piazza 1 Maggio, mercoledì 1 aprile 2015 dalle ore 16.00 alle ore 18.30 sarà proposta, ai bambini/ragazzi dai 6 ai 13 anni, una “Caccia alle uova”.

I partecipanti potranno divertirsi con attività e giochi in tema pasquale e parteciperanno alla merenda con la tradizionale colomba di Pasqua.

L’attività è organizzata dagli operatori in collaborazione con le famiglie dei bambini che frequentano la Ludoteca. La partecipazione è gratuita, ma occorre essere iscritti o iscriversi alla Ludoteca.

Per informazioni e iscrizioni: rivolgersi al Centro Giovani (gestito dal Consorzio Network Etico Territoriale, Cooperative Dimensione Umana e Isola Verde), presso il Centro Polivalente (ex dopolavoro) di Piazza 1 Maggio a Carbonia.

Orari di apertura: lunedì, martedì e mercoledì dalle ore 15.30 alle ore 18.30.

Tel. 0781.661068 – Fax 0781.61641. E-mail: ludotecacomunale@tiscali.it .

Piazza Roma Carbonia 1 copia

CarbArch

Giovedì 2 aprile, alle 17,30, presso il circolo di Sinistra Ecologia Libertà “Zorba Il Gatto”, in via Dalmazia 40, a Carbonia, si terrà l’iniziativa pubblica “Carbonia è architettura. Tra il bello e il funzionale”. Sono previsti gli interventi del sindaco di Carbonia, Giuseppe Casti, e dell’assessore dell’Urbanistica Mauro Esu.

Prendendo spunto dall’articolo “Antonello Sanna: Paesaggio e architettura, la Sardegna prenda Carbonia come esempio, un’intervista di Fabrizio Palazzari” pubblicato la settimana scorsa sul blog di Vito Biolchini, verrà aperta una discussione sulle modifiche al piano urbanistico cittadino che la città si appresta a cambiare nei prossimi giorni. Carbonia ha deciso, negli scorsi anni, di dotarsi di un piano urbanistico che rispettasse e valorizzasse l’architettura della città di fondazione. Questo è stato però, spesso, oggetto di critiche in quanto troppo rigido nelle norme e poco funzionale. Discuteremo assieme, con professionisti e non, dell’architettura della nostra città e delle regole che devono garantirne la bellezza. L’idea alla base dell’iniziatia è quella della partecipazione attiva con suggestioni, idee e critiche per eventuali cambiamenti futuri.

Coordinerà i lavori l’architetto Matteo Pittau.

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«Dopo il disinteresse e le ipotesi costose e irrealizzabili messe in campo dalla precedente Giunta regionale, oggi la Regione Sardegna ha adottato una soluzione tempestiva, adeguata e condivisa per supplire alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Lo ha fatto predisponendo tutte le misure necessarie per accogliere e assistere nell’Isola i pazienti sardi finora ospitati nelle strutture della Penisola».

Anna Maria Busia, responsabile nazionale Giustizia e consigliera regionale del Centro Democratico, interviene sulla vicenda della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, in vigore da oggi, e plaude alle azioni intraprese in merito dalla Giunta regionale sarda.

«L’assessore della Sanità, Luigi Arru, ha affrontato e risolto il problema in maniera appropriata, individuando da subito una struttura in grado di accogliere i pazienti sardi dismessi dagli ospedali psichiatrici giudiziari – spiega Anna Maria Busia -. La soluzione adottata dalla Giunta, oltre a intervenire in un ambito trascurato e affrontato in modo del tutto inadeguato dal precedente governo regionale di centrodestra, consente anche un notevole risparmio di risorse pubbliche. La struttura scelta per accogliere gli ex detenuti psichiatrici è infatti di proprietà della Regione. È significativo ricordare che l’esecutivo guidato da Cappellacci, aveva invece individuato il San Giovanni Battista di Ploaghe, struttura privata che avrebbe dovuto accogliere i detenuti sardi. Nono solo, con una successiva manovra aveva tentato di destinare fondi alla stessa struttura per potere adempiere al servizio», precisa l’esponente di CD. «Ora invece la Giunta regionale, con una decisione condivisa e immediata, mette la parola fine a un argomento che, a causa della cattiva gestione degli anni passati, rischiava di diventare un problema di difficile soluzione, e lo fa senza dilapidare le casse della Regione.»

In verde i Comuni dove si voterà il 31 maggio 2015.

In verde i Comuni dell’ex Provincia di Carbonia Iglesias nei quali si voterà il 31 maggio 2015.

In Sardegna si voterà il 31 maggio per il rinnovo dei Consigli comunali. L’eventuale turno di ballottaggio si svolgerà il 14 giugno. Lo ha deciso la Giunta regionale, su proposta dell’assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu.
I Comuni chiamati alle urne nell’Isola saranno 169, 6 nell’ex Provincia di Carbonia Iglesias: Giba, Piscinas, Santadi, Sant’Anna Arresi, Tratalias, Villamassargia.
Le trattative per la composizione delle liste sono ancora in corso ma è già certa la ricandidatura di 3 dei 6 sindaci uscenti: Learco Fois a Giba, Mariano Cogotti a Piscinas e Marco Antonio Piras a Tratalias. Non saranno candidati Cristiano Erriu, assessore regionale degli Enti locali, a Santadi; Paolo Luigi Dessì a Sant’Anna Arresi, per raggiunto limite dei tre mandati; Franco Porcu a Villamassargia. E’ probabile la candidatura di un ex sindaco a Santadi, Elio Sundas, già presidente del Consiglio della Provincia di Carbonia Iglesias.

Ospedale unico

Il Convegno regionale su “Progettare, Costruire, Organizzare l’Ospedale del III millennio”, svoltosi nella sala convegni della Sotacarbo, nell’area della Grande Miniera di Serbariu, oltre all’intervento del commissario straordinario Antonio Onnis, sul quale abbiamo già scritto in altra parte del giornale, si è aperto con i saluti del vice sindaco e assessore delle politiche sociali del comune di Carbonia, Maria Marongiu, del presidente della Conferenza provinciale socio-sanitaria, Francesco Porcu, e dell’assessore della Sanità della Regione Sardegna Luigi Arru.

Il lavori sono iniziati con la relazione del Direttore Generale dell’Assessorato Giuseppe Sechi che ha illustrato lo stato dell’arte e le prospettive degli investimenti regionali sui nuovi ospedali in Sardegna, al quale è seguito l’intervento del Commissario Straordinario della ASL n. 7 Antonio Onnis che ha presentato in anteprima gli aspetti principali del Piano Aziendale di riorganizzazione dei Servizi sanitari.

I lavori della mattinata si sono conclusi con l’intervento di Bruno Cravedi, Dirigente della Regione Toscana, che ha parlato dell’esperienza della costruzione dei 4 nuovi ospedali a Massa-Carrara, Lucca, Pistoia e Prato.

Il pomeriggio si aperto con la relazione di Claudio Sarti, Coordinatore Settore Qualità, Sicurezza e Trasparenza AUSL 4 di Prato, che ha affrontato il tema dei nuovi standards per l’assistenza ospedaliera. Barbara Podda – Ingegnere clinico della ASL n. 5 di Oristano, ha focalizzato l’attenzione sul tema dell’Health Technology Assessment, come strumento strategico per la valutazione delle Tecnologie sanitarie. A seguire sono intervenuti Francesco Bellomo – Dirigente in Staff Direzione Generale Azienda Sanitaria n. 2 di Lucca, Simona Bianchi – Direttore Medico Presidio Ospedaliero di Forlì dell’Azienda USL della Romagna e Rita Maricchio – Direttore del SITRA AOU Sant’Anna di Ferrara, che hanno sviscerato diversi aspetti dell’organizzazione delle attività sanitarie per Intensità di Cura e integrazione con il territorio.

Particolare interesse ha suscitato la Lezione Magistrale di Tiziano Carradori, già Direttore Generale all’Assessorato alla Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia Romagna e attualmente Direttore Generale dell’AOU di Ferrara, che ha fornito un’analisi critica e numerosi spunti di riflessione sui temi relativi ai concetti di qualità, sostenibilità e performance nell’organizzazione del sistema dei servizi sanitari.

La Sardegna non è disposta ad accettare una nuova servitù con il deposito nazionale delle scorie nucleari. Lo ha ribadito l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano, in una lettera inviata ai ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, anticipando la pubblicazione della Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee prevista per i prossimi giorni.«È impensabile che la Sardegna, già gravemente penalizzata a causa degli oneri eccessivi rappresentati da Servitù Militari che occupano oltre 35 mila ettari di terreno, con compromissioni di tipo anche ambientale; per la già grave situazione di crisi economica e di difficoltà nei trasporti e per i pericoli legati al trasporto dei materiali radioattivi via mare, possa essere ritenuta sede del deposito – scrive Donatella Spano -. La Sardegna ha già dato fin troppo.»

«La nostra posizione è decisa e irrevocabile – ha aggiunto l’assessore dell’Ambiente -, che già in più occasioni ha espresso l’assoluta contrarietà a qualunque ipotesi di installazione del deposito nazionale di rifiuti radioattivi, ribadendo inoltre che sardi si sono espressi contro i siti per lo stoccaggio di scorie radioattive in maniera inequivocabile nel Referendum consultivo del maggio 2011 e ricordando l’Ordine del Giorno approvato dal Consiglio regionale nel maggio 2014 e la posizione dell’Anci Sardegna, dello scorso 19 gennaio.» 

«Evidenzio inoltre che l’attuale Giunta regionale ha tra i suoi principi basilari la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ambientale e naturalistico della Sardegna nella sua unicità e specificità, come elemento di crescita e sviluppo dell’economia, di allentamento delle tensioni sociali e di valorizzazione turistica del nostro territorio – ha concluso l’assessore Spano – e ciò non sarebbe compatibile con l’ulteriore gravame di un deposito di scorie radioattive.»

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Raffaele Paci 2 copia

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore della Programmazione e del Bilancio, Raffaele Paci, ha approvato il disegno di legge di riforma del sistema dei Consorzi Fidi che andrà ora all’attenzione della competente commissione consiliare.

«Stiamo riorganizzando un sistema che non riesce più a dare risposta alle esigenze delle imprese – spiega l’assessore Paci -. L’obiettivo di questo Ddl è razionalizzarlo, modernizzarlo e renderlo più efficiente per garantire e migliorare l’accesso al credito delle medie, piccole e micro imprese sarde e dei liberi professionisti. Allo stesso tempo, garantiamo ai Confidi un adeguato supporto regionale, rafforzando i meccanismi virtuosi di impiego delle risorse pubbliche e regolarizzando l’erogazione dei contributi pubblici.»

Il percorso della riforma è iniziato dalla costituzione del Fondo Unico da 5 milioni di euro approvato con la manovra finanziaria lo scorso 27 febbraio, seguito da una serie di incontri con i Consorzi e con gli assessori coinvolti nella riforma, quelli del Lavoro Virginia Mura, dell’Industria Maria Grazia Piras e dell’Artigianato e Turismo Francesco Morandi. «In questo percorso abbiamo coinvolto i soggetti interessati per condividere i passaggi verso il nuovo sistema che vogliamo far partire entro giugno – sottolinea il vicepresidente della Regione -. Infatti la versione definitiva di questo disegno di legge tiene conto di alcuni suggerimenti arrivati proprio dai Confidi. Puntiamo a un sistema sano, che vuol dire imprese che possono operare meglio sul mercato a vantaggio dell’intera economia regionale. E questo è importante soprattutto in un momento di crisi come questo».

La prima novità è costituita dal fondo unico che sostituirà i precedenti tre, collocati presso gli assessorati del Lavoro, dell’Artigianato e Commercio e dell’Industria, destinato a integrare i fondi rischi dei Confidi: i criteri di ammissibilità per le imprese saranno fissati dalla Giunta per poi passare all’analisi della Commissione Bilancio in Consiglio regionale. Seconda novità, il Fondo di stabilizzazione «con il quale – spiega l’assessore Paci – vogliamo provare a prevenire i rischi di sistema, in particolare l’effetto domino dopo la caduta di un consorzio. Si tratta di un fondo volontaristico, nessuno è obbligato ad aderire, non è un fondo di salvataggio ma di prevenzione di eventuali crisi».
Le modalità saranno stabilite anche in questo caso dalla Giunta dopo il confronto con i Confidi che vogliono aderire e il passaggio in Commissione consiliare. Terza e ultima novità, l’Osservatorio Confidi. Ne faranno parte 3 dirigenti dell’amministrazione regionale, un esponente della Sfirs e 1 dei Consorzi Fidi. A regime, i contributi saranno erogati solo ai Consorzi che aderiranno ma per i primi 18 mesi dall’entrata in vigore della legge questa clausola resterà congelata.

«È un’occasione importante per le imprese sarde, che in questo modo avranno un’opportunità in più per uscire da questo difficile momento – conclude l’assessore Paci –. Dobbiamo fare in fretta, siamo riusciti ad approvare questo disegno di legge con due mesi di anticipo rispetto a quanto previsto dalla Finanziaria e ora andiamo avanti spediti.»

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Ieri, nella sede dell’assessorato del Lavoro, a Cagliari, si è svolto l’incontro tra l’Autorità di gestione e il partenariato, nel corso del quale sono state illustrate le procedure per la ripartizione dei fondi del Programma operativo FSE 2014-2020, pari a 444 milioni e 800 mila euro, per i prossimi sette anni.

La Sardegna può iniziare a programmare e spendere le risorse già nel 2015 perché la Commissione Europea ha approvato il nuovo PO FSE già nel dicembre del 2014. Gli strumenti attivabili nei prossimi anni riguardano cinque assi: occupazione, inclusione sociale, istruzione e formazione, capacità istituzionale, assistenza tecnica.

«La nuova programmazione – ha detto l’assessore Virginia Mura – ci consente di potenziare quanto abbiamo già realizzato finora. La riforma dei centri servizi per il lavoro è uno dei capisaldi dell’azione complessiva per il rilancio dell’occupazione, funzionale al rafforzamento del sistema, e alla realizzazione delle politiche di flexicurity per il reinserimento dei lavoratori nel ciclo produttivo. L’incontro odierno – ha aggiunto Virginia Mura – è stato molto importante. Dal confronto con il partenariato ci attendiamo contributi e suggerimenti preziosi per poter declinare al meglio gli interventi previsti.»

L’asse più importante è quello dell’occupazione, suddiviso in sei priorità. Particolare riguardo sarà dato all’accesso al lavoro per le persone in cerca di occupazione e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone ai margini del mercato del lavoro, anche attraverso iniziative locali e il sostegno alla mobilità professionale. Non meno importanti sono gli interventi per l’adattamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori al cambiamento. Il secondo asse prende in esame l’inclusione sociale. Il terzo riguarda l’istruzione e la formazione, con l’obiettivo, tra l’altro, di ridurre l’abbandono scolastico e migliorare la qualità e l’efficienza dell’istruzione superiore. Una novità, invece, sono le risorse destinate all’asse della capacità istituzionale, e da investire nell’efficienza delle pubbliche amministrazioni e dei servizi pubblici. L’ultimo asse, infine, è quello dell’assistenza tecnica.