6 May, 2021
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La Città di Iglesias aderisce alla “Fondazione Sardegna Isola del Romanico”, nata per la gestione degli interventi utili a valorizzare il patrimonio monumentale del Romanico in Sardegna.
La Fondazione nasce grazie all’impegno dei 60 Comuni sardi aderenti alla Rete del Romanico, con lo scopo di rafforzare l’itinerario del Romanico in Sardegna ed inserirlo nel più ampio quadro europeo, in un grande progetto di condivisione e di progettualità strategica nell’ambito culturale e turistico.
Una maniera per fare rete e contribuire allo sviluppo di itinerari turistici che mettano al centro la cultura e la valorizzazione del patrimonio storico.
In quest’ottica è prevista anche la nascita del Parco Monumentale del Romanico in Sardegna, con un itinerario turistico e religioso che si intende iscrivere nel “Registro dei Cammini di Sardegna e degli itinerari turistici, religiosi e dello spirito”.
Un’occasione per far conoscere ai tanti visitatori che scelgono Iglesias monumenti dal grandissimo valore, come la Cattedrale di Santa Chiara e la Chiesa della Beata Vergine di Valverde, inseriti in un itinerario più ampio che abbraccia tutto il territorio, tra cultura, storia e spiritualità.
«L’adesione alla Fondazione rappresenta un’iniziativa di grande importanza, e vuol proseguire nella strada della valorizzazione culturale e turistica della nostra Città e del suo Territorioha sottolineato il sindaco Mauro Usaiin continuità con quanto fatto in questi anni ed in sinergia con la società civile, l’associazionismo, con il terzo settore, il mondo del lavoro, e con le Diocesi della Sardegna.»
«I partenariati sono un importante volano per lo sviluppo di progetti su ampia scala, che oggi consentono di accedere a bandi di carattere regionale, nazionale, ed europeoha spiegato l’assessore della Cultura Claudia Sanna -. Sono soddisfatta di questo primo step, che auspico porti presto a promuovere in maniera concreta il patrimonio Romanico di Iglesias. Fare rete oggi in Sardegna significa sostenerci per promuovere la nostra Terra.»

I carabinieri di Teulada sono riusciti a venire a capo di un episodio delittuoso risalente a qualche tempo fa. Il tutto nasce da una denuncia/querela presentata a febbraio scorso da una 60enne del luogo. La donna aveva dimenticato aperta nel cortile di casa la propria auto Fiat Punto, nell’abitacolo della quale aveva lasciato la borsetta contenente il portafoglio. Una persona dabbene se ne era accorta e si era appropriata di quest’ultimo oggetto, contenente vari effetti personali e due carte magnetiche: un bancomat ed una postepay. 

Quasi immediatamente dopo qualcuno era andato a fare due prelievi presso il bancomat della filiale del Banco di Sardegna di Teulada, uno da duecento euro e uno da trecento. 

Dalla visione delle immagini del sistema che monitora la postazione, i carabinieri hanno individuato il prelevante. Il suo travisamento era molto alla moda e al passo con i tempi. Indossava, infatti, una mascherina “anticovid”. In realtà, però, chiunque ne avesse avuto pregressa conoscenza avrebbe potuto confermare trattarsi di un 28enne incensurato, molto conosciuto in paese, in quanto il dispositivo di protezione individuale non ne proteggeva troppo la fisionomia. Forse con un cappuccio integrale sarebbe potuto sfuggire all’identificazione ma avrebbe dato molto nell’occhio. È stato denunciato dai militari che lo conoscevano personalmente, per quell’indebito utilizzo di una carta di credito altrui e per la ricettazione della stessa, perché è stato accertato che questa fosse nella sua disponibilità e non che fosse stato lui a rubarla dall’auto.

«Ancora una volta registriamo i ritardi nelle vaccinazioni per le persone fragili. Situazioni che creano numerosi disagi e problemi, soprattutto nelle persone costrette a convivere con patologie e malattie croniche. Per questo motivo, ancora una volta, chiediamo alla Regione che le categorie fragili vengano vaccinate in tempi rapidi.»
Lo scrive, in una nota, Emanuele Cani, segretario regionale del Partito democratico.
«La situazione dei contagi e la pressione nei reparti e nelle terapie intensive è tutt’altro che risolta – conclude Emanuele Cani -. Dalla Regione attendiamo risposte e atti concreti per fronteggiare questa emergenza sanitaria che è tutt’altro che risolta.»

L’AVIS San Gavino Monreale distribuirà in questi giorni 5.000 cartoni personalizzati alle pizzerie della città. Lo scopo, come sempre, è quello di promuovere la donazione del sangue: questa volta il messaggio dell’associazione di volontariato arriva nelle case dei sangavinesi attraverso un canale tutto nuovo.

«Il Covid in questi mesi ha frenato la nostra attività di sensibilizzazione – racconta il vicepresidente dell’associazione Andrea Pusceddued abbiamo pensato a un nuovo modo per veicolare il nostro messaggio. Abbiamo fatto realizzare dei cartoni per pizza d’asporto personalizzati con il nostro logo ed un invito a donare il sangue e li distribuiremo nelle pizzerie della nostra città.»
Diego Cotza, presidente dell’associazione, spiega che «la promozione della donazione di sangue è la nostra mission principale e crediamo che anche questo sia un modo utile per arrivare alle persone, ci aspettiamo un aumento delle donazioni grazie a questo progetto».
I cartoni saranno abbinati a uno speciale contest dedicato ai canali social dell’AVIS sangavinese.
Sarà sufficiente scattare una foto o un selfie con il cartone bene in evidenza, e inviarla all’AVIS di San Gavino tramite Messenger o WhatsApp. Ogni settimana gli scatti verranno caricati su un album: la foto che prenderà più like vincerà due pizze a scelta presso la pizzeria preferita e un simpatico gadget AVIS.
Sui cartoni, inoltre, è stampato anche uno speciale QR Code che rimanda ad una pagina del sito dell’associazione in cui sono riportate le informazioni principali sulla donazione del sangue.
«Dobbiamo ringraziare tutte le pizzerie sangavinesi per aver aderito con entusiasmo alla nostra nuova iniziativa», conclude Andrea Pusceddu.
La campagna “Una buona pizza fa buon sangue” è stata finanziata dall’associazione con i fondi del 5×1000.

I carabinieri della Legione Sardegna sparsi negli oltre 270 presidi dell’Isola verranno in supporto di tutti i residenti ultrasettantenni, aiutandoli a registrarsi sui siti online che la Regione Autonoma della Sardegna metterà a disposizione della popolazione, per aderire volontariamente alla campagna di vaccinazione anti Covid-19, agevolando al contempo l’ATS (Azienda per la Tutela della Salute) nella predisposizione delle liste per le somministrazioni.
Registrarsi è facile, soprattutto, per coloro che non dispongono di uno strumento telematico o di una connessione a internet: sarà sufficiente recarsi presso una Stazione dei Comandi Provinciali Carabinieri di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari e chiedere il loro ausilio, portando al seguito la tessera sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi in corso di validità e, se disponibile, un recapito cellulare. Qualora l’anziano avesse difficoltà a spostarsi, saranno i carabinieri a recarsi da lui, attivati da una semplice chiamata al numero di pronto intervento “112”.
Se sei già stato contattato dall’ATS e hai già espresso la tua adesione ad un operatore, non è necessario che ti registri.
L’adesione è libera e volontaria, non è vincolante, ma è necessaria per accedere alla vaccinazione.
I cittadini che registrano la propria adesione verranno progressivamente inseriti nel portale e saranno contattati dall’ATS per la comunicazione della data, dell’ora e del luogo in cui sarà eseguita la vaccinazione; successivamente, riceveranno tutte le informazioni dovute sulle caratteristiche del vaccino ai fini della sottoscrizione del consenso informato, necessaria prima della somministrazione.
Ancora una volta i carabinieri sono in prima linea in questa battaglia per far fronte alle difficoltà connesse con la diffusione del virus. Già in passato nel corso della pandemia le Stazioni hanno fornito sostegno alla popolazione attraverso la consegna a domicilio di pensioni, generi di conforto e supporti alla didattica.
Anche questo ulteriore contributo si colloca, dunque, in un solco già tracciato nel campo della prossimità e della solidarietà, in cui la presenza capillare dell’Arma nei luoghi più remoti del territorio nazionale ha fatto sì che si potessero superare ostacoli apparentemente insormontabili.

Seconde generazioni, migrazioni, pluralità culturale e sociale. Sono questi i temi al centro del concorso fotografico SGUARDI PLURALI, promosso da FIERI – Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione insieme alla Società Umanitaria di Carbonia e in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia.

L’obiettivo di SGUARDI PLURALI è creare una raccolta di testimonianze e racconti del quotidiano che sappiano fare emergere la pluralità culturale e sociale contemporanea italiana, attraverso l’uso del linguaggio fotografico.  In un presente in cui immagini fotografiche e video plasmano come mai prima gli immaginari collettivi e la pubblica opinione, temi come la migrazione non sono mai raccontati da chi vive o ha vissuto un’esperienza di migrazione a livello personale o famigliare.

Per dare centralità a questo punto di vista ignorato, SGUARDI PLURALI cerca storie che nascono da giovani con un retroterra migrante: è infatti dedicato a loro il bando di SGUARDI PLURALI, che scade l’11 luglio 2021 e che si rivolge a autrici e autori con età inferiore ai 35 anni, nati all’estero e immigrati in Italia o nati in Italia da almeno un genitore di origine straniera.

Le candidate e i candidati dovranno inviare un progetto composto da dieci immagini e ambientato in Italia, che potrà riguardare molteplici ambiti della quotidianità, in cui emerga la pluralità culturale e sociale contemporanea. Il modulo per l’iscrizione e il bando con tutte le info sono scaricabili dal sito di FIERI all’indirizzo https://www.fieri.it/sguardi-plurali-sullitalia-plurale/ 

Le opere saranno giudicate da una giuria composta da: Pietro Cingolani (antropologo, Università di Bologna e FIERI), Monica Poggi (co-curatrice di CAMERA, Torino), Annalisa Frisina (sociologa visuale, Università di Padova), Mariagiulia Grassilli (antropologa, Università di Bologna e direttrice del Festival Human Rights Nights), Délio Jasse (fotografo e videoartista), Suranga Deshapriya Katugampala (fotografo e videoartista) e Andrea Tinterri (Curatore e critico d’arte contemporanea per la Società Umanitaria).

La giuria assegnerà tre premi ai primi classificati, rispettivamente del valore di 2.000 euro, 1.000 euro e 500 euro.

Le opere selezionate saranno raccolte in una mostra itinerante la cui prima esposizione sarà a Carbonia a partire dal 7 ottobre 2021 nell’ambito della manifestazione How to film the world, rassegna legata al Carbonia Film Festival. A Carbonia saranno inoltre annunciate le opere vincitrici.

La mostra sarà successivamente esposta a Bologna (autunno 2021), Torino (inverno 2021), Milano (primavera 2022). I lavori premiati, accompagnati da una selezione di immagini dagli altri lavori partecipanti, saranno inoltre presentati sul sito di FIERI. 

Sguardi Plurali è un progetto ideato da FIERI, che dal 2001 si occupa di studiare i fenomeni migratori attraverso un approccio interdisciplinare, e promosso insieme a CSC Carbonia della Società Umanitaria – La Fabbrica del Cinema, che dal 1999 organizza il Carbonia Film Festival dedicato al tema del lavoro e della migrazione, ed è in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano della Fotografia.

L’immagine guida del concorso è un lavoro dell’artista Délio Jasse, membro della giuria di Sguardi Plurali, tratta dalla serie “Pontus” del 2012 e declinata in varie angolazioni. 

Tra i giovani fotografi più interessanti del panorama internazionale, Délio Jasse ha esposto le sue opere in numerose mostre personali, e ha inoltre rappresentato l’Angola, il proprio paese, alla 56esima Biennale di Venezia. 

Il lavoro di Jasse, da sempre orientato alla sperimentazione, riflette in particolare sul concetto di memoria utilizzando spesso immagini trovate in album di famiglia o passaporti che custodiscono il racconto di vite passate.

Venerdì 23 aprile 2021 sarà presentato online sul sito www.filippograndulli.it e su tutti i canali social il fashion film della nuova collezione di Filippo Grandulli “Su Feli”.
La collezione è una visione non didascalica dell’austerità dell’antica donna sarda, che il designer noto per
prediligere il colore nero nelle sue collezioni, ha messo su carta per il prossimo autunno inverno.
“Su Feli” la parola sarda che indica la rabbia. Uno stato d’animo comune in questo difficile momento che stiamo attraversando. La rabbia unita alla voglia di rivalsa e di ripresa. La donna Filippo Grandulli, è quindi coraggiosa, elegante, forte e determinata.

Da un’idea dal creativo Daniele Coppi e grazie alla collaborazione di una squadra di professionisti sardi, sulle note del brano “Bellu” composto da Marascia, prende vita una sfilata di moda dall’atmosfera onirica che sottolinea quanto il nostro territorio ha da offrire sotto tutti i punti di vista.

Fondamentale la disponibilità e la concessione dei proprietari del Villaggio Minerario Asproni, esempio di
architettura mineraria privata tra le verdi colline del Sulcis Iglesiente che ha da poco iniziato un importante
progetto di recupero.
«Per questa collezione ho coinvolto diversi artigiani e artisti che hanno realizzato esclusivi accessori. Ho
trasformato i cestini sardi realizzati in carta da Angela Boeddu in cappelli e disegnato vistosi orecchini prodotti
da Furighedda. È un video carico di intensità e voglia di ricominciare da parte di tutti quelli che hanno lavorato
per realizzarlo. Grazie a tutti!» dichiara il designer Filippo Grandulli.

Dopo il rinvio delle Olimpiadi del 2020 a causa della pandemia, l’appuntamento è stato fissato per l’estate 2021. Ma questi Giochi saranno come al solito un successo o potranno risultare un vero e proprio fallimento?
E’ molto complesso rispondere a questa domanda, in quanto il fascino delle Olimpiadi è sempre altissimo ed ha una risonanza mediatica globale con pochi eguali. Il problema di questa edizione consiste nel divieto per i tifosi stranieri di recarsi in Giappone a causa dell’emergenza sanitaria in corso e che non sembra rallentare in Oriente.
Questo divieto imposto dalle autorità giapponesi contribuirà a garantire un Olimpiade sicura per tutti i partecipanti e soprattutto per tutto il pubblico giapponese che deciderà di assistere dal vivo alle competizioni.
Come dichiarato dal CIO, infatti, questa proibizione ha comportato grossi sacrifici per tutti, in particolare per gli atleti stessi che non potranno avere le proprie famiglie al loro fianco, e inoltre non potranno avere il supporto dei tifosi della loro nazione, che contribuiva ad alzare notevolmente il livello delle prestazioni, dato che gli olimpionici si sentivano in dovere di rendere orgogliosi i propri supporter. Dunque, i calorosi tifosi italiani, ma non solo, saranno costretti a supportare i propri atleti preferiti dalla televisione di casa o dal proprio pc portatile direttamente dalla spiaggia durante le vacanze.
Per limitare la delusione di moltissimi degli appassionati delle Olimpiadi, il Comitato è già al lavoro per l’organizzazione di una cerimonia d’apertura degna di essere ricordata come una delle migliori, con presentazione delle varie nazioni in modo sensazionalmente elegante, per riprendere lo stile che contraddistingue la cultura Giappone. Sarà un’opportunità per tutti quanti di vivere un evento spettacolare che potrebbe segnare lo spartiacque tra la pandemia e il ritorno ad una vita normale con poche limitazioni o addirittura senza.
In questo senso, in Italia ci si è già mossi per permettere ai tifosi di tornare negli stadi già dalle prossime settimane con una capienza decisamente ridotta di mille persone, ma che andrà piano piano ad aumentare fino al 25% della capienza totale durante gli Europei che si terranno anch’essi quest’estate.
Di conseguenza la spinta che arriverà da eventi come Olimpiadi ed Europei di calcio, che si terranno con il pubblico, anche se con limitazioni, potrebbe essere di esempio per tutto mondo dello sport che a partire da quest’estate potrebbe iniziare a muoversi nella direzione della riapertura quasi totale degli spazi dedicati ai supporter.
Ma tornando all’Olimpiade, cosa dobbiamo aspettarci dagli atleti azzurri?

Le possibilità di ottenimento delle medaglie quest’anno sembrano decisamente più elevate in quanto moltissimi nuovi atleti giovani e di belle speranze si sono avvicinati alle prime posizioni mondiali nelle loro discipline. Gli esempi più eclatanti sono senza dubbio Filippo Tortu, il ragazzo del ‘98 che è stato in grado di ottenere un tempo inferiore ai 10’’ nei 100 metri piani; e Jannik Sinner, la stellina del tennis moderno, che sta stupendo tutti e che potrebbe continuare a stupirci durante il torneo previsto sul cemento in quel di Tokyo 2021.
Poi ci saranno i soliti fenomeni che hanno fatto la storia italiana alle Olimpiadi, ovvero Federica Pellegrini, che potrebbe essere alla sua ultima edizione dei
Giochi; Gregorio Paltrinieri, campione olimpico in carica dei 1.500 m stile libero e, infine, Frank Chamizo, specialista nella lotta libera, che nel 2016 ha conquistato il bronzo all’Olimpiade di Rio.
Dunque, non ci resta che attendere questi mesi che mancano all’inizio dell’edizione più particolare dell’Olimpiade per capire se sarà un successo in tutti sensi o se sarà un fallimento causa problematiche organizzative e sanitarie.

Sono 271 i nuovi casi positivi al Covid-19 accertati nelle ultime 24 ore in Sardegna su 3.750 test eseguiti (7,23%).

Salgono a 52.013 i casi di positività dall’inizio dell’emergenza. In totale sono stati eseguiti 1.149.591 tamponi.

Si registrano 3 nuovi decessi (1.321 in tutto). Sono 377 (+10) persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, 58 (-3) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 17.544 e i guariti sono complessivamente 32.709 (+296) mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell’Isola sono attualmente 4.

Sul territorio, dei 52.013 casi positivi complessivamente accertati, 13.499 (+64) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 7.864 (+50) nel Sud Sardegna, 4.534 (+15) a Oristano, 10.249 (+48) a Nuoro, 15.867 (+94) a Sassari.

BRT-Bartolini, corriere veloce e affidabile specializzato nella consegna di diverse tipologie di spedizioni e nella fornitura di servizi logistici di supporto alla distribuzione delle merci, è alla ricerca di diplomati e laureati da assumere soprattutto come impiegati e operatori per diverse mansioni. Le assunzioni sono rivolte a Impiegati Operativi, che dovranno svolgere tutte le mansioni di ufficio tra le quali bollettazione, gestione cassa e gestione delle spedizioni, risolvere i problemi riguardanti le spedizioni, soddisfare le richieste telefoniche della clientela, espletare tutte le attività dell’ufficio relative alle pratiche di assistenza, effettuare l’inserimento dei dati relativi alle spedizioni in partenza dalla filiale e predisporre la relativa documentazione; Impiegati Assistenza Clienti, i quali dovranno supportare il responsabile nella soluzione dei problemi riguardanti spedizioni non andate a buon fine, espletare tutte le attività dell’ufficio relative alle pratiche di assistenza (disguidi, giacenze, danni, rotture, inversioni …) e soddisfare le richieste telefoniche della clientela; Responsabili di Filiale, che dovranno gestire la filiale affidata avendo responsabilità diretta sul conto economico, sul personale, sull’organizzazione e sulla qualità del servizio, garantire la gestione della distribuzione dei colli (ritiri e consegne), svolgere attività di promozione e vendita del servizio presso la clientela, gestire i costi fissi e variabili della filiale e gestire i rapporti con i fornitori dei servizi di facchinaggio e di trasporto; Vice Operatori Ced, che dovranno occuparsi di attività afferenti alla comunicazione dati con i clienti, supportare gli utenti delle filiali su diverse problematiche e supportare i clienti nel corretto utilizzo delle procedure informatiche e delle metodologie di lavoro.

Per verificare tutte le figure ricercate…

L’articolo completo è consultabile nel sito: http://suntini.it/diariolavoro_brt_4_21.html  .