21 February, 2026
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A Cagliari, le Unità Mobili della Carovana della Prevenzione saranno presenti al Molo Ichnusa nella base operativa del team Luna Rossa grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, l’ARNAS Brotzu, l’ASL di Cagliari e altre Istituzioni Sanitarie locali e con il supporto operativo della Marina Militare e dei suoi Comandi che curerà il supporto logistico via mare delle tappe sarde.

Il chirurgo senologo Massimo Dessena, referente della Senologia chirurgica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari, coordinerà un team di 20 medici e tecnici di radiologia provenienti dalle strutture pubbliche e private coinvolte.

Il “Villaggio della Salute” sarà inaugurato con una cerimonia di apertura a cui seguiranno incontri scientifico-divulgativi sul tema e lezioni sul benessere psicologico. Ma non solo. Saranno al centro del progetto anche lezioni di sensibilizzazione alla prevenzione rivolte agli studenti delle scuole di primo e secondo grado.

Presenti in piazza anche le Federazioni FIPSAS, FITP e CANOTTAGGIO con attività sportive correlate ai corretti stili di vita oltre a lezioni di danza, zumba e il simulatore di pesca. Grazie ad Assomela saranno distribuite le mele a tutti i visitatori del Villaggio e la brochure “Mangiare Bene” realizzata dal Centro Komen Italia per i Trattamenti Integrati in Oncologia.

Mercoledì 22 ottobre, alle 17.00, in piazza Marinai d’Italia si svolgerà la WALK FOR THE CURE passeggiata di sensibilizzazione a sostegno dei progetti che Komen Italia svolge in Sardegna. Ogni partecipante con una donazione di 10 euro riceverà la maglia dedicata alla Sardegna. Sarà possibile iscriversi alla WALK in piazza Marinai d’Italia anche il 19 ottobre dalle 11.00 alle 17.00.

Gli esami diagnostici, quali mammografie, ecografie mammarie e visite cliniche specialistiche, rivolti alle donne under 50 e over 69, devono essere prenotati compilando il form sul sito web (https://komen.it/evento/villaggi-cagliari-21-22-23ottobre2025/).

 

 

«Il declino della sanità del Sulcis Iglesiente, ma soprattutto le gravissime criticità dei due presidi ospedalieri presenti nel territorio e, in particolare dell’ospedale Sirai di Carbonia, necessitano di una presa di posizione netta, ferma e decisa di tutte le parti istituzionali e sindacali del territorio. Nessuno può permettersi di sentirsi escluso dalle rivendicazioni di una qualità di servizi sanitari in linea con l’atto aziendale e i bisogni dei cittadini, sempre più danneggiati da un sistema sanitario che li obbliga a patirne le inefficienze, ad aggravare la loro situazione economica e sociale, fino a rinunciare addirittura alle cure.»

Lo scrive, in una nota, Daniela Garau, consigliera comunale e provinciale di Fratelli d’Italia.

«In data odierna ho presentato per questi motivi una mozione, indirizzata al Sindaco, alla Giunta e a tutti i Capigruppo consiliari, affinché coinvolgano tutti i rappresentanti politici e sindacali del territorio per pretendere una qualità di servizi ospedalieri che sia degna dei diritti di cui godono i cittadini», conclude Daniela Garau.

 

Venerdì 17 ottobre, nella sala dell’associazione “Su Marchesu”, in via Dante 11, a Portoscuso, è in programma la presentazione del romanzo “Onora il figlio” di Roberta Poggio, pubblicato nella collana Senza Rotta diretta curata da Marino Magliani, arkadia_editore. L’autrice dialogherà con la professoressa Eloisa Sedda. Sabato mattina Roberta Poggio sarà ospite del Festival Bianco e Nero, a Cagliari.

Approda a Iglesias Aut Out Aut, il festival letterario sulle diversità e l’abitare indipendente organizzato dall’associazione Diversamente Odv con la direzione artistica di Alessandro Muroni. Un festival – Lo sguardo il filo l’attesa il fil rouge di questa edizione –  quest’anno ispirato ai personaggi dei romanzi e del teatro di Samuel Beckett, che conferma la sua peculiarità, quella di parlare di autismo senza parlarne, che racconta il disturbo autistico non trattandolo direttamente ma attraverso la letteratura e le arti. Da venerdì 17 ottobre, fino al 19, Aut Out Aut si concentrerà nella città mineraria, nella Sala Remo Branca (piazza Municipio), che ospiterà tutti gli appuntamenti in programma.

 

Nella suggestiva cornice della caserma “Trieste”, sede della Scuola Allievi Carabinieri di Iglesias, si è svolta questa mattina la cerimonia solenne di giuramento e conferimento degli alamari al 1º ciclo di Allievi Carabinieri del 144º corso formativo.
Alla presenza del Generale di Corpo d’Armata Giuseppe La Gala, Comandante delle Scuole dell’Arma dei Carabinieri, e delle principali autorità civili, militari e religiose regionali e locali, i 500 allievi hanno ufficialmente concluso il percorso formativo, entrando a far parte della grande famiglia dell’Arma.
Il corso è stato intitolato al carabiniere Lorenzo Gennari, Medaglia d’Oro al Valor Militare, nato a Quattro Castella (RE) il 18 febbraio 1921 e barbaramente ucciso dai nazi-fascisti il 19 febbraio 1945 a Bibbiano (RE), al grido di “Viva l’Italia”. Un tributo alla memoria e al coraggio di chi ha sacrificato la propria vita per la Patria.
Durante la cerimonia, particolarmente sentita dai familiari presenti, le autorità, fra le quali, con il colonnello Saverio Ceglie comandante della Scuola allievi carabinieri della Caserma Trieste di Iglesias, c’erano il cardinale Arrigo Miglio, il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Mario Farci e il neo presidente della provincia del Sulcis Iglesiente e sindaco di Iglesias Mauro Usai, hanno apposto personalmente gli alamari ai primi sette allievi classificati per merito. Gli alamari, filettati di rosso, rappresentano il simbolo distintivo dell’appartenenza all’Arma dei Carabinieri.
Nel suo intervento, il Generale Giuseppe La Gala ha voluto ricordare i tre carabinieri recentemente scomparsi nell’esplosione di un casolare a Castel d’Azzano (VE), tra i quali il brigadiere Valerio Daprà, che aveva mosso i primi passi nella carriera proprio presso la Scuola di Iglesias. Rivolgendosi agli allievi, ha sottolineato: «La comunità che andrete a servire sarà la vostra nuova famiglia, così come lo è l’Arma. Da voi il cittadino si aspetta una risposta pronta, una parola di conforto, attenzione alle situazioni di difficoltà».
Ha concluso con un messaggio di forte valore istituzionale: «Ora che siete parte della grande famiglia dell’Arma, siete uomini e donne nuove, che saranno da qui in avanti il volto dello Stato e punti di riferimento inamovibili».

«Un altro angolo del Sulcis privato di un servizio sanitario essenziale: 1.500 pazienti restano senza medico di famiglia a Villamassargia. La tanto sbandierata sanità di prossimità resta ancora una chimera in Sardegna, perdendo ancora una volta un servizio essenziale come quello del medico di base. Mentre la Giunta regionale si riempie la bocca di proclami sulla sanità territoriale, di fronte ai fatti dimostra tutta la sua inefficacia e il suo colpevole disinteresse. La situazione che stanno vivendo i cittadini di Villamassargia, Domusnovas e Iglesias non è più un’emergenza.»

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Gianluigi Rubiu commenta con durezza la scandalosa situazione che da settimane lascia oltre 1.500 pazienti, tra anziani, cronici e persone fragili, senza un medico di famiglia.

«Da oltre due settimaneaggiunge Gianluigi Rubiu un intero territorio è stato lasciato al suo destino. La chiusura dell’ambulatorio di Villamassargia e la mancata sostituzione del medico sono la prova che la programmazione regionale è inesistente. Il primo bando andato deserto non è una fatalità, è la diretta conseguenza dell’incapacità di attrarre professionisti e di governare il sistema. Hanno pubblicato un nuovo bando con colpevole ritardo, quando i cittadini sono già allo stremo. È una presa in giro!»

«L’assessorato della Sanità, invece di intervenire con soluzioni immediate e straordinarie, sembra assistere impassibile a questo sfacelosottolinea Gianluigi Rubiu -. Dove sono i piani di contingenza? Dove sono gli incentivi per i medici? Dove sono le soluzioni per garantire il diritto alla salute, sancito dalla nostra Costituzione? La risposta, purtroppo, è un silenzio assordante, rotto solo dalle disperate proteste di cittadini e amministratori locali. Ad Iglesias, con il prossimo pensionamento di un altro medico di famiglia, altri 1.500 pazienti resteranno scoperti. Siamo sull’orlo del collasso totale, e chi dovrebbe governare la sanità regionale sembra non avere né la volontà né la capacità di porvi rimedio. I medici rimasti sono al limite del burn-out. È questa la ‘sanità di prossimità’ che ci vengono a raccontare? Questa non è più un’emergenza, è la norma in una Regione che ha perso il controllo della sua sanità territoriale. Chiediamo con forza all’assessore e al presidente di uscire dal loro torpore e di rendere conto immediatamente ai cittadini.»

«In altre regioni prendono sempre più piede delle figure di supporto all’attività dei medici di famiglia che con adeguata formazione possono garantire una continuità assistenziale ai territori soprattutto laddove i pazienti in carico ai singoli medici di base causano cuna congestione del sistema sanitario territorialeconclude Gianluigi Rubiu -. Abbiamo presentato un’interrogazione formale per avere risposte che, purtroppo, non crediamo arriveranno. Intanto, la gente soffre. Questo non è un governo della sanità, è un abbandono di popolo. Continueremo a batterci perché il diritto alla salute non sia un privilegio per pochi, ma una garanzia per tutti i sardi.»

Una manciata di secondi. E’ il tempo che ha impiegato l’Iglesias per sbloccare il risultato della gara di andata del quarto di finale della Coppa Italia con la Ferrini e indirizzare partita e qualificazione alla semifinale. L’azione si è sviluppata sulla sinistra con Vincent Di Stefano, sul suo traversone Stefano Crivellaro ha corretto di testa per l’accorrente Fabrizio Frau che s’è avventato sul pallone e con una conclusione acrobatica ha spedito il pallone alle spalle dell’incolpevole Alessandro Arrus.

Il goal subito a freddo ha fatto arrabbiare Nicola Manunza che ha ripreso i suoi ragazzi per la scarsa attenzione nelle battute iniziali della partita, ma la reazione ha tardato ad arrivare. L’Iglesias ha continuato a premere sull’acceleratore e al 13′ è maturato il raddoppio: azione manovrata, conclusione di Antony Cancilieri, respinta di Alessandro Arrus e tap-in vincente di Stefano Crivellaro.

Le due squadre si sono presentate in campo con formazioni largamente rimaneggiata (oltre ai cambi dettati dal turn over, Giampaolo Murru ha dovuto fare a meno degli squalificato Fabricio Alvarenga ed Edoardo Piras), ma mentre l’Iglesias è sembrata concentrata e decisa a fare sua la partita per ipotecare l’accesso alla semifinale, la Ferrini è apparsa fuori dalla partita per l’intero primo tempo.

La squadra di Nicola Manunza ha avuto una reazione d’orgoglio nella ripresa e dopo due tentativi dell’Iglesias con il 18enne Mauro Abbruzzi, è andata vicina al goal due volte con Luca Floris, fermato da due grandi interventi del 18enne Fabio Slavica. Cercando il goal la Ferrini ha prestato il fianco alle ripartenze dell’Iglesias che è andata vicina al terzo goal con Joel Salvi Costa, Vincent Di Stefano e un altro 18enne, Nicola Pintus. La Ferrini ci ha provato fino ai 5′ di recupero, prima con Matteo Vinci, poi ancora con Luca Floris.

Al triplice fischio finale l’Iglesias ha festeggiato una vittoria che vale un’ipoteca sulla qualificazione alla semifinale. Il 29 ottobre, sul proprio campo, la Ferrini dovrà fare la partita perfetta se vorrà cercare di rimetterla in discussione.

Iglesias: Slavica, Di Stefano, Crivellaro, Fidanza, Mechetti, Mancini, Piras, Abbruzzi, Frau (84′ Capellino), Cancilieri (63′ Pintus), Salvi Costa (88′ Corrias). A disposizione: Riccio, Arzu, Tiddia, Daga, Sanna. Allenatore: Giampaolo Murru.

Ferrini: Arrus, Manca (50′ Corda), Corona, Vitale, Mudu, Lecca (46′ Floris), Rinino (50′ Zedda), Mate (71′ Argiolas), Fanni, Podda (63′ Vinci), Piras. A disposizione: Celli, Simongini, Boi, Capitta. Allenatore Nicola Manunza.

Arbitro: Gabriele Mulas di Oristano.

Assistenti di linea: Stefano Siddi di Cagliari e Simone Crobu di Oristano.

Marcatori: 1’ Frau (I), 13′ Crivellaro (I).

Ammoniti: Piras (F), Corona (F), Mudu (F), Mechetti (I), Giampaolo Murru (allenatore Iglesias), Fidanza (I).

Giampaolo Cirronis

 

Prosegue il percorso di “Autunno in Barbagia” e sarà un fine settimana (18 e 19 ottobre) nuovamente all’insegna della tradizione e della cultura in tre bellissimi angoli del territorio.

A Orgosolo si andrà in giro per i murales, l’artigianato e le produzioni tipiche. Tra le vie del paese saranno protagonisti i laboratori del Museo del Pane Carasau, il laboratorio di seta Tramas de Seda, le degustazioni e i tour dedicati al muralismo. Non mancheranno le dimostrazioni promosse da Aspen con artigiani e produttori locali e il Festival dell’Armonica a Bocca, che animerà piazza Caduti in Guerra con suoni e balli popolari.

A Belvì l’accoglienza sarà tra il profumo dei dolci tipici is caschettes, mostre, musica itinerante, giochi antichi e la suggestiva festa delle castagne, con degustazioni e spettacoli popolari. Il fine settimana culminerà nel festival artistico e musicale Barbagia in Festa, con gruppi folk provenienti da tutta l’isola.

A Sorgono spazio al Wine and Sardinia, il salone dei vini del Mandrolisai DOC. Tra le cortes e le cantine, i visitatori potranno partecipare a degustazioni, laboratori artigianali, mostre e visite ai siti archeologici di Biru e Concas. In programma anche le esibizioni dei gruppi folk, la vestizione delle maschere Is Arestes e s’Urtzu Pretistu e numerose dimostrazioni a cura di Aspen.

Antonio Caria

«Le tanto auspicate bonifiche nel Sulcis Iglesiente sono ferme dal 2019, anno in cui era stato reso noto l’ultimo report dello stato di attuazione del piano Sulcis, contenitore all’interno del quale erano indicati gli interventi di risanamento necessari per il rilancio di questo territorio. Ma da allora non è stato compiuto alcun passo in avanti, mentre il principale soggetto attuatore, Igea spa, resta privo delle minime condizioni per operare, la Regione Sardegna e l’assessorato competente brancolano nel buio, tra protocolli di intesa colmi di “aria fritta” e totale assenza di una visione adeguata ai tempi che corrono, quella all’insegna della sostenibilità.»

Lo scrive, in una nota, Ignazio Locci, sindaco di Sant’Antioco.

«Perché se da una parte viene sottoscritto e celebrato come salvifico l’ennesimo protocollo d’intesa con al centro il tema delle bonifiche, e mi riferisco a quello tra Regione e Stato teso all’istituzione di un tavolo tecnico permanente dedicato alle attività di bonifica e messa in sicurezza del sito di interesse nazionale (SIN) “Sulcis Iglesiente Guspinese”, che ricorda tanto quelli siglati nell’ambito del Piano Sulcis e rimasti tutti inattuati, dall’altra marca visita una visione dell’assessorato in termini di sostenibilità, la vera chiave di volta per ridare speranza alla riqualificazione del territorioaggiunge Ignazio Locci -. Il tema delle bonifiche e della sostenibilità, dunque, si concretizzano con “fuffa” chiamata protocollo di intesa o non si concretizzano affatto.»

«Il tema, insomma, è sempre lo stesso, quello con cui ormai crescono generazioni di sulcitani: bonifiche trattate solo a parole, con convegni, protocolli, ma non con risorse adeguate, progetti concreti o interventi volti a snellire quella burocrazia che da anni tiene fermi i progetti di risanamento ambientale. Basti pensare al caso Sant’Antioco, dove le aree ex Seamag, sia quelle all’ingresso dell’abitato, sia quelle di scavo di “Su monti de su sennori”, utilizzate ai fini industriali fino ai primissimi anni Novanta, sono ancora lì, ferme, da risanare perché Igea non è minimamente in grado di proseguire, priva degli elementari strumenti conclude Ignazio Locci -. Non ha più alcun senso continuare a chiacchierare, finanche nei più alti tavoli tecnici, se chi dovrebbe eseguire le azioni concrete non viene messo nelle condizioni di lavorare. Sarebbe auspicabile, infine, che l’Assessora regionale all’Ambiente, Rosanna Laconi, si occupasse realmente di bonifiche e di sostenibilità, perché di tavoli tecnici che producono solo carta questo territorio ne ha visto abbastanza.»

Il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha inviato una nuova comunicazione alla Portovesme srl e, per conoscenza, ai ministeri dell’Ambiente e dell’Industria, agli assessorati regionali dell’Ambiente e dell’Industria, al comune di Portoscuso, all’ARPAS e al dirigente dell’Area Ambiente della provincia del Sulcis Iglesiente, in relazione alle attività industriali di Portovesme e alla tutela del territorio e della comunità locale.

«Le osservazioni che seguono sono volte unicamente a garantire la chiarezza tecnica e procedurale delle informazioni trasmesse e a preservare il ruolo delle istituzioni competenti, nel rispetto delle reciproche funzionisi legge nella nota del presidente della provincia del Sulcis Iglesiente -. Si richiede di dettagliare le dichiarate “diverse iniziative atte a migliorare e ampliare la linea zinco”. Infatti, data l’intenzione dichiarata di chiudere tale linea, non si comprende per quale motivo siano state impiegate risorse in tal senso e se tali interventi siano stati esplicitati e rappresentati in apposita istanza al Ministero competente. Altresì si chiede di chiarire l’affermazione secondo cui “la Società ha provveduto a realizzare l’impianto SX e ad effettuare diverse migliorie all’impianto elettrolitico”. Tali impianti risultavano, infatti, già autorizzati nell’AIA – rilasciata, a suo tempo, proprio dalla Provincia – e le bonifiche e gli smaltimenti richiamati (Capannone Porto e Area vasche) erano già pianificati e comunicati alle Autorità competenti, oltre che completati da diversi anni. Si suppone che tali riferimenti riguardino gli adempimenti della Deliberazione RAS n. 7/3 del 22 febbraio 2005, con la quale vennero presentate le risultanze della Conferenza ex art. 27 del D.Lgs. 22/1997 – Approvazione del progetto dell’impianto di messa in riserva e di modifica dell’impianto Waelz per il trattamento ai fini del recupero di rifiuti speciali. A tal proposito è doveroso precisare che, nell’ambito della stessa delibera, coerentemente con l’aumento della quantità di fumi di acciaieria da recuperare, veniva richiesto un potenziamento dell’impianto di elettrolisi dello zinco, strettamente connesso alla produzione di metallo mercantile e non a un’attività di mero trattamento e smaltimento rifiuti, come quella attualmente effettuata. L’elettrolisi dello zinco risulta, infatti, completamente ferma. Si rileva che dichiarate di esercire l’impianto Waelz con lavaggio ed essiccamento degli ossidi, con i relativi servizi ausiliari – e questa è l’unica circostanza chiara e verificabile. Si ricorda tuttavia che tale sezione di impianto (Waelz + lavaggio ossidi) era in passato parte di un processo più ampio, finalizzato alla produzione di zinco metallo, mentre oggi sembra avere una diversa finalità, configurandosi come un’attività di trattamento rifiuti svolta per vostri clienti esterni. Tale attività non risulta coperta da specifica autorizzazione, trattandosi di un trattamento di rifiuti finalizzato alla cessione del prodotto all’esterno e non più alla produzione mercantile di zinco metallo, a beneficio della forza lavoro dello stabilimento.»

«Si prende atto che la Società dichiara di aver comunicato tali aspetti al Ministero dell’Ambiente, autorità riconosciuta come competente in materia di esercizio dell’AIA ha aggiunto Mauro Usai -. Tuttavia, appare trascurato il ruolo della Provincia, la cui funzione è altrettanto rilevante: il suo coinvolgimento in tali comunicazioni è strettamente connesso con le proprie competenze di programmazione e, soprattutto, di tutela del territorio. Si precisa inoltre che l’Autorità competente per l’AIA della discarica di Genna Luas è proprio quella scrivente, che ha il compito di esaminare eventuali variazioni delle quantità di rifiuti abbancati, prodotti dall’impianto di Portovesme, come già previsto nelle autorizzazioni precedenti. In merito alle condizioni di mercato che avrebbero portato la Società alla sospensione delle attività e alla messa in “stato di cura e manutenzione”, si rammenta che la Portovesme S.r.l., nelle sedi istituzionali preposte e convocate per la risoluzione delle problematiche del sito, ha dichiarato che “qualunque prezzo del costo energetico fosse stato applicato” la Glencore non avrebbe comunque ripreso la produzione dei metalli nello stabilimento di Portoscuso. Ne consegue che permane una sostanziale incertezza sul futuro che si intende dare allo stabilimento. Viene citata genericamente una “situazione di crisi” o “forte e drammatica incertezza”, contestualmente a un’attività di monitoraggio e a studi e analisi non definiti né presentati.»

«Nel frattempo, le istituzioni riscontrano forti criticità nell’esercizio delle funzioni delegate per legge per il controllo degli impianti gestiti dalla Glencore/Portovesme S.r.l. per la mancanza di un quadro gestionale chiaro, che consenta di rilevare le strategie poste in essere per la salute e la tutela dei lavoratori e dell’ambienteha sottolineato il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente -. Si invita, inoltre, a non qualificare sui mezzi di stampa le posizioni della Provincia o del suo Presidente come “attacchi” alla Portovesme S.r.l., poiché le istituzioni agiscono esclusivamente sulla base di dati oggettivi e di dichiarazioni formalmente acquisite. »

«Proprio per tale motivo, alla luce di quanto già richiesto, si sollecita l’acquisizione di esaustiva relazione sulla programmazione di ripresa delle attività indicate nel piano industriale o, in caso di dismissione degli impianti, del piano aggiornato di ripristino dei luoghi previsto e richiesto – come a voi ben noto – anche in caso di dismissione parziale dell’impianto, comprensivo degli interventi necessari al ripristino e alla riqualificazione ambientale delle aree liberate e del piano di indagini atte a caratterizzare la qualità dei suoli e delle acque sotterranee delle aree dismesse e definire gli eventuali interventi di bonifica da effettuare a vs onere e carico – senza citare quelli già realizzati da tempo – ma prendendo in considerazione quelli da realizzarsi al posto degli impianti da voi messi ora fuori servizioha concluso Mauro Usai -. Vista la dichiarata applicazione di un piano di “cura e manutenzione” degli impianti, si invita infine a trasmetterne evidenza documentale, coerentemente con i principi di tutela ambientale e di salvaguardia della sicurezza. Per quanto riguarda la richiesta di incontro, si ritiene opportuno acquisire preventivamente tutte le informazioni tecniche e amministrative necessarie a garantire che la riunione possa risultare effettivamente utile e proficua. Nulla osta, pertanto, alla pianificazione di un incontro futuro, una volta completata la fase istruttoria.»