30 January, 2026
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Salvatore Obino: «Evitato il naufragio della nave Blue Ocean A sulle coste dell’Isola di San Pietro»

L’opinione pubblica e le autorità amministrative locali, regionali e nazionali non possono restare indifferenti rispetto al grave rischio di naufragio corso dalla nave Blue Ocean A la notte del 28 gennaio dovuto anche alle estreme condizioni meteomarine, con raffiche a 50 nodi di maestrale e onde alte fino a 5 metri di fronte a Punta Spalmatore, sull’isola di San Pietro. 

Il cargo, di 7.878 tonnellate di stazza lorda (117 metri di lunghezza e 18.5 metri di larghezza), è finito alla deriva per un guasto al motore a una velocità di 1,7 nodi (3 km/h). A causa delle condizioni meteo – estreme, ma ormai non così rare – è stato impossibile evacuare in sicurezza i 33 membri dell’equipaggio. 

Possiamo solo immaginare il disastro che avrebbe potuto provocare la collisione del mercantile in avaria con un aerogeneratore alto circa 300 metri, all’incirca delle stesse dimensioni, le cui pale girano fino a 150 kmh. 

Non è la sceneggiatura di un film horror.

Al largo di Carloforte e Portoscuso, davanti alla Costa delle Miniere, è previsto un impianto offshore, – di imminente approvazione – con 42 megapale che occuperebbero un’area di mare più grande dell’isola di Sant’Antioco. 

E nel Sud Ovest della Sardegna ci sono richieste di allaccio per 500 turbine flottanti di 9 impianti eolici offshore. 

Nel ringraziare i soccorritori della Blue Ocean A, sottolineiamo che: 

  • gli elicotteri non potrebbero prestare soccorso in prossimità di impianti eolici offshore, 
  • le pale alla deriva sarebbero impossibili da rimorchiare e costituirebbero un pericolo enorme, 
  • i fondali di questa area del Mediterraneo sono ben diversi da quelli dove si stanno sperimentando le tecnologie delle windfarm galleggianti (con 3-5 turbine), che peraltro hanno una durata di circa 25 anni e necessitano continua manutenzione,
  • è necessario personale altamente specializzato per far fronte a tempeste e incidenti in alto mare con cavi ad alta tensione,
  • la salvaguardia delle vite umane e la tutela della navigazione in termini di Safety e Security dovrebbe essere prioritaria, anche in acque extraterritoriali,
  • il rischio di grave disastro ambientale è molto alto quando si ipotizzano collisioni marittime. 

Il Comitato NO speculazione energetica Carloforte chiede che, dopo i danni sulle coste sarde investite pochi giorni fa dal ciclone Harry e dopo questo scampato disastro, le autorità amministrative e gli enti che rappresentano le comunità del Sulcis-Iglesiente considerino attentamente i seri e reali pericoli e le conseguenze a lungo termine dell’installazione di offshore windfarm nei nostri mari. 

Per la sicurezza della navigazione, l’ecosistema, il territorio e il paesaggio, l’integrità e l’identità stessa delle popolazioni. 

Una transizione energetica che sia anche ecologica e giusta, coerentemente con il principio di cui all’art. 9,2 della nostra Costituzione, deve tutelare i diritti delle comunità rappresentate.

 Salvatore Obino

Presidente del Comitato NO speculazione energetica Carloforte

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Giovedì 6 febbraio

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