L’approccio all’Analisi Transazionale per lo sviluppo del benessere delle persone in azienda: comunicazione, gestione del conflitto e leadership nelle funzioni dirigenziali
Si è conclusa con successo, il 26 marzo la prima edizione del corso di formazione “L’approccio all’Analisi Transazionale per lo sviluppo del benessere delle persone in azienda: comunicazione, gestione del conflitto e leadership nelle funzioni dirigenziali”, pensato per fornire strumenti teorici e pratici utili a comprendere il funzionamento psichico, migliorare la comunicazione interpersonale e favorire la crescita personale nei contesti organizzativi.
Il corso tenuto dalla dott.ssa Katia Palmas – Psicologa del lavoro e delle organizzazioni sociali, Psicoterapeuta ad approccio integrato con focalizzazione sull’Analisi transazionale, Mediatrice familiare, terapeuta EMDR del Consultorio Familiare di Carbonia -, era diretto alle figure apicali delle diverse Unità Operative ospedaliere e territoriali o loro sostituti (Direttori di Struttura, Incaricati di Funzione Organizzativa di Coordinamento) che hanno partecipato a 6 giornate formative per una durata complessiva di 30 ore, alternando momenti di lezione frontale con simulazioni, role playing e ampi spazi di interattività tra i corsisti che hanno potuto così condividere e costruire un “sapere” comune relativamente alle dinamiche affrontate.
L’evento formativo aveva l’obiettivo di far acquisire ai partecipanti era competenze manageriali e relazionali attraverso l’approfondimento dei fondamenti teorici dell’Analisi Transazionale, con particolare attenzione agli stati dell’IO e alla lettura delle dinamiche relazionali.
In particolare, è stata focalizzata l’attività formativa sulla costruzione di strumenti operativi utili a leggere le principali funzioni manageriali e di leadership (motivare, guidare, delegare, dirigere, influenzare, valutare, coordinare) utilizzando i concetti dell’AT (stati dell’IO, transazioni, giochi, copioni, riconoscimenti, posizioni di vita) come chiavi di lettura e di cambiamento di dinamiche disfunzionali riconosciute.
A partire dall’identificazione delle peculiarità della relazione “manager/leader collaboratore si sono approfondite le tematiche legate ai momenti cruciali del team building a partire dalla vision e mission aziendale, la definizione degli obiettivi, i ruoli, la creazione dei gruppi passando dalla interazione alla interdipendenza per arrivare, infine, all’ integrazione. Si è proceduto, poi, all’identificazione del proprio stile di leadership, e al confronto con modalità alternative applicabili a seconda delle contingenze, anche con il contributo del sapere e saper fare acquisito nel tempo e messo a disposizione del gruppo da parte di tutti i partecipanti.
Tra i contenuti importanti, su cui il corso si è focalizzato, ampio spazio è stato riservato all’acquisizione di maggiore consapevolezza di se stessi nelle relazioni e nel riconoscimento del proprio contributo personale nel determinare l’esito della comunicazione sia quando è efficace, sia quando evolve verso esiti negativi, confluendo in dinamiche conflittuali e distruttive.
I concetti di Responsabilità, Consapevolezza e Okness hanno costituito i pilastri su cui è stata incentrata la riflessione su come poter migliorare le relazioni all’interno del contesto lavorativo, ma soprattutto nella relazione con i propri colleghi e collaboratori.
I partecipanti hanno potuto toccare con mano l’esperienza di far parte di un gruppo, mettendo in comune le loro esperienze, evidenziando criticità peculiari ma anche problemi comuni che si trovano ad affrontare, stimolando il continuo pensiero sull’importanza, ciascuno nel proprio contesto, di armonizzare il proprio sapere, con il saper fare frutto di esperienza di lunga data, e con il saper essere derivante dall’incarnare e vivere su di sé, in modo pieno e consapevole, il proprio ruolo come professionisti esperti, esempi e modelli per i propri collaboratori. La figura del leader emersa, si è quindi costituita come figura garante dell’equilibrio tra i bisogni individuali e quelli del gruppo, e come agente fondamentale per promuovere il cambiamento e il benessere all’interno delle organizzazioni.
Lo studio dei copioni individuali è stato propedeutico rispetto all’individuazione dell’importanza dei copioni organizzativi, per arrivare a considerare la conoscenza delle culture organizzative come punto di partenza per comprendere come orientare i propri gruppi verso il cambiamento, individuando fattori di resistenza e fattori di sicurezza connessi con l’accettazione e preparazione al cambiamento organizzativo, puntando sull’identificazione dei fattori motivanti specifici dei membri del proprio staff, costruendo validi piani di riconoscimento e motivazione dei collaboratori, anche attraverso un uso costruttivo della valutazione della performance come momento di crescita e arricchimento del soggetto.
Infine, grande enfasi è stata posta sull’importanza dell’intelligenza emotiva e sociale e su quanto non si possa prescindere, oggi più che mai, dal considerare il ruolo svolto dalle emozioni nelle organizzazioni, per il benessere dell’individuo nel proprio contesto lavorativo e come strumento protettivo rispetto al rischio di stress e burn out in una realtà sempre più complessa e esigente in termini di prestazioni.
Dai feedback restituiti dai partecipanti è emerso un gradimento generale per i contenuti e le modalità di realizzazione delle giornate formative. L’esito della riflessione condivisa del gruppo ha portato all’emergenza della necessità di costruire un linguaggio comune che consenta di comunicare con i vertici aziendali in un’ottica di maggiore coesione e armonizzazione, con l’auspicio di rendere fruibili a tutti i livelli dell’organizzazione quanto acquisito durante i momenti di profonda partecipazione.
È stata inoltre evidenziata, in maniera preponderante, la volontà dei partecipanti di proseguire nell’approfondimento dei contenuti trattati non solo da un punto di vista teorico, ma costruendo una vera e propria expertise basata sulla sperimentazione concreta, nello svolgimento quotidiano delle proprie funzioni dirigenziali e di coordinamento, per mettere a frutto, i concetti teorici appresi durante le giornate formative.
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