3 April, 2026
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L’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente ha chiesto integrazioni all’Ekosarda sul progetto di costruzione di un impianto di smaltimento per rifiuti speciali non pericolosi

L’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente ha chiesto integrazioni all’Ekosarda sul progetto di costruzione di un impianto di smaltimento per rifiuti speciali non pericolosi della volumetria netta di 323.164 metri cubi in località “Su Giri de sa Murta”, nel comune di San Giovanni Suergiu. La richiesta è stata formulata a seguito delle risultanze dell’istruttoria condotta dall’Ufficio e di quanto emerso dalla Conferenza di servizi istruttoria svoltasi lo scorso 27 gennaio.

L’assessorato richiede alla società proponente importanti chiarimenti su parametri e fattori ambientali e in merito all’analisi delle alternative, considerato che l’intervento proposto implica la mancata realizzazione del progetto di recupero/ripristino, esaminato/valutato nell’ambito della procedura di verifica, che prevedeva il riempimento dei vuoti di coltivazione, utilizzando (circa 182.000 metri cubi) materiale di provenienza prevalentemente esterna, e la restituzione delle aree all’originaria funzione agricola, di valutare, oltre l’opzione zero, di non realizzazione della discarica, con l’attuazione del progetto di recupero già approvato, altre alternative. La relazione dei tecnici dell’Assessorato continua sull’estensione dell’analisi costi-benefici ad altre possibili alternative e invita la società Ekosarda ad approfondire il censimento dei recettori presenti.

«Questo passaggioprecisa la sindaca Elvira Usai – è uno dei fattori su cui l’inchiesta pubblica con tutti i vari portatori d’interesse della nostra comunità ha da sempre indicato come sensibili e non superabili.»

Al fine di supportare la sostenibilità tecnico-finanziaria dell’intervento e giustificare il dimensionamento della discarica, viene chiesto di indicare attraverso una specifica indagine di mercato, i rifiuti speciali da conferire presso l’impianto, definendone bacino di provenienza, quantitativi e caratteristiche chimico-fisiche e conformità alle previsioni di legge in merito alla loro ammissibilità allo smaltimento nelle discariche per i rifiuti non pericolosi e rifiuti pericolosi stabili e non reattivi che soddisfano i criteri di ammissione previsti.

In riferimento alla relazione geologica-idrogeologica, viene rilevato che la collocazione dell’opera ai margini di un’area censita come Hg1 (pericolosità geologica moderata) e totalmente ricadente in area Hi1 (pericolosità idraulica moderata) del Piano di Assetto idrogeologico della Sardegna (P.A.I.), e non sono state reperite, all’interno della relazione, considerazioni circa la necessitò di eventuali opere di mitigazione della pericolosità, ovvero sull’eventualità che l’opera stessa possa aggravare tale pericolosità.

«In più segmenti dei vari documentiaggiunge Elvira Usaiil rimando alle osservazioni tecniche prodotte dal Comune, dal Comitato No alla discarica, dalle numerose associazioni ambientaliste, sociali e culturali, è una costante. Ciò significa che chi lotta da mesi contro la realizzazione di questa discarica, lo fa con cognizione di causa, in maniera consapevole e studiando a fondo le pieghe di questo scellerato progetto.»

L’obbligo di riscontro con ampia documentazione, da parte di Ekosarda, a tutte le schede parere degli enti coinvolti (oltre 15) dovrà necessariamente essere trasmesso entro il 30 aprile.

«Auspichiamoconclude Elvira Usai – che al più presto venga posta la definitiva parola fine a questo scempio ambientale e che la collina venga rinaturalizzata.»

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