25 May, 2026
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Torna l’appuntamento con Monumenti aperti, attesissima manifestazione nazionale giunta alla 30° edizione che mette in vetrina gran parte del ricco patrimonio del Parco Storico e Archeologico di Sant’Antioco: sabato 16 e domenica 17 maggio la cultura e la storia antiochensi saranno liberamente fruibili grazie alla collaborazione di un plotone di volontari composto da associazioni e studenti delle scuole cittadine. Un esercito che quest’anno, per la prima volta, sarà arricchito dalla partecipazione di bimbe e bimbi della scuola dell’Infanzia: «Un’emozione in piùevidenzia l’assessore della Cultura e della Pubblica Istruzione Luca Mereuun segnale bellissimo che ci ricorda quanto sia importante seminare sin da piccoli il senso di appartenenza, la curiosità e l’amore per la propria terra».

L’ampio ventaglio di siti visitabili spazia dal fiore all’occhiello del Parco Archeologico, il Museo Ferruccio Barreca, alla Necropoli punica di Sulky, dal Tofet all’Acropoli, dal museo Etnografico fino al Forte Su Pisu, alla Tomba dei Giganti, al MuMa e a tanti altri ancora, meglio dettagliati nell’opuscolo dedicato all’evento. I monumenti saranno visitabili gratuitamente sabato 16 maggio, dalle 16.00 alle 20.00 e domenica 17 maggio dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00. Le visite alla Basilica di Sant’Antioco e alle Catacombe, che verranno sospese durante le funzioni religiose, saranno possibili sabato dalle 16.00 alle 17.00 e domenica dalle 16.00 alle 20.00.

 Ma ci sono anche alcune particolarità che renderanno questa due giorni di immersione nella cultura ancora più interessante. La visita al Villaggio Ipogeo offrirà un’esperienza immersiva con la vestizione dell’abito antiochense, mentre sabato ci sarà spazio per l’evento “pomeriggio in musica!”: dalle 17.30 il Complesso Musicale Bandistico “Giuseppe Verdi – Città di Sant’Antioco” accompagnerà cittadini e visitatori in una suggestiva passeggiata musicale. Confermata anche quest’anno la presenza del Minibus Parco Archeologico, che sarà in servizio gratuitamente con partenza dal Museo Archeologico Ferruccio Barreca.

«Per noi è sempre una gioia ospitare Monumenti aperticommenta il sindaco Ignazio Locciè un appuntamento che rappresenta una vera festa della cultura, della scoperta, della condivisione e della collaborazione tra enti, istituzioni, associazioni e scuola. Mi preme infatti ringraziare la scuola Ipia Emanuela Loi e l’Istituto Globale Sant’Antioco Calasetta, nonché le decine e decine di volontari delle associazioni che anche quest’anno partecipano all’iniziativa, pilastri di questa storica manifestazione.»

«I nostri monumenti, i luoghi della memoria, le tradizioni e i racconti che custodiamo non sono soltanto testimonianze del passatoaggiunge l’assessore Luca Mereubensì energie vive che rendono la nostra comunità più forte, più consapevole e più bella. Sono ciò che ci lega gli uni agli altri e ciò che rende la nostra città autentica e accogliente agli occhi di chi la vive ogni giorno e di chi la scopre per la prima volta. Come Amministrazione Comunale crediamo profondamente nel valore di questa manifestazione, che negli anni è diventata un appuntamento importante di promozione e fruizione culturale».

C’è una forma di memoria che non appartiene ai libri né agli archivi, ma vive nel respiro delle voci che si accordano. È una memoria che si rinnova ogni volta che il canto diventa gesto condiviso, presenza, comunità. Sabato 18 aprile 2026, nella chiesa di Cristo Re a Carbonia, questa memoria ha trovato forma e suono nel concerto celebrativo per i trent’anni della Corale Caterina Cittadini di Cortoghiana, una delle realtà corali più significative del territorio.

Non una ricorrenza, ma una soglia attraversata insieme. La serata si è aperta come un tempo sospeso, in cui la musica non ha semplicemente accompagnato il ricordo, ma lo ha generato. Ogni intervento, ogni voce, ogni silenzio ha contribuito a comporre un racconto che non appartiene al passato, ma continua a vivere nel presente della comunità.

Attorno alla Corale, altre presenze hanno assunto il valore di una testimonianza. Il Coro Concordia Villa Ecclesiae di Iglesias, diretto da Paolo Autilitano, ha riportato alla luce le stratificazioni sonore della cultura mineraria, con una forza espressiva essenziale e radicata. Il Coro Polifonico Femminile di Tonara, guidato da Giovanna Demurtas, ha intrecciato tradizione e contemporaneità in un equilibrio sobrio, quasi meditativo. Il Coro Polifonico Chorodia di Calasetta, diretto da Noemi Cabras, ha invece attraversato territori sonori diversi, dal gospel al blues, con una sensibilità capace di trasformare lo stile in racconto.

Al centro della serata, il percorso narrativo “Briciole d’amore” ha dato forma a una biografia collettiva. Non una semplice rievocazione, ma un attraversamento poetico delle origini. Dall’asilo San Girolamo, dove suor Fidalma – presente con emozione discreta – seminava quotidianamente piccoli gesti di bellezza, si è dipanato il filo di una storia fatta di canti, parole, sguardi. Semi minimi, eppure destinati a durare.

Da quel nucleo iniziale, guidato dai maestri Walter Cannea e Alessandra Floris, la Corale ha progressivamente definito la propria identità. Con l’arrivo della maestra Angelina Figus, a partire dal 1995, il coro ha trovato una forma riconoscibile, un suono che non imita ma appartiene, una fisionomia musicale e umana che ancora oggi ne costituisce la cifra più autentica. Dal 2016, sotto la direzione del maestro Mariano Garau, questo percorso prosegue nel segno di una continuità vigile, in cui il rinnovamento non interrompe ma approfondisce.

Tra i momenti più intensi, il quadro “Briciole d’amore – Le voci che restano” ha dato voce all’assenza senza trasformarla in silenzio. I nomi di Antonella, Anna, Giulia, Alda, Nella non sono stati evocati come ricordo, ma come presenza sottile, ancora attiva nel tessuto sonoro della comunità. Nella logica del canto corale, nulla si interrompe davvero: ciò che si è amato continua a vibrare, anche oltre la sua forma visibile.

Un’altra soglia simbolica è stata quella de “La promessa”. Qui il trentennale ha assunto il suo significato più essenziale: non celebrazione del tempo trascorso, ma riconoscimento di un impegno che si rinnova. Custodire la musica, lo stare insieme, la fragilità luminosa dell’armonia condivisa. Un’esperienza che non appartiene soltanto alla dimensione artistica, ma a quella umana, dove il canto diventa pratica di relazione.

Nel corso della serata, è emersa con chiarezza anche la funzione più ampia di queste esperienze: quella delle associazioni culturali come presìdi vivi del territorio, luoghi in cui l’identità non si conserva ma si genera continuamente. L’intervento dell’assessore Giorgia Meli ha richiamato proprio questa dimensione, riconoscendo alla Corale il ruolo di presenza attiva nella vita culturale e sociale della comunità.

La conclusione delle presentazioni canore è stata affidata al canto con la Corale Caterina Cittadini, diretta dal maestro Mariano Garau, ha restituito in forma musicale ciò che l’intera serata aveva progressivamente evocato, un equilibrio tra le sezioni, una tensione misurata tra profondità e luce, tra contralti, soprani secondi e soprani primi. Non una somma di voci, ma un’unica architettura sonora, capace di tenere insieme precisione e partecipazione.

Accanto alle istituzioni civili, anche la dimensione ecclesiale ha trovato una sua voce. Il messaggio del Vescovo S.E. Mons. Mario Farci e la presenza di don Massimiliano Congia, parroco di Cristo Re, hanno restituito alla serata un orizzonte ulteriore, quello del tempo donato, che non si consuma ma si trasforma in legame.

Il momento dei ringraziamenti ha raccolto, senza spezzarlo, il filo del racconto. Con la dolcissima Suor Fidalma, i maestri che hanno guidato il cammino Walter Cannea, Alessandra Floris, Angelina Figus e l’attuale direttore Mariano Garau, le presidenti che si sono succedute nel tempo, fino all’attuale guida di Cristina Murtas. E ancora don Luca Manconi, suor Carla Lavelli, suor Maria, insieme a tutte le presenze che, in modi diversi, hanno reso possibile questa continuità.

Un riconoscimento particolare è stato rivolto a Efisio Congiu, nominato socio onorario, figura che incarna una fedeltà silenziosa e costante. Accanto a lui, le voci narranti Michela, Francesca, Emilio e Ignazio i quali hanno dato corpo alla dimensione orale della serata, restituendo alla parola la sua funzione originaria di ponte tra emozione e memoria.

Fuori dalla chiesa, ciò che rimane non è soltanto il ricordo di un concerto, ma la percezione di un tempo condiviso che continua oltre la sua conclusione.

Perché il canto, quando appartiene a una comunità, non termina.

Si sposta semplicemente nella memoria di chi ascolta, e lì continua a vivere.

Ignazio Melis

Sabato 9 maggio, alle 11.00, nell’aula consiliare del Comune di Arbus, gli organizzatori dell’Arbus Pro Motor’s sveleranno – in occasione della conferenza stampa – tutte le informazioni e novità del 15° Slalom Guspini-Arbus, 4° Memorial Ignazio Pani, in programma il 16 e 17 maggio.

La gara – che ha come Ente di appartenenza l’Automobile Club Cagliari – è organizzata dall’Arbus Pro Motor’s presieduta da Amerigo Vacca, e sarà valida come seconda prova del Campionato Nazionale Slalom e, come lo scorso anno, per il Trofeo d’Italia Nord (la prima delle sette prove), per la Coppa Zona 2 (Sardegna e Toscana, la prima delle cinque prove) e per il Campionato Regionale ACI Sport Sardegna Slalom (coeff. 1,75, seconda delle otto prove in programma).

Il deputato arburese Gianni Lampis ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa legata al 15° Slalom Guspini-Arbus, confermando il pieno sostegno istituzionale a un evento che rappresenta un’importante occasione di valorizzazione del territorio e delle sue potenzialità.

Anche il vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Arbus Simone Murtas, ha espresso grande soddisfazione per un risultato che rappresenta il coronamento di un percorso lungo, condiviso e costruito con determinazione.

Per agevolare i cittadini residenti nelle frazioni di Bacu Abis e Cortoghiana nella sostituzione della carta d’identità cartacea con la Carta d’Identità Elettronica (CIE), l’Ufficio Anagrafe del comune di Carbonia organizza due giornate dedicate direttamente nelle frazioni.
Gli Open Day rappresentano un servizio di prossimità pensato per rendere più semplice l’accesso alla CIE, evitando ai cittadini la necessità di recarsi presso gli uffici comunali centrali e favorendo una gestione più ordinata delle richieste.
Il primo appuntamento si terrà a Bacu Abis, domenica 10 maggio 2026, dalle 8.30 alle 13.30. Il secondo appuntamento è previsto a Cortoghiana, domenica 24 maggio 2026, sempre dalle 8.30 alle 13.30.
L’iniziativa assume particolare rilievo anche in vista della scadenza del 3 agosto 2026, data a partire dalla quale la carta d’identità in formato cartaceo non sarà più valida. Per questo motivo, il Comune invita i cittadini ancora in possesso del documento cartaceo a programmare per tempo la sostituzione con la Carta d’Identità Elettronica.
Tutte le indicazioni relative alla documentazione necessaria, ai costi e alle modalità di rilascio sono disponibili sul sito istituzionale del comune di Carbonia, nella sezione “Anagrafe e Stato Civile – Rilascio Carta d’Identità Elettronica”.

I vigili del fuoco del distaccamento di Iglesias sono intervenuti nella zona industriale della città per il recupero di 4 gattini.
L’intervento si è rivelato complesso in quanto tre cuccioli erano nel contro soffitto di un capannone adibito ad uso commerciale e un quarto cucciolo si trovava nell’intercapedine del tubo di scarico delle acque piovane.
Dopo ore di lavoro la squadra sul posto ha recuperato tutti i gattini che sono stati consegnati in buona salute ai proprietari.

«A giugno si apriranno nuovi confronti al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sulle principali crisi industriali della Sardegna, ma il tempo delle attese è finito. Servono risposte vere, immediate e verificabili.»
Così la segretaria generale della UIL Sardegna Fulvia Murru interviene sulle vertenze industriali ancora aperte nell’Isola.
«La Sardegna continua a pagare il prezzo di anni di assenza di una strategia industriale chiaraevidenzia Fulvia Murru -. Interi territori vivono nell’incertezza, tra produzioni ferme, investimenti bloccati e centinaia di famiglie che non sanno quale sarà il proprio futuro occupazionale.»
Secondo la UIL Sardegna «non è più accettabile assistere alla lenta perdita del patrimonio industriale dell’Isola. Dietro ogni vertenza ci sono lavoratrici, lavoratori, competenze e comunità intere che rischiano di essere lasciate sole».
Per questo, la UIL Sardegna rilancia la necessità di «un piano straordinario per l’industria sarda che metta insieme energia, infrastrutture, continuità produttiva e tutela del lavoro. Non bastano tavoli e dichiarazioni: servono decisioni operative e responsabilità precise da parte di Governo e Regione».
La preoccupazione riguarda tutte le aree industriali strategiche della Sardegna, da Macchiareddu al Sulcis fino a Porto Torres. «Non possiamo assistere in silenzio alla desertificazione produttiva dell’Isolaconclude Fulvia Murru -. Difendere l’industria significa difendere il diritto dei giovani a costruire qui il proprio futuro e impedire che la Sardegna continui a perdere lavoro, competenze e speranza.»

Sei associazioni hanno depositato al TAR Sardegna il ricorso (con richiesta di sospensiva) avverso il decreto n. 34147 del Commissario ad acta, pubblicato il 23 febbraio 2026 sul BURAS, che ha rilasciato l’autorizzazione ambientale per l’ampliamento dello stabilimento RWM di Domusnovas-Iglesias. La Camera di Consiglio è fissata per il prossimo 27 maggio 2026, alle ore 10.00.

Motivi di illegittimità (in sintesi) presentati da Italia Nostra Sardegna, USB Sardegna, Comitato Riconversione RWM, Assotziu Consumadoris Sardigna, Movimento Nonviolento Sardegna, Associazione A Foras:
• Violazione della sentenza del Consiglio di Stato che aveva già rilevato numerosi vizi nelle autorizzazioni precedenti.
• Istruttoria regionale incompleta e condizionamento da parte del Governo.
• Violazione norme italiane ed europee su VIA e tutela della biodiversità.
• Assenza di nulla osta paesaggistico e di idonea autorizzazione ambientale.
• Rinvio a successiva VIA della valutazione dei rischi derivanti dalla presenza di manufatti abusivi in aree ad elevato rischio idrogeologico.
• Autorizzazione di un impianto diverso da quello effettivamente realizzato.
Il ricorso è stato notificato alla Regione Sardegna, invitata a costituirsi a difesa degli interessi della Sardegna e della sua autonomia. La stessa Presidente ha definito l’istruttoria VIA ex post carente e incompleta.
Si sottolinea che l’ampliamento riguarda uno stabilimento riconosciuto abusivo, che porterebbe a triplicare la produzione di bombe per aerei MK e ad aumentare quella di droni killer di progetto israeliano, attualmente impiegati negli scenari di guerra.
Sabato 9 maggio 2026, alle ore 10.00, il ricoso verrà presentato nel corso di una conferenza stampa che si terrà presso l’Ex Hangar – Casa del Quartiere di Is Mirrionis, via Nebida n. 36, a Cagliari.
Interverranno gli avvocati Andrea e Paolo Pubusa che hanno presentato il ricorso e i rappresentanti delle associazioni firmatarie – Italia Nostra, A Foras, Assotziu Consumadoris Sardinia, Comitato Riconversione RWM, Movimento Non Violento Sardegna, USB.
Sono invitati: giornalisti, cittadini, associazioni che sostengono l’iniziativa, partiti politici contrari all’autorizzazione, consiglieri comunali di Cagliari firmatari del documento contro il transito di armi nel territorio e nel porto di Cagliari.

E’ in programma giovedì 7 maggio, alle 18.00, presso la Casa del Popolo, in via Barbagia 11, a Carbonia, la presentazione del libro “Su Nuraxi di Barumini”, di Giacomo Paglietti.

Esperto archeologo con quasi novanta pubblicazioni all’attivo, balzato recentemente alla cronaca per le vicende di “Sa Curadora”, e per aver fatto parte del gruppo di lavoro che ha reso le Domus de Janas Patrimonio UNESCO, Giacomo Paglietti porterà i presenti in un luogo indissolubilmente legato al nome di Giovanni Lilliu, Su Nuraxi di Barumini, per poi proporre nel suo libro omonimo, nuove tecniche di indagine. Tra gli incarichi attuali è curatore dei musei e dei siti del SIMUC (Sistema Museale di Carbonia), e direttore scientifico e curatore museale del primo museo pubblico della Sardegna, sito in Villanovaforru. Introduce Marco Vargiolu.

Giovedì 7 maggio, dalle 14.00 alle 16.30, presso il Centro direzionale del comune di di Iglesias si terrà un’assemblea straordinaria dei metalmeccanici della Portovesme srl. Saranno presenti all’assemblea generale, i segretari mazionali di Fim Fiom Uilm MOSIS-RENO-SIR-SICOI-ENTUSA-IECI-VULCANASTRI.

L’assemblea affronterà i temi legati a lavoro, sviluppo e futuro per il polo industriale. L’assemblea va considerata retribuita.