22 September, 2026
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E’ un “NO” unanime dei Comuni e della Provincia del Sulcis Iglesiente alla realizzazione della discarica di “rifiuti speciali non pericolosi” in località “Su Giri de sa Murta”, a Is Urigus, comune di San Giovanni Suergiu, quello emerso ieri sera nell’incontro pubblico organizzato dal comune di San Giovanni Suergiu nella sala consiliare comunale, piena in ogni ordine di posti.

 

C’è un vuoto che non è mai davvero vuoto. È quello lasciato dall’abbandono emotivo, una mancanza capace di attraversare l’infanzia e riaffiorare molti anni dopo nelle relazioni, nella percezione di sé, nella capacità di fidarsi e di amare.
È questo il tema al centro della nuova edizione di “Aprire Orizzonti”, la conferenza annuale tematica promossa da Casa Emmaus, che quest’anno porta a Cagliari il titolo “L’Ombra della mancanza. Tra vuoto e desiderio: il peso invisibile dell’abbandono emotivo”.
L’appuntamento è fissato per la mattina di venerdì 2 ottobre 2026 all’Holiday Inn di Cagliari, in viale Umberto Ticca 23. La giornata, rivolta a professioniste e professionisti dell’area sanitaria, sociale ed educativa, proporrà un confronto multidisciplinare sulle conseguenze dell’abbandono emotivo e sulle possibilità di intervento e cura.
L’obiettivo è andare oltre una lettura esclusivamente clinica del fenomeno, per interrogarsi su come le esperienze di mancanza e di abbandono possano influenzare il modo in cui le persone costruiscono le proprie relazioni adulte.
Tra i temi affrontati ci saranno la passione amorosa e il suo continuum tra normalità e patologia, la dipendenza affettiva, le nuove forme di love addiction, il rapporto tra traumi infantili e relazioni patologiche, fino agli strumenti clinici e alle strategie terapeutiche per favorire consapevolezza, resilienza e cambiamento.
La conferenza è a numero chiuso per 100 partecipanti. Sono previsti 8 crediti ECM per le figure professionali accreditate che ne fanno richiesta. La quota di partecipazione è di 50 euro senza ECM e 70 euro con ECM, comprensiva del pranzo.

Nel programma delle celebrazioni per l’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi, la Diocesi di Iglesias si prepara a vivere nella città di Iglesias, tra settembre e ottobre, nuovi importanti appuntamenti di preghiera, approfondimento, musica e devozione al Santo Patrono d’Italia.
Il primo appuntamento è fissato per mercoledì 16 settembre alle ore 19.00, nella “Sala Blu” del Centro Culturale di Iglesias, dove si terrà una conferenza con fra Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, sul tema “La presenza francescana in Terra Santa: profezia di pace”. Un incontro che intende mettere in luce il significato della presenza francescana in una terra particolarmente segnata dalle tensioni e dalla ricerca della pace.
Il giorno successivo, giovedì 17 settembre, festa dell’Impressione delle Stimmate di San Francesco, nella chiesa di San Francesco di Iglesias, alle ore 18.30, la solenne concelebrazione presieduta dal vescovo Mario Farci, insieme a fra Francesco Ielpo.
Le celebrazioni proseguiranno sabato 3 ottobre alle ore 21.30, nel chiostro di San Francesco, con un concerto di Piero Marras, inserito nel calendario degli appuntamenti per l’anniversario francescano.
Il momento culminante sarà il 4 ottobre, festa nazionale di San Francesco d’Assisi. Alle ore 19.00, nella chiesa di San Francesco, la solenne celebrazione presieduta dal vescovo Mario Farci, alla presenza del sindaco di Iglesias Mauro Usai, che accenderà la lampada votiva dedicata al Santo patrono d’Italia.
Al termine della celebrazione è prevista la processione per le vie della città, con partenza da piazza San Francesco e passaggio attraverso via Pullo, via della Zecca, piazza Manzoni, via Angioy, via della Decima, piazza Municipio, vico Duomo, piazza Pichi, via Sarcidano, piazza Lamarmora, corso Matteotti, via Musio, via Cagliari, via Cavour, via Manno, via Repubblica, via della Pace, via Spano, via Sassari, via Don Minzoni e conclusione nella chiesa di San Frances

Una stagione della narrativa sarda in cui delitti, investigatori, paesi e città diventarono anche un modo nuovo di raccontare l’isola. È quella degli anni Zero che Flavio Soriga e Matteo Leone ripercorreranno  sabato 5 settembre, alle 20.00, in Piazza De Gasperi a Sant’Antioco, con Ballate di guardie e ladri . Breve storia del giallo sardo anni Zero, nuovo appuntamento di Aperitivo con l’Autore. L’ingresso è libero e gratuito.

Aperitivo con l’Autore è organizzato e curato dall’APS Il Club di Jane Austen Sardegna, sotto la direzione artistica di Giuditta Sireus.

Un percorso affidato alle parole, alla musica e all’ironia, seguendo le tracce lasciate da scrittori, personaggi, indagini e libri che in quegli anni contribuirono a costruire un’immagine diversa della Sardegna nella narrativa contemporanea. Il giallo come genere, certamente, ma soprattutto come punto di osservazione: dietro un mistero potevano comparire un paese, una città, la cronaca, i rapporti tra le persone, le trasformazioni sociali e una terra che entrava nella pagina con molte più sfumature di quelle con cui era stata rappresentata fino ad allora.

Soriga quella stagione l’ha attraversata da scrittore. A Sant’Antioco la rimetterà in movimento insieme a Matteo Leone, scegliendo la forma della ballata e affidando alla musica una parte della narrazione. Ballate di guardie e ladri procede così: una vicenda ne chiama un’altra, una parola incontra una chitarra, la memoria lascia spazio all’ironia e la letteratura esce dalla pagina per prendere il ritmo del palco.

In quelle pagine la Sardegna acquista il peso di un personaggio. Entrano i paesi e le città, i delitti e chi cerca di risolverli, la cronaca, i caratteri, le contraddizioni, la memoria. Il caso da risolvere mette in moto la trama; tutto ciò che gli accade intorno racconta l’isola.

È anche questo uno dei motivi per cui il giallo sardo degli anni Zero ha lasciato una traccia riconoscibile. Attraverso guardie e ladri, vittime e investigatori, autori diversi hanno trovato la possibilità di osservare da vicino una Sardegna contemporanea, mettendo insieme realtà e invenzione, territori e figure, tensioni sociali e vita quotidiana. Il delitto diventava una porta d’ingresso. Dietro, ogni volta, appariva un pezzo di mondo.

Con Matteo Leone quel mondo acquista anche un suono. La chitarra accompagna la voce, ne cambia il passo, apre ricordi e restituisce atmosfere. Parola e musica procedono fianco a fianco, senza trasformare la serata in una ricostruzione accademica della letteratura di genere: il pubblico incontrerà piuttosto un racconto costruito a modo loro, fatto di memoria, episodi e deviazioni.

Una ballata, due narratori e parecchie storie. La definizione scelta per presentare lo spettacolo contiene già la sua misura. Flavio Soriga e Matteo Leone attraversano una stagione letteraria senza metterla sottovetro: la riportano sul palco, la fanno parlare al presente e seguono il filo che unisce i libri ai luoghi dai quali sono nati.

L’appuntamento del 5 settembre arriva nel pieno del calendario di Aperitivo con l’Autore e segue l’incontro di venerdì 4 settembre, alle 20.00, in Piazza Italia, con Vito Mancuso. Due serate consecutive e due linguaggi molto diversi: prima il pensiero filosofico e teologico, poi la Sardegna attraversata dal giallo, dalla musica e dall’ironia. Una scelta che restituisce la varietà di una rassegna costruita intorno ai libri e alle molte forme che possono assumere quando incontrano il pubblico.

Sabato sera sarà Piazza De Gasperi ad accogliere questa particolare ricognizione del giallo sardo. Guardie, ladri, delitti, paesi, personaggi. E una Sardegna che, mentre qualcuno cerca il colpevole, continua a dire molto altro di sé.

Quando un sistema organizzativo perde personale, la reazione più immediata è aumentare il flusso in entrata: più concorsi, più campagne di reclutamento – anche internazionali. Il canale di reclutamento internazionale per la Regione Sardegna riguarda complessivamente 450 professionisti: 200 medici, 200 infermieri e 50 tecnici di radiologia medica, da destinare prioritariamente alle strutture territoriali delle aree con maggiori criticità e ai pronto soccorso individuati dal provvedimento.-, nuove promesse di incentivi.
È una risposta comprensibile, rassicurante e visibile. Ma è come aprire di più il rubinetto, senza chiedersi perché il secchio non si riempie.
Riprendendo un’interessante analisi di Annalisa Pennini (consulente e formatrice in ambito sanitario, specializzata in una sanità che evolve), tre dati ci possono aiutare a misurare il problema, guardando in particolare a quelli della professione infermieristica, molto interessata da questo fenomeno:
– l’OMS stima una carenza globale di 5,8 milioni di infermieri (WHO (2025). State of the World’s Nursing 2025. Geneva: World Health Organization /ICN), dovuta principalmente, come più volte Mario Marroccu ha evidenziato in questo giornale, al problema demografico, all’invecchiamento della popolazione, all’invecchiamento dei professionisti sanitari e all’effetto “great resignation” (grandi dimissioni) post-pandemica;
– l’ICN (International Council of Nurses Consiglio Internazionale degli Infermieri) calcola che nel prossimo decennio potrebbero servirne fino a 13 milioni in più – quasi la metà degli infermieri attualmente in servizio nel mondo;
– un infermiere su sette lavora in un Paese diverso da quello in cui è nato, e nei Paesi ad alto reddito la quota sale al 23%.
In un mercato già in carenza, attrarre significa quasi sempre sottrarre professionisti a un altro sistema – non solo tra diverse Regioni, ma anche tra ASL/AOU -, come purtroppo accadrà con il concorso ARES per infermieri (600 candidati ammessi e per soli 90 posti) che è iniziato ieri.
È il motivo per cui, quando i margini di manovra sugli stipendi o su altri incentivi sono stretti, la leva più immediata a disposizione di un’organizzazione è non perdere chi c’è già.
Su questo tema la letteratura è meno dubbia di quanto il dibattito pubblico lasci intendere.
Uno studio su oltre 23.000 infermieri in 10 Paesi europei ha rilevato che circa il 9% aveva intenzione di lasciare la professione, con una forbice tra il 5% e il 17% a seconda del Paese (Heinen et al., 2013). I fattori più rilevanti: rapporto infermiere-medico, leadership, partecipazione all’organizzazione, età, lavoro a tempo pieno, burnout. Il turnover, prima di essere un numero nelle nostre analisi, è una motivazione che prende forma nella testa delle persone mentre lavorano, ed è lì che si può intercettare.
Gli studi RN4CAST condotti da Linda Aiken e colleghi (lo studio RN4CAST (Registered Nurse Forecasting), ideato e coordinato a livello globale dalla professoressa Linda Aiken dell’Università della Pennsylvania, rappresenta la più grande e influente ricerca scientifica internazionale sul legame tra livelli di staffing infermieristico, ambiente di lavoro e sicurezza dei pazienti) in 12 Paesi europei e negli Stati Uniti mostrano che, negli ospedali con ambienti di lavoro migliori, anche burnout, insoddisfazione e intenzione di lasciare il posto sono significativamente più bassi, con un effetto sostanzialmente identico in Europa, negli USA e in diversi Paesi asiatici. Incide di più la questione organizzativa che quella culturale, e ha una conseguenza concreta: migliorare l’ambiente di pratica richiede decisioni di management.
Lo studio evidenzia che le carenze nella qualità dell’assistenza ospedaliera sono comuni in tutti i Paesi, ma il miglioramento dell’ambiente di lavoro può rappresentare una strategia relativamente economica per aumentare sicurezza, qualità dell’assistenza e soddisfazione dei pazienti.
Le organizzazioni che lo hanno fatto lo dimostrano. Il modello degli ospedali Magnet® (Magnet Recognition Program® è il prestigioso accreditamento internazionale rilasciato dall’American Nurses Credentialing Center (ANCC) che certifica l’eccellenza dei servizi infermieristici e la qualità delle cure all’interno delle strutture sanitarie) resta il caso più studiato oltre 26.000 infermieri e oltre 500 ospedali (Kelly, McHugh & Aiken, 2011). Gli ospedali Magnet® presentavano ambienti di lavoro significativamente migliori: gli infermieri avevano il 18% di probabilità in meno di essere insoddisfatti del proprio lavoro e il 13% in meno di segnalare un elevato livello di burnout. Le componenti che fanno la differenza: partecipazione degli infermieri alle decisioni dell’organizzazione, supporto del middle management, riconoscimento delle competenze, lavoro di squadra.
Per quanto concerne la salute mentale c’è invece, ancora molto da lavorare. Il report State of the World’s Nursing 2025 segnala che solo il 42% dei Paesi dispone di previsioni formali per il supporto alla salute mentale degli infermieri, nonostante i carichi di lavoro e gli effetti accumulati dalla pandemia in poi e indica esplicitamente che affrontare questo punto è essenziale per trattenere i professionisti. È una condizione di sostenibilità del sistema, non solo un tema di welfare aziendale. Su questo versante, la ASL Sulcis Iglesiente sta sperimentando con buoni risultati l’attivazione dello Sportello Psicologico di Ascolto per i dipendenti e la presenza dello psicologo psicoterapeuta in Pronto Soccorso in alcune fasce orarie.
In questo scenario, una risposta concreta arriva dalla Dichiarazione di Riga. La Dichiarazione di Riga (Riga Outcome Statement), adottata nel giugno 2026 dai Ministri della Salute della Small Countries Initiative dell’OMS Europa, rappresenta l’accordo internazionale più recente e rilevante per contrastare la carenza globale di infermieri e medici, focalizzandosi sul principio politico fondamentale di “trattenere prima di attrarre”.
Il documento, approvato il 4 e 5 giugno 2026 dai ministri della Salute dei piccoli Stati della Regione europea dell’OMS per rafforzare e proteggere il personale sanitario può essere consultato al link https://www.who.int/europe/news/item/09-06-2026-european-region-s-smallest-countries-lead with-commitment-to-stronger–more sustainable-health-workforce.
Il “Riga Outcome Statement” si traduce in sei direttrici:
1. Migliorare la governance del personale sanitario e la pianificazione a lungo termine L’obiettivo è passare da un approccio reattivo (rincorrere le carenze quando si presentano) a una pianificazione strategica e anticipatoria, capace di prevedere i fabbisogni futuri e orientare per tempo le politiche di reclutamento, formazione e allocazione delle risorse.
2. Rafforzare l’uso dei dati per anticipare i fabbisogni futuri di personale

Significa utilizzare i dati in modo predittivo, per anticipare gli scenari futuri. Calcolando con anni di anticipo necessità, posti di lavoro e trend è possibile mitigare l’effetto sorpresa della carenza di personale.
3. Adattare istruzione e formazione ai bisogni sanitari in evoluzione
È necessario modificare i piani di studio per orientarli alle nuove priorità, come le cure primarie territoriali, l’assistenza geriatrica integrata e la gestione delle emergenze climatiche o pandemiche.
4. Migliorare le condizioni di lavoro e le prospettive di sviluppo di carriera
Questo punto riguarda sia aspetti come l’aumento della sicurezza sul posto di lavoro, con particolare riferimento alla prevenzione degli episodi di violenza e ostilità ai danni del personale sanitario, che le prospettive di sviluppo professionale. È necessario investire nella creazione e implementazione di protocolli per la sicurezza per garantire posti di lavoro protetti e sull’implementazione di modelli che valorizzino le competenze e lo sviluppo professionale.
5. Tutelare la salute mentale e il benessere dei professionisti
Significa impegnarsi per ridurre il burnout e migliorare la salute mentale, creando sistemi interni di supporto psicologico e tutele contro lo stress da sovraccarico (un dato: i livelli di depressione e ansia tra medici e infermieri sono 5 volte superiori rispetto alla popolazione generale).
6. Affrontare la mobilità del personale
Questo punto può essere affrontato con cooperazione e approcci sostenibili prevedendo sistemi orientati alla cooperazione invece che alla competizione. È possibile mitigare il turnover e i flussi dei professionisti, incentivando il senso di appartenenza alle organizzazioni.
Osservate da vicino, le sei direttrici non parlano quasi mai di reclutamento in senso stretto. Parlano di pianificazione, di dati, di formazione, ma soprattutto di condizioni di lavoro, salute mentale e mobilità cooperativa: tre leve che agiscono sulla permanenza, non sull’attrazione.
Un sistema che non trattiene non può trattenere nemmeno i professionisti che riesce ad attrarre. Li accoglie, li forma, li inserisce, e li perde, spesso nei primi anni, come spesso accade nella nostra ASL, restituendo al mercato del lavoro una persona più competente e più mobile di prima.
Investire in attrazione senza investire nel mantenimento finanzia, di fatto, il turnover di qualcun altro.
«Questo non significa che attrarre sia inutilesottolinea Penniniserve, però, e serve fatto bene: comunicazione onesta della professione, percorsi di ingresso chiari e condizioni di partenza dignitose. Ma l’attrattività non può limitarsi a essere una campagna: è anche un effetto della permanenza. I professionisti scelgono le organizzazioni dove i loro colleghi restano volentieri, crescono, lavorano bene. Il passaparola di chi sta bene sul posto di lavoro resta la più efficace (e la meno costosa) delle politiche di reclutamento.»
Sempre, secondo Pennini, «se si dovesse tradurre tutto questo in una domanda da portare in una direzione aziendale, non sarebbe “quanti professionisti abbiamo assunto quest’anno?”, ma: quanti ne abbiamo persi negli ultimi 24 mesi, perché se ne sono andati, e quante di quelle cause erano dentro il nostro raggio d’azione?».

Poche organizzazioni sanno rispondere con precisione, soprattutto alle ultime due. Eppure, è il dato da cui partirebbe qualunque azienda che perde clienti. Anche se la logica non è identica, vale la pena di pensarci.
I piccoli Stati europei hanno cominciato da lì perché non possono permettersi il lusso di sbagliare.
Noi possiamo permettercelo ancora per poco.

Riferimenti bibliografici
Pennini A., “Trattenere prima di attrarre: cosa insegna la Dichiarazione di Riga alla sanità europea”, Quotidiano Sanità, 21 luglio 2026.
WHO Regional Office for Europe (2025). Mental Health of Nurses and Doctors survey in the European Union, Iceland and Norway.
WHO (2025). State of the World’s Nursing 2025. Geneva: World Health Organization / ICN.

Papa Leone XIV ha nominato Nunzio Apostolico in Indonesia e presso l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (A.S.E.A.N.) Sua Eccellenza Reverendissima monsignor Walter Erbì, Arcivescovo titolare di Nepi, finora Nunzio Apostolico in Liberia, Sierra Leone e Gambia.

Ne ha dato notizia il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede del 1° luglio 2026.

Nella foto di copertina monsignor Walter Erbì nel giorno della sua ordinazione episcopale, il 3 settembre 2022, nella chiesa di San Francesco a Iglesias

 

Nuovo incontro pubblico sul progetto della discarica di Is Urigus, alle 17.30, nell’aula consiliare del comune di San Giovanni Suergiu, organizzato dal comune di San Giovanni Suergiu. Sono invitati a partecipare i sindaci dei Comuni del Sulcis Iglesiente, il presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai, i consiglieri provinciali, il presidente delle Unioni dei Comuni del Sulcis, Metalla e il Mare e dell’Arcipelago del Sulcis e, infine, i consiglieri comunali del comune di San Giovanni Suergiu.

Con determinazione IV Settore n. 1122 del 27-08-2026 il comune di Carbonia ha rettificato la graduatoria degli ammessi alla misura “Voucher Centri estivi” finanziata per l’anno 2026, del DIPOFAM. La graduatoria come rettificata è consultabile al seguente link: https://www.comune.carbonia.su.it/novita/voucher-centri-estivi-annualita-2026/
I cittadini inseriti in graduatoria (beneficiari e ammessi con riserva) devono inserire la documentazione attestante la spesa sostenuta per la frequenza dei minori ai servizi educativi erogati presso i Centri estivi, entro e non oltre la data del 30 settembre, come stabilito dall’avviso pubblico.
La documentazione suindicata dovrà essere caricata sul portale istanze online del comune, accedendo dal link https://ww.comune.carbonia.su.it/servizio/voucher-centri-estivi/ nella sezione riservata alla propria istanza, scegliendo l’opzione “integrazione” che sarà disponibile a partire dal 31/08/2026.

Il 5 e 6 settembre sono in programma diverse iniziative che coinvolgeranno le frazioni e i medaus del comune di Carbonia all’insegna delle tradizioni, del folklore, dell’enogastronomia e del divertimento.
• Sabato 5 settembre a Medau Brau si svolgerà, a partire dalle ore 19.00, l’evento “Radici e sapori: folklore, saperi e sapori della tradizione” con stand espositivi, rassegna folk e balli in piazza;
• Sabato 5 settembre con inizio alle ore 20.00 nel piazzale di chiesa a Bacu Abis si terrà l’”Addio all’Estate 2026” con musica, balli, animazione e divertimento;
• Domenica 6 settembre, a partire dalle ore 20.00, in piazza Santa Maria delle Grazie a Barbusi è in programma la “4ª Sagra de is traballusu antigusu” con degustazione de Is Sappueddus.
Tutte le iniziative hanno partecipato al bando Attività produttive per la promozione del territorio e delle sue eccellenze.

Il convegno in onore di Velio Spano e Nadia Gallico si svolge con il patrocinio del Senato della Repubblica e del comune di Teulada. L’evento pubblico si terrà negli spazi del porto turistico “Marina di Teulada”, grazie alla disponibilità e al sostegno della direzione aziendale. Saranno presenti Paola e Chiara Spano, figlie di Velio Spano e Nadia Gallico.

Il convegno avrà il seguente svolgimento:

  • Ore 18.30 incontro dei convegnisti e del pubblico
  • Ore 19.00
  • Saluto del sindaco di Teulada Angelo Milia
  • Saluto del comandante Vasco De Cet Spano
  • Interventi:
  • Senatrice Stefania Pucciarelli, presidente della commissione parlamentare “Tutela e Promozione dei Diritti Umani”
  • Salvatore Loi, associazione Is Sinnus
  • Luciano Piras, ex sindaco di Teulada
  • Antonangelo Casula, ex sindaco di Carbonia
  • Ilaria Portas, assessora della Cultura della Giunta regionale della Sardegna
  • Salvatore Cherchi, senatore, presidente della Fondazione Enrico Berlinguer

Ore 20.30 – Scopertura della targa da esporre nella casa natale di Velio Spano, a Teulada, patrocinata dal Presidente del Senato della Repubblica.