Ascoltare le esperienze vissute: voci vere, vero cambiamento
Sabato 10 ottobre 2026, l’Aula consiliare del comune di Carbonia ha ospitato l’evento speciale intitolato “Le voci vere”, organizzato dalla ASL Sulcis Iglesiente con il patrocinio del comune di Carbonia, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale.
L’incontro, svoltosi dalle ore 9.00 alle 13.00, ha avuto l’obiettivo centrale di abbattere lo stigma sociale legato ai disturbi psichici e di dare valore e spazio diretto alle persone che vivono o hanno vissuto un disturbo psichico, oltre che alle loro famiglie, coinvolgendo i diretti interessati nella progettazione dei servizi di cura e delle politiche sanitarie.
I punti chiave e i momenti principali dellevento sono stati:
Le Testimonianze Dirette (“Le voci vere”). Il cuore della mattinata è stato dedicato all’ascolto di chi ha vissuto in prima persona il disagio psichico. Gli interventi hanno ripercorso le storie personali, le barriere affrontate durante i percorsi di cura, ma anche i traguardi e le speranze di rinascita.
Il Ruolo degli Amministratori di Sostegno. Si è tenuto un importante momento di confronto focalizzato sulle figure degli amministratori di sostegno del territorio, essenziali nel garantire tutele legali e sociali ai pazienti più fragili.
Il coinvolgimento delle Associazioni e della Comunità: Hanno partecipato attivamente diverse realtà del volontariato locale e professionisti del settore sanitario. Il dibattito si è concentrato sull’importanza di tessere una solida rete comunitaria di supporto e inclusione per far sentire le persone meno sole.
Le esibizioni e i Contributi Artistici. La mattinata ha alternato agli interventi istituzionali anche momenti di espressione artistica ed esibizioni pratiche volte a dimostrare il valore terapeutico della creatività.
La direttrice della Struttura Complessa Psichiatrica di Diagnosi e Cura (SPDC), Anna Carla Loche, aprendo i lavori ha sottolineato con forza la necessità di abbattere i pregiudizi che circondano il ricovero psichiatrico ospedaliero. Ha puntualizzato che il reparto di diagnosi e cura non deve essere visto come un luogo di isolamento o di mera contenzione, ma come uno spazio sicuro di accoglienza e di stabilizzazione della sofferenza acuta. Riprendendo il titolo del convegno (“Le voci vere”), la dirigente ha evidenziato come, oltre alle necessarie terapie farmacologiche, la vera forza terapeutica risieda nell’ascolto autentico e nella relazione con l’équipe (composta da psichiatri, infermieri, OSS, psicologi ed educatori) con l’obiettivo primario di restituire dignità e soggettività alla persona nel momento di massima fragilità. Per fare questo, ha sottolineato l’importanza del lavoro in rete: l’SPDC non è un’isola, ma opera in costante sinergia con i Centri di Salute Mentale territoriali, i servizi sociali comunali, le scuole e le associazioni di volontariato per garantire una continuità assistenziale che punti all’autonomia e al reinserimento del paziente una volta dimesso.
Il sindaco di Carbonia, Pietro Morittu, intervenendo per fare gli onori di casa nell’Aula Consiliare, ha espresso profonda soddisfazione per la scelta di ospitare in comune un evento così significativo, sottolineando il pieno sostegno politico e sociale dell’Amministrazione verso i temi della salute mentale. Nel suo discorso istituzionale, il primo cittadino ha rimarcato il valore simbolico di aprire la “casa comunale” (il luogo delle decisioni politiche cittadine) per dare spazio alle testimonianze dirette dei pazienti, ribadendo che le istituzioni locali hanno il dovere primario di ascoltare le “voci vere” della comunità senza filtri o barriere. Ha inoltre evidenziato come una città inclusiva debba saper recuperare, valorizzare e rispondere alle esigenze abitative e sociali di tutte le fasce della popolazione, comprese le persone che attraversano il disagio psichico, contrastando ogni forma di isolamento o pregiudizio. Ha infine espresso un forte ringraziamento e apprezzamento per l’operato quotidiano delle storiche realtà associative del territorio (come NABA, ASP e Albeschida), evidenziando che il Comune intende continuare a collaborare attivamente con il Dipartimento di Salute Mentale e con le famiglie per rafforzare la rete dei servizi per la salute mentale sul territorio.
A seguire, l’intervento di Irina Piras, assessora delle Politiche sociali del comune di Carbonia, ha rappresentato il punto di unione fondamentale tra l’ambito strettamente sanitario (gestito dalla ASL) e i servizi assistenziali e di inclusione del Comune.
Nella sua veste di assessora delle Politiche sociali, ha spiegato come il Comune stia lavorando attivamente per intercettare le reali necessità delle persone con fragilità psichica e delle loro famiglie.
Ha rimarcato che il disagio mentale non si combatte da soli. Per questo motivo ha espresso la necessità di una forte sinergia tra il suo Assessorato, il Dipartimento di Salute Mentale della ASL e il terzo settore (le associazioni di volontariato del territorio), indispensabile per costruire percorsi terapeutici e sociali che continuino anche fuori dalle strutture di cura.
Antonello Cuccuru, intervenuto in rappresentanza della direzione strategica all’evento, nella sua veste ufficiale di Direttore Socio-Sanitario della ASL Sulcis Iglesiente – ruolo strategico che ricopre dalla primavera del 2026 -, ha portato i saluti di tutta la Dirigenza Strategica impegnata in altri ambiti.
Parlando in questa veste istituzionale, ha evidenziato che la salute mentale richiede risposte complesse che non possono essere solamente cliniche o mediche e che la telemedicina, può contribuire allo sviluppo della medicina di prossimità all’interno delle Case della Comunità facilitando le televisite e il teleconsulto con gli specialisti dei Centri di Salute Mentale. Nel dare risalto alle lived experiences (esperienze di vita vissute dai sofferenti psichici), ha sottolineato l’importanza di utilizzare questo bagaglio personale come una vera e propria competenza esperta, capace di contribuire ad orientare scelte, servizi e interventi. Cuccuru, ha poi ricordato che in Italia, la celebrazione della giornata mondiale della salute mentale coincide con quella della psicologica e che gli psicologi aspettano da anni la legge dell’istituzione della psicologia delle cure primarie, ferma alla camera dal 2023. In questo spaccato, è stato ricordato che il contributo per le sedute di psicoterapia (c.d. bonus psicologico) copre solo fino 50 euro a seduta per un massimo di 1500 euro con ISEE sotto 15.00 euro. Solo nel 2024 le richieste hanno superato 400.000 domande e i beneficiari circa 3.000. Il dirigente ASL ha infine evidenziato l’importanza di utilizzare strumenti personalizzati (come i progetti terapeutico-riabilitativi individuali) sostenuti da risorse miste, capaci di attivare reti di comunità per una reale autonomia della persona fragile, in attuazione anche del decreto legislativo 26/2024.
Il convegno, moderato abilmente dalla Direttrice del SPDC, ha strutturato l’intera mattinata alternando i racconti delle persone con disturbi psichici ad altre forme di comunicazione artistiche.
L’associazione N.A.B.A. ODV (No Alle Barriere Architettoniche e Tutela dell’Ambiente), presieduta da Andrea Deiana e attiva da oltre undici anni sul territorio, ha partecipato attivamente all’evento portando l’attenzione sulla stretta interconnessione tra barriere fisiche, barriere sociali e salute mentale.
I rappresentanti del N.A.B.A. hanno descritto come l’inaccessibilità urbana e i pregiudizi sociali agiscano da veri e propri amplificatori della sofferenza psichica, intervallando testi con esibizioni canore. I canti hanno offerto un potente canale di comunicazione emotiva e catartica. La musica ha permesso di veicolare messaggi di speranza e sofferenza laddove le sole parole faticavano ad arrivare, unendo profondamente il pubblico e i relatori.
Dopo i saluti del vicario Generale della Diocesi di Iglesias, don Massimiliano Congia, che ha portato la vicinanza della comunità ecclesiale, il convegno è proseguito con la tavola rotonda con gli Amministratori di Sostegno, moderata dalla Direttrice dei CSM Giuliana Carta.
Dalla tavola rotonda dedicata alle figure degli Amministratori di Sostegno (AdS), sono venuti alla luce diversi punti chiave sul ruolo di questa figura nel Sulcis. In particolare, si è discusso di come l’amministratore non debba essere visto solo come un gestore di conti correnti o beni materiali. Il vero obiettivo emerso è la tutela esistenziale della persona, che include la cura delle relazioni, l’ascolto dei desideri del paziente e il supporto nelle scelte di vita quotidiana e sanitaria. È stata sottolineata l’;importanza di creare un canale di comunicazione diretto e costante tra gli AdS e le équipe del Centro di Salute Mentale. In sintesi, la tavola rotonda ha ridefinito l’Amministratore di Sostegno non come un semplice tutore legale, ma come un anello di congiunzione insostituibile all’interno della rete di protezione e inclusione sociale del paziente.
Prima della pausa caffè, l’associazione Albeschida ODV ha emozionato i presenti, portando nell’aula consiliare proprio quelle “voci vere” che hanno dato il titolo alla giornata.
L’associazione, da oltre vent’anni attiva a Carbonia nel campo della riabilitazione psicosociale, ha caratterizzato la mattinata con un estratto dello spettacolo teatrale “Il dio barbuto”. Attraverso la teatro-terapia, Albeschida ha dimostrato concretamente come l’espressione scenica consenta di dare voce e corpo alla sofferenza, trasformando il vissuto individuale in un’opera di condivisione collettiva.
Albeschida ha rappresentato l’;esempio pratico di come si possa combattere lo stigma non solo a parole, ma ricostruendo la quotidianità e la progettualità dei pazienti (storicamente legati anche a laboratori di agricoltura sociale e artigianato), offrendo una sponda relazionale sicura e integrata con il Centro di Salute Mentale.
L’intervento del’ASP (Associazione Assistenza ai Sofferenti Psichici), portato avanti dallo storico fondatore e segretario Giorgio Matteu, si è concentrato sulle storiche battaglie dell’associazione e sulle necessità concrete che affrontano quotidianamente le famiglie dei pazienti nel Sulcis.
Giorgio Matteu ha ribadito la missione con cui l’ASP è nata nel 1991, sottolineando che i tagli ai servizi o la carenza di personale finiscono per scaricare l’intero peso assistenziale ed emotivo unicamente sui genitori e sui familiari. Ha lanciato un appello affinché la Direzione dei Servizi socio sanitari e l’assessorato dei Servizi sociali mantengano alta l’attenzione per non lasciare soli i nuclei familiari a gestire patologie così complesse.
Riprendendo una sua storica battaglia di sensibilizzazione sul territorio, ha evidenziato quanto sia vitale potenziare i Centri di Salute Mentale (CSM). Ha infine, sottolineato che l’efficacia dei percorsi di cura dipende dalla continuità terapeutica e dalla capillarità del servizio nei vari comuni del distretto, evitando che i pazienti cronici rimangano senza una sponda assistenziale periodica e ravvicinata.
La giornata è proseguita con un collegamento su piattaforma zoom organizzato dal Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale, che ha visto riunite oltre 100 Piazze italiane. L’evento è stato organizzato sul modello del progetto Agorai che diverse città italiane conducono da due anni. Uno spazio fisico e affettivo di democrazia informale, durante le quali si riflette, in modo dialogico e democratico, sul tema della salute mentale bene comune e si co-progettano con le istituzioni, azioni ed iniziative nel territorio. L’obiettivo di unire così tante piazze è stato quello di amplificare a livello nazionale le “voci” e le testimonianze, dimostrando che l’isolamento della malattia si combatte creando una piazza virtuale e reale sintonizzata sugli stessi bisogni.
Al termine del collegamento da remoto, sono ripresi i lavori in aula con la testimonianza dell’Associazione “I Fili Emozionali di Alma” (guidata dall’insegnante e artista Alma Piscedda) che ha raccontato come l’antico e paziente gesto del ricamo e della tessitura manuale possa trasformarsi in un potentissimo canale di cura, inclusione sociale e benessere psicologico.
L’associazione ha commosso la platea spiegando che, così come un filo unisce lembi di tessuto separati o ripara uno strappo, allo stesso modo l’arte condivisa e la vicinanza comunitaria possono ricucire le ferite emotive e psicologiche provocate dallo stigma della malattia mentale.
Dopo aver dato voce alla narrazione di ulteriori e significative testimonianze, le battute finali del convegno sono state affidate alla psicoterapeuta Sara Elena Floris (rappresentante della comunità Lo Specchio DAN di Casa Emmaus) che ha descritto le dinamiche terapeutiche ed emotive che si sviluppano all’interno della struttura residenziale, evidenziando le difficoltà, le conquiste quotidiane e il passaggio fondamentale dal disagio alla speranza di rinascita. La psicoterapeuta ha anche illustrato le nuove prospettive di cura de “Il Girasole delle Somasche ETS” una comunità alloggio per minori (dai 13 ai 18 anni) situata a Elmas (CA) e con il Centro Semiresidenziale BorgoTreMani a Cagliari, dove si sostengono iniziative educative, percorsi di contrasto alla dispersione scolastica e progetti di inclusione e rinascita sociale (come laboratori creativi e attività sul mare).
In conclusione dei lavori, la dott.ssa Loche ha espresso profonda gratitudine per la straordinaria partecipazione della cittadinanza e per il contributo delle associazioni (N.A.B.A., Albeschida, ASP, I Fili Emozionali di Alma). In ultima analisi, ha lanciato un forte appello affinché i riflettori sulla salute mentale non si spegnessero con la fine del convegno, ricordando che la cura del disagio psichico è un dovere quotidiano di prossimità che richiede l’abbattimento continuo di qualsiasi barriera, fisica o culturale.


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