5 August, 2026
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Qualcosa si muove nella debole struttura della Sanità del Sulcis Iglesiente. Ieri la Conferenza socio sanitaria territoriale, convocata dal presidente Paolo Luigi Dessì, ha incontrato il direttore generale Paolo Cannas, per fare il punto della situazione a distanza di sette mesi dall’inizio della nuova gestione. Hanno partecipato anche il direttore sanitario Francesca Bruder, il direttore amministrativo Milena Pau e il direttore socio-sanitario Antonello Cuccuru. Dopo il suo insediamento Paolo Cannas ha fissato sei priorità, sul cui stato di attuazione si è sviluppato il confronto con i sindaci, alcuni presenti nella sala consiliare della Provincia, altri collegati in videoconferenza: mappatura processi clinici e logistici- azioni di miglioramento: strutture complesse – graduazione funzioni (incarichi comparto e dirigenza); PNRR – Risorse; Fondi – Bilanci 2023, 2024, 2025; Finanziamenti vincolati; Tecnologie.
Il direttore generale ha sottolineato i passi in avanti compiuti, non nascondendo le difficoltà, ad esempio nella definizione delle procedure per la nomina dei primari (30 quelli richiesti, 3 quelli ad oggi riconosciuti da Ares).
Passi in avanti sono stati compiuti per l’attivazione degli ospedali di comunità, al Santa Barbara sono già attivi 15 posti letto, numero che a breve verrà raddoppiato, destinati prevalentemente a pazienti lungodegenti; degli ASCoT (gli Ambulatori di Comunità Territoriale creati per sopperire alla carenza di medici di medicina generale); delle case di comunità.
Per l’emergenza dei Pronto Soccorso, la ASL sta cercando di coprire i vuoti creatisi con la fine del rapporto con i medici a gettone, con gli stessi medici chiamati direttamente (il 60%-70% di loro avrebbe accettato ma sarebbe in atto un contenzioso con la cooperativa che li ha gestiti finora), convinti con forti incentivi economici.
Tra gli obiettivi fissati a breve, il direttore generale ha annunciato la riapertura del reparto di Neurologia dell’ospedale Sirai di Carbonia, fissata per il prossimo 21 settembre con l’attivazione di 10-12 posti letto.
I sindaci e il direttore generale della Asl Sulcis Iglesiente si sono lasciati con l’impegno di rivedersi a breve per verificare lo stato di avanzamento del processo avviato per il superamento delle numerose emergenze.

La ASL Sulcis Iglesiente con delibera n° 313 del 1° aprile 2026 firmata dal Direttore generale Paolo Cannas, con decorrenza dal 3 marzo 2026, ha nominato Antonello Cuccuru Direttore socio sanitario dell’ASL Sulcis Iglesiente.
Il dott. Cuccuru, dirigente delle professioni sanitarie, è laureato in Scienze infermieristiche e ostetriche presso l’Università degli Studi di TorVergata di Roma e ha conseguito due master di II livello in Direzione dei Servizi socio sanitari e in Management di Distretto socio sanitario, vanta un’esperienza di oltre 15 anni nell’ambito della Direzione di Struttura complessa delle professioni sanitarie, maturata in ATS Sardegna presso la ASL di Nuoro, Oristano e Lanusei e presso la ASL Sulcis Iglesiente. Ha insegnato per 11 anni nei corsi di laurea triennale e magistrale per le professioni sanitarie, presso l’Università degli Studi di Cagliari e l’Università di TorVergata.
Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità in ambito aziendale, dalla Direzione di corsi di formazione alla Direzione del CUP aziendale e, da ultimo, ha svolto il ruolo di Direttore della U.O.C. delle professioni sanitarie. La nomina si inserisce nel percorso di raccordo con il territorio e promozione di progettualità innovative nella promozione della salute in collaborazione con tutti gli attori del sistema sanitario, sociosanitario e sociale.

Saranno 104 i pazienti coinvolti in un progetto dedicato alla Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), attraverso l’utilizzo di strumenti digitali per il telemonitoraggio domiciliare. Deliberato ieri dalla direzione aziendale, mira a migliorare la qualità dell’assistenza ai pazienti cronici, grazie a un monitoraggio quotidiano dello stato di salute, interventi tempestivi in caso di peggioramento e un coinvolgimento attivo del paziente.
Inserita in un modello ispirato al Chronic Care Model, l’azione si avvale di Sistemi di Supporto alle Decisioni (SSD) capaci di analizzare i dati clinici e segnalare in tempo reale situazioni critiche.
I pazienti saranno selezionati non in base allo stadio della malattia (GOLD), ma in funzione della frequenza delle riacutizzazioni, per intercettare i casi più delicati e prevenire ospedalizzazioni.
Ogni partecipante riceverà un kit per il monitoraggio domiciliare, composto da un pulsossimetro Bluetooth e da un’App per smartphone (Android e iOS) dotata di un algoritmo predittivo di intelligenza artificiale. L’algoritmo è in grado di individuare precocemente le riacutizzazioni con un’accuratezza del 98,4% e di inviare automaticamente i dati rilevati.
Le misurazioni seguiranno un piano predefinito e saranno supervisionate da un infermiere case manager afferente alle COT.
In caso di anomalie nei parametri o discrepanze con i sintomi percepiti, sarà attivata una procedura immediata di assistenza. I pazienti avranno a disposizione una rete di supporto che include, oltre agli specialisti pneumologi, l’Infermiere Case Manager, il Medico di Medicina generale, il Medico di Continuità assistenziale (116117), il 118 e il Pronto soccorso per le emergenze.
L’iniziativa è aperta anche a pazienti con comorbilità, senza criteri restrittivi aggiuntivi, se non quelli clinicamente ostativi. Grazie all’analisi intelligente dei dati, sarà possibile monitorare anche l’evoluzione di altre patologie croniche.
«Un intervento che ci consentirà di accompagnare ogni paziente nel percorso di cura, anche a distanzaha dichiarato la referente delle COT Simona Frau -. Il telemonitoraggio non è solo una questione tecnologica, ma una nuova modalità di relazione e di ascolto. Ogni giorno ci assicuriamo che si sentano seguiti, compresi e supportati.»
«Con questa iniziativa vogliamo trasformare la modalità di gestione delle cronicità, attraverso un approccio proattivo e multidisciplinare, che unisce innovazione tecnologica e presa in carico personalizzataha commentato il responsabile del progetto Antonello Cuccuru -. La BPCO è una patologia complessa, ma grazie al monitoraggio continuo e all’analisi intelligente dei dati possiamo anticipare i peggioramenti e migliorare concretamente la qualità di vita dei pazienti.»
«La BPCO è una malattia ad alto impatto epidemiologico, clinico ed economicoha concluso il direttore sanitario della ASL Antonio Pisano una gestione precoce, continuativa e integrata è fondamentale per migliorare la qualità della vita dei pazienti e ridurre le riacutizzazioni e i ricoveri ospedalieri.»

Ieri ci ha lasciati la dott.ssa Rossana Farci, dirigente medico di emergenza urgenza e di diabetologia.

Rossana arrivò in Pronto Soccorso nel 1992 e dopo 11 anni chiese di essere trasferita in Diabetologia per problemi di salute. Ho avuto l’onore di condividere con lei 9 anni di Pronto Soccorso prima di passare al 118, anche se ho continuato ad
incontrarla.
Di Rossana ho apprezzato la grande professionalità e umanità. Negli anni 90, dopo l’accorpamento tra USL 16 di Iglesias e USL 17 di Carbonia, eravamo ubicati nel vecchi e angusti locali del Pronto soccorso (oggi sede dell’Anatomia Patologica) con sole due medicherie e due stanze di Astanteria (oggi Osservazione Breve Intensiva) e Rossana ha vissuto insieme ad altre sue colleghe e colleghi (molte/i dei quali in pensione), infermieri e Ausiliari (gli OSS non erano ancora nati) l’esperienza della Medicina di Emergenza-Urgenza
Sicuramente una delle branche più entusiasmanti e travolgenti della medicina. Il medico di urgenza in pochi minuti può fare la differenza rispetto all’esito del paziente. E’ il medico delle patologie “tempo dipendenti ” – infarto, ictus, sepsi politrauma etc. – quelle che si devono diagnosticare ed inquadrare rapidamente e altrettanto velocemente si devono gestire per contrastare il deterioramento del paziente. Allora per fortuna, non c’erano i problemi della carenza dei posti nei reparti e di boarding (fenomeno che consiste nel tenere i pazienti su barelle in Pronto Soccorso, in attesa che si liberi un posto letto in reparto).
Anche se la frequenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma mi teneva lontano per qualche giorno dal Pronto Soccorso, di Rossana ricordo il suo carattere mite e il suo sorriso. Non l’ho mai vista una sola volta perdere la pazienza o alzare la voce anche di fronte a pazienti violenti o al senza fissa dimora che chiedeva di dormire in barella nella “camera calda”. Un’empatia che è riuscita a trasmettere a tutto il team di urgenza emergenza. Nel locale ristoro che chiamavamo cucinetta, riuscivamo a condividere, ogni tanto qualche spaghettata notturna, spesso interrotta dall’arrivo di qualche paziente, dove cercavamo una pausa e richiamavamo alla memoria aneddoti dei tempi passati, di gavettoni e di gamberoni cucinati nelle stuffe a secco.
Mi piace ricordare Rossana con i versi della poesia di Gabriel García Márquez, Perderai molte persone nel tuo cammino.

Certe lentamente, senza accorgertene.
Una telefonata in meno, un messaggio dimenticato.
Altre per scelta, tua o non tua.
Alcune però ti rimarranno addosso.
Basterà una foto dimenticata
tra un libro,
una canzone alla radio ed ecco che te ne ricorderai.
Sorriderai.
Magari ti chiederai come stanno
affrontando le loro battaglie.
Se sono felici. E … forse
ti commuoverai pensando
a come le avete affrontate voi
insieme le battaglie.
Poserai la foto, spegnerai la radio
e di nuovo continuerai la tua giornata cercando di scrollarti
di dosso quella sensazione di aver perso … insieme a loro almeno un po’ di te.

Rossana è una di quelle persone che ci rimarrà appiccicata addosso, insieme a lei se ne va una parte di molti di noi.
Ringrazio il Signore per avercela fatta conoscere e mi stringo al dolore dei familiari

Antonello Cuccuru

Si è tenuta nei giorni del 29 e 30 maggio scorsi, presso l’Aula Gaetano Fiorentino dell’Ospedale Sirai di Carbonia, la 1ª edizione del corso sulla “Prevenzione del conflitto all’interno del contesto lavorativo: strumenti per comunicare efficacemente nelle aziende sociosanitarie”, diretto a Direttori di Struttura (ex primari) e Incaricati di Funzione Organizzativa di Coordinamento (ex caposala).
Il corso promosso dalla Struttura delle professioni sanitarie, è stato affidato alla ditta Pipol Persone e Organizzazione S.r.l con determina dirigenziale ARES n 1085 del 18/04/2025 e ha previsto l’integrazione di un docente interno.
La docenza ha visto alternarsi il dott. Michele Confalonieri – amministratore unico di Pipol Persone e Organizzazione S.r.l ed esperto in gestione e sviluppo delle Risorse Umane e cambiamento organizzativo – e la dott.ssa Katia Palmas, – psicologa del lavoro e delle organizzazioni sociali, psicoterapeuta analista transazionale Mediatrice familiare, terapeuta EMDR- del Consultorio Familiare di Carbonia.
Dopo l’introduzione del Direttore scientifico, dott. Antonello Cuccuru, che ha aperto i lavori con una chiarificazione semantica sul termine conflitto (cum-fligere) che in latino significa letteralmente “urtare insieme”, ma anche “far incontrare” a seconda del contesto, sono stati presentati gli obiettivi del corso e i due docenti. A seguire l’intervento del commissario straordinario, dott. Andrea Marras, che, nel portare i saluti istituzionali, ha sottolineato come il conflitto può essere considerato costruttivamente come uno scambio di idee, un’occasione per far emergere differenti punti di vista, o un processo di confronto.
Il corso della durata di due giornate, ha avuto l’obiettivo generale di sviluppare e rinforzare, nei dirigenti e nel middle management, le capacità di comunicare efficacemente anche in situazioni ad alto livello di conflittualità.
In particolare, l’intervento formativo ha inteso conseguire i seguenti obiettivi specifici: sapere distinguere le motivazioni e le cause che possono determinare incrinature o vere rotture nel rapporto con l’altro; fornire strumenti per potere gestire al meglio le difficoltà relazionali; curare le relazioni nei contesti operativi di lavoro quotidiano, autodiagnosticare alcune aree di sviluppo individuali e definire un action plan individuale per il loro miglioramento.
Dopo un momento di setting d’aula con la presentazione di tutti i partecipanti, che ha messo in luce le aspettative dei partecipanti, il dott. Michele Confalonieri, ha precisato come nella società complessa – come quella attuale -, la comunicazione ha assunto ormai una centralità strategica in tutte le sfere delle prassi individuali e organizzative.
I cambiamenti sempre più veloci aumentano il numero di conflitti organizzativi e fra i professionisti delle aziende ed il cittadino/cliente. Le persone sono quindi sempre più chiamate a lavorare per prevenire o gestire conflitti. Avere efficaci processi di comunicazione e saper affrontare e risolvere positivamente un conflitto consentono una crescita importante delle persone coinvolte, ecco perché all’interno delle organizzazioni diventa quindi vitale conoscere e praticare i comportamenti e le tecniche di comunicazione orientati a comunicare efficacemente prevenire e gestire situazioni conflittuali, possedere conoscenze e tecniche per negoziare e fare evolvere in senso costruttivo situazioni critiche.
Per affrontare efficacemente le problematiche legate alla comunicazione efficace ed all’anticipazione e gestione del conflitto sono state approfondite in aula le seguenti aree di competenze: la relazione efficace, la gestione conflitto, la comunicazione e la negoziazione, i principi della comunicazione interpersonale, le trappole relazionali, la differenza tra contrasto e conflitto, l’identificazione delle cause del conflitto per adottare le appropriate tecniche di gestione, le strategie e le tecniche di negoziazione ed infine, la gestione del post conflitto.
I principali modelli e metodi di riferimento utilizzati in aula hanno preso in esame la pragmatica della comunicazione umana di Watzlawick, il Conflitto e la sua gestione di De Dreu, Galthung, Glasl), il Modello i Fisher Ury , il Modello di Scaglione e Vergnani e la negoziazione generativa.

L’intervento delle dott.ssa Katia Palmas, pur nell’economia di tempo a disposizione, ha catalizzato l’attenzione dei partecipanti con la presentazione dell’Analisi Transazionale (AT) applicata ai diversi contesti lavorativi. L’Analisi Transazionale è una teoria psicologica sviluppata da Eric Berne negli anni ’50. Si basa sull’idea che la personalità di un individuo sia composta da tre stati dell’Io: Genitore, Adulto e Bambino.
Questi stati influenzano pensieri, emozioni e comportamenti, e l’analisi delle interazioni tra essi, chiamate “transazioni”, aiuta a comprendere e migliorare le dinamiche relazionali.
Ogni individuo possiede ed utilizza tutti gli Stati dell’Io descritti (G, A, B) ma può esservi la tendenza ad utilizzarne uno in maniera privilegiata ovvero in maniera rigida.
L’AT offre un approccio psicologico che aiuta a comprendere le dinamiche relazionali e comunicative, fornendo strumenti per gestire in modo più efficace i conflitti e le difficoltà comunicative.
Dopo la presentazione dell’AT, la docente ha coinvolto i partecipanti con la compilazione del questionario sugli stati dell’io (egogramma), un interessante modello psicometrico è messo a punto da John M. Dusay nel 1965 che permette la mappatura degli Stati dell’Io ai fini del confronto transazionale. L’analisi dei risultati di un questionario sugli stati dell’Io è generalmente effettuata per fornire un feedback personalizzato e guidare l’individuo verso una maggiore consapevolezza di sé.
Nel corso delle relazioni sono stati sperimentati ulteriori test di autodiagnosi sugli stili di relazione e sugli aspetti da migliorare.
Attraverso l’esame della descrizione di alcuni conflitti, raccontati dai partecipanti, è stato infine possibile individuare, sulla base dei principi delle teorie sistemiche e psicosociali relative alla gestione dei conflitti, le cause del conflitto, la percezione del proprio e altrui atteggiamento relativo alla gestione del conflitto, le “reali” parti coinvolte e gli aspetti emozionali.
I partecipanti si sono dichiarati molto soddisfatti del corso, con una richiesta di maggiore approfondimento dell’AT, affermando che ha risposto alla maggior parte delle attese espresse in fase iniziale.

Un carrello di medicazione in favore della SC Chirurgia Generale e Week Surgery del CTO di Iglesias – Ambulatorio Stomaterapia è stato donato stamane dall’associazione Alberto Riccaboni, alla presenza della Direzione di Presidio e della Direzione delle professioni sanitarie.
Questa donazione – ha sottolineato Rosanna Carta -, ex infermiera della ASL Sulcis Iglesiente dal 1992 al 2023, è nata dopo un’esperienza presso l’ambulatorio di stomaterapia, dove, dopo l’intervento chirurgico, ho potuto toccare con mano l’importanza di questo servizio. A questa donazione, ha evidenziato il marito Enrico, seguiranno anche altre iniziative per colmare alcune importanti necessità dell’ospedale.
Il responsabile del presidio ospedaliero del CTO Giuliana Riola e il responsabile delle professioni sanitarie, Antonello Cuccuru, hanno ringraziato l’associazione a nome della Direzione Generale per la sensibilità dimostrata.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Carbonia Iglesias ha organizzato per venerdì 31 gennaio alle ore 16.00, presso la sala conferenze Anfiteatro di via Roma 253, a Cagliari, il “tavolo progettuale interistituzionale per l’attivazione del corso di laurea infermieristica nella provincia Carbonia-Iglesias”.
L’OPI è fortemente convinto che sia possibile un accordo sinergico tra la Regione Sardegna, l’Università di Cagliari, la Asl Sulcis, i Comuni del Sulcis Iglesiente, il Consorzio AUSI, per dare anche ai ragazzi della nostra provincia una maggiore opportunità di studio e nel contempo per promuovere la formazione di professionisti sanitari competenti e indispensabili per il sistema Salute.
In piena carenza di professionisti sanitari infermieri ed in un frangente in cui non pochi studenti sono costretti a interrompere o a non intraprendere un corso di studi universitario per mancanza di risorse economiche in seno al proprio nucleo familiare anche per la drammatica condizione lavorativa e sociale del Sulcis Iglesiente, è una opportunità che il territorio deve cogliere
e che le istituzioni potrebbero sostenere.
L’OPI avanzò dal 2013 l’ipotesi di realizzare un corso di laurea in infermieristica decentrato, rifacendosi all’esperienza delle realtà già presenti in territorio sardo e con quelle dell’Università degli studi di Torino. A distanza di 12 anni, la necessità di fornire risposte agli stessi bisogni formativi sociali e, nondimeno, assistenziali, si fa più forte: i dati sul fabbisogno formativo che verranno esposti dal dott. Mastrillo, dell’Università di Bologna, l’esperienza della gestione e organizzazione dei corsi di laurea in sedi decentrate del dott. Dimonte, dell’Università di Torino, apriranno il confronto con l’Università di Cagliari circa i vantaggi e le criticità per la realizzazione di corsi universitari e con le autorità locali e regionali. Sarà inoltre occasione per tutte le istituzioni di individuare risorse e soluzioni per la risoluzione delle criticità e problematiche che emergeranno eventualmente dal dibattito sui dati e considerazioni espresse.
Nel solco delle importanti iniziative che l’Ordine porta avanti e che vanno oltre all’ordinaria amministrazione, siamo impegnati dal 2013 nel nella promozione del corso di Laurea in Infermieristica nel Sulcis. Il “tavolo progettuale”, saprà avviare un confronto per la risposta alla nostra domanda: «Siamo finalmente pronti al corsi di laurea in Infermieristica nel Sulcis Iglesiente?»
Sono stati invitati all’incontro le seguenti autorità:
– Direttore Generale della Sanità, Luciano Giovanni Oppo

– Presidente del Consiglio regionale, Giampiero Comandini
– Assessore regionale della Sanità, Armando Bartolazzi
– Assessore regionale della Cultura, Ilaria Portas
– Rettore dell’Università di Cagliari, Francesco Mola
– Coordinatore del Corso di Laurea in Infermieristica, Paolo Contu, e Coordinatore attività professionalizzanti di Cagliari Maria Rita Pinna
– Il prof associato del Dipartimento di Scienze Mediche e San Pubblica, Luigi Minerba
– Il presidente Ersu Cagliari, Cosimo Ghiani
– Il commissario del Consorzio UniNuoro, Giovanni Pinna Parpaglia
– Il presidente del consorzio UniOlbia, Aldo Carta
– Il presidente del consorzio AUSI, Mauro Usai
– I sindaci dei 27 comuni del Sulcis Iglesiente
– Gli Ordini delle Professioni Infermieristiche regionali
– I consiglieri regionali Andrea Pilurzu, Luca Pizzuto, Gianluigi Rubiu
– Il Direttore Generale della ASL Sulcis Giuliana Campus
– Il Direttore delle Professioni Infermieristiche Antonello Cuccuru.

 

Unire le forze verso obiettivi utili a risollevare il territorio dalla crisi ed avviare un nuovo modello di sviluppo. Sono le indicazioni emerse ieri a Carbonia nel corso di un incontro promosso da Sardegna Avanti, la formazione politica guidata dall’ex consigliere regionale Fabio Usai, cui hanno partecipato l’ex presidente della Regione Antonello Cabras, l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani (Pd), il consigliere regionale Gianluigi Rubiu (Fratelli d’Italia), rappresentanti di diverse forze politiche di diversa estrazione, l’amministratore unico della Provincia del Sud Sardegna Sergio Murgia, amministratori locali (assessori e consiglieri di diversi Comuni), amministratori di società.

“Le buone pratiche della politica” è lo slogan scelto, condiviso da tutti i presenti. E di buona politica, in una fase storica importantissima e decisiva, nella quale non mancano le risorse per avviare percorsi virtuosi (JTF, PNRR, Piano Sulcis), il Sulcis Iglesiente ha assoluto bisogno, perché – come è stato sottolineato in diversi interventi – nel territorio, nel passato più o meno recente, le risorse sono arrivate ma spesso non sono state investite in progetti di lungo respiro, a volte addirittura non sono state spese interamente (l’esempio più recente è il Piano Sulcis).

«Purtroppo, viviamo in un contesto in cui troppo spesso la politica si trasforma in un’arena di rivalità e odio. Questo approccio distruttivo non solo alimenta tensioni inutili, ma allontana i cittadini dalla fiducia nelle istituzioni. Noi dobbiamo essere diversi. Sardegna Avanti, con la sua visione aperta e pragmatica, si distingue proprio per questa volontà di superare i vecchi steccati ideologiciha detto Fabio Usai -. Quando affrontiamo situazioni complesse, come ad esempio la condizione sanitaria del nostro territorio, non possiamo permetterci di basarci su slogan, emozioni o interessi di parte. Dobbiamo utilizzare parametri oggettivi, dati concreti e analisi approfondite. La politica deve essere al servizio delle soluzioni, non dei conflitti. Parlare di sanità significa guardare ai bisogni reali delle persone: investire nelle infrastrutture, rafforzare i servizi nei territori più isolati, garantire personale qualificato. Non si tratta di un problema di destra o di sinistra, ma di una questione che riguarda la dignità di ogni cittadino. La politica deve essere in grado di cogliere le opportunità che si presentano, come il Just Transition Fund o i fondi del PNRR. Questi strumenti rappresentano occasioni straordinarie per trasformare il nostro territorio, ma solo se riusciamo a collaborare per utilizzarli al meglio – ha concluso Fabio Usai -. La politica non è un’arena per dimostrare chi urla più forte, ma un luogo dove si decide il destino di una comunità. Sta a noi scegliere se essere costruttori di ponti o demolitori di speranze.»

Sono stati numerosi gli interventi, in materia di Sanità, Lavoro, Industria e Agricoltura, per una panoramica che ha gettato le basi per un lavoro a medio e lungo termine, da sviluppare in successivi incontri, dedicati a singoli settori. Nei diversi interventi è emersa chiaramente l’importanza dell’unità del territorio, ritrovata negli anni in cui venne istituita la provincia di Carbonia Iglesias e poi nuovamente persa dopo la sua cancellazione sancita dal referendum abrogativo, con il risultato che le comunità locali hanno ripreso a pensare e programmare iognuna per proprio conto.

Il consigliere comunale di Carbonia Nino Spanu ha evidenziato le difficoltà dei Comuni, alle prese con una grave carenza di personale che rallenta la macchina amministrativa, in particolare in una fase come quella attuale che vede gli enti locali alle prese con la programmazione degli interventi sui progetti finanziati dai fondi comunitari.

Il dottor Antonio Macciò, Responsabile UOC Ginecologia Oncologica, Ospedale A. Businco, di Cagliari, si è soffermato sulla difficile situazione vissuta dal sistema sanitario regionale, dalla quale si potrebbe venire fuori se si valorizzassero le competenze, che non mancano.

Sono poi intervenuti Bruno Angioni, ex consigliere comunale di Carbonia ed infermiere in pensione; Antonello Cuccuru, Direttore della SC Professioni Sanitarie della Asl Sulcis Iglesiente; l’ex consigliere regionale Peppino La Rosa; l’ingegner Mario Porcu, amministratore unico della Sotacarbo; il professor Cristian Galbiati, responsabile del progetto Aria nelle miniere della Carbosulcis; Marco Antonio Piras, assessore e vicesindaco del comune di Tratalias; Paolo Luigi Dessì, sindaco di Sant’Anna Arresi ed ex consigliere regionale; Andrea Pisanu, sindaco di Giba e presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis; Manolo Mureddu, assessore dei Lavori pubblici e Ambiente del comune di Carbonia; Michele Stivaletta, assessore delle Attività produttive e vicesindaco del comune di Carbonia; l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani; il consigliere regionale Gianluigi Rubiu.

L’intervento conclusivo è stato quello di Antonello Cabras, ex presidente della regione e sottosegretario di Stato del Ministero del Commercio con l’Estero, oggi vicepresidente della Bper, che riportiamo integralmente.

Giampaolo Cirronis

Con l’assunzione del dirigente delle Professioni Sanitarie – Area delle professioni della Riabilitazione -, dott. Massimo
Rossi, è stato completato il nuovo assetto organizzativo della Direzione delle professioni sanitarie della ASL del Sulcis
Iglesiente.
La Direzione delle professioni sanitarie (infermieristiche, ostetriche, tecnico sanitarie, della riabilitazione e della
prevenzione), diretta attualmente dal dott. Antonello Cuccuru, concorre al perseguimento della mission aziendale
assicurando qualità, efficacia ed efficienza tecnica ed operativa delle attività assistenziali erogate dalla ASL Sulcis
Iglesiente.
La Struttura, alla quale afferiscono 929 dipendenti, è la più popolata tra le strutture complesse aziendali e si configura
come un servizio pienamente integrato con tutte le Unità Operative Ospedaliere e Territoriali, con cui concorre al
perseguimento degli obiettivi prefissati, assicurando qualità e sicurezza delle cure.
La  Direzione delle professioni Sanitarie (DPS), collocata in Staff alla Direzione Generale, è articolata in un livello
centrale, in un livello ospedaliero e in un livello territoriale, il cui governo è garantito dagli incaricati di funzione
organizzativa (ex coordinatori infermieristici e tecnici).
In particolare, si occupa di garantire il fabbisogno delle risorse del personale infermieristico, ostetrico, tecnico-
sanitario, riabilitativo, di prevenzione e degli operatori di supporto che operano nella ASL, in conformità con la
pianificazione strategica e gli obiettivi aziendali, di progettare e sviluppare modelli organizzativi assistenziali innovativi
e coerenti con l’organizzazione aziendale.
Punto di forza della DPS è rappresentato dalla valorizzazione delle competenze dei propri professionisti, garantita
anche da una continua e costante valutazione sul fabbisogno formativo, con definizione di piani formativi mirati alle
singole figure professionali.
La Struttura delle professioni sanitarie assicura la programmazione, la definizione e l’erogazione dei percorsi tecnico
assistenziali garantiti dalle professioni sanitarie e dagli operatori di supporto nelle diverse strutture aziendali, secondo
criteri uniformi modulati in base alle diverse esigenze organizzative, garantendo l’impiego ottimale delle risorse
disponibili e favorendo un’assistenza personalizzata e di qualità nel rispetto delle norme etiche e deontologiche.
Insieme al neoassunto dott. Massimo Rossi, fanno parte della Struttura il dirigente delle professioni sanitarie – Area
delle professioni infermieristiche e ostetriche dott. Giuseppe Lojacono e il dirigente delle professioni sanitarie – Area
delle professioni tecnico sanitarie – dott. Alessio Urgenti.
I tre dirigenti sono supportati dall’Ufficio di Staff a cui afferiscono l’infermiera dott.ssa Silvana Vincis e il tecnico di
laboratorio dott. Francesco Masala.

Presto sarà attiva anche nella Asl Sulcis Iglesiente una struttura ambulatoriale dedicata ai pazienti tumorali e ai pazienti ricoverati, ponendo fine alle trasferte verso altri centri cagliaritani.
L’obiettivo principale dell’ambulatorio è quello di fornire ai pazienti un accesso venoso affidabile e duraturo attraverso l’inserimento di cateteri venosi centrali a lunga permanenza, noti come Picc (peripherally
inserted central catheter o anche catetere centrale a inserzione periferica).
L’istituzione di tale servizio, a gestione infermieristica, prevede un percorso formativo con uno specifico corso che consente di acquisire le skills necessarie, unite all’esperienza professionale di almeno 5 anni nel
profilo di infermiere.
Grazie alla determinazione del direttore della Struttura complessa dell’anestesia e rianimazione, dott. Aldo Clemenza e del direttore della Struttura complessa delle professioni sanitarie dott. Antonello Cuccuru, unitamente al dirigente delle professioni sanitarie dott. Giuseppe Lojacono, è stato portato a compimento il percorso formativo, fortemente voluto dalla Direzione Generale, che il 4 ottobre ha permesso alle due infermiere dell’Anestesia e Rianimazione, dott.ssa Claudia Puddu e dott.ssa Francesca Chessa, di conseguire il certificato di impiantatore di PICC, secondo le raccomandazioni della Consensus del G.I.P.E. (Gruppo Italiano PICC Expert) pubblicate nel 201 e alla Consensus evidence-based del WoCoVa (World Congress of Vascular Access) – pubblicata nel 2013 sul British Journal of Anaesthesya -, presso l’istituto di Medicina Didattica Srl (I.Me.D.) di Siracusa.
Il percorso professionalizzante intrapreso dalle due professioniste è iniziato il 22 gennaio 2024 con un corso di formazione presso l’istituto di Medicina didattica I.Me.D. di Siracusa, al quale è seguita la formazione sul campo, con invio in comando presso l’ambulatorio di accessi vascolari del presidio ospedaliero Marino della Asl di Cagliari, con il tutoring del dott. Paolo Congia, abilitato formatore GAVeCeLT (Gli Accessi Venosi Centrali a Lungo Termine), e delle dottoresse Cristina Mura e Carlotta Spettu. Una curva di apprendimento che si è conclusa ieri con l’audit finale presso il Centro di formazione didattico di Siracusa.
Sarà compito della direzione sanitaria attivare il team di gestione degli accessi vascolari di concerto con la Direzione di anestesia e rianimazione e quella delle professioni sanitarie.
«Un servizio importantedice il direttore sanitario della Asl Sulcis Iglesiente dott. Giuseppe Pirasper gli utenti che vengono sottoposti a chemioterapia non solo presso il presidio ospedaliero Sirai ma anche per i pazienti che effettuano chemioterapia in altre Asl ma che sono residenti sul territorio della Asl Sulcis Iglesiente, evitando così lunghi viaggi verso altri ospedali.»