6 November, 2026
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Legambiente accoglie con soddisfazione l’esito negativo della Conferenza dei Servizi per il progetto della discarica proposta da Ekosarda a Is Urigus

La Conferenza dei Servizi decisoria convocata il 4 novembre presso l’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente ha espresso parere negativo sul progetto presentato dalla società Ekosarda S.r.l. per la realizzazione e l’esercizio di una discarica per rifiuti speciali nell’area di “Su Girì de sa Murta”, in località Is Urigus, nel comune di San Giovanni Suergiu. Si conclude così un procedimento che ha visto per oltre sedici mesi una forte mobilitazione di cittadini, amministrazioni locali, associazioni ambientaliste e comitati, preoccupati per le possibili conseguenze ambientali, sanitarie e territoriali dell’intervento proposto.

Fin dalle prime fasi del procedimento, Legambiente ha affiancato i cittadini e le istituzioni del territorio nel contrasto ad un progetto sbagliato e dannoso per l’ambiente. In una terra che ha visto accumularsi ferite sanitarie, sociali ed ambientali che ancora attendono di essere rimarginate nonostante gli ingenti fondi pubblici stanziati (Piano Sulcis, JTF, ecc..), la proposta prevedeva che la cava di “Su girì de sa murta” invece di essere recuperata alle sue originarie funzioni ambientali e paesaggistiche al termine dell’attività estrattiva, e di vedere quindi ripristinati i servizi ecosistemici come previsto dall’attuale concessione, fosse trasformata in discarica, rinunciando ad ogni reale ripristino paesaggistico e ambientale pur di continuarne lo sfruttamento a fini economici, determinando per il sito e la zona del Sulcis un ulteriore carico di impatto ambientale.

La discarica per rifiuti speciali avrebbe avuto una volumetria complessiva di oltre 323.000 metri cubi dei quali 186.000 in vasca e ben 142.000 in elevazione con realizzazione di un argine di contenimento. In una seconda fase, colmata la vasca, si sarebbe esteso anche su una ulteriore superficie attualmente interessata dal deposito degli sterili, per poi proseguire in elevazione. Tra i rifiuti previsti figuravano non soltanto rifiuti speciali non pericolosi, ma anche rifiuti pericolosi, compresi materiali contenenti amianto e altre sostanze pericolose. L’area interessata è oggi classificata come agricola e inserita nel contesto del Parco Geominerario Storico Ambientale Sulcis-Iglesiente-Guspinese, a poche centinaia di metri da abitazioni, dal campo sportivo comunale e dalla frazione abitata di Is Urigus.

Il Sulcis ha già pagato un prezzo elevatissimo ad un modello di industrializzazione sbagliato che, lungi dal portare sviluppo e benessere, ha lasciato una pesante eredità sociale e pesanti eredità ambientali, senza che mai si riuscisse ad applicare il fondamentale principio “chi inquina paga”. Uno studio epidemiologico, relativo al periodo 2013-2017, ha rilevato che la mortalità generale, e per i principali gruppi di cause, mostra eccessi di rischio in entrambi i generi per le malattie dell’apparato respiratorio. Non a caso nel 2003 è stato definito il Sito di interesse nazionale (SIN) del SULCIS IGLESIENTE GUSPINESE con Aree individuate che interessano 34 comuni per una superficie totale di 40.300 ettari.

L’esito della Conferenza dei Servizi rappresenta perciò un passaggio di grande rilevanza per il futuro del territorio e conferma la validità delle preoccupazioni espresse da amministrazioni, cittadini e associazioni nel corso dell’intero iter autorizzativo.

Legambiente chiede che gli impegni derivanti dalla concessione siano rispettati appieno attuando le operazioni di ripristino e restituendo l’area alle dinamiche naturali anche, ad esempio, naturalizzando lo specchio d’acqua causato dalla vasca di cava, in modo da far diventare il sito una risorsa per la biodiversità (avifauna, insetti impollinatori, ecc.), che diventerà sempre più preziosa alla luce dei cambiamenti climatici.

«Accogliamo con grande soddisfazione una decisione che riconosce le ragioni del territorio e la fondatezza delle criticità evidenziate nel corso del procedimento – dichiara Giorgio Querzoli, responsabile scientifico di Legambiente Sardegna -. Non eravamo davanti a un recupero del sito estrattivo, ma a una trasformazione profonda della sua funzione, con effetti potenzialmente rilevanti su ambiente, paesaggio e salute pubblica. Il Sulcis ha già sopportato per decenni un carico ambientale e sociale altissimo e non deve più essere la terra nella quale le bonifiche e il ripristino ambientale si trasformano sistematicamente in un miraggio irraggiungibile. L’esito della conferenza decisoria ha impedito che il patrimonio ambientale fosse ancora una volta sacrificato in nome di un presunto profitto. Adesso occorre guardare avanti e realizzare il recupero ambientale del sito, trasformandolo in una risorsa ecologica e paesaggistica per il Sulcis, e monitorare attentamente il rispetto degli impegni assunti con la concessione mineraria.»

«Questa decisione è il risultato di una mobilitazione corale che ha visto cittadini, associazioni, amministratori locali e comitati lavorare insieme con determinazione – aggiunge Maurizio Soddu, presidente del Circolo Sulcis Iglesiente -. In questi mesi la comunità ha dimostrato una straordinaria capacità di partecipazione e di approfondimento dei contenuti tecnici del progetto. Oggi non celebriamo soltanto la bocciatura di una discarica ma l’affermazione del diritto delle comunità a partecipare alle scelte che riguardano il proprio territorio e il proprio futuro.»

L'Amministrazione co
Tragico incidente su
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