21 February, 2026

Non solo bellezze naturalistiche, con la nascita dell’Ecomuseo interattivo storico-archeologico il Parco di Gutturu Mannu mette in rete le sue attrazioni più importanti e offre ai visitatori la possibilità di raggiungere con un click i siti di maggiore interesse dell’area protetta compresa tra i territori di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus De Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada.

La totale digitalizzazione permetterà un’esperienza immersiva sulla storia e sull’archeologia del territorio, spaziando inoltre, vista la plastica opportunità della piattaforma digitale con gli argomenti dedicati all’ambiente. Il progetto, realizzato da un pool di esperti, è stato portato avanti con la collaborazione della Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano e l’Archivio di Stato di Cagliari.

L’obiettivo del progetto è quello di valorizzare un aspetto poco conosciuto e non scontato per un parco naturale che, nel caso di Gutturu Mannu, vede un’insolita ricchezza e densità di testimonianze dall’epoca preistorica a quella moderna e contemporanea: circa 55 siti all’interno e nell’immediato intorno dell’area protetta.

Gli output del progetto, realizzato dalla società Telos, sono una piattaforma web ( https://ecomuseogutturumannu.it/) che consente di esplorare tramite mappe, testi e immagini i tesori presenti sul territorio, e alcuni video divulgativi che saranno accessibili anche tramite una postazione interattiva allestita presso l’infopoint di Pantaleo, porta del Parco nel Comune di Santadi. Strumenti che permetteranno di visitare da qualsiasi parte del mondo siti di grande importanza storica e archeologica come nuraghi, tombe dei giganti e antichi insediamenti abitativi.

Quello intrapreso dal Parco è un primo significativo passo verso la realizzazione di un Ecomuseo a tutto tondo capace di integrare storia, cultura e natura e mettere a sistema tutte le infrastrutture materiali e immateriali per la comprensione e la fruizione dei valori dell’area protetta.

 Walter Cabasino, sindaco di Pula e presidente del Parco di Gutturu Mannu, spiega come attraverso l’Ecomuseo interattivo sarà possibile offrire una visione d’insieme delle bellezze storiche e archeologiche dell’area protetta: «Non puntiamo esclusivamente alle conservazione di questo immenso patrimonio naturalistico, ma vogliamo anche far conoscere tutte le sue attrazioni. Questo territorio ospita siti di grande interesse risalenti a epoche come il Neolitico, l’età del Bronzo, ma anche al periodo Fenicio-Punico e Romano. Questo parco non è solo un punto geografico, ma una comunità con proposte e progetti importanti che puntano ad attirare sempre più visitatori».

Massimo Impera, sindaco di Santadi, sottolinea l’importanza del progetto: «Attraverso operazioni di questo tipo è possibile aprire le porte d’accesso del parco e mostrare alle comunità dei territori che ne fanno parte e ai visitatori tutte le opportunità che questo territorio è capace di offrire».

Beniamino Garau, sindaco di Capoterra, rimarca l’importanza di mettere a sistema le bellezze archeologiche del parco: «Ci sono tanti luoghi di interesse da ammirare, nel nostro territorio, ad esempio, meritano di essere conosciuti da tutti il villaggio di Bidd’e Mores e Su Campusantu ‘e Is Arruus. Il progetto di digitalizzare tutto il materiale relativo alle attrazioni del parco, ci permetterà di compiere un passo in avanti verso l’apertura di un Ecomuseo vero e proprio».

Angelo Dessì, sindaco di Sarroch, spiega come l’Ecomuseo rappresenti un grimaldello per raggiungere una valorizzazione più completa dell’area naturalistica di Gutturu Mannu: «Molto importante mostrare ai visitatori le bellezze storiche e archeologiche di questo territorio, il prossimo passo sarà quello di lavorare al miglioramento della viabilità in modo da permettere anche fisicamente al pubblico di ammirare questo immenso patrimonio».

 Giovanni Cafiero, coordinatore del progetto: «Il patrimonio culturale, è, ancor più di quello naturalistico, una risorsa non rinnovabile. Mentre si può reintrodurre una specie animale – si è fatto proprio qui con la reintroduzione del cervo sardo – non si possono reintrodurre le testimonianze materiali delle civiltà del passato. Le si possono però conservare e valorizzare. L’ecomuseo è il progetto per rigenerare il rapporto tra uomo e natura su nuove basi, rafforzando il senso di identità, la partecipazione pubblica e l’impegno delle istituzioni e delle imprese per una gestione sostenibile del territorio del Parco».

E’ stata firmata la cassa integrazione per le aree di crisi complessa per la CQ Nol, ISC e Segesa, il 5 febbraio si firmerà anche per la Reno, ma la crisi industriale esistente, non apre nuovi spiragli di rilancio.

Lo scrivono, in una nota, le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM.

«Si è garantito un ulteriore anno di ammortizzatori sociali ad oltre 300 lavoratori, ma quanto sta accadendo all’interno del polo industriale è molto preoccupante, e aumenta la precarietà tra gli appalti e non soddisfa le organizzazioni sindacaliaggiungono le segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM -. In particolare all’interno della Portovesme srl in una fase in cui si dovrebbero garantire le lavorazioni per le aziende con i dipendenti coinvolti negli ammortizzatori sociali, aumentano le concorrenze al ribasso, facendo partecipare negli appalti aziende con contratti differenti (Federmeccanica, PMI, Artigiani e Cooperative), a discapito dei lavoratori che hanno un “costo” maggiore per la committente. È un fatto grave del quale, FIOM, FSM e UILM hanno portato a conoscenza i ministeri del Lavoro e del Made in Italy, oltre all’assessore al Lavoro e a Confindustria nel corso degli incontri tenuti in questi giorni, oche hanno portato alla firma della cassa integrazione, ricevendo le rassicurazioni da parte di Confindustria, per una convocazione per discutere di tali argomenti. Allo stesso modo è stata evidenziata l’urgenza di arrivare alla convocazione presso il Mimit per rimettere al centro la vertenza ex Alcoa e ottenere la convocazione più e più volte sollecitata perché considerata dai sindacati, come principale opportunità di rilancio occupazionale e produttiva di Portovesme.»

«Le assemblee che si terranno in questi 20 giorni, per il rinnovo del CCNL Federmeccanica, saranno l’occasione per FIOM, FSM e UILM per rimettere in piedi una mobilitazione mai assopita e che sarà rafforzata nel mese di febbraio dalle partecipazioni dei massimi livelli nazionali di categoria.»

«È con profonda costernazione e legittima polemica che constatiamo, al termine dell’esame dell’articolo 4 della Finanziaria regionale, la totale assenza del settore della pesca nell’agenda politica della Giunta Todde. Un’assenza che non è una semplice dimenticanza, ma una precisa scelta politica che condanna all’invisibilità uno dei comparti produttivi più identitari, vitali e potenzialmente strategici della nostra Isola.»

Lo scrive, in una nota, Gianluigi Rubiu, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

«Mentre la Legge di Stabilità 2026 viene discussa in Aula, si conferma una visione miope e distante dai territoriaggiunge Gianluigi Rubiu -. Non una misura, non una risorsa, non un’attenzione specifica viene riservata agli uomini e alle donne del mare, ai pescatori, agli allevatori ittici, all’indotto della filiera. Un settore che coinvolge migliaia di operatori e famiglie, e che in una regione con oltre 1.800 chilometri di costa dovrebbe essere al centro di politiche di sviluppo, tutela e innovazione.
Di fronte a questa doppia emergenza – l’emergenza cronica dell’abbandono politico e l’emergenza acuta del disastro naturale – l’azione della Giunta si conferma inadeguata e silente. La recente nomina dell’assessore Francesco Agus, che pure raccoglie le deleghe all’Agricoltura e alla Pesca, non ha per ora portato a quel cambio di passo e a quella attenzione concreta che il settore marittimo e le comunità costiere meritano da anni.»
«Chiedo con forza che questa Giunta apra finalmente gli occhi sul mondo della pesca sarda. Concludo con un appello preciso e non più rinviabile: nell’imminente ripartizione degli indennizzi e delle risorse per la ricostruzione post-ciclone Harry, si abbia finalmente un occhiò di riguardo verso il settore della pesca e verso il territorio del Sulcis Iglesiente e delle sue marinerie, così gravemente colpito, in modo particolare Sant’Anna Arresi, Teulada, Calasetta e Sant’Antiococonclude Gianluigi Rubiu -. Non si ripeta l’errore di considerare solo la terraferma. Il mare e chi ci lavora sono parte integrante e essenziale dell’economia e del tessuto sociale sardo. È ora di passare dalle parole ai fatti, dalle omissioni agli investimenti, dall’invisibilità al protagonismo. Basta con la pesca come settore fantasma. La Sardegna merita di più.»

Si è tenuta oggi, 28 gennaio 2026, la prima riunione della Comunità del Parco dall’insediamento del Commissario straordinario del Parco Geominerario. L’incontro, convocato e presieduto da Pietro Cocco, sindaco di Gonnesa e presidente della Comunità del Parco, si è svolto nella Sala Astarte presso la Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, sede degli Uffici dell’Ente.
Oltre al Commissario straordinario Roberto Curreli e al Direttore del Parco Geominerario Fabrizio Atzori, erano presenti numerosi sindaci, rappresentanti delle province, delle città metropolitane e i rappresentanti dei due atenei sardi. Nel corso dei lavori sono state illustrate le nuove progettualità in campo a favore dei Comuni e delle associazioni compresi nelle diverse aree del Parco.
I rappresentanti delle amministrazioni comunali, pur manifestando esigenze e criticità, hanno espresso piena disponibilità e la volontà di collaborare attivamente con l’Ente nell’interesse dei territori e delle comunità.

L’ASD GS Iglesias Calcio riceverà la Benemerenza Nazionale della F.I.G.C. – L.N.D. per gli oltre 100 anni di attività sportiva e sociale. Il prestigioso riconoscimento è stato deciso su indicazione del presidente del presidente del Comitato regionale Sardegna della Lega Nazionale dilettanti Gianni Cadoni. La cerimonia di premiazione delle Benemerenze Sportive della F.I.G.C. – L.N.D. si terrà, alla presenza delle massime autorità sportive nazionali, sabato 28 febbraio 2026, alle ore 11.00, presso l’Hilton Rome Airport in Romа.

L’assegnazione all’ASD GS Iglesias Calcio, società sportiva fondata nel 1925, della Benemerenza Nazionale della F.I.G.C. – L.N.D. per gli oltre 100 anni di attività sportiva e sociale, è arrivata ieri 27 gennaio 2026, tre giorni dopo la conquista della Coppa Italia (prima nella sua storia centenaria), maturata sabato 24 gennaio nella finale con il Tempio, al campo Tharros di Oristano.

Giampaolo Cirronis

 

Ieri, lunedì 26/01/2026, è stato costituto il “Comitato iglesiente per il NO al referendum sulla giustizia”. Il comitato si pone come obiettivo quello di promuovere e organizzare sul territorio iniziative, attività ed eventi, per raggiungere e sensibilizzare i cittadini su un tema di fondamentale importanza per tutti gli italiani. Lo scopo del comitato non è solo quello di raccogliere quanti più consensi e adesioni per il NO, ma anche di contribuire a favorire la partecipazione dei cittadini alla vita democratica, in una fase storica di grande disaffezione alla politica e al voto.
Aderiscono attualmente al comitato: la FILCTEM CGIL del Sulcis Iglesiente, lo SPI CGIL LEGA Iglesias, la CGIL SSO, l’ANPI sezione di Iglesias, la Camera del Lavoro della Sardegna sudoccidentale, il Partito Democratico Sulcis-Iglesiente, i Giovani Democratici di Iglesias, Partito della Rifondazione Comunista di Iglesias, Partito comunista italiano circolo di Iglesias, l’ARCI di Iglesias, Memoratu, CGIL FLC di Iglesias, il Circolo Angelo Corsi, Sinistra futura Iglesias. L’adesione al comitato è aperta a tutte le associazioni, le organizzazioni e i cittadini che si oppongono alla approvazione dei punti del referendum.
Il comitato ha eletto come suo portavoce Simone Crobeddu, segretario dei Giovani Democratici di Iglesias.

 

Si è svolto stamane, presso il Rettorato dell’Università di Sassari, un incontro tra il Commissario straordinario del Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Roberto Curreli ed il Magnifico Rettore, Gavino Mariotti. L’incontro è propedeutico alla sigla dell’Accordo Quadro finalizzato alla riqualificazione paesaggistica e ambientale, alla valorizzazione del patrimonio storico-culturale e allo sviluppo delle attività turistiche, culturali e scientifiche.
Questo accordo darà la possibilità all’Ente di sottoscrivere una convenzione con un dipartimento dell’Ateneo Turritano per la redazione del Piano Territoriale del Parco Geominerario. Il Piano consentirà la stesura di un regolamento che, oltre altre attività, in particolar modo definirà gli ambiti per le pratiche di natura edilizia, accelerando così i tempi per il rilascio di nulla osta e licenze.
Si rinnova e rafforza cosi il tradizionale rapporto di collaborazione tra il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna e l’Università di Sassari.

Questa mattina l’assessora dell’Ambiente della Regione Rosanna Laconi ha firmato il decreto di approvazione del Piano di eradicazione del cinghiale e il relativo Disciplinare. Tra qualche giorno sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Sardegna.
«La Provincia ha ascoltato fin dall’inizio le esigenze della nostra comunità, sostenendo un piano specifico per l’Isola di San Pietrocommenta Stefano Rombi, sindaco del comune di Carloforte -. Ringrazio tutte le componenti, politica e amministrativa, per la leale collaborazione che non è mai mancata. Adesso la Provincia ha la responsabilità dell’attuazione del Piano, non mancherà come sempre l’apporto collaborativo del Comune. La Forestale, invece, anch’essa preziosa per giungere a questo risultato, avrà compiti fondamentali di vigilanza.»

Questa mattina si è tenuta la Conferenza di Servizi istruttoria per la costruzione ed esercizio dell’impianto di smaltimento in località “Su Giri de sa murta” a Is Urigus, frazione di San Giovanni Suergiu, presentata dalla società Ekosarda.

L’amministrazione provinciale intende rivendicare le proprie funzioni di indirizzo, pianificazione e programmazione, nel quale definire preliminarmente il quadro di riferimento entro cui collocare le singole iniziative progettuali, evitando scelte frammentarie e non coordinate. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti attribuisce alle Province, nell’ambito delle proprie competenze di pianificazione, il compito di declinare i criteri localizzativi e di individuare le aree non idonee e le relative limitazioni.
In assenza del Piano territoriale di coordinamento provinciale, la valutazione di singoli interventi di gestione dei rifiuti rischia di avvenire in modo non coordinato rispetto a una visione complessiva di pianificazione del territorio.

«Desta forte preoccupazione l’assetto idrogeologico del sito. Va accertata l’eventuale connessione con la falda superficiale o con corpi idrici sotterranei. L’area risulterebbe caratterizzata da falde in comunicazione con pozzi agricoli utilizzati per l’irrigazionesi legge in una nota della Provincia -. Se fosse così si rischierebbe di compromettere un sistema socio economico di eccellenza in quanto, in quel territorio sussistono coltivazioni di nicchia quali il mandorlo, la vite e la cipolla. Tutte queste valutazioni sono state stimolate anche dal dibattito pubblico e dalla rilevante e totale contrarietà espressa dalla comunità locale. Il Consiglio comunale di San Giovanni Suergiu ha votato all’unanimità contro il progetto; cittadini, associazioni e comuni limitrofi hanno chiesto con forza la chiusura della cava e il ripristino ambientale senza alcuna discarica. Alle riflessioni politiche si affiancano le considerazioni espresse dell’area ambiente provinciale che evidenziano delle criticità che potrebbero rilevarsi pregiudizievoli: la destinazione urbanistica dell’area, classificata dal PUC di San Giovanni Suergiu come zona E Agricola, potrebbe risultare non compatibile con la localizzazione di una discarica così come allarmanti sono i probabili impatti negativi di tale installazione sulle componenti ambientali, quali atmosfera, suolo e acqua. Si evidenziano serie perplessità sulle incongruenze e carenze del procedimento amministrativo e apprensione per la precedente inottemperanza nel procedimento autorizzativo.»
«E’ finito il tempo delle decisioni calate dall’altodice il presidente della Provincia, Mauro Usai -. Oggi la Provincia, dopo dodici anni di commissariamento, si riappropria del ruolo di pianificazione, programmazione delle vocazioni territoriali. Senza una visione d’insieme del territorio che definisca anche le aree idonee alla localizzazione dei siti di discarica non ci può essere sviluppo in termini economici, ambientali e turistici del Sulcis Iglesiente. Le competenze della provincia non sono mere formalità amministrative, ma garanzia di un governo del territorio e di uno sviluppo sostenibile che tenga conto di tutte le esigenze della comunità. Continueremo a vigilare ed esercitare le nostre prerogative istituzioni per evitare decisioni lesive degli interessi delle nostre comunità.»
«In quel territorio insistono colture di pregio che costituiscono patrimonio economico e agricolo che deve essere preservato con ogni mezzo a nostra disposizione», ribadisce il vice presidente Gianluigi Loru.

Sono iniziati, tra Vallermosa e Siliqua, i lavori di manutenzione di due strutture situate sulla strada statale 293 “di Giba”.
Gli interventi riguardano la riqualificazione di un ponte ad arco e di un’opera idraulica e il contestuale rifacimento della pavimentazione, l’istallazione di nuove barriere di sicurezza e il rifacimento della segnaletica. Il costo è di un milione 400mila euro.
«I lavori – spiega l’Anasavranno una durata di 6 mesi e rendono necessaria, almeno per i primi 90 giorni, l’interdizione al transito nel tratto compreso tra il  chilometro 24 il chilometro 29. Il percorso alternativo, segnalato in loco, è costituito dalle strade provinciali 89 e 88 e dalla strada statale 130.»
Antonio Caria