21 February, 2026

Calasetta stamane ha dato l’estremo saluto a don Giovanni Cauli, “suo” parroco per 60 anni, morto il 14 gennaio scorso all’età di 101 anni. La chiesa di San Maurizio Martire non è riuscita a contenere tutti i parrocchiani che fino alla fine hanno deciso di stare vicini a “Don Cauli” e, al termine della cerimonia religiosa officiata dal vescovo della diocesi di Iglesias, mons. Mario Farci, con il parroco don Francesco Lay e diversi presbiteri delle chiese della diocesi, lo hanno accompagnato nell’ultimo viaggio, fino al cimitero.
All’inizio della Messa don Francesco Lay ha letto un profilo di don Giovanni Cauli, canonico onorario del Capitolo della Cattedrale di Iglesias e Cavaliere dell’Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro, del quale riportiamo la prima parte (l’intervento integrale verrà pubblicato nella prossima edizione del giornale cartaceo).
Don Giovanni Cauli nacque a Sant’Antioco il 10 ottobre 1924 e fu ordinato presbitero il 30 luglio del 1950 dall’allora vescovo di Iglesias mons. Pirastru. Un arco di tempo davvero eccezionale che ha attraversato un secolo, da papa Pio XI a Papa Leone XIV… ben 9 Romani pontefici e 8 vescovi (contando anche il periodo di Amministrazione Apostolica del cardinale Arrigo Miglio) fino al nostro attuale vescovo di Iglesias mons. Mario Farci che presiede questa santa Eucarestia.
Settantacinque gli anni trascorsi nel presbiterato prima a Sant’Antioco Martire come vice-parroco, parroco a Narcao e, infine, parroco a Calasetta per sessant’anni.
Il cardinale Arrigo Miglio, impossibilitato ad essere presente, ha inviato un messaggio, che riportiamo integralmente.
«Ringrazio vivamente il Signore che mi ha concesso di incontrare ancora una volta Don Cauli, non molti giorni fa. Ho potuto salutarlo e ringraziarlo in un momento in cui era pienamente lucido e cosciente. Sentivo il dovere di ringraziarlo per come mi ha accolto fin dai primi giorni del mio arrivo ad Iglesias, ormai più di 33 anni fa, e per come mi è stato vicino durante gli anni del mio episcopato iglesiente e poi ancora ultimamente nel periodo qui trascorso come Amministratore apostolico. Gli ho detto grazie e abbiamo pregato insieme, poi io ho chiesto a lui di darmi la sua benedizione, la benedizione di un Patriarca, proprio come nella Bibbia, e lui ha tracciato adagio e in silenzio il segno della Croce ed ha posato la sua mano sul mio capo. Non nascondo la commozione. Con lo sguardo ci siamo ridette tante cose, quelle che mi disse al mio arrivo come vescovo e quelle che mi disse nella visita di congedo, sette anni dopo, chiudendo un periodo di vicinanza saggia e paziente, una presenza che è stata molto importante per il mio legame con il Sulcis, assieme ad altre presenze sagge di confratelli che ricordo con affetto.
E come non ricordare il viaggio fatto insieme, con lui e con don Agus, a Manila, per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1995, alla quale partecipavo come vescovo ma anche come assistente generale dell’Agesci. Viaggio lungo e avventuroso la sua parte!
Il suo rapporto con la diocesi e con la Chiesa, il suo impegno pastorale nella parrocchia unito alla sua attenzione sempre informata sui problemi del territorio, la sua attenzione alle caratteristiche delle diverse stagioni che ha attraversato nella sua lunga vita, senza mai smettere di guardare in avanti, ci consegna oggi un tipo di prete certamente unico, come lo è ciascuno di noi, ma anche capace di ispirarci ancora a lungo per saper essere sempre attenti e fedeli al tempo che il Signore ci regala.
Anche il dono della sua lunga vita mi pare un invito a mantenere uno sguardo sereno sul cammino delle nostre comunità, cogliendo sempre il filo doro che lo Spirito non cessa mai di tendere attraverso i tempi e le persone, per educarci a dire grazie e a camminare ancora.
Don Giovanni, così ti ricordiamo e tu prega per noi.»
Il sindaco di Calasetta, Antonello Puggioni, ha salutato “Don Cauli” con un breve intervento carico di emozione, nel quale ha rimarcato la sua grandezza, non solo di uomo di chiesa, sempre vicino ai suoi parrocchiani.
Al termine della Messa, il vescovo mons. Mario Farci ha guidato il corteo funebre che ha raggiunto il cimitero per la sepoltura.
Giampaolo Cirronis

Gli operai della provincia del Sulcis Iglesiente hanno terminato questa sera la rimozione della sabbia che nei giorni scorsi ha invaso la carreggiata nella SP 83, all’altezza della spiaggia di San Nicolò. L’intervento è stato concordato con le amministrazioni di Buggerru e Fluminimaggiore che già nei giorni scorsi avevano segnalato il problema per la sicurezza degli automobilisti che transitano in quella strada.
Nei prossimi giorni verrà sostituito il guardrail sul ponte.

Strada nuovamente sicura!!

La provincia del Sulcis Iglesiente con il progetto “Social Lab – Giovani che costruiscono comunità” si è aggiudicata un finanziamento di 109.000,00 euro dall’UPI (Unione Province Italiane).
L’ente ha partecipato all’iniziativa nazionale “Province x Giovani. Insieme per il benessere e il protagonismo delle nuove generazioni”; Programma di respiro nazionale finalizzato a supportare le attività realizzate dalle Province nell’ambito delle politiche giovanili, con specifico riferimento al tema della Promozione del benessere psico-fisico e del protagonismo giovanile.
L’obiettivo principale del progetto della provincia del Sulcis Iglesiente è quello di contribuire alla promozione del benessere psico-sociale e relazionale dei giovani tra i 14 e i 18 anni del territorio, attraverso la creazione di percorsi educativi, partecipativi e familiari che favoriscano prosocialità, competenze emotive e cooperazione comunitaria. Il progetto avrà una durata di 18 mesi (dal 1° febbraio 2026 al 31 luglio 2027).
«Sono molto orgogliosa del risultato ottenuto: deriva da un gioco di squadra con i funzionari della Provincia con i quali sto collaborando attivamente fin dal primo momentospiega Isangela Mascia, consigliera delegata delle Pari opportunità, Coesione sociale e Politiche giovanili -. Il bando ci permette di lavorare con giovani adolescenti che se coinvolti nel modo giusto, sapranno dare il meglio di sé. Si tratta di alunne e alunni che, grazie alla collaborazione con scuola, famiglie, enti locali e associazioni potranno prepararsi al meglio per affrontare il futuro che li aspetta. Il mio augurio è che possano vivere questa esperienza in modo vitale ed entusiasta come solo i ragazzi e le ragazze sanno fare. La Provincia è onorata di essere parte attiva nel loro percorso personale di crescita.»

Si apre con un appuntamento di grande intensità narrativa il programma della FieraOFF – Fiera del Libro di Iglesias 2026 “Naviganti”, il calendario di eventi diffusi che accompagna e anticipa la Fiera del Libro di Iglesias.
Il primo incontro è in programma venerdì 16 gennaio alle ore 18.30, presso la Sala Remo Branca in Piazza Municipio a Iglesias, e vedrà protagonista Vindice Lecis con il romanzo “Arbarée – Le avventure del capitano Montanaro”, edito da Condaghes.
Un’opera che intreccia storia, avventura e immaginario, con il mare come orizzonte narrativo e simbolico, in piena sintonia con il tema dell’edizione 2026, “Naviganti”. L’autore dialogherà con Daniela Aretino e Giampaolo Meloni, accompagnando il pubblico in un viaggio che attraversa epoche, conflitti e destini.
L’incontro è realizzato in collaborazione con il C.I.C. ARCI – Iglesias aps e con la partecipazione della Libreria Duomo di Gianni Loi, a conferma del forte legame tra la Fiera del Libro di Iglesias, il territorio e le realtà culturali locali.
Con questo primo evento prende ufficialmente il via il percorso della FieraOFF, pensato come spazio di incontro, scoperta e condivisione, capace di portare libri e autori nel cuore della città e della sua comunità.
Il viaggio dei Naviganti comincia da qui.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Il neo direttore generale della Asl Sulcis Iglesiente, Paolo Cannas, ha avviato il primo ciclo di incontri con la convocazione di tutti i direttori di struttura, ospedalieri e territoriali, ieri nella sede di via Dalmazia. Il confronto proseguirà la prossima settimana con le organizzazioni sindacali, segnando l’inizio di una nuova fase per l’Azienda sanitaria, orientata al rilancio organizzativo e strategico.

Il percorso parte da un’analisi lucida e realistica dello stato attuale: una realtà che presenta criticità organizzative e strutturali, ma anche e, soprattutto, significativi margini di miglioramento e numerose opportunità di sviluppo. Proprio questa condizione consente oggi di intervenire su più livelli in modo sistematico, rafforzando la capacità di programmazione senza perdere di vista la gestione delle emergenze.

La direzione strategica individua con chiarezza l’obiettivo principale: definire una visione condivisa del futuro dell’Azienda, rafforzando l’offerta sanitaria sul territorio e potenziando, in parallelo, i servizi ospedalieri. L’innalzamento dell’età media della popolazione rende, infatti, imprescindibile un deciso orientamento verso il rafforzamento dell’assistenza territoriale, con la capacità di presidiare sulla attività prevenzione (screening, promozione della salute in generale) anche attraverso una stretta collaborazione con i Comuni.

In questo contesto si colloca anche il forte impulso allo sviluppo della telemedicina e del telemonitoraggio, strumenti chiave per intercettare precocemente i cittadini in condizioni di apparente benessere e prevenire l’aggravarsi delle patologie croniche, come nel caso dello scompenso cardiaco.

Sul fronte ospedaliero, una forte integrazione tra le équipe dei due presidi e la mappatura dei percorsi clinici, orientate alla crescita professionale e al raggiungimento dell’eccellenza assistenziale, dovranno favorire lo sviluppo strutturato dei Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA), con particolare attenzione ai PDTA oncologici dedicati ai tumori della mammella, del colon e della prostata, nonché ai principali PDTA clinici, quali quelli relativi alla frattura di femore, all’ictus e ad altre condizioni ad alta complessità.

Indispensabili in questa fase sono il potenziamento delle Centrali Operative Territoriali (COT), con una cabina di regia  tecnologica di monitoraggio che potrebbe trovare collocazione a Iglesias, insieme allo sviluppo dei percorsi di pre ospedalizzazione e del Centro Accoglienza Servizi (CAS) per i pazienti oncologici.

Tra le priorità operative figura, infine, la progressiva riapertura delle strutture oggi solo parzialmente operative a causa della carenza di personale. Un obiettivo che passa dal recupero dell’attrattività dell’Azienda, attraverso una chiara graduazione delle funzioni, il conferimento di incarichi di alta professionalità, l’utilizzo mirato di risorse come le RAR e il coinvolgimento degli specializzandi.
Un insieme di azioni che mira a costruire un sistema sanitario più solido, moderno e vicino ai bisogni della comunità, capace di trasformare le difficoltà attuali in un’occasione concreta di crescita e innovazione.

Prenderanno il via a breve, a Sant’Antioco, le attività del progetto MuseoDiffuso.exe, che da anni si svolgono negli spazi comunali dell’ex Monte Granatico, in piazzetta Padre Bruno Orrù, a Sant’Antioco. Ma da quest’anno il progetto si innova e si amplia, grazie alla buona riuscita della partecipazione al bando “Ecosistemi Culturali al Sud Italia 2024″ promosso da Fondazione Cassa Depositi e Prestiti e Fondazione Con Il Sud. Il progetto, che impegna ben 425mila euro su quattro annualità ed è stato ribattezzato “MuseoDiffuso.exe – Granaio di comunità”, è il risultato della collaborazione tra Ottovolante Sulcis APS (ente capofila) e il comune di Sant’Antioco (ente co-finanziatore), con il co-finanziamento della Fondazione di Sardegna e la partecipazione di Cooperativa Archeotur SRL, Le Api Cooperativa Sociale e Cooperativa Sociale Millepiedi Onlus.

“MuseoDiffuso.exe – Granaio di comunità” è un progetto finalizzato alla valorizzazione dell’immobile ex Monte Granatico, nel centro storico di Sant’Antioco, ora sede del progetto sperimentale per la creazione di un centro esperienziale di interpretazione, valorizzazione e promozione innovativa del territorio. Attraverso la coprogettazione dei partner, si intende creare un ecosistema culturale che metta a sistema la valorizzazione dell’immobile storico, il patrimonio culturale materiale e immateriale e i soggetti che partecipano alla vita comunitaria, per favorire il rafforzamento del legame tra identità culturale e comunità territoriale e generare processi di sviluppo locale.
Il programma prevede l’ampliamento e il miglioramento delle attività già avviate, puntando su uno spazio polifunzionale, contenitore di eventi e generatore di contenuti, creato da e per i giovani. Per disporre di spazi più ampi e attrezzati accessibili a chiunque, sono inoltre previsti interventi sulla struttura al secondo piano e sulla copertura.

Prima minatore, poi dirigente minerario e infine consigliere regionale, Giampiero Pinna è stato soprattutto questo: un uomo profondamente innamorato della Sardegna e della sua gente. Così, quando cessarono le estra zioni e centinaia di lavoratori rischiarono di cadere in miseria insieme alle loro famiglie, compì un gesto che nessuno si sarebbe aspettato: scese sottoterra e per un anno visse nella Sala Argani di Pozzo Sella, nella miniera di Monteponi. Fu la più lunga occupazione nella storia dell’isola.
Giampiero Pinna voleva che il Parlamento, dopo troppi rinvii, approvasse il progetto del Parco geominerario, essenziale per creare indotto turistico e avviare la
bonifica ambientale del territorio. Intraprese così una lotta dura ed eroica, raccontata in prima persona tra le pagine di questo libro, completato poco prima che venisse a mancare.
Mentre questo ex minatore tra il 2000 e il 2001 viveva nelle viscere della terra, la gente si mobilitava per sostenere la sua battaglia e provare così a dare un futuro al territorio e ai propri figli. Senza contare i tanti che, come Rita Borsellino o gli Inti-Illimani, vennero da fuori a portargli la loro solidarietà.

Su due piani paralleli, dal buio di Pozzo Sella alla luce del Sulcis Iglesiente, ecco l’epopea profondamente umana del mondo minerario che andava a morire e la lotta di un’intera comunità.

Gli autori
Andrea Mattei (Roma, 1964), giornalista, è caporedattore alla «Gazzetta dello Sport» dove cura – tra l’altro – una pagina web dedicata all’Arte di Camminare. Con Ediciclo ha pubblicato L’arte di fare lo zaino (2018), La Via dei Sassi. Da Bari a Matera lungo il Cammino materano (2018) e In cammino per la libertà. Passi di resistenza umanitaria in Abruzzo (2024).
Daniela Palumbo (Roma, 1965) è scrittrice e giornalista a «Scarp de’ Tenis» di Caritas Ambrosiana. I suoi libri sono pubblicati, fra gli altri, da Giunti, Piemme, Mondadori, Einaudi Ragazzi, La Nuova Frontiera Junior, Sinnos,

Il Castoro. Vincitrice di diversi premi letterari (tra cui il Battello a Vapore-Piemme 2010), nel marzo 2024 ha vinto il Premio Campiello Junior con il libro La notte più bella (Piemme).

 

Si è spento la notte scorsa, all’età di 101 anni, don Giovanni Cauli, per lunghissimi anni parroco di Calasetta. La cerimonia funebre verrà celebrata venerdì 16 gennaio, alle ore 11.00, nella parrocchia San Maurizio martire, a Calasetta.
«Il Sindaco e l’Amministrazione comunale di Calasetta esprimono profondo cordoglio e sincero dolore per la scomparsa di Don Giovanni Cauli, tornato alla Casa del Padre oggi, alle ore 3.00 del mattino, all’età di 101 anni – si legge in un post publicato nella pagina facebook del comune di Calasetta -. Don Giovanni è stato per lunghissimi anni guida spirituale e punto di riferimento della Parrocchia di Calasetta, accompagnando generazioni di famiglie calasettane con dedizione, umanità e instancabile servizio. La sua opera pastorale, vissuta con fede autentica e amore verso la comunità, lascia un segno profondo nella storia del nostro paese e nel cuore di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. In questo momento di grande tristezza, l’Amministrazione Comunale si stringe con affetto e commozione alla comunità parrocchiale, ai familiari e a quanti ne piangono la perdita, elevando una preghiera di gratitudine per il bene che Don Giovanni ha seminato e per l’esempio che ci lascia.»
Il sindaco Antonello Puggioni, con ordinanza n. 1 del 14/01/2026 ha proclamato una giornata di lutto cittadino e ha chiesto a tutti gli operatori commerciali e non, di attenersi alle prescrizioni in essa contenute, interrompendo ogni tipo di attività e lasciando le serrande abbassate venerdì 16 gennaio dalle 11.00 alle 12.30 con esposta la scritta “Lutto Cittadino”
Nella foto di copertina il sindaco di Calasetta Antonello Puggioni consegna una targa a don Giovanni Cauli il 10 ottobre 2024, nel giorno del suo 100° compleanno

I cittadini del Sulcis Iglesiente possono richiedere online i documenti utili ai fini ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) per il 2026.

Tutti i clienti del Sulcis Iglesiente del Gruppo Poste Italiane, ovvero i titolari di un conto corrente BancoPosta, di un libretto di risparmio postale o di carte prepagate Postepay, possono accedere al sito poste.it e richiedere la giacenza media e il saldo di tutti i prodotti (intestati e cointestati) in un unico documento, necessario per richiedere l’ISEE per l’anno appena iniziato. Per richiedere il documento sul sito è necessario essere registrati a poste.it ed aver associato un numero telefonico a uno dei propri prodotti finanziari.

Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, raccoglie tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE relative ai prodotti finanziari, in particolare riporta saldo e giacenza media dei conti BancoPosta e dei libretti di risparmio postale attivi/estinti nel corso dell’anno 2024, il valore nominale dei buoni fruttiferi postali (cartacei e dematerializzati), saldo e giacenza media delle Postepay nominative, delle Postepay con iban e delle carte enti previdenziali, la situazione dei fondi di investimento, del deposito titoli e l’attestazione dei premi versati per polizze assicurative.

Anche quest’anno, i clienti registrati su poste.it e in possesso di almeno un prodotto nell’App Poste Italiane potranno consultare la documentazione valida ai fini dell’ISEE 2026 con i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 direttamente nella propria bacheca.

L’App Poste Italiane è gratuita ed è utilizzabile anche da chi non è titolare di un rapporto con l’azienda, come un vero e proprio ufficio postale a casa dei cittadini.

Per tutti i dettagli sul servizio è possibile consultare il sito https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.

Carbonia sarà tappa del Giro di Sardegna 2026.
«Un grande evento sportivo e di promozione turistica di rilievo internazionale che tornerà a percorrere la Sardegna dopo quindici anni e che porterà nella nostra città atleti e appassionatiha commentato il sindaco Pietro Morittu in un post pubblicato su Facebook. Per Carbonia è un’occasione importante, che rafforza la promozione del territorio, valorizza la capacità di accogliere appuntamenti di rilievo e contribuisce a raccontare una Sardegna fatta di sport, paesaggio e comunità.
Vi aspettiamo a Carbonia il 26 febbraio per una giornata dedicata al ciclismo che metterà in luce i luoghi e l’identità della città», ha concluso Pietro Morittu.