«La decisione del Mef di non rinnovare la copertura per la cassa integrazione in deroga agli ex Alcoa è molto grave. Sono numerosi i lavoratori e le loro famiglie che da anni sono coperti da questo ammortizzatore a causa del protrarsi delle vertenze, in primis quelli di Sider Alloys. Chiediamo pertanto al Governo di intervenire subito per tutelare tutti i lavoratori scoperti e accelerare sui piani di rilancio e investimento sui quali lavoriamo da tempo.»
Lo afferma l’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani commentando quanto emerso dalla legge di bilancio.
«Nel contempo – conclude l’assessore Emanuele Cani – avanziamo di nuovo la richiesta di fare il punto sulla vertenza in atto al fine di trovare le possibili soluzioni per un riavvio della produzione di alluminio nello stabilimento dí Portovesme.»
Proseguono i sopralluoghi negli istituti scolastici superiori della provincia del Sulcis Iglesiente. Questa settimana è stato il turno delle scuole di Sant’Antioco.
La visita del presidente Mauro Usai e degli amministratori provinciali e comunali rispetta gli impegni presi a favore di un percorso di attenzione verso il mondo della scuola nel nostro territorio.
Accompagnato dal sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci, dall’assessore Luca Mereu e dai tecnici della Provincia, il presidente Mauro Usai con la consigliera delegata all’Istruzione Daniela Massa – ha potuto constatare le criticità più evidenti degli istituti, la funzionalità degli spazi e programmare le manutenzioni.
«La sicurezza dei nostri studenti – dice Mauro Usai – e delle strutture che gli accoglie è una priorità per questa amministrazione provinciale. Il nostro impegno è diretto a verificare lo stato degli edifici scolastici e monitorare le condizioni generali delle strutture al fine di mettere a regime la programmazione delle manutenzioni. La prossima settimana sarà convocato un incontro con tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori della provincia per concordare i passi successivi, inclusi i piani di manutenzione prioritari.»
«Considero la sicurezza degli studenti, del personale docente e di tutto il personale scolastico una priorità assoluta – aggiunge Daniela Massa -. Le scuole devono essere luoghi sicuri, accoglienti e adeguati, nei quali i nostri ragazzi possano studiare, crescere e formarsi con serenità. Garantire ambienti sicuri significa investire concretamente nel futuro della nostra comunità. Continueremo a lavorare in sinergia con le istituzioni scolastiche per assicurare standard adeguati e risposte tempestive alle esigenze che emergeranno.»
«Il sopralluogo effettuato questa mattina dal presidente della provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, insieme ai funzionari provinciali, nei plessi del Liceo “Emilio Lussu” e dell’IPIA di Sant’Antioco – sottolinea Ignazio Locci -, rappresenta un passaggio fondamentale per affrontare in modo concreto le criticità strutturali degli edifici scolastici del nostro territorio. Come Amministrazione comunale riteniamo che la sicurezza e la qualità degli spazi scolastici siano una priorità assoluta. La presenza della Provincia e la disponibilità al confronto dimostrano una forte sinergia istituzionale, indispensabile per individuare soluzioni rapide ed efficaci. Ringrazio il presidente Usai e i tecnici per l’attenzione e la sensibilità dimostrata. Solo attraverso una collaborazione costante tra enti possiamo garantire ambienti scolastici adeguati, sicuri e dignitosi per studenti, docenti e personale.»
«Il sopralluogo di oggi nei due plessi superiori di Sant’Antioco segna un momento importante di lavoro condiviso tra Comune e Provincia – dice Luca Mereu -. La presenza del presidente Mauro Usai e dei funzionari provinciali ha permesso di analizzare direttamente sul posto tutte le principali criticità strutturali del Liceo Lussu e dell’IPIA. Questa azione dimostra quanto sia determinante il dialogo tra istituzioni per affrontare problematiche complesse come quelle legate all’edilizia scolastica. La scuola non è solo un edificio, ma un luogo di crescita e ormazione che deve essere messo nelle condizioni migliori per svolgere il suo ruolo. Continueremo a lavorare
in stretta sinergia con la Provincia, nella consapevolezza che solo attraverso una rete istituzionale coesa si possono dare risposte concrete alle esigenze della comunità scolastica.»


A San Gavino Monreale è tutto pronto per la grande festa del Carnevale Storico Sangavinese: servizi, accoglienza, trasporti e spettacoli per vivere il Carnevale fin dalla mattina.
Mancano ormai solo due giorni al momento più atteso dell’anno e l’atmosfera a San Gavino Monreale è quella delle grandi occasioni. Domenica 15 febbraio 2026, la Grande Sfilata Regionale del Carnevale Storico Sangavinese riporterà nelle strade del paese migliaia di figuranti, carri allegorici, gruppi a piedi e maschere singole, celebrando un traguardo che ha il sapore della storia condivisa: 40 anni di Carnevale.
La 40ª edizione del Carnevale Storico Sangavinese è promossa dal Comune di San Gavino Monreale, con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, ed è organizzata dall’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo.
Nato ufficialmente nel 1985, il Carnevale Sangavinese ha attraversato epoche e difficoltà senza mai fermarsi. Dalle prime sfilate, realizzate con pochi mezzi ma tanta passione, fino all’attuale dimensione regionale, il Carnevale è diventato un vero e proprio grande evento regionale capace di coinvolgere generazioni diverse e per un giorno trasformare il volto del paese.
«Quarant’anni di Carnevale Sangavinese significano soprattutto continuità – sottolinea Riccardo Pinna, assessore della Cultura -. San Gavino può ancora contare su cinque gruppi carnevaleschi attivi e su migliaia di figuranti. Un risultato tutt’altro che scontato. Qui il Carnevale non è mai stato solo un evento, ma un patrimonio collettivo, costruito nel tempo da artisti, associazioni, volontari e famiglie».
Domenica 15 febbraio: il cuore della festa
Il clou della manifestazione è ormai alle porte. Domenica 15 febbraio, la Grande Sfilata Regionale porterà in strada 26 carri allegorici, gruppi a piedi e maschere singole provenienti da tutta la Sardegna, per un totale di quasi 7.000 maschere partecipanti ai carri.
Il circuito, completamente interno al centro abitato, partirà da Piazza Cesare Battisti, attraverserà Via Roma, Viale Rinascita e Via Dante, per concludersi in Piazza Montevecchio. Cuore della sfilata sarà Piazza Resistenza, dove i carri passeranno due volte davanti alla giuria, offrendo al pubblico la possibilità di apprezzare movimenti, coreografie e dettagli artistici.
Ad aprire il corteo saranno gruppi provenienti da tutta l’Isola, affiancati dai cinque storici gruppi di San Gavino Monreale – Rewind, Fibra Ottica, New Generation, Vertigo e The Music Express.
Gran finale tra musica e premiazioni
Al termine della sfilata, la festa proseguirà sul palco coperto allestito nel parcheggio di Piazza Montevecchio. Il gran finale musicale sarà affidato a Sandro Murru, tra i DJ più seguiti della scena sarda. Durante la serata si terranno le premiazioni ufficiali, dal miglior carro allegorico al premio per la miglior maschera singola intitolato alla memoria di Kikki Pilloni, fino al riconoscimento per i migliori movimenti dei carri dedicato a Enrico Garau.
La manifestazione si chiuderà martedì 17 febbraio con il Carnevale delle famiglie, tra pentolacce, animazione e il tradizionale Rogo de Su Baballotti, a cura della Pro Loco, dell’Associazione La Maschera e della Consulta Giovanile.
L’assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente esprime grave preoccupazione per quanto accaduto nel territorio di Iglesias e del Sulcis in relazione all’evento segnalato nel sito di discarica gestito dalla Portovesme srl, con possibili effetti sull’ambiente, sulle acque e sulle attività economiche dell’area.
Sono in corso le analisi e gli accertamenti tecnici da parte degli enti competenti per verificare l’entità del fenomeno e le sue conseguenze. Sono inoltre programmati ulteriori campionamenti e controlli sui corsi d’acqua interessati e a valle del sito, al fine di monitorare in modo puntuale l’evoluzione della situazione.
In base alla severa normativa ambientale vigente, il gestore è tenuto ad attuare immediatamente tutte le misure necessarie a contenere il fenomeno e a mettere in sicurezza il sito, evitando qualsiasi ulteriore impatto.
A seguito delle prime azioni urgenti dovrà essere effettuata la completa caratterizzazione dell’area per accertare eventuali contaminazioni e definire, se necessario, gli interventi di risanamento.
La Regione garantirà il supporto tecnico al comune di Iglesias e alla provincia del Sulcis Iglesiente nella gestione dell’emergenza e nella predisposizione degli atti urgenti a tutela della popolazione e del territorio, operando in pieno coordinamento con le amministrazioni locali.
Resta fermo che la responsabilità della messa in sicurezza immediata e del rispetto delle prescrizioni autorizzative ricade integralmente sul gestore del sito, senza alcuna possibilità di rinvio o attenuazione.
«Il Sulcis non può più essere il luogo dove si scaricano costi ambientali e si accumulano ferite», dichiara l’assessora regionale della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi -. Parliamo di un territorio che ha già pagato un prezzo altissimo in termini di salute, ambiente e opportunità di sviluppo. Chi opera in questa terra deve farlo nel pieno rispetto dei cittadini e delle regole. Non saranno tollerati ritardi, omissioni o sottovalutazioni. La messa in sicurezza deve essere immediata, completa e trasparente. La Regione sarà inflessibile nel pretendere il rispetto degli obblighi e nel tutelare una comunità che non può continuare a sopportare le conseguenze di scelte irresponsabili.»
L’Assessorato continuerà a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione, assicurando aggiornamenti puntuali e la massima collaborazione con il territorio.
Il Governo Nazionale ha bloccato le risorse desinate alla mobilità in deroga, strumento di supporto fondamentale per l’intero comparto industriale di Portovesme.
«Apprendiamo dal comunicato delle sigle sindacali che il Governo centrale ha deciso di bloccare le risorse destinate alla mobilità in deroga, uno strumento che da anni coinvolge e sostiene numerosi lavoratori del nostro territorio – dice Romeo Ghilleri consigliere delegato dell’industria della provincia del Sulcis Iglesiente –. Si tratta di una situazione sempre più grave, che aggrava ulteriormente la crisi del comparto industriale del polo di Portovesme. Da troppo tempo si combatte per far ripartire le tante aziende presenti e per salvaguardare ciò che ancora oggi resiste, tra difficoltà e incertezze.»
«Nel frattempo, si registra un assordante silenzio politico, sia a livello regionale che nazionale, su vertenze che restano sospese e prive di risposte concrete – commenta Gianluigi Loru. vice presidente della Provincia e consigliere delegato dell’Ambiente -. Tante famiglie, da anni tra mobilità e cassa integrazione, continuano a vivere una condizione di forte disagio economico e sociale nel nostro territorio. La decisione di bloccare un ammortizzatore sociale che garantiva tutela e un minimo di respiro in attesa del rientro al lavoro rappresenta un ulteriore colpo per lavoratori e famiglie già provati».
«Su questi temi – dichiara il presidente della provincia del Sulcis Iglesiente Mauro Usai – è indispensabile aprire un confronto serio e definire una programmazione chiara e concreta sul futuro del polo industriale di Portovesme, offrendo finalmente prospettive e risposte certe alle tante famiglie che da troppo tempo attendono soluzioni. All’orizzonte non si intravedono soluzioni concrete sul futuro del polo industriale di Portovesme e a pagarne il prezzo più alto sono, ancora una volta, i lavoratori, le loro famiglie·»
«Ancora una volta assistiamo all’ennesima beffa perpetrata ai danni delle lavoratrici e dei lavoratori di Sider Alloys. Il ministero dell’economia, ora, si trincera dietro una norma della legge di bilancio. Risultato i lavoratori non potranno più beneficiare di quel minimo sostegno al reddito in attesa di uno spiraglio sul futuro produttivo dell’azienda.»
Lo scrive in una nota la senatrice M5s Sabrina Licheri, capogruppo commissione Industria e attività produttive a Palazzo Madama.
«A niente sono valsi gli impegni assunti fino a ora – aggiunge Sabrina Licheri – così come all’orizzonte non si intravede alcun piano industriale degno di questo nome. Stiamo parlando di un asset strategico per il Paese, soprattutto, se lo si guarda all’interno di una politica industriale geopolitica che vede l’alluminio tra i primi materiali essenziali per il futuro. Il futuro di Sider Alloys è la chiave per lo sviluppo economico della Sardegna e del Paese, il fatto che dal governo non arrivino risposte preoccupa lavoratori e cittadini.»
Il MEF, attraverso la legge di bilancio, non autorizza il trattamento di mobilità in deroga per il 2026. Doppia beffa per Lavoratrici e Lavoratori ex Alcoa e per le aree di crisi complessa. Proprio in questi giorni i metalmeccanici del territorio, unitamente alle segreterie regionali e a quelle nazionali, hanno rimesso al centro dell’agenda, il problema delle politiche industriali che non riescono a dare sviluppo occupazionale ed economico al territorio, nonostante le opportunità di rilancio derivanti in particolare dalle produzioni di alluminio primario, ormai da otto anni in mano ad una realtà, la SiderAlloys, ritenuta da tutti incompetente in materia. Tra i temi affrontati quello legato alle aree di crisi complessa ed alle 330 famiglie in mobilità in deroga e ancora in attesa di possibili rilanci industriali. Ma dal documento del Ministero del Lavoro sugli ammortizzatori sociali del 10 febbraio 2026 quello che emerge risulta essere una doppia presa in giro per i lavoratori e per le produzioni. Infatti, non solo non si riesce a procedere alla discontinuità più volte richiesta dalle organizzazioni sindacali in merito all’attuale proprietà, ma addirittura si azzera quel piccolo sostegno al reddito, di cui ancora godevano coloro che aspettano da anni la ripresa produttiva dell’ex Alcoa. Le motivazioni per cui non si è trovato risposta alle tante richieste di incontro avanzate al MIMIT, erano forse legate a questo pasticcio? FIOM, FSM e UILM chiedono ai Ministeri competenti, di recuperare urgentemente a quanto emerso nella legge di bilancio, e chiedono con maggiore fermezza la convocazione al MIMIT, alla presenza del Ministero del Lavoro e delle strutture regionali interessate. Allo stesso tempo convocano per lunedì mattina alle ore 8.00, presso i cancelli della SiderAlloys un’assemblea con carattere di urgenza di tutti i lavoratori coinvolti, non escludendo nessuna iniziativa per sostenere il ripristino di una situazione di per sé già grave e che non ha bisogno di ulteriori peggioramenti.
Segreterie territoriali FIOM, FSM, UILM
Il Governo volta le spalle alla Sardegna e alle sue aree di crisi più fragili: la mobilità in deroga per il 2026 non sarà rifinanziata, lo si legge nell’ultima legge di Bilancio nazionale e viene confermato da una Circolare ministeriale adottata lo scorso 10 febbraio. Il risultato è drammatico: oltre 300 famiglie di ex lavoratori delle aziende attive nelle aree di crisi complessa di Porto Torres e Portovesme, nel Sulcis Iglesiente, vengono lasciate senza alcun sostegno.
«Una scelta politica precisa – sottolinea l’assessora del Lavoro Desirè Manca – che ancora una volta colpisce le fragilità e calpesta i territori più vessati. Parliamo di lavoratrici e lavoratori già segnati da anni di crisi industriale, di promesse mancate, di riconversioni mai compiute. Negare la mobilità in deroga significa mandare sul lastrico centinaia di famiglie in uno dei territori più colpiti dalla desertificazione produttiva.»
«La Legge di Bilancio nazionale – prosegue – ha escluso questi lavoratori, sottraendo alla Sardegna risorse che, secondo una stima, ammontano a circa 6 milioni e 300mila euro. Ci siamo immediatamente attivati per sollecitare una risposta e lo abbiamo fatto in più sedi: attraverso la Commissione Lavoro della conferenza delle Regioni, dove in accordo con le altre Regioni abbiamo presentato emendamento per ripristinare la norma scritta come negli anni precedenti, lo abbiamo fatto chiedendo lumi direttamente agli uffici del Ministero del Lavoro e anche nell’ultima seduta della Commissione Lavoro, nella quale è stata accolta all’unanimità la mia richiesta di inviare una missiva alla Ministra per sottolineare questa grave mancanza. Dal Ministero è arrivata una comunicazione chiara: per la Sardegna per il 2026 la mobilità in deroga non è stata prevista. Chi lo spiega adesso ai lavoratori del Sulcis che, ancora una volta, vedono la Sardegna relegata in fondo all’agenda politica nazionale? Chi spiega alle famiglie chela manovra di guerra si è dimenticata di loro?»
«Si tratta di persone che vivono in un’area tra le più martoriate dell’Isola, dove il lavoro non è solo reddito ma riscatto sociale e dignità. Togliere questo sostegno significa ignorare consapevolmente le condizioni reali delle comunità locali. Non possiamo accettare in silenzio questa decisione. Non resteremo a guardare mentre oltre 300 famiglie vengono abbandonate. Insieme ai sindacati, a livello regionale e nazionale, daremo battaglia affinché il Governo torni sui propri passi e garantisca la copertura della mobilità in deroga per il 2026. La tutela del lavoro e delle fragilità sociali non può essere subordinata a logiche ragionieristiche. Qui non si parla di numeri – conclude – ma di famiglie, di diritti, di futuro.»