10 May, 2021
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«Siamo soddisfatti di questo lavoro straordinario e complesso, che ci ha portato a costruire, tra le altre, una nuova idea di Porto. A seguito di oltre 200 riunioni, interlocuzioni con la Regione ed un impegno costante ed un ottimo lavoro di squadra tra lo staff dei tecnici guidati dall’architetto Alan Batzella e quello del geometra Enrico Murru, abbiamo raggiunto questo importante risultato.»
È soddisfatta la sindaca di Pula, Carla Medau, dopo che il Consiglio comunale ha approvato il Puc.
«Le nostre scelte erano ben precise – ha aggiunto la prima cittadina -: equità ed equilibrio nella valorizzazione del territorio che significa mettere i privati cittadini, gli imprenditori, i portatori di interesse in condizioni di cogliere le opportunità di queste trasformazioni urbanistiche in modo diffuso e concreto.»
Sono state individuate nuove aree di espansione residenziale e si è puntato sull’edilizia sociale.
Saranno tre le direttrici di sviluppo turistico: “Marina Santa Vittoria”, dove sarà realizzato porto turistico che può contenere 600 posti barca; il centro turistico sportivo, che sorgerà nella zona di Santa Margherita; il centro termale idroterapeutico che sarà realizzato all’ingresso della prima porta di accesso di Pula.
Sono previsti anche dei piani di riqualificazione delle lottizzazioni della costa pulese, i piani di risanamento delle aree compromesse e un piano urbanistico moderno.
Antonio Caria

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Il gruppo di maggioranza Art. 1 – Sdp ha presentato stamane una nuova proposta di legge urbanistica.

«La nostra proposta ha l’obiettivo di qualificare il territorio ed il paesaggio della Sardegna in un nuovo quadro di regole, restituendo ai Comuni un ruolo centrale in materia di pianificazione» ha detto Eugenio Lai presentando la nuova proposta di legge del partito in materia di urbanistica, predisposta con il supporto tecnico dell’architetto Alan Batzella, ex presidente regionale del Wwf con una lunga esperienza di amministratore locale.

Nel suo intervento, Alan Batzella ha definito la legge «totalmente alternativa a quella della Giunta regionale, sia nella forma che nella sostanza».

«Le differenze – ha sostenuto Alan Batzella – consistono innanzitutto nel fatto che il nostro è un testo fondamentale di obiettivi e principi che trasferisce la normativa di dettaglio ad una serie di allegati tecnici che dovranno essere emanati in una seconda fase; per il momento ci siamo limitati a mettere a punto il primo di questi allegati, che modifica profondamente i contenuti del cosiddetto “Decreto Floris”.»

«Per quanto riguarda il ruolo dei Comuni – ha aggiunto Alan Batzella – siamo partiti dalla constatazione che non sono tutti uguali e li abbiamo suddivisi in classi a seconda di parametri demografici e territoriali; per i più piccoli, in particolare, sono state previste procedure molto snelle (quasi di tipo attuativo) per la pianificazione, assegnando anche maggiori contributi per la predisposizione dei Puc.»

«Un punto della legge che riteniamo qualificante ed innovativo – ha spiegato ancora Alan Batzella – è dedicato al turismo, settore che per noi non è un tabù ma va disciplinato in modo diverso: no a lottizzazioni di seconde case, sì a ristrutturazioni delle strutture ricettive esistenti ma con incrementi volumetrici del 10% e vincolati ad una progettualità in grado di assicurare un orizzonte più lungo alla stagione. Ed inoltre, con una forte attenzione alla sostenibilità ambientale, nel senso che gli interventi dovranno essere compatibili con l’equilibrio naturale fra strutture e paesaggio.»

Anche per le aree rurali, secondo l’architetto Batzella, «la legge propone una visione nuova; per questo abbiamo introdotto la figura dell’agricoltore part time, che fa un altro lavoro ma sceglie di trascorrere parte del suo tempo in campagna, soprattutto nei centri di consolidata tradizione agricola. In questi casi gli interventi saranno consentiti con una serie di paletti: i fabbricati non potranno essere realizzati a ridosso dell’area urbana o a meno di 1000 metri dalla costa o all’interno di zone ambientali protette ed il proprietario dovrà essere residente nel Comune, mentre i componenti del nucleo familiare non potranno essere imprenditori agricoli a titolo principale».

«Nelle aree urbane – ha concluso Alan Batzella – sarà introdotto come elemento strategico lo strumento della perequazione urbanistica, anche per liberare all’interno dei Comuni spazi gravati da vincoli di esproprio (in alcuni casi da 20 o 30 anni) per opere mai realizzate; le amministrazioni potranno ridefinire il loro fabbisogno di servizi rimettendo sul mercato volumi edificabili, così come potranno acquisire porzioni di demanio pubblico da destinare all’edilizia sociale, concedere ai privati diritti di superficie ed abbattere i costi di costruzione.»