5 February, 2026
HomePosts Tagged "Alessandra Todde" (Page 14)

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«L’iniziativa messa in campo ieri da parte di FIOM, UILM e CUB ha dato i suoi frutti. Siamo appena stati aggiornati dalla vice ministra Alessandra Todde per conto del ministero dello Sviluppo economico, che il decreto per quanto riguarda la mobilità in deroga per le Aree di crisi complessa è stato appena firmato; questo passa ora alla valutazione del MEF (Ministero Economia e Finanza). una volta che arriverà alla Corte dei Conti, abbiamo buoni motivi per pensare che, in brevissimo tempo, venga messa in pagamento la mobilità. Stiamo lavorando per accelerare la convocazione del tavolo permanente per il rilancio dello stabilimento, fortunatamente abbiamo chi ci sta dando una grossa ed importante mano. Siamo fiduciosi. »

Le segreterie di FIOM, UILM e CUB

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L’assemblea delle Lavoratrici e dei Lavoratori della RWM Italia, alla presenza delle segreterie sindacali territoriali, ha esaminato le problematiche derivanti dalla revoca delle licenze di esportazione verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

«Il provvedimentosi legge in una notaha solo inspiegabilmente colpito la RWM lasciando fuori le tante altre partecipate dal MEF, la Leonardo tra tutte. Provvedimento che ha pesantemente indebolito la credibilità dell’azienda nei confronti di eventuali nuovi clienti, e la credibilità dello Stato Italiano stesso nei rapporti commerciali verso gli altri Stati. Nella riunione svoltasi nella giornata di ieri l’azienda ha comunicato la revoca della CIGS a seguito dell’acquisizione di una commessa Europea. L’assemblea ha espresso forte preoccupazione in quanto le commesse europee, avranno una durata limitata, 5/6 mesi al massimo, rimane quindi irrisolta la prospettiva a lungo termine della società stessa, e ha, inoltre, espresso rammarico per l’assordante silenzio mostrato dalla classe politica Nazionale e Regionale; ancora una volta la Politica non affronta nella sua interezza la tematica, risolve il tema etico, elettoralmente più redditizio, e non affronta, cosi come avrebbe meritato, con la stessa importanza il futuro occupazionale di tutti i Lavoratori.»

«La decisione assunta dal Governo, ovviamente, richiama alle proprie responsabilità anche l’azienda, da subito si dovrà impegnare nella diversificazione delle produzioni, nell’ambito dello stesso settore, in modo da contribuire per il sistema di Difesa dello Stato Italiano ed Europeo, nel rispetto dei dettami della Costituzione Italiana aggiunge la nota dei lavoratori -. Appaiono inaccettabili proposte di riconversione come ad esempio quella del “Caseificio”, che non si basano su nessuna valutazione economica e di mercato. Nel caso del Caseificio si creerebbe un nuovo Competitor in un settore già fortemente in crisi. Non vogliamo rubare il Lavoro a chi già opera con difficolta e con grandi sacrifici nei tanti caseifici e mini caseifici presenti in Sardegna. E’ paradossale che la Sottosegretaria al MiSE, Alessandra TODDE, abbia negato un incontro per mesi alla RSU e alle OO.SS., mentre in tempi rapidissimi, ha incontrato associazioni che portano avanti fantomatiche riconversioni come quella del “formaggio”.»

«Richiamiamo il nuovo Governo Nnazionale ad affrontare il tema occupazionale non con sostegni al reddito, ma con il Lavoro. Proponiamo l’inserimento della Società nella programmazione dell’ammodernamento del sistema di difesa Nazionale. Occorre definire accordi nel settore Militare con i paesi alleati creando sinergie con le altre aziende dello stesso settore soprattutto con quelle partecipate dallo Stato Italiano.  Insediato il nuovo Governo Nazionale, sarà fondamentale riprendere una interlocuzione con il Ministero della Difesa e avviarne uno con quello dello Sviluppo economicoconclude la nota diffusa dopo la riunione -.  A sostegno di ciò si attiveranno una serie di iniziative di mobilitazione di tutte le Lavoratrici e di tutti i Lavoratori già dalle prossime settimane, coinvolgendo il Presidente Solinas, i parlamentari sardi ed i sottosegretari dei Ministeri interessati.»

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Dopo le associazioni pacifiste che hanno salutato con soddisfazione la decisione del Governo di revocare definitivamente le licenze di esportazione di missili e bombe d’aereo e l’annuncio del ricorso da parte della società RWM Italia, oggi sulla decisione del Governo interviene la RSU/RLSA.

«Esprimiamo forte preoccupazione per il futuro della fabbrica a seguito della decisione attuata dal Governo Nazionale si legge in una nota -. Decisione che rispettiamo, ma che causerà la perdita di ulteriori posti di lavoro. Nuovi disoccupati che andranno ad aggiungersi ai 300 lavoratori già lasciati a casa un anno e mezzo fa. Già da luglio 2019 abbiamo anticipato quello che sarebbe stato lo scenario futuro, lanciando un appello alle forze Regionali e Nazionali al fine di evitare ulteriori perdite di posti di lavoro, ma, nonostante le annunciazioni, le promesse e le rassicurazioni del periodo queste, ad oggi, non hanno sortito nessun effetto. Il silenzio assordante del ministero dello Sviluppo economico, nella persona della sottosegretaria Alessandra Todde, che non ha mai neppure risposto ad una nostra richiesta di incontro, neanche dopo che il Ministero della Difesa ha dato disponibilità in tal senso, è inaccettabile.»

«Una situazione paradossale, inverosimile e vergognosa, “il Governo ci toglie definitivamente il lavoro” – aggiunge la RSU /RLSA della RWM Italia di Domusnovas –. Ci lascia a casa, additandoci come gli unici responsabili dei conflitti internazionali, mortificando il nostro Lavoro, che da anni svolgiamo con grande serietà e professionalità, senza assumersi le proprie responsabilità, senza che si sia adoperato affinché trovasse le dovute soluzioni a tutela dei posti di lavoro di un’azienda che oggi “rappresenta un assetto strategico di rilevanza Nazionale e Europeo”. Così come altre Società dello stesso settore, ma partecipate dal MEF, su cui nessuno mette in discussione il loro operato, ma che hanno avuto una palese diversità di trattamento. Ci sarebbe piaciuta la stessa indignazione anche quando, lo stesso Governo, senza clamori ha dato il via libera, alla vendita di due navi militari all’Egitto. »

«Siamo preoccupati per quello che nel futuro prossimo saranno le decisioni della proprietà che, a causa di un’assenza di programmazione da parte del Governo Nazionale sull’industria bellica, possa decidere di non attuare più nessun tipo di investimento fino ad arrivare ad un totale disimpegno nel nostro territorio, già martoriato e penalizzato da scellerate precedenti decisioni politiche. Al Governo Nazionale, in quanto soggetto che ha determinato questa situazione, chiediamo di assumersi le proprie responsabilità mettendo in campo tutti i soggetti e tutte le iniziative possibili a tutela dei posti di lavoro, prendendo una volta per tutte una chiara posizione su cosa intende fare dell’industria bellica in generale e in particolare del nostro stabilimentoconclude la RSU/RLSA della RWM di Domusnovas –. La dignità del lavoro non è solo un fatto economico ma anche una questione etica e sociale.»

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Ieri mattina si è svolto un incontro in videoconferenza alla presenza della sottosegretaria Alessandra Todde e dell’assessore regionale del Lavoro Alessandra Zedda, il responsabile del ministero del lavoro, le organizzazioni sindacali, l’azienda e Invitalia, per discutere degli ammortizzatori sociali per i lavoratori ex Alcoa. Nel corso dell’incontro, è stato evidenziato il problema relativo al pagamento della mobilità in deroga per i lavoratori per il 2021 e, preso atto della volontà del Governo di riconfermare anche per tutto l’anno appena iniziato l’ammortizzatore sociale, rimangono da definire i tempi ed il quantum per i lavoratori interessati. E’ stato avviato inoltre un consulto tecnico con l’Inps e con il ministero del lavoro per verificare la fattibilità della modifica della norma sugli ammortizzatori sociali in deroga per modificare l’importo e permettere la continuità del pagamento senza dover attendere tanti mesi come successo negli anni passati

Dalla prossima settimana si dovrebbe conoscere il parere dell’Inps, per verificare la fattibilità di quanto proposto.

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E’ positivo il giudizio di Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL sullo stato dell’iter del progetto Eurallumina.

Si è svolta ieri, in modalità web conference la riunione, richiesta dalle organizzazioni sindacali territoriali regionali, sulla vertenza Eurallumina, alla presenza della sottosegretaria Alessandra Todde, per gli assessorati regionali dell’Industria e Lavoro l’assessora Anita Pili e l’assessora Alessandra Zedda, oltre alla Società Eurallumina, il direttore del servizio Energia del Mise Gilberto Dialuce e le segreterie nazionali di Filctem, Femca e Uiltec.

«Nella breve introduzione si legge in una nota dei segretari territoriali Filctem-CGIL, Femca-CISL e Uiltec-UIL, Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai, e Pierluigi Loi – la società Eurallumina ha confermato la volontà di voler riavviare gli impianti appena possibile e, su pressione della proprietà, a portare avanti i progetti pianificati per arrivare alla marcia degli stessi nel 2023. La sottosegretaria Alessandra Todde ha illustrato in modo dettagliato l’iter legislativo confermando che il Dpcm previsto dal D.L. semplificazioni, legato all’infrastrutturazione energetica della Sardegna, è il primo che verrà preso in esame da Palazzo Chigi. Il Dpcm, definita la fase concertativa, oramai agli step conclusivi, è stato inviato nelle sedi degli uffici legislativi dei Ministeri e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel provvedimento, oltre al recepimento del D.L. relativo all’infrastruttura immateriale della Virtual Pipe Line per il trasporto del metano in Sardegna, grazie ad accordo specifico con Snam, edil progetto di un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione del GNL, sono inclusi altri provvedimenti considerati strategici. Nello specifico si prevede di classificare come “strategico” per l’applicazione del PNIEC il progetto per il riavvio dello stabilimento Eurallumina, le opere di collegamento a Eurallumina e alla Centrale Enel da riconvertire da carbone a gas. Inoltre novità importante, al fine di ottimizzare la tempistica, è stato previsto l’inserimento del progetto relativo all’escavo del porto, infrastruttura indispensabile per dare piena attuazione agli altri interventi di sviluppo dell’area industriale di Portovesme funzionali allo sviluppo industriale e commerciale dell’intero territorio.»

«Nella riunioneconcludono Emanuele Madeddu, Vincenzo Lai e Pierluigi Loiè emersa l’importante fase concertativa tra tutti i soggetti interessati funzionali alla ripartenza dello stabilimento, ma più complessivamente per garantire nuove opportunità di sviluppo con un progetto moderno, in linea con gli interventi strutturali del Recovery Fund. Esprimiamo apprezzamento per la fase avanzata dell’iter, tuttavia abbiamo ribadito la necessità di avere una tempistica certa ed un cronoprogramma funzionale alla ripartenza prevista.»

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I sottosegretari dello Sviluppo economico e della Difesa, Alessandra Todde e Giulio Calvisi, intervengono nel dibattito acceso sviluppatosi intorno alla Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale delle Scorie Nucleari (CNAPI).

«In merito al dibattito di queste ore sulla possibilità che la Sardegna possa essere la sede prescelta per ospitare il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi, a seguito della pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee ad ospitare il Deposito Nazionale delle Scorie Nucleari (CNAPI) crediamo sia utile chiarire alcune cose fondamentalidichiarano Alessandra Todde e Giulio Calvisi -. La prima: la pubblicazione della Carta è un atto dovuto e atteso, che sana un ritardo per il quale, nell’ottobre scorso, l’Unione Europea aveva aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Lo studio perciò non può essere confuso strumentalmente con la volontà o addirittura come una decisione da parte di questo Governo. Per inciso, qualsiasi governo, di qualsiasi colore politico avrebbe dovuto pubblicare la stessa Carta predisposta dalla Sogin e validata dall’ISIN (Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione) perché la metodologia utilizzata per identificare i 67 siti potenzialmente idonei deve seguire le linee guida IAEA (International Atomic Energy Agency). La seconda: tale studio è propedeutico all’inizio di una fase di confronto e valutazione, tra stato, regioni, enti locali e popolazioni interessate che durerà 44 mesi. Solo alla fine di questa fase sarà assunta 2 una decisione. È chiaro che il parere delle istituzioni e delle popolazioni sarà determinante per la individuazione del sito. Lo studioproseguono Alessandra Todde e Giulio Calvisifa comunque emergere, al di là della geologia, le criticità dell’ubicazione su un’isola (costi di logistica e rischi ambientali nel trasporto) oltre che variabili socio economiche che rendono ancor minore l’opportunità di un sito in Sardegna. La posizione della Sardegna riguardo alla possibilità di ospitare siti di stoccaggio di rifiuti radioattivi è conosciuta, almeno da questo governo, ed è sempre stata molto chiara e netta. Si tratta di una posizione unitaria della Regione Sardegna, dei Comuni, delle forze politiche di ogni orientamento, ma ancora di più del Popolo Sardo che nel 2011 si espresso in maniera plebiscitaria con oltre il 97% di no al nucleare. È importante perciò ribadireproseguono Alessandra Todde e Giulio Calvisi  – che ogni eventuale futura decisione riguardo a una questione così delicata e strategica, non potrà che essere frutto di un confronto trasparente, partecipato e chiaro tra le istituzioni, le forze del territorio, le parti sociali, il mondo produttivo. Questo vale per la Sardegna e per le altre regioni italiane.»

Il comune di Carbonia ha aderito al programma “Smarter Italy”, avviato a gennaio 2019 dalla collaborazione tra il ministero dello Sviluppo economico e l’Agenzia per l’Italia Digitale, con l’obiettivo di accelerare la crescita del paese attraverso l’utilizzo degli appalti innovativi. Ad aprile 2020, grazie al lavoro del ministro Paola Pisano, del ministro Gaetano Manfredi e del sottosegretariato di Stato dello Sviluppo economico Alessandra Todde, è stato siglato il protocollo d’intesa che favorisce l’ingresso al programma “Smarter Italy” del ministero dell’Università e della Ricerca e del Dipartimento per la Trasformazione digitale, portando la dotazione economica del programma ad un valore di oltre 90 milioni di euro. E’ stata confermata inoltre l’Agenzia per l’Italia digitale come soggetto attuatore. A differenza degli appalti tradizionali, con il programma “Smarter Italy” lo Stato non acquista prodotti e servizi standardizzati già disponibili sul mercato, ma stimola le aziende ed il mondo della ricerca a creare nuove soluzioni per rispondere alle sfide sociali più complesse, migliorando la qualità della vita dei cittadini, innovando il contesto imprenditoriale del territorio nazionale e generando un impatto rilevante sull’efficienza della Pubblica Amministrazione. Le soluzioni tecnologiche sviluppate saranno sperimentate in 11 città dette “Smart Cities” e in 13 piccoli centri – sotto i 60.000 abitanti – che costituiscono i “Borghi del Futuro”. Il programma toccherà quattro ambiti fondamentali per i territori, ovvero mobilità, ambiente, benessere della persona, turismo e beni culturali. Il primo appalto in ordine cronologico insisterà sulla mobilità. Tre le linee di azione su cui si muoverà il comune di Carbonia: soluzione innovativa predittivo/adattativa per la Smart Mobility; soluzioni innovative per il miglioramento della mobilità delle merci; soluzioni innovative per il miglioramento della mobilità sostenibile nelle aree a domanda debole.

Ad esprimere soddisfazione per l’adesione al programma è il sindaco Paola Massidda: «La città di Carbonia vanta una serie di caratteristiche e peculiarità che ne fanno un ottimo contesto in cui poter sviluppare le attività previste all’interno del Progetto “Smarter Italy”, in particolare per la parte riguardante “Borghi del Futuro”. Carbonia, città moderna di fondazione di soli 82 anni, insiste in un contesto a forte vocazione tradizionale, ma ha avuto nel contempo la capacità di introdurre forme innovative di economia e di socialità tali da influire su un intero territorio, quello del Sulcis Iglesiente, di cui è città capoluogo. Gli apparati documentali, testimonianza di crescita ed evoluzione del contesto territoriale di riferimento e delle comunità che lo abitano, sono patrimonio di testimonianza storica imprescindibile. In questi termini, Carbonia è città ecomuseo in grado di valorizzare le peculiarità socioeconomiche e antropologiche, storiche e culturali, che si sono formate nel particolare contesto della città di fondazione, nata come funzionale alla miniera, ma evolutasi in tutti i diversi ambiti citati».

Per maggiori informazioni sul progetto “Smarter Italy” è possibile consultare il sito https://appaltinnovativi.gov.it/smarter-italy

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«Dopo l’incontro odierno con i rappresentanti di Sider Alloys manteniamo sospeso il nostro giudizio e le valutazioni sulla realizzazione del progetto di rilancio dell’ex Alcoa. Occorre continuare a monitorare il percorso che si presenta ancora lungo.»

Lo dichiarano Guglielmo Gambardella e Renato Tocco, rispettivamente coordinatore nazionale di settore e segretario responsabile UILM Sulcis, dopo l’incontro odierno in videoconferenza con il MiSE, al quale hanno partecipato il sottosegretario al Mise Alessandra Todde, i rappresentanti del ministero del Lavoro, il Ceo di SiderAlloys Giuseppe Mannina, i rappresentanti della Regione Sardegna.

«Il management della multinazionale svizzera ci ha aggiornato sugli impegni in merito al riassorbimento dei lavoratori ex Alcoa in SiderAlloys e sullo stato di avanzamento del piano industrialesottolineano Guglielmo Gambardella e Renato Tocco -. Al momento si tratta, prevalentemente, della pianificazione di una serie di importanti gare per la realizzazione di interventi infrastrutturali. Abbiamo espresso la necessità di verificare, anche attraverso il previsto tavolo tecnico dell’Accordo di Programma il raggiungimento degli obiettivi previsti dal piano industriale. Per l’anno 2021 si prevede il conseguimento di dieci fondamentali milestons che determineranno la concretezza, la volontà e le capacità della multinazionale nel portare a compimento l’ambizioso progetto di riavvio della produzione di alluminio.»

«C’è la necessità di assicurare la continuità degli ammortizzatori sociali per i lavoratori appartenenti al bacino ex Alcoa – concludono Guglielmo Gambardella e Renato Toccoun progetto formativo per adeguarne le professionalità e la realizzazione delle opere di sistemazione del porto sono state le altre questioni poste all’attenzione del tavolo ministeriale. Da parte del sottosegretario Alessandra Todde, c’è stata la riconferma dell’impegno del MiSE nel monitorare la vertenza ed aggiornare il tavolo per il mese di dicembre.»

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Si è svolto oggi in videoconferenza, alla presenza del sottosegretario Alessandra Todde, del dottor Mario Rizzato di Invitalia e del ministero del Lavoro, l’incontro sull’avanzamento del piano industriale Sider Alloys tra le Organizzazioni Sindacali Nazionali e Territoriali e la dirigenza dell’azienda.

Dopo la presentazione delle slide sullo stato delle operazioni di rewamping, abbiamo sottolineato la necessità di fare il possibile per colmare i ritardi negli acquisti e abbiamo sollecitato affinché il reintegro delle ultime sei unità (stando all’obiettivo del periodo) avvenga quanto prima.

Abbiamo chiesto al ministero del Lavoro chiarezza sugli ammortizzatori sociali perché dover affrontare un piano industriale che vede la ripartenza dello stabilimento di Portovesme probabilmente nel 2022 non può essere gestito sempre all’ultimo momento. Questa mobilità in deroga venga quindi discussa e risolta quanto prima per l’intero biennio; bisogna evitare di costringere i lavoratori a presidi davanti al Ministero come avvenuto in passato, piuttosto ci si impegni a rispondere concretamente alle loro necessità e preoccupazioni.

Abbiamo chiesto, inoltre, alla Regione Sardegna di impegnarsi in modo incisivo perché la burocrazia sulla Valutazione di Impatto Ambientale si velocizzi e non rappresenti un ulteriore rallentamento del rilancio del sito produttivo e che sulla formazione dei dipendenti ci sia un impegno concreto perché a seguito del rewamping ci saranno nuovi impianti e competenze andate perse che dovranno essere colmate.

Il ministero del Lavoro si è impegnato a velocizzare le procedure che porteranno al rinnovo degli ammortizzatori sociali e a convocare un tavolo ad hoc per poterne discutere concordandolo con il MISE.

La Regione Sardegna sta valutando la possibilità di ricorrere al FEG (Fondo Europeo di Adeguamento alla Globalizzazione) per poter finanziare percorsi formativi per i dipendenti ex Alcoa ed ha già emanato un bando a tale scopo esplorando anche possibilità di finanziamento già in essere.

Insisteremo affinché le verifiche con il ministero del Lavoro e con la Regione siano fatte quante prima perché il prosieguo del rilancio del sito Sider Alloys possa davvero essere rilancio per un intero territorio.

Valerio D’Alò

Segretario Nazionale Fim Cisl

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La Sider Alloys ha presentato stamane il piano industriale per il rilancio della produzione di alluminio a Portovesme, nel corso di una videoconferenza con il Mise, Invitalia, gli assessorati della Regione Sardegna e le organizzazioni sindacali.
«Ci è stato illustrato il nuovo piano industriale si legge in una nota delle segreterie Fiom-Cgil, Fsm-Cisl, Uilm-Uil e Cub -. Tutti abbiamo concordato che questo piano debba essere esaminato nel dettaglio, in quanto è difficile un confronto in videoconferenza, per questo si sono assunti i seguenti impegni:
– Incontro con la Direzione Sider Alloys per mercoledì mattina per entrare nel dettaglio del piano.
– Impegno della sottosegretaria Alessandra Todde di una riunione con il ministero del Lavoro e l’assessorato del Lavoro RAS, per affrontare il problema della morbilità in deroga e della formazione delle persone che saranno coinvolte nel rilancio industriale.
– Impegno del Mise di convocare una riunione mensile per le verifica sull’avanzamento del Piano Industriale.»
«Dopo l’incontro di mercoledì 16 settembreconcludono le segreterie Fiom-Cgil, Fsm-Cisl, Uilm-Uil e Cub –, sarà convocata l’assemblea generale per fare tutti insieme una valutazione di merito sul progetto di Sideralloys.«