5 February, 2026
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«Ognuno di noi dovrebbe ben sapere che le parole hanno sempre un peso specifico, quando si riveste un ruolo pubblico questo peso ovviamente raddoppia. Per tale ragione asserire, come hanno fatto alcuni esponenti dei 5stelle, che la Regione Sardegna ha mancato di presentare le domande per la CIGD non solo è grave poiché non veritiero ma lo è altrettanto per la consapevolezza di gettare nel panico tante famiglie che attendono questa misura per andare avanti dignitosamente. Le domande da parte dell’assessore al Lavoro, Alessandra Zedda, sono state correttamente inoltrate, semmai il problema è nel portale Inps che non le ha ancora lette. Ma dal momento che le bugie messe in giro dai pentastellati, cui con ormai noto sciacallaggio si accoda anche l’ex governatore Mauro Pili, hanno le gambe corte, attendiamo che l’istituto nazionale di previdenza sociale faccia chiarezza nel brevissimo termine, così da fugare ogni dubbio.»

L’on. Dario Giagoni, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, replica così, senza citarla direttamente. al sottosegretario del Mise Alessandra Todde, che ieri aveva scritto in una nota che «l’acquisizione e la valutazione delle domande spetta alle Regioni, che poi girano l’esito all’Inps. In Sicilia ed in Sardegna, ad esempio, le domande non sono ancora pervenute. La Lombardia ha iniziato ad inviare il 15 aprile, a differenza del Lazio che ha mandato i primi flussi il 2. Migliaia di lavoratori attendono risposte e sostegni ma alcune Regioni tardano a far pervenire i dati. Se l’Inps non li riceve non può erogare e a pagarne le conseguenze sono i cittadini. Quindi, mi rivolgo ai leader dell’opposizione: invitate le Regioni che amministrate a sbloccare le procedure».
«All’assessore rinnoviamo la nostra stimaconclude Dario Giaconi -, ben consapevoli dell’importante lavoro che sta svolgendo, agli esponenti della maggioranza  a Roma invece rinnoviamo l’appello ad impegnarsi maggiormente in battaglie che da vicino toccano realmente e concretamente la Sardegna, se veramente il suo futuro gli sta a cuore come dicono, come ad esempio domandare alla ministra Paola De Micheli se ha notizie sulla continuità territoriale marittima dal momento che a noi non risponde!»

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«In alcune Regioni le domande per la Cassa Integrazione in Deroga (CIGD) sono arrivate in grave ritardo ed in alcuni casi sono addirittura mancanti», scrive sul suo profilo Facebook la sottosegretaria Alessandra Todde in merito al ritardo di alcune Regioni a far pervenire all’Inps i dati per la Cig in deroga. 
«La Cig in deroga, l’ammortizzatore sociale che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori che si trovano in precarie condizioni economiche a causa di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, copre tra l’altro i dipendenti delle aziende più piccole e interessa almeno 3 milioni di persone», spiega Alessandra Todde. 
«L’acquisizione e la valutazione delle domande spetta alle Regioni, che poi girano l’esito all’Inps. In Sicilia ed in Sardegna, ad esempio, le domande non sono ancora pervenute. La Lombardia ha iniziato ad inviare il 15 aprile, a differenza del Lazio che ha mandato i primi flussi il 2. Migliaia di lavoratori attendono risposte e sostegni ma alcune Regioni tardano a far pervenire i dati. Se l’Inps non li riceve non può erogare e a pagarne le conseguenze sono i cittadini», aggiunge Alessandra Todde.
«Quindi, mi rivolgo ai leader dell’opposizione: invitate le Regioni che amministrate a sbloccare le procedure», conclude la sottosegretaria Alessandra Todde.

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«I paesi che compongono il G20 dell’energia hanno confermato la volontà di operare una transizione verso un’economia più pulita e sostenibile, un progetto che sarà alla base della loro riunione di settembre e che costituirà la priorità della futura presidenza italiana del 2021.»
Lo afferma la sottosegretaria dello Sviluppo economico Alessandra Todde che ha rappresentato l’Italia ieri, in videoconferenza, alla riunione straordinaria dei ministri dell’Energia del G20 sull’impatto sociale ed economico causato dall’emergenza Coronavirus, in particolare sui mercati del petrolio e del gas.
Per Alessandra Todde «anche per la Sardegna si apre ora una stagione di importanti prospettive, perché all’isola arriveranno i fondi dell’Unione europea dedicati alla transizione energetica e questa sarà un’occasione per l’economia isolana per ripartire con attività produttive legate alla bonifica e alla valorizzazione dei territori, incentrate sul recupero di territori inquinati dalle industrie e successivamente abbandonati. Credo che il polo di Ottana rappresenti un luogo dove poter investire per in un centro di eccellenza tecnologica per le bonifiche, con l’obiettivo di costruire know how che possa essere sviluppato e utile a molti contesti in Sardegna. Inoltre il basso prezzo dell’energia legato all’andamento del prezzo del petrolio, potrà essere un valore aggiunto per le nostre attività produttive in fase di ripartenza dato che le nostre aziende hanno scontato l’alto prezzo dell’energia in termini di competitività. Per questo motivo è anche fondamentale la chiusura del contratto dell’energia per Sider Alloys adesso. Ma ricevo dalle parti segnali che siamo alle fasi finali della negoziazione».
Nel corso della riunione dei paesi del G 20 dell’energia si è convenuto sull’importanza di mercati aperti, trasparenti e competitivi, al fine di garantire la sicurezza delle forniture, e quindi del rilancio dell’economia globale al termine dell’attuale grave emergenza sanitaria, nell’interesse sia dei produttori che dei consumatori. In tale ottica, è stato deciso di affidare ad un gruppo tecnico il monitoraggio della situazione.
«La sicurezza dell’approvvigionamento energetico unito all’equilibrio degli interessi tra produttori e consumatori è chiave per la ripresa economica del nostro paeseha concluso Alessandra Todde -, al G20 di ieri la posizione dell’Italia è stata ascoltata e inserita nel documento condiviso. A riprova che anche nell’emergenza la fermezza e la coerenza sono valori irrinunciabili.»

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«La chiave per la riapertura e per la sopravvivenza delle imprese passa attraverso un approvvigionamento sicuro e continuo dei Dispositivi di Protezione Individuale e la modifica dei modelli di comportamento aziendali. L’emergenza rappresenta inoltre l’occasione per la digitalizzazione di molte attività.»

Lo afferma la sottosegretaria del Mise Alessandra Todde (M5S) in una lunga intervista a Interris.it., quotidiano digitale fondato da don Angelo Buonaiuto, nella quale l’esponente del M5S riassume anche i punti salienti dell’azione del Governo a sostegno delle imprese.

Per Alessandra Todde «è necessario che un’azienda si prenda cura dei propri dipendenti, garantendo sia percorsi sicuri per arrivare al lavoro sia la protezione nel luogo di lavoro stesso. Lo Stato, in tutte le sue espressioni, deve lavorare per poter supportare le aziende in questo percorso. Dobbiamo cominciare ora a definire le giuste strategie d’azione per l’ingresso nella fase di post emergenza e di convivenza con il virus e questa può essere un’occasione importante per mettere al centro della nostra economia non più l’uomo che consuma, ma l’uomo che produce e crea valore. Una visione più etica della nostra economia. Si deve stabilire una catena di comando e di responsabilità per garantire e sostenere le aziende che si metteranno in sicurezza. Nel momento in cui i virologi e gli epidemiologi comunicheranno che si potrà uscire dalla fase emergenziale, dobbiamo essere pronti. Ne va del futuro del nostro Paese».

Nell’intervista il sottosegretario parla anche delle opportunità che si aprono ora per compiere finalmente in Italia una vera rivoluzione digitale. «L’emergenza rappresenta l’occasione per la digitalizzazione di molte attività. Dobbiamo investire sempre di più in infrastrutture digitali e banda larga perché lo smart working non è soltanto una reazione all’emergenza ma rappresenta una modalità di lavoro che può aumentare l’efficienza delle aziende e della pubblica amministrazione. Bisogna quindi trasformarlo in normalità».

La sottosegretaria Alessandra Todde ricorda come «il ministero dello Sviluppo economico ha messo a punto diversi strumenti e programmi per incentivare la digitalizzazione delle imprese. Uno dei miei compiti è l’attuazione e la semplificazione per le Pmi. L’obiettivo è quello di salvaguardare le attività più piccole, di frequente anche le più qualitative, facilitando la loro presenza digitale ed informandole sugli strumenti disponibili e su come poterli utilizzare».

Inoltre, la sottosegretaria aggiunge che «con l’approvazione del Golden power, su cui ha lavorato duramente il sottosegretario Riccardo Fraccaro, si tutelano gli asset strategici del nostro Paese, proteggendoli concretamente da ogni mira ostile. La norma è valida per un ventaglio più ampio di settori, dall’agroalimentare a quello sanitario. Ha un ambito di applicazione anche a livello europeo, proteggendoci da scalate ai danni del nostro patrimonio produttivo e industriale. Inoltre, è esteso anche alle pmi strategiche per lo sviluppo del sistema-Paese».

«Il Governo ha una visione molto chiara di quello che dovrà essere il suo ruolo, al fianco delle imprese e della ricercaconclude Alessandra Todde -. Affiancare e regolamentare quelle sfere della vita dove l’innovazione è talmente rapida che le norme non consentono di stare al passo con i tempi. Credo fortemente nel valore democratizzante della tecnologia. Il nostro Paese deve investire sempre di più in infrastrutture digitali a supporto della nostra economia.»

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Le segreterie nazionali FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-UIL hanno chiesto un incontro al ministero dello Sviluppo economico, per fare il punto sulla delicata situazione del progetto di rilancio della produzione di alluminio anello stabilimento Sider Alloys di Portovesme. La richiesta è stata inviata per conoscenza al sottosegretario Alessandra Todde e al vice capo di gabinetto Giorgio Sorial.

L’incontro, se verrà convocato, inevitabilmente, vista l’emergenza sanitaria, si terrà in videoconferenza.

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«Abbiamo chiesto nuovamente tempi stretti per la conclusione dell’accordo per il contratto per la fornitura dell’energia per lo smelter Sider Alloys di Portovesme perché i lavoratori in mobilità non possono più sopravvivere con il modesto sostegno economico della mobilità in deroga decurtato e pagato ogni anno con infiniti ritardi.»

Lo dichiara Guglielmo Gambardella, coordinatore nazionale Uilm del settore metallurgico, al termine dell’incontro tenutosi in videoconferenza, al quale hanno partecipato la sottosegretaria Alessandra Todde e Giorgio Sorial per il MiSE, i rappresentanti di Invitalia, Regione Sardegna e SiderAlloys.

«Abbiamo avuto conferma dell’impegno di tutti i soggetti interessati – aggiunge Guglielmo Gambardella – nel voler raggiungere una soluzione per far ripartire la fabbrica di alluminio del Sulcis. In questo momento il prezzo dell’energia è molto favorevole e la conclusione del contratto con Enel renderebbe ancora più sostenibile il business plan di SiderAlloys.»

«Auspichiamo che le interlocuzioni con l’operatore finanziario-assicurativo, coinvolto nell’operazione per prestare ulteriori garanzie per riavvio della produzione di alluminio, possano portare ad una soluzione positiva, alla luce della maggiore disponibilità di Enel a raggiungere un’intesa. Ci associamo all’invito fatto dalla sottosegretaria Alessandra Todde a Invitalia, SiderAlloys ed Istituzioni conclude Guglielmo Gambardella – ad impegnarsi ulteriormente ognuno per la propria parte per raggiungere l’obiettivo della ripartenza dello smelter che rappresenterebbe anche quella di un intero territorio.»

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La vertenza Sider-Alloys a tutt’oggi non è ancora conclusa in quanto il problema delle tariffe elettriche non è stato risolto, ma proprio in riferimento a ciò è interessante conoscere le dichiarazioni della sottosegretaria del Mise con delega alle Attività produttive, Alessandra Todde, da mesi impegnata nella vertenza Sider-Alloys.
«Come ho avuto modo di dimostrare in tutti questi mesi di lavoro, la Sardegna, ed in particolare le sue aree di crisi, come il Sulcis, mi stanno a cuore – dice Alessandra Todde -. Per questo ho lavorato silenziosamente in queste settimane in modo da facilitare la trattativa in corso per la chiusura del contratto di fornitura dell’energia di Sider Alloys. La mia esperienza aziendale mi insegna che gli atti conclusivi di una trattativa sono i più delicati e, a questo proposito, mantengo il mio ottimismo, offrendo il tempo necessario alle parti per raggiungere il traguardo che i lavoratori ed il territorio si aspettano.»

«Il Mise sta monitorando il percorso della mobilità in deroga per cercare di accelerare il più possibile i tempi. Il decreto è stato firmato al ministero del Lavoro ed è attualmente al MEF. Il suo sblocco si attende nei prossimi giorni. Ho deciso quindi, con l’accordo delle parti, di convocare, il 19 marzo presso il ministero dello Sviluppo economico – conclude Alessandra Todde -, il tavolo di aggiornamento in video-conferenza con tutti gli attori coinvolti sulla situazione di SiderAlloys.»
Armando Cusa

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«Poca chiarezza e nessuna trasparenza. Il Contratto istituzionale di Sviluppo Sud Sardegna e Città metropolitana di Cagliari rischia di trasformarsi in un bluff, uno dei tanti di una politica nazionale miope e poco attenta ai reali bisogni del Sud Sardegna. Alle necessità e alle aspettative di tutto il territorio più a Sud dell’isola, sia chiaro, e non soltanto di alcuni Comuni, forse privilegiati per il “colore” politico di chi li amministra.»

La denuncia è del sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci.

«Ad oggi, infatti, non c’è alcuna chiarezza sui tempi e sulle modalità di approvazione e finanziamento dei progetti presentati dai Comuni (le proposte di intervento sono ben 516), e manca totalmente la trasparenza, indispensabile per una procedura in cui in ballo ci sono centinaia di milioni di euro – aggiunge Ignazio Locci -. Il comune di Sant’Antioco ha presentato una scheda dettagliata per un’azione che potrebbe rilanciare l’isola e l’intero territorio. Eppure, nonostante la congruità e la fattibilità della nostra proposta, abbiamo il timore che questo Governo sia facilmente influenzabile dall’appartenenza politica di alcuni Comuni. Non vorremmo, dunque, che ci fossero Centri trattati con i guanti, magari perché a guida cinque stelle, e ce ne fossero altri meno “importanti” e da ignorare perché non allineati all’attuale Governo nazionale. Se il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte pensa che nel Sud Sardegna qualcuno abbia l’anello al naso, si sbaglia di grosso. Non abbiamo alcuna intenzione di piegarci a queste logiche stantie, peraltro proprio quelle che i nuovi governanti avevano giurato di voler cancellare.»

«Detto ciò, facciamo un appello alla Sottosegretaria al ministero dello Sviluppo economico Alessandra Todde – conclude il sindaco di Sant’Antioco -, affinché si faccia garante sia di procedure trasparenti, sia degli interessi di tutti i Comuni partecipanti, non soltanto di alcuni.»

 

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«Venerdì sera ho partecipato al Tavolo Istituzionale di lavoro convocato e presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte alla presenza del sottosegretario del MiSE Alessandra Todde, dell’amministratore delegato di Invitalia Domenico Arcuri, dei rappresentanti di tutti i ministeri e del presidente del CNR, per condividere i criteri di valutazione, il cronoprogramma e le attività da svolgere per il proseguo del Contratto Istituzionale di Sviluppo Cagliari. Io ho partecipato in qualità di delegato dal sindaco di Carbonia Paola Massidda per il capoluogo della provincia del Sud Sardegna. Erano presenti anche il prefetto di Cagliari dott. Bruno Corda, il delegato della Regione Autonoma della Sardegna assessore dell’Urbanistica Quirico Sanna, il sindaco della Città Metropolitana di Cagliari e della città di Cagliari Paolo Truzzu ed il commissario straordinario della provincia del Sud Sardegna ing. Mario Mossa.»

Lo scrive, in un post pubblicato su Facebook, Luca Caschili, assessore della Pianificazione strategica, Territoriale ed Urbanistica del comune di Carbonia.

«Tutti questi soggetti partecipano al Tavolo Istituzionale con pari titolo e pari funzioni, per valutare ben 679 proposte progettuali che hanno coinvolto 148 stakeholder di cui 81 enti pubblici, 66 privati ed un consorzio pubblico/privato, nei settori: turistico, culturale e di valorizzazione delle risorse ambientali; sviluppo economico, produttivo e occupazionale; infrastrutture; ambiente; occupazione, inclusione sociale e lotta alla povertà, istruzione e formazione. Le richieste ammontano a ben 3,15 Mld/€ – conclude Luca Caschili -. Il Contratto di sviluppo rappresenta una importante opportunità per il Sud Sardegna che ha risposto e risponderà con grande entusiasmo e competenza alla chiamata del presidente del Consiglio.»

 

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Il dibattito sul progetto di metanizzazione della Sardegna si anima sempre più. Dopo l’incontro svoltosi venerdì mattina al MiSE, che non ha portato novità e, anzi, ha ribadito la posizione del M5S contraria alla dorsale, sono stati diversi gli interventi di esponenti delle forze politiche e sindacali, alcuni dei quali abbiamo già riportato nei giorni scorsi.

Sono molto dure, in particolare verso la sottosegretaria di Stato del MiSE Alessandra Todde (M5S), del segretario regionale del Partito Democratico, Emanuele Cani.

«Dopo le dichiarazioni della sottosegretaria al MiSE a proposito della metanizzazione della Sardegna c’è veramente poco da stare allegri ma parecchio da preoccuparsi – ha detto Emanuele Cani -. La fase di uscita dal carbone si avvicina ma di soluzioni alternative non pare se ne vedano. La metanizzazione dell’isola viene sollecitata da più parti come necessaria per arrivare a un sistema economico produttivo in grado di competere con gli altri centri d’Italia e d’Europa.»

«Ancora una volta si scivola sul populismo minimo che non giustifica tecnicamente e scientificamente certe posizioni – ha aggiunto Emanuele Cani -. La scelta della costruzione della dorsale, così come la metanizzazione dell’isola, passa per un lungo percorso di studio e concertazione e valutazione tecnico scientifica. Dire oggi che non si fa più nulla è, quantomeno, azzardato. E, come spiegano i tecnici e gli esperti, non potrà essere il collegamento con la Sicilia (da costruire chissà quando e con quali soldi) a fornire l’energia termica di cui hanno bisogno le nostre aziende ma anche le nostre case. Chi assume posizioni di governo deve lavorare per trovare soluzioni ai problemi e non crearne altri – ha concluso il segretario regionale del Parttito Democratico -. Più che si proclami la Sardegna ha bisogno di atti concreti e interventi immediati.»