4 November, 2026
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Oltre 4.300 prestazioni sanitarie, un ambulatorio fisso a Iglesias, un poliambulatorio mobile capace di raggiungere diversi centri del territorio e una rete di collaborazione tra enti locali, professionisti volontari, servizi pubblici e Terzo settore. Sono i risultati e le prospettive dI Talità Kum, gli ambulatori di Casa Emmaus che, nella mattinata di venerdì 23 ottobre, ha riunito a Iglesias istituzioni, rappresentanti dei Comuni, professionisti e partner per fare il punto sulle attività e presentare la nuova fase del progetto Comuni-Care, con l’estensione del modello anche a Nuoro.
L’incontro ha rappresentato un momento di restituzione pubblica del percorso avviato nel giugno 2025 e di confronto sul ruolo che esperienze di questo tipo possono svolgere nel rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle persone, soprattutto di chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle cure.
I numeri di un’esperienza cresciuta insieme al territorio
Nel corso della giornata, Gianni Salis, responsabile degli Ambulatori Talità Kum, ha illustrato i dati di attività aggiornati al 16 ottobre 2026. La presentazione restituisce un bilancio complessivo ben al di sopra delle più rosee aspettative, con ben 4.381 prestazioni: 3.793 erogate negli ambulatori fissi di Iglesias e 588 attraverso il poliambulatorio mobile CareVan, impegnato nelle attività di screening sul territorio.
Gli utenti registrati sono 1.177. Le attività dell’ambulatorio fisso comprendono visite mediche, prestazioni psicologiche e altri interventi sanitari, distribuiti tra numerose specialità. Accanto alla risposta diretta ai bisogni di salute, il progetto investe nella prevenzione e nell’informazione: 16 incontri tra seminari e workshop dedicati a temi come salute mentale, prevenzione dei tumori femminili, malattie rare, diabete, salute cardiovascolare, primo soccorso e benessere hanno coinvolto complessivamente 893 partecipanti.
I dati mostrano un’esperienza che non si limita a offrire prestazioni, ma cerca di avvicinare i servizi alle persone, rafforzando la capacità delle comunità di riconoscere e affrontare i bisogni emergenti.
Le istituzioni: portare i servizi vicino alle persone
Nel corso degli interventi istituzionali è emersa con forza la necessità di intercettare il disagio sociale e sanitario, in particolare nelle periferie e nei contesti in cui l’accesso ai servizi può risultare più difficile.
Il sindaco di Iglesias e presidente della Provincia del Sulcis Iglesiente, Mauro Usai, ha sottolineato che il disagio deve essere «intercettato, capito, se possibile anche anticipato». Ha inoltre definito Talità Kum «il progetto più importante della propria amministrazione», evidenziando il valore dei risultati raggiunti e le ulteriori prospettive di sviluppo.
L’onorevole Alessandro Pilurzu, componente della Commissione regionale Sanità, ha richiamato il numero delle prestazioni che, senza questa realtà, non sarebbero state effettuate, sottolineando anche la scelta di Nuoro di replicare il modello.
Un tema ripreso da Francesca Piras, direttrice generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, che ha evidenziato la necessità di affiancare alla rigidità del sistema sanitario tradizionale modelli più flessibili, capaci di rispondere ai bisogni reali. «Bisogna pensare alle istituzioni che vanno dalle persone, non il contrario», ha affermato, richiamando anche la possibilità di leggere i bisogni sociali attraverso quelli sanitari.
Marika Batzella, della Direzione generale delle Politiche sociali della Regione Sardegna, ha posto l’accento sull’importanza della collaborazione tra istituzioni locali, aziende sanitarie ed enti del Terzo settore, anche alla luce dell’evoluzione del quadro normativo in materia di disabilità. Perché le norme possano tradursi in risposte efficaci, ha sottolineato, sono fondamentali regolamenti attuativi, linee operative e tavoli di lavoro condivisi.
Nel suo intervento, monsignor Mario Farci, vescovo della Diocesi di Iglesias, ha richiamato il significato del nome Talità Kum, traducibile con l’espressione «Fanciulla, io ti dico: risorgi!», formulando l’augurio che il progetto possa continuare ad aiutare le persone a ritrovare fiducia e possibilità di una vita nuova.
Comuni-Care: la cura come risorsa condivisa
Il progettista di Comuni-Care, Vincenzo Castelli, ha ripercorso la genesi dell’esperienza, nata da un’intuizione condivisa e cresciuta grazie al coinvolgimento delle comunità. Un percorso reso possibile anche dal sostegno della Fondazione Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia, che hanno scelto di finanziare il progetto.
Castelli ha descritto Talità Kum come un’esperienza di «medicina circolare»: un modello in cui competenze scientifiche, mediche e sociali vengono messe a disposizione della comunità e le risorse presenti nei territori diventano parte essenziale della risposta ai bisogni.
La sfida, ha spiegato, è costruire una clinica di comunità capace di generare valore condiviso, nella quale la collaborazione tra soggetti diversi consenta di raggiungere le persone e contribuire allo sviluppo di un welfare di prossimità, virtuoso e sostenibile. Un’esperienza nata localmente che può offrire indicazioni utili anche su scala regionale.
Carlo Perelli, del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari e valutatore esterno del progetto, ha richiamato il rapporto tra geografia, modelli di intervento e trasformazioni dei territori. Talità Kum, ha osservato, è un progetto nato a livello locale che ha già acquisito una portata regionale. In questo percorso, l’università può svolgere un ruolo di collegamento e contribuire alla lettura e alla valutazione delle esperienze.
Una rete che si costruisce attraverso le persone
La giornata ha dato spazio anche agli interventi dei Comuni convenzionati, delle professioniste e dei professionisti sanitari e infermieristici volontari, veri protagonisti quotidiani delle attività. La loro presenza ha ricordato che dietro i numeri ci sono persone, competenze e relazioni che rendono possibile il funzionamento del servizio.
A chiudere l’incontro, Giovanna Grillo ha rivolto un ringraziamento a tutte le persone che lavorano negli Ambulatori Talità Kum, richiamando il valore della riconoscenza e della responsabilità verso gli altri. «Ognuno è chiamato a fare la propria parte, senza riservare in maniera egoistica ciò che è possibile fare per gli altri», ha ricordato: un impegno che può trasformare la solidarietà in una possibilità concreta di speranza.
Con la nuova fase di Comuni-Care e l’estensione del modello a Nuoro, Talità Kum si prepara ora a proseguire il proprio percorso, mettendo al centro la prossimità, la collaborazione tra istituzioni e comunità e il diritto delle persone ad accedere alle cure. Perché la salute non sia soltanto un servizio da raggiungere, ma una responsabilità condivisa capace di avvicinare le istituzioni ai bisogni reali dei territori.

Oltre 4.000 prestazioni sanitarie gratuite in un anno e quattro mesi di attività, una rete territoriale in continua crescita e una nuova sede in arrivo a Nuoro. Gli ambulatori gratuiti Talità Kum si preparano a un nuovo importante passaggio del proprio percorso: venerdì 23 ottobre 2026, alle ore 11.00, presso la sede di via XX Settembre 42A, a Iglesias, si terrà un incontro pubblico dedicato ai risultati raggiunti dal progetto Comuni-Care e alle sue prospettive future, con la presentazione ufficiale della seconda fase dell’iniziativa.
L’appuntamento sarà l’occasione per condividere numeri, dati e risultati di un’esperienza che, in poco più di un anno, ha costruito una risposta concreta alle difficoltà di accesso alle cure per le persone in condizioni di fragilità economica e sociale. Ma sarà soprattutto un momento per raccontare come la collaborazione tra istituzioni, terzo settore, professionisti e professioniste della salute e comunità locali possa trasformarsi in un modello di assistenza più accessibile e vicino alle persone.
Promossi dalla cooperativa sociale Casa Emmaus e con il sostegno della diocesi di Iglesias, gli ambulatori Talità Kum offrono prestazioni specialistiche gratuite a chi incontra difficoltà economiche nell’accesso ai servizi sanitari. Il progetto si fonda sul contributo di un’équipe multidisciplinare di professionisti e professioniste volontari, sul sostegno delle amministrazioni locali e su una rete di collaborazione che continua ad ampliarsi.
A questa attività si affianca Comuni-Care, il progetto che punta a rafforzare la sanità di prossimità attraverso l’integrazione tra servizi, prevenzione e collaborazione territoriale. Un percorso che comprende anche il CareVan, il poliambulatorio mobile attrezzato per portare visite e attività di screening direttamente nei comuni, nelle aree periferiche e nelle comunità che incontrano maggiori ostacoli nell’accesso ai servizi.
I risultati raggiunti e il crescente coinvolgimento del territorio aprono ora una nuova prospettiva: l’apertura di una seconda sede a Nuoro, che segna un ulteriore sviluppo dell’esperienza Talità Kum e l’avvio di una nuova fase di lavoro per estendere il modello di assistenza.
La mattinata si aprirà alle ore 11.00 con i saluti istituzionali di Biagio Sciortino, presidente di Casa Emmaus; Mauro Usai, Sindaco di Iglesias e presidente della provincia del Sulcis Iglesiente; Mario Farci, vescovo della diocesi di Iglesias; Alessandro Pilurzu, della commissione Sanità della Regione Autonoma della Sardegna; Marika Batzella, dell’assessorato regionale alle Politiche sociali; e Paolo Cannas, direttore generale della ASL Sulcis Iglesiente.
Alle ore 11.20, sarà presentato il progetto Comuni-Care con Vincenzo Castelli, Project Manager, Carlo Perelli, del dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Cagliari, e rappresentanti della Fondazione Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia, che contribuiscono al percorso progettuale.
Alle ore 11.40, Gianni Salis, responsabile degli ambulatori Talità Kum, illustrerà le attività svolte, i risultati conseguiti e le prospettive di sviluppo della rete. Seguiranno, alle ore 12.00, gli interventi programmati dei professionisti e delle professioniste Talità Kum e dei sindaci dei Comuni convenzionati con Casa Emmaus.
L’iniziativa è realizzata con il contributo del Fondo di Beneficenza Intesa Sanpaolo e della Banca d’Italia.
Un appuntamento per raccontare non soltanto la crescita di un servizio, ma la costruzione di una rete di cura che mette al centro le persone e lavora per rendere il diritto alla salute più concreto e accessibile.

«Oggi ho avuto il piacere di intervenire all’incontro sugli Uffici di prossimità, un’occasione importante per fare il punto sul presente e sul futuro di un servizio che rappresenta una risposta concreta ai bisogni delle nostre comunità.»
Lo dice Alessandro Pilurzu, consigliere regionale del Partito democratico.
«Gli Uffici di prossimità nascono da un progetto promosso dal Ministero della Giustizia e attuato in Sardegna attraverso una rete di accordi e collaborazioni istituzionali, con il coordinamento e il sostegno della Regione – aggiunge Alessandro Pilurzu -. Un investimento pubblico che ha come obiettivo quello di avvicinare i servizi della giustizia ai cittadini, soprattutto dopo la riorganizzazione della geografia giudiziaria che ha comportato la chiusura di diverse sedi distaccate dei tribunali. E perché la giustizia sia davvero accessibile, non basta che un servizio esista: bisogna fare in modo che le persone possano raggiungerlo. Pensiamo agli anziani, alle persone con disabilità, a chi assiste un familiare fragile, a chi vive nei centri più lontani e a chi non dispone dei mezzi o delle risorse economiche per raggiungere un tribunale. Per queste persone, anche un semplice adempimento può diventare un percorso difficile, costoso e faticoso.»
«Gli Uffici di prossimità permettono di ricevere informazioni e assistenza per numerose pratiche di volontaria giurisdizione, tra cui quelle relative all’amministrazione di sostegno, alle autorizzazioni del giudice tutelare e alla tutela delle persone più fragili – rimarca Alessandro Pilurzu -. Offrono supporto nella compilazione della modulistica e nella predisposizione delle richieste, senza sostituirsi alle competenze dei tribunali o a quelle dei professionisti quando necessari. Il comune di Iglesias si distingue in Sardegna come realtà particolarmente virtuosa nell’attuazione di questo servizio. È un risultato che valorizza il lavoro dell’Amministrazione comunale e degli uffici, la capacità organizzativa del personale e la volontà di tradurre un progetto in un servizio concreto per i cittadini.Questa esperienza dimostra che, quando le istituzioni collaborano e i Comuni vengono messi nelle condizioni di operare, è possibile costruire risposte efficaci, ridurre le distanze e rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e pubblica amministrazione.»
«Ora la sfida è consolidare il servizio nel tempo, evitando che le difficoltà organizzative o la mancanza di risorse ne compromettano l’efficacia. Servono risorse adeguate e stabili per sostenere i costi di funzionamento, certezze sulle modalità di finanziamento, strumenti digitali efficienti. La direzione da seguire è quella di una rete sempre più solida, integrata e vicina ai territori, che sappia accompagnare le persone, semplificare le procedure e sostenere soprattutto chi rischia di rimanere escluso dall’accesso ai servizi – conclude Alessandro Pilurzu -. Il mio impegno è continuare a sostenere il confronto tra Regione e Comuni, affinché le esigenze dei territori trovino risposte concrete. Perché la vicinanza delle istituzioni non si misura soltanto nelle parole, ma nella capacità di esserci quando le persone hanno più bisogno.»

Dopo lo straordinario successo dell’edizione dello scorso luglio – che ha visto trionfare Aidan Heslop e Kaylea Arnett -, il grande spettacolo dei tuffi dalle grandi altezze si appresta a far ritorno, per il terzo anno consecutivo, nella suggestiva cornice di Porto Flavia. World Aquatics – l’ente mondiale per le discipline acquatiche – ha infatti svelato il calendario della prossima High Diving World Cup, confermando l’appuntamento italiano per il 12 e 13 giugno 2027. Il celebre sito minerario e la costa di Iglesias torneranno così a essere protagonisti del panorama sportivo globale, preceduti solo dal debutto stagionale di Fort Lauderdale (USA), in programma il 10 e 11 aprile 2027.

L’appuntamento di Porto Flavia si inserisce nella partnership pluriennale tra la federazione mondiale World Aquatics e Marmeeting, azienda italiana leader nell’organizzazione di eventi dedicati all’High Diving. La tappa sarda continua a distinguersi nel panorama mondiale per il suo format unico e spettacolare: gli atleti si sfideranno lanciandosi direttamente dalle storiche scogliere a picco sul Mediterraneo – da piattaforme poste a 27 metri per gli uomini e 20 metri per le donne -, trasformando il sito minerario e la costa di Iglesias in un’arena naturale senza eguali. A sottolineare il fascino della tappa italiana è anche il campione britannico Aidan Heslop, medaglia d’oro a Porto Flavia nel 2026: «La Coppa del Mondo è uno dei momenti clou della stagione. Avere di nuovo Fort Lauderdale e Porto Flavia in calendario ci regala due luoghi incredibili in cui gareggiare; non potrei pensare a due contesti migliori per mostrare la potenza dei tuffi dalle grandi altezze».  

L’edizione 2027 della Coppa del Mondo di tuffi dalle grandi altezze si preannuncia ancora più avvincente e determinante sul piano agonistico. Le due tappe rappresenteranno infatti lo snodo fondamentale per conquistare la qualificazione ai Campionati Mondiali di Nuoto, che si terranno a Budapest dal 26 giugno al 18 luglio 2027. Per ottenere il pass iridato gli atleti dovranno aver gareggiato in almeno un appuntamento di Coppa del Mondo sia nel 2026 sia nel 2027 e ottenere uno standard minimo di punteggio, pari a 200 punti per gli uomini e 160 punti per le donne.

«La Coppa del Mondo di High Diving continua a crescere in prestigio e rilevanza – ha dichiarato il presidente di World Aquatics, Husain Al Musallam -. Confermare Fort Lauderdale e Porto Flavia offre agli atleti due sedi straordinarie lungo la strada verso Budapest 2027. Siamo certi che, in contesti così spettacolari, il nostro sport regalerà ancora una volta momenti indimenticabili e grandi emozioni al pubblico di tutto il mondo.»

Soddisfazione anche da parte delle istituzioni locali, nelle parole di Alessandro Pilurzu, consigliere della Regione Sardegna: «Ospitare la World Aquatics High Diving World Cup è una fonte di immenso orgoglio per noi e siamo felici di accogliere nuovamente gli atleti nel 2027. Lo scenario unico di Porto Flavia offre un palcoscenico eccezionale per lo sport d’élite, e non vediamo l’ora di condividerlo di nuovo con i tuffatori e i fan di tutto il mondo».   

Tra roccia millenaria, mare cristallino e adrenalina ad altissimo livello, Porto Flavia si prepara, dunque, a scrivere un nuovo capitolo della storia dei tuffi dalle grandi altezze, confermando l’Italia al centro della scena sportiva mondiale.

«Questa mattina ho partecipato all’assemblea convocata dalle organizzazioni sindacali presso lo stabilimento Renovo Bioedil di Iglesias, per esprimere vicinanza e pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti nella vertenza. La procedura di licenziamento avviata dall’azienda desta forte preoccupazione. Parliamo di posti di lavoro, competenze professionali e di un progetto industriale nato nell’ambito del Piano Sulcis grazie a importanti risorse pubbliche.»
Lo scrive, in una nota, Alessandro Pilurzu, consigliere regionale del Partito democratico.
«È necessario fare piena chiarezza sul piano industriale, sugli impegni assunti dall’azienda e sulle prospettive produttive dello stabilimento – aggiunge Alessandro Pilurzu -. Le istituzioni devono agire insieme, coinvolgendo Regione, Provincia, Comune, organizzazioni sindacali e Invitalia, per individuare ogni soluzione utile a tutelare l’occupazione e garantire un futuro alla produzione. Porterò questa vertenza in Consiglio regionale, affinché la Regione approfondisca la situazione e valuti con urgenza gli atti e le iniziative da mettere in campo – conclude il consigliere regionale di Iglesias -. Il Sulcis Iglesiente non può permettersi di perdere altri posti di lavoro. Continuerò a stare al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie.»

Ogni tanto una buona notizia. Sui Corsi di Laurea in Infermieristica si registra in questi giorni un dato a suo modo epocale: le giovani generazioni di studenti sardi tornano a credere ed investire nel mondo della Sanità, con l’ambizione di riversare il sapere scientifico di una professione intellettuale in un servizio di una azienda sanitaria pubblica o nella sanità privata o in cooperativa o in uno studio associato o nella libera professione dopo avere conseguito laurea in infermieristica, una delle ventidue professioni sanitarie per le quali il prossimo 16 settembre si terrà il test di ingresso in tutta Italia.

Questi i dati nazionali:

rispetto al 2025/2026, (quando per la prima volta ci sono stati meno candidati che posti a disposizione), le domande per il corso di laurea in infermieristica fanno un deciso balzo in avanti crescendo del 14% e sfiorando i 21.500 candidati per 20.672 posti,  quando per l’anno accademico 2025/26 erano stati 18.836 per 20.409 posti.

Questi i primi dati regionali Sardegna

Infermieristica Università Cagliari: 419  domande per 122 posti.

Sede staccata Nuoro: 104 domande per 40 posti.

Infermieristica Università di Sassari : 281 domande per 150 posti, di cui 50 sede staccata Olbia.

Una risposta incoraggiante dopo il tanto lavoro nel Sulcis Iglesiente ed in Sardegna  per valorizzare la professione, la sua dignità, il suo decoro e la sua immagine anche a fronte di una moltitudine di detrattori soprattutto nascosti dietro una tastiera.

Il grave delta negativo della carenza di 70mila infermieri in Italia mette in crisi il sistema sanitario a partire dai nostri presidi ospedalieri sino ai nuovi servizi territoriali ma oggi arriva una prospettiva di capovolgere il trend.

Certo non risolviamo l’affannosa questione infermieristica con questi nuovi numeri ma consentono ai decisori politici di fare una qualche riflessione sulle strategie prossime future.

Ci è sempre stato narrato che non si fanno le nozze con i fichi secchi, ma questo ritorno di fiamma per la laurea infermieristica dopo il preoccupante declino post pandemico è forse più di una boccata d’ossigeno.

Per infermieristica le richieste superano di nuovo i posti a bando. Da qui si ri-parte.

Ad influire sull’aumento delle domande a bando sono state anche le iniziative di indirizzo dei singoli Opi provinciali, l’offerta  formativa implementata dalle nuove lauree magistrali infermieristiche (su cure primarie, emergenza e pediatria), la maggiore “cura” sindacale con il rinnovo in sequenza di due  contratti del comparto sanità che hanno previsto miglioramenti economici e normativi: anche qui non siamo al punto di arrivo ma di ri-partenza.

Sui numeri della regione Sardegna emerge un dato inconfutabile: le sedi staccate di Nuoro e Olbia assorbono 90 posti sui 362 posti complessivi a bando. Non proprio una inezia. E’ del tutto evidente che se avessimo potuto avere nel nostro bellissimo territorio una sede staccata di infermieristica anche presso il consorzio Ausi dí Iglesias, non meno di altri 40 studenti avrebbero potuto intraprendere un percorso di studio che in Asl Sulcis avrebbe garantito anche l’esercizio della formazione pratica di tirocinio oltre che contare su professionisti per la didattica e il tutoraggio.

Dobbiamo provare ad ottenere quello che è un diritto e non una concessione: dare la possibilità a decine di famiglie e studenti di ambire ad intraprendere formazione universitaria e una professione direttamente sui luoghi di vita e di lavoro.

Richiamo ancora una volta l’attenzione in primis dei nostri consiglieri regionali eletti nel collegio Sulcis Iglesiente onorevoli Alessandro Pilurzu, Luca Pizzuto, Gigi Rubiu, dei 23 sindaci, del Presidente della Conferenza Socio Sanitaria Paolo Dessì, del Presidente della Provincia Mauro Usai, del Direttore della Asl Sulcis Paolo Cannas, del Rettore Università di Cagliari ed in ultimo ma non per ultima dell’assessora della Cultura della Regione Sardegna Ilaria Portas che è il momento di continuare una battaglia di dignità: quella del diritto allo studio, quella del CdL in infermieristica nel Sulcis Iglesiente.

E’ necessario ri-trovarsi e fare sintesi dello stato dell’arte anche in prospettiva se non dall’anno accademico 2027/2028, quantomeno dal 2028/2029.

I segnali e i numeri sono incoraggianti, così come saranno coraggiosi gli uomini e le donne delle istituzioni competenti per contribuire ognuno per la propria parte al raggiungimento di una realtà e di una impresa.

Graziano Lebiu

Presidente Opi Carbonia Iglesias

«Vogliamo condividere con voi l’ennesimo grande risultato che siamo riusciti a portare a casa grazie al lavoro di squadra tra Amministrazione, dipendenti comunali, Regione Sardegna, Gruppo Speleo Club Nuxis, Università di Cagliari, Cammino Minerario di Santa Barbara, Parco Geominerario della Sardegna, Unione dei comuni e Provincia Sulcis Iglesiente. La Regione Sardegna ha finanziato, attraverso un emendamento, il nostro progetto per la realizzazione degli interventi di bonifica, messa in sicurezza e recupero ambientale del sito delle Grotte di Acquacadda – Sa Marchesa, per un valore complessivo di € 4.286.781,01. Un risultato straordinario che ci riempie di orgoglio e che rappresenta un passo importantissimo per il futuro della nostra comunità e di tutto il territorio.»

Lo ha detto Romeo Ghilleri, sindaco di Nuxis.

«Dietro questo finanziamento ci sono mesi di lavoro, progettazione, incontri, interlocuzioni, impegno e soprattutto tanta determinazione – ha aggiunto Romeo Ghilleri -. Nulla arriva per caso: ogni risultato è il frutto di un percorso costruito giorno dopo giorno, con l’obiettivo di valorizzare sempre di più il nostro territorio. Il nostro obiettivo è chiaro: far crescere la nostra comunità dal punto di vista turistico, culturale e ambientale, trasformando le nostre straordinarie risorse in nuove opportunità per il territorio, per le attività locali e per le future generazioni. Le Grotte di Acquacadda  Sa Marchesa rappresentano un patrimonio di grande valore e questo importante finanziamento ci permetterà di lavorare concretamente alla loro valorizzazione, rendendole sempre più sicure, accessibili e protagoniste di un percorso di sviluppo e promozione del nostro territorio.»

«Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo importante traguardo: a tutta la Regione Sardegna e in particolare assessore della Programmazione Regionale Sardegna Giuseppe Meloni e tutto il suo Staff e il consigliere regionale Alessandro Pilurzu che hanno creduto con grande passione nel nostro progetto – ha sottolineato il sindaco di Nuxis -. Un grazie ai dipendenti comunali, a tutto il Gruppo Speleo Club, al professore Riccardo Cicilloni dell’Università di Cagliari e ai suoi collaboratori e tutti coloro che, con il proprio lavoro e la propria disponibilità, hanno creduto in questo progetto.»

«È un altro importantissimo risultato, frutto del lavoro, dell’impegno e della costanza che abbiamo messo in questi anni. E questo è solo un altro tassello di un percorso più grande che vogliamo continuare a costruire insieme. Perché crediamo fermamente che investire nel nostro territorio significhi investire nel futuro delle nostre comunità. Siamo orgogliosi di ciò che stiamo riuscendo a costruire tutti insieme e continueremo a lavorare, con un unico obiettivo: far crescere e valorizzare sempre di più il nostri territori – ha concluso Romeo Ghilleri -. Andiamo avanti, tutti insieme!»

La Giunta regionale ha stanziato 4.285.781,01 di euro per la bonifica, la messa in sicurezza permanente, il recupero ambientale e la valorizzazione del sito dell’ex miniera di Sa Marchesa e delle aree contaminate ad esso connesse.
«Dopo la prima bonifica conclusa nel comune di Buggerru e l’avvio delle bonifiche del rio San Giorgio ad Iglesias e di Barrasciutta presso Domusnovas, anche Nuxis potrà avviare il percorso per la bonifica nelle aree adiacenti il sito di Sa Marchesa, un luogo straordinario, di grande valore ambientale e paesaggistico, che merita di essere restituito pienamente alla comunità e inserito in un nuovo percorso di tutela, recupero e valorizzazione – spiega il consigliere regionale Alessandro Pilurzu -. Per questo, insieme agli assessorati all’ambiente e alla programmazione ed all’amministrazione comunale di Nuxis, abbiamo lavorato perché nella manovra regionale trovasse spazio un intervento concreto: 4.285.781,01 euro destinati alla bonifica, alla messa in sicurezza permanente, al recupero ambientale e alla valorizzazione del sito dell’ex miniera di Sa Marchesa e delle aree contaminate ad esso connesse.»
«Stiamo intervenendo su un’area che porta ancora le ferite della sua storia mineraria, ma che allo stesso tempo custodisce un patrimonio geologico, archeologico, naturalistico e culturale straordinario – aggiunge Alessandro Pilurzu -. È un lavoro che parte da territori segnati dalla loro storia mineraria e che oggi vuole trasformare quella stessa storia in una risorsa per il futuro perché bonificare significa mettere in sicurezza, restituire dignità ai luoghi, proteggere l’ambiente e creare le condizioni perché un patrimonio possa tornare a essere vissuto, conosciuto e valorizzato, un patrimonio dove ambiente, archeologia e turismo possano convivere insieme.»
Il finanziamento delle opere di bonifica rappresenta il riconoscimento degli sforzi compiuti negli ultimi anni dal comune di Nuxis che su iniziativa dello Speleo Club Nuxis ha dato avvio ad un rilevante progetto di valorizzazione del sito di Sa Marchesa, sede da ben sette anni di una campagna di scavi nella grotta di Acquacadda, diretta da Riccardo Cicilloni, professore di Preistoria e Protostoria del Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università degli Studi di Cagliari, su concessione del Ministero della Cultura e il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna.
Giampaolo Cirronis

Con l’approvazione all’art. 8 della variazione di bilancio sono stati stanziati 9 milioni di euro complessivi tra il 2026 e il 2027 per la riorganizzazione e il potenziamento della rete regionale della Protezione civile.
Di questi 2,5 milioni di euro saranno destinati all’adeguamento dell’ex Centro ISOLA del comune di Iglesias, una cifra importante per restituire a quello spazio una funzione strategica: diventare Ufficio territoriale della Protezione civile, all’interno di una rete che comprende anche i Centri di Coordinamento d’Ambito e i Centri Operativi Comunali.
«Per Iglesias è una conquista importante, perché non significa solo recuperare uno spazio, ma anche prendere un luogo che per anni ha rappresentato la capacità della Sardegna di produrre e valorizzare le proprie eccellenze e trasformarlo in un luogo chiamato a proteggere le persone, il territorio e le comunità – dice il consigliere regionale Alessandro Pilurzu -. Iglesias non perde uno spazio, recupera uno spazio. Lo recupera per una funzione pubblica concreta, per la sicurezza, per la Protezione civile e per una presenza istituzionale più forte sul territorio. Un luogo che ieri contribuiva a raccontare la Sardegna oggi sarà chiamato a proteggerla, dalla valorizzazione dell’identità alla sicurezza del territorio.»

In queste ore ho appreso di alcune dichiarazioni in merito ai fondi regionali per l’agricoltura che rischiano di creare un’inutile contrapposizione politica su un tema che, invece, richiede senso di responsabilità e rispetto della realtà dei fatti.

È opportuno, innanzitutto, chiarire un aspetto fondamentale: il provvedimento straordinario sui ristori per i danni causati dalla siccità nella stagione agraria 2025, oggetto del disegno di legge P/144 approvato dalla Quinta Commissione del Consiglio regionale prevede ristori per la siccità esclusivamente nel territorio della Nurra in una conseguenza delle condizioni oggettive previste nel provvedimento legislativo approvato dal Consiglio Regionale.

Come riportato nel parere approvato dalla Quinta Commissione, della quale  faccio parte in rappresentanza del Gruppo del Partito Democratico, in data 22 luglio 2026, il disegno di legge nasce per compensare i danni derivanti dalla sospensione della fornitura della risorsa idrica nella stagione agraria 2025 nei territori serviti dal Consorzio di Bonifica della Nurra e dal Comune di Ittiri, aree già delimitate e individuate nel provvedimento.

Proprio durante l’esame del testo, tuttavia, la Commissione ha preso atto che anche nella Sardegna meridionale si sono verificati gravi effetti dovuti alla carenza idrica.

Per questo motivo, nel proprio parere favorevole, la Commissione ha formalmente invitato la Giunta regionale a valutare l’estensione di interventi della stessa natura anche alle aziende agricole appartenenti al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, evidenziando come la scarsità della risorsa idrica abbia comportato l’esclusione dalla coltivazione di circa 5.000 ettari di terreni, decisione assunta proprio per evitare l’interruzione dell’erogazione dell’acqua alle colture già in atto.

Si tratta di un passaggio che smentisce qualsiasi ricostruzione secondo cui si sarebbe ignorato il Sud Sardegna.

Al contrario, è stata proprio la Quinta Commissione ad inserire nel proprio parere un’esplicita richiesta affinché il Governo regionale intervenga con un’ulteriore azione legislativa  a favore delle aziende agricole della Sardegna meridionale, riconoscendo la gravità della situazione vissuta anche dagli agricoltori di questo territorio.

La maggioranza continuerà a lavorare, insieme alla Giunta regionale, perché le misure di sostegno possano essere estese anche ai territori meridionali interessati dalla crisi idrica, nel rispetto delle procedure e delle evidenze tecniche, con l’unico obiettivo di garantire equità e tutela a tutte le imprese agricole della Sardegna.

Alessandro Pilurzu

Gruppo Consigliare Partito Democratico