12 February, 2026
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Il Consiglio regionale ha approvato stamane il disegno di legge che stanzia 120 milioni per aiuti alle famiglie in difficoltà.

Il presidente Michele Pais ha aperto la seduta per la discussione dell’unico punto all’ordine del giorno: il disegno di legge della Giunta “Misure straordinarie urgenti a sostegno delle famiglie per fronteggiare l’emergenza economico-sociale derivante dalla pandemia SARS-CoV-2”.
Il documento, illustrato dal vicepresidente della commissione Sanità Daniele Cocco (Leu), stanzia 120 milioni di euro a favore di nuclei familiari che hanno subito un calo del reddito a causa del blocco delle attività economiche deciso dal Governo.
«Con questa legge consentiremo alle famiglie sarde in difficoltà di aver un reddito di almeno 800 euro al mese – ha sottolineato Daniele Cocco – era il minimo che potessimo fare in questo momento di grave difficoltà per tutti. Sono contento che lo si sia fatto con spirito unitario, tutti insieme abbiamo condiviso un percorso per dare ai sardi la possibilità di beneficiare di un reddito di emergenza sociale. Questo non basterà per risolvere tutti i problemi, ne siamo consapevoli, ma è un primo passo importante. Mi auguro che la Giunta, insieme alla Conferenza degli Enti Locali, riesca a trasferire immediatamente le risorse ai Comuni per essere poi distribuite ai beneficiari.»
L’assessore alla programmazione Giuseppe Fasolino ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla commissione Sanità e dalla Conferenza dei capigruppo: «E’ un risultato condiviso, frutto dell’impegno di tutti. Il Consiglio ha dimostrato che in queste emergenze non possono esserci divisioni politiche. Con questo provvedimento mettiamo in campo 120 milioni di euroha detto Giuseppe Fasolinose facessimo una proporzione con quanto messo in campo dal Governo capiremmo meglio quale sforzo stia facendo la Regione per sostenere le famiglie sarde. Come Giunta ci impegniamo a definire quanto prima i criteri per fare in modo che gli aiuti arrivino a tutti e nessuno sia escluso. Occorre dare un sostentamento dignitoso alle famiglie in questa fase emergenziale, poi bisognerà lavorare per il futuro e per capire come fare ripartire la nostra Regione».
Il presidente Michele Pais ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato.
Sull’ordine dei lavori ha chiesto di intervenire il consigliere dei Progressisti, Massimo Zedda, che ha ricordato la scomparsa dell’ex assessore del comune di Cabras e ha rivolto un pensiero verso tutti gli altri deceduti a causa della pandemia Covid-19, soffermandosi in particolare sulla figura di Nabeel Khair, medico condotto a Tonara e storica guardia medica di Aritzo, di origine palestinese e già rappresentante della sua comunità in Europa.
Annalisa Mele (Lega) si è associata alle parole dell’on. Massimo Zedda e , a sua volta, ha voluto ricordare il sacrificio degli operatori della sanità, medici, infermieri e oss impegnati quotidianamente negli ospedali. «Un pensiero – ha aggiunto Mele – lo voglio rivolgere anche alla prima vittima del Coronavirus del paese di Cabras».
Giovanni Satta (Psd’Az) ha chiesto, in termini perentori, lo sblocco immediato dei pagamenti delle 90mila pratiche in arretrato di Argea, ponendo esplicitamente una questione di “fiducia” nei confronti dell’operato di alcuni esponenti della Giunta.
Il consigliere di Forza Italia, Giuseppe Talanas, si è associato alla richiesta del consigliere del Psd’Az, Giovanni Satta, e nonostante l’invito rivolto ai consiglieri dal presidente Michele Pais, affinché gli interventi fossero incentrati soltanto sul disegno di legge iscritto all’ordine del giorno, il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, è intervenuto a sostegno della richiesta di Giovanni Satta ed ha affermato: «La fiducia del gruppo Lega nei confronti dell’operato dell’assessora dell’Agricoltura sta venendo meno».
Il consigliere di Leu, Eugenio Lai, ha quindi ricordato come le richieste formulate dai gruppi di maggioranza a proposito dei pagamenti per l’agricoltura siano le medesime che da tempo vengono esplicitate dalle forze dell’opposizione: «Su 90 milioni disponibili ne sono stati pagati soltanto 9 milioni».
Il presidente del Consiglio ha, dunque, comunicato all’Aula l’avvenuta consegna del testo finale del disegno di legge in discussione ed ha concesso la parola al capogruppo Psd’Az, Franco Mula, che ha domandato lumi sulla programmazione dei lavori consiliari nell’immediato futuro.
Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, intervenendo sempre sull’ordine dei lavori, ha invece criticato le dichiarazioni e l’atteggiamento dell’assessore della Sanità riguardo le «mancate risposte rese nel corso dell’audizione in commissione». Francesco Agus ha quindi chiesto l’intervento del presidente Michele Pais «affinché siano garantite le prerogative dei consiglieri regionali, soprattutto, per ciò che attiene gli atti del sindacato ispettivo»
Il presidente Michele Pais ha annunciato un emendamento all’art. 1. Il testo prevede che per il 2020, ai nuclei familiari i cui componenti siano lavoratori dipendenti o autonomi collegati ad aziende che abbiamo subito restrizioni a seguito dell’emergenza Covid-19 e non abbiano beneficiato di forme di integrazione salariale sia riconosciuta una indennità di 800 euro mensili. Con l’emendamento viene soppressa la parte della norma che escludeva dal beneficio i titolari di conti bancari con depositi superiori ai 10mila euro. Il relatore Daniele Cocco ha espresso parere favorevole.
A seguito di interlocuzioni fra i gruppi il presidente ha chiarito che il testo di riferimento è quello licenziato dalla commissione.
Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha proposto, con un emendamento orale, che la parte del testo riguardante l’ammontare dell’indennità sia corretta specificando che non si tratta di 800 euro ma di un importo “fino” ad 800 euro.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, dopo un confronto tecnico con gli uffici, ha fatto rilevare la necessità di inserire un altro “non”, legato in questo caso all’attività del beneficiario, che deve rientrare fra quelli impiegati in aziende “non” esclude dai provvedimenti di restrizione.
Il Consiglio ha approvato prima l’emendamento n.1 comprensivo dell’emendamento Ganau e subito dopo il testo definitivo dell’art. 1 che recepisce l’emendamento Mula.
A seguire sono stati approvati gli articoli 2 “Norma finanziaria” e 3 “Entrata in vigore” e le tabelle allegate.
La consigliera Elena Fancello ha proposto un emendamento orale per inserire fra i beneficiare anche i soci facenti parte di società di capitali.
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, sull’ordine dei lavori, ha affermato che la modifica può essere inserita in sede di coordinamento tecnico del testo e può essere introdotta dalla Giunta.
Il Presidente ha precisato che la proposta va comunque formalizzata con un testo.
Il consigliere dei Progressisti Gianfranco Satta sempre sull’ordine dei lavori, ha osservato la contraddittorietà di un provvedimento dedicato alle famiglie che poi assegna 800 euro al componente di una società di capitali differente dal socio lavoratore, che ha un suo inquadramento.
Il presidente ha chiarito che il significato del testo va inteso in riferimento alle società senza ulteriori specificazioni.
Il Consiglio ha quindi approvato il testo definitivo della legge all’unanimità con 48 voti.
Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus, ancora sull’ordine dei lavori, ha annunciato la presentazione di un testo mirato sulle imprese, sollecitando il presidente a convocare la commissione competente la settimana prossima per esaminarlo e sottoporlo all’Aula in tempi brevi.
Il presidente ha recepito la proposta ed ha chiuso la seduta, riconvocando il Consiglio a domicilio.

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«L’emergenza ha cambiato e sta cambiando radicalmente la vita di tutti i Sardi. Sin dall’inizio la Regione è impegnata al massimo per tutelare la salute dei cittadini e dare sostegno alle imprese e ai lavoratori della nostra Isola. In questi giorni assistiamo a violenti attacchi verso la Giunta e verso l’assessore della Sanità, Mario Nieddu, in particolar modo da forze politiche che sono il riflesso di un governo nazionale che ben poco sta facendo per il nostro territorio e che, in generale, sta gestendo questa crisi in modo discutibile. Nonostante questo la Regione ha scelto la strada della responsabilità e della massima collaborazione istituzionale.»

I consiglieri regionali del gruppo della Lega difendono l’operato dell’assessore della Sanità Mario Nieddu.

«Difficile però tacere quando da Roma arrivano forniture scadenti, come le ormai tristemente note ‘mascherine’, che sono poco più di un panno di garza, inadeguate a tutelare i nostri operatori sanitari strenuamente impegnati in prima linea nella lotta contro il contagio. Non si può, per questo, puntare il dito sulla Regione, né sull’assessore Mario Nieddu, né sul presidente Christian Solinas, che ricordiamo sono stati anche i primi a richiedere al governo, ripetutamente e disperatamente il blocco dei collegamenti, già nelle settimane prima che l’epidemia si facesse strada sul nostro territorio. Su questa linea, da Roma, un ‘no’ secco, ripetuto, e poi un cambio di rotta arrivato comunque tardi – aggiungono Dario Giagoni, Pierluigi Saiu, Sara Canu, Michele Ennas, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Michele Pais ed Andrea Piras. Il Governo in tutte le sue mosse ha dimostrato di inseguire la diffusione del virus anziché prevenirla, cosa che si sarebbe potuta fare se le richieste della Regione fossero state ascoltate.Inoltre, si può forse incolpare la Regione per i ritardi nella fornitura dei reagenti necessari per i tamponi? Lo stesso assessore Mario Nieddu ha concordato sull’utilità di eseguire i test sul personale medico in servizio e lui stesso si è impegnato a trovare soluzioni alternative per consentire il monitoraggio e superare il problema di approvvigionamenti che arrivano col contagocce. Un problema che, tra l’altro, investe tutte le Regioni, alcune delle quali vivono un momento drammatico.»
«Grazie all’intervento dell’assessore della Sanità la Sardegna ha anche ottenuto l’impiego dei medici dell’esercito, che daranno un prezioso contributo nel recuperare la piena funzionalità degli ospedali di Olbia e Sassari, duramente colpiti dal propagarsi dell’infezione. Oggi come non mai la Lega è vicina a chi lotta in prima linea e a tutti i cittadini. Lo siamo come politici che lavorano nelle istituzioni e come Sardi, che vivono sul territorio. Serve unità, collaborazione e consapevolezza che questa battaglia riguarda tutti – concludono Dario Giagoni, Pierluigi Saiu, Sara Canu, Michele Ennas, Ignazio Manca, Annalisa Mele, Michele Pais ed Andrea Piras -. Facciamo nostro il grido di dolore di chi lotta in corsia, non lasceremo da solo nessuno, ma respingiamo ogni attacco politico rivolto a destabilizzare chi invece, nelle istituzioni, sta combattendo una lotta senza tregua.»

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La Lega ha scelto i nuovi coordinatori in Sardegna.

«La Lega sta svolgendo un ottimo lavoro all’interno delle istituzioni, soprattutto in Regione, grazie a un eccellente lavoro di squadra dei nostri Consiglieri, Assessori e Presidente del Consiglio. Siamo pronti a nuove sfide al fianco dei cittadini, sempre attivi sul territorio, tra la gente.»

Lo ha detto il coordinatore regionale della Lega, l’on. Guido De Martini, che nella giornata di ieri, a margine dell’inaugurazione della nuova sede del movimento a Iglesias, alla presenza del vice segretario federale, Andrea Crippa, ha ufficializzato le nomine della squadra degli otto coordinatori provinciali: Michele Pais per Sassari, Valeria Satta per la provincia di Cagliari, Gianfranco Abeltino per la Gallura, Annalisa Mele per Oristano, Pierluigi Saiu per Nuoro, Giorgio Todde per l’Ogliastra, Michele Ennas per il Sulcis Iglesiente e Valentino Meloni per il Medio Campidano. Andrea Piras proseguirà nel ruolo di coordinatore regionale della Lega Giovani.

«Nelle prossime settimane – ha concluso Guido De Martini – intensificheremo l’attività in tutti i territori della Sardegna e saranno previste aperture di nuove sedi, con l’obiettivo di dare un rinnovato impulso propositivo nel dibattito politico e fornendo risposte concrete alle numerose istanze dei cittadini.»

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L’uso del test genomico nelle pazienti con tumore alla mammella in stadio precoce e senza interessamento linfonodale – considerato valido e attendibile già da tempo – consente di individuare tutte le donne che potrebbero evitare la chemioterapia ed i suoi numerosi effetti collaterali (circa il 50% delle pazienti, come dimostrato da recenti studi).
Le consigliere regionali Carla Cuccu, segretaria della commissione Sanità e Politiche sociali e prima firmataria, Elena Fancello, Maria Laura Orruù, Annalisa Mele, Sara Canu, Laura Caddeo e la vice presidente della Regione Sardegna ed Assessora del Lavoro, Alessandra Zedda, hanno depositato assieme la mozione sul “Rimborso del Test Genomico” chiedendo al presidente della Regione, Christian Solinas, ed all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, di mettere a disposizione gli strumenti necessari a garantire la rimborsabilità del test genomico, valido ausilio nel processo decisionale per il trattamento dei tumori al seno.
Questa operazione si inserisce pienamente nel Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, approvato in Conferenza Stato-Regioni lo scorso 30 maggio, fortemente voluto col fine ultimo di garantire ad ogni persona, sia uomo che donna, la migliore cura, rafforzando ulteriormente il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”. Il Piano indica gli obiettivi strategici, gli attori coinvolti e le azioni previste per una reale applicazione di un approccio di genere in sanità nelle aree d’intervento previste dalla legge, tra cui quello del percorso clinico di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione.
Prosegue, quindi, il lavoro intrapreso dalla consigliera pentastellata Cuccu, sostenuta questa volta trasversalmente anche dalle consigliere di altre forze politiche, per portare la Sardegna ad essere la regione virtuosa d’Italia dove le differenze vengono appiattite in favore di una perfetta parità di genere.
«Sono soddisfatta – conclude Carla Cuccu – della sensibilità e dell’unità che le colleghe hanno mostrato nel voler sottoscrivere questa mozione essenziale per le donne sarde. Stiamo dando prova che è possibile agire per il bene dei cittadini senza personalismi.» 

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Il Consiglio regionale ha iniziato stamane l’esame del disegno di legge sulla quarta variazione di bilancio.

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais. Dopo le formalità di rito, sull’ordine dei lavori, il capogruppo dei Progressisti Massimo Zedda ha chiesto di poter ricordare brevemente la figura del presidente regionale del Coni Gianfranco Fara, recentemente scomparso: la richiesta è stata accolta.

Successivamente, il presidente ha dato la parola al consigliere dei Progressisti Laura Caddeo, a nome di tutte le componenti del Consiglio, che ha pronunciato un breve intervento in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Le altre consigliere hanno letto alcuni brani ricavati da drammatici episodi di vita vissuta, scritti da donne vittime di violenza. Le testimonianze sono state lette da Maria Laura Orrù (Progressisti), Desirè Alma Manca (M5S), Annalisa Mele e Sara Canu (Lega), Elena Fancello (Misto), Carla Cuccu (M5S) e Alessandra Zedda (Forza Italia).

Il presidente ha ringraziato le consigliere per il loro prezioso contributo.

Il Consiglio ha poi iniziato l’esame dell’ordine del giorno con la discussione del disegno di legge n. 74 (Variazione di bilancio).

Il relatore di maggioranza Valerio De Giorgi, illustrando il provvedimento, ha ricordato i passaggi istituzionali della legge, sottolineando che si sono svolti con attenzione e celerità. L’accordo fra le diverse forze politiche, ha aggiunto, ha portato allo stralcio di alcune norme ed al ritiro degli emendamenti. Nel testo, ha proseguito, viene recepito il recente accordo Stato-Regione e si interviene con una serie di altre norme in diversi settori: Enti locali, famiglie (per conciliare i tempi vita-lavoro), sanità (per introdurre la robotica fra le tecniche innovative di chirurgia), infrastrutture (per il ripristino di quelle danneggiate da calamità naturali), agricoltura (sostegno alle piccole e medie imprese per l’individuazione di nuovi mercati), Piano Lavoras. Si tratta, ha precisato il relatore, di risorse limitate che vanno spese in tempi stretti ma si inseriscono in una strategia più ampia che caratterizzerà la prossima legge finanziaria. Valerio De Giorgi, infine, ha auspicato la sollecita approvazione della legge.

Per il relatore di minoranza on. Alessandro Solinas (M5S) «i maggiori contrasti si sono accesi su alcune norme considerate da noi intruse come quelle che riguardano i contributi che devono essere percepite dagli agricoltori, la cessione delle quote di Abbanoa ai Comuni e i piani di utilizzo del litorale. Su questi e altri temi è necessario a nostro giudizio un approfondimento al di fuori di questa manovra finanziaria».

L’on. Solinas ha proseguito: “Andremo in esercizio provvisorio ed è ora importante che si arrivi alla manovra, quella vera. Però riconosco che si sono comunque create le condizioni perché questo testo potesse andare in Aula ed essere approvato oggi stesso, con la collaborazione fattiva di tutti ma soprattutto dell’opposizione e dell’assessore Fasolino, che è stato capace di mediazione importante. Ne approfitto per sollecitare il presidente del Consiglio perché si costituisca al più presto la commissione speciale sull’amianto”.

Ha preso poi la parola l’on. Franco Mula, capogruppo del Psd’az, che ha espresso «solidarietà al collega Salvatore Corrias, sindaco di Baunei e collega, vittima di atti vili nei giorni scorsi. Siamo davvero a disposizione della comunità di Baunei, se dovesse servire». 

L’on. Roberto Li Gioi (Cinque stelle) ha esordito affermando che «votare oggi questa variazione di bilancio significa certificare l’incapacità di questa giunta e di questa maggioranza, vittima e carnefice di se stessa e capace soltanto di produrre spot sui social. Dov’è finito quel filo di orbace con il quale il presidente Christian Solinas intendeva tessere il futuro della Sardegna? Voteremo oggi una variazione di bilancio che è un cimitero di regalie, salvo rare eccezioni. Non siete capaci di andare oltre i muri del cortiletto, di uscire dalla distribuzione di pani e pesci per rispondere alle richieste della campagna elettorale. I sardi stanno iniziando a giudicarsi: sappia telo e cambiate la rotta, da legislatori e non da dispensatori di merende».

Ancora dai banchi di Cinque stelle l’on. Michele Ciusa ha aggiunto: «Questa manovra ci ha lasciati da subito molto perplessi, perché in questi giorni attendevamo una legge finanziaria, una manovra vera nel segno del cambiamento che avete promesso. Invece siete inconcludenti e ci limiteremo a una variazione di bilancio che non guarda i macrotemi della Sardegna ma è una spartizione di torta. La Sardegna e i sardi in tutto questo non ci sono: si sappia che parti di questo testo sono irricevibili perché contengono nomine e altri atti che per nulla riguardano la manovra finanziaria. Dovete ringraziarci per avere fermato queste norme intruse da ripercussioni di vario genere».

Il Pd è intervenuto innanzi tutto con il vicepresidente della commissione Bilancio, on. Cesare Moriconi, che ha detto: «Mi chiedo se questa variazione di bilancio risponda alle esigenze dei sindaci, delle comunità, del mondo produttivo. Me lo chiedo perché sono loro che se lo chiedono. Non sfugge il fatto che questa non è la manovra finanziaria vera e propria e non nego che chi vince abbia il diritto di decidere. Così come nostro, dell’opposizione, è il diritto di dire no se non è convinta. Questa è la democrazia e questo ci ha portato a presentare oltre 1500 emendamenti. La mediazione che ne è scaturita non ci lascia capire se ci sia chi vince di più o chi perde di più: so che c’è stata una mediazione e ne benefica la Sardegna. Oggi abbiamo una variazione di bilancio meno peggio di quella che entrò in commissione. Ciò nonostante non la voteremo: non pregiudizialmente ma perché avremmo preferito che le norme sugli enti locali avessero visto il coinvolgimento degli enti locali, cioè dei sindaci. Avrei preferito il dialogo con la conferenza episcopale sul tema dei beni della Chiesa. Si tratta di ottanta milioni di euro,  non di un centesimo. Mi auguro davvero che non si tratti di una anticipazione della legge finanziaria perché in questa manovra non si proietta di certo la visione della Sardegna con la quale avete convinto i sardi a darvi il governo».

Per il gruppo Leu l’on. Eugenio Lai ha detto di «condividere in pieno l’intervento dell’onorevole Moriconi. Non se ne abbia a male l’on. Giuseppe Fasolino, che nella passata legislatura dai banchi dell’opposizione avrebbe certamente contestato una variazione di bilancio come questa. La maggioranza ha stravinto e l’attesa dei sardi è tanta: non risponde a quanto è scritto in questo assestamento di bilancio. Noi in questo periodo, nella scorsa legislatura, ci trovavamo a discutere la manovra di bilancio: non una variazione come questa, che mette pezze alle carenze dell’azione di alcuni assessori evidenziate in questi mesi. Facciamo un sondaggio oggi: chiediamo ai sardi quanti di loro sono soddisfatti di questa manovra economica. Gli esiti li conosciamo già, come sappiamo che tra i più bassi in Italia è il gradimento del governatore Solinas. E’ il vostro metodo che non va bene, perché le manovre hanno bisogno del coinvolgimento di tutte le parti interessate: riflettete su questo». Il leader di Leu ha annunciato il voto contrario e così anche il collega Massimo Zedda, che ha parlato a nome del gruppo dei Progressisti: «A distanza di nove mesi dall’insediamento della presidenza della Regione ci ritroviamo a dare un primo giudizio su questo governo e il sondaggio sul tasso di gradimento dei presidenti della Regione pubblicato oggi è impietoso. In nove mesi il presidente Solinas ha raggiunto appena 20 punti contro i 66 del governatore del Veneto, Luca Zaia. In qualche modo è un record questo essere riuscito a bruciare in brevissimo il patrimonio di fiducia dei sardi verso il governo Solinas. Come se non bastasse avete provato a inserire norme intruse dentro questa variazione di bilancio, norme che non riguardano la spesa ma ben altro». Per l’ex candidato alla presidenza della Regione “il testo che avete elaborato aveva tutta l’aria di essere stato confezionato dal presidente della Giunta. E non va bene questa produzione di provvedimenti a comando, a richiesta del singolo: sarà un danno per il presidente della Regione, prima di tutto”.

Rivolto all’on. Eugenio Lai, l’assessore Giuseppe Fasolino ha replicato con una battuta: «Ho parlato al Fasolino di cinque anni fa e mi ha detto che sarebbe stato felice di questa manovra. Scherzo. Ma è evidente che per quanto niente sia mai perfetto oggi noi portiamo un risultato alla Sardegna, mettendo in moto per la spesa 80 milioni idi euro. Si potevano spendere meglio e con un metodo diverso? Certo. Tutto è possibile ma si tratta di una variazione, che impiega l’uno per cento delle risorse del bilanci regionale. Come si poteva avere la presunzione di incidere davvero con l’uno per cento delle risorse? In ogni caso alcuni interventi che sono in questa legge sono davvero interessanti e importanti, per le famiglie – e mi riferisco ai bonus per gli asili – e per le imprese. Sappiamo che non stiamo risolvendo tutti i problemi ma i mini bond sul sughero e sui lapidei, ad esempio, servono a tenere in piedi le aziende di questo settore. E così per il contributo che stiamo dando ai tassisti per cambiare le auto e ammodernarle. Sono tutte cose concrete, finalizzate a sostenere le economie di certi settori». L’assessore del Bilancio ha ricordato che «sono previsti contributi a favore dei Comuni colpiti dagli incendi boschi della scorsa estate e se anche non stravolgeremo l’economia della nostra isola abbiamo fatto cose serie. Anche noi avremmo voluto portare la manovra finanziaria entro il 31 dicembre ma l’accordo storico con lo Stato, siglato di recente, ci ha portato a dover lavorare per settimane soltanto su quello. La Finanziaria della Regione potrà essere portata in Consiglio soltanto dopo la Finanziaria dello Stato, perché nel bilanci dello Stato devono risultare le risorse aggiuntive dell’Intesa, che dovranno essere trasferite a noi».

Al termine il presidente Michele Pais ha sospeso i lavori per pochi minuti su richiesta del capogruppo del Psd’Az, on. Franco Mula.

Alla ripresa dei lavori il consigliere Michele Cossa (Riformatori), dopo aver ringraziato l’assessore Fasolino per l’equilibrio e la pazienza dimostrati, ha annunciato il suo voto favorevole sul passaggio gli articoli: «Questo assestamento di bilancio non è l’optimum ma è importante farlo in tempo utile per consentire alle Regione di utilizzare le risorse entro dicembre. Auspico che vengano spese in tempi rapidi».

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Mura, in apertura del suo intervento ha espresso solidarietà al collega Salvatore Corrias (Pd), sindaco di Baunei, per le pesanti  minacce ricevute nei giorni scorsi e vicinanza alle consigliere regionali e a tutte le donne in occasione della giornata contro la violenza di genere. Sull’assestamento di bilancio Francesco Mura ha invitato a «non fare drammi per alcuni interventi puntuali. Accade quando occorre spendere in fretta. Adesso si lavori per il raggiungimento di obiettivi generali».

Anche il presidente Pais si è unito agli attesati di solidarietà nei confronti del consigliere Corrias: «I delinquenti comuni vanno sempre condannati. Sono persone reiette che vanno emarginate con tutta la nostra forza e determinazione».

Il capogruppo del Pd, Gianfranco Ganau, ha annunciato il voto di astensione sul passaggio agli articoli. Posizione condivisa anche dai capigruppo di Leu, Daniele Cocco e dei Progressisti, Francesco Agus. Quest’ultimo ha espresso solidarietà al collega Salvatore Corrias e a tutti gli operatori che lavorano per l’eradicazione della peste suina africana. «Occorre prendere posizione affinché il loro lavoro arrivi presto a conclusione – ha detto Francesco Agus – così si rafforza anche l’azione dei sindaci che si fanno carico di pesanti responsabilità agendo con coraggio in situazioni difficili».

Solidarietà a Salvatore Corrias e vicinanza a tutte le donne vittime di violenza anche dal capogruppo di Forza Italia Angelo Cocciu che, dopo aver annunciato il voto favorevole sul passaggio agli articoli, ha rivolto un grazie all’assessore Giuseppe Fasolino per “la disponibilità e la competenza”.

Il presidente Pais, ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 32 voti favorevoli e 21 astenuti.

Subito dopo, il presidente del Consiglio ha dichiarato chiusa la seduta antimeridiana e convocato per le 13.45 la Commissione Bilancio. I lavori dell’Aula riprenderanno nel pomeriggio alle 15.00.

 

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La Commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc Cambiamo!), si è riunita questa mattina e ha espresso quattro pareri favorevoli su altrettanti provvedimenti, predisposti dall’assessorato regionale della Sanità. Il Parlamentino, sentito in audizione l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, ha approvato, a maggioranza, il Parere 15, “Integrazione delle risorse destinate alle borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione di area sanitaria non medica. Modifica della delibera della Giunta regionale n. 39/16 del 9.8.2017. Capitolo SC02.1118”. Il testo prevede di destinare 350mila euro alle borse di studio per le specializzazioni non mediche per il triennio 2019-2021. Si tratta di risorse risparmiate per le borse di studio delle specializzazioni mediche, «dovute alle rinunce dei beneficiari o alla recente riduzione della durata di alcune scuole di specializzazione». Le borse di studio da assegnare, si legge nel testo della delibera della Giunta regionale, saranno 30 da ripartire tra gli Atenei di Cagliari e Sassari. I commissari dell’opposizione hanno chiesto di estendere il beneficio agli studenti che hanno già iniziato il corso di studi e a quelli che si iscriveranno nei prossimi anni, per evitare una disparità di trattamento. Sono intervenuti il presidente Domenico Gallus, il vice presidente Daniele Cocco (capogruppo Leu) e Antonio Mundula (FdI).

La Commissione ha approvato all’unanimità il parere 17 Legge regionale 2 agosto 2016, n. 18 recante ”Reddito di inclusione sociale – Fondo regionale per il reddito di inclusione sociale – “Agiudu torrau”. Atto interpretativo ed applicativo ai sensi dell’art. 8 della L.R. n. 31/1998. “Linee guida per il biennio 2019-2020 concernenti le modalità di attuazione. Approvazione preliminare. Missione 12 – Programma – 04 – Cap. SC05.0680”. Francesca Piras, direttore generale della Direzione generale delle politiche sociali dell’assessorato della Sanità, ha spiegato che la richiesta dell’Anci Sardegna di attribuire le risorse del Reis direttamente ai Comuni per quest’anno non è possibile, perché non ci sono i tempi tecnici necessari. Sarà possibile, ha affermato Piras, dal 2020. La dirigente dell’assessorato ha anche sottolineato che ci sono limiti normativi nel destinare eventuali economie del Reis per i cantieri comunali. Sul tema sono intervenuti il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, vicepresidente della Commissione, e la consigliera della Lega, Annalisa Mele.

La Commissione ha, poi, approvato all’unanimità il Parere 18 (Sistema regionale dei servizi per la tutela della salute mentale dedicati a persone con Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA). Modifica alla delibera della Giunta regionale n. 53/8 del 29.12.2014. Approvazione della programmazione, del sistema tariffario, dei requisiti minimi autorizzativi delle strutture residenziali e semiresidenziali. Approvazione preliminare dei requisiti ulteriori di accreditamento istituzionale). Il problema dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) è in costante aumento, ha spiegato l’assessore Mario Nieddu, e molti pazienti sono seguiti in centri che si trovano in altre regioni. Il testo ha l’obiettivo di regolamentare una problematica emergente in Sardegna: attualmente, ha spiegato Marcello Tidore, direttore generale della Direzione generale della Sanità dell’assessorato regionale della Sanità, la Regione spende per i pazienti seguiti fuori dall’Isola circa 400mila euro, a fronte di 166mila euro che si spendono per le cure in Sardegna. «Ci sono due strutture – ha spiegato Marcello Tidore – pronte ad entrare in attività nel Sulcis e nella Marmilla, ma ce ne potrebbero essere anche altre». La Commissione ha, infine, approvato all’unanimità il Parere 22 (Interventi per la promozione e la valorizzazione dell’amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli. Linee guida. Approvazione preliminare).

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Le Aziende ospedaliere universitarie di Cagliari e Sassari e l’ospedale Brotzu hanno fatto richiesta di cinquanta operatori socio sanitari (Oss) e stanno attingendo dalle graduatorie del 2013. E’ quanto emerso questa mattina, in commissione Sanità, presieduta da Domenico Gallus (Udc Cambiamo!), durante l’audizione del Comitato Autonomo Oss 2013. Con l’approvazione della legge nazionale n. 128 del 2019, inoltre, le graduatorie sono state prorogate a settembre 2020, salvo che non ci sia una norma regionale che le faccia decadere prima. Per questo, i rappresentanti del Comitato hanno chiesto alla Commissione la modifica della legge regionale che rende utilizzabili le graduatorie fino al 31 dicembre 2019, perché diversamente, il primo gennaio 2020, le stesse non saranno più utilizzabili. Gli operatori socio sanitari hanno anche chiesto che le Asl e gli ospedali possano attingere prima dalle graduatorie della propria provincia, rendendo più agevole per il lavoratore gli spostamenti e consentendogli così di non doversi trasferire in un’altra provincia. A Nuoro, hanno detto, è stata fatta richiesta di più di 70 operatori e si scorrerebbe così quasi tutta la graduatoria della provincia. Gli operatori hanno anche riferito di aver avuto notizia dall’Ats che l’Azienda non si riterrebbe obbligata a utilizzare le vecchie graduatorie, ma che è una sua facoltà, e hanno chiesto ai commissari di fare chiarezza. Il presidente Gallus ha affermato, a nome della Commissione, che si farà carico delle richieste degli operatori redigendo un testo che consenta la proroga delle graduatorie, come prevede la legislazione nazionale, intervenendo affinché siano chiamati dalle aziende prima i lavoratori inseriti nelle graduatorie della provincia degli ospedali e prevedere una audizione con il Direttore generale dell’Ats per capire in che modo l’azienda stia agendo in merito allo scorrimento delle graduatorie. Durante la seduta sono intervenuti Francesco Agus (capogruppo Progressisti), Daniele Cocco (capogruppo Leu), Annalisa Mele (Lega) e Carla Cuccu (M5S). Tutti i consiglieri hanno condiviso le richieste degli Oss e hanno garantito la piena disponibilità affinché i diritti acquisiti vengano rispettati.

La commissione Sanità ha, poi, sentito in audizione i rappresentanti dell’Associazione regionale ex esposti amianto in Sardegna, i quali hanno illustrato la situazione esistente nell’Isola e hanno fatto alcune proposte. Giampaolo Lilliu, a nome dell’associazione, ha ricordato che ogni anno muoiono in Italia 4000 persone e 120 in Sardegna per malattie collegate all’esposizione all’amianto. Secondo Lilliu la situazione va affrontata in modo capillare e bisogna dare maggiore informazione alla popolazione.

L’Associazione ha proposto alla Commissione  di valutare la creazione di un impianto di inertizzazione per rendere l’amianto da problema a risorsa e consentire la micro raccolta di manufatti da parte dei privati, come già accade in Lombardia e nella provincia Autonoma di Bolzano. L’Associazione ha riconosciuto l’importanza della sorveglianza sanitaria e ha chiesto che possa essere estesa anche a chi ha contratto la malattia per esposizione ambientale e non per cause lavorative. Non solo. L’Associazione ha chiesto che venga istituita una Conferenza regionale per l’amianto, a cui partecipino tutti gli attori coinvolti, per affrontare con tempistiche certe il problema delle bonifiche. Giampaolo Lilliu ha anche affermato che l’amianto, in varie forme e quantità, è ancora presente in molti luoghi pubblici e che è importante incentivare le bonifiche dando i finanziamenti direttamente ai Comuni. Sul tema sono intervenuti Annalisa Mele (Lega) e Gianfranco Ganau (capogruppo della Pd), i quali hanno condiviso la necessità di approfondire il problema, che è ampio e articolato, e hanno ritenuto positiva la proposta di promuovere una Conferenza regionale per l’amianto.

La commissione Sanità ha sentito in audizione i vertici dell’Areus sull’attivazione del numero unico per l’emergenza (Nue). Giorgio Lenzotti, Direttore generale di Areus, ha spiegato alla Commissione che il Protocollo d’intesa sottoscritto dalla Regione Sardegna con il ministero dell’Interno prevede l’attivazione del numero unico 112 entro il 2020. Il Nue gestirà le chiamate in caso di emergenze sanitarie, di sicurezza, gestione incendi e calamità naturali.

Giorgio Lenzotti ha spiegato che, avendo tempi molto stretti, hanno valutato l’attivazione del 112 a Nuoro nella sede dell’Areus, che ha già la certificazione antincendio e avrà quella antisismica entro la fine dell’anno. Si tratterebbe, ha spiegato, di una situazione provvisoria in attesa di eseguire i lavori necessari a Sassari e a Cagliari, dove il protocollo d’intesa ha stabilito dovessero essere istituite le due centrali del 112, in corrispondenza le centrali del 118. La situazione della sede operativa di Cagliari, secondo il Direttore generale di Areus, richiederebbe circa due anni per renderla utilizzabile, mentre quella di Sassari, se si risolvessero i problemi di attribuzione degli spazi, che oggi sono dell’Aou, avrebbe tempi di intervento più rapidi. Per quanto riguarda la seconda centrale attivabile in caso di disaster recovery (recupero dal disastro), che permette di ripristinare sistemi e infrastrutture informatiche indispensabili per l’erogazione di servizi del 112, nel caso la prima centrale non sia per qualunque motivo operativa, Giorgio Lenzotti ha prospettato la possibilità di appoggiarsi alla Lombardia, come già fanno altre regioni, o di deviare le chiamate ai singoli centralini.

Lenzotti ha, anche, spiegato che i lavori eseguiti eseguiti a Nuoro non sarebbe inutili, perché quando si trasferiranno le centrali a Sassari e a Cagliari, nei nuovi locali si potrebbe realizzare una sede operativa per la gestione centralizzata dei trasporti programmati.

Sul tema sono intervenuti Gianfranco Ganau, capogruppo del Pd, Antonello Peru (Udc Cambiamo!), Carla Cuccu (M5S), Giovanni Antonio Satta (Riformatori), Daniele Cocco (capogruppo Leu), Annalisa Mele (Lega). Gianfranco Ganau, Antonello Peru e Carla Cuccu hanno chiesto di avere maggiori chiarimenti sui costi e i tempi necessari per i diversi interventi di ristrutturazione e ha proposto di risolvere i problemi a Sassari. Per Ganau sarebbe più utile attivare la sede di Sassari con la gestione del disaster recovery in un’altra regione, in attesa di rendere operativa Cagliari. Gianfranco Ganau ha affermato che realizzare la centrale provvisoria a Nuoro sarebbe uno spreco. Per Daniele Cocco la sede Areus di Nuoro va potenziata e non svuotata di contenuti. Annalisa Mele ha sottolineato l’utilità di programmare un’audizione con l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu, e con il direttore generale dell’assessorato per valutare il tema anche con loro.

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La consigliera regionale della Lega Annalisa Mele interviene sulle proposte ventilate da più parti di istituire una tassa sullo sbarco.

«Nessun dubbio. Solo ferma chiarezza: come abbiamo rimarcato prima delle elezioni, la Lega è fermamente contraria alla proposta di nuovi balzelli per chi vuole approdare nella nostra meravigliosa Isola – scrive in una nota Annalisa Mele -. Vogliamo forse gravare ulteriormente sulle tasche dei Sardi che vengono a ritrovare i loro parenti? Vogliamo forse scoraggiare i turisti che scelgono le nostre coste, i nostri monti, le nostre bellezze, i nostri beni straordinari culturali? Vogliamo forse favorire una spietata concorrenza internazionale che offre vantaggi a tutti, mentre noi dovremmo imporre assurdi balzelli?»

«Ribadisco quindi con forza, insieme ai colleghi della Lega, Piras e Cau – conclude Annalisa Mele -: nessuna nuova tassa sulla Sardegna!»

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Il Consiglio regionale ha approvato la mozione sulla situazione del Centro addestramento e istruzione professionale (CAIP) della Polizia di Stato con sede ad Abbasanta.

La seduta si è aperta sotto la presidenza dell’on. Michele Pais. Dopo le formalità di rito il presidente ha aperto la discussione sul primo punto all’ordine del giorno: la mozione n. 60 “sulla situazione del Centro di addestramento e istruzione professionale (CAIP) della Polizia di Stato di Abbasanta”.

Il primo firmatario Francesco Mura, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha ripercorso la storia del centro di addestramento della Polizia di Stato di Abbasanta, inaugurato negli anni ’60. «In passato ha formato centinaia di poliziotti e ha svolto un ruolo decisivo nella lotta ai sequestri di persona in Sardegna – ha detto Francesco Mura – qui si sono formati gli uomini dei servizi scorte e sicurezza, i Nocs e altre forze speciali della Polizia. Senza dimenticare il Reparto prevenzione crimine e il gruppo cinofilo per l’addestramento dei cani antidroga e antiesplosivi». Il presentatore della mozione ha poi ricordato la rilevanza, anche economica, rappresentata dal Caip per l’oristanese e per tutta la Sardegna. «Oggi si prospetta l’ipotesi che il Caip possa diventare un centro nazionale di addestramento per allievi agenti della Polizia di Stato – ha proseguito Francesco Mura – ciò sarebbe un’importante iniezione di fiducia per le nuove generazioni con un conseguente incremento degli organici della polizia in tutta la regione e in particolare nella Provincia di Oristano. Da qui la richiesta alla Giunta: «Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di trasformare il Caip in un centro di accoglienza per migranti – ha concluso il capogruppo di Fratelli d’Italia – la Giunta si attivi per sollecitare l’inserimento, nel piano nazionale, sul corso per allievi agenti della Polizia di Stato nel Caip di Abbasanta».

Prima di aprire la discussione sulla mozione, il presidente Michele Pais ha espresso vicinanza e cordoglio alle famiglie dei Vigili del Fuoco caduti la scorsa notte ad Alessandria.

Ha quindi preso la parola Annalisa Mele (Lega): «Si temeva la chiusura del Caip, oggi si apre una nuova opportunità per l’oristanese e per tutta la Sardegna – ha detto Annalisa Mele – nella programmazione europea del prossimo settennio la Sardegna retrocederà nell’obiettivo 1. C’è l’opportunità di inserire da subito la nostra Isola nel PON nazionale sulla sicurezza. Non dobbiamo attendere il 2021 per fare questo».

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha garantito il sostegno del suo partito alla mozione. «Il Caip è un’eccellenza della Sardegna, apprezzata a livello internazionale per l’alto livello tecnico della formazione. In questo centro sono stati formati centinaia di poliziotti per la lotta al terrorismo, i servizi scorte, i Nocs e i reparti speciali. La notizia che possa diventare un centro di addestramento di agenti a livello nazionale deve essere accolta in modo positivo. E’ una nuova opportunità. Scongiurato il rischio chiusura c’è la possibilità di incrementare gli organici della polizia con importanti ricadute per i giovani sardi. Ecco perché occorre attivarsi da subito con il ministro dell’Interno per trasformare questa opportunità in realtà».

Il presidente della seconda commissione Alfonso Marras (Riformatori sardi) ha rivolto un plauso ai consiglieri che hanno presentato la mozione: «E’ arrivato il momento di fare in modo che il Caip possa diventare un centro di addestramento a livello nazionale Tutto il gruppo dei Riformatori sardi sottoscrive in modo convinto l’iniziativa».

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo della Lega Dario Giagoni: «La trasformazione del Caip avrebbe effetti positivi non solo per la provincia di Oristano ma per tutta l’Isola. Progetti di questo calibro sono importanti per ribadire quanta attenzione viene riservata da questo Consiglio alle forze dell’ordine e al principio di legalità. Uomini e donne in divisa rivestono una grande importanza nel tessuto sociale. Occorre farlo capire ai giovani. Stiamo lavorando per  l’apertura di altri centri di formazione rivolti ad altri corpi delle forze armate». Dario Giagoni ha poi rivolto un plauso alla proposta presentata dall’assessore all’agricoltura del comune di Siniscola per l’intitolazione del nuovo commissariato di Polizia a Emanuela Loi e proposto di approvare un ordine del giorno del Consiglio a sostegno dell’iniziativa.

Il capogruppo di Forza Italia, Angelo Cocciu, ha annunciato il suo voto favorevole alla mozione: «Bisogna fare di tutto perché il Caip continui la sua attività. Diciamo no a chi vorrebbe trasformarlo in un centro di accoglienza per migranti. Il Consiglio regionale deve opporsi a questa eventualità».

Anche il capogruppo di Leu, Daniele Cocco, ha dichiarato il suo voto favorevole: «Il Caip ha avuto un grande merito in tutti questi anni. Bene ha fatto Mura a presentare la mozione. Non bisogna infatti dimenticare i passi indietro fatti dallo Stato in altre circostanze – ha detto Daniele Cocco – quanto avvenuto qualche anno fa nel centro di addestramento della polizia a cavallo di Foresta Burgos, chiuso dopo investimenti di milioni di euro per adeguare la struttura, è una ferita ancora aperta. Il Caip serve non solo per l’attività specifica ma rappresenta un importante presidio del territorio anche dal punto di vista economico. E’ urgente che la Giunta si faccia parte attiva per tradurre l’impegno della mozione in atti concreti».

Favorevole alla mozione anche Roberto Caredda (Misto): «Lo dico da ex poliziotto, conosco bene l’attività di questo centro che ha rappresentato un punto di riferimento a livello nazionale. Grande merito va dato a chi lo ha fatto nascere e crescere come il generale Angioni».

Domenico Gallus a nome del gruppo Udc ha annunciato il sostegno alla mozione: «Tutti riconoscono la funzione svolta dal Caip in passato. Ricordo la presenza, negli anni ’60 e ’70, dei baschi blu ospitati ad Abbasanta per la lotta al banditismo. La storia dice che il centro deve essere potenziato».

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere Eugenio Lai (Leu): «E’ stato presentato un ordine del giorno sugli sbarchi dei migranti – ha detto Eugenio Lai – in base a quale articolo del Regolamento il Presidente ha accolto questo argomento? Non è ammissibile che lei usi un filtro a maglie larghe quando si tratta di iniziative del suo gruppo. Se si vuole discutere l’argomento si porta in Conferenza di Capigruppo. Pensare di applicare il Regolamento a piacimento di un solo gruppo politico è assurdo, non è mai accaduto. Chiediamo un parere agli uffici sulla congruità dell’iniziativa».

A Lai ha replicato il presidente Michele Pais: «Il Regolamento è applicato in modo letterale. Ho sempre valutato ordini del giorno ammissibili o inammissibili sulla base del Regolamento. I giudizi prognostici non hanno senso».

In apertura del suo intervento Massimo Zedda, a nome del gruppo dei Progressisti, ha espresso solidarietà alle famiglie dei Vigili del Fuoco caduti sul lavoro ieri ad Alessandria. Sulla mozione, invece, Massimo Zedda ha auspicato che il Caip possa continuare a svolgere il suo ruolo anche in futuro. «Serve però immaginare un incentivo da parte dello Stato, anche dal punto di vista economico, per chi decide di venire a lavorare in Sardegna».

Sugli ordini del giorno presentati anche Massimo Zedda ha espresso forti perplessità sull’attinenza del loro contenuto con i temi in discussione. Rivolto al capogruppo della Lega Dario Giagoni, Massimo Zedda ha invitato a una riflessione sull’opportunità di chiedere l’intitolazione del nuovo commissariato di Siniscola ad Emanuela Loi: «Premesso che Emanuela Loi merita tutto il nostro rispetto per il suo sacrificio al servizio dello Stato – ha detto l’ex sindaco di Cagliari – suggerirei però di non interferire su immobili non di pertinenza della Regione scavalcando coloro che hanno titolo a proporre la medesima iniziativa. Non attiverei meccanismi che rischiano di degenerare. Occorre stare molto attenti anche perché c’è una polemica in atto sugli ultimi concorsi della Polizia di Stato dai quali, per un emendamento presentato dalla Lega che ha cambiato i requisiti richiesti, sono stati esclusi molti sardi, tra i quali proprio la nipote di Emanuela Loi».

Contrarietà alla presentazione dell’ordine del giorno sugli sbarchi ha espresso invece il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula: «Il problema è serio, su questo argomento abbiamo presentato una mozione. Andare a votare un ordine del giorno rischia di far perdere valenza a quella mozione. Se andrà in discussione il nostro gruppo si asterrà. Non ci interessano le primogeniture ma crediamo che vada aperta una discussione più ampia».

Sull’ordine dei lavori è intervenuto il consigliere della Lega Pierluigi Saiu: «Ieri abbiamo assistito a una discussione appassionata sulla sclerosi multipla innescata da una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e sfociata nell’approvazione di un atto diverso. Anche in questo caso abbiamo assistito a una disputa sulla primogenitura. Per il secondo giorno consecutivo si rischia di fare lo stesso dibattito – ha detto Pierluigi Saiu – faccio un appello al Psd’Az: misuriamoci sui contenuti. L’ordine del giorno collegato è coerente con due mozioni in discussione oggi in Aula. Vogliamo rinunciare a discuterne per una questione di primogenitura o vogliamo invece confrontarci sul merito degli atti? Sarebbe un comportamento deludente. Lo dico soprattutto alle forze della maggioranza. La Lega ne trarrà le conseguenze».

Sull’ordine dei lavori ha chiesto la parola il consigliere Gianfranco Ganau (Pd): «L’ordine del giorno sui migranti introduce argomenti che esulano dall’argomento in discussione. Lei, on. Pierluigi Saiu, può collegare questo ordine del giorno ad altre mozioni con questa non è attinente. Deve smetterla di dare lezioni agli altri. Deve avere rispetto».

Al termine dell’intervento del consigliere Ganau si è accesa una vivace discussione in Aula che ha indotto il presidente Pais a sospendere i lavori.

Alla ripresa dei lavori il presidente Pais ha annunciato la presentazione di due ordini del giorno, a firma Michele Ennas e Dario Giagoni, e ne ha dichiarato l’ammissibilità ai sensi del Regolamento.

L’on. Francesco Agus (Progressisti) sull’ordine dei lavori ha precisato che l’ordine del giorno 1 “non è strettamente connesso ma nemmeno connesso e basta con il tema in discussione. Se quel che viene deciso in capigruppo non vale nulla allora l’alternativa è il caos e si decide volta per volta in Aula. Questa è una palese forzatura regolamento ad uso e consumo della forza politica del presidente del Consiglio”.

Per la maggioranza l’on. Stefano Tunis (Sardegna 20/venti) ha detto che non è possibile mettere in discussione l’interpretazione del presidente  e l’onorevole Agus se ne faccia una ragione”. Altre critiche sono giunte dal centrosinistra. L’on. Daniele Cocco (Progressisti) ha detto che “tutto questo non fa bene al Consiglio perché noi abbiamo votato un presidente garante di tutti. Chiedo che questi ordini del giorno non siano ammessi, perché sarà un precedente pericoloso”.

Anche l’on. Massimo Zedda (Progressisti) ha criticato l’ammissione dei due ordini del giorno: “Qualcuno dovrebbe spiegarci in via logica come si collegano gli sbarchi dei migranti con la caserma di Abbasanta. Qualcuno può motivare questa connessione? Anche le sentenze vanno motivate, figurarsi decisioni così”.

Anche l’on. Piero Comandini (Pd) ha contestato “la forzatura di questi ordini del giorno” e così l’on. Gianfranco Ganau, che si è detto “preoccupato dalle interpretazioni del Regolamento che  vengono fornite nelle ultime settimane. E’ evidente che questi emendamenti non c’entrino nulla con la mozione”.

Anche gli onorevoli Laura Caddeo ed Antonio Piu (Progressisti) hanno insistito nella richiesta: “Voglio sapere come possano essere accettati ordini del giorno così, sono davvero curioso”, ha detto l’on. Antonio Piu rivolto al presidente Michele Pais.

Per i Progressisti l’on. Eugenio Lai ha spiegato ironicamente che “il fenomeno delle migrazioni è interessante, soprattutto le migrazioni all’interno della maggioranza da un gruppo all’altro. Non capiamo però che collegamenti ci siano con il tema di cui discutiamo”.

Il vice capogruppo del’on. Roberto Deriu (Pd) ha invitato la maggioranza a riflettere: “Questo è un momento per sospendere e consentire alla maggioranza di fare chiarezza al suo interno, a fronte di una evidente forzatura interpretativa. Siamo spettatori interdetti e allibiti, non è il caso che ci sfidiate visto che non vi stiamo sfidando”.

Accogliendo l’invito dell’on. Deriu, il capogruppo della Lega, on. Dario Giagoni ha chiesto poi una sospensione dei lavori che il presidente Pais ha disposto.

Alla ripresa dei lavori, il consigliere dei Progressisti Gian Franco Satta ha ribadito la posizione espressa dal suo gruppo, cioè che l’ordine del giorno della Lega è inammissibile e l’iniziativa di quel partito è legata solo all’esigenza di segnare un punto politico coerente con una certa strategia nazionale. C’è uno strappo interno alla maggioranza fra Lega e Psd’Az, ha osservato, che fa male al Consiglio ed alla sua produttività nell’interesse della Sardegna.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto chiarimenti sull’esito della precedente sospensione.

Il presidente si è riservato di fare comunicazioni in un secondo momento.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, ricordando l’ampia condivisione della mozione di Fdi, ha invitato al presidente a dichiarare l’inammissibilità dell’ordine del giorno anticipando comunque la sua posizione contraria.

Il consigliere Alessandro Solinas del M5s ha comunicato che per il suo gruppo l’ordine del giorno della Lega è inammissibile, invitando la presidenza a passare alla votazione della mozione di Fdi sul Caip di Abbasanta.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, primo firmatario dell’ordine del giorno, ha difeso il documento sostenendo l’importanza dell’argomento per la Sardegna e per il territorio del Sulcis, proprio mentre il presidente della Regione sta incontrando i componenti della commissione bicamerale sull’immigrazione. La sinistra, ha proseguito, sta strumentalizzando tutto perché a livello nazionale vuole modificare la recente normativa in materia di sicurezza che invece va ancora rafforzata.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha ribadito che il suo gruppo non ha mai presentato mozioni contro gli assessori. Occorre un maggiore rispetto dell’Aula, ha aggiunto, fermo restando che non sempre la si può pensare allo stesso modo e vanno stigmatizzate le forzature del regolamento. Ieri, ha lamentato, è stato interrotto l’intervento del collega Giovanni Antonio Satta sulla continuità territoriale, per cui occorre capire se l’ordine del giorno è ammissibile.

Il consigliere Pietro Moro (Misto) ha lamentato che la mattinata sia trascorsa a discutere del nulla perché se l’ordine del giorno non è ammissibile è inutile continuare a parlarne; a prescindere dai contenuti della mozione sui quali noi siamo d’accordo, ha concluso, la questione va chiarita.

Il presidente Pais ha sostenuto che le sue scelte sono state sempre ponderate ed adottate senza distinzioni sulla base delle appartenenze; l’ordine del giorno, ha aggiunto, suscita oggettivamente divisioni fra le forze politiche ed i gruppi ma non si può impedire ad un consigliere di formulare proposte in quadro normativo nel quale l’interpretazione del regolamento è prerogativa del presidente e, nel merito, le problematiche riguardanti le forze di polizia e quelle dell’ordine ordine pubblico hanno attinenza con il fenomeno degli sbarchi. Pertanto, ha concluso, confermo l’ammissibilità dell’ordine del giorno.

In sede di replica a conclusione del dibattito sulla mozione, il primo firmatario della mozione Francesco Mura (Fdi) si è detto stupito di quanto accaduto a seguito della proposta del suo gruppo, precisando che i consiglieri hanno diritto di proposta ed ogni iniziativa può essere contestata nel quadro del potere del presidente di interpretare il regolamento. Io preferisco stare sui contenuti, ha concluso, ringrazio per il consenso manifestato dai gruppi e per questo rivolgo a tutti un appello per il voto unanime sulla mozione con oggetto il Caip di Abbasanta.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha criticato sia l’andamento di un dibattito che si è attardato su questioni di metodo che l’interpretazione, a suo avviso scorretta, del presidente del Consiglio, ad uso e consumo del suo partito politico. Abbiamo sempre riconosciuto le esigenze della maggioranza anche se non ha presentato leggi, ha ricordato, ma ora sono stanco di perdere tempo; in capigruppo si era deciso che il presidente della Regione dovesse essere qui a parlare di entrate (argomento di cui abbiamo appreso dai giornali), mentre sempre informalmente veniamo a sapere che è a colloquio col i componenti della commissione bicamerale sull’immigrazione.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, sull’ordine dei lavori, ha ricordato che l’accordo dei capigruppo era di incontrare prima in sede in conferenza il presidente della regione nel pomeriggio prima di riferire in Aula, confermando che nel pomeriggio il presidente sarà in Consiglio.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco, dopo aver detto che la presenza del governatore gli giunge nuova, ha annunciato il voto favorevole alla mozione precisando che, se è stato stravolto l’ordine dei lavori non è colpa nostra. Cocco ha poi suggerito al capogruppo della Lega di ritirare l’ordine del giorno per evitare un vulnus al regolamento.

Il consigliere Alessandro Solinas del M5S, favorevole alla mozione, si è associato all’invito formulato dal collega Daniele Cocco contestando l’interpretazione del presidente che, fra l’altro, a suo avviso crea un precedente molto pericoloso.

Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda, citando l’art.54 della Costituzione che obbliga i dipendenti pubblici ad operare con disciplina e onore ha sostenuto che il vincolo del regolamento riguarda tutti e le sue violazioni sono soggette alle previsioni della legge anche con il coinvolgimento del prefetto e del ministero dell’Interno, come accade nei confronti di eletti ai vari livelli. Se questa è la strada che si vuole intraprendere, ha aggiunto, apriremo un grande dibattito consapevoli di muoverci in un campo minato.

Sempre per i Progressisti il consigliere Maria Laura Orrù ha lamentato la piega inaccettabile dei lavori che rischia di portare ad una delegittimazione dell’Aula, con forti riflessi negativi verso l’esterno, verso quanti chiedono alle istituzioni un grande recupero di credibilità. Le forzature del regolamento, ha continuato, creano precedenti che potrebbero avere ripercussioni negative in futuro ed anche la mozione se collegata all’ordine del giorno che contestiamo diventa un problema.

Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, favorevole alla mozione, ne ha sostenuto l’importanza in ambito regionale ma nello stesso tempo ha criticato con forza la decisione di dichiarare ammissibile l’ordine del giorno, ricordando che forse in passato è accaduto ma solo in presenza di una totale condivisione dell’Aula.

Il consigliere di Forza Italia Emanuele Cera si è detto favorevole alla mozione sulla quale ha auspicato un voto unitario del Consiglio, in considerazione dell’impatto positivo della struttura sia per la Sardegna che per il territorio dell’Oristanese.

Il consigliere di Leu Eugenio Lai, favorevole, ha però osservato che solo chi vuole alimentare un clima di paura vuole collegare i problemi della polizia con il fenomeno dei migranti, perché i veri temi che stanno a cuore alle forze dell’ordine sono risorse per le dotazioni, retribuzioni, contratti e turn over.

Il consigliere della Lega Michele Ennas, favorevole, riprendendo alcuni temi del dibattito ha polemizzato con il collega Massimo Zedda (con il quale ha dialogato vivacemente) che aveva richiamato la maggiore importanza di alcune vertenze industriali rispetto al problema dell’immigrazione.

Ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Il consigliere del Psd’Az, Giovanni Antonio Satta, ha espresso rammarico “per ciò che sta accadendo in Aula” ed ha chiesto una sospensione dei lavori “per verificare se all’interno della maggioranza ci sia unità di intenti”. Il presidente Pais ha confermato la sospensione “ma soltanto a conclusione della votazione della mozione n.70”.

Il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, ha dichiarato voto favorevole alla mozione ma, riferendosi all’ordine del giorno sui migranti presentato dalla Lega, ha invitato ad una riflessione,  parlando “di opportunità dei temi da discutere anche alla luce delle previste comunicazioni del presidente della Giunta sulla vertenza entrate”. Il consigliere dei Progressisti, Gian Franco Satta, ha dichiarato voto di astensione sulla mozione n.70 “perché si è consentita l’ammissibilità di un ordine del giorno che non è attinente con gli argomenti in discussione”. Il consigliere dell’Udc, Pietro Moro, ha invitato il gruppo della Lega al ritiro dell’ordine del giorno («non siamo nelle condizioni di poterlo votare»).

Posta dunque in votazione la mozione n. 70 (Mura e più) che impegna la Giunta – “a porre in essere ogni utile iniziativa al fine di prevedere l’inserimento, nel piano nazionale, del corso per allievi agenti della Polizia di Stato da svolgersi nel Centro addestramento e istruzione professionale (CAIP) di Abbasanta” – è stata approvata con 48 a favore e 8 astensioni.

Il presidente Pais ha quindi dichiarato sospesi i lavori dell’Aula, per alcuni minuti. Alla ripresa dei lavori il capigruppo della Lega, Dario Giagoni, ha annunciato il ritiro dell’ordine del giorno sul fenomeno degli sbarchi dei migranti nel Sulcis ed il presidente del Consiglio ha posto in votazione l’ordine del giorno n. 2 per l’intitolazione ad Emanuela Loi del commissariato di Siniscola. Il capogruppo dei Riformatori, Michele Cossa, ha dichiarato la sottoscrizione del documento e l’ordine del giorno è stato approvato all’unanimità con 42 sì su 42 consiglieri votanti.

Il presidente del Consiglio ha dichiarato conclusi i lavori ed ha convocato l’Assemblea alle 17.00.

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Il Consiglio regionale ha approvato l’ordine del giorno sulle azioni a supporto della filiera lattiero-casearia e la mozione «sull’urgenza di verificare l’origine dei gravi disservizi relativi alla fornitura e consegna dei presidi e ausili necessari al trattamento dei pazienti in ADI».

La seduta è stata aperta dal presidente Michele Pais, il quale, dopo le formalità di rito, ha dato la parola al capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, sul primo punto all’ordine del giorno (Mula e più) “sulle azioni a supporto della filiera lattiero-casearia”. Sull’ordine dei lavori sono intervenuti Eugenio Lai (Leu) e Daniele Cocco (capogruppo Leu) per ricordare che la scorsa seduta si era interrotta per la mancanza del numero legale durante la votazione e ha chiesto di ripetere la votazione senza interventi. I consiglieri hanno chiesto anche l’interpretazione degli Uffici.

Il presidente Pais ha chiarito che è previsto l’intervento per dichiarazione di voto ogni volta che viene messo in votazione un documento.

E’ intervenuto il capogruppo del Psd’Az, Franco Mula, il quale ha sottolineato l’importanza dell’argomento e ha ricordato con rammarico che l’Aula ha perso l’occasione di arrivare a un ordine del giorno condiviso. Franco Mula ha preannunciato il voto favorevole di tutto il Partito sardo d’azione all’ordine del giorno, ritenendo però “antipatico” l’atteggiamento della minoranza che vuole abbandonare l’aula, viste anche le rassicurazioni arrivate dal ministro.

Il consigliere della Lega, Pierluigi Saiu, ha evidenziato che il testo non era quello discusso nella scorsa seduta, che conteneva l’incremento di risorse per i Pif.

Il presidente Michele Pais ha rassicurato il presidente della Prima commissione, dichiarando che il testo in esame contiene le risorse per i Pif e che sarebbe stata distribuita la copia aggiornata.

Il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha chiesto una sospensione di cinque minuti. Il presidente ha sospeso la seduta.

Alla ripresa dei lavori è intervenuto il consigliere dei Progressisiti, Gian Franco Satta, il quale ha sottolineato che si tratta “del modello di sempre: gli strumenti regionali e nazionali sono lo strumento per riportare situazioni di crisi, in particolare il prezzo del latte, entro termini giudicati accettabili dalle controparti”. Non emerge alcuna idea o proposta che possa indicare al settore interventi mirati a sostegno del comparto, ha sostenuto Gian Franco Satta, ma nell’ordine del giorno l’occhio è puntato verso le pratiche sleali. Il consigliere ha anche evidenziato che è del tutto assente l’approccio al mercato, in particolare alla differenziazione, diversificazione, ricerca e sviluppo. Gian Franco Satta ha annunciato il voto contrario

Piero Comandini (Pd) ha espresso la solidarietà all’assessora dell’Agricoltura, visto che quello in discussione  è un «ordine del giorno di censura da parte della sua maggioranza, che l’ha abbandonata» nella gestione del prezzo del latte. Per questo, anche in disaccordo con i colleghi, ha dichiarato il voto a favore.

Eugenio Lai (Leu) ha ricordato che l’Aula si era lasciata qualche mese fa con l’approvazione di una mozione che prevedeva una riforma agraria con grandi interventi a sostegno dell’agricoltura e della pastorizia. Il Consiglio invece esamina un ordine del giorno che riconosce i ritardi in capo alla Giunta e impegna la Giunta e l’assessora a risolvere la vertenza del latte. Lai ha sottolineato le continue critiche che arrivano all’assessora dal mondo agropastorale. Per il consigliere c’è assenza di prospettive e ci si affida alla neo ministra che cerca di porre rimedio alle promesse non mantenute dal precedente governo. Lai, annunciando il voto contrario, ha chiesto quali azioni si stiano attivando per portare il prezzo del latte a un euro.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha ricordato che tutte le mattine ci sono delle persone che prima che sorga il sole si alzano per svolgere il loro compiti e sono i pastori, che sono «elemento imprescindibile della nostra storia e tradizione». «Vorrei che quando le istituzioni li incontrano abbiano rispetto», ha detto, affermando che tutti hanno visto il video in cui «l’assessore ha rifiutato a uno di loro una stretta di mano» al termine di un tavolo tecnico. «Credo che nessun consigliere o assessore si sarebbe sognato di compiere un atto così incivile».

Il presidente Pais ha messo in votazione l’ordine del giorno, che è stato approvato.

Sull’ordine dei lavori è intervenuto Giovanni Satta (Psd’Az), che ha sollecitato l’Aula a discutere con la massima celerità le mozioni, di cui una presentata dal gruppo del Psd’Az, sulla continuità  marittima per capire le iniziative  che sta portando avanti il governo. Giovanni Satta ha chiesto al presidente Michele Pais la convocazione straordinaria del Consiglio regionale per analizzare il tema e nel frattempo di dare delega al presidente della Regione e all’assessore dei Trasporti affinché individuino le soluzioni per risolvere il grave problema della continuità marittima.

Massimo Zedda (Progressisti) ha sottolineato che il problema riguarda anche la continuità aerea e l’isolamento della Sardegna.

Anche Francesco Agus (capogruppo dei Progressisti) ha chiesto che si discuta urgentemente del tema in Consiglio regionale e ha annunciato la presentazione di una mozione.

Il presidente Michele Pais ha annunciato che al termine della seduta convocherà una conferenza dei capigruppo.

Il capogruppo della Lega, Dario Giagoni, ha chiesto cinque minuti di sospensione per parlare con la maggioranza. La seduta è stata sospesa

Alla ripresa dei lavori è intervenuto Diego Loi (Progressisti) chiedendo delucidazioni sulla nomina del commissario dell’Isre e sulla relativa delibera.

Il presidente Michele Pais ha affermato che effettuerà le dovute verifiche e ha aperto la discussione sul secondo punto all’ordine del giorno: le mozioni n. 91 (Desirè Manca e più) «sulla somministrazione delle terapie della sclerosi multipla in Sardegna» e n. 35 (Mele e più) «sull’urgenza di verificare l’origine dei gravi disservizi relativi alla fornitura e consegna dei presidi e ausili necessari al trattamento dei pazienti in ADI, con particolare riferimento ai pazienti affetti da sclerosi multipla».

Per l’illustrazione della mozione n. 91 è intervenuta il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Desirè Manca, ricordando che ci sono argomenti che non devono avere colore politico, come il tema della salute, del diritto alle cure e del diritto al lavoro.

Desirè Manca ha affermato che è in discussione un argomento importante, ossia quello della sclerosi multipla, che in Sardegna ha un’incidenza elevatissima: nell’Isola ogni 100.000 abitanti 337 sono colpiti dalla malattia a fronte di 193 ogni 100.000 abitanti nel resto del Paese. Si tratta, ha continuato, di una malattia complessa e imprevista e questa mozione ha l’obiettivo di garantire le migliori cure ai pazienti.

«La Sardegna è l’area geografica più colpita al mondo dalla patologia della Sclerosi multipla, causa più comune di disabilità neurologica, seconda soltanto ai traumi stradali; in Sardegna ogni 100.000 abitanti 337 sono colpiti dalla malattia a fronte di 193 ogni 100.000 abitanti nel resto del Paese. La malattia colpisce maggiormente la popolazione di sesso femminile con un’incidenza più che doppia rispetto a quella maschile. La malattia – ha affermato Desirè Manca – presenta notevoli complessità gestionali, non soltanto per l’elevato impegno assistenziale multiprofessionale richiesto da parte del Servizio Sanitario Regionale, ma anche per l’impatto sulla dimensione dei bisogni sociali correlato alla giovane età dei pazienti e all’elevato coinvolgimento delle famiglie nella progettazione e attuazione delle risposte assistenziali”. La consigliera ha poi proseguito: “Considerato che
terapie adeguate, grazie alla ricerca in continua evoluzione, rallentano il progressivo avanzamento della malattia consentendo alle persone che ne sono colpite di poter vivere in maniera dignitosa, malgrado gravi limitazioni; i diversi trattamenti terapeutici in uso sono rapportati all’avanzamento e alle varie forme della malattia, nonché alle particolari condizioni personali di ogni paziente; l’efficacia delle cure dipende anche dalla rigorosa cadenza temporale delle periodiche somministrazioni dei farmaci, mentre il percorso diagnostico/terapeutico e il costante monitoraggio sono fondamentali per bloccare e/o rallentare l’avanzamento della patologia”. Ma anche che “il momento della ricerca, della sperimentazione, delle analisi delle cause e della individuazione della terapia più appropriata costituiscono tappe fondamentali nel percorso per ottenere risultati incoraggianti; la deliberazione della Giunta regionale n. 7/48 del 12 febbraio 2019 riferita al percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) per la Sclerosi multipla in Sardegna recita che «il quadro normativo definito dalle recenti leggi regionali di riforma del Servizio sanitario, improntate sempre più ad assicurare modelli organizzativi di elezione, omogenei su tutto il territorio regionale, richiede la definizione e l’adozione di percorsi di presa in carico globale del paziente per le patologie di particolare rilievo epidemiologico». Desirè Manca ha continuato evidenziando che «nelle sole strutture sanitarie della città di Cagliari è possibile beneficiare di tutte le principali tipologie di cura della patologia, nonché praticare i protocolli sperimentali, mentre nei nosocomi degli altri territori dell’Isola vengono somministrate soltanto alcune delle terapie oggi disponibili; e che l’ampia estensione territoriale, le carenze croniche del sistema di trasporti pubblici della Sardegna e l’inadeguatezza della viabilità rendono quanto mai gravose e costose le vitali periodiche trasferte nel capoluogo degli ammalati residenti nel centro e nel nord dell’Isola, ma bisognosi di protocolli terapeutici praticati nella sola città di Cagliari». Per questi motivi, ha continuato Manca, la mozione impegna la Giunta regionale e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale «ad adottare i necessari provvedimenti perché tutti i protocolli e percorsi terapeutici della sclerosi multipla siano resi praticabili, con uniformità di trattamento, anche nel centro e nel nord Sardegna, potenziando a tal fine le strutture già esistenti e dando così concreta attuazione al diritto all’assistenza sanitaria sancito dall’articolo 32 della Costituzione».

Il consigliere Annalisa Mele, della Lega, prima firmataria della mozione n.35 sullo stesso argomento, ha ricordato che in materia di sclerosi multipla ed altre patologie neuro degenerative sono state fatte diverse segnalazioni sulle carenze del servizio sanitario regionale, dovute in parte alle restrizioni della spesa sanitaria. Per questo, ha sostenuto, occorre una profonda riorganizzazione del settore per garantire non solo il livello minimo delle prestazioni a livello nazionale che politiche più incisive a livello regionale che sono state accantonate nella precedente legislatura. E’necessaria valutare la sostenibilità delle azioni che dovranno essere programmate, ha concluso, ma senza indebolire l’intervento complessivo della Regione rivolto ai pazienti ma anche alle famiglie coinvolte.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha messo in evidenza la necessità di una proposta di revisione del sistema attuale per creare una vera e propria rete di contrasto e di cura della sclerosi multipla. Esistono gravi carenze di organico che vanno colmate, ha lamentato il consigliere, sia per rilanciare le attività di ricerca e sperimentazione che per garantire una maggiore estensione territoriale dell’assistenza, dato che il centro di Cagliari presso l’ospedale Binaghi lavora con una utenza più che doppia rispetto all’area di riferimento e senza collegamenti con le altre strutture del territorio regionale. La creazione di questa rete, ha concluso Agus, deve diventare una priorità del Consiglio regionale, anche con il contributo di nuovi giovani specialisti.

Ha assunto la presidenza il vice presidente Giovanni Antonio Satta.

Sempre per i Progressisti, il consigliere Gianfranco Satta ha ricordato una sua interrogazione sull’argomento presentata nello scorso mese di settembre. Le due mozioni, ha osservato, presentano molti punti in comune e rilanciano la necessità di accelerare il lavoro di un tavolo tecnico sulla patologia che, secondo informazioni dell’assessorato, sarebbe rallentato da problemi di organico. Un ostacolo da rimuovere al più presto, secondo Satta, che si è dichiarato sostanzialmente favorevole al contenuto delle due mozioni.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, in premessa, ha fatto una distinzione perché una cosa e l’Adi (Assistenza domiciliare integrata), una cosa la sclerosi multipla anche se le due cose sono indubbiamente complementari e collegate. In passato, ha ricordato, c’erano due centri di eccellenza a Cagliari e Sassari ed anche una struttura a Nuoro ma, nel tempo, hanno perduto la loro efficienza, a Cagliari per la divisione in più stabilimenti, col risultato che ora molti pazienti vanno direttamente a Milano o pagano addirittura l’albergo per soggiornare a Cagliari. Bisogna creare, ha auspicato, una organizzazione che ora non c’è e per questo rivolgo un appello all’assessore sia per valutare quanto fatto in precedenza che per impostare un programma forte per il futuro, con attenzione alla dimensione territoriale, nell’ambito della razionalizzazione della rete ospedaliera.

Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula ha affermato che, come già evidenziato dal collega Oppi, le due mozioni affrontano tematiche diverse che dovranno essere valutate in maniera differente. Dopo aver annunciato la preparazione di un ordine del giorno unitario, Mula ha ribadito la forte e preoccupante incidenza della patologia nell’Isola, superiore alla media nazionale, della quale non va trascurato il significativo impatto sociale. Va perciò assicurata, ha concluso, una assistenza di qualità in tutto il territorio regionale superando la fase di emergenza che ora vede una anomala concentrazione dei pazienti su Cagliari che crea ai pazienti ulteriori disagi.

Il presidente della commissione Sanità Domenico Gallus (Udc) ha preso in parte le distanze dalla mozione dei 5Stelle, osservando che il centro di Sassari è perfettamente funzionante ed applica tutti i tipi di terapia compresi i protocolli sperimentali. A differenza di Cagliari, ha precisato, ha solo meno personale e non dispone di una risonanza magnetica dedicata, strumento importante perché variazioni anche minime sono utilissime per la diagnosi e la somministrazione corretta dei farmaci. Quanto a Nuoro Domenico Gallus ha riferito di non essere riuscito a stabilire un contatto nemmeno dopo essersi qualificato.

Ha riassunto la presidenza dell’Assemblea il presidente Michele Pais.

Il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha espresso apprezzamento per la mozione della collega Manca e, rispondendo a DonenGallus, ha ribadito che a suo giudizio non c’è risposta uguale in tutti i territori della Sardegna anche per le liste d’attesa ma non solo; è proprio questo che chiediamo all’assessore, basterebbe poco cominciando a dedicare due turni di risonanza ai pazienti affetti da sclerosi per alleviare la loro condizione.

A nome della Giunta l’assessore della Sanità Mario Nieddu ha detto che sulla sclerosi multipla la Sardegna non è all’anno zero come hanno recentemente riconoscono i referenti dei vari centri della Sardegna dove si praticano le migliori terapie: Sassari, Ozieri, Nuoro, Oristano e Cagliari. La rete di fatto c’è, ha spiegato, anche se è ancora in embrione, perché c’è carenza di specialisti dopo l’ondata di pensionamenti. Mario Nieddu ha poi annunciato che il tavolo tecnico riprenderà a lavorare a breve scadenza anche se occorrono figure professionali di riferimento e, quanto alle sperimentazioni, le fanno tutti i centri ma su indirizzi del il comitato etico. Un discorso a parte, ad avviso dell’assessore, va fatto per i protocolli e riabilitazione specifica della quale avrebbero necessità i pazienti ed anche questo servizio sarà attivato non appena ci sarà una maggiore disponibilità di fisioterapisti, mentre il problema delle risonanze troverà risposta col piano di abbattimenti liste d’attesa. Complessivamente, ha aggiunto Mario Nieddu, il nostro sistema fa fatica a fare piani terapeutici a 360 gradi con percorsi integrati fra strutture sanitarie e territoriali attraverso i Plus, a contiamo di dare anche questa risposta con i prossimi concorsi.

In sede di replica, il capogruppo del M5S Desirè Manca, rispondendo a Gallus, ha ribadito che non tutti i protocolli e percorsi terapeutici vengono applicati in tutto il territorio regionale, come segnalato da gruppi di pazienti costretti a recarsi a Cagliari per le cure.

Il consigliere Annalisa Mele, della Lega, ha condiviso in parte la mozione della collega Manca ma ne ha preso le distanze sul punto dei percorsi assistenziali integrati finalizzati alla presa in carico globale del paziente ed inseriti in un sistema sanitario integrato sul territorio con i servizi sociali (in parte gestito dai Plus) che nella precedente legislatura non è stato istituito.

Il consigliere Domenico Gallus (Udc), sull’ordine dei lavori, si è detto disponibile a votare un ordine del giorno unitario a condizione che vengano eliminate alcune parti della mozione n. 91, con riferimento al centro sulla sclerosi multipla di Sassari.

Il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus ha chiesto una breve sospensione della seduta che il presidente ha accordato.

Ala ripresa dei lavori, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, il capogruppo del M5S Desirè Manca ha detto di aver ricevuto un ordine del giorno, preparato dalla maggioranza, che nella prima parte è identico alla mozione del suo gruppo. Per cui, dicendo di non amare certi giochetti politici, ha proposto di votare la mozione con la seconda parte dell’ordine del giorno.

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu, constatando che la collega Manca vuole i diritti d’autore sulla mozione, ha chiesto la votazione dell’ordine del giorno per parti.

Il consigliere Stefano Tunis (Misto) ha sostenuto che, a questo punto, è opportuno che ciascuno voti i documenti nei quali si riconosce.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi ha affermato che non è vero che i testi sono uguali mentre i malati, ha detto, non prestano attenzione a certi dettagli.

Il consigliere Pietro Moro (Misto) ha affermato che le differenze fra i testi ci sono e comunque bisogna dare priorità ai problemi degli ammalati.

Il consigliere Nico Mundula (Fdi) ha ricordato che l’ordine del giorno è stato fatto per correggere alcuni errori contenuti nella mozione.

Il presidente ha comunicato che prima si voterà la mozione  e poi l’ordine del giorno.

Il consigliere Domenico Gallus (Udc), ribadendo quanto affermato in discussione generale, ha dichiarato il suo voto contrario alla mozione.

Il consigliere del Psd’Az. Franco Mula si è detto dispiaciuto per il mancato accordo unitario.

Il consigliere Daniele Cocco di Leu, favorevole, ha precisato che la collega Manca si è detta disposta a rettificare alcune parti della mozione, auspicando comunque un voto unanime.

Il consigliere Giuseppe Piu dei Progressisti, sottolineando il lungo dibattito sull’argomento, ha chiesto chiarimenti sull’emendamento orale proposto dalla collega Manca. (Af)

Il presidente ha riassunto le proposte all’attenzione dell’Aula ed il consigliere Piu si è detto favorevole alla votazione per parti della mozione presentata da Desiré Manca mentre il capogruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha espresso dubbi sulla votazione per parti ed ha sottolineato come l’Aula risulti «spaccata su questioni di forma e non di sostanza». La capogruppo dei 5 Stelle, Desiré Manca, ha sintetizzato la sua proposta (sostituire  il dispositivo della mozione n. 91 con quello contenuto nell’ordine del giorno Mula e più) ed in ogni caso ha dichiarato voto favorevole alla mozione. A favore dell’ordine del giorno anche il capogruppo Pd, Gianfranco Ganau, che ha annunciato il ritiro della firma alla mozione n. 91.

Il presidente Pais ha quindi posto in votazione la mozione n. 91 (Desiré Manca e più) che non è stata approvata con 30 voti contrai, 7 a favore e uno di astensione.

Di seguito, dichiarata aperta la votazione sull’ordine del giorno n. 1 (Mula e più), in sede di dichiarazione di voto è intervenuto il consigliere Roberto Deriu (Pd) che ha preannunciato voto favorevole e invitato il gruppo dei 5 Stelle alla sottoscrizione del documento. A favore anche il presidente della commissione Sanità, Domenico Gallus (Udc) che ha ringraziato i 5 Stelle per aver posto all’attenzione dell’Aula il tema della sclerosi multipla; il consigliere dei Progressisti, Antonio Piu, così come il capogruppo Leu, Daniele Cocco. Favorevole anche Franco Mula (capogruppo Psd’Az) e Stefano Tunis (Misto). Posto in votazione l’ordine del giorno è stato approvato con 54 favorevoli e un astenuto.

Al termine, l’Aula con 54 favorevoli e un’astensione ha approvato anche la mozione n. 35 (Mele e più) sui disservizi nella consegna dei presidi e ausili ai pazienti in Adi.

Il presidente Michele Pais ha quindi tolto la seduta e preannunciato la convocazione della capigruppo per oggi (mercoledì 6 novembre) alle 10.00 mentre alle 10.30 è convocata la riunione del Consiglio.