25 June, 2024
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La sala conferenze Casa Fenu di Villamassargia, ospita questa mattina, con inizio alle ore 10.30, un interessante incontro-dibattito sulla Sanità e, in particolare, sulla prospettiva, di cui si parla da anni, della realizzazione di un ospedale unico per il Sulcis Iglesiente. L’iniziativa è dell’Amministrazione comunale di Villamassargia, guidata dal sindaco Debora Porrà, in collaborazione con la “Scuola Civica di Politica” del comune di Villamassargia.

Sono previsti gli interventi di Debora Porrà, sindaco di Villamassargia; Fabio Usai, consigliere regionale del Partito Sardo d’Azione; Ferdinando Angelantoni, direttore della ASSL di Carbonia; Francesca Ticca, segretaria generale della UIL Sardegna; Graziano Lebiu, presidente dell’OPI Carbonia-Iglesias; Antonio Onnis, commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, già commissario della ASL 7 di Carbonia; Manolo Mureddu, giornalista.

 

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Taglio del nastro oggi a Villamar (SU) per Clinica Arborea, il primo centro di riabilitazione cardiologica residenziale in Sardegna. Alla conferenza stampa di presentazione della struttura – realizzata da Orpea Italia, la divisione italiana di Orpea, Gruppo francese leader europeo nel settore dell’accoglienza a lungo termine (Residenze per Anziani, Cliniche di Riabilitazione) – sono intervenute le principali autorità locali, tra le quali il sindaco di Villamar, Fernando Cuccu; il presidente della Fondazione “Centro Servizi alla Persona”, Pier Sandro Scano; il direttore dell’Area Socio Sanitaria di Sanluri, Antonio Onnis; e, infine, l’arcivescovo di Cagliari, mons. Arrigo Miglio.

Collocata in posizione strategica, a breve distanza da Cagliari e Oristano, Clinica Arborea si occuperà di Riabilitazione globale a ciclo continuativo ad alta intensità cardiologica e neuro funzionale. Un centro d’avanguardia, per un investimento di circa 13 milioni di euro, che ospiterà 20 posti letto per la riabilitazione cardiologica e 15 per quella neuro funzionale.

Ad esprimere soddisfazione per l’apertura di Clinica Arborea sono stati, con voce unanime, tutti i rappresentanti delle istituzioni intervenuti che hanno sottolineato quanto la struttura sia il risultato di una comunità di intenti e di una strettissima collaborazione tra Comune di Villamar, Fondazione “Centro Servizi alla Persona” ed Orpea Italia: «Questa struttura, – ha dichiarato Fernando Cuccu, sindaco di Villamar – è un centro di eccellenza per andare incontro a esigenze molto sentite nel nostro territorio e diventerà un punto di riferimento molto importante. E’ anche un segnale di speranza e di ripresa per il rilancio delle imprese e dell’economia».

Con l’odierna apertura di Clinica Arborea, è stato messo un tassello importante nella costruzione di una rete socio-sanitaria completa per i cittadini sardi che va a integrare i servizi offerti dal territorio. Ma è solo il primo passo, in quanto Orpea Italia ha in previsione un piano di investimenti anche al nord con l’incremento dei posti letto in RSA e un progetto di ampio respiro per l’Alzheimer nella zona centrale della Sardegna.

«Non siamo venuti in Sardegna come conquistadores – ha dichiarato Thibault Sartini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Orpea Italia – né abbiamo un modello da importare. Per noi ogni struttura ha la sua anima, il suo progetto e per Clinica Arborea abbiamo cercato di rispettare l’identità del territorio, anche nella scelta del personale che non abbiamo portato da fuori ma selezionato sul posto. So cosa vuol dire crescere, perché nella mia carriera sono partito come addetto alle pulizie prima, OSS dopo, fino a diventare direttore e poi a ricoprire il ruolo di oggi. Auguro pertanto buona vita alla struttura, al progetto e a tutti quelli che ci hanno creduto.»

Oggi il Gruppo Orpea vanta 86.757 posti letto autorizzati e dislocati in 854 strutture nel mondo, principalmente in Francia, ma anche in Spagna, Belgio, Svizzera, Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Italia e Portogallo. Dal 2016 Orpea si è sviluppata anche Oltreoceano con la Residenza Xianlin International Care Center di Nanjing in Cina e in Brasile con oltre 2.000 posti letto.

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Il percorso di Ats verso l’innovazione digitale in Sanità è approdato alla Assl di Carbonia. E’ in corso, infatti, un ciclo di incontri che farà tappa in tutte le Assl per informare e sensibilizzare i medici di medicina generale (mmg) e i pediatri di libera scelta (pls) dei territori delle diverse aziende socio sanitarie all’attivazione delle tessere sanitarie e dei fascicoli sanitari elettronici da parte dei loro assistiti.

Venerdì 26 ottobre us Antonio Onnis, direttore di Ats Assl Sanluri, Maddalena Giua, direttrice della Ats Assl Carbonia, Lea Venturino, Sardegna IT e Gianmaria Mancosu, Regione autonoma della Sardegna, hanno illustrato il progetto ai numerosissimi medici presenti al Centro culturale di Iglesias.

Un itinerario a tappe di cui la Assl di Sanluri è Assl pilota, che ora viene esteso in ambito Ats, per ribadire l’importanza dell’attivazione del fascicolo sanitario elettronico (fse) tra i cittadini e della tessera sanitaria-carta dei servizi come strumenti di integrazione tra ospedale e territorio e di comunicazione tra i professionisti sanitari ed i cittadini.

Il progetto, che nasce dalla collaborazione interistituzionale tra assessorato regionale alla Sanità, Sardegna IT ed Ats Sardegna, prevede due step. Il primo step mira a informare e coinvolgere mmg e pls; il secondo step prevede la formazione degli operatori delle singole aree socio sanitarie locali sull’attivazione di tessere sanitarie e dei fascicoli sanitari elettronici.

Erano presenti i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta ed i medici di continuità assistenziale, che hanno seguito con interesse quanto esposto dai relatori: gran parte di loro hanno attivato la propria tessera sanitaria e rilasciato il consenso per l’accesso al proprio fascicolo Sanitario elettronico. Nei prossimi giorni un gruppo di operatori verrà formato in sede, a cura dei colleghi dell’Assl di Sanluri, così da poter rendere attive le tessere sanitarie per consentire ai cittadini l’accesso al proprio fascicolo sanitario e ai servizi online (cup-web, scelta e revoca del medico, ecc.).

 

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E’ stata inaugurata questa mattina la nuova sede territoriale dell’Agenzia Forestas, nei locali dell’ex ospedale F.lli Crobu di Iglesias, in località Canonica. Hanno partecipato alla cerimonia, svoltasi nella sala riunioni, subito dopo il taglio del nastro, gli assessori regionali della Difesa dell’Ambiente Donatella Spano e dell’Urbanistica e degli Enti locali Cristiano Erriu, l’amministratore unico dell’Agenzia Forestas Giuseppe Pulina e il direttore territoriale Ugo Tanchis; il deputato Emanuele Cani; il consigliere regionale Gianluigi Rubiu; i sindaci dei comuni di Iglesias Emilio Gariazzo, Domusnovas Massimo Ventura, Gonnesa Hansel Christian Cabiddu, Villamassargia Debora Porrà, Santadi Elio Sundas, Fluminimaggiore Ferdinando Pellegrini, Siliqua Francesca Atzori, Nuxis Pier Andrea Deias, Musei Antonello Cocco, Villaperuccio Antonello Pirosu, Tratalias Marco Antonio Piras, Buggerru Laura Cappelli; il direttore della ASSL di Carbonia Maddalena Giua; l’ex direttore generale della Asl 7 Antonio Onnis; il vescovo della diocesi di Iglesias mons. Giovanni Paolo Zedda.

Al termine, il coro di Iglesias ha cantato tre brani.

Dalle 10.00 alle 16.00 il pubblico ha potuto visitare gli spazi della struttura e del parco oltre le esposizioni tematiche curate dall’Agenzia Forestas.

La nuova sede sarà il centro operativo per i complessi forestali di Pantaleo e Marganai, servendo tutto il Sulcis Iglesiente, che include i comuni di Iglesias, Carbonia, Sant’Antioco, Domusnovas, Carloforte, San Giovanni Suergiu, Portoscuso, Gonnesa, Villamassargia, Santadi, Narcao, Fluminimaggiore, Calasetta, Sant’Anna Arresi, Giba, Nuxis, Musei, Perdaxius, Masainas, Villaperuccio, Tratalias, Buggerru, Piscinas e Siliqua.

Alleghiamo un ampio album fotografico e gli interventi dell’amministratore unico Giuseppe Pulina, del sindaco di Iglesias Emilio Gariazzo e dell’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, Donatella Spano.

                                     

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Il 22 dicembre 2016, a quasi due anni di distanza dal convegno regionale svoltosi alla Grande Miniera di Serbariu, sulla progettazione dell’Ospedale del III millennio, la Sala Gaetano Fiorentino del Presidio Ospedaliero Sirai ha ospitato una giornata di studio dal titolo: “L’organizzazione per intensità di cura e complessità assistenziali: quale modello?”, organizzata dalla Direzione dell’Ospedale Sirai in collaborazione con la Direzione delle professioni sanitarie. Alla giornata di studio, moderata dal direttore del Dipartimento Chirurgico Antonio Tuveri e dal presidente del Collegio IPASVI Graziano Lebiu, sono intervenuti il commissario straordinario Antonio Onnis, il Direttore del P.O. Sirai Sergio Pili, il Direttore del SPS Antonello Cuccuru, il Direttore del DEA Viviana Lantini e il consigliere nazionale della Federazione IPASVI Pierpaolo Pateri.

I lavori sono stati introdotti dal presidente del Collegio IPASVI Graziano Lebiu e dal direttore del Dipartimento di Chirurgia Antonio Tuveri, che hanno delineato il possibile scenario del nuovo modello organizzativo dell’Ospedale Sirai, osservando che tale sperimentazione richiederà ai professionisti sanitari di lavorare in team multidisciplinari e multi professionali. Un ospedale che non sarà più strutturato in unità operative, in base alla patologia e alla disciplina medica per la sua cura, ma organizzato in aree che aggregano i pazienti in base alla maggiore o minore gravità del caso e al conseguente livello di complessità assistenziale. I due moderatori hanno successivamente, puntualizzato che il nuovo modello assistenziale, mentre consentirà al medico di concentrarsi meglio sulle proprie competenze distintive e di esercitarle in diverse piattaforme logistiche, intende utilizzare e valorizzare appieno le competenze professionali degli infermieri. Nel primo intervento, il commissario straordinario, Antonio Onnis, ha illustrato la novità più rilevante dell’edizione 2016 del Piano Nazionale Esisti (PNE) – un’area tematica dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), un Ente pubblico che si occupa di attività di supporto tecnico-operativo alle politiche di governo dei sistemi sanitari di Stato e Regioni, all’organizzazione dei servizi e all’erogazione delle prestazioni sanitarie – che riguarda il nuovo strumento di valutazione sintetica, cosiddetta “Treemap”. Sul Treemap – ha precisato Onnis – si baserà il monitoraggio delle strutture per Piani di rientro ospedali. Questo nuovo strumento di valutazione consentirà alle Regioni di individuare e monitorare le strutture da sottoporre a piani di efficientamento e riqualificazione, come previsto dal DM del 21 giugno 2016 sui “Piani di efficientamento e riqualificazione” attuativo della legge di stabilità 2016. Il manager, ha specificato ancora, che le strutture saranno chiamate a presentare alla propria Regione di appartenenza il piano di riqualificazione qualora presentino una o più aree cliniche rientranti nella classe molto bassa di valutazione (colore rosso) corrispondenti al 15% dell’attività totale, oppure qualora rientrino in una o più aree nella classe bassa di valutazione (colore arancione) corrispondenti al 33% dell’attività complessiva. Nel presentare uno scenario ospedaliero a tinte fosche, con diverse aree cliniche di colore rosso che riguardano principalmente le patologie respiratorie, la chirurgia generale, la chirurgia oncologica, la gravidanza e parto e le patologie osteomuscolari, il commissario ha sottolineato come l’organizzazione per intensità di cure possa rappresentare una possibile opportunità da non perdere, per superare le criticità del sistema e per consolidare i miglioramenti del servizio già conseguiti. Il direttore del Sirai, Sergio Pili, in un intrigante viaggio storico sulla storia dell’ospedale, ha presentato quell’universo sanitario in cui, ieri come oggi, i “fatti” medici e i “fatti” sociali si intersecano con quelli architettonici e tecnologici, con quelli legislativi ed organizzativi determinando un poliedrico insieme, caratteristico di ogni tempo e di quel tempo specchio fedele. Un pezzo di storia per nulla statico ma in un costante fermento vitalizzato dagli interessi dei protagonisti: i curanti, i pazienti, gli amministratori, e in tempi più recenti, tutto quel mondo economico e produttivo che intorno all’ospedale ha costruito il suo legittimo business; ciascuno intento ad immaginare e realizzare un ospedale “migliore”, almeno dal suo punto di vista. L’ospedale per intensità di cura è il modello organizzativo che si colloca in continuità nel lungo processo di cambiamento della storia dell’ospedale, volto a caratterizzare sempre di più l’ospedale come luogo di cura delle acuzie. Secondo il Direttore del Sirai, la graduazione dell’intensità delle cure permetterà di rispondere in modo diverso e appropriato con tecnologie, competenze, quantità e qualità del personale assegnato ai diversi gradi di instabilità clinica e complessità assistenziale.

Un altro aspetto di grande rilevanza sarà poi costituito dall’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse tecnologiche e strutturali (gli ambienti di degenza, le sale operatorie, gli ambulatori, i servizi di diagnosi, in una parola tutte le strutture assistenziali potranno essere utilizzate da più professionisti, senza divisioni e senza dispersioni) e delle risorse umane (i diversi professionisti saranno chiamati a un confronto quotidiano e questo renderà più difficile l’affermarsi di stili di lavoro particolaristici). Permetterà inoltre di diminuire i posti letto non utilizzati (superando il non pieno utilizzo dei posti letto dei diversi Reparti) e di impiegare meglio le risorse infermieristiche (da mettere a disposizione non più in base al numero di posti letto di un reparto, ma in base alla intensità dei bisogni assistenziali dei pazienti di quella piattaforma logistica di ricovero). Nel terzo intervento, il presidente del Collegio IPASVI di Cagliari e coordinatore regionale dei Collegi IPASVI della Sardegna e consigliere nazionale della Federazione IPASVI, Pierpaolo Pateri, ha esposto il modello delle competenze avanzate per l’infermiere proposto dalla Federazione Nazionale IPASVI. Nel modello indicato sono posizionati su due assi – clinico e gestionale – i livelli di competenza che l’infermiere acquisisce attraverso specifici percorsi formativi. Il primo livello corrisponde all’infermiere generalista, “cuore” del sistema, in possesso di laurea triennale, che rappresenta, in ogni caso, la matrice “cuore” della competenza da cui originano i successivi livelli di approfondimento o di espansione. C’è poi l’infermiere con perfezionamento clinico o gestionale, che ha seguito un corso di perfezionamento universitario che lo ha messo in grado di sviluppare le sue competenze avanzate applicate a un’area tecnico operativa molto specifica. Il terzo livello è quello dell’infermiere esperto clinico o coordinatore con master, formato con un master universitario di primo livello, in grado di approfondire le sue competenze in un settore particolare dell’assistenza infermieristica ed esperto di parti di processo assistenziale, di peculiari pratiche assistenziali settoriali o con capacità di governo dei processi organizzativi e di risorse in unità organizzative. Infine, al quarto e più avanzato livello c’è l’infermiere specialista con laurea magistrale, formato con laurea magistrale in Scienze Infermieristiche con orientamento clinico o gestionale/formativo. Chiudendo lo spaccato degli interventi sulla complessità assistenziale, il Direttore delle professioni sanitarie, Antonello Cuccuru, ha immaginato la possibile integrazione tra professionisti e il superamento dell’approccio funzionale, che si può concretizzare attraverso il passaggio da un’organizzazione gerarchico-strutturale a un’organizzazione a matrice per intensità di cura e assistenza. In questa nuova organizzazione, ha precisato Cuccuru, la persona è ricoverata e assistita secondo il livello della sua patologia o pluripatologia: alla continuità ci pensa l’infermiere e i medici vanno al suo letto in base alla specialità per assisterlo nei singoli bisogni e dettare tutto ciò che riguarda diagnosi, clinica e terapia. La nuova organizzazione dell’ospedale per intensità di cura e assistenza richiederà un ripensamento della presa in carico della persona, perché sia il più possibile personalizzata, univoca, condivisa attraverso tutti i livelli di cura. In una organizzazione per intensità di cura e assistenza viene meno la suddivisione dei posti letto per specialità tipica degli ospedali tradizionali, in modo da superare la frammentazione e favorire l’integrazione tra i professionisti che si prendono cura delle persone assistite. Il dirigente delle professioni sanitarie ha, infine, presentato alcuni strumenti, di facile applicazione, che possono aiutare l’infermiere a classificare i bisogni e la complessità assistenziale del paziente. L’ultimo intervento del Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza (DEU), Viviana Lantini, ha spiegato come questo nuovo modello determina la necessità di introdurre modelli di lavoro multidisciplinari per percorsi e obiettivi, con definizione di linee guida e protocolli condivisi, e presuppone la creazione di un team multidisciplinare capace di operare secondo tale impostazione concettuale. In base a tale approccio, medici e infermieri saranno chiamati a una funzione di primissimo piano nello sviluppo di tutte le attività comprese nel percorso diagnostico-terapeutico assistenziale del paziente. Il Dirigente medico si è poi soffermata sul ruolo del Dipartimento di E/U, dove risulta fondamentale stabilizzare e stratificare clinicamente il paziente, avviandolo al livello di degenza più appropriata, e sulla presentazione di alcuni casi clinici. In tale ottica, metodologie e strumenti riferiti alla definizione di percorsi clinico-assistenziali rappresentano una valida opportunità a disposizione dei diversi professionisti in termini di autonomia organizzativa e professionale. In conformità a questi elementi chiave, un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) deve essere inteso come un metodo di management del percorso di cura e/o assistenza, elaborato a livello locale, per un gruppo di pazienti ben definito e con specifiche condizioni cliniche, durante un altrettanto ben definito periodo di tempo, costruito sulla base di elementi di cura e/o assistenza basati su evidenze scientifiche riconosciute, best practice ed aspettative del paziente. Il dibattito conclusivo ha registrato la partecipazione di diversi interventi di dirigenti medici, compresa l’inaspettata presenza del Direttore dell’AOU di Cagliari Nazareno Pacifico, e di alcuni infermieri e coordinatori che hanno sottolineato come un’organizzazione dell’ospedale per intensità di cura richieda l’introduzione di nuovi ruoli professionali, nuovi strumenti e un ripensamento della presa in carico del paziente, perché sia il più possibile personalizzata, univoca, condivi-sa a tutti i livelli di cura.

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È nata ufficialmente ieri, secondo la legge regionale che l’ha istituita, l’Azienda per la tutela della salute che ha incorporato e fuso le otto aziende sanitarie locali. Insieme all’Azienda ospedaliera Brotzu, alle Aziende ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari e all’Areus (Azienda regionale per l’emergenza-urgenza), l’Ats completa il nuovo quadro del sistema sanitario sardo.
«L’Ats rappresenta una sfida epocale» ha detto l’assessore della Sanità, Luigi Arru, a Sassari questa mattina per la presentazione ufficiale insieme ai vertici della nuova azienda unica e agli otto direttori delle aree socio sanitarie locali:
Di seguito l’organigramma completo della ATS Sardegna:
Direttore Generale: Fulvio Moirano
Direttore Sanitario: Francesco Enrichens
Direttore Amministrativo: Stefano Lorusso
ASSL di Sassari: Giuseppe Pintor
ASSL di Olbia: Pierpaolo Pani
ASSL di Nuoro: Andrea Marras
ASSL di Lanusei: Pino Frau
ASSL di Oristano: Mariano Meloni
ASSL di Sanluri: Antonio Onnis
ASSL di Carbonia: Maria Maddalena Giua
ASSL di Cagliari: Paolo Tecleme.
«Stiamo ridisegnando il sistema tenendo come riferimento l’interesse delle persone – ha detto Luigi Arru – e senza annunci. L’Azienda unica rappresenta principalmente uniformità dell’assistenza, qualità dei servizi ovunque e a parità di costi». L’assessore Arru ha ringraziato i commissari che per due anni hanno lavorato «in una situazione difficile, riuscendo a portare a casa risultati importanti. I direttori delle Assl non sono direttori generali – ha precisato – e sono stati scelti dal direttore generale Fulvio Moirano con una selezione pubblica e trasparente».
«Non sarà un percorso breve, ma i risultati arriveranno» garantisce Luigi Arru. Anche Fulvio Moirano ha sottolineato come occorrano almeno sei mesi per vedere i primi passi: «Occorre l’atto aziendale, quasi una sorta di statuto dell’Ats. Certamente sarà importante investire sulla formazione e sulle risorse umane, creando aree di coordinamento, confrontandoci attivamente con le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei territori».

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Con le nuove nomine decise tre giorni fa dal manager unico della sanità sarda, Fulvio Moirano, dei direttori generali delle otto aree socio-sanitarie (Assl) istituite con la riforma proposta dalla Giunta, si è concluso il mandato della Direzione generale della ormai ex ASL 7 di Carbonia, e il dott. Antonio Onnis, la dott.ssa Fannì Pittau e il dott. Silvio Maggetti hanno espresso ai dirigenti, ai dipendenti, agli operatori, ai collaboratori dell’azienda, al Collegio sindacale, ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di libera scelta, agli specialisti ambulatoriali, ai Medici di continuità assistenziale, alle Organizzazioni Sindacali, alle Associazioni, ai Sindaci, e a tutti gli interlocutori dell’Azienda un ringraziamento «per l’impegno e la dedizione con cui, in questi anni, hanno contribuito al raggiungimento degli importanti obiettivi aziendali».

I tre dirigenti, ai quali dal 2 gennaio 2017 subentrerà Maria Maddalena Giua, 61 anni, laureata in Giurisprudenza, Dirigente Amministrativo a tempo indeterminato, Responsabile della struttura complessa “Area Amministrativa Territoriale” alla Asl 8 di Cagliari. hanno scritto una prima lettera di saluto a dipendenti, collaboratori, organizzazioni ed associazioni, ed una seconda lettera ai sindaci dell’ex provincia di Carbonia Iglesias, che pubblichiamo integralmente.

A tutti i dipendenti e collaboratori della ASL 7

Agli MMG e PLS

Agli specialisti ambulatoriali

Ai medici di continuità assistenziale

Al collegio sindacale

Alle Organizzazioni Sindacali

Alle Associazioni

Carbonia, 30 dicembre 2016

Carissimi, si conclude il mio mandato da Commissario Straordinario alla ASL di Carbonia,e non senza commozione, desidero esprimere ai dirigenti, ai dipendenti, agli operatori, ai collaboratori dell’azienda, ai Medici di Medicina Generale, ai Pediatri di Libera scelta, agli Specialisti ambulatoriali, ai Medici di continuità assistenziale e al Collegio sindacale un grazie di cuore per l’impegno e la dedizione con cui, in questi anni, hanno contribuito al raggiungimento degli importanti obiettivi aziendali. Un ringraziamento, pieno di stima e grande affetto, che condivido con la Dott.ssa Fannì Pittau, Direttore amministrativo, e il Dott. Silvio Maggetti, Direttore Sanitario, che con me hanno collaborato in questo percorso di direzione dimostrando capacità professionali ed umane straordinarie. Insieme a loro, a tutti i dipendenti e collaboratori, si è cercato di perseguire obiettivi nell’interesse prioritario degli utenti, attraverso la costruzione di un’Azienda più moderna ed efficiente, talvolta anche con l’assunzione di scelte difficili e sofferte spesso in contesti complicati. Straordinario e decisivo in questo percorso il contributo delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni, che salutiamo e ringraziamo, con cui è stato sempre aperto e vivo il confronto e con le quali – se talvolta si sono accesi i toni delle discussioni e dei dibattiti – mai è mancato il rispetto reciproco e la consapevolezza di agire per il bene della comunità del Sulcis Iglesiente. Credo che il percorso sia avviato, per la riqualificazione dei servizi sanitari del territorio, per la riorganizzazione della rete ospedaliera, per l’ammodernamento tecnologico e strutturale; il mio auspicio per per tutti voi, per gli utenti dei nostri servizi e per tutti i cittadini della Provincia è che si possa proseguire in questo cammino e che il Sulcis Iglesiente possa avere il ruolo che merita nel contesto della nascente ATS regionale: servizi eccellenti, specialità mediche e chirurgiche all’avanguardia capaci di attrarre pazienti da tutta la Sardegna; le professionalità non mancano di certo, ma è chiaro che è necessario il giusto supporto organizzativo e gestionale.

Buon lavoro a tutti e buon 2017

f.to Dott. Antonio Onnis Dott.ssa Fannì Pittau Dott. Silvio Maggetti

 

Ai Signori Sindaci Provincia di Carbonia Iglesias

Carbonia, 30 dicembre 2016

Egregi Sindaci, al termine del mandato di questa direzione aziendale cogliamo l’occasione per mandare un saluto e un ringraziamento ai Sindaci della Provincia di Carbonia Iglesias che in questi anni attraverso la conferenza sociosanitaria hanno dato un fondamentale e prezioso contributo per la gestione della sanità in questo territorio. Siamo convinti che l’ascolto dei territori sia elemento imprescindibile per accompagnare ogni azione riformatrice (a maggior ragione quando le riforme riguardano aspetti sanitari), e che i Comuni – sempre in prima linea nel rapporto con i cittadini – siano i più attenti e capaci nel captare e comprendere i bisogni e le difficoltà delle comunità. Siamo inoltre convinti che salute e sviluppo territoriale debbano procedere nella stessa direzione, che non esista l’una senza l’altro, e che solo insieme possano creare importanti e significative sinergie capaci di assicurare una buona qualità di vita agli abitanti di questo territorio. In quest’ottica abbiamo improntato la nostra gestione, che non ha mai evitato il confronto con le istituzioni cittadine, talvolta anche con discussioni accese, in contesti non sempre favorevoli con risorse contingentate e con la necessità di garantire servizi sanitari di qualità. Sento dunque il dovere di ringraziarvi per il sostegno che ci avete dato nelle decisioni importanti, e per la sensibilità e l’attenzione con cui ci avete aiutato a risolvere tanti e importanti problemi. Siamo certi che, anche grazie al percorso avviato da questa Direzione per la riqualificazione dei servizi sanitari, per la riorganizzazione della rete ospedaliera, per l’ammodernamento tecnologico e strutturale, questo territorio e i suoi Amministratori abbiano le potenzialità, le capacità e le professionalità per affrontare le problematiche sanitarie e rendere il Sulcis Iglesiente più forte e attrattivo nel contesto regionale e non nascondiamo un certo rammarico per non poter più partecipare a rendere concreta questa visione. Nella certezza che vi siano altre opportunità, in futuro, per lavorare di nuovo insieme, e per sviluppare e realizzare progetti ed idee per la crescita del Sulcis Iglesiente, cogliamo l’occasione per augurarvi Buon lavoro e Buon 2017

F.to Il Commissario Straordinario, Dott. Antonio Onnis

Il Direttore Amministrativo Dott. Fannì Pittau

Il Direttore Sanitario Dott. Silvio Maggetti

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Il manager unico della sanità sarda, Fulvio Moirano, ha nominato ieri, in collaborazione con il responsabile della direzione sanitaria Francesco Enrichens e quello della direzione amministrativa Stefano Lorusso, i direttori generali delle otto aree socio-sanitarie (Assl) istituite con la riforma proposta dalla Giunta ed approvata dal Consiglio regionale, al posto delle otto Asl.

I nuovi direttori generali che entreranno in carica lunedì 2 gennaio 2017, sono i seguenti:

Cagliari: Paolo Tecleme

Sassari: Giuseppe Pintor

Olbia: Pierpaolo Pani

Nuoro: Andrea Marras

Lanusei: Pino Frau

Oristano: Mariano Meloni

Sanluri: Antonio Onnis

Carbonia: Maria Maddalena Giua.

Il commissario straordinario della Asl 7, Antonio Onnis, dunque, viene spostato nell’area socio-sanitaria del Medio Campidano, mentre nel Sulcis Iglesiente arriva Maria Maddalena Giua, 61 anni, laureata in Giurisprudenza, Dirigente Amministrativo a tempo indeterminato, Responsabile della struttura complessa “Area Amministrativa Territoriale” alla Asl 8 di Cagliari.

 

 

 

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Nonostante l’annuncio fatto due giorni fa dalla direzione aziendale della Asl 7 dell’avvenuta richiesta avanzata alla Regione di una deroga per l’assunzione del personale mancante per ripristinare l’H24, non si placano le polemiche sul servizio di emodinamica dell’ospedale Sirai di Carbonia.

Oggi ad intervenire sull’argomento è Ignazio Locci, consigliere regionale di opposizione, del gruppo Forza Italia Sardegna.

«Di questo passo i cittadini del Sulcis-Iglesiente smetteranno di rivolgersi alla Sanità (quel poco che resta) del territorio – scrive in una nota Ignazio Locci -. La drastica riduzione del servizio di Emonidamica del Sirai di Carbonia, passato da H24 quotidiano a una copertura che va dalle 8.00 alle 16.00 dal lunedì al venerdì, è soltanto l’ultimo tassello piazzato dal commissario della Asl 7 Antonio Onnis in un più ampio mosaico che prevede lo smantellamento della Sanità del Sulcis e, infine, il suo decesso per inedia. Del resto, i cittadini hanno ormai perso fiducia in una Sanità che quotidianamente perde pezzi a causa di chi, alla guida della Asl soltanto per tagliare in modo spregiudicato, non mostra alcun interesse verso la legittima domanda di salute.»

«Tuttavia, non staremo qui ad accettare passivamente queste azioni scellerate, come non abbiamo nessuna intenzione di credere alle menzogne raccontate dal Commissario per giustificare il taglio al servizio di Emodinamica – aggiunge Ignazio Locci -. Non è assolutamente vero, infatti, che non è disponibile organico per mantenere in piedi il servizio H24: esistono graduatorie di emodinamicisti dalle quali la dirigenza Asl può attingere senza chiedere il permesso a nessuno. E ad ogni buon conto, se il Commissario non se la sente di chiamare al lavoro nuovo personale, può sempre fare ricorso a quello dell’Ospedale Brotzu, facendoselo prestare, visto che rientriamo nella stessa rete di emergenza. Diversamente chiuda il reparto e si appunti un’altra stelletta nel petto. Ma la smetta di farsi beffa di un intero territorio.»

«Il servizio di Emodinamica è determinante per tutto il Sud Sardegna e deve essere garantito 24 ore su 24, senza eccezioni. Lasciarlo in funzione soltanto in determinate fasce di orario è una beffa bella e buona. È evidente che l’atteggiamento disinvolto della dirigenza Asl non si fa intimidire dalle sacrosante proteste dei sindaci sulcitani: forse è il caso di alzare il livello della protesta e di far capire a questi insensibili burocrati che siamo stufi della loro arroganza. Esigiamo rispetto – conclude Ignazio Locci – e, soprattutto, una Sanità efficiente.»

Ospedale Sirai Carbonia 2 copia

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Gianfranco Trullu.

Gianfranco Trullu.

Si moltiplicano le prese di posizione contro il ridimensionamento del servizio di emodinamica al Sirai di Carbonia. Il presidente dell’Unione dei Comuni del Sulcis, Gianfranco Trullu, a nome di tutti i sindaci del territorio, «disapprova e contesta la scelta effettuata dal commissario straordinario della Asl 7 Antonio Onnis in merito alla riduzione dell’attività del servizio cardiologico di emodinamica dell’Ospedale Sirai. Un servizio importantissimo che in questi ultimi dieci anni ha consentito di salvare numerose vite umane e reparto di eccellenza del Presidio Ospedaliero Sirai».

Il presidente dell’Unione dei comuni del Sulcis ribadisce con forza la posizione dei sindaci, con la quale si chiede «una seria riorganizzazione della rete ospedaliera del Sulcis Iglesiente mediante scelte oculate, concordate e condivise dal Territorio, con l’accorpamento dei numerosi doppioni al fine di salvaguardare le eccellenze della nostra sanità e di ridurre le mobilità passive».

«Ci poniamo una domanda: forse è più semplice chiedere ad un infartuato di arrivare a Cagliari che togliere qualche poltrona? Chiediamo che il commissario dia seguito a quanto approvato dai sindaci in merito alla riorganizzazione del servizio ospedaliero del Sulcis Iglesiente – conclude Gianfranco Trullu -, in modo che sia confacente alle esigenze dei cittadini del territorio, con la riapertura immediata del servizio di emodinamica dell’Ospedale Sirai 24 ore su 24.»