20 October, 2021
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«Santa Lucia porta un nome speciale. Su di lei non ci sono tante notizie e forse nel sociale aveva altri nomi rispetto a quello con il quale la conosciamo. Ma questo nome dice quello che è stata la sua vita: piena di luce e la sua azione è stata improntata a mantenere viva la luce battesimale».

Così ieri l’arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba, si è rivolto ai tanti fedeli, pazienti e operatori sanitari, che si sono ritrovati nella piccola cappella al piano terra del Palazzo Clemente, per celebrare la festività della patrona della vista. Una festa che si svolge ogni anno con grande partecipazione e con la grande collaborazione del personale dell’unità operativa Clinica Oculistica diretta dal professor Francesco Boscia. L’arcivescovo ha sottolineato la necessità di mantenere viva la luce della fede che deve illuminare il cammino da vivere insieme.

«Vogliamo ritrovare la gioia di stare assieme – ha detto in apertura della celebrazione il cappellano del Santissima Annunziata, don Piero Bussu – e dobbiamo accogliere il sacrificio come testimonianza di vita, che deve suscitare in noi il desiderio di essere un’unica famiglia, uno spirito che vorremmo si instaurasse in ogni ambito ospedaliero.»L’arcivescovo quindi, dopo la concelebrazione con i cappellani del presidio ospedaliero, don Piero Bussu, padre Eugenio Pesenti e don Paolo Mulas, con il rettore del seminario di Sassari, don Andrea Piras, i sacerdoti don Antonio Tanca e don Angelo Demontis e due seminaristi, ha fatto visita ai pazienti del reparto di clinica Oculistica, accompagnato dai medici del reparto, dal direttore generale Nicolò Orrù e dal direttore amministrativo Chiara Seazzu.

L’animazione del coro, durante la celebrazione liturgica, è stata curata dal dottor Jacopo Marzano.

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Una pioggia di finanziamenti mai visti a memoria d’uomo sta per raggiungere la piccola comunità del Meilogu: oltre tre milioni e duecentomila euro per sette interventi che nei prossimi mesi interesseranno la riqualificazione urbana, l’ampliamento del museo e dell’offerta turistico ricettiva, la viabilità e i percorsi naturalistici, le aree verdi, la promozione di nuove attività economiche e forme di sviluppo sostenibile in un’efficace azione di contrasto allo spopolamento.

E il sindaco Roberto Marras esulta per il coronamento di un sogno che si avvera, dopo un’azione amministrativa puntigliosa iniziata anni fa con il coinvolgimento della popolazione nel pieno spirito di una progettazione partecipata. L’annuncio del finanziamento è arrivato curiosamente il giorno di San Martino, una casualità interpretata come segno di buon auspicio da una comunità devotissima al santo patrono.

«Siamo riusciti a portare a buon fine i nostri propositi e ora ci aspettiamo un vero restyling del paese, per una piena valorizzazione delle sue eccellenze che possa far decollare lo sviluppo dell’intera comunità. Finalmente abbiamo uno strumento per combattere lo spopolamento – ha affermato il primo cittadino -. Questo finanziamento, che considero un fiore all’occhiello della nostra azione amministrativa, è frutto di un lavoro svolto in sinergia con popolazione, e si è concretizzato grazie all’ottimo lavoro svolto dall’area tecnica comunale.»

Bessude si sviluppa quindi, anzi, “si apprezza”, come è stato battezzato il progetto finanziato all’assessorato regionale agli Enti locali attraverso il Programma per il Riordino urbano (PIRU), che vede nel ruolo di responsabile l’ingegnere Massimiliano Carboni, coadiuvato dal geometra Pietro Sotgiu e dall’architetto Paola Chessa.

Tra i primi obiettivi c’è l’ampliamento del museo medievale Mu.Me in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della formazione dell’Università di Sassari, in virtù del proficuo rapporto già instaurato con il direttore Marco Milanese. Il complesso museale sarà dislocato tra diversi edifici di pregio destinati a biblioteca, laboratori didattici, sede consultazione, e infine a una vera e propria casa-museo ricca di testimonianze etnografiche del paese. Sarà accolta oltremodo la richiesta della Curia arcivescovile per l’apertura di una sezione dell’Archivio storico diocesano della Forania di Sorres.

L’iniziativa porterà quindi alla creazione di nuove posizioni di lavoro. Nello specifico, alla promozione di startup e cooperative locali, e all’assunzione di un archivista, di un docente in didattica museale e di un collaboratore in archeologia per l’individuazione e la perimetrazione dei villaggi medievali abbandonati del territorio, nell’ottica di ampliare il lavoro di ricerca già predisposto dallo studioso Gianluigi Marras. Sono in progetto anche studi approfonditi sui documenti presenti in ciascuna parrocchia del Meilogu. Un’operazione di sviluppo culturale inestimabile per l’intera Unione dei Comuni.

Le attività di gestione del Mu.Me, diretto operativamente da Gavino Cabras, garantiranno inoltre la presenza di gruppi di studenti a fini didattici e di ricerca, con conseguente ampliamento delle strutture ricettive ai fini dell’accoglienza per circa venti nuovi posti letto. Si spera a tal proposito di ripetere al più presto il progetto che quest’anno ha coinvolto gli studenti dell’University of British Columbia di Vancouver, in Canada, a cura della docente di antropologia Sabrina Magliocco.

Sarà realizzata una pista ciclopedonale ad anello con caratteristiche di eco-sostenibilità che metterà in comunicazione il rione storico con l’area urbana più recente e i percorsi naturalistici, che saranno maggiormente valorizzati per favorire la scoperta di territorio e archeologia.

Attraverso gli interventi di riordino urbano si completerà il ripristino delle pavimentazioni storiche originarie, con la riscoperta de “s’impedradu” di piazze e sagrati. Altri punti importanti sono l’abbattimento delle barriere architettoniche urbane e la rifunzionalizzazione delle strutture dell’ex scuola e dell’ex comune e delle aree di loro pertinenza per creazione di nuovi servizi alla popolazione.

Sono stati programmati sistemi di illuminazione a basso impatto ambientale e persino le pensiline di servizio alla pista ciclopedonale avranno pannelli fotovoltaici e utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Non è stata trascurata dal progetto la valorizzazione del paesaggio, attuata attraverso la piantumazione di specie autoctone per la costituzione di aree verdi, tra le quali uno spazio ulteriore amplierà l’area di pertinenza della chiesa di San Leonardo. Dulcis in fundo, a partire dal parco Antonio Tanca sarà installata una funivia diretta fin sulla cima del Pelao, che permetterà ai visitatori di godere appieno dei meravigliosi panorami del territorio.

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Prenderanno il via domani, 16 dicembre, anche nelle strutture ospedaliere dell’Aou di Sassari gli appuntamenti con le novene del Natale. I cappellani del Santissima Annunziata, don Bastianino Pirino, e delle Cliniche di viale San Pietro, don Antonio Tanca e don Eugenio Pesenti, hanno fissato il calendario delle funzioni religiose sino all’Epifania.

Nella cappella al settimo piano dell’ospedale civile le novene saranno alle ore 18.00 e, a seguire, la messa. La messa della Vigilia sarà alle ore 20.00, la mattinata di Natale alle ore 9,30. Quindi il 26 dicembre, alle 9,30, sarà officiata la funzione per Santo Stefano martire.

Sempre nella cappella del Santissima Annunziata, il 30 dicembre dopo la messa delle ore 18.00 si svolgerà la rappresentazione del Presepe vivente a cura dell’associazione “La Sorgente”. Il 31 dicembre sono due le messe in programma: la prima alle 9,30 e la seconda alle 18,30 con il Te Deum.

Il primo gennaio 2018, alle 9,30 sarà celebrata la messa per “Maria Santissima Madre di Dio”. Il giorno dell’Epifania la messa è fissata per le 18,30. Il 7 gennaio, infine, ricorrenza del battesimo del Signore, la messa sarà alle 9,30.

Nel complesso ospedaliero delle Cliniche, nella cappella San Pietro di Palazzo Clemente, al piano terra, le messe del 24 dicembre, di Natale, dell’ultimo dell’anno quindi del 1° gennaio, dell’Epifania e del 7 gennaio sono programmate per le ore 9,30.

Nella cappella al quinto piano del Materno Infantile, gli orari delle messe sono stati fissati alle ore 20,15 nei giorni 23 e 24 dicembre quindi 30 e 31 dicembre e poi ancora 5 e 7 gennaio.

Il 20 dicembre, nella Clinica di Ginecologia e Ostetricia, al quarto piano del Materno Infantile, alle ore 19.00 è in programma il concerto dei “Cantori della Risurrezione”, il coro di Porto Torres diretto dal maestro Fabio Fresi.

Il 28 dicembre, infine, nella ricorrenza dei Santi Innocenti, a partire dalle ore 19.00, al Nido, in Pediatria e in Neonatologia, l’esibizione del coro “Logudoro” di Usini diretto dal maestro Dario Pinna.

 

 

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«Una grande attenzione ai servizi delle strutture, dai servizi di Chirurgia alla Medicina e all’assistenza umana, materiale e spirituale, per fare in modo che la persona trovi qualcuno che porga la mano e lo aiuti a camminare lungo un percorso per superare le stanchezze. La Chiesa, le Istituzioni e la società sono chiamate a dialogare per un nuovo umanesimo dell’incontro.»

Così ieri sera l’arcivescovo di Sassari, Gianfranco Saba, si è rivolto ai tanti fedeli che hanno assiepato la piccola cappella del Palazzo Clemente. L’occasione l’ha offerta la festa dedicata a Santa Lucia, la patrona della Clinica oculistica, che quest’anno è stata festeggiata nella struttura sassarese per il trentottesimo anno. Per l’arcivescovo si è trattato della prima visita alle strutture ospedaliere cittadine.

L’arcivescovo nella sua omelia ha ricordato la figura della santa siracusana, morta martire nella sua città per aver manifestato la sua fede, all’epoca delle persecuzioni cristiane sotto l’imperatore Diocleziano. «Lei, patrona dei luoghi di cura – ha aggiunto l’arcivescovo – è un modello perché l’uomo impari ad apprendere e amare in profondità. E Santa Lucia, protettrice della vista, aiuti a sviluppare gli occhi della mente così da aiutare l’uomo a orientarsi».

Alla celebrazione eucaristica hanno partecipato i due cappellani delle cliniche, don Antonio Tanca e don Eugenio Pesenti, il cappellano dell’ospedale Santissima Annunziata don Bastianino Pirino ed il rettore del seminario di Sassari don Diego Pinna con alcuni seminaristi. Ad animare la messa, invece, il coro dei volontari e delle volontarie del Vos.

A conclusione della funzione religiosa, il direttore generale Antonio D’Urso, con il direttore amministrativo Lorenzo Pescini e il direttore della Clinica Oculistica Francesco Boscia, ha accompagnato l’arcivescovo per una visita in alcuni reparti della seconda stecca bianca.

Monsignor Saba si è soffermato a dialogare con i pazienti nelle stanze di degenza sia in Oculistica che nei due reparti attigui, Chirurgia pediatrica e Chirurgia maxillofacciale.

Il direttore generale, che ha illustrato all’alto prelato l’organizzazione dell’azienda ospedaliero universitaria sassarese, e il direttore della Clinica oculistica quindi lo hanno ringraziato per la sua presenza e l’attenzione «che è un riconoscimento della nostra attività».

«Sono convinto che una buona sinergia tra le istituzioni sia un beneficio per tutti e, se posso essere d’aiuto, la mia porta è sempre aperta», ha concluso monsignor Gianfranco Saba.