18 August, 2022
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Quattro secoli di storia raccontati attraverso gli atti dei parlamenti sardi. Una mole imponente di documenti recuperata dagli archivi ed oggi disponibile anche sul web. Si avvia a conclusione il progetto editoriale avviato nel 1983 dal Consiglio regionale per la realizzazione di un’edizione critica degli atti di 23 parlamenti (dal 1355 al 1699) all’epoca dei viceré spagnoli e dei documenti degli Stamenti (dal 1793 al 1799).

Dopo diverse iniziative nell’Isola, gli Acta Curiarum Regni Sardiniae sono stati presentati a Roma nella sala degli “Atti parlamentari” della Biblioteca del Senato della Repubblica “Giovanni Spadolini” presenti il presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, il presidente del Comitato scientifico Michele Cossa, i professori universitari Antonello Mattone e Maria Rosa Cardia, la direttrice dell’Archivio di Stato di Cagliari Carla Ferrante ed i responsabili delle biblioteche di Camera e Senato Anna Galluzzi e Antonio Casu.

«L’obiettivo della collana, è quello di offrire una più compiuta e diffusa conoscenza delle tradizioni storico-giuridiche della Sardegna, mettendo a disposizione di tutti, non solo studiosi e accademici, uno strumento di ricerca sulla storia della nostra Isola, convinti che approfondire le nostre radici storiche serva a riaffermare la consapevolezza e l’identità di un popolo che in essa si riconosce – ha detto il presidente Gianfranco Ganau – nel lunghissimo periodo documentato dagli Acta Curiarum il popolo sardo è stato capace, pur mostrando contraddizioni e divisioni nel rapporto tra le diverse componenti e classi sociali, di reagire ai soprusi. Lo testimoniano gli eventi del 1794 culminati il 28 aprile con la cacciata del viceré piemontese e della sua corte, oggi assurti a giornata nazionale del popolo sardo, ricordata in Sa Die de Sa Sardigna, festa nazionale dei Sardi, istituita con specifica legge dal Consiglio regionale il 14 settembre del 1993.»

L’importanza storica e scientifica dell’opera è stata sottolineata nelle loro relazioni dai professori Antonello Mattone e Maria Rosa Cardia. Il primo ha ricostruito i tentativi del passato di sistematizzare gli atti dei parlamenti medievali e preunitari, mentre Maria Rosa Cardia, tra i promotori del progetto “Acta Curiarum” nel 1983, ha ricordato tutti i passaggi che hanno portato alla decisione di realizzare un’opera che coniuga rigore scientifico e portata divulgativa. Carla Ferrante, infine, ha parlato del metodo utilizzato per il reperimento delle fonti e illustrato la tipologia di documenti presenti nell’opera.

«La presentazione degli Acta nella Biblioteca del Senato rappresenta una continuità ideale perché i parlamenti medievali e preunitari sono i predecessori del parlamento nazionale e dello Stato italiano – ha detto la responsabile della Biblioteca del Senato Anna Galluzzi – per nostra tradizione storica siamo stati sempre molto attenti sia alla legislazione medievale degli statuti comunali e delle corporazioni sia alla legislazione degli Stati preunitari. Non poteva esserci posto migliore per presentare questa interessantissima collana.»

Il progetto Acta Curiarum prevede la stampa di 24 volumi. 16 sono stati già pubblicati e sono oggi disponibili online, in versione pdf, sul sito del Consiglio regionale. «C’è stato un momento in cui abbiamo temuto che l’opera non potesse vedere la luce. Grazie all’impegno del Comitato scientifico e dei curatori stiamo andando verso la pubblicazione degli ultimi volumi. La speranza è quella di concludere il progetto entro la fine di questa legislatura – ha detto il presidente del Comitato scientifico Michele Cossa – con la digitalizzazione dei volumi e la pubblicazione online si sono  moltiplicate le possibilità per studiosi e appassionati di storia sarda di poter consultare fonti documentali prima difficilmente accessibili».

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Da oggi gli “Acta Curiarum Regni Sardiniae”, gli Atti dei Parlamenti sardi, sono online. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Cagliari dal Presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau , dal presidente del Comitato scientifico per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi Michele Cossa e dai componenti del comitato. Accedere ai volumi digitali è facilissimo. Nel sito del Consiglio regionale www.consregsardegna.it , in alto a destra, c’è un’apposita sezione dedicata agli “Acta”. Cliccando sull’indice si apre una libreria dove sono allineati i 14 volumi pubblicati e già presentati al pubblico. Si clicca sul volume che si intende consultare e si opta per la versione PDF o per quella sfogliabile. I volumi possono essere consultati, stampati o scaricati. Nella versione Pdf, nella funzione “trova”, si può inoltre effettuare una ricerca nominale, inserendo una parola chiave. Soddisfazione è stata espressa dal presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau: «In occasione della presentazione del primo volume pubblicato in questa legislatura, il Consiglio regionale prese l’impegno di mettere a disposizione di tutti gli Atti dei Parlamenti sardi, non solo di studiosi e accademici, ma anche di tutti i cittadini e di tutte quelle persone che intendono in qualche modo approfondire la materia. Ora tutto questo è finalmente possibile. Grazie ad  un accesso rapido dall’home page del sito del Consiglio regionale, attraverso una grafica accattivante e intuitiva che rimanda agli scaffali delle nostre librerie, è possibile visionare gli Acta Curiarum, “virtualmente” conservati. Un imponente lavoro che ha consentito di digitalizzare tutti i volumi sinora pubblicati con la consapevolezza che ogni pezzo della nostra  storia serve a costruire la coscienza e la piena identità di un popolo».

Alla conferenza stampa erano presenti, oltre al presidente del Comitato scientifico per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi Michele Cossa, Italo Birocchi, ordinario di storia del diritto italiano nell’università La Sapienza di Roma; Carla Ferrante, Direttore dell’Archivio di Stato di Cagliari e Oristano; Antonello Mattone, ordinario di Storia delle Istituzioni politiche nell’università di Sassari e Giangiacomo Ortu, già ordinario di Storia moderna nell’università di Cagliari. Oltre agli atti del seminario del 1984, raccolti nel 1° volume, sono stati sinora pubblicati quindici Parlamenti; degli altri otto: due sono all’esame del Comitato scientifico, e sei sono prossimi alla consegna. Il presidente del Comitato per la pubblicazione degli atti dei parlamenti sardi, Michele Cossa, ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione degli Acta Curiarum: «Il Consiglio regionale non poteva rimanere indifferente all’evoluzione della società e con la pubblicazione di questa  collana, anche in edizione digitale,  intende offrire un ulteriore strumento di conoscenza dei volumi finora pubblicati ad un pubblico moderno e formato in gran parte da “nativi digitali”. L’intento è quello di creare volumi fruibili dal grande pubblico e non soltanto dagli studiosi della materia». Michele Cossa ha anche ricordato che per ogni volume della Collana è stato ottenuto l’ISBN (cioè l’International Standard Book Number ovvero il numero di riferimento internazionale del libro) che consente di identificare in modo univoco il volume tramite il codice a barre in ogni parte del mondo.

Soddisfatti i componenti del comitato scientifico. «Da oggi una mole enorme di documenti sarà a disposizione degli studiosi – ha detto il professor Antonello Mattone – c’è però un altro aspetto importante da sottolineare: il carattere divulgativo dell’opera. Il riassunto del contenuto di ciascun volume permette una lettura agevole anche ai non addetti ai lavori». 

Per il professor Giangiacomo Ortu «il tema dell’autogoverno è il filo conduttore che lega i vari periodi storici. Negli atti dei parlamenti emergono istanze di questo tipo, anche sul piano legislativo. L’attuale Consiglio regionale raccoglie quell’eredità». Un aspetto sottolineato anche dal professore Italo Birocchi che ha ricordato l’istituzione delle Università di Cagliari e Sassari tra il 500 e il ‘600: «Un risultato ottenuto grazie alle pressanti richieste provenienti dalle classi dirigenti sarde».