4 August, 2021
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Presso l’Archivio Storico Comunale, è stato consegnato all’Amministrazione di Iglesias l’Atlante con le carte minerarie allegate alla “Relazione alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle condizioni dell’industria mineraria nell’isola di Sardegna”, presentata da Quintino Sella nel 1871.

Un documento di straordinaria importanza, che permette di avere un quadro complessivo delle condizioni del territorio del bacino minerario dell’Iglesiente negli anni dello sviluppo delle attività estrattive e della nascita dell’industria mineraria moderna.

«Ritorna a casa uno dei documenti fondamentali per la storia del nostro territorio e delle sue miniereha spiegato il sindaco Mauro Usai -. Con l’acquisto delle cartografie allegate alla relazione di Quintino Sella, l’Amministrazione prosegue nell’impegno per la valorizzazione della memoria e della storia di Iglesias. L’auspicio è quello di affidare l’Atlante al Museo Mineralogico e di renderlo presto fruibile per tutti i visitatori.»
L’assessore della Cultura Claudia Sanna ha messo in evidenza come «nel momento in cui si è presentata la possibilità di acquistare dall’editore Carlo Delfino l’Atlante con le carte minerarie, è stato evidente fin da subito il valore di tale documento, che rappresenta il vero e proprio momento fondante dell’industria mineraria nell’Iglesiente».

Lunedì 13 giugno inoltre, è stato siglato l’accordo di partenariato tra il comune di Iglesias, il comune di Carbonia, la Soprintendenza Archivistica della Sardegna, la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara e la Società Umanitaria di Milano, con  l’Università degli Studi di Milano Bicocca – Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale, il Dipartimento di Studi Umanistici di Milano della Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM ed il Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, per la realizzazione di un atlante digitale dedicato al territorio e alla sua storia.

«Un atlante che non sarà solo una vetrina per la promozione del nostro territorio, ma permetterà anche l’accesso a una piattaforma multimediale con numerosi contenuti di carattere storico e archivistico – ha concluso l’assessore Claudia Sanna -. Uno strumento fondamentale per la conservazione della memoria storica, economica e culturale, grazie alla presenza di documenti che raccontano il lavoro di tanti uomini e di tante donne che in quelle miniere hanno prestato servizio, raccolti e resi disponibili in questo modo a tutti gli utenti.»

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Bruno Rombi è morto il 27 aprile scorso all’età di 89 anni, a Genova, dove viveva dal 1962; era nato nel 1931 a Calasetta, nell’isola di Sant’Antioco dell’arcipelago del Sulcis, “enclave” linguistica tabarchina (variante della “lingua” ligure).

È stato poeta, scrittore, giornalista, traduttore, pittore, legato alla Sardegna ed al suo paese natale (dove ritornava ogni estate), intellettuale sempre schierato a fianco dei Circoli degli emigrati sardi nell’Italia continentale.

Ho conosciuto Bruno Rombi a Pavia nel novembre 1986 proprio in qualità di delegato del Circolo “Sarda Tellus” di Genova al quarto Congresso della Lega Sarda.

Davanti ai rappresentanti di 25 Circoli di emigrati isolani (tante erano allora le associazioni sarde nell’Italia continentale che facevano parte della “Lega”) pronunciò un discorso di alto livello sottolineando comunque autoironicamente il fatto che non era interessato a cariche dirigenziali, ma che non intendeva rinunciare alla sua fama di “rombiscatole” (ho potuto rileggere il suo intervento perché in queste ultime settimane ho completato la trascrizione al computer di questi atti congressuali, che spero possano essere pubblicati in  un volume a stampa).

Bruno Rombi non aveva peli sulla lingua e non nascondeva verità scomode: mi regalò una copia del suo pamphlet di qualche anno prima “Perché i sardi sono così divisi: testo della conferenza tenuta a Genova presso la ‘Sarda Tellus’, associazione democratica lavoratori emigrati, domenica 17 ottobre 1982” (Genova, Lanterna, pp. 28, 1983).

Lascio ad altri il compito di ricordare Rombi per le sue opere letterarie (narrazioni, studi critici e soprattutto poesie, tradotte in francese, inglese – diffuse in questa versione anche in India -, spagnolo, polacco, maltese, rumeno, macedone, greco, sloveno, catalano, corso, portoghese, urdu, arabo ed albanese, oltre che in latino: l’elenco lo ha stilato Giovanni Mameli) e per la sua intensa attività di pittore.

In questo contributo voglio soffermarmi sugli apporti culturali con i quali questo uomo di grande sensibilità, anche se indubbiamente “spigoloso”, ha arricchito l’attività delle associazioni degli emigrati sardi, collocandosi sempre accanto ai  fratelli-corregionali de “su disterru” e facendo proprie le loro istanze e rivendicazioni anche materiali.

Seguendo i suoi scritti e gli articoli che lo riguardano apparsi dal 1976 al 2010 nelle pagine del mensile Il Messaggero Sardo” cartaceo, vediamo che compare alla ribalta innanzitutto come poeta e poi come appassionato degli studi sulla lingua sarda (lui, di “madre-lingua” tabarchina, era ultrasensibile alle questioni delle minoranze  linguistiche), sul matriarcato in Sardegna, su nomi e cognomi della Sardegna, su emigrazione e razzismo (questi articoli sono legati a conferenze sui vari temi organizzati dal “suo” Circolo, il “Sarda Tellus” di Genova).

Manlio Brigaglia recensisce il suo libro su “Sebastiano Satta. Vita e opere” (Genova, marzo 1983) mentre Giovanni Mameli passa in rassegna scrupolosa le successive opere di Rombi: “Un anno a Calasetta” (prima edizione Genova, 1988; poi Sassari, Carlo Delfino, 2006); le raccolte di poesie “Un amore” (1992) e “Il battello fantasma” (2001); il secondo romanzo di Rombi (il primo era stato “Una donna di carbone”, Condaghes 2004) intitolato “Un oscuro amore” (Condaghes, 2009).

Un bilancio della sua produzione poetica, dal 1965 (data della sua prima raccolta, pochi anni dopo il suo trasferimento a Genova) al 2012 è stata  edita nel volume “Il viaggio della vita” (editore Le Mani di Recco, 2012, 330 pagine).

Molte opere di poesia e di prosa (comprese le ultime narrazioni: il romanzo “Il labirinto del G8” ed il racconto “L’ultima vestizione”, rispettivamente Condaghes 2011 e 2018) sono state presentate nella “Sarda Tellus” ma anche in altre associazioni di sardi emigrati, dove è stato spesso chiamato ad illustrare i risultati dei suoi studi critici sui Grandi della letteratura sarda: tra gli altri, Sebastiano Satta, Grazia Deledda, Salvatore Cambosu, Salvatore Satta, Giuseppe Dessì, Francesco Masala, Antonio Puddu, Angelo Mundula.

Personalmente lo portai nei Circoli sardi di Pavia e di Saronno a parlare di Sebastiano Satta, in occasione della ripubblicazione (presso Condaghes) della sua monografia sul poeta-vate nuorese, uscita in prima edizione, come si è detto, nel 1983.

Nota finale. Ho letto la notizia comparsa su questo sito in cui è stato messo in evidenza il forte legame di Bruno con il paese natìo:

https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2020/04/calasetta-ricorda-il-grande-concittadino-bruno-rombi-morto-a-genova-alleta-di-89-anni/

Personalmente vorrei aggiungere in questa occasione – richiamando un mio articolo in memoria apparso su questo sito – un breve cenno ad una personalità culturale sardo-genovese, amica di Bruno Rombi e, come lui, dei sardi emigrati: Lina Aresu:

https://www.laprovinciadelsulcisiglesiente.com/2018/07/ricordo-della-scrittrice-lina-aresu-nuoro-16-gennaio-1938-chiavari-ge-15-giugno-2018-di-paolo-puilina/

Le “vite parallele” di questi due scrittori sardo-genovesi e le loro numerose opere (più di 40 per ciascuno) meriteranno in futuro di essere commemorate in una giornata di studi da organizzarsi da parte della comunità dei sardi emigrati.

Qui mi limito a rammentare che nel marzo 2004 Rombi presentò, sempre alla “Sarda Tellus”, il romanzo storico di appendice “Ritedda di Barigau. Bozzetto ogliastrino” del maestro di Semestene (Sassari) Marcello Cossu, edito nel 1885 dalla Tipografia Sociale di Vacca-Mameli di Lanusei. Una bella amicizia tra loro due, che hanno condiviso con un chiavarese doc, il docente di materie letterarie Marcello Vaglio, e con il sottoscritto, sardo trapiantato in provincia di Pavia.

Paolo Pulina

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Taglio del nastro per l’inaugurazione – questa mattina al Palazzo dei Congressi di Firenze – di Tourisma 2020 (21-23 febbraio), il Salone internazionale di Archeologia e Turismo Culturale, pensato per la valorizzazione dei beni archeologici, materiali e immateriali, presenti sul territorio nazionale. La Sardegna si presenta con l’Unione dei Comuni della Trexenta, Sanluri e Portotorres. L’evento, promosso dalla Regione Sardegna, con la collaborazione di Unioncamere e l’organizzazione di Carlo Delfino editore, ha riscosso il plauso del Direttore degli Uffizi Eike Dieter Schmidt.

«Ho visitato molte volte la Sardegna – ha detto Eike Dieter Schmidt – ed è una terra fantastica, con un patrimonio culturale sparso su tutto il territorio: simbolo di ciò che si intende per museo a cielo aperto, presente nei piccoli centri, che merita di essere visitato oltre le grandi città e i musei più importanti. La Sardegna è anche terra di grandi artisti, abbiamo avuto il grande onore di ospitare agli Uffizi – a metà del 2018 – la prima grande Mostra museale di Maria Lai: il filo e l’infinito: il catalogo è stato, ed è venduto ancora, benissimoAgli Uffizi inoltre mi avvalgo, nello staff, della collaborazione di sardi che garantiscono un contatto continuo, e sono certo ci saranno altre iniziative comuni a breve.»

Il direttore Eike Dieter Schmidt ha inoltre apprezzato la presenza della Sardegna per il secondo anno a Tourisma: «Non ho potuto fare a meno di notare la presenza dello stand Sardegna per il secondo anno consecutivo alla manifestazione, trovo che siate ancora più forti quest’anno nella vostra offerta territoriale e turistica, e sono felice per la presenza di tanti giovani. Faccio gli auguri alla Sardegna e tornerò presto in visita nell’isola».

«Una grande occasione di promozione per la Trexenta – ha detto Paola Casula, sindaco di Guasila -. In questi tre giorni a Tourisma le bellezze dei nostri paesi si mettono in vetrina. Un lavoro di promozione in sinergia tra diverse amministrazioni. Per la prima volta uniti per un unico obiettivo: esportare e far conoscere le tantissime bellezze archeologiche, architettoniche come il santuario del Cima di Guasila, culturali e folkloristiche di un territorio che ha tanto da raccontare.»

«Selegas è storicamente un centro a vocazione agropastorale – come testimonia il ritrovamento della Dea Madre Turriga – che si sta riscoprendo fortunatamente anche come paese che può attrarre i visitatori per le sue bellezze archeologiche: un esempio il nuraghe Nuritzi ed il bellissimo Museo Parrocchiale scrigno di tesori devozionali. Tourisma è una grande opportunità per il territorio e per questo motivo abbiamo deciso di partecipare per il secondo anno consecutivo», ha rimarcato il sindaco Alessio Piras.

 «Tourisma si conferma un importante opportunità di incontri e di scambi – ha spiegato Massimiliano Garau, sindaco di Suelli -. La presenza di ospiti illustri getta le basi per interlocuzioni che avranno certamente positive ricadute economiche per il territorio. Il Direttore degli Uffizi di Firenze, Vittorio Sgarbi, Alberto Angela e tanti altri, riescono con la loro immagine a veicolare importanti messaggi che fanno bene alla Sardegna. Con l’Unione dei Comuni vogliamo portare quella parte sana, operosa e determinata di una zona dell’interno che desidera riscattarsi e visibilità.»

«Il territorio di Senorbì ha tante potenzialità legate al turismo, alcune delle quali ancora inespresse, in quanto gli aspetti archeologici e culturali non sono stati valorizzati come meriterebbero: la Chiesa di Santa Maria della Neve, il nuraghe di Sisini, Villa Aresu, la necropoli di Monte Luna con il Museo Archeologico Sa Domu Nosta, per citarne alcuni – ha detto Paola Erriu, assessore della Cultura del comune di Senorbì -. Stiamo lavorando per una piena valorizzazione dei nostri siti, di modo da renderli fruibili a una utenza sempre maggiore, attraverso la promozione del territorio; attualmente, grazie alla collaborazione con l’Università di Cagliari, sono in corso di svolgimento interventi di studio nell’area di Monte Luna – Santu Teru tesi a riprendere l’indagine di un territorio ricco di testimonianze storico-archeologiche.»

«Siamo soddisfatti del risultato di questa prima giornata a Tourisma ha detto Antonello Perra, sindaco di Siurgus Donigala -, ci gratifica muovere i primi passi nel mondo del turismo culturale e archeologico, data la trascuratezza fino a pochi anni fa delle meraviglie e potenzialità del territorio. Stiamo tutti prendendo coscienza del valore del patrimonio materiale e immateriale presente nei piccoli centri.»

«Per il sesto anno consecutivo la Sardegna è presente a Tourisma con il suo Museo a cielo aperto con la realizzazione del modello di nuraghe e riproduzioni di statue menhir e con uno stand di 160 mq – ha sottolineato Carlo Delfino, editore -. Dentro questo spazio abbiamo rinnovato gli allestimenti legati alla presenza dei vari territori, ma quest’anno emerge soprattutto la passione e volontà degli organizzatori, sempre più consapevoli dei valori identitari e della cultura archeologica che risulta nel Mediterraneo un unicum. Il turismo culturale è un grande volano, per farsi conoscere nel mondo e potersi confrontare e competere con realtà come Baleari e Malta, che hanno un turismo ogni giorno dell’anno: perché hanno puntato sul turismo culturale. Questa è la strada giusta per poter andare oltre il mare e in Europa e portare la nostra civiltà archeologica, base di un futuro migliore per un’isola felice.»

«Al TourismA di Firenze, la Sardegna dà buona prova di sé – ha detto il direttore del Centro Servizi per le imprese della Camera di Commercio Cagliari, Cristiano Erriu –. Un efficace lavoro di squadra che vede la Regione, le Camere di Commercio, i Comuni, imprese private, fondazioni, associazioni culturali, circoli, tutte quanti orientati a valorizzare gli elementi regionali del turismo archeologico e culturale che rappresentano per quantità e qualità un enorme giacimento di opportunità.»

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La Sardegna torna a tourismA, il più importante evento europeo dedicato all’archeologia e alla promozione del turismo culturale, dal 21 al 23 febbraio al Palazzo dei Congressi di Firenze. Dopo il grande successo della scorsa edizione, quando l’isola era stata accolta come ospite d’onore e “visitata” da oltre 13mila persone, è tutto pronto per il ritorno del progetto “Sardegna, museo a cielo aperto” che quest’anno è sostenuto e promosso dall’assessorato regionale del Turismo con la collaborazione di Unioncamere Sardegna e l’organizzazione della Carlo Delfino editore.

tourismA 2020, organizzato dalla rivista “Archeologia Viva” (Giunti editore), raduna istituzioni, esperti, archeologi, giornalisti da tutta Europa per una tre-giorni di conferenze e presentazioni di altissimo livello, gratuite e aperte al pubblico: saranno presenti, tra i 250 relatori, il divulgatore e padrino della manifestazione Alberto Angela, il direttore della galleria degli Uffizi Eike Schmidt, l’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi, il geologo e divulgatore Mario Tozzi, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, lo storico dell’arte Philippe Daverio, il regista Pupi Avati, la scrittrice Eva Cantarella, l’archeologo e presidente del FAI Andrea Carandini.

Il supporto della Regione. La missione sarda a tourismA 2020 è stata presentata oggi in una conferenza stampa a Cagliari nella sede dell’assessorato regionale del Turismo dall’assessore Gianni Chessa, con l’editore Carlo Delfino, il direttore dell’Azienda speciale Centro servizi della Camera di commercio di Cagliari Cristiano Erriu e il direttore del Menhir Museum di Laconi Giorgio Murru. «Pochi giorni dopo il successo dello stand sardo alla Bit di Milano, la Sardegna si presenta a ‘tourismA’, nell’ambito dell’intensa campagna fieristica programmata dalla Regione, con un progetto per promuovere a livello internazionale le sue eccellenze archeologiche – ha detto l’assessore regionale del Turismo Gianni Chessa –. Infatti, per un miglior posizionamento della ‘destinazione Sardegna’ sui mercati è necessario strutturare proposte tematiche appetibili, puntando ad una migliore distribuzione dei flussi da marzo a novembre e nell’intero territorio isolano. Possiamo riuscirci anche grazie ad alcuni prodotti che riguardino storia, cultura e archeologia, proponendo così un’offerta articolata che esalti i punti di forza e le peculiarità della nostra identità».

L’allestimento. L’organizzazione della delegazione sarda, dell’allestimento e degli eventi dedicati all’isola è curata per la sesta edizione consecutiva dall’editore Carlo Delfino. Il Salone Sardegna, collocato in posizione strategica, vedrà radunati l’Unione dei comuni della Trexenta (Comuni di Gesico, Guamaggiore, Guasila, Ortacesus, Pimentel, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli), i comuni di Sanluri e di Porto Torres. I visitatori potranno apprezzare gli stand dei partecipanti, ricevere il ricco materiale divulgativo distribuito per l’occasione, ascoltare il suono delle launeddas di Luigi Lai, ammirare i costumi tradizionali sardi, le immagini dei siti realizzate da Archeofoto Sardegna, i video di Teravista, le riproduzioni dei reperti realizzate dal laboratorio di archeologia sperimentale di Carmine Piras.

Di grande impatto saranno la serie di riproduzioni di statue menhir del Sarcidano, Barigadu e Mandrolisai e la ricostruzione in scala di un nuraghe opera di Carmine Piras, esposte nei giardini annessi al Palazzo dei Congressi unitamente ad un grande pannello calpestabile dedicato al confronto tra l’archeologia della Sardegna ed il resto del Mondo Antico. Nel “Salone Sardegna” troveranno tutti posto con un proprio stand dove potranno promuovere il territorio, anche con workshop e incontri mirati con i buyer (agenzie di viaggio, operatori turistici e culturali) che da tutto il mondo raggiungono Firenze in occasione di tourismA.

Il programma. Interessanti appuntamenti avranno per tema la Sardegna, tra cui le conferenze dedicate ai beni storico-archeologici di Porto Torres e alla tomba di Sa Pala Larga di Bonorva – con gli interventi di Nadia Canu, funzionario della Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari e Nuoro – e la conferenza di Carmine Piras “La metallurgia nuragica e l’archeologia sperimentale”.

L’imponente auditorium del Palacongressi da 1.200 posti ospiterà inoltre la relazione di Giorgio Murru su “Spiriti e dei nella Sardegna preistorica”.

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Il libro dal titolo “Dall’Enel alla Carbosulcis – Cinquant’anni di lotte operaie, politiche e sindacali per un progetto minerario tradito o inattuabile”, dell’autore quarantenne  di Carbonia Carlo Panio, edito da Carlo Delfino Editore, ha ottenuto un significativo riconoscimento nell’ambito della XIV Edizione, anno 2019, del Concorso Letterario indetto dall’Associazione Culturale “Salotto Letterario” di Osilo, Sezione Saggistica.

Per il suo lavoro, a Carlo Panio è stato attribuito il Premio Speciale Antonio Gramsci.

Il libro di Carlo Panio ha suscitato considerazioni e giudizi assai lusinghieri ai fini della conoscenza e divulgazione delle materie  che tratta, tanto che la stessa presidente della Giuria, Giovanna Elies, ha commentato “un libro assai interessante e necessario” al fine della conoscenza di importanti aspetti della vicenda del carbone del Sulcis, soprattutto con riferimento alla gestione mineraria della Carbosulcis SpA.

Infatti, Panio, nel suo lavoro, partendo da una sintesi della storia del bacino carbonifero sardo dalla sua scoperta fino a metà anni ’60 del novecento, tratta le vicende degli ultimi cinquant’anni  ad incominciare dal tempo in cui l’ENEL (Ente Nazionale Elettricità), subentrato nella gestione mineraria alla Società Mineraria Carbonifera Sarda (S.M.C.S.), farà di tutto per abbandonare le miniere ritenute oramai non più convenienti per l’estrazione del carbone per produrre energia elettrica.

A tal punto, si parlava di imminente totale smantellamento dell’industria estrattiva del carbone. Ma negli anni 1971/1972 si apre una nuova prospettiva per le miniere dell’ENEL, ormai in fuga.

Infatti, l’embargo petrolifero dichiarato in quegli anni da alcuni paesi arabi verso l’Occidente ed il conseguente incremento per l’Italia delle tariffe di importazione del greggio per scopi energetici da altri paesi, con imponenti gravami per la bilancia dei pagamenti nazionale, aveva fatto ritenere che si dovesse tornare ad estrarre il carbone sardo per produrre energia elettrica, da impiegare principalmente presso la Super Centrale elettrica di Portovesme.

Così, per il rilancio delle miniere, dopo intense lotte operaie, sindacali e politiche, partite da Carbonia e che avevano interessato l’intera Sardegna, fu appositamente costituita la Carbosulcis SpA e furono varati diversi progetti di ripresa produttiva delle miniere di Seruci e Nuraxi Figus, allora ancora “aperte” benché da qualche tempo non producessero più carbone.

Intervennero molteplici gestioni pubbliche  dei cantieri minerari da parte degli enti statali e regionali quali EGAM, ENI, EMSA e, alla fine, con l’impegno diretto della Regione Sarda, e la predisposizione di diversi progetti di rilancio produttivo, dall’impiego tradizionale in combustione del carbone alla sua gassificazione, si è giunti fino a tutto il 2018 senza mai poter vedere realizzato, nemmeno in parte, neppure uno dei tanti enfatizzati progetti di rilancio.

Ma nel frattempo imponenti risorse pubbliche statali e regionali – da molti autorevoli giudizi valutate in miliardi di euro – sono state spese per macchinari, mezzi e attività inutili ed improduttive e senza mai conseguire un solo risultato positivo, se non quello – se tale si può definire – dell’occupazione fino a mille lavoratori ai quali è stato garantito uno stipendio, spesso senza lavorare, o, a tanti di loro, l’indennità di cassa integrazione per oltre un decennio.

Insomma, un progetto, quello della Carbosulcis SpA, in un primo tempo tradito e successivamente  rivelatosi inattuabile perché non più competitivo ma pur sempre inutilmente finanziato.

Ora la Carbosulcis SpA, interamente regionalizzata, ridotta a poche unità, persegue altre vie nel supporto ad attività nel campo della ricerca scientifica. Speriamo bene!

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Editore e libraio: mestieri difficili. A volte anche in contrasto, ma di certo «accomunati dalla passione per i libri» come sottolineato da Simonetta Castia, presidente dell’AES, durante l’incontro che ieri mattina (sabato 23 novembre) ha aperto la seconda giornata della mostra regionale del libro “Qui c’è aria di Cultura”, a Tempio Pausania. La manifestazione è promossa e finanziata dall’assessorato regionale della Cultura ed organizzata dall’Amministrazione comunale di Tempio di concerto con l’Associazione Editori Sardi e in collaborazione con la libreria Bardamù.

Un’interessante discussione sulle criticità del settore, le nuove sfide che i cambiamenti del mercato impongono, le possibilità di incidere nel rilancio della filiera del libro che oggi deve fare i conti con la costante diminuzione degli editori e la chiusura delle librerie (quelle indipendenti che ormai si contano sulle dita di una mano perché per sopravvivere in gran parte sono costrette a franchising con i grandi marchi). Una crisi che va affrontata partendo da un’analisi approfondita, aprendo tavoli di dialogo, con interventi mirati alla promozione e alla diffusione del libro, inteso come agente culturale dal profondo valore sociale.

Da qui la necessità, secondo Simonetta Castia, di presentare delle modifiche alla legge regionale sull’editoria per una sua attualizzazione. All’incontro alla libreria Bardamù hanno partecipato anche Paolo Sorba (Paolo Sorba Edizioni), Giuseppe Podda (Edizioni Il Maestrale) e Massimo Dessena (Max88) che hanno raccontato la loro esperienza di librai diventati anche editori. Spinti dalla voglia di raccontare delle storie, il territorio, e forse colmare lacune nel mercato.

Per scoprire la ricchezza delle proposte dell’editoria sarda basta fare un giro allo spazio Faber che ospita la mostra con esposti tantissimi titoli, novità e non solo, delle case editrici che hanno aderito all’iniziativa. Ben trentuno. Lo stesso luogo dedicato a De André, il grande cantautore genovese innamorato della Gallura, è teatro degli incontri con gli autori.

Il ricchissimo programma ha visto ieri sette presentazioni, tutte introdotte da Giuseppe Pulina. Un ciclo aperto dalle parole di Umberto Oppus che, dialogando con Emiliano Deiana, ha incuriosito il pubblico raccontando la storia di Don Baltazar de Zuniga di cui ha scritto, dopo un’accurata ricerca, nel volume pubblicato da Carlo Delfino Editore “La spada e la gloria”. Una vicenda incredibile quella del nobile spagnolo vissuto a cavallo tra Seicento e Settecento, vicerè di Sardegna e poi fondatore di San Antonio nel Texas.

Del valore dei versi, in vernacolo e non solo, hanno invece discusso Andrea Muzzeddu, autore di “Poesie e rime che raccontano” per Paolo Sorba Editore, e Zelindo Pucci. Un invito non solo a leggere le poesie, ma a «camminarci dentro» così da scoprire la ricchezza di riflessioni e la profondità nel capire la vita che solo il linguaggio in versi sa raggiungere. Versi forti, immediati, legati spesso alla natura, a questioni rurali, sono quelli in sardo letti da Nanni Falconi che per Nor Edizioni ha pubblicato la raccolta “Su grodde bos at a contare de me”.

Storia, poesia, ma anche filosofia, nel pensiero di Andrea Vasa che riempie le pagine di “Nulla nasca più per morire” scritto da Francesco Carbini per Taphros Editrice. Un volume che ricorda l’importanza di un grande filosofo del Novecento, originario di Aggius ma quasi sconosciuto in Sardegna. Apre a diverse riflessioni anche il racconto di Roberto Deriu “La pantera di Bultei”, romanzo edito da Condaghes che l’autore ha presentato con il sostegno di Alberta Zancudi. Definito libro della postverità è un lavoro particolare sin dalla sua genesi: iniziato con l’utilizzo di Facebook.

Più classico nella sua struttura si presenta “Radici di ginepro” di Gabriella Ghisu, che attaverso le vicende del protagonista, un  giovane cresciuto tra gli stazzi della Gallura, vuole anche raccontare un pezzo di storia dell’Italia nel periodo bellico e postbellico. A caratterizzare la presentazione del libro uscito per Carlo Delfino Editore, sono state le letture e gli interventi di Antonella Masala inframezzatti dall’esibizione del balletto di Sassari Emmeleia. Al passato fa riferimento anche “Espiazioni collettive”, il nuovo romanzo di Ilario Carta pubblicato da Arkadia che ha chiuso la serata. Un thriller basato su un fatto di sangue, dimenticato, accaduto durante il periodo fascista: l’eccidio di Jerzu del 1925, quando un’intera famiglia composta da otto membri fu sterminata in una notte.

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La mostra regionale del libro Qui c’è aria di Cultura, promossa dalla RAS ed organizzata dall’Amministrazione comunale di Tempio di concerto con l’AES, e in collaborazione con la libreria Bardamù, è stata inaugurata stamattina con uno speciale omaggio alla memoria di Manlio Brigaglia: l’intitolazione della Sala convegni del Palazzo degli Scolopi.

La targa, che porta il nome dell’“illustre docente e intellettuale sardo”, ricoperta dalla bandiera dei quattro mori, è stata svelata al pubblico dalle mani dall’assessore regionale della Cultura Andrea Biancareddu assieme al vicesindaco di Tempio, Gianni Addis.

La cerimonia si è svolta di fronte a una salone gremito di pubblico, alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose, nonché gli amici e i familiari del compianto intellettuale, la moglie Marisa e il fratello Aldo.

«Intendiamo rendere omaggio al nostro insigne concittadino – ha affermato Gianni Addis – con l’intitolazione di questa sala Convegni nell’antico e prestigioso edificio che un tempo ospitava il convento degli Scolopi e il collegio di studi, luogo dove hanno ricevuto la loro educazione culturale generazioni di Galluresi, vogliamo tributare un riconoscimento, un riconoscente atto di ossequio dell’amministrazione comunale e della città per il ricco patrimonio culturale di cui ha fatto dono all’intera Sardegna attraverso una brillante carriera.»

Evidente la soddisfazione di Simonetta Castia, presidente dell’Associazione Editori Sardi, alla quale Brigaglia era particolarmente legato: «Siamo felici di iniziare la manifestazione giustamente con un tributo a professor Manlio Brigaglia – ha affermato – non solo perché questa è la sua città, ma anche perché tutti sappiamo quale amore nutrisse per l’editoria e per il libro sardo, verso il quale riversava un impegno quotidiano e costante». Simonetta Castia ha ricordato che la manifestazione si chiuderà domenica con la proiezione del documentario “Manlio Brigaglia”, contenuto extra del film “Uno sguardo alla terra” del regista Peter Marcias, distribuito da Istituto Luce Cinecittà.

Andrea Biancareddu si è detto onorato ed emozionato per il suo primo intervento in questa sede in qualità di Assessore regionale: «Avrei voluto che Manlio Brigaglia fosse al mio fianco, oggi, per potermi dare ancora i suoi preziosi consigli. Ma cercherò di seguire i suoi insegnamenti. Di lui ricordo tante doti, la bravura, l’intelligenza la cultura, però c’è una dote in particolare che lo ha caratterizzato: la simpatia. Aveva questa capacità di insegnare facendoci sorridere. E questo insegnamento non lo potrò mai dimenticare».

A impreziosire la cerimonia è stata la presentazione del libro “Manlio Brigaglia. Ricordi di una vita” (Soter), di Franco Fresi che, con la voce rotta dall’emozione lo ha definito un personaggio “meraviglioso”, ricordandone un lato poco conosciuto, quello poetico. Sono seguiti gli interventi di Salvatore Tola e di Sandro Ruiu, autori del libro “Manlio Brigaglia. Tutti i libri che ho fatto” (Mediando), di monsignor Giovanni Maria Pittorru e di Aldo Brigaglia.

La manifestazione prosegue nel pomeriggio alla Spazio Faber, dove è anche allestita la vetrina completa dell’editoria libraria sarda, che raccoglie i volumi di ben 31 case editrici aderenti all’iniziativa. Dalle 16 è in corso l’inaugurazione della mostra Noi e il mondo, che lascerà spazio alle presentazioni degli autori.

Nel corso della mattinata si sono svolti anche gli incontri con le scuole che proseguiranno sabato.

Sabato 23 novembre, la libreria Bardamù alle 10.00 darà spazio al dibattito “Editore, libraio: un mestiere difficile”, con la partecipazione di Simonetta Castia, Giuseppe Podda, Paolo Sorba, Massimo Dessena ed Elia Cossu.

Allo Spazio Faber, Giuseppe Pulina introdurrà ben sette volumi editi in Sardegna. Alle 12.00, per Carlo Delfino Editore, l’autore Umberto Oppus presenta “La spada e la Gloria” confrontandosi con Fabio Marcello. Alle 16.00 Paolo Sorba Editore propone “Poesie e rime che raccontano” di Andrea Muzzeddu, che sarà affiancato da Zelindo Pucci. Alle 16.45 Nanni Falconi, con la moderazione di Emiliano Deiana presenta “Su grodde bos at a contare de me”, edito dalla NOR. Alle 17.30 la Taphros Editrice dà spazio a “Nulla nasca più per morire” di Francesco Carbini, che dialoga con Andrea Muzzeddu.

Per Condaghes, alle 18.15 l’autore Roberto Deriu presenta “La pantera di Bultei” assieme ad Alberta Zancudi. Per Arkadia, alle 19.00 Ilario Carta propone “Espiazioni collettive”. Infine alle 19.45 Carlo Delfino presenta “Il marchio del ginepro” di Gabriella Ghisu, con letture e interventi di Antonella Masala seguite in chiusura dalle esibizioni del balletto di Sassari “Emmeleia”.

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Prende il via domani, venerdì 22 novembre, a Tempio Pausania, la prima edizione di “Qui c’è aria di cultura”, evento di promozione dell’editoria libraria sarda promosso dall’assessorato regionale alla Cultura e organizzato dall’Amministrazione comunale tempiese di concerto con l’AES, e in collaborazione con la libreria Bardamù.

Sarà un’intensa giornata di appuntamenti, a partire dall’attesa intitolazione della Sala Convegni della Biblioteca Comunale al compianto Manlio Brigaglia, per proseguire nel pomeriggio con la mostra artistica “Noi e il mondo” ispirata a Maria Lai, entrare nel vivo degli incontri con gli autori e concludere la serata con lo spettacolo Snowflake a cura di Moviment’arti.

L’inaugurazione è prevista per le 10.30 al Palazzo degli Scolopi. Ad aprire i lavori sarà l’assessore regionale della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu, al quale faranno seguito gli interventi del vicesindaco Gianni Addis, del consigliere delegato alla Cultura Giovanni Marco Usai, dell’assessore comunale alla Pubblica istruzione, Franco Marotto, del giornalista Gianni Garrucciu e della presidente AES, Simonetta Castia.

L’omaggio a Manlio Brigaglia è previsto per le 11.00. Il tributo arriva nella città natale del compianto docente, storico, giornalista e facitore di libri, proprio in occasione della mostra che vede protagonista l’editoria libraria sarda, alla quale “il professore” era particolarmente legato.

L’evento istituzionale sarà accompagnato dalla presentazione del libro di Franco Fresi, “Manlio Brigaglia. Ricordi di una vita” (Soter editrice), impreziosita dagli interventi di Salvatore Tola e Sandro Ruju, autori del libro “Manlio Brigaglia. Tutti i libri che ho fatto” (Mediando Edizioni).

Nel pomeriggio, per la sezione “Infiniti spazi”, alle 16.15 sarà inaugurata la mostra artistica “Noi e il mondo”, a cura di AES e Casa Falconieri: un originale percorso creativo e artistico, che porta a Tempio il risultato della performance rappresentata al Lingotto di Torino per il Salone del libro, e che vuole replicare anche a Tempio Pausania la straordinaria operazione realizzata nel 1981 da Maria Lai con gli abitanti di Ulassai. L’artista Gabriella Locci esporrà il bellissimo nastro di stoffa decorato e arricchito di passi letterari tratti dalla letteratura sarda.

La serata prevede numerosi incontri con gli autori per la sezione “Tra Isola e mondo”, presentata da Salvatore Taras. Alle 17.00 Mediando Edizioni propone “Nuraghi Paesaggi e stagioni” di Salvatore Pirisinu, in compagnia dell’archeologo Rubens D’Oriano e dell’editrice Simonetta Castia. Alle 17.45 Alfa Editrice porta a Tempio “Il viaggio. Breve antologia di Grazia Deledda” di Isabella Mastino. Alle 18.30 NOR presenta “Piccinni in Castòrias” di Giuseppe Tirotto, mentre alle 19.15 l’autore Fabio Delizzos propone “Il quadro segreto di Leonardo”, per la Newton Compton, assieme a Giuseppe Pulina.

La serata si conclude in bellezza con lo spettacolo multimediale e musicale “Snowflake. Storia di un fiocco di neve” proposto dalla compagnia di danza “Moviment’arti” di Tempio, introdotta da Dario Maiore.

Programma Scuole di venerdì 22 novembre.

Ricchissimo anche il calendario collegato alle scuole per la sezione “Adotta un libro sardo”.

Alle 8.30 gli studenti dell’Istituto comprensivo di piazza Libertà partecipano al laboratorio didattico “La stria bucchitolta”, della Taphros Editrice, che alle 9.30 presenta “L’avvinturi di Pinocchju” gli studenti dell’Istituto comprensivo di piazza Libertà, con Ivan Ponsano e Dario Maiore.

Alle 10.45 gli studenti della scuola primaria di San Giuseppe incontrano Mauro Maxia (curatore) e Giovanni Marras (Dirigente scolastico IC Perfugas), per conoscere “Gioghende e imparende – Ghjuchendi e imparendi”, edito da Condaghes.

Per le scuole secondarie, alle 9.00, gli studenti del Liceo Artistico De André parlano di “Rossi abbaia in classe” con Antonio Budruni, altra pubblicazione di Carlo Delfino, per poi scoprire alle 10 l’“Atlante astronomico della Divina Commedia” della Mediando Edizioni, a cura di Gian Nicola Cabizza. Alle 10.30, i ragazzi del Liceo Classico Dettori incontrano invece Isabella Mastino che presenta “Il viaggio. Breve antologia di Grazia Deledda”, Alfa Editrice. La mostra del libro proseguirà il sabato 23 e domenica 24 novembre a Tempio Pausania, tra lo Spazio Faber e la Casa del Fanciullo.

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Dal 17 al 20 ottobre si svolgerà il 9° concorso fotografico In & Out, organizzato da Slowdive in collaborazione con Acsi e con il patrocinio del comune di Loiri Porto San Paolo.

Primo appuntamento giovedì 17 ottobre, alle ore 19.30, a Porto San Paolo presso La casa delle farfalle con la presentazione ufficiale del concorso ed il Tavolara Lab, in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo.

Venerdì 18, si entrerà nel vivo del concorso con l’iscrizione  e l’inizio effettivo della gara. Alla sera dopo la prima intensa giornata a caccia dello scatto migliore, alle ore 19.30, presso “La Casa delle Farfalle”, sarà presentato il volume “Sardegna 20 Storie di Natura”, edito da Carlo Delfino e curato da Domenico Ruiu, racconta con parole ed immagini curate da Domenico Ruiu, decano della fotografia naturalistica sarda. Con lui, i fotografi: Antonio Biggio, Alessandro Carboni, Marcello Chiodino, Vittorio Crobu, Matteo Di Nicola, Mauro Doneddu, Gabriele Espis, Gianfranco Fois, Alberto Fratus, B. Frau & E. Simula Alberto Maisto, Alfonso Mascia, Massimiliano Mele, Miho Tsuruoka, Mauro Mucedda, Giovanni Paulis, Bettina Puddu, Domenico Ruiu, Giuseppe Sedda e Mirko Ugo. Si tratta di un vero e proprio viaggio alla scoperta della natura dell’isola: foto aeree o subacquee, animali per i quali si è atteso con pazienza lo scatto perfetto, tutto all’insegna del grande amore sia per la fotografia, sia per la Natura.

Sabato 20 ottobre, protagonisti anche i bambiniPer loro, la possibilità di scattare le prime foto subacquee, sotto il controllo costante dei professionisti che daranno loro la possibilità di vivere esperienze uniche. Sarà la spiaggia del Vecchio Faro, presso la sede della lega Navale sezione di Porto San Paolo, ad accogliere i bambini, accompagnati dai genitori, che vorranno vivere un sabato all’insegna delle novità e della curiosità. Alle ore 21,30, sarà la Sala delle Farfalle ad accogliere le “Immagini di Mare e Natura“. Domenica mattina, le premiazioni chiuderanno la nona edizione.

Oltre ai premi per i vincitori delle categorie in concorso, sarà attribuito anche il Premio Speciale Area Marina Protetta dedicato alla miglior foto della Posidonia Oceanica pianta acquaticaendemica del Mar Mediterraneo apace di formare delle vere praterie sottomarine particolarmente importanti  che esercitano una notevole azione nella protezione della linea di costa dall’erosione. Il posidonieto è considerato un buon bioindicatore della qualità delle acque marine costiere.

Molto attesi gli ospiti del concorso, Anna e Settimio Ciprpiani, una coppia di veri campioni. Oltre 350 piazzamenti, premi e riconoscimenti internazionali per la coppia più conosciuta nel mondo. Sono detti “I Botoli “, con questo nomignolo sono conosciuti in ogni angolo del mondo. Un nomignolo nato nel 1965, quando il giovane Settimio, lavorava in un negozio di attrezzature subacquee, dotato di un piano sotterraneo al quale si accedeva tramite una botola. Ogni volta che arrivava un cliente per chiamarlo, urlavano: “Botolo!”. Da allora questo nomignolo, ereditato anche dalla moglie Anna, li accompagna.

Anna e Settimio Cipriani seguono da anni il Concorso fotografico In & Out e rappresentano per concorrenti e appassionati un vero punto di riferimento.

 

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L’AES (Associazione Editori Sardi) vola a Francoforte sul Meno per la 71ª edizione della Fiera internazionale del libro, proprio negli stessi giorni in cui Macomer propone la 18ª Mostra regionale del libro.

Nel cuore della Germania, l’Associazione porta con sé ben 12 aziende editrici, per uno degli appuntamenti più importanti al mondo in merito allo scambio internazionale dei diritti e alla promozione del libro, che si svolgerà dal 16 al 20 ottobre nell’area espositiva della Messe Frankfurt.

Saranno presenti Alfa editrice, Carlo Delfino editore, Condaghes, Enrico Spanu, Ilisso, Il Maestrale, Imago Multimedia, La Zattera, Mediando, NOR, Paolo Sorba editore e Taphros.

Anche quest’anno il ruolo propositivo dell’Associazione, sostenuta dalla Regione Autonoma della Sardegna, ha permesso di rilevare per i suoi espositori una postazione significativa tra le aree regionali, nel 2019 appositamente dedicata alla promozione editoriale di Sardegna, Piemonte, Lazio e Veneto.

Sono 252 in totale gli editori e gli agenti letterari italiani presenti alla manifestazione tedesca. Lo Spazio Italia, ubicato nella Hall 5.0, stand C37 e C38, riunisce centotrentaquattro editori in oltre cinquecento metri quadrati ed è organizzato dall’Associazione Italiana Editori (AIE), dal ministero dello Sviluppo economico e ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane; ad inaugurare lo stand collettivo italiano il 16 ottobre ci sarà l’onorevole Anna Laura Orrico, sottosegretario del ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo.

Paese ospite d’onore di quest’anno è la Norvegia, mentre c’è grande attesa per il 2023, quando sarà la volta dell’Italia.

Tra gli incontri che gli Istituti di Cultura di Colonia e Berlino hanno organizzato in Piazza Italia – lo stand collettivo dell’editoria italiana – e in altre sedi si segnala per venerdì 18 ottobre, alle 15.00, la partecipazione di Giuliana Adamo dell’Università di Dublino, che presenterà “In Viaggio nel Regno di Sardegna” di Albert Meissner, edito da Carlo Delfino. È il racconto di un lungo viaggio nel Regno di Sardegna iniziato nella primavera del 1857, a partire dalle Alpi svizzere dei Grigioni fino al lago Maggiore, per poi dirigersi via mare alla volta di Cagliari. Le rovine puniche e romane del capoluogo sardo, di cui si parla nel narrato, permettono di intuire la grande bellezza che fa da sfondo alla lunga e travagliata storia millenaria dell’isola.

«La soddisfazione per essere ancora una volta protagonisti in un evento editoriale di tale portata non cancella l’amarezza per la concomitanza con la quale è stato programmato un altro appuntamento, la Mostra regionale del libro in Sardegna, a Macomer, le cui date sono state calate dall’alto in un momento evidentemente improponibile – ha commentato la presidente AES, Simonetta Castia -. Noi non partecipiamo perché esclusi a monte da tutto e perché, quando chiamati a dare un apporto tardivo e senza condivisione, abbiamo trovato un muro di gomma. Abbiamo chiesto un rinvio della data decisa senza che fossimo consultati, la possibilità di arrivare a una programmazione collegiale e il riconoscimento del ruolo degli editori. Ci è stato negato. Eppure la mostra del libro è resa possibile ed è sostenuta da risorse destinate alla promozione dell’editoria sarda, ossia dei libri editi in Sardegna. Ora partecipiamo alla Buchmesse per dare continuità a questa indiscutibilmente importante occasione di promozione verso il mercato estero.»