25 September, 2022
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Si svolgerà giovedì 24 luglio, a Cagliari, un seminario regionale sull’agroalimentare e sull’agroindustria, che vedrà confrontarsi imprese ed esperti del settore.

Reti di business per il settore Agroalimentare”, questo il titolo del seminario, si svolgerà presso la sala riunioni di #Confcooperative Sardegna, in piazza Salento 5 e avrà inizio alle ore 9.30 con l’iscrizione delle imprese.

Il seminario avrà carattere tecnico-operativo e verterà sui temi del settore, riguarderà attività d’informazione e confronto tra realtà imprenditoriali, rivolte all’intero tessuto sociale ed economico del settore, con l’obiettivo di costruire scenari condivisi e innovativi, in grado di determinare impatti positivi sull’economia locale.

Lo scopo della giornata è promuovere lo scambio di buone pratiche, con una particolare attenzione ai temi delle reti di business regionali e interregionali, facendo riferimento al tema degli strumenti finanziari. Una occasione per dare voce ad esperienze diverse, in un ambiente favorevole alla creazione di reti d’impresa.

La partecipazione al seminario è gratuita e darà la possibilità di seguire un percorso assieme alle imprese Venete,  che hanno già aderito al progetto, grazie alle numerose iniziative che si svolgeranno nei mesi successivi.

L’incontro è organizzato da #Confcooperative Sardegna, in collaborazione con #Confartigianato Imprese Sardegna e #Confindustria Sardegna, e fa parte delle attività del “Progetto di Cooperazione Interregionale per l’Innovazione Sostenibile”, ideato e finanziato dalle Regioni Sardegna e Veneto.

Il seminario si aprirà alle ore 10.00 con l’introduzione di Carlo Tedde, presidente di #Confcooperative Sardegna. Successivamente il professore Sergio Uzzau, amministratore unico di #Porto Conte Ricerche, presenterà delle “Tecnologie abilitanti fondamentali (KET) per le reti di business regionali e interregionali”. Seguirà l’intervento di Massimo Concas, responsabile gestioni Separate e Garanzie della SFIRS spa, che parlerà degli “Strumenti finanziari per Reti Agroalimentari”. Successivamente gli interventi delle imprese cooperative “Business cases”, le testimonianze dei presidenti di #Fedagri e #Federcooppesca. Nel pomeriggio gli interventi non programmati, il dibattito, conclusioni e chiusura alle 17.00.

La partecipazione al seminario è gratuita e darà la possibilità di seguire un percorso assieme alle imprese Venete,  che hanno già aderito al progetto, grazie alle numerose iniziative che si svolgeranno nei mesi successivi.

Franco Sabatini.

Franco Sabatini, presidente della 3ª commissione.

Hanno preso il via ieri mattina, nella Terza commissione del Consiglio regionale, le audizioni sulla programmazione unitaria 2014-2020. Cgil, Cisl, Ugl, Cna, Confartigianato, Legacoop, e Confcooperative, hanno aperto il ciclo di incontri che, così come dichiarato dal presidente della commissione, Franco Sabatini, si concluderà con la presentazione di un documento che sarà portato all’attenzione dell’Aula. «L’obiettivo è contribuire a migliorare gli indirizzi per la predisposizione dei piani operativi – ha dichiarato Sabatini – così da rendere più efficace la programmazione degli oltre cinque miliardi di euro di fondi comunitari, a valere su Fesr, Fes, Pon, Feasr e Fsc».

Il presidente della commissione Programmazione, ha evidenziato la scadenza del prossimo 22 luglio, quale termine utile per la Regione sarda,  per trasmettere all’Ue i programmi operativi per l’utilizzo delle varie fonti finanziarie ed ha assicurato l’impegno della commissione a procedere, entro i tempi stabiliti, con la redazione di un documento che integri e migliori l’atto di indirizzo strategico, approvato dalla giunta regionale lo scorso 27 maggio con la delibera n. 19. Franco Sabatini ha auspicato un documento di “programmazione unitaria” «con un più marcato indirizzo politico e minori aspetti tecnici» ed ha sottolineato, in riferimento al precedente settennio 2007-2014, l’assenza di valutazioni di impatto sulle misure e sui programmi adottati. «I risultati – ha dichiarato Sabatini – non sono quelli attesi e nonostante l’ingente impiego di risorse comunitarie non è centrato l’obbiettivo di contribuire efficacemente alla crescita e allo sviluppo dell’Isola».

Un concetto ripreso anche dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali, ad incominciare da Antonio Piludu (Cgil), che nel corso del suo intervento ha ribadito «la necessità di uscire dalla crisi con la definizione di un nuovo modello di sviluppo». Nello specifico, Piludu ha dichiarato di apprezzare il documento preliminare che indica metodi e contenuti per la programmazione europea 2014-2020 a suo tempo proposto dal ministro Barca, in particolare per quanto attiene l’integrazione tra fondi e politiche ordinarie, la concentrazione delle risorse e l’attenzione alle aree urbane ma in particolare alle zone interne. «Contenuti – ha affermato il rappresentante della Cgil – recepiti nei documenti proposti dalla Giunta regionale». Le preoccupazioni riguardano, invece, la reale possibilità di integrare i diversi fondi e la possibilità di concretizzare un nuovo modello di sviluppo. Le scelte strategiche, indicate dalle Cgil, riguardano: la scelta decisiva sulla competitività dei sistemi produttivi; la scelta su ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione, nonché le questioni legate all’occupazione, all’inclusione sociale, alla lotta alle povertà, all’istruzione e alla formazione. «L’investimento sulle persone e sulle comunità (circa 500 milioni a valere sui tre fondi comunitari) possono dare un forte impulso alla creazione di un sistema socio sanitario integrato», così ha dichiarato il rappresentante Cgil. Ma ciò che è indispensabile, a giudizio di Piludu, è accompagnare l’avvio della programmazione con le necessarie riforme (sia quelle attinenti il funzionamento Regione che quelle riguardanti gli Enti locali) e adottare una pratica di continuo coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali, economici e sociali.

Mariella Pilo, in rappresentanza dell’Ugl, ha affermato la necessità di procedere con la programmazione unitaria dei fondi e ha ribadito come serva agire con tempestività e urgenza in vista della scadenza del 22 luglio 2014, per non perdere una ulteriore annualità nella programmazione dei fondi comunitari, sebbene il ritardo non sia imputabile alla Regione ma all’Unione Europea. La rappresentante dell’Ugl si è soffermata sul punto 11 delle priorità contenute nel documento approvato dalla giunta regionale, quello riguardante “la qualità istituzionale” per affermare la necessità di procedere con la “sburocratizzazione” della pubblica amministrazione. «Non servono grandi risorse – ha dichiarato Mariella Pilo – ma serve un grande sforzo collettivo nel verso di una riforma profonda della pubblica amministrazione, con una scelta politica forte e determinata dell’intero Consiglio regionale». L’audizione dell’Ugl si è conclusa con tre raccomandazioni: la prima riguarda l’opportunità di scongiurare l’utilizzo dei fondi comunitari per mantenere le strutture già esistenti e operanti della pubblica amministrazione; la seconda riguarda l’assicurare la piena valorizzazione della fase creativa delle programmazione, l’ultima è riferita all’invito per la completa rivisitazione del sito on line dell’amministrazione regionale nella parte che riguarda proprio i fondi comunitari («non è trasparente e non è efficace»).

La segretaria regionale della Cisl, Oriana Putzolu, ha auspicato tempi rapidi per rispettare la scadenza del 22 luglio e ha preannunciato la volontà «di entrare da subito nel merito dei diversi progetti». Putzolu ha rimarcato la necessità di un monitoraggio dell’efficacia delle azioni messe in campo nel precedente settennio (2007-2014). «Una efficace programmazione dei fondi comunitari – ha dichiarato la segretaria Cisl – è una priorità politica e serve ottimizzare le linee di indirizzo per la predisposizione dei piani operativi». La Cisl ha preannunciato la presentazione alla commissione di un apposito documento sul tema della programmazione unitaria 2014-2020.

Il segretario regionale della Cna, Francesco Porcu, ha definito “fallimentare” l’esperienza del precedente ciclo di programmazione e sottolineato come sia emersa con chiarezza «l’incapacità di spendere le risorse di cui la Regione dispone». Porcu ha evidenziato il contesto nel quale si è costretti ad operare, caratterizzato da scarse risorse pubbliche e da una evidente desertificazione produttiva che restringe la base occupazionale («condizioni difficili che rendono problematico, per la Sardegna, un eventuale aggancio della ripresa»). Dinanzi ad una prospettiva definita di “stagnazione e recessione” le preoccupazioni della Cna sono rivolte principalmente al lavoro e all’occupazione. L’auspicio è dunque quello di non ripetere nella programmazione unitaria 2014-2020 gli errori del passato, ad incominciare dalla scarsa concentrazione delle risorse e dalla conseguente frammentazione e moltiplicazione dei bandi, delle direttive e delle procedure. Per non aprire il nuovo ciclo di programmazione con «i vizi del passato», la Cna, propone  la concentrazione delle risorse su progetti definiti e vagliati in base alla loro rilevanza economica. L’ulteriore sottolineatura di Porcu riguarda il lavoro, ed in particolare l’assenza della domanda di lavoro. «Serve riattivare la domanda con un piano di investimenti pubblici, con opere immediatamente cantierabili e ad alta intensità di manodopera e innovazione tecnologica», ha affermato il rappresentante della Cna, che ha citato ad esempio la riqualificazione energetica degli edifici scolastici con le positive ricadute in termini ambientali, di riduzione dei costi e di incremento dei livelli occupazionali.

Il rappresentante della Confartigianato, Stefano Mameli, ha sottolineato l’importanza della fase in atto in Sardegna per la programmazione unitaria 2014-2020, ricordando come la fase più complessa sia però quella dell’attuazione dei programmi e delle azioni. Nel corso dell’audizione, Mameli, ha posto l’attenzione su alcuni aspetti fondamentali, ad incominciare da quello della “integrazione” tra i diversi fondi ma soprattutto tra gli strumenti e le risorse della programmazione 2014-2020 con le “leggi di settore”, per le quali Confartigianato auspica un rinnovato impegno da parte della Regione. Oltre all’integrazione tra i diversi fondi, Mameli ha espresso apprezzamento per il principio della “concentrazione”, riferita alle risorse e ai procedimenti ma che non deve tradursi anche nella concentrazione dei soggetti beneficiari. «La nuova programmazione – ha aggiunto il rappresentante di Confartigianato – deve essere a misura delle Pmi (bandi comprensibili e accessibili) e dovrà incidere per la soluzione del problema dei problemi delle piccole e medie imprese, che è rappresentato dall’accesso al credito». Per quest’ultimo aspetto la proposta riguarda la valorizzazione dei Confidi nel loro ruolo di sostegno e accompagnamento alle attività meritevoli di garanzie. L’ulteriore sottolineatura riguarda l’obiettivo tematico 11 del documento di programmazione unitaria, che attiene la burocrazia («ulteriore elemento critico per le Pmi»). Gli altri argomenti trattati nel corso dell’audizione hanno riguardato: la territorializzazione con riferimento all’”investimento territoriale integrato” (Iti) che sarà utilizzato per lo sviluppo dei tre centri urbani di Cagliari, Sassari e Olbia ma che, a giudizio di Mameli, può essere rivolto ad altre aree e alle zone interne; l’istruzione («serve collegare scuola, formazione professionale e mondo del lavoro») e la filiera dell’edilizia sostenibile («in Sardegna è possibile reperire il know how che parte dalla progettazione di tecnologie e materiali green fino alla loro produzione e collocazione nei mercati anche extraeuropei»).

Il responsabile delle relazioni esterne e dell’area legislativa di Legacoop, Luigi Piano, ha affermato di condividere «i contenuti e le modalità attuative della programmazione unitaria 2014-2020 prospettate dalla Regione», prima di procedere con alcune considerazioni di merito su obiettivi ed azioni. Legacoop ha espresso una valutazione positiva per le risorse dislocate sui tre fondi comunitari, Fesr, Fse e Feasr per gli obiettivi tematici riferiti «alla competitività del sistema produttivo; tutela e valorizzazione delle risorse ambientali e culturali, nonché sul complesso delle azioni attivabili su occupazione, inclusione sociale e formazione». Una particolare considerazione è stata rivolta all’obiettivo tematico 11 (qualità istituzionale) che a giudizio di Piano «rappresenta il vero obiettivo discriminante rispetto alla possibilità di raggiungere livelli soddisfacenti nella pianificazione delle risorse comunitarie». Per quanto attiene i risultati attesi dal nuovo ciclo della programmazione, a giudizio di Legacoop, è necessario passare da analisi e verifiche di tipo quantitativo (legate cioè alla quantità di risorse impegnate e spese) a verifiche di tipo qualitativo (rendicontare quanti e quali effetti la spesa ha prodotto nell’abbattimento delle criticità e nel miglioramento delle condizioni di vita). Luigi Piano ha sottolineato l’importanza delle azioni volte a potenziare il sistema delle garanzie pubbliche del credito alle imprese ed ha auspicato che le argomentazioni espresse dalle parti sociali trovino opportuna valorizzazione in Consiglio regionale e che soprattutto si tenga conto delle argomentazioni nella predisposizione dei bandi per l’accesso alle risorse.

Le audizioni della commissione si sono concluse con l’intervento del presidente di Confcooperative, Carlo Tedde, che dichiarando di riconoscersi in molte delle argomentazioni illustrate dal collega di Legacoop, ha evidenziato la necessità di garantire il collegamento tra i fondi della nuova programmazione 2014-2020 e il bilancio della Regione. «L’obiettivo della nuova programmazione – ha dichiarato Tedde – deve essere quello di realizzare alcune azioni strategiche e condivise». Rafforzare il sistema delle imprese, è la priorità indicata da Tedde, insieme col rafforzamento delle competenze manageriali e con le azioni che favoriscano l’accesso al credito, la sburocratizzazione delle procedure e l’inclusione lavorativa.

Palazzo del Consiglio regionale 3 copia

Con l’audizione dei rappresentanti del mondo delle imprese e della cooperazione si sono concluse in serata le audizioni sulle riforme programmate per questa settimana dalla #Prima commissione permanente del Consiglio regionale, presieduta da Francesco Agus.

In apertura del suo intervento, il presidente di Confindustria Sardegna, Alberto Scanu, ha espresso un giudizio positivo sulla direzione presa dalla riforma nazionale orientata verso l’abolizione del bicameralismo perfetto. Fondamentale per Scanu anche il progetto di revisione del Titolo V della Costituzione. «Nel 2001 – ha detto il rappresentante degli industriali – abbiamo assistito alla riforma federalista che non ha portato benefici alle imprese». Durissimo il giudizio sull’utilizzo della specialità in Sardegna: «Per oltre 60 anni l’autonomia è stata utilizzata in modo distorto – ha affermato Scanu – anziché favorire lo sviluppo ha garantito il sottosviluppo». Secondo il presidente di Confindustria, sarebbe un bene sopprimere la potestà legislativa concorrente su alcune materie come la sanità, l’energia e i lavori pubblici e riportare la competenza esclusiva allo Stato».

Altra riforma urgente, per Scanu, è quella della macchina amministrativa regionale. «Confindustria – ha detto il presidente – è da sempre contraria ad una proliferazione di enti. Serve una ricognizione sulle società in house e sugli enti strumentali della Regione, spesso inutili e dannosi per il sistema delle imprese». Scanu ha poi auspicato un riordino degli enti locali. «In Sardegna – ha detto – il 65% dei comuni sono sotto i cinquemila abitanti. Impensabile andare avanti senza un’aggregazione dei servizi». Ultimo cenno, infine, al metodo con cui avviare la stagione delle riforme: «Bene l’Assemblea Costituente se non si trasforma nell’ennesimo carrozzone. Pensiamo ad un organo formato dalle migliori e qualificate competenze della società civile. In ogni caso – ha concluso Scanu – i tempi per procedere alle riforme non devono superare i sei mesi».

Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Cagliari, ha focalizzato la sua attenzione sul tema della razionalizzazione del sistema pubblico. «Spesso – ha detto – assistiamo ad una duplicazione di competenze e funzioni. Tutto questo va a danno delle imprese e di chi produce. Nel settore dell’edilizia, per esempio, sarebbe utile l’istituzione di una centrale unica per gli appalti». Secondo De Pascale, è necessaria in Sardegna «una svolta culturale che consenta all’apparato produttivo isolano di poter contare su regole e tempi certi». Il rappresentante di #Confindustria, infine, ha parlato di riordino degli Enti Locali: «Siamo favorevoli all’abrogazione delle provincie, prima però occorre capire a chi andranno le funzioni».

Il presidente di Confindustria Nuoro e Ogliastra Roberto Bornioli, pur ritenendo ineludibile il processo riformatore, ha evidenziato il rischio che le spinte accentratrici possano ulteriormente penalizzare le zone interne della Sardegna. «Il territorio del nuorese è stato smembrato con la nascita delle nuove province, adesso si pensa a una razionalizzazione che potrebbe accentrare competenze e funzioni alla Regione. Noi crediamo invece utile un decentramento amministrativo. Da tempo – ha concluso Bornioli – chiediamo di portare alcuni assessorati, come quello dell’Ambiente, a Nuoro».

Enrico Gaia, responsabile dei rapporti istituzionali di Confapi, si è detto favorevole al superamento della potestà concorrente su alcune materie riportandole nella sfera legislativa statale. Per Gaia, l’imperativo categorico è rappresentato dall’urgenza di procedere ad una semplificazione della macchina amministrativa e ad una drastica riduzione del peso della burocrazia. «La duplicazione delle competenze è deleteria per lo sviluppo – ha detto il rappresentante di Confapi – molte società in house della regione hanno prodotto molte perdite e nessun vantaggio per le imprese».

Claudio Atzori, presidente regionale di #Legacoop, ha presentato alla Commissione una richiesta formale perché nella revisione del nuovo Statuto sia riconosciuta la funzione sociale delle cooperazione così come stabilito dall’art. 45 della Costituzione. «Altre regioni lo hanno previsto nei loro Statuti – ha detto Atzori – è giusto che lo faccia anche la Sardegna». Tra le richieste, anche l’introduzione di una norma che assegni alla Regione la competenza sul procedimento di revisione per le cooperative, oggi riservato allo Stato: «Garantirebbe risorse aggiuntive al bilancio regionale e procedimenti più snelli per le imprese». Dal rappresentante di Legacoop, infine, la sollecitazione per uno snellimento della macchina amministrativa «commisurata alla popolazione a al sistema economico regionale» e la creazione di una «stazione unica per gli appalti» che assicurerebbe gare certe, regolari, trasparenti e controllate.

Sergio Cardia, presidente di #Agci Sardegna, ha sottolineato la necessità di una riforma complessiva della Regione. Non solo Statuto ma anche Legge statutaria, riorganizzazione della macchina amministrativa e riordino degli Enti lLocali. «La sovrapposizione di competenze frena lo sviluppo – ha detto Cardia – per far ripartire le imprese serve oggi una semplificazione legislativa e un alleggerimento della burocrazia». Da Cardia è poi arrivata una sollecitazione per l’istituzione dell’#Agenzia regionale delle entrate, «uno strumento che ribalterebbe il rapporto finanziario con lo Stato». Giudizio positivo, infine, sull’ipotesi di istituire la #Città Metropolitana di Cagliari.

Per Carlo Tedde, presidente di #Confcooperative, occorre fare un riflessione profonda sul nuovo modello di sviluppo da proporre per la Sardegna. «In questo contesto il ruolo delle cooperative sarà sempre più importante, il mondo va verso un concetto di profitto funzionale al benessere dei territori e dei cittadini». «E’ necessario dare più valore alle imprese – ha concluso Tedde – l’azione della Regione e dello Stato deve essere di supporto e non di mero controllo. «Se non ci sarà un cambio di rotta il sistema produttivo isolano è destinato al collasso».

I lavori della Prima commissione riprenderanno martedì prossimo.

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Le imprese sarde e venete delle costruzioni si sono ritrovate ieri a Cagliari, durante il seminario interregionale dal titolo Innovazione & Sostenibilità nell’Edilizia”, per confrontarsi sull’ecosostenibilità e innovazione del settore e lavorare a una collaborazione che apra nuovi mercati, crei lavoro e consolidi i rapporti tra aziende in questo momento di crisi.

Organizzato dalle #Confcooperative, #Confartigianato Imprese e #Confindustria della Sardegna, fa parte delle attività del “Progetto di Cooperazione Interregionale per l’Innovazione Sostenibile”, ideato e finanziato dalle Regioni Sardegna e Veneto.

Nell’incontro è stato ribadito come costruire e ristrutturare con canoni nuovi e compatibili con l’ambiente, produca business, formi aziende più solide e irrobustisca un mercato in crescita.

«Le opportunità, in questo settore, sono in crescita – ha affermato Carlo Tedde, Presidente di Confcooperative Sardegna – ma è necessario capire cosa sia più utile alle nostre imprese e soprattutto è importante la capacità che queste avranno di mettersi insieme e di provare a farcela».

Su questo piano anche Stefano Mameli, di Confartigianato Imprese Sardegna, il quale, spiegando il progetto, ha sottolineato come in Veneto ci siano tante imprese che vogliono lavorare insieme alle aziende sarde: «Nelle prossime settimane arriveranno in Sardegna e vorranno incontrare e agire concretamente su idee da sviluppare: il nostro “sistema casa” non può perdere questa occasione».

Nelle due regioni, infatti, sono circa 75mila le imprese edili che competono in un mercato in continua mutazione, che chiede di essere al passo con l’utilizzo di materiali “green” e, soprattutto, con sistemi efficaci di risparmio energetico.

Per dare risposte a tali richieste, quindi per crescere ed aggredire la crisi, sono necessari l’innovazione, la conoscenza di nuovi materiali e le tecnologie avanzate, ma soprattutto è necessario creare opportunità di aggregazione in filiere o reti d’impresa per conquistare nuovi mercati.

Il seminario è proseguito con le relazioni di Marco Tradori (“L’architettura naturale”), di Carlo Usai, dell’Area Valorizzazione azione ricerca di Sardegna Ricerche (“Energie Rinnovabili, efficienza energetica ed edilizia sostenibile”), Fabrizio Gallian dello Studio Gallian (“Ristrutturare e costruire in efficienza energetica”) e di Antonio Mattana, Presidente del Consorzio Solentos e Presidente di Federabitazione Confcooperative Sardegna (“La programmazione di interventi di edilizia biosostenibile”).

Nel dibattito, gli imprenditori si sono poi confrontati sui nuovi materiali, le tecnologie innovative, l’eco design, la progettazione integrata e le ristrutturazioni ma sulle iniziative da intraprendere attraverso la realizzazioni di reti imprenditoriali.

In conclusione sono state presentate le opportunità di collaborazione in rete tra le imprese sarde e quelle del Veneto.

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Questa mattina, durante una conferenza stampa presso la sala convegni della Banca CIS di Cagliari, è stato presentato il Progetto di Cooperazione Interregionale per l’Innovazione Sostenibile”. Interesserà oltre 300 imprese sarde e venete, dell’ICT, dell’agroalimentare, dell’edilizia sostenibile, del turismo e della green economy e servirà da contrasto alla crisi economica, attraverso la creazione di “reti”, l’intensificazione degli scambi e l’allargamento dei mercati.

Ideato dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalla Regione Veneto, attraverso un precedente accordo, e finanziato nell’ambito della Sovvenzione Globale Sardegna – Veneto del PO FESR Sardegna 2007-2013 e del PO FSE Veneto 2007-2013, il progetto nell’isola verrà sviluppato da un Organismo Intermedio costituito da tre partner: Confindustria Sardegna, Confcooperative Sardegna e Confartigianato Imprese Sardegna.

Nell’incontro con la stampa, Alberto Scanu, Presidente di Confindustria Sardegna, Carlo Tedde, Presidente di Confcooperative Sardegna, Luca Murgianu, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, e Stefano Miotto, Direttore di Confindustria Veneto, hanno illustrato i contenuti dell’iniziativa che sosterrà, tra il 2014-2015, la cooperazione tra le aziende delle due regioni, con l’obiettivo di fornire loro servizi reali e finanziari, formazione, assistenza alla creazione di partnership e reti di impresa dei settori selezionati.

«Il Progetto – ha detto Scanu – nasce dalla necessità e volontà di sperimentare percorsi di sviluppo fondati, oltre che sulla disponibilità di risorse finanziarie adeguate e di sinergie di sistema, sul valore aggiunto della cooperazione quale strumento essenziale per metter a frutto le migliori potenzialità dei territori e innescare fattivi processi di sviluppo. E la Sardegna ha capacità di sviluppo importanti”.

«Rappresenta una sperimentazione di azioni a supporto delle imprese– ha proseguito Tedde – attraverso l’utilizzo congiunto di due tipologie di Fondi: il Fondo Sociale Europeo (FSE) ed il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e cerca di realizzarle in modo innovativo ed integrato».

«In coerenza con la Politica regionale Europea – ha precisato Murgianu – che vuole portare tutte le Regioni allo stesso livello di sviluppo ed innovazione, permetterà di avviare una forte sperimentazione di cooperazione interregionale tra le imprese grazie all’integrazione tra i diversi fondi».

A disposizione delle aziende ci saranno le attività formative e i servizi rivolti direttamente al capitale umano, quali seminari regionali, workshop interregionali e percorsi di training aziendale, assistenza imprenditoriale per la realizzazione di progetti di cooperazione e animazione delle reti tra imprese.

Secondo Miotto «per sfruttare al meglio lo strumento della Sovvenzione serve innovazione, che si fa portando conoscenze e competenze dentro l’impresa. E’ necessario investire sulle risorse umane».

Inoltre verranno messi a disposizione aiuti finanziari destinati a sostenere progetti integrati di cooperazione, allo scopo di supportare processi di innovazione che riorganizzino e amplino le filiere, incrementando l’efficienza dei processi produttivi e lo sviluppo commerciale delle stesse. In particolare, si prevede di sostenere la crescita di raggruppamenti di imprese, anche utilizzando strumenti come il Contratto di rete.

Nell’evento pubblico di lancio del progetto, dal titolo “La Cooperazione interregionale per il recupero di competitività”, che è seguito alla conferenza stampa, Roberto Saba, Direttore di Confindustria Sardegna, Gilberto Marras, Direttore di Confcooperative Sardegna, Luca Murgianu, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna, e Stefano Miotto, Direttore di Confindustria Veneto, hanno presentato pubblicamente i servizi erogati e le possibilità del progetto, a circa 200 imprenditori provenienti da tutta la Sardegna.

Gianluca Cadeddu, Direttore Generale del Centro regionale di Programmazione, ha invece illustrato i contenuti del progetto di cooperazione, le possibilità di creazione di reti interregionali e i bandi che verranno attivati nel corso del 2014.

Domani 15 gennaio 2014, con inizio alle ore 9,30, presso la sede della Banca di Credito Sardo (CIS) (viale Bonaria a Cagliari), si terrà una conferenza stampa per la presentazione del Progetto Cooperazione Interregionale per l’Innovazione Sostenibile, finanziato nell’ambito della Sovvenzione Globale Sardegna – Veneto del PO FESR Sardegna 2007-2013 e del PO FSE Veneto 2007-2013.

All’incontro, al quale parteciperanno i responsabili dei soggetti sardi partner che costituiscono l’Organismo Intermedio, Alberto Scanu per Confindustria Sardegna GAP, Luca Murgianu per Confartigianato Sardegna, Carlo Tedde per Confcooperative Sardegna, verranno illustrati i contenuti dell’iniziativa rivolta a sostenere, tra il 2014-2015, la cooperazione tra le imprese sarde e venete con l’obiettivo di fornire loro servizi reali, di formazione, finanziari e di assistenza alla creazione di partenership e reti di impresa nei campi dell’ICT, dell’agroalimentare, della bioedilizia e della green economy.

La conferenza stampa è preliminare allo svolgimento dell’evento di lancio del Progetto che inizierà alle ore 10.00 dello stesso giorno presso l’Auditorium della Banca di Credito Sardo alla presenza dell’assessore regionale della Programmazione Alessandra Zedda.

La partecipazione all’iniziativa pubblica, di cui alleghiamo il programma, è aperta a tutte le imprese e alle persone interessate.

È gradita l’iscrizione all’evento di lancio attraverso la compilazione della Scheda di iscrizione presente nel sito ufficiale del progetto http://www.cooperazioneinterregionale-sg.it/

Per informazioni sul convegno è possibile contattare i seguenti numeri:

070.44891/3384868726 Federico Marini – Confartigianato Sardegna

070.650600/3423381398 Patrizia Anedda – Confindustria Sardegna-GAP

070.402278 Tiziana Arceri – Confcooperative Sardegna.

Il 15 gennaio 2014, alle ore 9,30, presso la sede della Banca di Credito Sardo (CIS) (viale Bonaria a Cagliari), si terrà una conferenza stampa per la presentazione del Progetto Cooperazione Interregionale per l’Innovazione Sostenibile, finanziato nell’ambito della Sovvenzione Globale Sardegna – Veneto del PO FESR Sardegna 2007-2013 e del PO FSE Veneto 2007-2013.

Nel corso dell’incontro, al quale parteciperanno i responsabili dei soggetti sardi partner che costituiscono l’Organismo Intermedio, Alberto Scanu per Confindustria Sardegna GAP, Luca Murgianu per Confartigianato Sardegna, Carlo Tedde per Confcooperative Sardegna, verranno illustrati i contenuti dell’iniziativa rivolta a sostenere, tra il 2014-2015, la cooperazione tra le imprese sarde e venete con l’obiettivo di fornire loro servizi reali, di formazione, finanziari e di assistenza alla creazione di partenership e reti di impresa nei campi dell’ICT, dell’agroalimentare, della bioedilizia e della green economy.

La conferenza stampa è preliminare allo svolgimento dell’evento di lancio del Progetto che inizierà alle ore 10.00 dello stesso giorno presso l’Auditorium della Banca di Credito Sardo alla presenza dell’Assessore Alessandra Zedda.