9 August, 2026
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Sono meritevoli di un plauso sentito e corale, i giovani dell’associazione Zenit APS, Emanuele Didu, Daniele Mulas, Eugenio Cara, Matteo Delussu, Michela Palmas, Michela Cadeddu, Claudia Leone, tutti di Teulada, che di Teulada stanno facendo un luogo di manifestazioni culturali di alto livello, legando il nome del paese ad eventi appaganti per chi dell’Arte e dell’Arte innovativa, ne fa motivo di crescita personale e sociale. Un programma, quello di questa estate, realizzato nell’ambito del progetto Bisus 2026 con il contributo del Comune di Teulada e della Fondazione Sardegna, sul filo di idee assolutamente originali, accattivanti nella realizzazione, espressione di creatività non comune, frutto di intuito e di una genialità educata grazie a studi di alto livello, ad esperienze artisticamente formative in ambiti i più diversi, che hanno permesso una peculiare capacità di “guardare alla realtà in maniera originale e stimolante”. E quanto stimolante possa essere una tale visione dell’Arte, lo abbiamo ben visto con la mostra “Oltre la Soglia”, allestita in luoghi diversi del paese, in edifici antichi, disabitati da tempo ma pieni di quel fascino che solo l’essere antico sa conferire ai luoghi. Una mostra in cui 13 artisti di “provenienza, formazione e background differenti” hanno acceso la curiosità dei visitatori, stimolandone la riflessione su quanto l’artista avesse voluto intendere e raggiungere con la sua creazione.

Tante le realizzazioni pittoriche, i video, i giochi di luce, le prove di maestria nella creazione scenica, che hanno suscitato ammirazione per come abbiano saputo conferire la dignità di luoghi ‘custodi della creazione artistica’ persino ad edifici che non avresti mai immaginato ne celassero le qualità, tanto meno i requisiti. E come se non bastasse, è tale e tanta la passione per Teulada di questi giovani eccezionali, tanto fermo il loro desiderio di promuoverne le tante opportunità, da averli spinti, nell’ambito dell’altro momento del progetto Bisus 2026, Cinema sotto le Stelle, a chiedere al regista Riccardo Milani la proiezione in Piazza di Chiesa dell’ormai famosissimo film, girato proprio a Teulada “La Vita va così”, una commedia sociale ormai diventata emblema mondiale – il film si sta proiettando ovunque – della difficile scelta fra “sviluppo economico, lavoro e tutela ambientale”. Un film alla cui proiezione, quella sera, era presente lo stesso regista, gentilissimo e gioviale con tutti, insieme all’ormai mitico protagonista principale, Giuseppe Ignazio Loi, con tutta la accattivante simpatia dei suoi ottantaquattro anni di semplice ed umile pastore, e a tanti Teuladini che nel film hanno recitato altre parti o ne sono stati comparse, anche solo per brevi momenti. Una grande festa di popolo per un film che ha voluto “dare voce alle ragioni di tutti” senza emettere giudizi divisivi, in cui i veri protagonisti sono Teulada e la sua gente. E che Zenit ha inteso riproporre quale omaggio al proprio paese! Che incanto, alla fine del film, il live set di Moses Concas!

Un momento Cinema sotto le stelle in cui i giovani di Zenit APS hanno dato ancora significato e prova della propria vicinanza ai più fragili, agli emarginati, agli ultimi ed agli esclusi dal successo economico, con “Città di Pianura”, road movie con cui il regista Francesco Sassoi ha inteso gettare luce sullo smarrimento post industriale in Veneto, una situazione tanto assimilabile a quella che si sta vivendo anche in alcuni siti della Sardegna. Per non dire, poi, dell’altro film, l’ultimo della serie, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro, favola fantascientifica che si traduce in un «inno all’immaginazione ed all’empatia come uniche tecnologie per salvare il nostro domani”».

Un messaggio corale formidabile, ancora una manifestazione di profonda sensibilità e partecipazione alle tante problematiche della nostra epoca da parte di giovani che ci fanno veramente esclamare: «Non disperiamo, il futuro in mani simili ci sorride!». Perché sono giovani colti e preparati, che hanno lavorato alacremente, con tanto entusiasmo, indefessamente, che hanno messo a disposizione del paese e della sua gente saperi e capacità, conoscenza ed inventiva, creatività, amore e dedizione, che lavoreranno ancora ed ancora, come fin’ora dimostrato, da anni, ormai…cosa vogliamo di più?

Lucia M. Tanas

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Studenti, docenti e volontari insieme per dialogare sulla tematica dell’invecchiamento attivo. Sono stati circa in duecento ieri, a presenziare nell’aula magna del liceo “Eleonora d’Arborea” di Cagliari sede dell’evento organizzato da Anteas Amica Mpc e coordinato dallo psicologo psicoterapeuta Stefano Porcu  con la partnership di diverse associazioni di terzo settore. L’incontro, moderato dalla giornalista esperta in comunicazione sociale Marinella Arcidiacono, ha avuto inizio con i saluti del dirigente scolastico Giuliano Marcheselli a cui hanno seguito Francesco Carta, presidente Anteas Amica, Valeria Piccianu Ust Cagliari e Roberto Sarrizzu Fnp Cagliari. Una tavolata di esperti e volontari hanno via via preso la parola sulla tematica in oggetto, argomentandone attraverso studi, ricerche ed esperienze dirette. Gli interventi degli esperti, suddivisi in due sezioni, hanno preso il via con Giuseppe Frau medico e direttore della Caritas a cui hanno seguito Francesca Goghe, geriatra, Claudia Leone specializzata in psicologia dell’invecchiamento, lo psicologo Michele Vecera, Roberto Copparoni presidente Amici di Sardegna e Michele Golino volontario Anteas Amica e Sea. Gli studenti sono stati coinvolti e guidati da Marinella Arcidiacono in una metodologia interattiva che ha consentito una elaborazione dell’analisi dei bisogni e opportunità degli anziani del territorio. Attraverso la tecnica del brainstorming di idee e di un “metaplan” di informazioni raccolte, a conclusione del incontro di formazione è stato possibile dare una restituzione dei dati emersi che saranno utilizzati da Anteas Amica per creare dei progetti rivolte alle persone anziane.

«Gli anziani sono una risorsa d’inestimabile valore – ha sottolineato Francesco Carta, presidente Anteas Amica – le loro esperienze possono servire da esempio per le nuove generazioni. Il più delle volte essi si ritirano nella solitudine e nei ricordi del passato percependo di non essere più come un tempo e rinunciando alle cose piacevoli che il tempo può ancora consentire. Vi è un modo per posticipare l’età delle rinunce ed è l’invecchiamento attivo.»

Francesco Carta L’Anteas Amica MPC, persegue finalità di solidarietà sociale, civile, culturale, ricreativa, turistica per le persone anziane, i pensionati, i giovani, le donne, i bambini, gli emigrati, i diversamente abili.