4 November, 2026
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Andrea Lai è il nuovo segretario generale della Uiltucs – Uil Sardegna. La sua elezione è arrivata ieri al termine dell’assemblea del Consiglio generale dell’organizzazione sindacale di categoria, che si è tenuta a Cagliari presso il centro convegni del Caesar’s Hotel. Subentra alla guida della Uiltucs Sardegna a Cristiano Ardau, che ha rassegnato le dimissioni in seguito alla sua elezione nella Segreteria Nazionale. Cinquantaquattro anni, iglesiente, Andrea Lai ha ricoperto in passato diversi incarichi all’interno della Uiltucs regionale, sino ad arrivare nel 2013 a ricoprire quello di segretario confederale organizzativo della Uil Sardegna. Un compito importante quello nell’organizzazione confederale, che ha ricoperto sino all’anno scorso. Ora l’incarico di guidare in Sardegna l’organizzazione sindacale di categoria all’interno della Uil, che segue le lavoratrici e i lavoratori dei comparti, commercio, ristorazione, turismo, vigilanza privata, dei servizi e delle cooperative sociali.

«Una grande soddisfazione – ha detto al termine dell’assemblea Andrea Lai – unita a una grande gioia, che mi ripaga dei tanti sacrifici sostenuti fino ad ora nel corso della mia carriera sindacale. Ringrazio il Consiglio generale dell’organizzazione sindacale, per la fiducia concessami nell’assegnarmi quest’importante incarico.»

L’Assemblea generale ha provveduto a eleggere ieri anche gli altri dirigenti, che andranno a comporre la Segreteria regionale dell’organizzazione sindacale. Affiancheranno Andrea Lai nella guida della Uiltucs Sardegna, i segretari Silvia Dessì, Daniel Deiana, Marco Ferro e Giovannino Pau.

«Una squadra composta da colleghi giovani ma ben formati sulle tematiche sindacali e con grande esperienza su tutti i comparti lavorativi – ha aggiunto Andrea Lai – che con impegno e serietà, contribuirà a svolgere un’importante azione nella difesa dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori nei diversi territori dell’Isola.»

Ai lavori del Consiglio generale Uiltucs erano presenti anche la segretaria generale della Uil Sardegna, Fulvia Murru e il segretario generale nazionale della Uiltucs, Paolo Andreani.

«Rinnovare i contratti collettivi nazionali di lavoro prima delle loro scadenze – ha affermato Paolo Andreani – è un impegno centrale della nostra azione sindacale. Le trattative nella vigilanza, nelle farmacie private e negli studi professionali fanno da apripista a un percorso che punta a garantire continuità contrattuale, tutelare il potere d’acquisto e dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori.»

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Una risoluzione della commissione da portare all’attenzione dell’Aula sulla vertenza Auchan-Conad, per sostenere le ragioni dei lavoratori a rischio taglio, in seguito all’acquisizione, da parte del consorzio delle Coop, degli ipermercati della catena di distribuzione francese. È l’impegno assunto dal presidente del parlamentino del Lavoro, Alfonso Marras (Riformatori sardi), a conclusione dell’audizione dei sindacati Cisl, Cisl e Uil, impegnati al ministero dello Sviluppo economico nella difficile trattativa per salvaguardare i livelli occupazionali e le garanzie contrattuali dei 738 addetti sardi, impiegati nelle quattro strutture di vendita isolane, a Cagliari (Santa Gilla e Marconi), Sassari e Olbia.

Giuseppe Atzori (Fisascat-Cisl), Simone Congiu (Filcams Cgil) e Cristiano Ardau (Uil-Tucs), nel corso dei loro interventi, hanno ripercorso le tappe di quella che è stata definita «la terza vertenza per importanza nazionale» e che riguarda il futuro dei 15.773 lavoratori in Italia nei 269 negozi marchiati Auchan. Si ipotizzano, alla luce dei piani di ristrutturazione redatti da Conad, 6.000 esuberi per effetto del dimezzamento delle superfici di vendita, della chiusura di numerosi ipermercati e per il differente rapporto tra addetti e superficie di vendita, rispetto a quello tradizionalmente utilizzato da Auchan. Nello specifico, in Sardegna è annunciata la chiusura dei centri vendita di Sassari, Olbia e di quello di Santa Gilla a Cagliari con un drastico taglio del personale che metterebbe a rischio 396 buste paga rispetto alle attuali 738 retribuzioni.

Una situazione definita “drammatica” dai sindacati e la cui gravità è stata evidenziata, seppur con diverse sottolineature critiche, dai consiglieri di maggioranza e opposizione intervenuti nel corso dei lavori (Desiré Manca, M5S; Franco Stara, Italia Viva-Progressisti; Dario Giagoni, Lega; Piero Comandini, Pd; Gian Filippo Sechi, Udc). Da qui la richiesta unanime di un pronunciamento bipartisan della commissione  e la calendarizzazione dell’audizione dei vertici della Conad in Sardegna, prima dell’approvazione della risoluzione da portare in tempi rapidi all’attenzione del Consiglio regionale.

In precedenza, la commissione Seconda aveva ascoltato Massimo Madrigale, presidente dell’associazione culturale “Acadèmia de su sardu onlus” che ha illustrato sinteticamente “una proposta alternativa di normalizzazione linguistica alternativa a quella della Regione” e ribadito le richieste di “piena applicazione” delle norme vigenti in materia di tutela e valorizzazione della lingua sarda (in particolare: articoli 4, 9 e 15 della legge 482/1999 e articoli 13 e 17 della legge 22/2018) per favorire l’uso de sa limba nelle scuole, nelle pubbliche amministrazioni e nella toponomastica.

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Gli ex lavoratori Ati Ifras, sino al 31 dicembre 2016 impegnati nelle attività del Parco Geominerario della Sardegna, non smobilitano dai due presidi di Sassari, sul duomo della città, e Cagliari, con le tende piazzate sotto il palazzo della Regione. 

La decisione è stata presa dopo l’incontro tra l’assessore degli Affari Generali Filippo Spanu, e i sindacati che parlano di “piccoli passi in avanti, che non risolvono la vertenza”. Tanto che i manifestanti sono pronti a passare il Natale in tenda se non arriverà una soluzione definitiva per i 490 ex operatori del Geoparco sugli originari 520, nel prossimo incontro previsto per mercoledì 29 novembre. Nel Tavolo partenariale l’assessore Spanu ha fatto il punto della situazione ed illustrato le ultime novità: 27 lavoratori sono stati già assunti da Igea. Per altri 35, non sussistendo certezze sulla volontà della società Ifras di mettere a disposizione le attrezzature, verranno definiti, sulla base di una stretta collaborazione tra la stessa Igea e l’Aspal, percorsi formativi che consentano l’assunzione a tempo determinato entro il prossimo 27 novembre. Viene inoltre confermato l’inserimento di 10 addetti entro il prossimo primo dicembre e di altri 46 entro il primo gennaio del 2018. Anche il Comune di Sassari ha presentato cinque proposte per l’inserimento di 46 lavoratori e il Parco Geominerario sta verificando gli spazi per le assunzioni. Infine va avanti, con il coordinamento dell’Insar, il piano dell’esodo che prevede il coinvolgimento di 145 lavoratori: già sottoscritti gli accordi transattivi con 65 operatori.

«Non siamo soddisfatti di questo incontro ma anzi rimaniamo molto scettici sulle soluzioni che per ora sono solo sulla carta – spiega il segretario dell’Ugl, Simone Testoni – bisogna accelerare su tutte le questioni sul tavolo, a partire dal pagamento degli arretrati e del tfr con l’azienda Ati Ifras, ma il problema più grave riguarda quei lavoratori che oggi percepiscono 460 euro al mese con la Naspi. Si tratta il più delle volte di famiglie monoreddito che si trovano sotto la soglia della povertà.»

«Il prossimo incontro del 29 novembre deve essere quello risolutivo: non bisogna permettere che questi lavoratori passino il Natale in presidio al freddo e al gelo – tuona Cristiano Ardau della Uil -. Non è né umanamente né sindacalmente possibile che accada questo nel 2017. Il progetto c’è, i lavoratori pure e anche la volontà politica occorre però sconfiggere la burocrazia.»