8 December, 2021
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Venerdì 30 agosto 2019, alle 20.30, presso il Distretto di Produzione Culturale Move The Box di Villa Verde, si terrà la proiezione dei tre documentari realizzati nell’ambito del progetto Indygena alla presenza delle istituzioni coinvolte e delle comunità della Marmilla. L’evento sarà preceduto dalla presentazione della mostra fotografica che ospiterà alcune delle foto scattate durante le riprese dei singoli documentari.

La serata conclusiva sarà inoltre l’occasione per proiettare circa 30 brevi video prodotti dagli studenti delle scuole medie di Ruinas e Usellus, nell’ambito di un accordo con l’Istituto Comprensivo di Ales. L’Associazione Adjudu Cambiu ha curato la gestione del progetto e l’organizzazione degli incontri rivolti agli alunni e alle alunne delle terze medie. Il corso, affidato al docente Matteo Incollu, era articolato in due parti. La prima parte, teorica, prevedeva lo svolgimento di una serie di lezioni dedicate ai linguaggi cinematografico e audiovisivo e all’utilizzo responsabile dei social media. Bando ScrabbleLAB ”Residenze Artistico-Creative in Sardegna” POR FESR 2014-2020 – Indygena – CUP E93J17000190007 Aiuti alle imprese culturali e creative per la realizzazione di progetti di Residenze artistico-creative in Sardegna. POR FESR Sardegna 2014-2020 Azione 3.3.1

La parte pratica consisteva nell’ideazione e nella produzione di brevi filmati, che i ragazzi e le ragazze hanno realizzato esclusivamente con lo smartphone, strumento che ha permesso di fare le riprese e di registrare l’audio. In ognuno di essi, gli adolescenti si raccontano; parlano della loro vita, dei loro sogni e interessi; descrivono il loro piccolo paese, per il quale nutrono un affetto sincero. Qualcuno gioca a calcio; altri sono amanti degli animali; c’è poi chi ha una strana passione per i motocarri; altri disegnano, qualcuno canta.

Il progetto Indygena, realizzato grazie al Bando ScrabbleLAB ”Residenze Artistico- Creative in Sardegna” (POR FESR 2014-2020 –- Regione Autonoma della Sardegna), mira a favorire lo sviluppo di conoscenze e competenze di giovani cineasti sardi attraverso l’incontro con registi italiani già affermati e attivi nel contesto internazionale, e soprattutto creare una rete solida e duratura di relazioni sul territorio scelto per girare i documentari, la Marmilla. Oggi, questa terra dal passato florido, un tempo horreum dell’Impero Romano, vive una crisi legata allo spopolamento dei suoi piccoli centri, che ha forti ripercussioni sull’economia locale e sulla sopravvivenza di pratiche e mestieri di cui si sta perdendo la memoria.

Indygena nasce come un’ATI (Associazione Temporanea di Imprese), che riunisce le case di produzione sarde Mommotty, Luches e Terra de Punt, in collaborazione con Consorzio Due Giare ed il Distretto di Produzione Culturale Move The Box.

Nell’ambito del progetto Indygena, lo scorso dicembre si è svolta la rassegna “Cinema in Alta Marmilla”, un ciclo di quattro proiezioni organizzato in collaborazione con il Consorzio Due Giare, il Distretto di Produzione Culturale Move The Box, l’Unione dei Comuni dell’Alta Marmilla, i Comuni di Ales e Villa Verde, il Sardinia Art Lab, l’Associazione Casa Natale Gramsci e l’Associazione Culturale Musicale Dalton. Bando ScrabbleLAB ”Residenze Artistico-Creative in Sardegna” POR FESR 2014-2020 – Indygena – CUP E93J17000190007 Aiuti alle imprese culturali e creative per la realizzazione di progetti di Residenze artistico-creative in Sardegna. POR FESR Sardegna 2014-2020 Azione 3.3.1

Sono stati proiettati quattro film alla presenza di alcuni degli autori: Nel mondo grande e terribile di Daniele Maggioni, Laura Perini e Maria Grazia Perria (2017); Paesi e paesi (1990) e Surbiles (2017) di Giovanni Columbu; Materia oscura di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (2013).

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Quarto appuntamento, venerdì 2 agosto, a partire dalle 11.30, con l’edizione 2019 di Cinema delle terre del mare, il festival realizzato dalla Società Umanitaria di Alghero in collaborazione con l’assessorato regionale della Cultura, il comune di Alghero e la Fondazione Alghero, e con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission. Cornice di proiezioni e dibattiti, come sempre il centro storico e le spiagge più belle di Alghero.

Protagonisti di questa quarta giornata sono lo stato dell’arte del cinema indipendente sardo per il ciclo Lavori in corso; la Cagliari dei millennials ritratta per la sezione Indie; una pellicola fantasy Sardinia B-movie; il cinema spagnolo per Night on earth.

I lavori in corso iniziano la mattina, alle 11.30 a Lo Quarter, dove insieme ai registi Stefania Muresu, Daniele Atzeni, Stefano Deffenu, Antonio Maciocco e Marco Antonio Pani si discuterà del cinema sardo fuori dai circuiti commerciali nel forum Intorno al nuovo cinema indipendente sardo. L’incontro, moderato dal giornalista de La Nuova Sardegna Fabio Canessa, costituirà anche un’importante occasione per vedere in anteprima alcune immagini dei loro film prossimi all’uscita: L’autre côté du paradis, di Stefania Muresu; Ananda, di Stefano Deffenu; Inferru, di Daniele Atzeni; L’ultimo barbiere di carrera longa, di Antonio Maciocco; Nèmos andando per mare (odissea di un marinaio pastore di capre inabile al nuoto), di Marco Antonio Pani.

Il festival prosegue nel pomeriggio, alle 18.00 al Teatro Civico, dove è in programma Piove deserto ambientato a Cagliari: il film indipendente scritto e diretto da Maria Grazia Perrìa e Daniele Maggioni fotografa la generazione dei nati dopo gli anni ’80 in condizione di continua precarietà nel lavoro, negli affetti e nell’amore e, per questo, spesso costretta a emigrare.

Sempre alle 18.00, ma a Lo Quarter, verrà proiettato Conquest, di Lucio Fulci, per la sezione Sardinia B-movie. Dopo tanti horror, il regista punta sul fantasy immaginando il viaggio di un giovane, agli albori dell’umanità, verso l’esplorazione di terre selvagge e sconosciute che corrispondono, nella realtà, ai bei paesaggi di Capo Testa, Santa Teresa di Gallura.

Per il ciclo Night on earth, appuntamento alla spiaggia Maria Pia, stabilimento Rosanna, alle 22.00, con la proiezione di Formentera Lady, il film catalano che fotografa l’ideologia hippie e l’isolamento «in un’isola all’interno di un’isola», come afferma il regista e sceneggiatore Pau Durà, attraverso la storia di Samuel, costretto a fare i conti con gli affetti non appena sua figlia si presenta con il figlio.

In questo quarto appuntamento, Cinema delle terre del mare ospita la regista e sociologa visuale sassarese Stefania Muresu, autrice di film documentari tra cui “Sulla stessa barca”, presentato al festival Visioni dal Mondo nel 2017; Daniele Atzeni, film-maker classe 1973 attento osservatore della sua Iglesias, operatore di ripresa, montatore, insegnante di cinema e titolare della casa di produzione Araj Film; Stefano Deffenu, di Sassari, montatore, sceneggiatore e attore, al suo esordio alla regia con “Ananda”; l’algherese Antonio Maciocco, autore di numerosi cortometraggi e documentari tra cui Pregàries – Viatge entre la memoria e Permesso, pluripremiato col suo corto Achentannos; Marco Antonio Pani, sassarese del ’66, regista di corti e documentari (suo il film di protesta Capo e Croce, le ragioni dei pastori, in collaborazione con Paolo Carboni) sceneggiatore, montatore e docente di regia; il produttore cinematografico David Ciurana, scrittore, regista e produttore catalano di opere come Son of cain, The Headset e Normal.

Cinema delle terre del mare, il grande cinema nei luoghi più suggestivi della Riviera del Corallo, è in programma tutti i giorni sino a venerdì 9 agosto, con pellicole indipendenti, grandi classici, b-movies e proiezioni per ragazzi per un totale di 26 film da tutto il mondo, con anteprime regionali e nazionali, circa 40 ospiti italiani e internazionali in 12 giorni di festival su spiagge mozzafiato e altri luoghi incantevoli.

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Si riaccende il respiro dei versi dei poeti a Seneghe, il piccolo e affascinante borgo storico del Montiferru, pronto per accogliere la 13° edizione del Cabudanne de sos poetas, non solo il festival di poesia più importante dell’isola, ma una grande festa: della poesia, degli scrittori, degli artisti, ma anche una festa dei giovani, della popolazione seneghese, del pubblico. Filo conduttore sarà stavolta il tema delle Rivoluzioni in occasione dell’anniversario quest’anno di grandi momenti di svolta nella storia europea: dalla Riforma luterana del 1517, alla Rivoluzione russa del 1917, passando attraverso la rivoluzione culturale e i movimenti per i diritti civili degli anni ’60 e ’70, fino alla rivoluzione sarda nella produzione letteraria. Tema centrale anche delle anteprime estive che vedono il 30 agosto, alla vigilia del Cabudanne, l’ultimo appuntamento alle ore 21,00 nella Partza de sos Ballos con la proiezione del film “Nel mondo grande e terribile” di Daniele Maggioni, alla presenza del regista e dell’attore protagonista Corrado Giannetti.

Giovedì 31 agosto invece prende il via ufficialmente il festival di poesia, musica, letteratura e teatro che si articolerà nelle quattro giornate dalla mattina alla sera fino al 3 settembre. L’apertura ufficiale è alle 18.30 a Prentza de Murone  con  il consueto appuntamento degli esiti del laboratorio teatrale al Campo della Quercia, curato dai ragazzi della non-scuola di Seneghe, Domenico Cubeddu, Mariano Mastinu, Giuseppina Pintus e Manuela Flore, e subito dopo a Putzu Arru con il laboratorio di musica diretto da Simone Marzocchi.

La sera, alle 22.30, l’evento inaugurale più importante tra i più attesi di questa edizione è nella Partza de sos ballos con una straordinaria protagonista della musica d’autore italiana ai più alti livelli: Nada. Cantante, scrittrice, attrice. Un’artista coraggiosa, libera, fiera, la cui carriera è fatta di cuore  e passione, ben lontana dal ricercare momenti effimeri di successo, è considerata dalla critica tra le più importanti rappresentanti della canzone d’autore in Italia, scrive testi e da anni interpreta quelli di alcuni tra i più importanti cantautori nazionali come Piero Ciampi e Paolo Conte che hanno scritto canzoni apposta per lei. Una carriera ricca di successi e riconoscimenti e un percorso musicale di altissima qualità. Al Cabudanne porterà insieme a Julian Barrett, pianista della Toys Orchestra, il concerto di musica leggera per voce e pianoforte “Parole che si cantano anche”. Uno spettacolo di musica, parole e poesia che comprende brani come la struggente “Sul porto di Livorno” di Piero Ciampi, la popolare “Ma che freddo fa” con cui fece il suo esordio a quindici anni sul palco del Festival di Sanremo nel 1969, i grandi successi come “Il cuore è uno zingaro”, “Ti stringerò“, “Amore disperato”, insieme ai classici della tradizione popolare italiana come “Maremma” e “Malachianta”, fino all’ultima produzione di Nada che comprende “Guardami negli occhi”, “Luna piena” e “Senza un perché”, colonna sonora di The Young Pope di Sorrentino, tratto dall’album “Tutto l’amore che mi manca” del 2004 prodotto da John Parish. Non mancherà, come in ogni concerto della cantautrice livornese, un tributo al grande amico e musicista Fausto Mesolella scomparso di recente, con il brano “La posa”, titolo del brano e del loro ultimo album, uscito ad aprile di quest’anno. Nel 2016 ha vinto il premio Amnesty International” per la difesa dei diritti umani con la canzone “Ballata triste”, un brano sul femminicidio. Il live della cantante e artista poliedrica ligure sarà anticipato alle 21.30 dalla proiezione del documentario “Indiani metropolitani. Ironia e creatività nel movimento del ’77” da un’idea di Pablo Echaurrenscritto da Claudia Salaris, diretto da Antonella Sgambati e prodotto dalla Fondazione Echaurren Salaris. Un’opera che ricorda uno dei momenti più intensi, creativi e drammatici della storia italiana degli ultimi decenni: il movimento rivoluzionario del ’77 ed il clima sociale e culturale di quegli anni.

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Dopo il film sulla vita e il pensiero negli anni del carcere di Antonio Gramsci, “Nel mondo grande e terribile”, scritto e diretto da Daniele Maggioni, Laura Perini e Maria Grazia Perria, ancora una serata all’insegna della settima arte ad Oristano per il diciannovesimo festival Dromos. Questa sera, nella cornice di piazza Corrias, è in programma la proiezione del film “La tela”,  primo lungometraggio del pittore Salvatore Garau, che lo stesso artista di Santa Giusta ha realizzato nell’Istituto Penitenziario di Alta Sicurezza “Salvatore Soro” di Massama, Oristano. Si comincia alle 21.30 con ingresso libero. Presenti in sala, con Salvatore Garau, il direttore della fotografia Fabio Olmi (figlio del regista Ermanno) e Lila Place, che ha curato il montaggio. Probabile la presenza anche di alcuni dei detenuti che hanno partecipato al docufilm, oggi uomini liberi.

In sintonia con il tema portante di questa edizione di Dromos, che si riconosce sotto il titolo “Prigioni”,  “La tela” documenta la genesi di un grande dipinto realizzato da tre detenuti del carcere oristanese insieme a Salvatore Garau. L’arte richiede concentrazione, quasi sempre solitudine: una condizione indispensabile per il pittore sardo che decide di mettere in discussione portando una grande tela bianca (due metri per cinque) all’interno dell’istituto penitenziario. L’idea non è quella di insegnare ai detenuti a dipingere, ma di condividere la propria energia creativa con chi non è abituato alla libertà creativa, con chi non è libero. Davanti alla tela è dato modo ai detenuti di sprigionarsi, generare meraviglia. Il film documentario ripercorre la sfida, lo stupore, la nascita e la crescita di un progetto che dimostra la potenza dell’arte e della parola 

Con la serata odierna a Oristano, il festival Dromos suggella la sua prima parte e si appresta ad affrontare il gran finale di rito con Mamma Blues, tre serate fino a Ferragosto consacrate alla musica del diavolo. Inaugura il trittico, domenica 13, la cantante anglo-americana Lucy Woodward, tornata in scena da solista con il suo stile fra jazz, soul, pop e blues l’anno scorso con il suo quarto album: “Til They Bang On The Door”. Lunedì (14 agosto) è protagonista il cantante e chitarrista newyorkese Erik Bibb in duo con il chitarrista svedese Staffan Astner per presentare il suo ultimo disco, “Migration Blues”, pubblicato lo scorso marzo. La sera di Ferragosto, infine, si celebra con i brasilian Bixiga 70 con la loro trascinante miscela di ritmi africani e carioca, jazz e funk, afro-beat, malinké, candomblé, samba e cumbia.

L’apertura delle tre serate di Mamma Blues – con inizio alle 22.00 –  è affidata ad altrettante proposte della scena isolana: di scena domenica 13 il chitarrista Vittorio Pitzalis; lunedì 14 il quintetto Blues Tales; martedì 15 i Country’s Cousins. Dopofestival dalla mezzanotte in poi con altri tre gruppi: i Dancefloor Stompers (domenica 13), The Ticks (lunedì 14) e i Groove Elation (martedì 15 agosto).

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Torna nella sua casa base Oristano il diciannovesimo festival Dromos per una serata in ricordo di Antonio Gramsci ad ottant’anni dalla scomparsa dell’illustre politico e pensatore sardo. Domani (venerdì 11 agosto), alle 21.30 in piazza Corrias, si proietta “Nel mondo grande e terribile”, film scritto e diretto da Daniele Maggioni, Laura Perini e Maria Grazia Perria sulla vita e il pensiero negli anni del carcere dell’eminente intellettuale di Ales. Un appuntamento, questo, organizzato in collaborazione con la biblioteca comunale di Oristano, che evoca anche il tema di questa edizione del festival: “Prigioni”. Presentano il lungometraggio uscito quest’anno (78 minuti), Enrica Vidali e il produttore Tore Cubeddu, con letture di Alessandro Melis.

Il film racconta alcuni momenti della vita e parti del complesso pensiero di Antonio Gramsci, interpretato dall’attore Corrado Giannetti, attraverso una rappresentazione che restituisce la complessità delle sue riflessioni, la sua umanità e le difficoltà della sua esistenza. Nel lungometraggio vengono mostrati gli ultimi dieci anni della sua vita in carcere. Un carcere duplice: materiale, concreto ma anche intangibile, immaginario. Un periodo duro e faticoso. Ciononostante, le sue riflessioni durante il carcere, hanno lasciato una traccia indelebile nel pensiero filosofico contemporaneo. Lo spazio scenico del presente carcerario è mostrato anche come uno spazio mentale, quasi astratto che si allarga e si restringe a seconda del suo stato d’animo. Il prigioniero Gramsci lotta, dibatte, rievoca. Nella sua cella si materializzano i suoi ricordi e i suoi fantasmi. Il film si articola in una struttura a più livelli che si intersecano, e si ritrovano in rimandi e assonanze reciproche.

L’ingresso alla proiezione è libero.

Sabato 12 agosto si resta ad Oristano (nella stessa cornice di piazza Corrias), sintonizzati sul tema portante del diciannovesimo festival Dromos con la visione, alle 21.30, di un secondo film: “La tela”, il primo lungometraggio del pittore Salvatore Garau, che vede come direttore della fotografia Fabio Olmi (figlio del regista Ermanno), su un progetto dell’artista di Santa Giusta nell’Istituto Penitenziario di Alta Sicurezza di Massama-Oristano. Presenti in sala Salvatore Garau, Fabio Olmi e Lila Place.

 

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Un incontro di grande intensità con due protagonisti della fusion a Neoneli al diciannovesimo festival Dromos. Domani (giovedì 10 agosto), il piccolo borgo in provincia di Oristano ospita un chitarrista del calibro di Stanley Jordan e un’autentica icona della batteria, Billy Cobham, in concerto alle 21.30 in piazza Barigadu (anziché in piazza Italia, come inizialmente previsto). Con loro sul palco, a completare il progetto, il cileno Christian Gálvez, virtuoso del basso elettrico dal curriculum invidiabile.

Oltre a essere un musicista dal talento innato, Cobham è anche un raffinato ed originale compositore che ha saputo spaziare da un genere all’altro senza porre alcun limite alla sua musica. Lo dimostrano la sua vasta discografia e le numerose collaborazioni con artisti provenienti da tutto il mondo. Dalla fine degli anni sessanta il musicista di Panama, classe 1944, ha rivoluzionato il modo di concepire le parti destinate alla batteria, apportando una forza creativa all’ambito ritmico e assegnando ad esso una centralità senza precedenti. Ha raggiunto l’apice della fama a metà degli anni settanta divenendo uno dei musicisti più imitati nell’ambito jazz, fusion e rock.

 In una carriera che ha preso il volo nel 1985, Stanley Jordan, classe 1959, ha sempre mostrato una personalità camaleontica, anticonformista, fantasiosa e del tutto originale, lasciando la sua indelebile impronta su ogni sua interpretazione. Figura tra le più originali della storia della chitarra, il musicista di Chicago rinnova e porta ai massimi livelli una tecnica marginale, “Touch” o “Tapping” che gli permette un uso pianistico dello strumento. Jordan non usa il plettro e non “pizzica”, ma ora “percuote” ora “tira” le corde fino a creare un sound unico ormai universalmente riconosciuto. 

Conosciuto ai suoi esordi come il “Pat Martino del basso”, Christian Gálvez fa parte della generazione dei bassisti elettrici “post Pastorius”. Influenzato da colleghi come John Patitucci e Stanley Clarke, esplora il suo universo personale grazie ad un originale stile virtuosistico, dove l’uso di armonie e accordi a livello più alto è una parte fondamentale del suo linguaggio; uno stile che si avvicina a quello dei grandi geni della “chord melody” come Joe Pass, Tal Farlow, George Benson e Pat Martino.

Ingresso a 10 euro più diritti di prevendita. La serata si arricchisce con un’anteprima del festival enogastronomico e culturale Licanìas, organizzato dal Comune: una cena con prodotti del territorio (fregula, pecora e vino di Neoneli) a cura dello chef Roberto Serra del ristorante “Su Carduleu” di Abbasanta.

Venerdì 11 agosto Dromos torna nella sua casa base, a Oristano, per la proiezione, alle 21.30 in piazza Corrias, del film “Nel mondo grande e terribile”. Scritto e diretto da Daniele Maggioni, Laura Perini e Maria Grazia Perria, il lungometraggio racconta la vita e il pensiero negli anni del carcere di Antonio Gramsci (di cui ricorre l’ottantesimo anniversario della morte), interpretato dall’attore Corrado Giannetti. Il film è presentato da Enrica Vidali e dal produttore Tore Cubeddu, con letture di Alessandro Melis. L’ingresso alla proiezione, organizzata in collaborazione con la biblioteca comunale di Oristano, è libero.

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Novità nel cartellone del diciannovesimo festival Dromos, in programma dal primo al 15 agosto tra Oristano e altri undici centri della sua provincia: Baratili San Pietro, Bauladu, Cabras, Morgongiori, Neoneli, Nughedu Santa Vittoria, Nureci, San Vero Milis, Ula Tirso e Villa Verde, con anteprima a Mogoro il 30 luglio.

A tre settimane dal via, il fitto palinsesto della manifestazione organizzata dall’omonima associazione culturale si arricchisce di un importante appuntamento collaterale: l’incontro, il 6 agosto a Oristano, con il filosofo statunitense John Searle, uno tra i più influenti pensatori contemporanei, che interverrà all’Auditorium San Domenico (alle 19.00) sul tema “La costruzione sociale dei confini”.

Nato a Denver nel 1932, John R. Searle occupa un ruolo di primo piano nella comunità filosofica internazionale. Formatosi a Oxford, alla scuola della “filosofia del linguaggio ordinario” con John Austin, Gilbert Ryle e Peter Strawson, dalla fine degli anni cinquanta è professore di filosofia all’Università di Berkeley in California. Le sue indagini spaziano dalla filosofia del linguaggio e della mente all’indagine critica dell’intelligenza artificiale e della realtà sociale. Nella conferenza che terrà per il Dromos Festival, mostrerà come le barriere giuridiche ed economiche che spesso ci separano, pur avendo una propria oggettività, sono il frutto di una creazione umana. 

Un altro nuovo tassello nel palinsesto di questa edizione di Dromos che si riconosce sotto il titolo “Prigioni”, è la visione, il 12 agosto a Oristano, con inizio alle 21.30 in piazza Corrias, di “La tela”, il primo lungometraggio firmato dal pittore Salvatore Garau. Il documentario, che vede come direttore della fotografia Fabio Olmi (figlio del regista Ermanno) ripercorre la sfida, lo stupore, la nascita e la crescita di un progetto, realizzato dall’artista di Santa Giusta all’interno dell’Istituto Penitenziario di Alta Sicurezza di Massama-Oristano, che dimostra la potenza dell’arte e della parola, il colore che fa vibrare anche luoghi spogli e spenti. 

È invece fissata per la sera prima, venerdì 11 agosto (sempre alle 21.30), nella stessa cornice di piazza Corrias, la proiezione del film “Nel mondo grande e terribile” inizialmente prevista al chiostro dell’Hospitalis Sancti Antoni. Scritto e diretto da Daniele Maggioni, Laura Perini e Maria Grazia Perria, il lungometraggio racconta la vita e il pensiero negli anni del carcere di Antonio Gramsci (di cui ricorre l’ottantesimo anniversario della morte), interpretato dall’attore Corrado Giannetti.

Infine, si aggiunge un’altra suggestiva offerta alla serie di pacchetti turistici associati al festival. Si tratta degli itinerari mototuristici dei Pastori in moto, dieci motogiri abbinati ad altrettanti concerti, alla scoperta di località e paesaggi poco conosciuti attraverso appassionanti percorsi di curve, coste e montagne.

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Giovedì 20 aprile, alle ore 21.00, nei locali dello Spazio Ex-Di’ Memorie in Movimento – La Fabbrica del Cinema, in piazza Sergio Usai, nella Grande Miniera di Serbariu a Carbonia, verrà ospitata l’anteprima provinciale del film “Nel mondo grande e terribile”.

Il film, diretto da Daniele Maggioni Maria Grazia Perria e Laura Perini e prodotto da Tore Cubeddu con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission, la Società Umanitaria – Cineteca Sarda, Terra De Punt, Istituto Gramsci Sardegna, Sardegna Teatro, Casa Museo di Antonio Gramsci, Casa Natale di Antonio Gramsci, racconta la vita e le idee di Antonio Gramsci attraverso le parole che ha scritto nelle Lettere e nei Quaderni dal Carcere.

Vengono mostrati gli ultimi dieci anni della sua vita in carcere. Un carcere duplice: materiale, concreto ma anche intangibile, immaginario. Un periodo duro e faticoso.

Ciononostante, le sue riflessioni durante il carcere, hanno lasciato una traccia indelebile nel pensiero filosofico contemporaneo.

Lo spazio scenico del presente carcerario è mostrato anche come uno spazio mentale, quasi astratto che si allarga e si restringe a seconda del suo stato d’animo. Il prigioniero Gramsci lotta, dibatte, rievoca. Nella sua cella si materializzano i suoi ricordi e i suoi fantasmi.

Il film si articola in una struttura a più livelli che si intersecano e si ritrovano in rimandi e assonanze reciproche.

Alla serata, organizzata dal Centro servizi culturali Carbonia della Società Umanitaria, ad ingresso libero e gratuito, parteciperà il regista Daniele Maggioni che si intratterrà per la discussione con il pubblico al termine della proiezione.