5 August, 2026
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Un pacifico esercito di formatori, editori, docenti, scrittori, illustratori, attori, giornalisti, musicisti e poeti, invaderanno il Medio Campidano per la Festa della Letteratura Bimbi a Bordo 2026 organizzato dall’associazione guspinese InCoro, in programma dal 28 al 30 agosto con un’anteprima dal 24 al 27 tra Oristano, Assemini e Guspini. In attesa del programma completo che verrà svelato nelle prossime settimane, gli organizzatori lanciano le prime, straordinarie anticipazioni di una XIV edizione che mette al centro la letteratura per l’infanzia come baricentro per dialogare con tutte le altre discipline. Il tema di quest’anno, Corpi. Mappe per abitare il mondo, esplora la percezione dell’essere attraverso le potenzialità della narrazione. La direzione scientifica affidata a Francesco Cappa e le anime storiche della prestigiosa associazione e cooperativa culturale Hamelin di Bologna Ilaria TontardiniGiordana Piccinini ed Emilio Varrà, sottolinea la profondità di questo percorso: «Il farsi corpo è il momento decisivo dell’incontro fra realtà e vita. Il corpo è il cardine sul quale ogni avventura ruota e ogni avventura porta nella realtà un cambiamento, un’esperienza, una storia di formazione». La centralità della narrazione letteraria guiderà il festival grazie a un parterre di ospiti internazionali.

Il viaggio del festival inizierà con le anteprime del 26 agosto a Oristano e del 27 a Guspini con l’incontro con Padre Enzo Fortunato. In occasione degli 800 anni dalle celebrazioni francescane, il celebre saggista e comunicatore presenterà E se tornasse Francesco?, volume arricchito dalla prefazione di Erri De Luca; l’autore mostrerà come il santo abbia trasformato il proprio corpo, i gesti e i luoghi attraversati in una mappa vivente per abitare il mondo, indicando così una geografia della fraternità in cui il corpo diventa un ponte verso gli altri, il creato e il senso profondo dell’esistenza.

La parola scritta si farà movimento ed esperienza cinetica grazie alla danza e ai laboratori di Ivano Gamelli, docente all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e vero precursore della pedagogia del corpo in Italia. Co-fondatore della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Gamelli guiderà i più piccoli a scoprire come i gesti della formazione, l’espressione motoria e il movimento fisico siano, a tutti gli effetti, la nostra prima e fondamentale lingua per abitare il mondo.

Dalla Francia arriveranno Joëlle Jolivet e Katy Couprie, due delle autrici e illustratrice più acclamate del panorama europeo, celebri per la precisione quasi enciclopedica dei loro spettacolari albi e libri illustrati. Attraverso una sintesi unica tra rigore visivo e poesia, le due artiste mostreranno come l’immagine sappia mappare l’anatomia e la natura, rendendo accessibile ai ragazzi la complessità del nostro essere biologico e culturale. Accanto a loro, la manifestazione ospiterà la profonda voce poetica di Giusi Quarenghi ai cui versi è affidato il testo poetico sul corpo; per il mondo dell’editoria saranno presenti Maddalena Lucarelli (Fatatrac) e Monica Martinelli della pionieristica casa editrice Settenove. Questa realtà all’avanguardia, da sempre in prima linea nella prevenzione della violenza di genere attraverso l’editoria per ragazzi, trova un legame naturale e cruciale con il tema del festival, ricordando quanto il rispetto parta proprio dalla percezione primaria del sé corporeo. A dare un’identità grafica immediata ed evocativa a tutto il festival sarà invece l’illustrazione della svizzera Johanna Schaible, firma internazionale capace di condensare lo spazio e il tempo a misura di bambino.

Dalle pagine dei libri, il festival si aprirà alla contaminazione tra diversi linguaggi artistici, toccando l’impegno civile, il giornalismo e il teatro, per mostrare come «il corpo sia anche un’avventura politica, che mette al centro molteplicità e singolarità come territori di confronto e esplorazione» spiegano dal comitato. Il grande teatro civile vedrà protagonista Marco Baliani (sabato 29 agosto), che porterà in scena il suo capolavoro assoluto Kohlhaas, pietra miliare del teatro di narrazione italiano, oltre a tenere un imperdibile incontro speciale dedicato ai ragazzi. Spazio poi al giornalismo d’inchiesta con Domenico Iannacone (domenica 30 agosto), che porterà a Guspini le testimonianze della nuova stagione di Che ci faccio qui? fortunato format di Rai Tre, un viaggio nelle vite degli altri incentrato proprio sulla dimensione fisica e simbolica dell’esistenza, tra storie di fragilità, solitudine e riscatto.

Prosegue a Villacidro il cartellone di appuntamenti di spettacolo e culturali che fanno da cornice al trentottesimo Premio letterario “Giuseppe Dessì”. Attualità, poesia e teatro al centro della serata di domani, domenica 15 ottobre, che prende inizio al Mulino Cadoni, alle 17.00, con Alessia Piperno. In dialogo con Vito Biolchini, la giovane autrice romana, che nel 2016 ha lasciato l’Italia per esplorare il mondo in solitaria, presenta “Azadi!”, il suo libro fresco di uscita per Mondadori, in cui racconta la sua storia: il 28 settembre di una anno fa è stata rinchiusa per quarantacinque giorni nel settore del carcere di Teheran in cui vengono rinchiusi gli oppositori del governo iraniano per aver partecipato a una manifestazione a sostegno dei diritti delle donne. “Azadi! Azadi! Azadi!”, “Libertà! Libertà! Libertà!”, è il grido che si leva ogni giorno nei corridoi di quella prigione a spezzare per un attimo il muro di pianti e lamenti che risuona incessante.

Si rimane al Mulino Cadoni per dare spazio, alle 18.30, alla Stand-up poetry di Lorenzo Maragoni, campione mondiale 2022 di Poetry Slam: uno spettacolo di poesia, un concerto senza musica, una playlist di pezzi che parlano dell’amore, del lavoro, dell’arte, della stessa poesia. In bilico tra reale e surreale, tra spoken word e stand-up comedy, un’ora per scoprire un nuovo modo di fare poesia. Uno spettacolo che è un tentativo di dare nuove forme alla poesia contemporanea e trovare i suoi punti di contatto col teatro e con la vita. La stand-up poetry è un genere ibrido, all’incrocio tra la poesia performativa e la stand up-comedy: testi brevi e registro colloquiale, assieme a momenti più lirici propri della poesia orale e flussi verbali vicini al rap, su temi della vita quotidiana che cercano di gettare ponti di immedesimazione tra performer in scena e pubblico.

A Casa Dessì, invece, alle 21.30, sale sul palcoscenico il giornalista e documentarista Domenico Iannacone con lo spettacolo “Che ci faccio qui, in scena”, una produzione Teatro del Loto / TeatriMolisani con le musiche al vivo di Francesco Santalucia e le installazioni video di Raffaele Fiorella, con il coordinamento tecnico di Eva Sabelli e il coordinamento artistico di Stefano Sabelli. Il racconto televisivo neorealistico di Domenico Iannacone si cala nel teatro di narrazione e trasforma le sue inchieste giornalistiche in uno spazio intimo di riflessione e denuncia: il palcoscenico diventa il luogo ideale per portare alla luce quello che la televisione non può comunicare; le storie così riprendono forma, si animano di presenza viva e voce, e tornano a rivendicare il diritto di essere narrate.

 

Vicenza 3 agosto 2022 teatro astra stand up poetry TONIOLO ILARIA/COLORFOTO