19 May, 2022
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«Questa è una giornata incisa nella memoria collettiva. E’ la festa dell’Europa ed è anche la giornata dell’uccisione di Aldo Moro e di Peppino Impastato. Importante dirlo perché era un giovane giornalista e proprio in questi giorni tanti giovani giornalisti stanno morendo in luoghi di guerra. Ricordiamolo anche perché in molte nazioni non c’è la libertà di stampa, siamo un Paese sconquassato ma possiamo dirci le cose che non vanno: questa è l’Italia.»

Lo ha detto oggi, a Carbonia, la presidente della commissione Lavoro della Camera Romina Mura (Pd) intervenendo alla tavola rotonda “L’Europa tra Istituzioni e Giovani”, promossa ed introdotta dal sindaco Pietro Morittu, cui hanno partecipato fra gli altri il presidente Anci Sardegna Emiliano Deiana ed Alberto Zonchello per l’assessorato regionale della Pubblica istruzione.

«Sono stati i giovani di allora a dare vita al sogno europeoha spiegato la parlamentare del partito democratico -. Ci sono generazioni che hanno elaborato il sogno europeo, quella Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi e anche Emilio Lussu, ci sono le generazioni che hanno lavorato per l’UE costruendo passaggi fondamentali, e oggi i giovani danno per scontato essere europei e vivere in pace”, anche grazie al “programma Erasmus, con cui da 35 anni milioni di giovani di oggi si spostano e prendono l’abitudine a ragionare per parametri europei.»

Ricordando l’evento conclusivo della Conferenza sul futuro dell’Europa che si tiene oggi al Parlamento europeo di Strasburgo, Romina Mura ha richiamato «il salario minimo, perché la sfida è anche creare lavoro di qualità, far sì che i giovani che iniziano a lavorare non siano considerati come risorse umane da sfruttare ma risorse umane su cui investire».

Nelle foto: l’on. Romina Mura al tavolo dei relatori del convegno e, con il sindaco di Carbonia Pietro Morittu e l’assessore comunale alla pubblica istruzione Antonietta Melas, all’inaugurazione della Panchina europea intitolata al presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

«La Sardegna è un Sud nel Sud: nell’Isola la battaglia contro il divario deve essere più intensa e attenta che altrove.»

Così il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale Mara Carfagna si è rivolta alla delegazione di sindaci sardi ricevuta oggi e composta da Daniela Falconi (Fonni), Emiliano Deiana (Presidente Anci Sardegna), Paola Casula (Guasila), Antonio Mellino (Nule), Andrea Soddu (Nuoro), Laura Cappelli (Buggerru), Angelo Sini (Pattada) e Salvatore Masia (vice-presidente Anci Sardegna). Dall’incontro è emersa la necessità di istituire un tavolo tecnico tra tutti i soggetti amministrativi coinvolti nel Pnrr per mettere a sistema risorse e progetti. Il ministro Mara Carfagna si è anche impegnato ad ampliare il numero delle aree interne destinatarie dei fondi SNAI. Nel vecchio schema la Sardegna risulta fortemente penalizzata, con l’inserimento di due sole aree interne: il ministro ha garantito una maggiore attenzione nella definizione della prossima “mappa” a cui l’agenzia della Coesione sta già lavorando.

«La lettera inviata nelle scorse ore a tutti gli iscritti, militanti ed elettori del Pd parla a tutto il partito: una proposta aperta ed inclusiva che muove dalla radicale alternativa all’attuale maggioranza che governa la Regione.»
Lo precisa Emiliano Deiana, consigliere comunale di Bortigiadas, in merito alla lettera inviata agli iscritti e agli elettori del Pd sardo, che riassume e ribadisce la proposta congressuale sottoscritta e presentata nei giorni scorsi da duecento esponenti del Partito democratico.
«Per realizzare questa radicale alternativa serve un Partito democratico in grado di costruire una coalizione ampiaspiega Emiliano Deianademocratica, pluralista, dell’autogoverno e dell’autodeterminazione. Uno schieramento che parli non di se stesso ma della Sardegna: di poveri, di periferie, di paesi, di pastori, di alleanza fra aree urbane e aree rurali, di innovazione, di crisi climatica e di vera transizione energetica. Per raggiungere questo obiettivo ci vuole un congresso vero del partito, il cui fine unitario sarebbe l’esito di un percorso che si realizza anche dalle proposte chiare che si sono sviluppate nel nostro documento tematico. Il Pd ha bisogno di eleggere un Segretario autorevole e non un mero gestore dello status quo, il nuovo Segretario deve essere interprete di una linea politica chiara, capace di ristrutturare il partito, di aprirlo alla società esito e conseguenza di un processo che non parte dai nomi ma dalle cose da fare per la Sardegna e per i sardi» 
«Il nostro documento è stato sottoscritto da decine di iscritti e militanticonclude Emiliano Deiana pertanto dovrebbe indurre i più avveduti interlocutori a praticare le ragioni dell’unità e della riconciliazione piuttosto che ad enunciarle solamente.»

Il presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, ha inviato una nota al ministro per la transizione energetica, Roberto Cingolani, e all’assessore regionale dell’Industria, Anita Pili e, per conoscenza, al sindaco di Portoscuso, Giorgio Alimonda, sulle problematiche dell’Area industriale di Portovesme, con specifico riferimento alle politiche energetiche ed allo sviluppo territoriale.

«Giunge a questa Associazione la posizione del comune di Portoscuso sui progetti dell’area industriale di Portovesme in merito ai processi della cosiddetta “transizione ecologica”scrive Emiliano Deiana -. In particolare, il Comune pone l’attenzione come alcune iniziative in itinere che prevedrebbero il posizionamento di una nave gasiera FSRU di oltre 100.000 mc all’interno del porto industriale adiacente il centro abitato, contrastino con lo sviluppo futuro del porto industriale, limitandone fortemente la fruibilità non solo alle aziende esistenti ma anche a nuove iniziative che potrebbero invece limitare o assorbire le maestranze che perderebbero il posto di lavoro a causa della transizione energetica.»

«Senza entrare nel merito delle politiche energetiche che meriterebbero ben altri approfondimenti e terreni di confronto e dialogo fra Governo, Regione e rappresentanze delle comunità locali, finora pressoché inesistentiaggiunge Emiliano Deiana qui preme sottolineare il fatto che esiste una contrarietà della municipalità di Portoscuso rispetto alle iniziative che si intenderebbero adottare sull’area di Portovesme e sul suo porto. Solo con una mediazione fra programmi nazionali, strategie regionali e locali si possono prospettare soluzioni durature e di prospettiva. Anci Sardegna chiede, pertanto, al Ministero e alla Regione Sardegna – conclude il presidente di Anci Sardegnail pieno coinvolgimento del comune di Portoscuso nella definizione delle strategie generali calate in ambito locale, di accettare il confronto e di valutare soluzioni alternative, predisponendosi al dialogo e all’ascolto delle comunità locali.»

«Con i sindaci di Isili, Luca Pilia, e di Alghero, Mario Conoci, abbiamo portato ieri mattina all’attenzione dell’assemblea ANCI il problema della chiusura nei nostri Comuni degli sportelli dell’Agenzia delle Entrate.
Il presidente Anci, Emiliano Deiana si è impegnato all’emanazione di un documento a nostra tutela.»
Lo ha detto Paola Massidda, sindaco di Carbonia, attivatasi subito contro la chiusura dell’Agenzia delle entrate nella città mineraria.
ha aggiunto Paola Massiddaabbiamo approvato un documento di opposizione alla chiusura degli sportelli nel comune di Carbonia degli sportelli dell’Agenzia delle Entrate che il presidente Andrea Pisano trasmetterà ai diretti interessati.»

I sindaci delle città della Sardegna e l’Anci Sardegna in rappresentanza di tutti i Comuni dell’isola, hanno inviato una lettera al Presidente della Giunta regionale della Sardegna, Christian Solinas, «nella quale esprimono forte preoccupazione circa l’attuazione del PNRR nel nostro territorio».

Di seguito, il testo integrale.

«Come è noto, la Sardegna registra una condizione di rilevante arretramento e sottosviluppo su tutte le 6 Missioni del Piano che si evince dai dati drammatici sullo spopolamento, sulla disoccupazione, sulla dispersione e l’abbandono scolastico; condizione che potrebbe seriamente aggravarsi, pregiudicando ogni possibilità di Sviluppo Sostenibile e di ripartenza dell’isola se non si dovesse realizzare un’ adeguata e consistente crescita delle Fonti rinnovabili, incrementando anche la diffusione dell’Idrogeno Green, così come previsto dal PNRR nella Missione 2 “Rivoluzione verde e Transizione ecologica”. Per questo motivo, già qualche tempo fa, segnalavamo l’esigenza di puntare su un grande progetto di sviluppo della Rete Ferroviaria Sarda, a tutt’oggi non previsto all’interno del Piano di Rinascita e Resilienza.

I nostri primi timori, emersi al varo del Piano nazionale, hanno trovato purtroppo conferma una volta preso atto della situazione progettuale complessiva che, rimanendo sui temi della transizione ecologica e della mobilità sostenibile, prevedono uno sviluppo delle FER residuale e lontano dai bisogni energetici immediati e futuri e nessun progetto di sviluppo della Rete ferroviaria, in particolare per quelle zone dell’Isola prive di collegamenti o sottosviluppate sul piano strutturale.

Ulteriore motivo di preoccupazione e allarme è stato apprendere, dagli organi di stampa locale, della possibilità di un conflitto tra Regione e Stato, motivato da un possibile vulnus dell’Autonomia della Sardegna, qualora dovesse essere attivato l’art. 12 (Poteri sostitutivi) del D.L. 31 maggio 2021, n. 77 in caso di ritardi o impedimenti alla realizzazione del suddetto PNRR, segnatamente alla installazione di nuova potenza eolica o fotovoltaica nell’Isola.

In merito alla condizione di arretratezza citata in premessa riteniamo utile ricordare che la Sardegna sulle due Missioni citate sconta quanto segue:

Energia e Fonti rinnovabili

– Eolico e fotovoltaico sono sviluppati in misura inferiore a tutte le altre regioni meridionali e insulari;

– La produzione di energia elettrica è per il 76% da impianti termoelettrici tradizionali e la produzione da carbone si attesta sul 36%, la più alta d’Italia;

– Il phase out al 2025 sul carbone appare irrealizzabile non essendo previsti progetti per impianti di generazione di EE sostitutivi dei quasi 600 MW di produzione oggi a carbone o combustibile solido.

Infrastrutture ferroviarie

– L’isola non dispone di una rete ferroviaria elettrificata e a doppio binario (se non in una minima parte) e la trazione, conseguentemente, è prevalentemente a gasolio;

– I tempi di percorrenza sull’asse nord – sud si attestano sul ben oltre le tre ore e mezza;

– Il centro Sardegna e il suo capoluogo, scollegati dalla rete ferroviaria nella direttrice nord, verso il porto e l’aeroporto di Olbia ed è collegata all’asse ferroviario nord – sud con una vetusta linea a scartamento ridotto.

Quanto sopra dimostra la solidità delle nostre preoccupazioni e quanto l’Autonomia Sarda rischi di ritorcersi contro gli interessi dell’Isola se utilizzata, da una parte, per impedire la realizzazione di impianti FER indispensabili per sostituire la potenza termoelettrica e per la riconversione a idrogeno della trazione ferroviaria e locale e, dall’altra, per non rivendicare progetti di sviluppo del trasporto ferroviario.

Da convinti autonomisti, riteniamo che, al contrario, l’Autonomia della Sardegna, frutto di lotte e di sacrifici del Popolo sardo, sia stata concepita e sia ancora attuale solo se funzionale allo sviluppo e non, come invece appare, al ripiegamento di fronte alle sfide dei tempi e della modernità, all’incapacità di decidere oltre l’orizzonte dell’immediato consenso.

Da Amministratori locali, sui quali gravano pesanti oneri con scarsi mezzi e il rapporto diretto con i cittadini, riteniamo che l’Autonomia possa dirsi pienamente realizzata solo coinvolgendo le istanze locali, le comunità, nella programmazione e nella progettazione del futuro.

Siamo altresì convinti che tanti altri Sindaci e Amministratori locali della Sardegna condividano ed andranno a sottoscrivere questa lettera “appello” per recuperare al PNRR progetti concreti, utili e realizzabili per la nostra Isola, a partire da quelli già citati sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’idrogeno e dei trasporti ferroviari ma anche per le altre Missioni sulle quali si registrano forti carenze propositive sia di livello regionale che nazionale, imputabili al mancato coinvolgimento del territorio e al riconoscimento delle legittime istanze locali.»

Tarcisio Anedda (Sinnai), Gian Vittorio Campus (Sassari), Pier Luigi Concu (Selargius), Mario Conoci (Alghero), Emiliano Deiana (ANCI Sardegna), Francesco Dessì (Capoterra), Sabrina Licheri (Assemini), Tomaso Antonio Locci (Monserrato), Andrea Lutzu (Oristano), Paola Massidda (Carbonia), Graziano Ernesto Milia (Quartu Sant’Elena), Massimo Mulas (Porto Torres), Settimo Nizzi (Olbia), Paola Secci (Sestu), Andrea Soddu (Nuoro), Paolo Truzzu (Cagliari), Mauro Usai (Iglesias).

La Sardegna inizia il suo cammino verso Assisi per l’offerta dell’olio che alimenterà la lampada votiva sulla tomba di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.

Giovedì 6 maggio, alle ore 10.00, nell’aula magna del Seminario regionale a Cagliari si terrà la conferenza stampa di presentazione del programma e delle tematiche che caratterizzeranno il pellegrinaggio regionale nella città umbra, i prossimi 3-4 ottobre.

L’incontro con la stampa, nel rispetto delle indicazioni sanitarie, prevede l’intervento di mons. Antonello Mura, presidente della Conferenza Episcopale Sarda, mons. Roberto Carboni, arcivescovo di Oristano ed amministratore apostolico di Ales-Terralba, on.le Paolo Truzzu, sindaco della città di Cagliari, dott. Emiliano Deiana, presidente Anci Sardegna, on.le Giovanni Chessa, assessore regionale al turismo, artigianato e commercio, on.le Christian Solinas, presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Fra Marco Moroni, custode del Convento di San Francesco in Assisi, Fra Massimo Travascio, custode del Convento di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola e fra Salvatore Morittu.

«Secondo me le battaglie bisogna farle “giuste”. Non credo ci sia alcun “complotto” – se non per la temporalità – contro la Sardegna sulla zona arancione: c’è un algoritmo che è il medesimo che ci ha condotto in zona bianca (poi non mi sfugge il fatto che la zona arancione sia stata determinata da alcuni cluster ben determinati e da comportamenti non esemplari e diffusi nelle nostre comunità) e che, nei calcoli, ci ha fatto ripiombare in zona arancione.»

Sono queste le parole pronunciate dal presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, che aggiunge: «Se c’era una recriminazione da avanzare contro il Governo è il fatto di non aver fatto nulla per “difendere” la Zona Bianca e trattarla come “speciale” attivando una campagna a tappeto sui vaccini per rendere un “suo” territorio libero dal virus già ad aprile (unico caso in Europa)».

«In Sardegnaconclude Emiliano Deiana -, per una volta, dovevano essere dirottati vaccini a sufficienza per rendere la zona bianca inespugnabile dal virus. Draghi ha fallito su questo. Non su un algoritmo che ha mostrato spesso limiti evidenti.»

«Secondo me le battaglie bisogna farle “giuste”. Non credo ci sia alcun “complotto” – se non per la temporalità – contro la Sardegna sulla zona arancione: c’è un algoritmo che è il medesimo che ci ha condotto in zona bianca (poi non mi sfugge il fatto che la zona arancione sia stata determinata da alcuni cluster ben determinati e da comportamenti non esemplari e diffusi nelle nostre comunità) e che, nei calcoli, ci ha fatto ripiombare in zona arancione.»

Sono queste le parole pronunciate dal presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, che aggiunge: «Se c’era una recriminazione da avanzare contro il Governo è il fatto di non aver fatto nulla per “difendere” la Zona Bianca e trattarla come “speciale” attivando una campagna a tappeto sui vaccini per rendere un “suo” (sic!) territorio libero dal virus già ad aprile (unico caso in Europa)».

«In Sardegnaconclude Emiliano Deiana -, per una volta, dovevano essere dirottati vaccini a sufficienza per rendere la zona bianca inespugnabile dal virus. Draghi ha fallito su questo. Non su un algoritmo che ha mostrato spesso limiti evidenti.»

Antonio Caria

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«Vi scrivo ancora, dopo numerose sollecitazioni che arrivano dai Sindaci, dai Comuni e dalle comunità sarde in merito alla gestione dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in atto in Sardegna. Vi scrivo, come sempre, nell’ottica della leale collaborazione affinché insieme si possano velocizzare i tempi di processo e di comunicazione.»
Inizia così una nuova lettera inviata dal presidente di Anci Sardegna, Emiliano Deiana, al governatore Christian Solinas, al presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, e ai capigruppo per ripresentare le proposte già fatte nei giorni scorsi per la gestione dell’emergenza Covid.
«Ribadiscoscrive Emiliano Deiana -, come fatto in precedenza, che sarebbe importante e necessario provvedere all’attivazione di una piattaforma informatica che metta in relazione Ats con le autorità sanitarie locali ovvero i Sindaci, con la quale si mettano a disposizione i dati di positività in tempo reale. Anci Sardegna e le Amministrazioni locali vorrebbero, inoltre, offrire un contributo concreto da parte degli enti locali nella gestione della parte amministrativa svolta da Ats.»
«I Servizi socialiaggiunge Emiliano Deiana -, in particolare quelli dei piccoli comuni, potrebbero, infatti, mettersi a disposizione per lo svolgimento di alcune attività non strettamente legate all’aspetto sanitario, come ad esempio la comunicazione di esiti e la convocazione per lo svolgimento di tamponi alle persone interessate. Il Sindaco come Autorità sanitaria ed i Servizi sociali, infine, chiedono di poter cooperare nella segnalazione dei contatti stretti da sottoporre a tampone, persone che spesso sfuggono dall’elenco della rete dei contatti dichiarati e che i medici di base fanno difficoltà a segnalare.»
«Servirebbe, poi conclude Emiliano Deianaun forte input ai medici di Medicina generale ad attivare sempre le Usca, per tutti i casi che presentano sintomi, al fine di un più celere tracciamento dei contatti e a un affidamento dei soggetti alle valutazioni e agli accertamenti del caso.»
Antonio Caria