28 November, 2022
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Tre giornate formative sul trauma psicologico che richiede, nel contesto sanitario, una particolare attenzione per le problematiche e le implicazioni psicologiche e cliniche. Sarà questo il tema del corso dal titolo “Il trauma psicologico in ambito sanitario: un modello di intervento fenomenologico”, in programma dal 1° al 3 aprile nella sala conferenza al settimo piano dell’ospedale civile “Santissima Annunziata” di Sassari.

Al corso, proposto dalla struttura di Psicologia ospedaliera e del benessere organizzativo in collaborazione con la struttura di Formazione dell’Aou, si sono già iscritti psicoterapeuti, psicologi, psichiatri e neuropsichiatri, anche esterni all’Aou di Sassari provenienti da tutta Italia.

«La gestione del trauma psicologico prevede una particolare preparazione da parte dell’operatore sanitario – afferma Fabrizio Demaria, direttore della Psicologia ospedaliera e responsabile scientifico dell’evento -. Gestire la relazione di cura con un paziente traumatico significa riconoscere la possibilità continua della fallibilità dei tentativi di leggere e accompagnare il vissuto delle persone ma anche individuare i criteri che devono essere integrati nella pratica clinica.»

Ecco allora che, partendo dai risvolti clinici e dai contributi delle neuroscienze, scopo della formazione sarà quello di fornire contributi su ciò che accade nell’impatto traumatico al paziente. Il corso punta anche a fornire un apporto clinico sul modo in cui poter lavorare e gestire il vissuto frammentato del paziente, alla ricerca costante di un ancoraggio psicologico per il proprio disagio emotivo.

Il progetto formativo si svolgerà con un approccio teorico-pratico ed esercitazioni con role-playing, supervisione, discussione di casi e lavoro in piccoli gruppi, e prevede un secondo modulo, dal 10 al 12 giugno.

A svolgere le lezioni sarà lo psicoanalista e psicoterapeuta, esperto a livello internazionale, Sergio La Rosa.

Per ulteriori informazioni sul corso è possibile consultare la pagina dedicata sul sito web dell’Aou di Sassari, nella sezione Formazione quindi Eventi formativi.

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Comunicare un decesso o una malattia grave è un momento estremamente delicato. Da una parte può mutare drammaticamente la vita dei parenti del paziente deceduto, dall’altra può comportare importanti risvolti, soprattutto psicologici, sulla persona e sui familiari che ricevono una notizia della malattia. In entrambi i casi, si tratta di una comunicazione che sarà ricordata per anni o anche per tutta la vita.

Ecco allora, la necessità di acquisire competenze, strategie e protocolli utili a comunicare bene questo tipo di notizie. I due corsi in programma nell’Aou di Sassari hanno proprio questo obiettivo: migliorare le capacità relazionali e comunicative, così da far acquisire ai partecipanti maggiori competenze di analisi e risoluzione dei problemi che si possono presentare nei diversi contesti sanitari.

Il primo, “La gestione emotiva e psicologica nella comunicazione di morte e dell’evento avverso” è aperto a operatori interni ed esterni all’Aou e prevede ancora due edizioni, il 7 novembre e il 12 dicembre. Il secondo corso, “Le parole che non dimentico: comunicare la malattia grave”, anch’esso aperto alla partecipazione di operatori esterni all’Aou di Sassari, vede in calendario le ultime due edizioni il 6 novembre e l’11 dicembre.

Numerosi i professionisti che in questi mesi hanno partecipato alle edizioni dei due cicli di formazione: in particolare si tratta di medici di reparti che trattano le criticità ospedaliere legate all’emergenza-urgenza, ai quali si aggiungono gli infermieri dei vari reparti dell’Azienda ospedaliero universitaria.

Durante i corsi vengono affrontati i temi relativi alla gestione psicologica ed emotiva nella comunicazione di morte, il ruolo dell’operatore e la comunicazione ai familiari nel contesto clinico ospedaliero. Inoltre, si affronta la problematica connessa alla comunicazione di morte o di grave evento avverso sentinella. Si indicano le principali azioni per la comunicazione di un evento avverso, tramite un approccio aperto, onesto e trasparente con i pazienti e i familiari, con i cittadini di mass media, come, ad esempio, potrebbe accadere dopo un intervento chirurgico che ha portato a un esito infausto. E se da una parte si analizza il punto di vista dei parenti del paziente, dall’altro si tiene conto dello stesso operatore che, coinvolto nell’evento avverso, viene considerato spesso come una seconda vittima, colpita dalla sfiducia, dai timori delle ripercussioni, dalle paure di essere giudicati o di commettere nuovi errori.

Nei corsi non manca la discussione sulla dimensione etica della comunicazione, per capire quando si può parlare di buona comunicazione. Attraverso l’analisi delle considerazioni di pensatori come Epicuro, Tolstoj, Jonas, Dilthy, Gadamer, Guardini, Rahner, Arendt, Kass e Ricoeur, si offrono ai partecipanti spunti per una riflessione, anche interiore.

Proprio perché i due tipi di comunicazione rimangono indelebili nell’esperienza emotiva di familiari e pazienti, esse richiedono non soltanto tatto ma anche una formazione specifica che consenta una comunicazione non improvvisata. È necessaria, allora, una preparazione adeguata che favorisce un atteggiamento umile e rispettoso dinanzi alla sofferenza percepita dalle persone coinvolte.

I docenti dei corsi sono Fabrizio Demaria, Roberto Foddanu, Mario Oppes e Antonella Virdis, per “La gestione emotiva e psicologica nella comunicazione di morte e dell’evento avverso” quindi Fabrizio Demaria per “Le parole che non dimentico: comunicare la malattia grave”. Informazioni e modalità di iscrizione sul sito web dell’Aou di Sassari, sezione Formazione, Eventi in corso.