23 March, 2026
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Si è tenuto oggi un incontro tra il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, i capigruppo di maggioranza (presenti Pietro Cocco, Annamaria Busia, Daniele Cocco, Antonio Gaia), gli assessori Pierluigi Caria e Raffaele Paci e i presidenti di commissione Luigi Lotto, Franco Sabatini e Francesco Agus, per affrontare il tema della grave crisi del comparto agropastorale della Sardegna.

La riunione, come da impegni presi nei giorni scorsi, è stata incentrata sul reperimento delle risorse necessarie per dare risposte tempestive.

A stretto contatto con gli uffici regionali è iniziato un minuzioso ed articolato lavoro per individuare i capitoli ove reperire risorse evitando tagli di qualsiasi natura rispetto agli impegni già presi.

Nei prossimi giorni proseguirà il lavoro al fine di arrivare in aula per l’approvazione di un disegno di legge proposto dalla Giunta nel più breve tempo possibile, non prima di averlo sottoposto alla approvazione delle commissioni competenti.

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10 consiglieri regionali del centrosinistra, primi firmatari Roberto Deriu e Piero Comandini, Lorenzo Cozzolino, Daniela Forma, Giuseppe Meloni, Antonio Solinas, Mario Tendas, Francesco Agus, Annamaria Busia e Daniele Cocco Secondo, hanno presentato un’interrogazione urgente, rivolta all’assessore Arru e al presidente Pigliaru, per capire quali siano le ragioni che determinano il ritardo, nella nomina del Direttore Generale dell’Areus prevista dalla L.R. 17/2016 che sarebbe dovuta arrivare entro il 31 dicembre scorso e, trascorsi ormai sette mesi, sembra essere cronico e, «a quanto è dato a conoscere non c’è, da parte dell’assessore competente, neanche una proposta di delibera da presentare alla Giunta regionale».

«L’Azienda per l’emergenza urgenza ha una propria autonomia patrimoniale, organizzativa e gestionale – contabile, e questo ritardo non fa altro che generare conseguenze negative su tutta l’attività – sottolineano i consiglieri del centrosinistra -. Gli impegni assunti, sia con il protocollo d’intesa sottoscritto tra la Regione Sardegna e la Regionale Lombardia, sia l’impegno economico, 91 milioni di euro, per l’attivazione del servizio di elisoccorso e, il buon andamento dell’attività tutta, anche in considerazione del dimensionamento che ha interessato alcuni centri dell’Isola, necessitano con la massima urgenza la nomina del Direttore Generale.»

«A sette mesi di ritardo – concludono gli interroganti – in Consiglio regionale noi attendiamo, ma soprattutto l’attendono i sardi, una risposta da parte dell’esecutivo, una risposta che si traduce nella nomina, nel più breve tempo possibile, del Direttore Generale.»

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Il Consiglio regionale ha approvato nuove norme in materia di turismo.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha proseguito l’esame dell’ordine del giorno con la terza votazione per l’elezione del Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Prima di avviare le procedure di voto, sull’ordine dei lavori, il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha chiesto, «tenuto conto delle precedenti votazioni e della delicatezza dell’incarico, di valutare l’opportunità di un rinvio per evitare nuovi scrutini infruttuosi non in grado di dare l’esito positivo auspicato».

Il capogruppo di Art. 1 – Mdp Daniele Cocco ha condiviso la proposta di Pittalis che, messa ai voti, è stata approvata. L’elezione del Garante è stata quindi rinviata.

Sempre sull’ordine dei lavori, il consigliere del Psd’Az Christian Solinas ha sollevato un problema legato ad una recente delibera della Giunta con cui, a suo avviso, sono state di fatto anticipate alcune parti della nuova rete ospedaliera attualmente in discussione presso la commissione Sanità. Si tratta, ha sostenuto Solinas, «non solo di uno sconfinamento evidente rispetto alle prerogative del Consiglio, ma anche di un provvedimento che crea problemi alla ridefinizione del sistema ed apre la strada a ricorsi amministrativi, che metterebbero a rischio la stessa riforma».

L’Aula ha quindi ripreso la discussione del Testo unico del Turismo con l’art. 20 (Locazione occasionale a fini turistici) della legge.

Intervenendo nella discussione generale, il consigliere del Pd ha sollevato una serie di perplessità sul contenuto dell’articolo formulando successivamente una proposta di rinvio accolta dal Consiglio.

A seguire, il Consiglio ha approvato gli articoli art 21, 22 e 23.

Sull’art 24 (Stabilimenti balneari) il relatore Luigi Lotto, illustrando il parere della commissione, ha chiesto al consigliere Marco Tedde (Forza Italia), primo firmatario degli emendamenti aggiuntivi nn. 3 e 2 sulla classificazione degli stabilimenti e sull’installazione del servizio di wi-fi, di ritirarli accogliendone in sostanza il contenuto, inserito successivamente in una delibera di Giunta da sottoporre al parere della commissione.

Il consigliere Tedde ha accettato la proposta ed il Consiglio ha votato per l’accoglimento dell’emendamento orale del relatore di maggioranza Lotto.

L’Aula ha approvato subito dopo il testo modificato dell’art. 24.

Subito dopo sono stati approvati gli articoli dal 25 al 39.

L’art. 40 (Rete dei borghi della Sardegna) è stato integrato a seguito dell’approvazione dell’emendamento n.20 (Moriconi-Gaia) che assegna alla Giunta il compito di definire i requisiti necessari per l’iscrizione dei Comuni alla rete, «in base ai beni storici ed urbanistici presenti sul territorio ed alle iniziative intraprese per l’incremento delle attività turistiche»

A seguire, il Consiglio ha approvato gli articoli dal n. 41 al n. 51.

Subito dopo il presidente ha avviato la discussione dell’art 11 (Incentivi alle imprese turistiche), che l’Assemblea aveva deciso di rinviare nella seduta precedente.

Il capogruppo del Pd Pietro Cocco ha chiesto la sospensione della seduta. La richiesta è stata accolta.

Alla ripresa dei lavori l’Assemblea ha avviato la discussione degli emendamenti aggiuntivi 4 e 18, entrambi con parere negativo della commissione e della Giunta. Il primo (Peru e più) prevede che «le strutture turistiche che usufruiscono degli incentivi non possano svolgere servizio di accoglienza, pena la revoca degli stessi con obbligo di restituzione». Il secondo (Fasolino e più) assegna ai Comuni un contributo del 25%, a consuntivo, sulle spese sostenute per la promozione turistica».

Prima dell’esame delle due proposte il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, sull’ordine dei lavori, ha ricordato che in conferenza dei capigruppo si è stabilito di riprendere il primo di agosto ma, nel frattempo, «abbiamo ricevuto la richiesta di incontrare una delegazione del movimento pastori per il giorno 2». Pittalis ha infine invitato la presidenza a sottoporre l’argomento alla conferenza dei capigruppo al termine della seduta.

Il presidente Ganau ha comunicato che, al termine dei lavori, il problema sarà esaminato dalla conferenza dei capigruppo.

Tornando al dibattito sull’art. 11 e sugli emendamenti aggiuntivi presentati il consigliere di Forza Italia Antonello Peru, primo firmatario dell’emendamento n. 4, ha affermato che «l’articolo 11 è ottimo, va sostenuto e letto attentamente per le potenzialità che contiene, sia per la riqualificazione del sistema turistico regionale che per gli incentivi destinati alle strutture che vogliono ammodernarsi, dotarsi di nuove attrezzature e reti di trasporto, arredi, servizi, aree benessere». «La legge – ha aggiunto Peru – può rappresentare un fattore importante di crescita e sviluppo che premia aziende dinamiche e virtuose, e la tempo stesso la chiave per conseguire i veri obiettivi della legge a cominciare dalla destagionalizzazione, l’emendamento ha quindi queste finalità, distinguere il turismo dall’accoglienza che può essere sostenuta da altre tipologie di incentivi».

Sempre per Forza Italia il consigliere Stefano Tunis ha apprezzato la distinzione spiegata da Peru, definendola «una proposta ragionata che fa chiarezza sulle strutture e mette al riparo la Regione da accuse ingiustificate sulla commistione fra strutture di accoglienza e ricettività turistica, premiando chi ha scommesso sul turismo rispetto a chi ha scelto di preferire la rendita sicura dell’ospitalità».

Chiusa la discussione generale, il Consiglio ha approvato l’art. 11.

Subito dopo il capogruppo di Forza Italia Pittalis ha chiesto il voto segreto sull’emendamento n. 4.

Il Consiglio ha approvato l’emendamento con 27 voti favorevoli e 22 contrari.

Al termine dello scrutinio, il capogruppo del Pd Pietro Cocco, prendendo la parola sull’ordine dei lavori, ha dichiarato di dissociarsi totalmente dall’esito del voto perché, ha sottolineato, «non esiste che si riducano le libertà e i diritti dei cittadini del mondo, alla prima occasione questa norma si dovrà correggere perché così è inaccettabile».

Successivamente, l’Aula ha inziato l’esame dell’emendamento n. 18.

Il primo firmatario Giuseppe Fasolino, di Forza Italia, ha sollecitato l’allargamento dello spazio che la legge assegna alle amministrazioni comunali, perché «la Regione può e deve dare ai Comuni la possibilità ai Comuni di investire sugli eventi con parte delle risorse del proprio bilancio, riconoscendo una quota di questo investimento da parte della Giunta». Non vorrei distrazioni causate dal voto precedente, ha aggiunto, «ma questa proposta è importante non solo e non tanto per le risorse ma anche perché introduce un modo di operare corretto per tutti valutando le spese dell’anno precedente a consuntivo: è una proposta fondata sulla meritocrazia.»

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, nel sostenere le argomentazioni del collega Fasolino, si è rivolto al capogruppo del Pd Pietro Cocco al quale ha ricordato che «bisogna avere rispetto delle decisioni dell’Aula anche quando non si condividono; non capisco poi le ragioni dello scandalo perché stiamo parlando di una legge per il turismo, cosa diversa dall’accoglienza che ha una sua importanza ma è cosa diversa e va sostenute con altre leggi». «Confondere le due cose – ha continuato Pittalis – significa strumentalizzate l’emendamento che invece va rispettato ed apprezzato, senza vanificare grande lavoro del Consiglio, di maggioranza e Giunta a sostegno di una industria fra le più importanti della nostra economia».

Sempre per Forza Italia il consigliere Stefano Tunis ha affermato che «l’emendamento 4 non ammette interpretazioni, perché a fronte della scarsa durata della stagione e della modesta competitività delle nostre strutture ricettive, molti hanno riconvertito le loro attività con una scelta rispettabile, ma diversa sul piano economico ed industriale, che non limita i diritti di nessuno».

Il consigliere di art. 1 – Mdp Luca Pizzuto, con grande amarezza, ha definito il voto «immorale». «Io voglio restare umano – ha continuato – e non voterò una legge che applica un principio razzista, nessuno obbliga operatori ad accogliere persone, è un voto degno del terzo reich, non voterò la legge e abbandono l’Aula».

Il vice capogruppo di Forza Italia Marco Tedde ha dichiarato che «si sta uscendo fuori strada, non si può offendere il Consiglio in questo modo dopo aver espresso un voto libero». «Non è questa la sede per una polemica di basso livello – ha aggiunto Tedde – perché è stato solo detto solo che non ci deve essere commissione fra leggi e politiche diverse, il problema vero è che non si accetta il confronto e si viene tacciati di immoralità per avere espresso idee diverse».

Il consigliere del gruppo Misto Francesco Agus ha ricordato che «è già capitato in passato che Consiglio tornasse sui suoi passi e dovrà farlo anche stavolta; presenterò una proposta di legge per l’abrogazione di questo articolo».

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha espresso dispiacere per dover intervenire in questa circostanza perché, ha chiarito, «rispetto le idee di tutti ma quando si arriva a paragonare il Consiglio al terzo reich mi offendo, mi scandalizzo e mi sento in dovere io di stare fuori da quest’Aula, questa è una istituzione dove non è consentito di disprezzare gli altri, nessuno ha disprezzato nessuno, nessuno offenda quest’Aula e, presidente, mi sarei aspettato un gesto da lei».

La consigliera del gruppo Misto Annamaria Busia ha definito la questione «non di poco conto, ci troviamo contrapposti gli uni agli altri su una norma che a mio avviso presenta forti dubbi di costituzionalità per una limitazione che esclude chi si occupa di accoglienza». «Peraltro – ha osservato – i rimedi ci sono e non va dimenticato che la legge ha elementi positivi, non parlo di moralità ma si può sempre porre rimedio sempre che la questione non venga sottoposta ad una valutazione di costituzionalità per aspetti di tutta evidenza, auspico infine un abbassamento dei toni su una questione che comunque, per fortuna, fa emergere posizioni radicalmente diverse nella chiarezza».

Paolo Truzzu, consigliere del Misto-Fdi, ha esordito chiarendo di non voler scomodare «morale, etica e costituzionalità, basta ricorrere al semplice buon senso per accorgersi che stiamo discutendo una legge sul turismo che ha lo scopo di orientare lo sviluppo economico della nostra Regione». «Nel merito – ha continuato – l’emendamento fa una scelta discrezionale dicendo che chi fa turismo fa turismo e basso, come chi fa industria non fa artigianato, gli imprenditori sono liberi di scegliere, insomma siamo di fronte a scelte legittime che non comportano senza nessuna repressione; stiamo superando i limiti, in un modo emblematico che rappresenta purtroppo quello del Paese».

Il capogruppo di art.1-Sdp Daniele Cocco ha spostato la discussione su un altro terreno, sostenendo che «si può discutere di tutto ma senza voto segreto, noi non accettiamo questo per la nostra storia e per quello che rappresentiamo, per cui ribadiamo l’impegno per una legge abrogativa di questo emendamento inaccettabile». Troppe volte, ha concluso, «il voto segreto viene utilizzato per leggi incostituzionali, a questo punto sarebbe auspicabile un impegno comune della maggioranza per rendere inefficace questo emendamento».

Il capogruppo del Pds Gianfranco Congiu ha preso le distanza dalla «brutta pagina» del Consiglio, «non tanto per il merito e l’oggetto dell’emendamento che comunque è distonico quanto perché sarebbe stato molto meglio un confronto a viso aperto, guardandoci negli occhi, per interrogarci se siamo o non siamo per l’accoglienza, se siamo o non siamo d’accordo per evitare le stragi nel Mediterraneo». Che ci sia bisogno di uno scrutinio segreto, secondo Congiu, «è la vera ignominia e bassezza, perché è un voto che nasconde altri malesseri ed altri problemi di tenuta della maggioranza, noi comunque firmeremo per l’abrogazione».

Il capogruppo del Pd Angelo Carta si è dichiarato d’accordo sull’emendamento n.18 che assegna contributi ai Comuni di 18, mentre «sul n. 4 credo e confido in Macron perché la Francia ci avrà risolto i problemi alla radice molto prima dell’entrata in vigore». «Oggi – ha detto – discutiamo di qualcosa che non avrà nessuna efficacia, il razzismo non si misura con un voto segreto ma con la vita e gli atti di ciascuno, in ogni caso nessuno può lanciare una accusa del genere per una legge che parla di turismo e, sotto questo profilo, la maggioranza ha dato abbondanti dimostrazioni di come si fa razzismo con leggi su enti locali e sanità». Il voto di oggi non è un vulnus nei confronti di nessuno, ha concluso, «e se poi arriva una nuova proposta di legge ne parleremo serenamente».

Il consigliere di Forza Italia Stefano Tunis ha rivendicato il suo diritto «a non essere tacciato di razzismo e chiedo alla presidenza di tutelarmi, poi ricordo che quando una legge non riceve il voto per il passaggio agli articoli se ne rimanda la discussione, quindi continuiamo perché abbiamo molte cose importanti da fare».

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu, polemicamente, ha affermato di condividere l’emendamento 18, criticandone però la copertura finanziaria che sottrae risorse preziose alla sanità. Sul piano politico Deriu ha sostenuto che «questa bella legge sul turismo che cerca di portarci nella contemporaneità è stata oltraggiata, da un voto che dimostra la volontà della destra di cavalcare questo tipo di argomenti evocando l’arrivo dell’uomo forte», (interruzioni in Aula).

Dopo l’intervento dell’on. Deriu, ha preso la parola l’on. Luigi Crisponi (Riformatori), che ha detto: «Provo con evidente difficoltà a fare un passo avanti sul testo di legge e sull’emendamento 18. Se questa norma dovesse passare daremmo ossigeno a chi cerca di offrire qualità e servizi nei territori». Per l’on. Roberto Desini (Pds) «ognuno ha la propria coscienza e risponde di sé. Io non condivido lo spirito dei proponenti dell’emendamento 18 di Forza Italia ed è impostato in modo da tale da creare disparità tra i comuni costieri e quelli dell’interno. Per questo io voterò contro».

Sulla norma si è espresso anche l’on. Giorgio Oppi (Udc), che ha detto: «Voterò a favore ma sia chiaro che gli unici immorali sono gli otto, nove franchi tiratori della maggioranza che hanno votato a favore. Del resto anche ieri sera a voto palese si è manifestato il dissenso interno alla maggioranza».

L’emendamento 18 è stato respinto.

L’Aula è poi passato all’esame dell’articolo 15 (Definizione delle strutture ricettive all’aria aperta) e dei relativi emendamenti, riunificati nell’emendamento di sintesi 24 e nell’emendamento 19, come annunciato dal presidente Luigi Lotto.

L’emendamento 24 è stato approvato e anche il 19, che ha provocato la decadenza di alcuni emendamenti sostitutivi.

Sull’articolo 20 l’on. Luigi Ruggeri (Pd) ha chiesto il voto contrario all’articolo: «E’ una norma a rischio di impugnativa perché tra l’altro obbliga qualsiasi proprietario di due case che affitti  stagionalmente a costituire un’impresa. Credo che stiamo esondando dalla competenza legislativa del Consiglio regionale». 

Per l’on. Francesco Agus (Cps) «è giusto dare questo segnale scindendo tra chi ha una seconda casa e l’affitta nei mesi estivi e chi invece specula acquistando intere palazzine in frode a ogni norma. Per questo è giusto introdurre i correttivi e un tetto che separi chi affitta una casa da chi fa concorrenza sleale».

L’articolo 20 (Locazione occasionale a fini turistici)  è stato respinto a larghissima maggioranza.

Il presidente Ganau ha messo in votazione il testo definitivo della legge e sono iniziati gli interventi finali. Per l’on. Pierfranco Zanchetta (Upc) «non è chiaro come facciamo a normare i marina resort ma lascio tutto questo alla competenza dell’assessore, così come il tema del boat and breakfast. Intravedo rischi anche sull’articolo 15».

Il testo definitivo della legge è stato approvato con 42 votanti e 42 favorevoli.

Sulla proposta di legge 433 sulla raccolta funghi, il presentatore, on. Attilio Dedoni (Riformatori) ha detto: «Ci sono alcuni emendamenti, che sono migliorativi del testo in discussione. Pertanto, con un po’ di attenzione, possiamo approvare la norma».

Per l’on. Antonio Solinas (Pd) «al di là dell’intesa tra i capigruppo c’è una proposta di legge della commissione Ambiente esitata sentendo tutte le associazioni micologiche e le università. Per questo chiedo che la proposta 433 sia rinviata alla commissione.»

Il capogruppo di Forza Italia, on, Pietro Pittalis, ha definito la richiesta «schizofrenica: eravamo tutti d’accordo e si decide di ritornare in commissione per il man di pancia di qualcuno. Ne va della credibilità della conferenza dei capigruppo, che non hanno davvero più senso a questo punto. E noi se le cose stanno così non parteciperemo più. La maggioranza deve chiarirsi».

Per l’on. Michele Cossa (Riformatori) «il meglio è nemico del bene. Invito i colleghi ad approvare la legge sui funghi ipogei anche per non rendere la conferenza dei capigruppo una cosa ridicola».

Dopo l’intervento contrario dell’on. Gianluigi Rubiu (Udc) e Angelo Carta (Psd’az) e dell’on. Gianfranco Congiu (Pds) ed Antonio Solinas (Pd) sulla richiesta di rinvio l’Aula si è pronunciata a favore del rinvio in commissione.

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Riprende domani il lavoro delle commissioni del Consiglio regionale. La Commissione d’inchiesta sull’efficienza del sistema sanitario regionale e sull’adeguatezza dei suoi costi, presieduta da Attilio Dedoni, è convocata alle 10.00, nei locali dell’Ospedale San Martino di Oristano, per effettuare un sopralluogo al fine dell’acquisizione di elementi di valutazione in ordine alle problematiche relative all’Area Socio sanitaria locale di Oristano.

Sempre domani, ma alle 16.00, si riunisce la commissione “Autonomia” presieduta da Francesco Agus. All’ordine del giorno alcune audizioni sulle questioni relative al personale Forestas. I lavori proseguiranno mercoledì 19 luglio, alle ore 16.00.

Mercoledì si riuniscono anche la Seconda, la Quinta e la Sesta.

La commissione “Lavoro e Cultura”, presieduta da Gavino Manca, si riunisce alle 10,30. All’esame del parlamentino il Testo Unico sulla Lingua sarda, il documento sull’attività del Corecom per il 2017 e l’audizione dell’assessore del lavoro sulla formazione professionale.

La commissione “Attività produttive”, presieduta da Luigi Lotto, è convocata alle 10.00. All’ordine del giorno l’audizione di ANBI Sardegna sullo stato delle risorse idriche regionali e la valutazione delle iniziative conseguenti allo stato di calamità naturale. Occorrendo i lavori proseguiranno nel pomeriggio alle 16.00 e nell’intera giornata di giovedì 20 luglio 2017.

La commissione “Sanità”, presieduta da Raimondo Perra, è convocata alle 10,00 per proseguire l’esame della Proposta di ridefinizione della rete ospedaliera della Regione autonoma della Sardegna). Occorrendo i lavori relativi al doc. n. 16/XV proseguiranno nel pomeriggio e giornate successive. Al termine dei lavori sul doc. n. 16/XV la Commissione esaminerà il P/162 (Programma annuale 2017 degli interventi per lo sviluppo dello sport in Sardegna con l’audizione dell’assessore dello Sport espressione parere.

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Circa 170 milioni di euro in meno nel 2017 con il paradosso che vede le province sarde (Sassari, Nuoro, Oristano e Sud Sardegna) con la città metropolitana di Cagliari, trasferire allo Stato 23 milioni di euro in più, rispetto a quando dovrebbe essere corrisposto a Roma per la riscossione nell’Isola dell’imposta provinciale di trascrizione auto e per l’addizionale Rc auto. A fronte di oltre 100 milioni di entrate complessive, infatti, i cinque enti territoriali sardi devono riversare in totale 123 milioni di euro (101 milioni di euro per gli effetti della legge di stabilità 2015 e 22 milioni di euro circa per le disposizioni del decreto Irpef). Il tutto mentre si confermano circa 45 milioni di euro di tagli per via della spending review (legge n. 95|2012) e lo stanziamento di 20 milioni di euro, previsto dal D.L. statale n. 50/2017 (interventi a favore  degli enti territoriali) non produrrà alcun beneficio in termini di risorse disponibili a seguito dell’applicazione dei meccanismi di contenimento della spesa pubblica cui sono obbligati anche gli enti di area vasta. A titolo di esempio: l’amministrazione provinciale di Nuoro, per il 2017, ha un saldo tributi\riversamenti negativo, pari a 6.673.000 euro che,  dopo la ripartizione proporzionale dei 20 milioni stanziati dallo Stato col decreto legge n. 50 del 24 aprile 2017, si riduce solo a 3.297.335 euro, non consentendo, dunque, la spendita di risorse per i compiti rimasti in capo alle Province: stralcio dell’erba, trasporto e assistenza disabili, servizio anti insetti, manutenzione ordinaria strade e manutenzione ordinaria scuola. Voci e competenze che ormai sono ridotte all’osso, basti pensare che per la manutenzione dell’intera rete viaria provinciale dell’Isola risultano stanziati complessivamente soltanto 4.054.204 euro.

Sono questi alcuni dei numeri snocciolati questa mattina dal presidente della commissione Autonomia, Francesco Agus (ex Sel – Misto) e dal presidente della commissione Bilancio, Franco Sabatini (Pd), nel corso di una conferenza stampa congiunta nella quale i due esponenti del centrosinistra hanno di fatto riaperto la “vertenza entrate” insieme con la “vertenza province”

«Serve un pronunciamento unanime del Consiglio regionale – ha dichiarato Franco Sabatini – perché unitariamente si riapra con lo Stato la vertenza entrate: la situazione delle province è giunta al punto di non ritorno e il peso degli accantonamenti sul bilancio regionale non è più sostenibile (684 milioni di euro circa nel 2017, con un incremento di circa 400 milioni di euro nell’ultimo quinquennio).»

«Il 2017 – ha spiegato Francesco Agus – è l’anno nero delle province che, è bene ricordarlo, non sono state abolite ma non sono messe nelle condizioni di poter operare nonostante l’incedere della scadenza del prossimo dicembre, quando i commissari saranno sostituiti dagli amministratori eletti con le cosiddette elezioni di secondo livello.»

I due consiglieri della maggioranza hanno quindi sottolineato gli impegni della Regione per garantire il finanziamento, per il tramite del fondo unico (484.705 euro nel 2017), agli Enti locali della Sardegna ed hanno denunciato il rischio che, nel cosiddetto decreto Sud, dove il governo ha annunciato lo stanziamento di 100 milioni di euro per le province italiane, la ripartizione dei fondi possa penalizzare le province ricadenti all’intero delle Regioni ad autonomia speciale.

A conclusione dei rispettivi interventi i due presidenti di commissione hanno auspicato una profonda revisione della legge Delrio («è finalizzata alla liquidazione delle province ma il referendum dello scorso dicembre le ha mantenute in vita ed è bene che se ne prenda atto una volta per tutte») e non hanno escluso che la Regione sarda possa in futuro farsi carico del finanziamento dell’intero sistema degli Enti locali: «Ma soltanto se lo Stato, contestualmente, libererà il bilancio regionale dell’insostenibile peso degli accantonamenti».

 

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Dopo la manifestazione di ieri a Cagliari ed i successivi incontri con i sindacati autonomi e confederali, dalla commissione Autonomia del Consiglio regionale arrivano le prime risposte. Il parlamentino guidato da Francesco Agus ha iniziato oggi, infatti, il lavoro istruttorio sul testo di sintesi preparato  dal presidente e condiviso ieri dai capigruppo, di maggioranza e delle opposizioni.

«Rispetto alle proposte iniziali, il documento presentato contiene alcuni punti migliorativi: l’applicazione del contratto sarà subordinata alla adozione di una disciplina contrattuale adeguata a comprendere le attività e le tipologia lavorative del personale di Forestas – spiega Francesco Agus -. In questo modo riteniamo che si risolva il problema della fase transitoria e che non ci siano spazi futuri perché il Governo un domani impugni.»

La settimana prossima la commissione audirà gli assessori competenti: Filippo Spanu (Affari generali), Donatella Spano (Ambiente) oltre all’amministratore ed al direttore generale dell’Agenzia, ai sindacati confederali e autonomi e alla direzione dell’Inps.

Per il presidente Agus «l’obiettivo è risolvere i problemi strutturali e conclamati dell’ente approvando una legge che non aumenti i costi oltre il livello di sostenibilità per la casse della Regione. Non un dipendente, anche stagionale, dovrà perdere un euro a seguito di questa riforma né un diritto, retributivo o contributivo. Sono queste le linee guida concordate con la conferenza dei capigruppo: ritengo che non ci si possa discostare durante l’iter della riforma. Su questi temi approfondiremo il confronto durante le audizioni della prossima settimana».

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«Dal confronto con le organizzazioni sindacali abbiamo acquisito ulteriori elementi di conoscenza ed utili spunti di riflessione che consentiranno alla commissione, da domani, di avviare le necessarie verifiche sui problemi ancora aperti.»

Lo ha dichiarato ieri il presidente del Consiglio Gianfranco Ganau al termine di una giornata di incontri nella quale i capigruppo hanno ascoltato le valutazioni dei sindacati autonomi e confederali dell’Agenzia Forestas sui risultati della prima fase istruttoria di lavoro svolta dalla commissione presieduta da Francesco Agus.

Da oggi sarà definito il calendario delle audizioni (amministratore unico di Forestas, direzione regionale Inps, gli stessi sindacati) per definire in modo puntuale i diversi aspetti delle questioni ancora aperte: nuovo contratto, inserimento delle mansioni specifiche dell’Agenzia, riconoscimento delle professionalità, previdenza e superamento del precariato.

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Il presidente dell’Anci Sardegna, Emiliano Deiana, ha partecipato in audizione, stamane, ai lavori della commissione Autonomia

«La partita finanziaria è decisiva per la sorte del sistema delle autonomie locali e in particolare delle province sarde – ha detto Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas -. E’ questa la posizione dell’Anci Sardegna, che concorda con l’assessore Cristiano Erriu e con la Giunta regionale sulla scelta di destinare il fondo dei Comuni al pareggio del bilancio delle province sarde.»

«Certo è anche le Unioni dei Comuni hanno bisogno di un intervento finanziario ma le province sono in maggiore difficoltà – ha aggiunto Emiliano Deiana -. Quel che però non possiamo dimenticare né ignorare è il dettato della Costituzione, che prevede le province. Le province, dunque, devono essere messe in condizione di funzionare. La Giunta ed il Consiglio regionale devono muovere i primi passi per arrivare all’obiettivo della regionalizzazione della finanza locale.»

Il presidente Francesco Agus, a nome della commissione Autonomia, ha ringraziato Emiliano Deiana, garantendo l’impegno della commissione a valutare le sollecitazioni in arrivo dall’organismo di rappresentanza dei Comuni.

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E’ stata rinviata a data da destinarsi l’audizione, fissata per domani mattina alle 10,  del Presidente della Regione Francesco Pigliaru davanti alla Prima e alla Terza commissione in seduta congiunta. E’ confermata invece alle 11,15, in commissione Autonomia, l’audizione del presidente dell’ANCI sulla situazione finanziaria delle province. I lavori del parlamentino, presieduto da Francesco Agus, proseguiranno alle 16. All’ordine del giorno l’esame della situazione finanziaria delle province, l’esame del parere sul Testo unico in materia di turismo, le modifiche della legge regionale statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna; le modifiche alla legge statutaria 12 novembre 2013, n. 1 (Legge statutaria elettorale ai sensi dell’articolo 15 dello Statuto speciale per la Sardegna) e la mozione 239 sul poligono militare di Capo Teulada, i progetti di implementazione della base, e la presenza delle altre servitù militari nell’Isola.

La commissione Bilancio, presieduta da Franco Sabatini, si riunisce alle 16,30. All’ordine del giorno la proposta di legge 434 Disposizioni transitorie per la sanatoria di situazioni irregolari sugli immobili regionali e il disegno di legge 436 “Reiscrizione delle economie di stanziamento nell’ambito dei trasferimenti di cui al decreto legislativo 21 febbraio 2008, n. 46 (Norme di attuazione dello Statuto speciale della Regione autonoma della Sardegna concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione e amministrazione in materia di trasporto pubblico locale)”.

La commissione Sanità, presieduta da Raimondo Perra, prosegue per tutta la giornata l’esame della proposta di ridefinizione della rete ospedaliera.

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La seconda commissione (Cultura) presieduta da Gavino Manca (Pd) riprenderà i lavori domani (mercoledì 5 luglio), alle 10.00, con le audizioni delle associazioni linguistico-culturali sul Testo unico della lingua sarda; gli interventi delle associazioni sono stati calendarizzati sia per la mattinata che per il pomeriggio, con inizio alle 15.30.-

Giovedì 6 luglio alle 10.00, davanti alla prima commissione (Autonomia) presieduta da Francesco Agus (Misto) ed alla terza (Bilancio) presieduta da Franco Sabatini (Pd) in seduta congiunta, il presidente della Regione Francesco Pigliaru riferirà sulle problematiche delle zone interne.

La terza commissione tornerà al lavoro anche nel pomeriggio alle 16.30 per esaminare la Pl n. 434 (Disposizioni transitorie per la sanatoria di situazioni irregolari sugli immobili regionali) ed il Dl n. 436 (Reiscrizione delle economie di stanziamento nell’ambito dei trasferimenti previsti dal D.lgs 46/2008-Norme di attuazione dello Statuto speciale della Sardegna concernenti il conferimento di funzioni e compiti di programmazione ed amministrazione in materia di trasporto pubblico locale).

La commissione Sanità infine, presieduta da Raimondo Perra (Psi) proseguirà per tutta la settimana la discussione sulla riforma delle rete ospedaliera.