29 March, 2026
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E’ stato sottoscritto ieri pomeriggio, presso l’assessorato regionale del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale, il verbale d’accordo istituzionale per l’attivazione della cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale per i 291 lavoratori Eurallumina, per la durata totale di 36 mesi a partire dal 1° gennaio 2016, tra Azienda, Confindustria, Segreterie Fulc e RSU di fabbrica.

All’incontro erano presenti, per le parti:

• Eurallumina Spa – Vincenzo Rosino, Mauro Simone Angius, Sonia Vivarelli

• Confindustria Sardegna Meridionale – Andrea Porcu

• Filctem CGIL – Francesco Garau

• Femca CISL – Nino D’Orso

• Uiltec UIL – Antonio Melis

• Ugl – Piert Giorgio Piu, Marco Spiga

• RSA/RSU – Antonello Pirotto, Gian Marco Mocci, Corrado Marongiu, Enrico Pulisci, Davide Boi, Marcello Salis.

La riunione è stata presieduta dal direttore del Servizio Lavoro Rodolfo Conù.

Un risultato importante che offre ai lavoratori certezze sul percorso della ripresa produttiva, perché vincolato agli investimenti da parte dell’Azienda che ne richiede la concessione, ma la RSU e la segreteria dei Chimici lo ritengono non ancora definitivo.

Il 31 dicembre sarebbero scaduti gli ultimi quattro mesi di cassa integrazione in deroga e la nuova riforma degli ammortizzatori sociali prevede solo la mobilità o la riorganizzazione aziendale, che sostituisce il precedente strumento della ristrutturazione aziendale. La durata massima della cassa integrazione per riorganizzazione è di 24 mesi ma per il caso Eurallumina, essendo tra le dieci situazioni di crisi attenzionate a livello nazionale considerate strategiche dal ministero dello Sviluppo economico per il sistema industriale del Paese, può godere di ulteriori 12 mesi, il tempo necessario per accompagnare, come misura transitoria, i lavoratori nel periodo in ci verranno realizzate le opere per la ripresa delle produzioni. Si tratta del secondo accordo siglato con questo strumento dopo quello di Ottana Polimeri (per 24 mesi) dall’entrata in vigore del Job-Act, ma che per la durata di 36 mesi è il primo in assoluto stipulato in Sardegna.

Qualora gli ultimi passaggi non avessero esito positivo, la cassa integrazione per ristrutturazione verrebbe tra qualche mese sospesa e la possibilità di vedere i lavoratori reinseriti nelle liste di mobilità potrebbe ripresentarsi in maniera ancora più disastrosa, perché accompagnata dal definitivo accantonamento del progetto.

«Si tratta di un’eventualità che non vogliamo prendere in considerazione – commentano i delegati della RSU – perché dopo i risultati ottenuti, non è possibile che il progetto di ripartenza della fabbrica possa non trovare sviluppo e vanificarsi sul filo del traguardo, dopo anni di sacrifici e lotta mai interrotta. Per il Sulcis Iglesiente e la Sardegna tutta, è ormai chiaro a tutti che, esaurito il percorso autorizzativo in capo agli Enti preposti, dovrà partire immediatamente la fase degli investimenti (185 milioni di euro, 270 addetti degli appalti alla punta massima, 357 lavoratori diretti, oltre ai servizi, alle mense, ai trasporti, fornitori e indotto complessivo) e fare così da apripista per un rilancio complessivo del comparto industriale e produttivo in altri settori.

Siamo consapevoli di esserci conquistati con sacrificio i minuti di recupero dei tempi supplementari che erano ormai quasi scaduti – concludono i delegati della RSU Eurallumina – e li utilizzeremo per raggiungere, con ancora maggiore determinazione, l’unico risultato che possiamo accettare: la ripresa del lavoro.»

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«E’ nostro dovere, oltre che una grande soddisfazione apprendere dalla Conferenza dei servizi per l’avvio delle procedure per la costruzione della centrale di autoproduzione dello stabilimento dell’Eurallumina, che iniziano a concretizzarsi i desideri, gli sforzi, e i sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori che da oltre sei anni lottano per la riapertura dello stabilimento fermato dalla Rusal nel marzo del 2009.»

Lo scrivono oggi, in una nota, i segretari generali della Fulc Francesco Garau, Nino D’Orso e Salvatore Sini.

«La numerosa e preziosa presenza delle famiglie dei lavoratori, anche e soprattutto delle imprese d’appalto, nonché di tutte le Organizzazioni Sindacali territoriali e regionali – aggiungono i segretari generali della Fulc -, sanciscono la voglia di ridare dignità ad un territorio che da troppo tempo viene ricordato per il suo alto tasso di povertà. Riteniamo di dover sostenere con forza che è oltremodo sbagliato, per questo territorio, affermare che l’unica scelta che può essere fatta è quella tra la salute e il lavoro.

La storia del Sulcis Iglesiente evidenzia le scelte fatte; nel Basso Sulcis si pratica l’agricoltura, nelle sue coste il turismo ne afferma la bellezza, nell’Iglesiente che sarà bonificato si affermerà la cultura mineraria in tutte le sue sfaccettature, a Portovesme dovrà proseguire l’attività industriale che è insita in quello scorcio di territorio che altri prima di questa generazione ha deciso dovesse radicarsi.»

«La scelta dell’Eurallumina di autoprodurre l’energia con una centrale a carbone è l’unica percorribile, sia perché nulla aggiunge all’impianto in quanto già sono presenti delle caldaie ad olio combustibile, ma soprattutto perché in Sardegna le fonti energetiche rinnovabili sono oltre il limite massimo programmato, oltre che super incentivate con denaro pubblico (circa 20 milioni di euro all’anno provenienti dalle tasse pagate dai cittadini), e non garantirebbero una continuità produttiva costante allo stabilimento.

Ciò detto non significa che tutto deve essere concesso. Il nostro obiettivo è sempre stato e sempre sarà quello di sorvegliare che tutto sia fatto nel rispetto delle leggi che tutelano la salute pubblica e di chi giornalmente lavorerà negli impianti, ed in particolare – concludono Francesco Garau, Nino D’Orso e Salvatore Sini – vigileremo che l’Azienda e la Rusal mantengano sino in fondo gli impegni sottoscritti.»

Eurallumina.