24 June, 2022
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A distanza di 8 giorni dalle elezioni che lo hanno confermato sindaco di Sant’Antioco, con il 68,06% dei voti validi, Ignazio Locci ha assegnato le deleghe assessoriali ed ha scelto quale suo vice Francesco Garau, il consigliere più votato con 767 preferenze. Il Consiglio comunale si insedierà il 29 giugno prossimo.

Ecco la composizione della nuova Giunta con le relative deleghe:

Francesco Garau: Vice sindaco, Lavori pubblici, Pianificazione urbanistica;

Roberta Serrenti: Coordinamento politiche strategiche per la comunità educante, Turismo e Spettacolo;

Pasquale Renna: Edilizia privata, Suape, Manutenzioni, Verde pubblico, Demanio, Patrimonio, Servizi cimiteriali;

Eleonora Spiga: Politiche sociali;

Luca Mereu: Pubblica Istruzione, Cultura, Beni culturali e archivistici, Parco archeologico e Rapporti con le associazioni.

A queste si aggiungono le deleghe assegnate ai consiglieri comunali: «Benché non componenti formali della Giunta, considero i consiglieri comunali con delega, assessori aggiunti a tutti gli effetti».

Si tratta di:

Rosalba Cossu: delega per la Scuola civica di Musica Don Tore Armeni;

Mario Esu: Protezione civile, Ambiente.

«Il lavoro che ci attendecommenta Ignazio Loccisarà molto più duro ed impegnativo del primo mandato. La città ha riposto grandi aspettative in questo gruppo politico e lo ha dimostrato attribuendoci un consenso senza precedenti. Chiederò a tutti i consiglieri di contribuire al governo di Sant’Antioco. Nessuno deve sentirsi escluso. Dovremo tenere conto delle istanze di tutti.»

Il primo cittadino (che nella formazione della Giunta ha rispettato il mandato popolare attribuendo il ruolo di assessore ai primi cinque in ordine di voti ottenuti) tiene per sé le deleghe al Bilancio, Personale, Tributi e Sport: «Si tratta di incarichi di cui già mi occupavo nella precedente consiliatura ha spiegatoai quali ho aggiunto la delega allo Sport perché desidero un ruolo diretto nella gestione dei rapporti con le nostre associazioni sportive».

Ricordiamo la composizione del nuovo Consiglio comunale, con relative preferenze di eletti e non eletti.

Sindaco Ignazio Locci (3.901 voti, 68,06%).

Maggioranza 11 consiglieri, lista “Nautica, Edilizia e Turismo”: Francesco Garau 767 preferenze, Roberta Serrenti 709, Eleonora Spiga 479, Luca Mereu 389, Pasquale Renna 399, Mario Esu 364, Daniela Massa 339,  Giorgio Corsini 303, Salvatorina Iesu 290, Rosalba Cossu 247, Gianni Inguscio 217. I 5 candidati non eletti: Roberta Manunza 205, Gianni Cauli 167, Valeria Lai 162, Pinello Bullegas 127, Daniela Zara 118.

Minoranza 5 consiglieri, lista “Ester Fadda sindaca”: Ester Fadda (candidata sindaco non eletta con 1.831 voti, 31,94%), Daniela Dessena 522 preferenze, Alberto Fois 460, Mariano Gala 316, Mattia Uccheddu 185. I 12 candidati non eletti: Massimiliano Grosso 158, Monica Matta 114, Irene Pinna 113, Martina Siddi 101, Michela Basciu 97, Enrico Pittau 80, Valentina Tocco 78, Pinella Milia 75, Giorgio Capelli 71, Gianni Carboni 43, Mariagrazia Cabras 26, Adriano Cossa 15.

 

Il circolo culturale Soci Euralcoop, in piazza Marmilla, a Carbonia, ha ospitato ieri sera un dibattito sulla transizione energetica per l’ambiente ed il lavoro, organizzato dal Partito Democratico del Sulcis Iglesiente.

In oltre 4 ore di dibattito, si è parlato di energie rinnovabili come un bene per la comunità da sottrarre alla speculazione; comunità energetiche; metano nella transizione; problematiche legate alla chiusura della Centrale Grazia Deledda che Enel non intende riconvertire; il Piano per la giusta transizione. 

Il dibattito, coordinato da Giorgia Meli, assessore della Cultura del comune di Carbonia, è stato introdotto da Daniele Reginali, segretario della federazione e dal sindaco Pietro Morittu.

Dopo la relazione di Alfonso Damiano, professore ordinario del Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica dell’Università di Cagliari, sono intervenuti Claudio Atzori, presidente della Lega delle cooperative, che ha illustrato le iniziative in corso per le comunità energetiche; Samuele Piddiu, segretario regionale della Cgil; Salvatore Vincis, segretario territoriale Cisl; Fabrizio Floris, lavoratore della Portovesme srl; Alessio Dessì, ingegnere industriale; Pietro Cocco, sindaco di Gonnesa; Giacomo Guadagnini, consigliere comunale di Carbonia e consigliere d’amministrazione del Consorzio industriale; Piero Comandini, consigliere regionale; Alberto Bionducci, ingegnere, già direttore di una centrale elettrica a Portovesme; Emanuele Madeddu, segretario territoriale Filctem Cgil; Roberto Forresu, segretario regionale Fiom Cgil; Francesco Garau, segretario regionale Filctem Cgil.
Hanno concluso gli interventi, il deputato Andrea Frailis ed il senatore Gianni Marilotti, prima delle conclusioni di Tore Cherchi.

La posizione del PD sulle materie trattate, può essere così sintetizzata, come riportato in un documento:
• Piena condivisione dello sviluppo delle energie rinnovabili. Le Istituzioni, a partire dal Governo e dalla Regione, devono garantire che sole, vento, acqua, territorio e paesaggio siano considerati come beni della collettività per il suo benessere sociale e non come merci per la speculazione a profitto di pochi gruppi, come, spesso, attualmente accade.
• Sostegno alle comunità energetiche. Queste costituiscono una modalità di utilizzazione delle energie rinnovabili con effetti economici molto positivi sui cittadini. I Comuni devono dare impulso alla loro organizzazione.
• Agire per soddisfare interamente con fonti rinnovabili l’intero fabbisogno energetico pubblico a partire da quelli dei Comuni.
• Programmare i grandi impianti di energia rinnovabile in funzione degli interessi economici e sociali della collettività cioè cambiare metodo rispetto all’attuale mercato selvaggio.
• La filiera dell’idrogeno sia sviluppata nel Sulcis. Anche Enel vi abbia un ruolo attivo.
• Il gas naturale liquefatto nella transizione energetica è indispensabile. Senza la disponibilità del GNL, aziende rilevanti sono destinate alla chiusura e la già pesante situazione sociale si aggraverà.
• La sicurezza degli impianti per il GNL deve essere sempre ricercata. Per questo fine, sono indispensabili valutazioni pubbliche e trasparenti delle soluzioni più idonee, come del resto prevedono le leggi e come si è fatto in altre parti d’Italia e di Europa. In ogni sede devono esserci atteggiamenti responsabili e costruttivi.
• Il Governo e la Regione impediscano che l’Enel chiuda la centrale e scappi. il problema non si risolve accompagnando alla pensione gli attuali dipendenti e costruendo un parco batterie. Altrove, anche in Sardegna, le aziende elettriche, quando chiudono un impianto a carbone, propongono investimenti per la riconversione a gas. In altri casi nazionali ed
europei, sviluppano la filiera energia rinnovabile/idrogeno.
• Nella situazione di alti prezzi dell’energia cittadini ed imprese soffrono mentre le aziende energetiche italiane, comprese Enel e Eni, realizzano extra profitti stimati in 26 miliardi euro. Governo e Parlamento agiscano per risolvere la situazione della Portovesme che assicura il lavoro a 1500 persone non dimenticando che Enel ha nel Sulcis la sua più grande centrale eolica.

• Si denuncia, una volta di più, il grave ritardo nella predisposizione del “Piano territoriale per la giusta transizione” per il quale l’Unione Europea ha messo a disposizione centinaia di milioni di euro di finanziamenti. La Regione è perfettamente latitante.
La Giunta regionale guidata dal presidente Solinas si è rivelata incapace di affrontare questioni cruciali come la transizione energetica, il piano per la giusta transizione, il piano nazionale di ripresa e resilienza. Ha abbandonato il piano Sulcis. Nel vuoto di iniziative della Giunta regionale, è necessaria una forte iniziativa politica e sociale nel territorio. Un ruolo cruciale di progettazione del futuro e di guida unitaria spetta alle Amministrazioni locali in raccordo con le organizzazioni sociali a partire da sindacati.
Il Partito Democratico, direttamente e attraverso sindaci e amministratori, parlamentari e consiglieri regionali, agirà ricercando l’unità con l’insieme delle forze che vogliono contribuire seriamente ad affrontare questioni cruciali come la transizione energetica, a difendere le aziende pesantemente colpite da una congiuntura dei prezzi alti dell’energia e a cogliere le opportunità offerte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e dal Fondo per la giusta transizione.

 

 

Con l’indizione della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori, si avvia a conclusione, a Sant’Antioco, il procedimento dedicato ai “Lavori di manutenzione straordinaria degli impianti sportivi Lungomare Silvio Olla”, che prevede una serie di lavorazioni nelle aree che ospitano i due campi da tennis e nel campo di calcio a cinque, compresa la sostituzione del manto in erba sintetica di quest’ultimo. Un progetto che si inserisce nell’imponente programma di riqualificazione e ammodernamento degli immobili pubblici avviato da questa amministrazione comunale. L’investimento sulle strutture sportive è di 215mila euro, frutto di finanziamenti delle Isole minori ottenuti grazie alla progettazione proposta da questo Comune.

«In questi anni abbiamo dato vita a un programma poderoso di riqualificazione degli immobili di proprietà comunalecommenta il sindaco Ignazio Loccicomprese le strutture sportive: ora è il turno dei campi da tennis, accanto ai quali sono sorti due campi da Padel, e di quello di calcio a cinque. Nel frattempo, stanno per essere eseguite le ultimissime lavorazioni di completamento nei campi da padel, che presto potranno essere utilizzati. Il Lungomare e le strutture sportive così riqualificati rappresentano sempre più il biglietto da visita del nostro Comune.»

«Nello specificoevidenzia l’assessore dei Lavori pubblici, Francesco Garau le lavorazioni prevedono il rifacimento di tutte le recinzioni esterne, sia del tennis che del calcio a cinque, nonché quelle interne di delimitazione dei campi da gioco. E ancora, si procederà con il rifacimento di tutti i camminamenti interni e, infine, con la sostituzione del manto in erba sintetica del campo di calcetto.»

Al via la gara d’appalto per i lavori di “Manutenzione straordinaria, messa in sicurezza e adeguamento alle norme dell’edificio scolastico di via Lazio”, dove ha sede una delle due scuole cittadine dedicate all’infanzia. 240 mila euro di investimento per proseguire nel poderoso piano di ammodernamento, riqualificazione e messa in sicurezza dell’intero patrimonio scolastico di Sant’Antioco. Tutti gli immobili sono stati sottoposti ad interventi di varia natura, sfruttando le opportunità di Iscola prima, e del PNRR poi.

«Lo avevamo detto al nostro insediamento commenta il sindaco, Ignazio Locci che nessuna scuola di Sant’Antioco verrà lasciata indietro. E così è stato. Perché in questi cinque anni di attività amministrativa abbiamo messo mano su tutti gli edifici scolastici. Adesso è il turno dell’infanzia di “Via Lazio”. Cinque anni di programmazione, progettazione ed investimenti per le nostre scuole, per il futuro dei nostri ragazzi. Cinque anni di fatti, perché l’attività amministrativa si misura con i fatti. Ed è un fatto che, dopo i lavori realizzati in “Via Bologna”, “Via Manno”, “Via Virgilio”, Enrico Fermi”, non piova più all’interno delle scuole di Sant’Antioco.»

«Si tratta di un altro tassello posto nel grande mosaico di interventi realizzati negli immobili scolastici cittadini: il nostro è stato un piano straordinario, poderoso, che ha investito diversi milioni di euro in cinque annidice l’assessore dei Lavori pubblici, Francesco Garau -. Ora siamo arrivati alla scuola di via Lazio, nota come l’Acai”, nella quale già negli anni scorsi eravamo intervenuti con una serie di lavorazioni, tra le quali la creazione di un’area giochi a norma. Quanto all’intervento attuale, l’obiettivo che si intende perseguire è ristabilire le condizioni igienico sanitarie e di sicurezza degli ambienti scolastici risolvendo celermente le problematiche legate all’infiltrazione di acqua piovana nella copertura piana. Nel dettaglio, provvederemo alla realizzazione di una copertura inclinata con lastre autoportanti; alla sostituzione degli infissi; alla realizzazione di interventi di ripristino d’intonaco lungo tutti i cornicioni e lungo le due pareti esterne tra i due solai di copertura nonché la relativa ritinteggiatura; e ancora ripristino di intonaci e tinteggiatura all’interno dell’edificio e regimazione delle acque meteoriche di scolo.»

La Giunta comunale di Sant’Antioco ha approvato il progetto esecutivo con relativa indizione della gara d’appalto per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza e miglioramento della strada comunale “Su Pranu”, arteria di penetrazione agraria particolarmente battuta. L’investimento è di circa 280mila euro e la volontà dell’Amministrazione comunale è procedere con il ripristino di alcuni tratti di strada mediante la sistemazione di attraversamenti, pulizie e definizione delle cunette, implementazione segnaletica e barriere di protezione. In sostanza, l’obiettivo è porre fine ai disagi che da tempo immemore sono costretti a vivere coloro che la percorrono anche quotidianamente, soprattutto in occasione di piogge abbondanti.

«Avevamo assunto quest’impegno da tempocommenta il sindaco Ignazio Loccie siamo felici di mandare in appalto il cantiere, che realizzerà solo una prima parte (ancorché decisiva in ordine alla risoluzione di certe problematiche strutturali) di un programma di riqualificazione dell’arteria che è ben più ampio. Andiamo avanti per step, e annoveriamo quest’opera tra le molteplici realizzate o avviate in questi anni.»

«Il tratto interessato dal progetto parte da via Bolzano sino al Rio S’Arriaxiu e si estende per circa 850 metriaggiunge l’assessore dei Lavori pubblici e dell’Urbanistica Francesco Garau -. Le lavorazioni che verranno eseguite sono molteplici e, in generale, le parole d’ordine sono regimentazione delle acque meteoriche e sicurezza. A queste operazioni si aggiunge anche la predisposizione dell’impianto di illuminazione, che naturalmente verrà messo in opera in un secondo momento. Ci concentreremo con maggiore decisione, dunque, nella creazione di banchine, nell’apposizione di nuove barriere stradali e nell’implementazione della segnaletica. Va precisato, dunque, che ora è determinante porre fine agli allagamenti che da troppi anni si verificano in quel tratto di strada. Siamo sicuri che grazie a questo progetto risolveremo definitivamente il problema.»

Il comune di Sant’Antioco si è aggiudicato 1,6 milioni di euro, cui si aggiunge un cofinanziamento comunale di circa 400mila euro, per mettere mano alla scuola secondaria di primo grado Antioco Mannai, in via Salvo D’Acquisto. Oltre 2 milioni di euro di investimento in gran parte frutto della partecipazione “all’Avviso Pubblico per la presentazione di proposte per la messa in sicurezza e la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico esistente, da finanziare nell’ambito del Piano Nazione di Ripresa e Resilienza, Missione 4 – Istruzione e Ricerca – Potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione dagli asili nido alle Università, rivolto agli enti locali proprietari o gestori di edifici scolastici di proprietà pubblica”.

Obiettivo del progetto è l’adeguamento ed efficientamento energetico di un edificio scolastico realizzato intorno al 1960 e non pienamente in linea con le attuali norme: «Ci concentriamo essenzialmente sull’efficientamento energeticospiega l’assessore dei Lavori pubblici, Francesco Garau a partire dalla realizzazione del cappotto termico certificato, cui si aggiungeranno la rimozione dell’impianto fotovoltaico esistente e il successivo riposizionamento di un impianto potenziato e la realizzazione di una copertura ventilata. E ancora, procederemo con la sostituzione degli infissi, da metallo a pvc, e con una serie di interventi localizzati di rinforzo strutturale su murature e travi al piano primo e secondo, sulla base degli elementi di criticità derivati dall’analisi della vulnerabilità sismica. Un lavoro importante, per una scuola ampia realizzata su tre livelli. Sono grato al grande lavoro che sta conducendo l’ufficio comunale Lavori pubblici e Appalti, impegnato in un carico senza precedenti, che ci consente di sfruttare le opportunità offerte dal PNRR.»

«Portiamo avanti il nostro grande impegno promosso sulle scuole di Sant’Antioco: siamo intervenute su tutte e il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza ci consente di proseguire con forza nel nostro percorsoha aggiunto il sindaco, Ignazio Locci -. Ma non finisce qui: perché siamo attivi su  altre linee di finanziamento avviate nell’ambito del PNRR e, dopo i fondi portati a casa per l’adeguamento delle case a canone agevolato di via San Paolo e questi per la scuola Mannai, contiamo di aggiudicarci ulteriori somme a breve. Tutto questo è possibile grazie al grande lavoro di programmazione e progettazione svolto di concerto tra l’Amministrazione comunale e gli uffici comunali. Uffici che ringrazio a nome della collettività.»

E’ stato avviato ufficialmente ieri in Regione, l’iter per l’ingresso del porto di Sant’Antioco nell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna. Erano presenti al tavolo istituzionale tutti i soggetti che, a vario titolo, avranno un ruolo in questo procedimento che si spera possa essere il più celere possibile. L’incontro, svoltosi presso la sede dell’Assessorato regionale dell’Urbanistica e degli Enti Locali guidato da Quirico Sanna che ha fatto gli onori di casa, ha visto la partecipazione della dirigenza degli assessorati regionali dei Trasporti e dei Lavori pubblici, del Demanio regionale, della Direzione Marittima di Cagliari e del Comandante del porto di Sant’Antioco, nonché, soprattutto, della Presidenza dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sardegna, Massimo Deiana, in compagnia del Direttore Generale Natale Ditel. Presenti, inoltre, il sindaco di Sant’Antioco Ignazio Locci e l’assessore comunale dell’Urbanistica Francesco Garau.

«Abbiamo scritto una pagina storicacommenta il Sindaco Ignazio Loccila Regione Sardegna si è finalmente fatta carico della nostra richiesta, avviando l’iter per l’ingresso del nostro scalo portuale nel sistema della Sardegna. Un grande traguardo che, una volta raggiunto, significherà guardare il nostro porto all’interno di logiche regionali e nazionali, con fondi di investimento che gli consentiranno di assurgere definitivamente a scalo di riferimento per tutto il territorio circostante. Questo segue l’impegno che in questi anni abbiamo profuso per riuscire nell’intento: nel novembre scorso abbiamo deliberato la richiesta alla Regione ed oggi incassiamo il risultato. Il nostro, infatti, per ora è l’unico scalo isolano fuori dall’ambito del sistema portuale di Sardegna. Ormai, di fronte all’attuale scenario, non ha alcun senso che il porto di Sant’Antioco resti fuori dall’Autorità di sistema e continui a rimanere sotto l’egida della Regione Sardegna. Lo scalo antiochense riveste un ruolo fondamentale per tutto il Sud Ovest della Sardegna e ringrazio la Regione, in particolare l’assessore Quirico Sanna, per aver accolto l’istanza della nostra comunità.»

L’Amministrazione comunale, peraltro, a conclusione di un iter durato anni, nel 2019 ha approvato la presa d’atto della “Variante al Piano Regolatore del Porto”, che prevede la suddivisione delle aree portuali salvaguardando l’attività della pesca, la produzione commerciale e concedendo ampi spazi alla cantieristica e ai posti barca da diporto, nonché ai servizi che faranno dal collegamento al centro urbano.

«Questa pianificazione spiega l’assessore all’urbanistica Francesco Garausarà la base di partenza per lo sviluppo del porto. È sempre stato nostro intendimento garantire un futuro all’insegna dello sviluppo economico alle aree portuali di Sant’Antioco che passi per una loro riconversione attraverso la valorizzazione del comparto turistico e lo sviluppo della cantieristica, senza dimenticare la pratica professionale della pesca e la residuale attività dell’industria del sale. E per realizzare tutto questo adesso abbiamo un valido alleato e la certezza che Sant’Antioco entrerà nel sistema regionale garantendo lo sviluppo turistico del territorio e favorendo anche il traffico marittimo.»

«Il porto di Sant’Antioco diventerà un porto di interesse nazionaleha detto l’assessore regionale dell’Urbanistica Quirico Sanna -. Le caratteristiche dello scalo antiochense non sono quelle di un piccolo porto: riteniamo, infatti, che la posizione strategica di Sant’Antioco possa essere di supporto al porto di Cagliari. La volontà politica della Regione c’è tutta: oggi avviamo l’iter con il massimo impegno. Questa è stata la prima tappa e ne seguiranno a breve altre con l’intento di chiudere il procedimento celermente, al fine di garantire importanti occasioni di sviluppo per la comunità di Sant’Antioco e per il territorio circostante.»

Il comune di Sant’Antioco ha affidato i lavori del progetto di riqualificazione dell‘area P.I.P. – Piano Insediamenti Produttivi che conta su 1 milione di euro di investimento. L’obiettivo è mettere a norma e rendere più sicuro ed accogliente l’insediamento produttivo antiochense situato tra via Logudoro e via Rinascita.

«È un altro ampio progetto di riqualificazione che mandiamo in esecuzionecommenta il sindaco Ignazio Locciil nostro tessuto produttivo, dopo anni di abbandono, aveva bisogno di essere rassicurato con adeguati interventi urbanistici: del resto, non ci si può aspettare nuovi investimenti-insediamenti su aree non appetibili, non dotate di servizi indispensabili come, per citare un esempio banale, la linea internet veloce. Stiamo intervenendo per far crescere il P.I.P. e per dare impulso all’economia locale. Inoltre, recentemente abbiamo messo ordine nelle varie proprietà con tre bandi pubblici che hanno contribuito a sanare tutta una serie di situazioni poco chiare e anomale, oltre ad avere attribuito nuovi lotti. Adesso affrontiamo questo grande progetto di efficientamento e riqualificazione.»

Le lavorazioni prevedono una serie di interventi inseriti nell’ambito di un primo lotto funzionale che vanno dalla realizzazione di nuovi marciapiedi e nuove cunette per il deflusso delle acque, alla riqualificazione del manto stradale fino all’inserimento di nuovi lampioni per l’illuminazione.

«E non dimentichiamo anche la creazione di un ampio tratto di pista ciclabilesottolinea l’assessore dei Lavori pubblici e dell’Urbanistica Francesco Garau – la riqualificazione di via Rinascita restituisce un arteria funzionale per le attività produttive e per l’accesso alle zone umide e di balneazione del sud dell’isola. In tal senso la realizzazione della pista ciclabile è funzionale al progetto di programmazione della viabilità sostenibile che coinvolge le diverse località del Comune di Sant’Antioco, rafforzandone ulteriormente la vocazione turistica. Da evidenziare, inoltre, l’efficientamento energetico che, oltre a un riduzione dei consumi ottenuta mediante l’impiego di tecnologia LED, prevede un riassetto geometrico della disposizione dei pali in grado di garantire una distribuzione omogenea dell’illuminazione a terra. A questo si aggiungono, come detto, i lavori sulla carreggiata, dal bitume, alle cunette ai marciapiedi.»

L’Amministrazione comunale di Sant’Antioco ha affidato la progettazione per il grande intervento di rifacimento dei marciapiedi della centralissima via Garibaldi, che può fare affidamento su una dotazione finanziaria da 700mila euro. Lavori attesi da tempo, per una strada particolarmente battuta, soprattutto, dai pedoni, in quanto raccordo tra il centro urbano e il Lungomare, ma zeppa di barriere architettoniche, a partire dal posizionamento dei lampioni.

Il progetto di via Garibaldi si inserisce in un programma più ampio che, avvalendosi di uno stanziamento di oltre 3 milioni di euro destinati al rifacimento dei marciapiedi e all’abbattimento delle barriere architettoniche in alcune arterie cittadine, si suddivide in tre lotti funzionali e ha preso avvio con il primo lotto dedicato a viale Trento, da via Fra Ignazio a via Risorgimento, per il quale anche in questo caso sono stati messi sul piatto 700mila euro. «Per viale Trento siamo a buon punto, in procinto di bandire la gara d’appalto per l’esecuzione delle operecommenta Francesco Garau, assessore dei Lavori pubblicitanto che gli uffici hanno potuto iniziare a concentrarsi anche sul secondo lotto di via Garibaldi, affidando i servizi di ingegneria. È un progetto generale a cui teniamo tanto: è venuto il momento di abbattere letteralmente quelle barriere architettoniche che ancora resistono, a partire dal centro urbano. Con questo ampio programma faremo un grosso passo in avanti.»

Viale Trento e via Garibaldi rappresentano due grosse criticità su cui, questa volta, si interviene in maniera risoluta e completa, senza apporre toppe provvisorie ma ristudiando il progetto in modo globale: «Abbattere le barriere architettoniche e riqualificare i marciapiedi delle principali strade cittadine è una prioritàaggiunge il sindaco Ignazio Locci iniziamo con queste due vie principali, ma il programma completo prevede un terzo lotto da oltre 1 milione e 600mila euro con il quale faremo importanti lavori in tante altre vie. E presto vedremo l’apertura dei cantieri».

A Sant’Antioco gli immobili comunali di via Giovanni Paolo II verranno riqualificati grazie ad un finanziamento di 2 milioni di euro, reso disponibile grazie alla sinergia tra Amministrazione comunale ed Ufficio Lavori Pubblici ed Appalti ed alla partecipazione al programma “Sicuro, verde e sociale: riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica” bandito dalla Regione Sardegna nell’ambito del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) portando a casa ben 2 milioni di euro, di cui 300 mila di cofinanziamento comunale.

«Siamo arrivati secondi in Sardegnacommenta il sindaco Ignazio Locci a testimonianza del grande impegno che, in questi anni, abbiamo profuso nella progettazione e nella partecipazione ai bandi europei, nazionali e regionali. Con questo finanziamento siamo in grado di proseguire nel nostro ampio programma di riqualificazione degli immobili comunali a canone agevolato. Il patrimonio antiochense degli appartamenti pubblici da assegnare a canone agevolato è particolarmente vasto: “siamo sul pezzo” dal principio del nostro mandato e andiamo avanti su questa strada, avendo le idee ben chiare».

L’intervento riguarda il complesso edilizio residenziale pubblico costituito da 6 palazzine (civici 2, 3, 4, 5, 7, 9) ubicate in via Giovanni Paolo II, sulle quali realizzare interventi di manutenzione, mantenimento e valorizzazione con lo scopo di risolvere problematiche determinate da guasti o rotture e migliorare il livello qualitativo del servizio offerto agli inquilini e nel contempo attuare miglioramenti prestazionali in termini di sicurezza e risparmio energetico. 

«Abbiamo piena consapevolezza delle lavorazioni di cui necessitano le palazzine al centro del progetto – spiega l’assessore dei Lavori pubblici e dell’Urbanistica Francesco Garau ovvero, in primis, la messa in sicurezza delle componenti strutturali degli immobili mediante interventi di adegua- mento e di efficientamento energetico. È nostro obiettivo, inoltre, realizzare specifici piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Naturalmente non mancheranno opere di miglioramento e aggiornamento normativo della dotazione impiantistica delle parti comuni e riqualificazione o implementazione di aree scoperte comuni adibite a funzioni di socialità (aree verdi, cortili, gioco).»