2 August, 2021
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Esordio positivo per David Suazo sulla panchina del Carbonia. Il derby tra Carbonia ed Arzachena è finit0 in parità, come all’andata, questa volta 2 a 2, con la squadra smeraldina due volte avanti con i goal del capitano Danilo Bonacquisti in avvio dei due tempi e due volte rimontata dai goal di Roberto Cappai su calcio di rigore e di Ador Gjuci. Tutto sommato, il risultato è giusto, perché se da un lato l’Arzachena può recriminare per essere riuscita a portarsi due volte in vantaggio ed aver avuto alcune opportunità per segnare il terzo goal nel finale, dall’altro il Carbonia ha avuto la forza di reagire, di recuperare due volte il risultato e ha avuto anche la possibilità di realizzare il terzo goal.

David Suazo ha perso nella fase di riscaldamento Marco Manis ed ha presentato tra i pali Valerio Bigotti, il sesto fuoriquota nell’undici iniziale. Dopo soli 4′ l’Arzachena ha sbloccato il risultato: su un lancio di Gabriele Dore da sinistra, Danilo Bonacquisti ha staccato perfettamente e con un colpo di testa forte e preciso ha superato imparabilmente Valerio Bigotti.
Il Carbonia ha cercato di organizzarsi, ha preso in mano le redini del gioco a centrocampo ma nei primi 20′ non è riuscito a creare problemi alla difesa smeraldina. Al 25′ l’ex Luigi Pinna è intervenuto con durezza sui Daniele Cannas, il Carbonia ha reclamato il calcio di rigore ma il direttore di gara ha lasciato giocare.
Nel finale del tempo, è arrivato il pareggio del Carbonia. Danilo Bonacquisti ha commesso un fallo di mano in un contrasto con Emmanuel Odianose, questa volta l’arbitro non ha avuto dubbi ed ha decretato il calcio di rigore. Sul dischetto s’è portato il cannoniere biancoblù Roberto Cappai che non ha lasciato scampo al portiere dell’Arzachena Marco Ruzittu. Roberto Cappai ha riagganciato Victor Gomez, in goal nell’anticipo di ieri dell’Insieme Formia sul campo della Nocerina, a quota 15 reti, in testa alla classifica dei cannonieri.
Squadre al riposo sull’1 a 1.
In avvio di ripresa, l’Arzachena ha sorpreso nuovamente la difesa del Carbonia, ancora con Danilo Bonacquisti, che ha trovato la deviazione vincente sugli sviluppi di un calcio di punizione. David Suazo ha inserito forze fresche, dopo Nicola Serra, messo in campo già dal 46′ al posto di Lorenzo Isaia, al 57′ ha inserito Fabio Mastino per Emmanuel Odianose, Cristian Stivaletta per Joseph Tetteh ed Ador Gjuci per Daniele Cannas. E i cambi hanno prodotto subito i loro frutti, perché dopo soli 4′ Ador Gjuci ha trovato la zampata vincente, riportando il risultato in parità, 2 a 2, ed è stato letteralmente travolto dall’abbraccio entusiastico di tutti i compagni.
L’Arzachena, bisognosa di punti per allontanarsi dalla zona più calda della classifica, s’è rilanciata all’attacco ed ha sfiorato subito il nuovo vantaggio con Daniele Molino, sulla cui conclusione è stato bravo Valerio Bigotti. Al 73′ Cristian Stivaletta ha affondato sulla destra ma non è riuscito a chiudere con un cross efficace per i compagni nell’area avversaria.
Nel finale l’Arzachena ci ha provato ancora con Daniele Molino, prima con un calcio di punizione che ha sfiorato la traversa, poi con un calcio d’angolo, sugli sviluppi del quale, la difesa del Carbonia s’è salvata con un pizzico di fortuna.
Al fischio finale, Carbonia soddisfatto per il pari che bagna con un risultato positivo l’esordio in panchina di David Suazo; per l’Arzachena un pizzico di delusione, perché dopo il successo di Cassino maturato nel recupero di metà settimana, una seconda vittoria esterna sarebbe stata importantissima in proiezione salvezza finale.
Carbonia: Bigotti; Russu, Cestaro, Piras, Fredrich, Tetteh (dal 57′ Stivaletta), Isaia (dal 46′ Serra), Odianose (dal 57′ Mastino), Piredda, Cannas (dal 57′ Gjuci), Cappai.
A disposizione: Manis, Moro, Pischedda, Salvaterra, Soumare. All.: David Suazo.
Arzachena: Ruzittu, Manca, Ungaro, Pinna, Dore, Bellotti (dal 46′ Marinari), Bonacquisti, Mannoni (dal 70′ Olivera), Bachini, Molino, Kacorri (dall’80’ Defendi). A disposizione: Al Tumi, Majid, Loi, Congiu, Fusco, Pandolfi. All.: Raffaele Cerbone.
Arbitro: Francesco Zago di Conegliano.
Assistenti di linea: Marjo Mehilli di Trento e Dejvid Madzovski di Bolzano.
Reti: al 4′ e al 49′ Bonacquisti (A), al 40′ Cappai su calcio di rigore (C), al 61′ Gjuci (C).
Gli altri risultati
Nocerina-Insieme Formia 2-2
Monterosi-Muravera 3-0
Lanusei-Latte Dolce Sassari 0-2
Latina-Nuova Florida 1-1
Savoia-Cassino 0-1
Nola-Gladiator 1-2
Torres-Giugliano 2-1
Vis Artena-Afragolese 2-3
Classifica
Monterosi 70
Latina 52**
Vis Artena 51*
Nocerina 47
Savoia 46
Muravera 42*
Carbonia 41
Insieme Formia 41
Lanusei 40
Cassino 37
Team Nuova Florida 34
Latte Dolce 33
Arzachena 29***
Gladiator 27
Torres 27
Nola 27
Afragolese 26
Giugliano 16*
*** tre partite in meno
** due partite in meno
* 1 partita in meno
 

 

 

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La difesa dell’identità e delle diversità culturali quali elementi portanti del dialogo tra i popoli. «Perché i diritti culturali sono parte dei diritti fondamentali dell’uomo che devono essere preservati, anche per il rispetto della dignità umana». E nella ricerca di questo dialogo c’è la necessità di creare reti, network e ponti per facilitare l’incontro tra i popoli che tenga conto dei valori per generare inclusione.

Sabato si è aperto centrando, sin da subito, i temi portanti dell’appuntamento che, dal 2015 a oggi, ha messo il paese di pescatori al centro del bacino Mediterraneo, rappresentando una vera e propria occasione di apertura e dialogo tra popoli. La quinta edizione di Dialogando, che ha trovato nelle sale del museo della Tonnara la sua location ideale, ha messo attorno al tavolo esperti di cooperazione, studiosi, docenti universitari ed esponenti religiosi che hanno dato vita a un convegno che ha concentrato l’attenzione su religione, dialogo interculturale ed interreligioso quindi sul ruolo della donna. Al centro anche argomenti quali la diplomazia, il paecekeeping, il ruolo delle reti di supporto per le donne e le vittime di tratta, quindi l’università nell’educazione e nella cooperazione.

Ad aprire il convegno è stato il primo cittadino Antonio Diana che ha ricordato l’importanza di Dialogando, nato nel 2015, in un periodo complesso e caratterizzato dagli attentati terroristici in Francia.

E a rompere il ghiaccio per prima, nella sezione moderata dal direttore della Nuova Sardegna Antonio Di Rosa, è stata Anna Paolini, direttore Unesco a Doha, che nel focalizzare il ruolo dell’agenzia da lei rappresenta in Qatar, ha ricordato come nel mondo oltre 70 milioni di persone, a causa di particolari condizioni economiche e politiche, vivono lontani dai loro paesi di origine. Di questi 70 milioni circa 41 milioni sono sfollati, 36 milioni sono rifugiati e circa 3,5 milioni richiedenti asilo. «È un momento particolare – ha detto – in cui abbiamo visto crescere atti di estremismo religioso, di violenze, di odio verso le minoranze etniche e religiose. Si parla di conflitti di ordine nazionale e internazionale che aggiungono povertà. A questi si aggiungono disastri di origine naturale, movimenti interni di persone, atti di terrorismo e pandemia».

Il ruolo dell’Unesco è quello di favorire la pace e la sostenibilità. La difesa della pace deve iniziare dal diaologo tra i popoli, ha detto ancora la rappresentante dell’Unesco che ha ricordato alcuni progetti particolari sostenuti dall’Agenzia e incentrati sulla promozione culturale, interreligiosa, l’educazione, la comunicazione e la prevenzione degli estremismi.

Un dialogo che l’arcivescovo di Sassari, monsignor Gianfranco Saba, ha avvicinato al concetto di casa e dell’abitare «che – ha affermato – significa prendersi cura, della persona, dell’ambiente. Ecco allora che non possiamo non abitare e la casa è la cosa tangibile del nostro essere, che ci lega al prenderci cura, come fatto distintivo dell’essere umano. La capacità di abitare interiormente prepara l’ambiente attorno a noi, ci interpella su come stiamo strutturando la nostra vita».

L’abitare quindi ci pone di fronte agli altri, implica tensioni verso un processo culturale che deve portare l’uomo a superarli. E sebbene possa sembrare strano, una delle vie per sviluppare il dialogo è l’esperienza del silenzio. «Nel silenzio matura la parola vera – ha detto ancora monsignor Saba – e la parola è una risonanza del silenzio».

A sottolineare la necessità di un dialogo laico è stato l’arcivescovo di Damasco Jihad Mtanos Battah che si è concentrato sul dialogo religioso e interculturale in Siria.

Un concetto quello dell’uguaglianza che è stato ribadito da Amal Al Masri, rappresentante del forum libanese delle donne, che ha ricordato come le donne arabe siano ancora discriminate e non possano partecipare alla vita politica, fatte alcune sparute eccezioni.

Di dialogo interreligioso, interculturale, interlinguistico ha parlato Fabrizio Lobasso, console d’ambasciata e Capo ufficio Africa Orientale e Corno d’Africa, sottolineando i progetti realizzati in Sudan.

Accanto al dialogo un ruolo importante lo gioca la cooperazione. E questo è stato il tema della seconda parte del convegno che ha visto protagonista l’Università di Sassari impegnata nell’attivazione di nuovi corsi nei Paesi in via di sviluppo.

Nell’ambito della cooperazione decentrata, interessante il progetto presentato da Giustina Casu dell’Associazione di volontariato Acos che da 12 anni si occupa del supporto alle donne e ai minori vittime di tratta. «Dal 2007 al 2012 abbiamo contattato 167 donne – ha detto – in gran parte provenienti dalla Nigeria». Per la maggior parte si tratta di donne sfruttate dal punto di vista lavorativo e sex-workers.

«Dal 2016 al 2019 il numero si è ridotto a 137. Questo – ha ripreso – può far pensare che il fenomeno sia in diminuzione o superato, ma non è così. Il rachet sta spostando le donne negli appartamenti, non facilmente raggiungibili dai volontari delle unità di strada che, con difficoltà hanno contatto con le donne per far conoscere quali siano i loro diritti di salute», ha concluso.

Infine spazio anche all’esperienza locale stintinese, rappresentata dai ragazzi di Stintino Holidays che con Fabrizio Contini ha spiegato il significato del progetto turistico e non solo, in particolare di quello fotografico dedicato a Hospitaly has no boundaries. Un progetto – è stato illustrato – volto a creare dialogo con gli stranieri e attraverso il quale scambiare esperienze e tradizioni.

Il convengo è stato organizzato dall’associazione il Tempo della Memoria in collaborazione con il comune di Stintino, il Mut, il Centro studi sulla civiltà del mare, l’Università di Sassari, il corso universitario sulla Sicurezza e cooperazione internazionale e la Fondazione Accademia.

Al convegno, durante il quale sono state proiettate le immagini realizzata da Mauro Fancello sull’Asinara ai tempi del carcere e sulla Vela latina degli anni Novanta, hanno partecipato, il prefetto di Sassari Maria Luisa D’Alessando, il questore di Sassari Diego Buso, Gennaro Capoluongo, consigliere ministeriale aggiunto della segreteria del Dipartimento della Pubblica sicurezza in materia di cooperazione internazionale di polizia, il docente dell’Università di Sassari Salvatore Rubino quindi Massimo Carpinelli, rettore dell’Università di Sassari, Aziz Pollozhani, rettore dell’Università Mother Theresa di Skopije in Macedonia, lo storico Attilio Mastino e già rettore dell’Università di Sassari, Piero Cappuccinelli dell’Accademia nazionale dei Lincei quindi Luciano Gutierrez, pro-rettore Università di Sassari con la delega al programma Erasmus e cooperazione internazionale. E ancora il docente dell’Università di Sassari Quirico Migheli, Angela Mameli, vice presidente della Fondazione di Sardegna, Luca Bondioli del Museo delle Civiltà, Federico Chiodi, direttore della Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli, Francesco Squarotti del Gruppo Umana Solidarietà,Fabrizio Contini di Stintino Holidays. Infine, Stefania Zanetti dell’Università di Sassari e gli studenti del corso Sicurezza e cooperazione internazionale Salvatore Correddu, Gabriele Dore, Isabella Fois, Norma Luisa Migheli, Alessandra Rubelli.

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Religione, cultura, processi di pace e cooperazione internazionale, ritorna ricca di temi di attualità la quinta edizione di Dialogando, il convegno internazionale che dal 2015 rappresenta una vera e propria occasione di apertura e dialogo tra popoli. Il 30 novembre, a partire dalle ore 9,30 a ospitare l’evento sarà il museo della Tonnara di via Lepanto.

Qui si ritroveranno esperti di cooperazione, studiosi, docenti universitari ed esponenti religiosi per dare vita a un convegno che concentrerà l’attenzione su religione, dialogo interculturale e interreligioso quindi sul ruolo della donna. Al centro ci saranno anche argomenti quali la diplomazia, il paecekeeping, il ruolo delle reti di supporto per le donne e le vittime di tratta, quindi l’università nell’educazione e nella cooperazione.

Sei le sessioni previste che sabato daranno spazio anche al dibattito e al confronto. Ad aprire i lavori sarà l’intervento del prefetto di Sassari Maria Luisa D’Alessandro. Si inizia subito con il tema portante che ha sempre distinto Dialogando: Il dialogo interreligioso e interculturale. A moderare la prima sezione, che inizierà alle 9,30, sarà Antonio Di Rosa, direttore del quotidiano La Nuova Sardegna. Sono previsti gli interventi di Anna Paolini, direttore Unesco a Doha, dell’arcivescovo di Sassari, monsignor Gian Franco Saba, dell’arcivescovo di Damasco Jihad Mtanos Battah e di Amal Al Masri, componente del Forum libanese delle donne.

La seconda sessione, dal titolo Dialogo sul nuovo Sudan, sarà moderata dal docente universitario Piero Cappuccinelli e vedrà la partecipazione di Fabrizio Lobasso, console d’ambasciata e Capo ufficio Africa Orientale e Corno d’Africa, Dgmo – Maeci, oltre che già ambasciatore italiano in Sudan, quindi di Abdelwahab Eltayib Bashir Babiker del Center for African Research and Studies dell’università internazionale dell’Africa a Khartoum.

L’ultima sessione mattutina, La cooperazione sulla sicurezza e peacekeeping, sarà moderata dal questore di Sassari Diego Buso. Sono previsti gli interventi di Gennaro Capoluongo, consigliere ministeriale aggiunto della segreteria del Dipartimento della Pubblica sicurezza in materia di cooperazione internazionale di polizia, quindi di Andrea di Stasio, comandante della Brigata Sassari.

Il pomeriggio si aprirà con la sessione dedicata alla cooperazione universitaria, moderata dal docente dell’Università di Sassari Salvatore Rubino. Interverranno Massimo Carpinelli, rettore dell’Università di Sassari, Aziz Pollozhani, rettore dell’Università Mother Theresa di Skopije in Macedonia, lo storico Attilio Mastino e già rettore dell’Università di Sassari, Piero Cappuccinelli dell’Accademia nazionale dei Lincei quindi Luciano Gutierrez, pro-rettore Università di Sassari con la delega al programma Erasmus e cooperazione internazionale.

La quinta sessione dedicata a La cooperazione decentrata sarà moderata dal docente dell’Università di Sassari Quirico Migheli. Interverranno Angela Mameli, vice presidente della Fondazione di Sardegna, Luca Bondioli del Museo delle Civiltà, Federico Chiodi, direttore della Associazione italiana per la solidarietà tra i popoli, Giustina Casu dell’Associazione di volontariato Acos, Francesco Squarotti del Gruppo Umana Solidarietà, Fabrizio Contini di Stintino Holidays.

A chiudere il convegno la sessione dedicata a Educare alla cooperazione e sarà moderata da Stefania Zanetti dell’Università di Sassari. Interverranno Salvatore Correddu, Gabriele Dore, Isabella Fois, Norma Luisa Migheli, Alessandra Rubelli.