13 April, 2021
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«Nessun attacco ideologico, ma osservazioni sul merito dei problemi che da troppo tempo condizionano l’operato di produttori primari e della trasformazione nell’agricoltura sarda: ortofrutta, lattiero-caseario, cerealicoltura, vitivinicolo, pesca, burocrazia, nuova PAC e pagamenti delle domande arretrate sono solo alcuni dei temi che da mesi solleviamo e su cui ancora oggi l’assessora dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, si ostina a non dare risposte, sottraendosi al confronto. A conferma che la nostra posizione non è ideologica c’è l’invito ad un incontro politico recapitato ieri a tutti i capigruppo del Consiglio regionale a cui vogliamo illustrare le problematiche del comparto.»

Lo ha detto il coordinatore di Agrinsieme Sardegna e presidente regionale di Confagricoltura, Luca Sanna, a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’assessora Gabriella Murgia.

«Allo stesso tempoha proseguito Luca Sannanon ci permetteremo mai di criticare la struttura dell’Assessorato che, in condizioni difficili di organico e senza alcuna guida politica, fa salti mortali per coprire egregiamente ingenti quantità di lavoro. Invece di cercare il dialogo con le organizzazioni che rappresenta Agrinsieme Sardegna, l’assessora insegue ed alimenta puntualmente lo scontro per distogliere l’attenzione dai problemi reali e buttare in caciara un confronto che dovrebbe essere maturo, responsabile e proficuo nei confronti dei tanti operatori del comparto che attendono ormai da troppo tempo risposte che puntualmente non arrivano. Le mistificazioni e le bugieha aggiunto il coordinatore di Agrinsiemehanno ormai le gambe cortissime e non è più accettabile questo gioco delle tre carte. Ogni qualvolta solleviamo delle osservazioni su problemi reali da risolvere, veniamo accusati di fare politica e tanto basta per non ricevere mai delle risposte nel merito alle nostre domande. Da tempo ci siamo rivolti a Presidente e Giunta proprio perché da parte dell’Assessora non riusciamo mai e poi mai a trovare soluzioni alle numerose criticità del mondo delle campagne. Con le ultime dichiarazioni rilasciate oggi agli organi di informazione, l’assessora si conferma soggetto incompetente e non degno di ricoprire il ruolo che occupa. Il perdurare di questa condizione di stallo, in uno degli assessorati più difficili e importanti della Regione Sardegna ha concluso Luca Sanna -, sarà considerato un ormai lucido atto di complicità contro l’interesse di migliaia di lavoratori onesti e delle loro famiglie.»

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«Le accuse mosse da alcune associazioni di categoria sono del tutto pretestuose e destituite di fondamento. Questa Giunta è attenta alle richieste degli agricoltori sardi e ha messo in campo risorse importanti per rispondere con misure straordinarie a sostegno dell’intero comparto.»

A dichiararlo è l’assessora regionale all’Agricoltura, Gabriella Murgia, che ha voluto rispondere ai rappresentanti delle organizzazioni agricole.

«Vorrei prima di tutto precisareaggiunge Gabriella Murgiache, nonostante un’emergenza sanitaria ed economica mai vista prima, abbiamo dato una decisa accelerazione alla spesa superando di molti punti percentuali l’obiettivo fissato. E a chi parla di lentezza nella programmazione dei fondi europei dico solo che ritardi non ce ne sono, visto che a causa della pandemia l’inizio del prossimo periodo di programmazione è slittato di due anni, al 2022.»

«Non risponde poi al verosottolinea Gabriella Murgia -, nel modo più assoluto, l’accusa di aver rifiutato il confronto con le organizzazioni agricole. Abbiamo fatto una videoconferenza con tutte le associazioni circa un mese fa e da diversi loro rappresentanti sono arrivati apprezzamenti per il lavoro svolto, e appena quindici giorni fa ho ricevuto i vertici di Oilos. Questa settimana ho firmato diversi decreti e bandi, a cominciare dal decreto di proroga, dopo aver ascoltato le richieste di una delle associazioni, per il riconoscimento della qualifica di imprenditore agricolo professionale, per continuare con i provvedimenti a favore del settore vitivinicolo e della pesca o per i danni causati dalle cavallette.»

«Tutto questoconclude l’assessora regionale dell’Agricolturadimostra che con le associazioni il dialogo non è mai venuto meno. Ma i loro rappresentanti dovrebbero essere propositivi e affiancare l’assessorato nelle rivendicazioni degli agricoltori sardi, mentre con certe dichiarazioni faziose creano nell’opinione una rappresentazione non veritiera e fuorviante. Hanno finalità di carattere politico e invece dovrebbero lavorare per tutelare gli interessi di coloro che rappresentano e al tavolo dovrebbero portare questioni tecniche. Il ruolo dell’assessore è squisitamente politico e segue gli indirizzi tracciati dal Presidente. E poi è davvero inaccettabile che strumentalmente venga tacciato di incompetenza chi lavora in un assessorato che può vantare ottimi dirigenti e una struttura organizzativa efficiente nonostante sia sottodimensionata rispetto alle reali esigenze.»

Antonio Caria

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«La Giunta regionale della Sardegna ha accolto le nostre proposte a sostegno delle associazioni sportive equestri dilettantistiche regionali.»
Possono essere soddisfatti i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Francesco Mura, Fausto Piga e Nico Mundula dopo l’approvazione, all’interno del disegno di legge 162 sugli aiuti post emergenza Coronavirus, di un intervento straordinario a favore degli operatori del comparto ippico ed equestre.
«Si tratta di misure fondamentali – ribadiscono Francesco Mura, Nico Mundula e Fausto Piga per sostenere il settore dell’equitazione, in cui la Sardegna vanta una lunga e prestigiosa tradizione. Auspichiamo ora una attuazione celere del provvedimento da parte della Giunta e delle strutture regionali.»
Un allarme che era stato lanciato dopo la decisione di sospendere, sempre per via del Covid, tutte le manifestazioni sportiva, comprese quelle ippiche. Una richiesta che i tre esponenti del partito di Giorgia Meloni avevano ribadito anche in una lettera inviata all’assessora regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, e al commissario straordinario di Agris, Raffaele Cherchi.
«Siamo soddisfattiha concluso il capogruppo Francesco Mura -, la nostra proposta si è rivelata decisiva per poter dare risposte concrete ai gestori dei circoli ippici della Sardegna.»

 

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L’on. Carla Cuccu (M5S)  ha presentato un’interrogazione al Governatore, Christian Solinas, e all’assessora regionale dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale, Gabriella Murgia, per chiedere a che punto è lo stato attuazione delle domande relative alla sottomisura 16.2 del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Sardegna (PRS) 2014-2020, bando 2018, una misura per sostenere i progetti pilota nel campo dello sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie e modalità gestionali delle aziende/filiere agroalimentari.

«Un ritardo nei pagamenti davvero assurdo – ha dichiarato l’esponente pentastellatavisto che si tratta di un bando pubblicato quasi due anni e molte delle domande presentate dagli agricoltori, per un progetto che ha come obiettivo quello di migliorare l’integrazione tra le imprese agricole e il mondo scientifico, risultano ancora non liquidate. È ora che la Regione dia delle risposte agli esponenti del comparto agricolo, già messi a dura prova, non solo dall’emergenza Coronavirusha concluso Carla Cuccu, ma anche dalle calamità naturali che hanno interessato il territorio della Sardegna, compromettendo il raccolto. Argea imprima una decisa accelerazione al pagamento delle pratiche.»

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Le Commissioni “Lavoro”  ed “Attività produttive”, riunite in seduta congiunta, hanno concluso nel pomeriggio il ciclo di audizioni sul disegno di legge “Salva Sardegna” predisposto dalla Giunta regionale. I due parlamentini, presieduti da Alfonso Marras e Piero Maieli hanno sentito i rappresentanti delle associazioni agricole e delle cooperative.

Da tutti è arrivato l’invito ad una verifica puntuale degli obiettivi a cui destinare le risorse (circa 160 milioni di euro) e a una semplificazione delle pratiche burocratiche per consentire alle imprese di beneficiare immediatamente degli stanziamenti.

«Mi auguro che i tempi per l’erogazione dei fondi siano celeriha detto il presidente di Coldiretti Battista Cualbu – altrimenti si rischia di vanificarne gli effetti. Chiediamo alla Giunta e al Consiglio di predisporre un cronoprogramma con l’indicazione delle risorse e dei settori a cui saranno destinate». Il rappresentante di Coldiretti è poi entrato nel dettaglio del provvedimento segnalando alcune criticità e avanzando proposte operative: «Su alcune partite, come il ristoro dei danni da calamità naturali,  gli agricoltori attendono lo sblocco di fondi già impegnati. Questo provvedimento, che prevede tra l’altro di anticipare le somme dovute, mette una pezza ma non risolve il problema. Servono tempi certi».

Positivo il giudizio sulle misure per facilitare l’accesso al credito (6 milioni di euro) e sul Fondo “Resisto” (sovvenzioni dirette alle imprese e ai lavoratori autonomi  per 65 milioni di euro). Su quest’ultimo punto, Cualbu ha auspicato che le risorse arrivino ai settori più colpiti dall’emergenza Covid: agrituristico, vitivinicolo, suinicolo e florovivaistico. Bene, infine, le disposizioni sull’acquisto di formaggi per gli indigenti (5 milioni di euro): «La misura ha un duplice scopo: favorire il consumo di prodotti nostrani e aiutare i nuclei familiari in difficoltà».

Molto critici gli interventi degli altri rappresentanti delle associazioni di categoria Luca Sanna (Confagricoltura), Pietro Tandeddu (Copagri) e Francesco Erbì (Cia).

Il primo ha definito “vergognoso” l’operato delle agenzie agricole regionali nella istruttoria delle pratiche per gli aiuti in agricoltura. «Il provvedimento della Giunta contiene misure positive ma la vera partita si gioca su un altro fronteha sottolineato Luca Sannaci sono fondi già stanziati per 100 milioni di euro. Se si sbloccassero queste pratiche si rimetterebbe in moto un intero settore». Saba ha quindi chiesto al Consiglio un atto di coraggio: «La Regione spende 300 milioni di euro per tenere in piedi la macchina burocratica delle agenzie e  dei vari enti per l’agricoltura, ai lavoratori dei campi ne vengono trasferiti solo 30 ha affermato Luca Sabaper 50mila addetti del settore, la spesa media annuale è di 500 euro. Ogni dipendente pubblico assegnato al disbrigo delle pratiche costa alla Regione 100mila euro all’anno. C’è qualcosa che non quadra. La nostra delusione sul funzionamento della macchina amministrativa è fortissima».

Pietro Tandeddu (Copagri) ha invece puntato l’indice sull’azione della Giunta: «Questo provvedimento è stato annunciato due mesi fa e noi lo abbiamo avuto a disposizione solo da pochi giorni. Lamentiamo l’assoluta mancanza di concertazione con le parti socialiha detto il direttore di Copagri – è un atteggiamento poco trasparente». Pietro Tandeddu ha poi espresso un giudizio totalmente negativo sull’operato dell’assessore all’Agricoltura Gabriella Murgia: «E’ inadeguata al ruolo che ricopre, assume impegni che non mantieneha detto senza mezzi termini Pietro Tandeddusi continua a ragionare sull’emergenza. Manca una visione strategica su come programmare il futuro dell’agricoltura». Dopo essere entrato nel merito del “Salva Sardegna”, Pietro Tandeddu ha invitato le Commissioni a prestare più attenzione a ciò che succede in Europa: «Arriveranno nuove risorse dall’Ueha conclusola Sardegna cosa propone? Qual è la discussione in atto sul Fondo agricolo europeo?».

L’assoluta mancanza di concertazione è stata stigmatizzata anche dal presidente regionale della Cia Francesco Erbì: «Non siamo stati coinvolti, il presidente Solinas aveva promesso l’istituzione di una cabina di regia per l’agricoltura ma l’impegno è stato disatteso». Il presidente della Cia ha poi evidenziato alcune criticità del “Salva Sardegna”: «C’è molta confusione, si pensa di utilizzare risorse senza una logica, in alcuni casi con decisioni giuridicamente discutibiliha detto Francesco Erbì – il rischio è che alcuni capitoli vengano cassati dall’Unione Europea. Nel Disegno di legge manca una visione strategica per lo sviluppo del settore».

Critiche sul metodo scelto dalla Giunta nell’elaborazione del Disegno di legge sono state avanzate anche dai rappresentanti di Legacoop, Unicoop, Agci e Confocooperative.

«Sembra una legge fatta all’ultimo momento per accontentare tutti – ha detto il presidente di Agci Sergio Cardiamanca qualsiasi riferimento alle priorità di intervento e ai criteri per l’erogazione». Cardia ha poi segnalato il rischio che alcune misure vadano a sovrapporsi a quelle emanate dal Governo nazionale: «Apprezziamo lo sforzo della Regione ma occorre prestare più attenzione ai dettagli».

Stessa richiesta da parte del presidente di Confcooperative Fabio Onnis: «L’emergenza Covid non è finita. Ci aspettiamo un duro contraccolpo in autunno – ha affermato Fabio Onnisper questo occorre varare misure efficaci. Un esempio per tutti: i 65 milioni di euro per il fondo “Resisto” rappresentano una cifra importante. Va però definito un perimetro di fatturato e numero di dipendenti per l’erogazione delle risorse alle imprese». Fabio Onnis ha poi rivolto un appello alle Commissioni: «C’è bisogno di certezze sui tempi, occorre evitare gli errori del bando “Lavoras” con istruttorie del 2018 ancora ferme».

Secondo Claudio Atzori, presidente di Legacoop, l’emergenza Covid può rappresentare un’occasione per migliorare la competitività delle imprese e la qualità del lavoro: «Siamo in guerra, per superare le difficoltà serve il contributo di tutti, per questo ci saremmo aspettati un maggior coinvolgimento da parte dell’esecutivo regionaleha detto Claudio Atzorici sono risorse importanti come i 65 milioni per le sovvenzioni dirette. Attenti però: per soddisfare tutti servirebbe un miliardo e 700 milioni di euro. Meglio destinare quei soldi al Fondo Bei e irrobustire la dotazione per i mutui a lungo termine e a tasso zero per le imprese».

Atzori ha poi invitato i consiglieri a una riflessione più approfondita sui settori da sostenere: «E’ vero che il turismo rappresenta il 7% del Pil isolano ma non tutti gli alberghi sono uguali. C’è chi apre solo d’estate e chi tiene le strutture aperte tutto l’anno nelle zone interne. meritano tutti lo stesso trattamento?».

Dal presidente di Legacoop, infine, la richiesta di un incontro con tutte le forze politiche per approfondire, settore per settore, le questioni più importanti, affrontare la ripresa ed allinearsi alla programmazione nazionale ed europea.

 

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Con un testimonial realmente d’eccezione, Gigi Riva – bandiera rossoblù che ha portato il Cagliari allo scudetto, scegliendo poi la Sardegna per la vita – è partita la campagna di informazione sui prodotti DOP e IGP promossa dall’assessorato dell’Agricoltura e riforma agro-pastorale della Regione Autonoma della Sardegna.

“Una scelta autentica” è il claim scelto per promuovere vantaggi, proprietà e caratteristiche dei regimi europei di qualità rappresentati dalle denominazioni di origine e dalle indicazioni geografiche protette, comunemente note con gli acronimi DOP e IGP.

Sono tali denominazioni, infatti, a testimoniare l’unicità e il valore di prodotti che i sardi possono apprezzare ogni giorno sulle proprie tavole, frutto di produzioni che rappresentano la vera eccellenza del territorio: tipicità protette divenute anche bandiere del gusto, della sicurezza alimentare e della qualità enogastronomica in Italia e nel mondo. Conoscerle significa riconoscere la tradizione e, appunto, fare “una scelta autentica” come quella di Gigi Riva, “sardo per scelta” anche nelle parole della campagna regionale.

«Nel contesto di un’emergenza economica e sociale che anche il comparto agroalimentare si è trovato ad affrontare – afferma Gabriella Murgia, assessore regionale dell’Agricoltura e Riforma agro-pastorale con questa campagna di informazione fortemente voluta dalla Giunta Solinas vogliamo sensibilizzare i consumatori locali sul valore aggiunto dei tanti prodotti sardi che possono fregiarsi della registrazione comunitaria DOP o IGP. La Sardegna può infatti vantare e presentare sul mercato ben otto prodotti agroalimentari riconosciuti, oltre a un elevato numero di vini a denominazione di origine protetta e, tra le bevande spiritose, il Mirto di Sardegna Ig. Tutti prodotti di eccellenza che garantiscono la qualità, la tipicità e il legame unico con il nostro territorio e rappresentano un patrimonio identitario da valorizzare.»

Associata ad un marchio specifico e internazionale, la Denominazione di Origine Protetta (DOP) identifica un prodotto originario di un territorio, le cui qualità e caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente a un particolare e ben delimitato ambiente geografico. Accanto a ben 18 vini, sono 6 i prodotti agroalimentari sardi riconosciuti come DOP: il Carciofo Spinoso di Sardegna, l’olio extravergine d’oliva Sardegna, i tre formaggi ovini Pecorino Romano, Pecorino Sardo e Fiore Sardo, nonché lo Zafferano di Sardegna.

L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) è una denominazione che identifica prodotti originari di un determinato luogo, regione o paese, alla cui origine sono attribuibili qualità, reputazione e altre caratteristiche peculiari: Agnello di Sardegna, Culurgionis d’Ogliastra e Mirto di Sardegna sono le tre eccellenze regionali che possono vantare la denominazione IGP, assegnata anche a 15 vini.

In aggiunta ai canali tradizionali (tv e radio), la campagna regionale ha come elemento portante la comunicazione su web e social media, con l’obiettivo di creare una relazione diretta con gli utenti e costruire una strategia di promozione mirata. In questo modo, si punta a incrementare la visibilità dei prodotti DOP e IGP della Sardegna concentrandosi sulle community online, andando oltre i confini regionali, guardando anche alle giovani generazioni e consolidando l’immagine di prodotti buoni, sicuri e riconosciuti.

 

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«Capisco le ragioni di tutti quei giovani agricoltori che hanno fatto investimenti e sono stati penalizzati da una programmazione sbagliata del passato. Questa Giunta si è impegnata da subito a trovare rimedio a una situazione che si è venuta a creare negli anni.»

Così l’assessore regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, fa il punto sul Programma di sviluppo rurale e, soprattutto, sulla misura 6.1 relativa all’insediamento dei giovani agricoltori e del pacchetto giovani che prevede sia l’insediamento sia la realizzazione di investimenti.

«Ricordo anzitutto che il bando, gestito con la procedura “a sportello” è scaduto nell’aprile del 2017precisa l’esponente della Giunta Solinase la presentazione delle domande, anziché venire interrotta e bloccata al raggiungimento delle risorse messe a bando, è stata fatta proseguire fino alla scadenza temporale prevista. Una scelta errata che ha creato aspettative importanti, tenuto anche conto che il bando, rispetto alla precedente programmazione, richiedeva come requisito l’avvenuto insediamento, che ha comportato l’apertura di partita Iva, posizioni previdenziali e altri adempimenti senza avere la certezza di poter poi beneficiare del finanziamento.»

È bene poi ricordare che Il Psr Sardegna presenta una dotazione finanziaria di 1.291.510.417 euro ed il livello complessivo di spesa ha già superato abbondantemente nelle scorse settimane l’obiettivo stabilito per il 2020 come da regolamento comunitario. Il livello di spesa attuale è pari a 640.836.945 euro, dei quali circa 54 milioni pagati solo nel corso del 2020 a favore di oltre 7.000 beneficiari. Nei prossimi giorni sarà pagata anche la misura del benessere animale per altri 40 milioni di euro, raggiungendo quindi un livello di spesa di oltre 100 milioni di euro nel corso di quest’anno.

«Per dare respiro alle aspettative createsi già a ottobre, con l’ultimo Comitato di sorveglianzafa sapere Gabriella Murgiasono state incrementate le risorse per il pacchetto giovani mettendo a disposizione ulteriori 7 milioni di euro circa. Allo stato attuale oltre il 95% delle domande dell’insediamento giovani (815 in tutto) sono state istruite da Argea. Già da mesi sono state date indicazioni per scorrere le graduatorie e utilizzare le economie dovute a rinunce o a esiti negativi. In questo modo potranno essere finanziate altre 90 domande.»

Per il pacchetto giovani la percentuale di pratiche istruite è dell’80%, ma con le diverse economie realizzate, pari a circa 21 milioni di euro, anche in questo caso è stata data indicazione ad Argea di procedere agli scorrimenti delle graduatorie che consentiranno di finanziare circa 150 domande. Gli scorrimenti andranno a esaurire tutte le risorse della programmazione 2014/2020 che sono state messe a disposizione.

«Occorre ora attendere la pubblicazione del regolamento comunitario che disciplina il passaggio da un periodo di programmazione all’altro, previsto non prima di luglio, per capire se e in quale misuraconclude l’assessore dell’Agricoltura potranno essere destinate ulteriori risorse che andranno comunque a erodere le disponibilità per nuovi bandi futuri.»

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I consiglieri regionali del Partito democratico, primo firmatario il consigliere Gianluigi Piano, hanno presentato una mozione all’assessore dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, per conoscere le motivazioni hanno portato all’esclusione dal bando, sulla misura 13 del Programma di sviluppo rurale della Sardegna, le aziende agricole ricadenti nel territorio dei comuni di Assemini, Badesi, Girasole, Masainas, Olmedo, Ortacesus e Sìmaxis. E inoltre, causa l’assenza di condizioni di svantaggio rispetto alla precedente delimitazione, per le aziende agricole dei comuni di: Alghero, Arborea, Samassi, San Gavino, San Sperate, Senorbì, Uras e Valledoria.
La mozione pone in rilievo il fatto che in un periodo di drammatica crisi epidemiologica, con risvolti negativi sotto il profilo socioeconomico e sociosanitario, le aziende di tali comuni, se escluse dagli aiuti per il Programma di Sviluppo rurale per l’annualità 2020, subiranno un fortissimo contraccolpo economico. Tale ricaduta negativa finirà per indebolire ulteriormente la già fortemente compromessa economia di questi centri.
Per questo motivo, la mozione impegna il presidente della Regione e l’assessora dell’Agricoltura sulla base delle considerazioni esposte a: segnalare al ministero delle Politiche agricole la macroscopica disparità che si è venuta a creare con il mancato inserimento nella delimitazione delle zone svantaggiate e, conseguentemente, a chiedere che i motivi di tale iniqua esclusione, in ragione della eccezionalità della crisi che il settore agricolo sardo ha subito per i contraccolpi derivanti dalle disposizioni normative e dalle ordinanze di contenimento della diffusione del virus Covid-19, vengano rimossi con provvedimento urgente.
Impegna inoltre, constatata la sperequazione subita dai Comuni esclusi e dato il periodo di grave crisi emergenziale dovuta al Covid-19, a modificare le direttive riportate nel nuovo bando della Misura 13 dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, pubblicato il 24 aprile 2020, inserendo fra i centri agricoli ammessi, i Comuni oggi esclusi.

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I consiglieri regionali Eugenio Lai (LeU), Carla Cuccu (M5S), Gigi Piano, Salvatore Corrias (PD), Gianfranco Satta (Progressisti) chiedono al presidente Christian Solinas ed alle assessore Valeria Satta e Gabriella Murgia, rispettivamente con competenze al personale e all’agricoltura, di sbloccare la situazione relativa all’ingresso dei dipendenti Aras in Laore«Ad oggi – scrivono in una nota – l’agenzia Laore si giustifica dalla mancata applicazione della norma con il relativo blocco delle procedure concorsuali, con i ricorsi al Tar contro le assunzioni.  Dal nostro punto di vista la decisione che deve essere adottata è di natura meramente politica. Attendere la data dell’udienza del 10 giugno è un escamotage per non risolvere l’annosa vertenza. Ricordiamo infatti che sui lavoratori ARAS incombe il licenziamento collettivo già comunicato per il 31 dicembre 2020».

«Ben due leggi regionali, approvate all’unanimità dal consiglio regionale e non impugnate dal Governo, hanno dato una linea politica chiara e netta – concludono i consiglieri regionali Eugenio Lai, Carla Cuccu, Gigi Piano ,Salvatore Corrias e Gianfranco Satta per questo chiediamo la conclusione dell’iter già avviato da Laore che darebbe certezza occupazionale ai lavoratori e al servizio da loro svolto. Di pari passo si sblocchino le progressioni per i dipendenti Laore che ne hanno diritto. Non c’è più tempo da perdere.»

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Scorrendo l’elenco dei Comuni destinatari delle indennità previste dal bando regionale “Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020”, destinate a favore delle zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici, il comune di Masainas ha scoperto di non essere più compreso tra le zone svantaggiate della Sardegna.

Il sindaco Ivo Melis ha inviato una nota al presidente della Regione, Christian Solinas, all’assessore dell’Agricoltura Gabriella Murgia, ai consiglieri regionali, alla V Commissione e, per conoscenza, al Consiglio comunale di Masainas, nella quale sottolinea che nei Piani di Sviluppo Rurali precedentemente pubblicati, il comune di Masainas risultava sempre collocato all’interno dell’elenco dei Comuni svantaggiati, così come i paesi limitrofi che continuano ad essere confermati tra quelli svantaggiati.

Ivo Melis chiede che il comune di Masainas venga ricompreso nell’elenco dei Comuni svantaggiati, se l’esclusione è legata ad un mero errore di compilazione del PSR 2014/2020 e dei suoi allegati, oppure se vi siano elementi, di cui non è a conoscenza, che abbiano determinato l’esclusione, ritenuta incomprensibile in ragione dell’omogeneità del territorio in cui è inserito il comune di Masainas.