30 September, 2022
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Dopo tante incertezze, arrivano finalmente le risorse per portare avanti i progetti del Centro ricerche Sotacarbo che opera nel sito della Grande Miniera di Serbariu, a Carbonia. Si tratta di un finanziamento nazionale di 12 milioni di euro per recuperare i locali dell’ex ufficio tecnico e per realizzare un laboratorio avanzato di valenza internazionale per la produzione di idrogeno e altri combustibili da energia rinnovabile. Il progetto è stato presentato da Sotacarbo, capofila di una partnership che comprende il Comune di Carbonia, Crs4, Imi Remosa, le Università di Cagliari, di Sassari e della Campania “Luigi Vanvitelli”.

«Un importante riconoscimento da parte dell’Agenzia per la Coesione territoriale, che evidenzia la solidità e l’innovazione della proposta progettualeha sottolineato il presidente della Regione, Christian Solinas -. La Sardegna diventa un punto di riferimento per l’intero bacino del Mediterraneo occidentale, area col maggior potenziale di crescita della domanda di idrogeno, grazie anche ai notevoli margini di sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili. Il finanziamento contribuirà al recupero della Grande miniera di Serbariu e premia il ruolo strategico di Sotacarbo nel sistema regionale di ricerca, anche grazie alla partecipazione ad alcune sfide progettuali che concorrono a disegnare un nuovo modello di sviluppo per la nostra Isola. Un tassello importante per l’avvio in Sardegna di un’economia dell’idrogeno che possa creare nuove opportunità di sviluppo e occupazione, oltre che un eccellente risultato che conferma la validità dei recenti provvedimenti della Giunta regionale per implementare il Centro ricerche Sotacarbo, affinché svolga appieno il ruolo di coordinamento delle attività di preparazione alle politiche regionali della transizione energetica e per lo sviluppo delle tecnologie low carbon.»

Il progetto “Recover” (Riqualificazione di edifici minerari per la creazione di un polo di innovazione su idrogeno e combustibili verdi) è risultato terzo tra i 27 progetti finanziati dall’Agenzia, sui 146 ammessi alla valutazione finale del bando per la creazione di ecosistemi dell’innovazione nel Mezzogiorno. Si tratta dell’unico progetto finanziato per la Sardegna, tra gli otto presentati da enti di ricerca e università isolane.

«Siamo particolarmente orgogliosi per il brillante risultato raggiunto, che dimostra ancora una volta quanto sia importante il gioco di squadra a livello territorialeha commentato Giacomo Cao, amministratore unico del Crs4 -. Contribuiremo alla progettazione della micro-rete per la gestione dell’accumulo dell’idrogeno finalizzato all’autosostentamento energetico dell’edificio interessato al progetto.»

«La valutazione degli esperti premia il gran lavoro dei ricercatori Sotacarboha aggiunto Mario Porcu, presidente della Sotacarbo -. Il Progetto è il primo contributo per far diventare la Sardegna una regione caratterizzata da sistemi energetici a emissioni zero, fondamentali per la transizione energetica dell’Isola. E’ finalizzato a sviluppare l’accumulo di energia rinnovabile e la decarbonizzazione di settori ‘hard to abate’, come trasporti pesanti e industrie basate sulle fonti fossili, passaggi imprescindibili per raggiungere l’obiettivo della neutralità climatica.»

«Fin dal giorno del mio insediamentoha commentato il consigliere regionale Fabio Usai -, ho sostenuto fortemente le attività della Sotacarbo, sapientemente indirizzate dalle scelte del suo competente manager Mario Porcu, con la consapevolezza della sua importanza in ambito tecnologico: sia per le straordinarie professionalità locali ivi impiegate, che per i risultati conseguiti e ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale; finanche da diversi governi stranieri tra cui quello Statunitense con cui la società carboniense intrattiene proficui rapporti di collaborazione. Questo nuovo finanziamento, che si aggiunge a quelli conseguiti negli anni precedenti conclude Fabio Usai -, testimonia l’attenzione delle istituzioni verso la Sotacarbo, nonché la sua strategicità per la tipologia di attività di ricerca scientifica portata avanti nell’ambito delle nuove forme di produzione energetica, soprattutto alla luce del grande processo di transizione ecologica avviato da anni nel pianeta.»

Soddisfazione per il finanziamento, infine, è stata espressa anche dal sindaco di Carbonia, Pietro Morittu.

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«La Regione crede fortemente e investe con convinzione nel settore aerospaziale, motore di sviluppo delle nuove tecnologie e traino per la crescita e l’occupazione nei territori. La nostra Isola si pone sempre più come centro di riferimento nazionale per la ricerca e l’innovazione ed attrattore di imprese e investimenti, e questa importante iniziativa, portata avanti con partner d’eccezione come l’Agenzia spaziale italiana e il Distretto aerospaziale della Sardegna, dimostra che siamo sulla strada giusta.»

Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, parlando del progetto della società Avio “Sptf” (“Space Propulsion Test Facility”) – presentato oggi nel corso di una conferenza stampa a Villa Devoto – che prevede la costruzione di un banco di prova per motori a liquido (LRE, Liquid rocket engines) e di un impianto per la realizzazione di componenti in carbon-carbon a Perdasdefogu, nel Poligono sperimentale di interforze di Salto di Quirra. All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale della Programmazione, Giuseppe Fasolino, il presidente del Dass, Giacomo Cao, ed il comandante del Poligono di Quirra, il generale Michele Oballa.

«Prende luce un progetto strategico per la Sardegna – ha detto l’assessore Giuseppe Fasolino – costruito sulla ricerca e sull’innovazione, in grado di offrire consistenti opportunità lavorative. Abbiamo voluto investire in questa iniziativa, ad alto contenuto tecnologico, per il ruolo che la Sardegna potrà ricoprire in questo contesto a livello internazionale. Non ci sono nel mondo molti siti di questa importanza, siamo sicuri che ci saranno ricadute positive per la nostra economia e la nostra Isola avrà quello che merita.»

Il progetto “Sptf”, cofinanziato dalla Regione, dal ministero per lo Sviluppo economico e dalla società proponente Avio Spa, mette in campo investimenti per oltre 30 milioni di euro. La durata dei lavori di realizzazione delle opere è di 18 mesi e nei primi tre anni è previsto l’impiego di 21 persone, che arriveranno fino a 35 unità lavorative altamente specializzate, rappresentate da ingegneri, chimici, informatici, e tecnici. L’area dove sarà realizzata l’opera ha un’estensione di circa 6,5 ettari all’interno del Poligono di Quirra. Il banco di prova LRE è destinato all’esecuzione di test per lo sviluppo e la qualifica di motori aerospaziali a propulsione liquida: si tratta di motori alimentati a propellenti criogenici ad alto contenuto tecnologico e di innovazione.

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Domani, mercoledì 29 gennaio, alle ore 11.00, a Villa Devoto, in via Oslavia 2 a Cagliari, il presidente della Regione, Christian Solinas, terrà una conferenza stampa per la presentazione del progetto SPTF “Space Propulsion Test Facility”, finanziato da Avio in collaborazione con la Regione Sardegna e il MISE, relativo alla costruzione di un banco di prova per motori a liquido (LRE, Liquid rocket engines) e di un impianto per la realizzazione di componenti in carbon-carbon a Perdasdefogu, all’interno del Poligono sperimentale di interforze di Salto di Quirra. Interverranno Giacomo Cao, presidente del Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS), e Giulio Ranzo, Ad di Avio.

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«C’è il massimo impegno della Regione per far crescere in Sardegna un ecosistema favorevole allo sviluppo delle attività aerospaziali.»
Lo ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas, che stamattina a Villa Devoto ha incontrato una delegazione di operatori del settore aerospaziale guidata dal professor Giacomo Cao, presidente del Dass (Distretto aerospaziale della Sardegna), in occasione delle iniziative previste per il 50° anniversario dello sbarco sulla Luna.

«Bisogna consolidare l’idea – ha aggiunto il presidente Christian Solinas – che la Sardegna non può essere solo turismo, solo ambiente, solo agricoltura, ma può e deve diventare, grazie ai suoi grandi punti di forza e alle sue eccellenze, anche un centro di riferimento nazionale per i progetti legati alla ricerca e all’innovazione.»

Oltre al professor Giacomo Cao, erano presenti all’incontro anche Gaetano Bergami, presidente del distretto aerospaziale dell’Emilia-Romagna, Marco Brancati, chief technology officer di Telespazio, Alessio Bucaioni, ceo di Wes Trade e coordinatore del progetto Bat, che vede coinvolta anche Airbus, Alberto Scanu, amministratore delegato della Sogaer, e Marcello Spagnulo, autore del libro “Geopolitica dell’esplorazione spaziale – La sfida di Icaro nel terzo millennio”.

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Martedì 11 giugno, a Cagliari, si terrà il secondo incontro pubblico del progetto cluster COMISAR, COltivazione di ceppi MIcroalgali SARdi per applicazioni innovative nei settori agro-alimentare, nutraceutico, cosmetico e ambientale. Il progetto è condotto dal CINSA – Centro interdipartimentale di Ingegneria e Scienze ambientali dell’Università di Cagliari, in collaborazione con il CRS4e con il coinvolgimento di diciassette imprese. L’appuntamento è alle 15:00 al Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali (DIMCM), in via Marengo 3.

Lo sviluppo di tecnologie innovative basate sull’utilizzo di microalghe può portare all’estrazione di prodotti di varia natura da commercializzare in diversi mercati strategici quali quello nutraceutico, biomedico, cosmetico ed agroalimentare. Queste tecnologie hanno inoltre importanti ricadute in campo ambientale, essendo applicabili al riutilizzo di anidride carbonica da gas di scarico, alla depurazione di reflui urbani ed alla produzione delle bio-plastiche.

Le attività del progetto sono volte all’individuazione dei ceppi algalie dei terreni più adatti alla loro coltivazione. Inoltre COMISAR prevede lo sviluppo di una tecnologia di estrazione associabile al riutilizzo di CO2 da gas di scarico e alla depurazione di reflui urbani, con importanti ricadute a livello ambientale.

L’incontro sarà l’occasione per fare il punto sullo stato d’avanzamento del progetto insieme allo staff tecnico, guidato dal responsabile scientifico Giacomo Cao (CINSA), il CRS4, rappresentato da Alessandro Concas, la referente di Sardegna Ricerche, Elena Lai, le diciassette imprese già coinvolte e le altre potenzialmente interessate a partecipare. Si procederà infine con la programmazione delle future attività da svolgere congiuntamente con le imprese.

COMISAR è uno dei 35 progetti collaborativi promossi da Sardegna Ricerche attraverso il programma “Azioni cluster top-down” ed è finanziato grazie al POR FESR Sardegna 2014-2020. I progetti cluster sono attività di trasferimento tecnologicocondotte da organismi di ricerca pubblici con l’attiva collaborazione di gruppi di piccole e medie imprese del settore o di settori affini, per risolvere problemi condivisi e portare sul mercato le innovazioni sviluppate nei laboratori. Come per tutti i progetti cluster, anche per COMISAR vale il principio della “porta aperta”: tutte le imprese interessate a partecipare possono chiedere di entrare a far parte del progetto in qualsiasi momento.

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“Il progetto Dass, distretto aerospaziale della Sardegna”. E’ il simposio organizzato per giovedì 31 gennaio – a partire dalle 10.00 – nella sala cinema della base di Perdasdefogu. A promuovere l’evento la FLP Difesa – la federazione lavoratori e funzioni pubbliche della Sardegna – che intende mettere sotto i riflettori una grande opportunità in grado di produrre uno sviluppo economico futuristico nel rispetto dell’ambiente, mai verificatosi prima in Sardegna. La tavola rotonda vedrà protagonista il presidente del distretto aerospaziale Giacomo Cao. Il convegno, coordinato dal responsabile della Flp Difesa Antonio Perra, vedrà poi la partecipazione delle forze sindacali e politiche che si confronteranno sui progetti capaci di dare un impulso agli investimenti nell’Isola superando le criticità che rendono impossibile ulteriori sperimentazioni all’interno degli avamposti isolani.

«Il progetto Dass – Distretto Aerospaziale della Sardegna – è in grado di produrre uno sviluppo economico moderno nel settore tecnologico – spiega Antonio Perra – favorendo la nascita di nuove realtà industriali, anche attraverso una forte incentivazione alla collaborazione tra piccole medie imprese e il sistema della ricerca.»

Una piattaforma che si concentrerà su progetti di ricerca funzionali agli obiettivi del distretto, spostando le risorse su settori ben identificati e capaci di garantire occupazione e sviluppo. I settori di attività spaziano dai servizi avanzati di protezione civile e ambientale, per la sicurezza dei cittadini e il monitoraggio, previsione e gestione delle condizioni dell’ambiente terrestre attraverso lo sviluppo di programmi tecnologicamente all’avanguardia, sino allo sviluppo di una piattaforma nazionale di test, validazione e certificazione per sistemi aerei ed acquatici a pilotaggio remoto.

«La Sardegna si trova davanti ad un bivio e un’occasione irripetibile, visto che si tratta di un progetto di caratura internazionale. Auspichiamo che la Regione possa garantire l’attuazione di questi programmi.»

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La Sardegna è un esempio internazionale per le sue politiche sull’aerospazio. Di quello che è stato già fatto nell’isola, dei prossimi progetti e delle nuove prospettive si è parlato in occasione dei 5 anni del Dass, il Distretto aerospaziale della Sardegna, alla quale hanno partecipato il direttore del Dass Giacomo Cao, l’ingener Cristina Leone, presidente del cluster tecnologico nazionale Aerospazio, e il consigliere economico del sottosegretario di Stato con delega all’aerospazio, Stefano Gialandris.

«Come Giunta crediamo molto nell’aerospazio, abbiamo sostenuto questo settore dal primo momento inserendolo nella nostra S3, la strategia di specializzazione intelligente, e questa è stata la svolta per dare impulso al settore – ha detto l’assessore della Programmazione Raffaele Paci –. I risultati che sono già arrivati, i riconoscimenti da parte della Nasa, il ruolo strategico del Radiotelescopio di San Basilio, gli investimenti di Avio nel Sarrabus e di tante altre imprese del distretto aerospaziale dimostrano che la strada è quella giusta. La Sardegna, come è stato più volte riconosciuto durante il dibattito, è ormai un punto di riferimento mondiale: abbiamo professionalità importanti, condizioni ideali per ospitare strutture di ricerca, forti competenze nell’alta tecnologia e nel digitale. Facendo sinergia, lavorando tutti insieme, possiamo raggiungere risultati ancora più importanti: ma in questo è fondamentale la continuità di sistema, garantire una traiettoria comune su cui i privati possono contare e in cui le Università giocano un ruolo decisivo.»

Il vicepresidente della Regione ha ricordato che la Regione ha già investito oltre 10milioni di euro nei bandi per l’aerospazio. «Bandi che hanno avuto un successo enorme, che abbiamo rifinanziato per garantire copertura a tutti i progetti idonei. Questo dimostra che è un settore che sta crescendo molto e che, come si vede dai progetti presentati, sta riuscendo a passare dalla fase di ricerca pura a quella di ricaduta sul territorio, e questo è un passaggio fondamentale perché è quello che può portare sviluppo e posti di lavoro. I progetti si occupano di gestione satellitare degli incendi, di agricoltura di precisione, monitoraggio ambientale e sorveglianza del territorio per garantire più sicurezza, cose concrete e contributo forte all’innovazione dei settori più tradizionali, dove abbiamo bisogno di alta tecnologia per farli crescere». 

Al finanziamento dei bandi si affiancano i cofinanziamenti di importanti progetti internazionali. «Ricerca tecnologica e capitale umano sono le chiavi con le quali la Sardegna può competere a livello mondiale, diventando una piattaforma internazionale in cui l’aerospazio gioca un ruolo di primo piano – ha sottolineato Raffaele Paci -. Con l’alta tecnologia possiamo superare il limite geografico trasformandolo in una risorsa. Le caratteristiche della nostra isola e le competenze digitali che possiamo garantire sono ideali per ospitare importanti progetti internazionali come, infatti, sta già accadendo: pensiamo ad Aria nella miniera di Seruci o a SarGrav a Lula, candidata a ospitare un laboratorio di ricerca internazionale sulle onde gravitazionali da un miliardo di euro, pezzi di storia del nostro passato che rivivono grazie all’alta tecnologia. In pochi anni l’aerospazio per la Sardegna si è trasformato da valida potenzialità a solida realtà, e di questo siamo molto orgogliosi, perché questo può garantire un solido futuro alla nostra terra e ai nostri giovani». 

 

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COMISAR, COltivazione di ceppi MIcroalgali SARdi, è il titolo del progetto condotto dal Centro interdipartimentale di Ingegneria e Scienze Ambientali dell’Università di Cagliari (CINSA), in collaborazione con il CRS4 e che vede coinvolte al momento undici imprese.

Il primo incontro pubblico delle imprese aderenti al progetto COMISAR si svolgerà domani, mercoledì 28 marzo, a Cagliari. L’appuntamento è alle ore 11.00, nei locali del CINSA, in via San Giorgio, 12.

Lo sviluppo di tecnologie innovative basate sull’utilizzo di microalghe può portare all’estrazione di prodotti di varia natura da commercializzare in diversi mercati strategici quali quello nutraceutico, biomedico, cosmetico e agroalimentare. Queste tecnologie hanno inoltre importanti ricadute in campo ambientale essendo applicabili al riutilizzo di anidride carbonica da gas di scarico, alla depurazione di reflui urbani e alla produzione delle bio-plastiche.

Le attività del progetto sono volte all’individuazione dei ceppi algali e dei terreni più adatti alla coltivazione, all’ottimizzazione della tecnologia di estrazione, e alla realizzazione di un impianto pilota per l’estrazione.

L’incontro di avvio sarà l’occasione per un primo confronto tra lo staff tecnico che coordinerà il progetto, guidato dal responsabile scientifico Giacomo Cao (CINSA), il CRS4, rappresentato da Alessandro Concas, le undici imprese già coinvolte e le altre potenzialmente interessate a partecipare. Dopo un’introduzione sugli aspetti principali della tecnologia a microalghe e sui potenziali prodotti d’interesse estraibili, saranno discusse le attività di ricerca da svolgere nell’ambito del progetto, gli obiettivi e i risultati attesi. Si procederà, infine, con la programmazione delle attività da svolgere congiuntamente con le imprese.

COMISAR è uno dei 35 progetti collaborativi promossi da Sardegna Ricerche attraverso il Programma “Azioni cluster top-down” ed è finanziato grazie al POR FESR Sardegna 2014-2020. I progetti cluster sono attività di trasferimento tecnologico condotte da organismi di ricerca pubblici con l’attiva collaborazione di gruppi di piccole e medie imprese del settore o di settori affini, per risolvere problemi condivisi e portare sul mercato le innovazioni sviluppate nei laboratori. Come per tutti i progetti cluster, anche per COMISAR vale il principio della “porta aperta”: tutte le imprese interessate a partecipare possono chiedere di entrare a far parte del progetto in qualsiasi momento.

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Domani, venerdì 6 ottobre, dalle 9.00 alle 16.00, la facoltà di Ingegneria e architettura dell’Università di Cagliari ospita la prima Conferenza della ricerca. L’evento – Campus piazza d’Armi – è curato dal Dicaar, Dipartimento ingegneria civile, ambientale e architettura, diretto da Antonello Sanna.

«Con la nostra prima Conferenza della ricerca – spiega il professor Sanna – valutiamo la capacità del Dicaar di produrre ricerca e innovazione e, soprattutto,  l’aprirsi e il mettersi in discussione rispetto sia al mondo della ricerca e dell’alta formazione, sia al territorio, a istituzioni, imprese e società civile.»

I temi trattati dagli specialisti sono di alto impatto scientifico e connessi con l’attualità: dalla crisi congiunturale e di sistema alle nuove responsabilità ambientali e sociali, nell’era del cambiamento climatico e delle sfide per il superamento della dipendenza dall’energia fossile. Inoltre, nel corso dei lavori, vengono affrontati anche aspetti culturali, antropologici connessi alla società multietnica, i nuovi fabbisogni di conoscenza, progettazione e gestione che l’universo digitale consente ed esige, la sovrapposizione di linguaggi e conoscenze che un mondo dinamico in continua evoluzione richiede per poter meglio rispondere alle esigenze di cambiamento.

Per la Conferenza della ricerca i giardini della facoltà ospitano la mostra all’aperto di 120 pannelli ideati su altrettanti progetti di ricerca.

La giornata si apre con i saluti del rettore Maria Del Zompo, del presidente della Giunta regionale, Francesco Pigliaru, del presidente della facoltà di Ingegneria e architettura, Corrado Zoppi, del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda e del direttore del Dicaar, Antonello Sanna. Tra i partecipanti, il presidente della Conferenza per l’ingegneria, Mario Tubino, del presidente della Conferenza universitaria di architettura, Saverio Mecca, del pro rettore per la ricerca scientifica dell’ateneo di Cagliari, Micaela Morelli. All’evento intervengono anche i docenti Fabrizio Pilo, Giacomo Cao, Angelo Camillo Ciribini e Arnaldo Cecchini.

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Martedì 2 maggio l’assemblea del Distretto aerospaziale della Sardegna (Dass) scarl ha deliberato in assemblea l’adesione di tre nuovi soci: Accademiasapr srl, Spacearth Technology srl e 3D Aerospazio srls. Le aziende hanno già sottoscritto l’aumento di capitale per l’ingresso nella compagine societaria.

Le aziende. 1) Accademiasapr srl: ha sede a Quartu Sant’Elena, opera nel settore della formazione e addestramento dei piloti per Sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (Sapr) previsto dai regolamenti Enac e dell’assistenza per la redazione della manualistica relativa ai Sapr. 2) Spacearth Technology srl, ha sede a Roma e in altre località italiane, opera nel settore della navigazione satellitare, dell’osservazione della terra, dell’esplorazione spaziale e del monitoraggio marino. 3) 3D Aerospazio srls, ha sede a Olbia, si prefigge di operare nel campo della costruzione, certificazione, commercializzazione e impiego a scopo di ricerca e a scopo istruttivo di simulatori di volo, con proprie strutture di addestramento o in strutture convenzionate.

Si tratta di un importante e ulteriore verso il consolidamento del Distretto le cui principali linee progettuali fanno capo a: protezione civile e ambientale con l’ausilio di informazioni satellitari, piattaforme di test per aerei a pilotaggio remoto, processi per lo sfruttamento delle risorse disponibili in loco durante l’esplorazione robotica e umana dello spazio, materiali e tecnologie per l’astronomia e l’aerospazio, sorveglianza, tracciamento e predizione delle rotte di oggetti orbitanti intorno alla terra.

«L’auspicio – dice Giacomo Cao, presidente del Dass – è che la massa critica del Distretto si possa consolidare sempre più con l’ingresso di nuovi e importanti Soci sia con la possibilità di utilizzare, per progetti di tipo civile, alcune delle infrastrutture militari presenti nell’isola in modo da consentire alle aziende e ai territorio coinvolti di programmare e agire da “sistemi integrati”, senza correre il pericolo di essere superati ed emarginati. Il contributo della Regione – conclude Giacomo Cao – sarà cruciale non solo per il cofinanziamento di progetti del distretto e dei suoi soci, ma anche per la condivisione di scelte strategiche che possono avere un significativo impatto anche a livello nazionale.»

Radiotelescopio San Basilio 1