14 August, 2026
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Il gesto ancestrale di scoccare una freccia racchiude in sé millenni di storia, cultura e tecnologia. Questo affascinante connubio è stato il cuore pulsante di “Gesto, funzione, significato”, il prestigioso Convegno Scientifico Internazionale interamente dedicato al tiro con l’arco, che si è tenuto venerdì 26 giugno a Carbonia (presso il Museo archeologico Villa Sulcis) e sabato 27 giugno a San Giovanni Suergiu (nell’Aula consiliare).

L’evento ha offerto uno straordinario viaggio diacronico e multidisciplinare, capace di unire archeologia, tradizione e contemporaneità, analizzando i percorsi materiali, simbolici e sociali legati all’arco dall’antichità fino ai giorni nostri.

Un viaggio tra scienza e passione

Ideato e organizzato dagli archeologi Marco Matta, Alessandra Gaviano e Giacomo Paglietti in strettissima sinergia con l’ASD Arco Club San Giovanni Suergiu affiliata alla FITARCO partnership dell’evento, il convegno ha ospitato studiosi e ricercatori di spicco appartenenti a università e istituti di ricerca sia italiani sia internazionali.

Nelle due giornate di studio sono stati sviscerati temi di altissimo valore scientifico e sportivo:

• La tecnologia e i materiali: dalle tecniche costruttive preistoriche ed egizie all’evoluzione dell’arco nel mondo romano, bizantino e nell’Europa medievale.

• Antropologia e Biologia: l’analisi dei marcatori scheletrici che svelano lo stile di vita, lo sforzo fisico e le patologie degli antichi arcieri.

• Simbolo e Identità: il ruolo dell’arco come espressione rituale, sociale e identitaria nelle diverse comunità del passato (con un focus speciale sulla Sardegna preistorica e nuragica) fino a giungere alla disciplina sportiva e agonistica moderna.

• Disciplina sportiva: L’evoluzione dell’arcieria da strumento di caccia e di guerra a pratica puramente agonistica e olimpica. Analizzati gli aspetti psicologici della massima concentrazione, la biomeccanica del gesto atletico contemporaneo, le moderne tipologie di arco sportivo, l’inclusività del tiro con l’arco, e le varie competizioni agonistiche.

Un successo corale: i ringraziamenti

La perfetta riuscita di una manifestazione di tale portata internazionale è stata possibile solo grazie a un eccezionale lavoro di squadra. Gli organizzatori desiderano rinnovare il più profondo ringraziamento a tutti i partecipanti, ai relatori per l’alto livello degli interventi e ai membri del Comitato scientifico.

Un ringraziamento istituzionale speciale va ai comuni ospitanti di San Giovanni Suergiu e Carbonia, all’Università degli studi di Cagliari (UniCa), alla FITARCO (Federazione Italiana Tiro con l’Arco) e al Consorzio Sistema Culturale Sardegna.

L’evento ha beneficiato della preziosa collaborazione di una rete fittissima di partner territoriali e culturali nonché sportivi come l’importante patrocinio della FITARCO Nazionale e del Comitato FITARCO Sardegna, ed inoltre:

• Soprintendenza ABAP Cagliari, Oristano e Sud Sardegna;

• Sistema Museale di Carbonia (SIMUC);

• Pro Loco di San Giovanni Suergiu;

• Associazione Culturale Quadrifoglio ’95;

• Associazione Culturale D’Altra Parte;

• Società Umanitaria e Fabbrica del Cinema di Carbonia;

• Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis;

• Traces in Time e UNICApress;

Un ringraziamento speciale degli organizzatori va all’ASD Arco Club San Giovanni Suergiu, per il loro immenso supporto logistico, l’entusiasmo contagioso e la straordinaria professionalità dimostrate sia nei lunghi mesi di preparazione sia durante le giornate del convegno sono stati il vero motore di questo memorabile appuntamento scientifico e culturale.

Il Sulcis si conferma così non solo una terra dalle profonde radici storiche, ma anche un centro nevralgico di divulgazione e ricerca scientifica. Un territorio capace di guardare al futuro coniugando le tradizioni più antiche alla modernità, proprio come avviene nel tiro con l’arco, considerato tra gli sport con le radici più antiche tra quelli praticati nell’era moderna.

Il 26 e 27 giugno 2026 si terrà il convegno scientifico internazionale “Gesto, funzione, significato: il tiro con l’arco tra archeologia, tradizione e contemporaneità”. Percorsi materiali, simbolici e sociali dall’antichità al presente, organizzato dagli archeologi Marco Matta, Alessandra Gaviano, Giacomo Paglietti e da Vannuccio A. Serafini con l’ASD Arco Club San Giovanni Suergiu.
L’evento è stato organizzato grazie al patrocinio e al contributo del comune di San Giovanni Suergiu e del Consorzio Sistema Culturale Sardegna e patrocinato dal comune di Carbonia, dall’Università degli Studi di Cagliari e dalla Federazione Italiana Tiro con l’Arco, in collaborazione con la Società Umanitaria e la Fabbrica del Cinema di Carbonia.
La manifestazione si terrà venerdì 26 giugno presso il museo archeologico Villa Sulcis di Carbonia e sabato 27 giugno presso l’aula consiliare del comune di San Giovanni Suergiu. Il convegno si propone di esplorare, in prospettiva interdisciplinare e diacronica, la storia, la funzione e il significato del tiro con l’arco in differenti contesti culturali e cronologici, indagando la pratica arcieristica non soltanto come disciplina agonistica ma anche come espressione simbolica, sociale e identitaria. Il programma vede la partecipazione di ricercatori affiliati a università e istituti di ricerca italiani e internazionali.
Il convegno vede, inoltre, la collaborazione della Soprintendenza ABAP, delle associazioni culturali Quadrifoglio ’95, D’Altra Parte, della Pro Loco San Giovanni Suergiu, del Sistema Bibliotecario Interurbano del Sulcis, di UNICApress e della rivista Traces in Time.

 

E’ in programma giovedì 7 maggio, alle 18.00, presso la Casa del Popolo, in via Barbagia 11, a Carbonia, la presentazione del libro “Su Nuraxi di Barumini”, di Giacomo Paglietti.

Esperto archeologo con quasi novanta pubblicazioni all’attivo, balzato recentemente alla cronaca per le vicende di “Sa Curadora”, e per aver fatto parte del gruppo di lavoro che ha reso le Domus de Janas Patrimonio UNESCO, Giacomo Paglietti porterà i presenti in un luogo indissolubilmente legato al nome di Giovanni Lilliu, Su Nuraxi di Barumini, per poi proporre nel suo libro omonimo, nuove tecniche di indagine. Tra gli incarichi attuali è curatore dei musei e dei siti del SIMUC (Sistema Museale di Carbonia), e direttore scientifico e curatore museale del primo museo pubblico della Sardegna, sito in Villanovaforru. Introduce Marco Vargiolu.

Domani, sabato 5 novembre, alle 10.00, presso il Parco archeologico di Montessu, a Villaperuccio, verrà presentato il progetto “Arte e architettura nella Preistoria della Sardegna. Le domus de janas”.

Il progetto, inserito nella tentative list dei candidati al riconoscimento dell’Unesco come patriomonio dell’umanità, comprende 35 siti archeologici della Sardegna, tra i quali anche la necropoli preistorica di Montessu.

Coordinato dal CeSim (Centro Studi Identità e Memoria) con capofila il comune di Alghero, è finanziato dalla Regione Sardegna e patrocinato dalle Università di Sassari e Cagliari, dal Touring Club Italiano e dalla FASI (Federazione delle Associazioni Sarde in Italia).

Parteciperanno alla presentazione: il sindaco di Villaperuccio, Marcellino Piras; l’assessore dei Beni culturali del comune di Villaperuccio, Mario Silvio Stera; Ivana Zucca (presidente del Consorzio Sistema Culturale Sardegna); la soprintendente Monica Stochino; il professor Riccardo Cicilloni (Università di Cagliari); Giuseppa Tanda (presidente CeSim); Alessandro Cocco (comune di Alghero); Gianfranca Salis e Giovanna Pietra, funzionarie archeologhe della Soprintendenza ABAP; Giacomo Paglietti (Museo archeologico di Santadi).

Al termine dell’incontro, si terrà una visita al sito archeologico di Montessu, gestito dal Consorzio Sistema Culturale Sardegna ed al Museo archeologico di Santadi (Sistema museale di Santadi), dove sono esposti i materiali archeologici rinvenuti.

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A Villanovaforru, sabato 27 luglio e domenica 28 luglio 2019, seconda edizione di “Archeomeet. Incontri e scontri sull’archeologia sarda”. “Archeomeet” ha un solo obiettivo, far dialogare i professionisti dell’archeologia con i cultori di questa materia. I cosiddetti “esperti” con i semplici appassionati: un incontro non sempre facile, che in passato ha provocato scintille. Con la giusta moderazione e con un po’ di attenzione, invece, il dialogo è possibile.

Ecco il programma della manifestazione.

Sabato 27 luglio
ore 18.00 – Piazza Costituzione
Presentazione del volume Archeomeet. Archeologia e divulgazione in Sardegna
Fabio Pinna intervista gli autori.

Il volume riporta le trascrizioni dei dibattiti tenutisi per la prima edizione di “Archeomeet”, nel 2018. I dibattiti riguardano temi cruciali come il rapporto tra accademia e divulgazione, le connessioni tra archeologia e geologia, il ruolo degli Shardana nella protostoria sarda, i Giganti di Mont’e Prama.

Fabio Pinna è docente di Archeologia Medioevale all’Università di Cagliari e da anni è impegnato nel far dell’archeologia una disciplina partecipata e mezzo di costruzione dell’identità nelle comunità locali. Interverranno gli autori Ilaria Montis, Nicola Dessì, Matteo Tatti, Luigi Sanciu, Alfonso Stiglitz, Fiorenzo Caterini, Maurizio Onnis, Giacomo Paglietti.

ore 19.00 – Piazza Costituzione
I nuragici scrivevano? Discussione sulla scrittura al tempo dei nuraghi
Intervengono: Raimondo Zucca, Gigi Sanna
Modera: Giorgio Galleano.

L’esistenza di una scrittura nuragica è da molti anni al centro delle dispute sulla protostoria sarda. Per la prima volta ne discutono in pubblico Raimondo Zucca, archeologo e docente all’Università di Sassari e Gigi Sanna, insegnante e divulgatore. Modera Giorgio Galleano giornalista e inviato del Tg3, autore del recente servizio sui “Tesori troppo nascosti” della Sardegna nella rubrica FuoriTg.

Domenica 28 luglio
ore 18.30 – Piazza Costituzione
Archeoastronomia in Sardegna: gli antichi sardi e le stelle
Intervengono: Marina De Franceschini, Michele Forteleoni, Paolo Littarru
Modera: Giorgio Galleano.

L’archeoastronomia è una disciplina scientifica accreditata nelle università di tutto il mondo, ma è praticamente assente in Italia. Su questo tema e sulle recenti novità si confronteranno Marina De Franceschini archeologa e autrice delle scoperte archeoastronomiche di Villa Adriana-Tivoli e del Pantheon di Roma, Michele Forteleoni, curatore del “2° Convegno internazionale di Archeoastronomia in Sardegna” e Paolo Littarru autore del recente libro Il contadino che indicava la luna. Storia di un cambio di paradigma nell’archeologia sarda. Modera ancora il tema Giorgio Galleano.

Ore: 21.30 – Anfiteatro Santa Marina
Recital Dalla Luna ai Menhir
Voce recitante: Rita Atzeri
Musiche e launeddas: Nicola Agus.

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Lunedì 8 aprile, alle 12.25, andrà in onda su Rai3 Tesori troppo nascosti, puntata speciale della rubrica Tg3-Fuori TG dedicata alle meraviglie archeologiche della Sardegna nuragica e pre-nuragica e alla loro difficile gestione e valorizzazione. Nel corso della puntata, condotta da Maria Rosaria De Medici e curata da Mariella Venditti, l’inviato del TG 3 Giorgio Galleano presenterà i servizi realizzati sull’Isola l’inverno scorso.

Il primo servizio, dedicato alle Domus de Janas decorate e alla loro candidatura a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco, vedrà le telecamere del tg3 entrare per la prima volta nella Domu de Janas di Sa Pala Larga di Bonorva, scoperta nel 2008 e da allora chiusa per monitoraggio e restauri. Ad illustrare agli spettatori Sa Pala Larga e la Tomba del Capo di Sant’Andrea Priu sarà Nadia Canu, archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro. Altra meraviglia poco nota la Domus S’Incantu di Putifigari, che a trent’anni dalla scoperta non è ancora stata a messa a gara per la gestione/fruizione. A descrivere la tomba, e a presentare la candidatura Unesco, sarà l’archeologa Giuseppa Tanda, madrina della proposta.

Le Tombe di Giganti saranno, insieme al culto delle acque e all’uso cultuale e astronomico dei nuraghi, l’oggetto del secondo servizio: fra i monumenti visitati troviamo le Tombe di Giganti di Pascaredda (Calangianus) e di Madau (Fonni), i Pozzi sacri di Predio Canopoli (Perfugas) e Santa  Cristina, e i nuraghi Santu Antine e Su Mulinu (Villanovafranca). Fra gli intervistati, gli archeologi Angela Antona, Ilaria Montis, Vittoria Pilo, Augusto Mulas e Mauro Perra, l’architetto Danilo Scintu e l’archeoastronomo Arnold Lebeuf – con una riflessione sullo scarso “appeal” dell’antica storia sarda, affidata allo scrittore Fiorenzo Caterini.

Nel terzo servizio verranno approfondite altre possibili destinazioni d’uso dei nuraghi e si farà il punto su alcune delle scoperte che negli ultimi anni hanno riscritto – o tentato di riscrivere – la storia della Sardegna e del Mediterraneo: dalle nuove datazioni che attribuiscono ai Sardi, e non più ai Fenici, una serie di innovazioni e scoperte, fino alle ipotesi più controverse relative all’identificazione fra Sardi e Shardana o alla scrittura e alla lingua dei Nuragici: fra gli intervistati ancora Mauro Perra (al nuraghe Arrubiu), l’archeologo Giovanni Ugas, il divulgatore Pierluigi Montalbano, l’enologo Sergio Frau.

Tonino Arcadu, lo scrittore Sergio Frau, il glottologo Salvatore Dedola e alcuni studiosi “dilettanti” come l’architetto Valeria Putzu – che ha di recente pubblicato un libro sui rapporti fra Sardegna e penisola iberica – ed il medico Marcello Onnis, che ha individuato un interessante schema di distribuzione territoriale dei nuraghi.

Infine, un ritorno agrodolce alla cronaca con in primo piano il disagio degli operatori delle cooperative di gestione dei siti e il caso del sito di Arcu Is Forros (Villanova Strisaili) dove le guide lavorano da due anni senza stipendio.

Un montaggio più lungo e articolato (circa 35’) del reportage – sempre a metà fra il documentario vero e proprio e la cronaca – sarà disponibile, sulla pagina Facebook del TG 3, al termine della trasmissione: in questa versione saranno mostrati altri importanti monumenti e siti (dal santuario di Romanzesu a Bitti a quello di Santa Vittoria di Serri alla necropoli di Su Murrone a Chiaramonti) e verranno approfonditi gli aspetti legati ai presunti culti religiosi dei Nuragici nonché alcune delle teorie più innovative (e controverse) sulla civiltà Nuragica, con altri contributi di studiosi fra cui gli archeologi Gianfranca Salis, Giacomo Paglietti e Raimondo Zucca e il prof. Gigi Sanna. Ci sarà anche spazio per i temi dell’”Archeologia Pubblica”, con i contributi dell’archeologa Giovanna Tanda e del fotografo e divulgatore Nicola Castangia, che ha anche collaborato alla realizzazione del reportage curando l’illuminazione di alcuni monumenti.

Le musiche utilizzate per il documentario sono di Gavino Murgia Megalitico 5tet – Elena Ledda – Coro Ortobene – Tenores di Bitti – Franco Melis – canto armonico di Luca Galzerano.

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Unire il fascino del passato nuragico sardo alla vitalità dell’arte contemporanea, tra pittura e fotografia, attraverso convegni, mostre e visite guidate nel cuore del Sarcidano, proponendo una proposta di turismo culturale che unisca archeologia, natura, enogastronomia.

Da giovedì 28 a domenica 31 dicembre, ad Isili e Serri, si svolgerà la manifestazione “Artecracy.eu: l’arte contemporanea in Sardegna”, organizzata dall’associazione Youth Caravella, con il contributo dell’Assessorato regionale del Turismo e la collaborazione dei Comuni  di Isili e Serri, del Santuario Nuragico Santa Vittoria di Serri, dall’associazione culturale Artecrazia e del giornale on line Artecracy.eu.

 La manifestazione prenderà il via giovedì 28  dicembre, alle 10.30, nella sala del Centro sociale culturale di Isili (corso Vittorio Emanuele), con una conferenza di presentazione: saranno presenti i sindaci di Isili e Serri, Luca Pilia e Samuele Gaviano, Daniele Lastretti, curatore mostra d’arte, e l’archeologa Alessandra Saba.

Alle 16.30, presso il Monte Granatico (piazza Costituzione), verrà inaugurata la mostra d’arte contemporanea “Volcano ed altri cicli” di Antonio Mallus; alle 17.00, visita guidata all’esposizione. La mostra ripercorre il percorso artistico di Mallus, formatosi nel clima neoavanguardistico degli anni Settanta ed avendo come maestri spirituali Kandinsky, Mondrian ed il primo Futurismo. La mostra sarà visitabile sino al 7 gennaio 2018 (il 31 dicembre aperta solo la mattina, il 1° gennaio aperta solo la sera), dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Venerdì 29 dicembre, alle 10.30, all’interno del Santuario nuragico Santa Vittoria di Serri, si terrà una conferenza (sarà presente il sindaco Gaviano, Sara Costa, curatrice della mostra fotografica, e l’archeologo Giacomo Paglietti, direttore area archeologica Santa Vittoria). Alle 12, partirà una visita guidata al sito archeologico di Santa Vittoria. Immerso in un habitat di notevole interesse naturalistico, il Santuario è uno dei più importanti complessi cultuali della Sardegna nuragica. È situato sull’estremità occidentale della Giara di Serri, tra le regioni storiche della Marmilla e del Sarcidano, in un’area complessiva di circa 22 ettari.

Alle 16.30, al Monte Granatico (piazza Sant’Antonio), verrà inaugurata la mostra fotografica “Sguardi” del fotografo Pier Paolo Fusciani; a seguire la visita guidata condotta da due storici dell’arte. Le fotografie di Fusciani raccontano, attraverso i volti, il vissuto delle persone. Volti senza età per cogliere il momento più intenso, lo sguardo dove si concentrano tutti i nostri sentimenti: amore, tenerezza, rabbia, meraviglia, passione e malinconia. La mostra sarà visitabile sino al 7 gennaio 2018 (il 31 dicembre aperta solo la mattina, il 1° gennaio aperta solo la sera), dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00. Parte della mostra sarà allestita anche presso il Santuario Nuragico Santa Vittoria e sarà visitabile durante l’orario di apertura del sito archeologico, a partire dalle 9.00.

Sabato 30 dicembre, l’evento fa tappa nuovamente ad Isili, alle 10.30, con la visita guidata alla Chiesa di San Sebastiano sul  lago omonimo; alle 14.30, si terrà la visita guidata al nuraghe Is Paras, chiamato così perché il terreno su cui è stato costruito, sulla cima di una piccola collina nel nord del paese, era di proprietà dei Padri Scolopi. La sua forma è quella di un nuraghe trilobato, formato cioè da un bastione triangolare con tre torri agli angoli, e della mirabile volta a tholos nella sua camera centrale.

Per prenotare le visite guidate è necessario contattare la mail: associazione.artecrazia@gmail.com .