9 December, 2022
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Numerosi cittadini, imprenditori e rappresentanti di associazioni hanno partecipato all’incontro pubblico svoltosi ieri pomeriggio nella sala polifunzionale del comune di Carbonia, nel corso del quale sono stati spiegati nel dettaglio i contenuti del “Bando Territoriale Sulcis-Competitività per le micro, piccole e medie imprese (NI-T1-T2)”. Le specifiche del nuovo bando sono state illustrate dal Direttore dell’Ufficio di coordinamento per l’attuazione del Piano Sulcis Gianni Pilia e dal coordinatore del Centro regionale di Programmazione-Gruppo Lavoro Competitività Antonello Piras.

«Siamo soddisfatti per la partecipazione della cittadinanza, che ha posto ai relatori quesiti le cui risposte sono state utili per chiarire i vari aspetti legati al nuovo bando. La nostra Amministrazione comunale, fin dal suo insediamento, è stata particolarmente critica nei confronti del Piano Sulcis, di cui ha chiesto a gran voce una rimodulazione. Questo bando è costruito in modo diverso rispetto a quelli passati e va nella direzione di un maggior soddisfacimento delle esigenze reali delle imprese», ha detto l’assessore delle Attività produttive Mauro Manca.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate dal 23 aprile al 31 dicembre 2018 con procedura a sportello.
La dotazione complessiva del bando ammonta a euro 10.000.000, suddivisi in alcuni settori, alcuni dei quali considerati prioritari: industria sostenibile (edilizia, energie, biotecnologie), turismo e agroindustria (vitivinicolo, ittico, erbe officinali).
A beneficiare del contributo saranno sia le nuove imprese che quelle già esistenti ed operanti nel territorio.
Sono ammessi i piani relativi a unità produttive localizzate nei 23 Comuni dell’ex provincia di Carbonia Iglesias. Gli interventi sono finalizzati alla creazione, allo sviluppo d’impresa, all’espansione della produzione, al riposizionamento competitivo e all’adattamento al mercato attraverso l’introduzione di soluzioni innovative sotto il profilo organizzativo, produttivo e commerciale.

 

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«L’attenzione della Regione per l’Asinara non è mai venuta meno e vogliamo che tutte le istituzioni che operano sul Parco lavorino in sinergia per accrescere e dare corpo alle potenzialità di un bene ambientale dal valore inestimabile.»

Così l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Donatella Spano, questa mattina all’Asinara, in occasione del sopralluogo. L’esponente della Giunta Pigliaru ha incontrato le autorità del Parco accompagnata dall’amministratore unico di Forestas, Giuseppe Pulina, e dal direttore generale dell’Agenzia, Antonio Casula, del comandante del Corpo forestale, Gavino Diana e del commissario straordinario della Conservatoria delle coste, Gianni Pilia.

“La presenza del Corpo forestale e dell’agenzia Forestas non è mai venuta meno e questa continuità ci è stata riconosciuta anche dalle autorità del Parco – ha sottolineato Donatella Spano -, ciò che cambia rispetto al passato è la metodologia, alla luce della riorganizzazione di Forestas prevista con compiti molto ampi, perché si agisce in una cornice di indirizzi che garantiscono maggiore efficienza ed efficacia di intervento.»

Tra i temi affrontati oggi la programmazione degli interventi di Forestas attraverso apposite convenzioni con il Parco, come previsto dalla nuova legge per tutte le attività dell’Agenzia svolte al di fuori dei compendi. Tra gli altri punti trattati la presentazione della convenzione operativa tra il Parco dell’Asinara e l’agenzia Forestas per la cattura delle capre, la riorganizzazione del servizio del Corpo forestale e di vigilanza ambientale sull’isola, la prossima apertura della nuova sede del Corpo forestale nello stabile che ospitava la Guardia di finanza e il passaggio in comodato al Parco della colonia agricola di Campu Perdu. «Allargheremo ad altre istituzioni le prossime riunioni per eventuali contributi che vorranno suggerire», ha affermato l’assessore dell’Ambiente.

Lo scorso giugno, la Giunta aveva deliberato di assegnare in uso gratuito al Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina protetta “Isola dell’Asinara” il compendio denominato “ex Diramazione Campu Perdu” per la realizzazione dell’intervento di recupero conservativo e riqualificazione degli edifici. Il Parco aveva ricevuto dalla Regione un finanziamento di 950mila euro per il potenziamento dei servizi di fruizione turistica a basso impatto ambientale per un intervento di recupero conservativo e di riqualificazione degli edifici della ex diramazione in coerenza con il Piano del Parco. Tutto ciò verrà attribuito in comodato d’uso al Parco attraverso un’apposita convenzione.

«Una scelta di investimento nella valorizzazione ambientale che ci mette al passo dei Paesi più avanzati sul fronte di un turismo ora ricercato da famiglie e da giovani», ha concluso Donatella Spano, che ha terminato il sopralluogo con la visita ai nuovi locali destinati alla nuova sede del Corpo forestale sull’isola.

 

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La nomina di Gianni Pilia a commissario straordinario dell’agenzia Conservatoria delle Coste della Sardegna, deliberata ieri dalla Giunta regionale, è al centro di un duro intervento fatto stamane dal consigliere regionale di Campo Progressista Francesco Agus, presidente della commissione Autonomia.

«L’ennesimo ri-commissariamento della Conservatoria delle Coste è un pessimo segnale. A suo tempo non apprezzai il metodo, quello del blitz in Giunta, che portò nel 2014 a quella decisione, ma non ne ho mai fatto una questione di religione: l’organizzazione delle strutture regionali è un mezzo per portare avanti ed attuare gli indirizzi politici, non è il fine ultimo che in questo caso è la tutela e la valorizzazione delle coste sarde. Politiche ambientali, in questo caso, che possono essere portate avanti sotto diverse forme organizzative, purché coerenti e ragionate – attacca Francesco Agus –In questo caso è però lampante come l’undicesimo (!) commissariamento di fila dell’Agenzia sia la fotografia del guado in cui è andata colpevolmente a infilarsi la Giunta regionale. La sensazione è che chi ha pensato di iniziare un viaggio difficile lo abbia fatto senza avere consultato la cartina prima di partire e senza avere nemmeno idea della direzione da prendere.»

«Il DL presentato dalla Giunta, contestuale al commissariamento della stessa, presentava lacune – sotto il profilo tecnico e del consenso tra le forze politiche – tali da non consentirne la discussione. Quello che ne è seguito è stato oggetto di numerose interrogazioni e interpellanze che hanno focalizzato l’attenzione nell’aumento di costi e nel sostanziale svuotamento dell’agenzia e delle sue politiche – aggiunge Francesco Agus -. A tutt’oggi non è pervenuta da parte della Giunta nessuna proposta alternativa, a parte la reiterazione, mese dopo mese, dell’imbarazzante (e oneroso) commissariamento. A breve il Consiglio sarà chiamato a esprimersi sulla materia urbanistica: sarebbe grave se questa discussione avvenisse senza aver chiarito quali siano gli strumenti per valorizzare il patrimonio costiero dell’isola. Non voglio pensare che tutto sia cristallizzato alla situazione di tre anni fa. Il commissariamento è uno strumento propedeutico alla ridefinizione di una struttura e al rilancio di una politica.»

«Tuttavia è anche uno strumento straordinario del quale non è lecito abusare: è interessante capire cosa abbiano prodotto gli ultimi 3 anni di attività dell’Agenzia, sperando che abbiano quantomeno aiutato l’Assessorato all’ Ambiente a chiarire quali strumenti utilizzare per il rilancio e come correggere gli errori fatti. La Giunta può presentare un DL alternativo a quello del 2014. Sarebbe auspicabile. In alternativa, credo che il Consiglio regionale debba assumersi l’onere di correggere l’errore e dare la giusta importanza alla valorizzazione delle coste.  Il rischio è quello di non avere chiaro, a tre anni e mezzo dall’inizio della legislatura, nemmeno chi sia il titolare di alcune competenze. Pensiamo alle zone umide, ricchezza inespressa dell’isola – conclude Francesco Agus -, le cui competenze oggi sono dislocate tra gli assessorati all’ambiente, all’urbanistica e all’agricoltura per quanto riguarda la pesca in acque interne.»

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villa devoto

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore del Bilancio, ha approvato la Finanziaria 2018-2020. I dettagli saranno illustrati in conferenza stampa nei prossimi giorni. Via libera anche alla delibera di attuazione dell’estinzione anticipata del debito regionale per 30 milioni di euro, cifra che verrà interamente messa a disposizione degli enti locali come spazi finanziari aggiuntivi da utilizzare per investimenti. Su proposta della Presidenza è stato deciso di attribuire le funzioni di Responsabile dell’Anagrafe per la stazione appaltante (RASA) al Dg della centrale unica di committenza. Decretato inoltre lo scioglimento del consiglio di amministrazione e la contestuale nomina di Maria Pastorella Crispino quale commissario straordinario della Fondazione “Serralutzu Flores” di Cuglieri. Con l’atto di indirizzo presentato d’intesa con l’assessore dell’Industria concernente le buone pratiche industriali ed ambientali, la Regione intende favorire le pratiche che tendono alla riduzione dei volumi dei fanghi rossi che residuano dalla raffinazione della bauxite, con l’obiettivo del recupero delle sostanze utili. 

Gianni Pilia è stato nominato nuovo Commissario straordinario dell’agenzia Conservatoria della Coste della Sardegna.
Il presidente Francesco Pigliaru, con proprio decreto, ha disposto lo scioglimento del Consiglio comunale di Gesturi in seguito alla mancata approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2016. Su proposta dell’assessore Cristiano Erriu è stato nominato il commissario straordinario che guiderà l’Amministrazione comunale sino alle prossime elezioni: si tratta di Abramo Garau, ex direttore generale della provincia di Cagliari. La scorsa settimana il commissario ad acta ha approvato il rendiconto.
La Giunta ha nominato il commissario ad acta in sostituzione dell’Assemblea dei sindaci dell’Unione di Comuni Trexenta, per l’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2016: si tratta di Marco Pisanu, funzionario della Regione. Allo stesso tempo è stata avviata la procedura per lo scioglimento dell’organo assembleare. Il decreto di nomina del commissario è stato firmato dal presidente Pigliaru.
L’Esecutivo ha confermato l’elenco dei litorali urbani già individuati con la delibera n. 14/36 del 23 marzo 2016. Inoltre, la spiaggia di Platamona (che ricade nei Comuni di Sassari, Sorso e Porto Torres) è stata riconosciuta quale litorale metropolitano della Rete metropolitana di Sassari: tra i requisiti fondamentali richiesti vanta un’estensione della linea di battigia superiore ai 5 km. La delibera sarà ora trasmessa alla Commissione consiliare competente in materia di governo del territorio, che esprimerà un parere entro il termine di trenta giorni.
Come proposto dall’assessore Luigi Arru, la Giunta ha deliberato di recepire il Protocollo d’intesa Regione Sardegna – AIOP/AISSP sottoscritto in data 19 settembre 2017, in base al quale l’Azienda per la Tutela della Salute e le Strutture Ospedaliere private disciplinano il percorso di razionalizzazione dell’assistenza ospedaliera stipulando appositi contratti per l’acquisto di prestazioni sanitarie da soggetti privati accreditati.
All’interno della Programmazione Unitaria 2014-2020, strategia 4 “Beni Comuni”, è stato approvato il programma di intervento 8 “Tutela dell’Ambiente” del valore di circa 18 milioni. Di questi, 9 milioni sono previsti per il programma Natura 2000 e altrettanti per i progetti di sviluppo territoriale, come previsto da delibera del 2016.
La Giunta ha inoltre approvato di designare la ZPS “Campu Giavesu” nel comune di Giave. Per procedere alla raccolta delle olive, nell’isola dell’Asinara è stata infine concessa l’assegnazione temporanea all’Ente Parco Nazionale dell’Asinara delle aree di Trabuccato e Cala d’Oliva. 
Via libera alla valutazione dei dirigenti del Sistema Regione. La verifica e la misurazione dei risultati dei dirigenti di vertice sono svolte, per la parte relativa alla performance organizzativa, da un organismo unico indipendente ed esterno che esprime una propria proposta alla Giunta e al competente organo dei singoli enti, aziende e istituti ai quali spetta la valutazione finale e l’attribuzione dei premi di risultato. In particolare è stato accertato il raggiungimento di più del 90% degli obiettivi assegnati.

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La riforma del Parco Geominerario è stata al centro di un incontro svoltosi venerdì cui hanno partecipato, con l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras, il Capo di gabinetto della presidenza Filippo Spanu, il delegato del Presidente per la riforma del Parco, Tore Cherchi, la Direttrice Generale della direzione Protezione della natura e del mare del ministero dell’Ambiente, Maria Carmela Giarratano e il Commissario Gianni Pilia, i sindaci dei Comuni che detengono le quote del Parco ed i rappresentanti di numerose associazioni.

I contenuti della riforma riguardano: l’organo direttivo di gestione, ora è possibile la partecipazione diretta dei sindaci e delle associazioni, prima precluse; la zonizzazione del territorio dei Comuni distinguendo fra aree rilevanti sottoposte a uno specifico e rigoroso regime di tutela e aree non rilevanti sulle quali i controlli sono drasticamente semplificati con conseguente sgravio burocratico; la possibilità di riconvertire il patrimonio anche per attività produttrici di reddito nel rispetto del piano paesaggistico; la semplificazione della gestione.
I sindaci – si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa della Giunta regionale – sono intervenuti numerosi anche nel dibattito affermando la condivisione piena della riforma e anche la volontà di impegnarsi direttamente per sviluppare tutte le potenzialità del Parco. Nel nuovo Parco i sindaci potranno eleggere tre rappresentanti a cui si aggiungerà un quarto sindaco di nomina regionale, a garanzia dell’equilibrio nella rappresentanza dei 81 comuni interessati. Le elezioni si terranno il 1° dicembre, quindi la fase operativa partirà in tempi rapidi.

«Una riforma importante – ha detto l’assessore dell’Industria Maria Grazia Piras – con cui si chiude un periodo di commissariamento lungo e una gestione anomala. Il Parco rinascerà con una forte impronta scientifica e con una giusta rappresentanza di sindaci e associazioni. La Regione rimane strettamente impegnata nel Parco assicurando le risorse per la fruibilità dei siti, ad esempio per la trasformazione dei siti minerari in siti turistici e con Igea che continuerà ad occuparsi della manutenzione delle miniere. Ora si lavorerà per ricostituire una governance, riscrivere lo Statuto e dare impulso verso il nuovo corso.» 

Tre le chiavi del nuovo iter, che segna la fine definitiva del commissariamento iniziato nel 2007: semplificazione burocratica, massima rappresentanza dei territori e motore di sviluppo.

Il Capo di Gabinetto Filippo Spanu ha sottolineato l’importanza del lavoro fatto e ha ribadito la volontà della Giunta di applicare anche nelle zone interne le buone pratiche di coordinamento delle strutture regionali messe in campo per la riforma del PGM e per lo sblocco del Piano Sulcis. La più rilevante novità della riforma riguarda la netta differenziazione dei luoghi effettivamente sotto tutela da quelli in cui non si è mai svolta attività mineraria. Fino ad oggi, infatti, per qualsiasi intervento, a prescindere dalla località, era necessario richiedere l’autorizzazione al Parco. Da questo momento le verifiche sono fatte preventivamente, e le zone non interessate da vincoli saranno esonerate da questo passaggio burocratico.

Successivamente alla riunione con i Sindaci, si è tenuta la riunione con le Associazioni dalle quali è venuta la conferma del giudizio positivo sulla riforma con un invito molto pressante di Lega Ambiente, Italia Nostra, Consulta e altre associazioni ad agire con determinazione perché il Parco corrisponda ai suoi compiti.
«Questa riforma vuole dare una spinta allo sviluppo – ha detto Tore Cherchi – attraverso un nuovo modo di intendere il Parco, da struttura esclusivamente dedicata alla tutela a motore di crescita economica. Sarà possibile, ad esempio, nel rispetto della morfologia originaria dei luoghi, proporre un cambio di destinazione d’uso per trasformare le strutture in fonte di reddito.»
In tal senso, si è espressa anche la rappresentante del ministero dell’Ambiente, Maria Carmela Giarratano, che si è augurata che questo atto dia un impulso al rilancio delle attività proprie di un territorio ricco di potenzialità, per beni culturali e patrimonio minerario, straordinario ed esclusivo.