4 April, 2026
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Sold out ieri, 19 febbraio, al Teatro Centrale di Carbonia, per la prima in Sardegna dello spettacolo “La moglie fantasma” di Davide Tristram, inserito nel cartellone del CeDAC/Circuito Multidisciplinare dello spettacolo dal vivo in Sardegna, stagione di prosa 2025/2026. In scena Maria Grazia Cucinotta, Pino Quartullo, Gianmarco Petrozzi, Giorgio Verduci, Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, per la regia di Marco Rampoldi.

Una commedia spumeggiante, in bilico tra l’ironia ed il mistero, dove fili di William Shakespeare, Luigi Pirandello e Agata Cristhie si intrecciano in una trama dai continui colpi di scena, resi ancora più rocamboleschi e palpabili perché realizzati con una scenografia e degli effetti veramente spettacolari. Una regia curata nei minimi particolari che, unita alla magistrale recitazione degli attori ed attrici, ha trascinato il pubblico in uno scenario surreale, dove il fantasma di una donna torna sulla terra per reclamare giustizia per la sua morte definita erroneamente suicidio. Un botta e risposta degli attori che ha fatto divertire, ha creato suspense e ha portato a “recitare” “dentro” “la stessa recita”. Una commedia che ha messo in luce la profondità, la rivalità, e le contraddizioni del mondo teatrale. Una realtà intricata fatta di simpatie, ma anche di antipatie nascoste da una falsa cortesia che rende i rapporti in continuo bilico tra il fidarsi e la paura di mostrare le proprie fragilità.

Una pièce con un finale inaspettato che tiene tutti col fiato sospeso, che tra una risata e l’altra lascia il sapore della riflessione.

Nadia Pische

Un giallo “dietro le quinte” con “La moglie fantasma” di David Tristram con Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo, e con  Giorgio Verduci, Giorgio Centamore e Roberta Petrozzi e la partecipazione di Alessandra Faiella, con scenografie di Lucio Diana, costumi di Laura Liguori, disegno luci di Andrea Lisco e musiche di Diego Maggi, per la regia di Marco Rampoldi, co-produzione CMC/Nidodiragno e RARA. Una trama sul filo della suspense, con la pièce – in cartellone in prima regionale oggi giovedì 19 febbraio, alle 20.30, al Teatro Centrale di Carbonia; venerdì 20 febbraio, alle 21.00, al Teatro Comunale di San Gavino Monreale; sabato 21 febbraio, alle 20.30 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano; domenica 22 febbraio, alle 21.00, al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 del CeDAC Sardegna – per una riflessione sul gioco delle maschere, nella vita oltre che sulla scena.

Tra echi shakespeariani e rimandi ai romanzi di Agatha Christie, ma anche al teatro di Luigi Pirandello, “La moglie fantasma” accende i riflettori su un delitto: la vittima è una celebre attrice, morta suicida (apparentemente) al termine di una trionfale tournée il cui spettro, come nell’“Amleto”, riappare tra i vivi per chiedere vendetta. La defunta si presenta, in spirito, all’ex marito che, dopo le prime reazioni di sconcerto e sgomento, accetta di organizzare le prove di uno spettacolo ispirato all’omicidio, così da smascherare il/la colpevole e restituire finalmente all’anima inquieta la sua pace.

Una commedia nera, che racconta la realtà intricata, fatta di istintive simpatie e antipatie e acerrime rivalità, nascoste dietro la cortesia ed il cameratismo del mondo dello spettacolo: tuttavia, a dispetto dello stratagemma della falsa commedia, attrici e attori, capaci per professione e per vocazione di fingere e dissimulare i propri sentimenti al punto da creare l’illusione della verità, non dovrebbero incontrare difficoltà nel mostrare il volto dell’innocenza. La fatidica “prova” comunque ha inizio ed è subito un susseguirsi di situazioni paradossali e surreali, comiche e grottesche, in cui tutti gli artisti «mettono in luce le ‘piccolezze’ e fragilità di chi fa questo mestiere, e gli aspetti affascinanti di un gioco di scatole cinesi in cui non si capisce più dove finisca la realtà e inizi la finzione, tra continui colpi di scena, fino al parossistico finale».

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Vito Biolchini.

Due autori sardi nel tempio della comicità italiana. Giovedì 16 marzo debutta alle ore 21.00 allo Zelig Cabaret di Milano lo spettacolo “Io e Boris: storia di un battutista”, scritto da Tiziana Troja (che cura anche la regia) e Vito Biolchini. Entrambi cagliaritani, hanno legato in questi anni il loro nome alle produzioni della compagnia LucidoSottile, ma per questa avventura allo Zelig hanno messo il loro talento autorale al servizio di due comici milanesi, Matteo Iuliani e Giorgio Verduci. Lo spettacolo “Io e Boris”, inserito nel cartellone del celebre teatro di viale Monza, racconta la storia di un comico alla ricerca della “battuta perfetta” e vuole ricordare ad un anno dalla scomparsa il grande Boris Makaresko, uno degli autori di punta della scena cabarettistica milanese degli anni d’oro.

In “Io e Boris”, Matteo Iuliani (in arte Bruce Ketta, di origini pugliesi ma milanese d’adozione), sveste dunque i panni del postino che lo hanno reso noto al grande pubblico della tv e dei teatri di tutta Italia e torna sul palcoscenico di Zelig con un testo di impianto teatrale, ricco di situazioni e di battute, abilmente sostenuto dalla verve di Giorgio Verduci, dagli interventi di Max Angioni e dalla musica dei Los Chitarrones. Il risultato è uno spettacolo pieno di ritmo e che, attraverso la vicenda di due comici in crisi di identità, racconta anche il mondo delle relazioni sentimentali, dello sport e dei social media.

Per i due autori sardi, il debutto di “Io e Boris” arriva al culmine di un periodo di impegno a Milano. Attrice, autrice e regista, Tiziana Troja è stata lo scorso anno semifinalista al Manzoni Derby Cabaret, per poi entrare stabilmente nella factory sui Navigli dello Spazio Temporin, con la quale attualmente collabora a diversi progetti cinematografici e legati all’arte contemporanea.