7 December, 2022
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Mercoledì 20 maggio, dalle 15.00 alle 16.30, sulla piattaforma Zoom e sulla pagina Facebook del Parlamento europeo in Italia, si terrà l’incontro dibattito QFP e Recovery fund: la posizione del Parlamento europeo e del governo italiano“.

Con la risoluzione adottata la scorsa settimana sulla revisione del bilancio UE post 2020 e sulle proposte per la ripresa, il Parlamento europeo ha chiesto un piano da 2.000 miliardi per far fronte alla crisi. Francia e Germania hanno appena presentato una loro proposta di aiuti alle regioni più colpite per cinquecento miliardi. La Commissione europea il 27 maggio presenterà la proposta sul QFP, che includerà il nuovo ‘Recovery instrument’ (Strumento per la ripresa). Dal 1 giugno dovrebbero essere operative le nuove linee di credito decise dall’Eurogruppo e dal Consiglio europeo relative agli strumenti SURE, MES e BEI.

In questo contesto l’Ufficio in Italia del Parlamento europeo promuove un dibattito sulle richieste del Parlamento europeo e del Governo italiano.

Programma:

Saluti introduttivi di Carlo Corazza, Responsabile del Parlamento europeo in Italia

Le priorità per l’Italia, intervento di Laura Agea, sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli Affari europei.

Priorità e ruolo del Parlamento europeo, interventi di:

·       Antonio Tajani, Presidente della Commissione Affari Costituzionali e della Conferenza dei Presidenti, Capo delegazione Forza Italia

·       Irene Tinagli, Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari

·       Marco Campomenosi, Capo delegazione Lega

·       Brando Benifei, Capo delegazione PD

·       Tiziana Beghin, Capo delegazione Movimento 5 Stelle

·       Carlo Fidanza, Capo delegazione Fratelli d’Italia

·       Nicola Danti, Capo delegazione Italia Viva

Modera Enrico Tibuzzi, responsabile sede ANSA di Bruxelles.

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Il Parlamento europeo propone l’introduzione di un reddito minimo per uscire dalla povertà e tornare alla vita attiva. Un’apposita relazione non legislativa è stata approvata oggi con 451 voti favorevoli, 147 voti contrari e 42 astensioni. 

• Tutti gli Stati membri dovrebbero introdurre regimi di reddito minimo adeguati

• Garantire anche l’accesso all’alloggio, all’assistenza sanitaria e all’istruzione

• Sostegno ai bambini, ai disoccupati, alle famiglie monoparentali e ai senzatetto

L’introduzione ed il rafforzamento di regimi di reddito minimo in tutti gli Stati membri dell’UE è uno dei modi più efficaci per far uscire le persone dalla povertà.

La maggior parte dei Paesi dell’UE già dispone di programmi simili, ma non tutti forniscono sufficiente sostegno a coloro che ne hanno bisogno. I deputati esortano tutti i paesi UE a introdurre regimi di reddito minimo o, se necessario, a rafforzare quelli esistenti.

Per migliorarne l’efficacia, il Parlamento propone di:

• fissare un reddito minimo utilizzando la soglia di rischio di povertà ed altri indicatori Eurostat

• garantire alla misura un finanziamento pubblico adeguato

• rendere i regimi di reddito minimo più adattabili alle esigenze dei più vulnerabili

• rivedere i requisiti per garantire che siano coperte tutte le persone bisognose

I regimi di reddito minimo dovrebbero combinare il sostegno finanziario con un accesso più facile ai servizi sociali pubblici come l’alloggio, l’assistenza sanitaria, l’istruzione e la formazione. Coloro che possono lavorare dovrebbero essere aiutati ad accedere al mercato del lavoro, poiché un lavoro dignitoso è il modo migliore per combattere la povertà.

L’obiettivo del reddito minimo non dovrebbe essere solo quello di assistere le persone, ma soprattutto quello di accompagnarle dall’esclusione sociale alla vita attiva.

Inoltre è necessario rivedere gli attuali regimi di reddito minimo per affrontare meglio la sfida della disoccupazione giovanile. 

La relatrice Laura Agea (EFDD, IT), ha dichiarato: «La povertà e l’esclusione sociale non appartengono ai singoli Stati membri, ma riflettono lo stato dell’Europa, che deve rispondere a questa emergenza. Nella relazione proponiamo un approccio duplice: in primo luogo, ridurre l’impatto sociale della crisi economica adottando misure efficaci per far uscire dalla povertà 120 milioni di cittadini dell’UE e, in secondo luogo, incoraggiare politiche attive che creino posti di lavoro garantendo un’occupazione sostenibile».

Quasi 120 milioni di persone nell’UE, circa il 25% della popolazione, sono a rischio di povertà ed esclusione sociale (dati del 2015). I bambini, le donne, i disoccupati, i nuclei familiari monoparentali e le persone con disabilità sono considerati particolarmente vulnerabili.

Le informazioni, paese per paese, sull’evoluzione dei regimi di reddito minimo nell’UE28, sono disponibili nello studio del servizio di ricerca del Parlamento europeo sulle politiche di reddito minino, consultabile in inglese.

Il Parlamento ha già sottolineato l’importanza dei regimi di reddito minimo nello scorso mese di gennaio, nella risoluzione su un pilastro europeo dei diritti sociali.

Il concetto di reddito minimo – secondo i proponenti – non va confuso con il concetto di salario minimo e di reddito universale.