23 June, 2024
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Sono in programma sabato 28 aprile i festeggiamenti di “Sa Die de Sa Sardigna”, istituita per ricordare la sommossa dei vespri sardi del 28 aprile 1794 che costrinse alla fuga da Cagliari il viceré Vincenzo Balbiano ed i funzionari del regno sabaudo, in seguito al rifiuto di soddisfare le richieste per riservare ai sardi le cariche pubbliche, un Consiglio di Stato a Cagliari, vicino alla sede del viceré e l’istituzione, nel capoluogo piemontese, di un ministero per gli Affari della Sardegna. Conclusa la rivolta, alcune richieste vennero accolte due anni dopo, nel 1796.

Il Comitato per “Sa Die de Sa Sardigna”, formato da Fondazione Sardinia, Istituto Gramsci della Sardegna, Società Umanitaria, Cineteca Sarda, Fondazione Giuseppe Siotto, Imprentas,Tramas de Amistade, AladinPensiero, Confederazione Sindacale Sarda, Fondazione Alziator, Unesco Club Cagliari, Riprendiamoci la Sardegna, Osservatorio sui Beni Comuni della Sardegna, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Assotziu Scida, Unione Autonoma Partigiani Sardi, Iscandula e singole personalità, ha diffuso stamane il calendario completo delle iniziative dell’edizione 2018.

Ore 9.30, nella Cattedrale, avrà inizio la celebrazione della Santa Messa, “Sa Missa Cantada”, officiata da mons. Angelo Becciu e da mons. Arrigo Miglio insieme ad altri vescovi e sacerdoti. È previsto l’utilizzo di testi liturgici in lingua sarda (tradotti da un team di esperti coordinato da don Antonio Pinna). Il rito verrà accompagnato dalle musiche composte dal maestro Vittorio Montis e cantate dal “Coro Santa Maria degli Angeli” di Quartu Sant’Elena.

Altri canti verranno proposti dal “Chorus Opera” insieme ad alcune voci del “Liceo Motzo” dirette dalla prof. Laura Porceddu. Canteranno la mezzo soprano Massimiliana Tocco e il baritono Gabriele Barria. All’organo il maestro Fabrizio Marchionni. Il rito religioso si concluderà col “Deus ti salvet Maria”, accompagnato anche dal gruppo “Cuncordia a launeddas”.

La celebrazione della Santa Messa verrà ripresa da “Rai 3” e trasmessa in diretta per tutta l’isola.

Ore 11.00 i partecipanti, al suono delle “launeddas” e guidati dai bambini con le bandiere sarde, si sposteranno nell’attiguo Palazzo Viceregio dove avranno inizio le celebrazioni civili. La cerimonia verrà introdotta col canto “Su patriota sardu a sos feudatarios” composto dal Mannu (comunemente conosciuto come “Procurade ’e moderare”), intonato dalle voci bianche del “Chorus Opera” e da alcuni allievi del “Liceo Motzo” accompagnati dal gruppo “Cuncordia a launeddas”.

Il canto verrà interrotto, dopo alcune strofe, per consentire al prof. Luciano Carta di illustrare le proprie considerazioni su “Sa Die” partendo dal significato dell’inno della Sarda Rivoluzione. Concluso l’intervento dello storico, una bambina rivolgerà un breve messaggio ai parlamentari eletti in Sardegna e consegnerà loro la bandiera sarda. Il coro conclude quindi il “Procurade ’e moderare”.

Ore 11.30, sempre nel Palazzo Viceregio, avrà inizio la parte istituzionale dell’incontro coordinata da Salvatore Cubeddu del Comitato per “Sa Die de sa Sardigna”. Sono previsti i saluti del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, dell’arcivescovo mons. Arrigo Miglio e del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau. Quindi l’avv. Antonello Angioni svolgerà la relazione sul tema “Radici storiche e prospettive dell’autonomismo sardo”.

Ore 12.15/13.00 i lavori proseguiranno con diversi interventi. Sono previsti quelli di mons. Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato del Vaticano, dell’assessore regionale alla pubblica istruzione Giuseppe Dessena, del presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, di alcuni parlamentari, consiglieri regionali e rappresentanti delle forze politiche.

0re 13.00: chiusura dei lavori con brevi considerazioni conclusive ed il canto “Procurade ’e moderare” accompagnato dal suono delle launeddas.

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Tre diverse serate per proporre i Carmina Burana di Carl Orff nell’esecuzione di un imponente organico messo in piedi dal Conservatorio di Cagliari.

Giovedì 15 marzo, alle 19,30, nella chiesa di San Luca a Quartu Sant’Elena, e poi ancora venerdì 16 e giovedì 22 marzo, nell’Auditorium dell’istituzione musicale (in piazza Porrino), l’opera del grande compositore tedesco sarà messa in scena nel grande concerto che nelle serate del 16 e del 22 marzo avrà anche un doppio scopo benefico: contribuire alla raccolta fondi per la costruzione di una scuola nel degradato quartiere di Rodolfo Grios, nella cittadina di Chinantega, in Nicaragua, e raccogliere soldi per le borse di studio da destinare ai migliori giovani musicisti dei due conservatori della Sardegna.

Nel dettaglio, con il concerto di venerdì 16 (alle 18.30) il Conservatorio aderisce al progetto “Nuevos Horizontes”, ideato dall’associazione Solidando a favore dei bambini più sfortunati del Centro America. Con la serata del 22 marzo (alle 18.30), invece, si contribuisce a raccogliere fondi per il concorso di esecuzione musicale “Golfo degli Angeli”, in collaborazione con il Lions club Cagliari est.

Il concerto vedrà sul palco l’Orchestra del Conservatorio, diretta da Alberto Pollesel, il Coro del Conservatorio, diretto da Giuseppe Erdas e Pompeo Vernile, e il Coro di voci bianche “Chorus opera” diretto da Laura Porceddu.

Solisti saranno i soprani Ilaria Vanacore (15-16 marzo) e Maria Grazia Piccardi (22 marzo), il tenore Michelangelo Romero, il baritono Francesco Leone.

Al pianoforte ci saranno invece Marco Francesco Schirru e Federico Melis.

L’ingresso è libero e gratuito per il concerto del 15 marzo. Libero e a offerta per le due serate del 16 e 22 marzo.

Pe informazioni si possono contattare i referenti del progetto Aurora Cogliandro, Alberto Pollesel e Massimo Spiga tel. 070 493118. Pagina Facebook: Conservatorio di Cagliari.

Composta tra il 1935 e il 1936 la Carmina Burana è una cantata scenica basata su 24 poemi trovati tra gli omonimi canti medievali. Il titolo completo è “Carmina burana: Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis”. Dopo la prima rappresentazione a Francoforte, Orff ottenne un grandissimo successo, e la cantata fu eseguita in altre città tedesche. Nonostante fosse ostacolata dal regime nazista per il tono erotico di alcuni canti, divenne l’opera musicale più conosciuta tra quelle composte in quegli anni.

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Come ogni anno, in questi giorni la Fondazione Sardinia annuncia la celebrazione della novena di Natale come ‘novena de Pasch’e Nadale’, in sardo.

Iniziata ormai otto anni fa nella chiesa del Sepolcro  di Cagliari, proseguita a San Saturno, San Giovanni di Quartu, San Lorenzo e Santa Croce, è contenuta in un prezioso libretto frutto dell’impegno del biblista don Antonio Pinna, e dei contributi di testo e di traduzione di Mario Puddu e di Gianni Loy, nonché delle musiche di Piero Marras e Graziano Orro.

Come negli altri anni, la parrocchia di S. Evangelista di Pitz’e Serra (con don Gianfranco Falchi) e quella di Serdiana (con don Mario Cugusi)  continuano nell’iniziativa.

A Cagliari, quest’anno, 2017, ci siamo riavvicinati laddove abbiamo iniziato, a Marina, nella chiesa di Sant’Agostino (via Baylle e Largo Carlo Felice), ogni giorno a partire dal 16 dicembre e fino al 24, con inizio alle ore 18,00.

Guiderà la novena mons. Gianfranco Zuncheddu. Aiuteranno i nostri canti, come nelle scorse occasioni,  una serie di artisti: i Sonus ‘e canna,  Cuncordu a launeddas, Maria Giovanna Cherchi, Sabrina Sanna di Animas, il coro delle voci bianche “Corus Opera” di Quartu, diretta dalla maestra Laura Porceddu.

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Come ogni anno, tra aprile e maggio, incontriamo, sempre dopo la Pasqua, la settimana che comprende il 25 aprile (Festa della Liberazione), l’80° della morte di Antonio Gramsci (27 aprile di quest’anno), Sa die de sa Sardigna (28 aprile) e il primo maggio (festa dei lavoratori) e, a Cagliari, anche la festa di Sant’Efisio. Feste tutte di morte e di resurrezione. Dove l’impegno e la sofferenza trovano il loro senso nel percorso verso la libertà. Liberté, egalité, fraternité rappresentano la moderna laica religione dell’Occidente.

«Il Comitato di Sa die de sa Sardigna – scrive in una nota Salvatore Cubeddu, componente del Comitato organizzatore – invita i sardi a vivere le feste nella consapevolezza dei problemi che continuano ad accompagnarci. Compagni e fratelli in questa terra di Sardegna. Si potranno leggere saggi su Sa Die, sul suo significato, su Giorgio Asproni e sulle manifestazioni svolte e da svolgere in www.fondazionesardinia.eu .»

Sa die de sa Sardigna è la festa del popolo sardo che ricorda i cosiddetti “Vespri Sardi”, cioè l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con la quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste dell’isola titolare del Regno di Sardegna.

Le iniziative organizzate dal Comitato, costituite tra numerose associazioni culturali, in occasione della Festa del Popolo Sardo, sono le seguenti:

Ore 9.00, salone di Palazzo Viceregio, celebrazione di Sa die de sa Sardigna:

– Saluti del Comitato

– Interventi delle autorità

– Messaggio al Popolo Sardo, dello storico Federico Francioni.

La musica – Procurad’e moderare… – viene guidata dal gruppo  Cuncordia a launeddas”, che accompagna la cerimonia e il successivo corteo dei partecipanti che si dirigono verso il Duomo.

Ore 11.00, Cattedrale di Cagliari, l’arcivescovo mons. Arrigo Miglio celebra la Santa Messa solenne, che sarà accompagnata: dalle musiche delle launeddas; dal Coro di voci bianche “Chorus Opera”, diretto da Laura Porceddu; Coro parrocchiale “Santa Maria degli Angeli” (Flumini), curato da Vittorio Montis; Mezzosoprano Martina Serra (Teatro Lirico); Tenore Giampaolo Atzeni (Polifonica Karalitana). Le musiche dei nuovi testi in lingua sarda sono composte dal maestro Vittorio Montis (all’organo).

Il comitato per Sa die de sa Sardigna è formato da: Fondazione Sardinia, Istituto Gramsci della Sardegna, la Società Umanitaria, la Cineteca Sarda, Inprentas, Fondazione Giuseppe Siotto, Tramas de Amistade, AladinPensiero, Is Picciocus de via Palabanda, Confederazione Sindacale Sarda, Fondazione Alziator, Unesco Club Cagliari, Riprendiamoci la Sardegna, Osservatorio sui Beni Comuni della Sardegna, Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, Assotziu Scida, Iscandula e singoli personaggi.