24 April, 2024
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Il cinema è sicuramente il padrone di casa dell’VIII edizione del “Carbonia Film Festival” in corso presso il centro minerario, organizzato dalla Centro Servizi Culturali Carbonia-Iglesias della Società Umanitaria – Ex Dì Fabbrica del Cinema, per la direzione artistica di Francesco Giai Via. Ma come ogni buon padrone di casa accogliente, il cinema ha deciso di aprire le porte di casa per relazionarsi con il disegno, la pittura, la buona musica, la letteratura e tanto, tantissimo, altro ancora. Nei primi due giorni del festival (preceduti dall’anteprima di sabato 8 ottobre), mercoledì 12 e giovedì 13 ottobre, tanto è già successo. Sono già andati in onda quattro degli otto cortometraggi a concorso accompagnati da tre lungo metraggi (2 della sezione documentari e 1 della sezione fiction). Nella giornata di giovedì sono stati ospiti del festival l produttore del film “Il respire encore”, Karim Chouikrat Marcinkowski e il regista e protagonista del film “La fille du patron”, di Olivier Loustau. Nei primi due giorni alle proiezioni si sonno affiancati la lettura del libro “A Calais” eseguita da Vinicio Marchioni e Milena Mancini, l’inaugurazione della mostra dei lavori di Lorena Canottiere (autrice del manifesto del Festival), gli aperitivi sonori con i dj set condotti da Buster Malandrini e Lilies on Mars e tanto altro ancora.

Il festival proseguirà sino a domenica 16 ottobre con tantissimi film, ospiti, momenti musicali e tanto altro ancora. Per il programma completo è possibile consultare il sito www.carboniafilmfest.org

Marco Corrias

Olivier Loustau e Francesco Giai Vai 1  Olivier Loustau 2Carbonia Film Festival C copiaFrancesco Giai Via 2 copiaPaolo SerraVotazioni Carbonia Film Festival-jpg Carbonia Film Festival pubblico

 

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Dopo l’anteprima di sabato 8 ottobre, l’VIII edizione del Carbonia Film Festival prende il via mercoledì 12 ottobre, presso il Cine-Teatro Centrale in Piazza Roma.

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 18.00, all’ingresso del Cine-Teatro Centrale, sarà inaugurata la Mostra Narrativa “Questa terra non è la mia terra” di Lorena Canottiere, illustratrice di fama internazionale ed autrice del manifesto del Festival.

«Verdad, Henry, Nadia, Davide sono quattro personaggi in cerca di una terra dove potersi sentire a casa, che non li scacci, non li ferisca. Una terrache non esiste in alcuna mappa. Ciascuno di loro lo capirà (nonostante le differenti storie, origini e contesti storici) quando la vedranno in un luogo che non ha nulla di geografico: l’altro. L’unica meta che permetta di rispecchiare le proprie debolezze e che abbia il potere di accoglierci nonostante tutto… sempre che la si trovi.»

Alle 20.30, due talenti del cinema e del teatro italiano, Vinicio Marchioni e Milena Mancini, leggeranno in prima nazionale assoluta “A Calais” di Emmanuel Carrère, un testo di straordinaria attualità di uno dei maggiori scrittori contemporanei:  

«Nella Giungla di Calais – l’inferno di fango e miseria dove sopravvivono a stento alcune migliaia uomini (ma anche bambini e donne) siriani, afghani esudanesi che, notte dopo notte, rischiano la vita pur di raggiungere l’Inghilterra – Carrère ci entra soltanto dopo averci girato attorno per giorni e rinuncia a descriverla: perché, dice, dopo non ci sarebbe più spazio per nient’altro. In compenso, descrive tutto il resto con quella lingua di incredibile fluidità che i lettori hanno imparato a conoscere e ad amare, e con il tono di  chi racconta senza giudicare, posando sempre sulla realtà uno sguardo che è insieme interno ed esterno, empatico e ironico – lo sguardo, pieno di dubbi, di chi si interroga costantemente anche su se stesso.»

Subito dopo il reading, è prevista la proiezione del film di apertura del Festival: After Spring di Steph Ching e Ellen Martinez (Stati Uniti, 2016, 101’)

«Con il conflitto siriano, giunto al suo sesto anno, milioni di persone continuano a essere sfollate. After Spring racconta la storia di ciò che succede a moltissimi di loro. Il film, prodotto dalla star televisiva americana Jon Stewart, ci immerge nell’insediamento di Zaatari in Giordania, il più grande campo profughi al mondo per rifugiati siriani, seguendo le storie due famiglie in fuga e degli operatori umanitari che ogni giorno lavorano per rendere vivibile un luogo nato per essere transitorio e che oggi si sta trasformando in una vera e propria città.»

Vinicio Marchioni_light