8 December, 2022
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Vent’anni di storia riassunti nelle parole di trentasette testimoni, volontari per volontari e protagonisti di una grande avventura. Si intitola “La Forza della solidarietà: vent’anni di Sardegna Solidale” il dvd che racconta la nascita e lo sviluppo del Centro di servizio per il volontariato isolano e che sarà presentato mercoledì 22 gennaio, alle 16.00, nell’Auditorium del Centro di Spiritualità delle Suore Giuseppine a Donigala Fenughedu (Oristano).

Realizzato da Artevideo con la regia di Enrico Spanu e le illustrazioni di Stefania Costa, il documentario ripercorre in trentadue minuti le tappe più significative del Csv, a partire da quell’assemblea di Oristano che nel 1996 gettò le basi per la nascita di Sardegna Solidale. Da allora le associazioni di volontariato sono passate da 400 a oltre 1.700. Dalle parole dei testimoni emerge dunque il vero risultato di tanti anni di battaglie: oggi i gruppi non camminano più da soli ha ma hanno capito che fare rete funziona.

Nella copertina del dvd è riportata l’immagine della ceramica artistica realizzata in occasione dei vent’anni di attività e posizionata (o in fase di posizionamento) in 40 comuni della Sardegna. «Non è più tempo di navigatori solitari. Cambia rotta: scegli di essere un volontario!» è l’invito-slogan che ogni ceramica riporta. Un messaggio inequivocabile che riprende quello lanciato vent’anni fa e che invita a scegliere uno stile che riconosce il valore di ogni persona e che mette anima e cuore nelle sue scelte e nelle sue azioni: lo stile del volontario. E, allo stesso tempo, rappresenta un invito ad operare insieme e in sinergia perché «non è più tempo di navigatori solitari» e perché, come dice don Luigi Ciotti, «è il noi che vince».

L’impegno dei volontari della Sardegna è stato benedetto da Papa Francesco nel corso dell’Udienza speciale del 30 novembre 2018. «Il Santo Padre ci ha incoraggiato a proseguire nella nostra missione che è duplice: donare tempo e capacità a favore di chi fa più fatica e vive in situazione di disagio, gratuitamente, e risvegliare nell’opinione pubblica e nei singoli cittadini l’esigenza di impegnarsi per costruire una società più giusta e, dunque, più umana», spiega il presidente di Sardegna Solidale, Giampiero Farru.

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«Queste non sono sagome, ma sono dei segnavita: perché ciascuna di queste vite spezzate da mani mafiose e criminali ci indica la strada per costruire una società più giusta.»
Insieme a centinaia di studenti giunti da tutta l’isola, il presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti ha inaugurato stamattina, a Gergei, il Parco della Memoria”, un’installazione realizzata da Libera Sardegna con la collaborazione del Csv Sardegna Solidale per ricordare le oltre mille vittime innocenti delle mafie (1011, per l’esattezza) e i cui nomi vengono letti il 21 marzo in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della criminalità organizzata.

«Queste vite spezzate graffiano le nostre coscienze e ci danno il coraggio di avere più coraggio», ha aggiunto don Luigi Ciotti. Ricordando le parole di papa Francesco, il presidente di Libera ha ricordato che «il comandamento non uccidere non condanna solo la violenza diretta ma anche quella che si concretizza con le ingiustizie e con la povertà. Un comandamento che ci impegna ad essere più vivi».

Appena arrivato dal Guatemala, dove ha incontrato le associazioni che fanno capo a Libera in America Latina, don Luigi Ciotti ha quindi raccontato la realtà drammatica che si sta vivendo in alcuni paesi: «In Messico nell’ultimo anno le persone uccise dalla criminalità sono state novemila. Ho incontrato madri che chiedono giustizia per i loro figli, e Libera anche in America Latina è presente, grazie all’impegno di giovani come voi».

Il Parco della Memoria, unico in Italia, è stato allestito nell’ex pista di go-kart presso il bene confiscato a Su Piroi, uno delle centinaia di beni che, sottratti alla criminalità, grazie alla legge 109/96 promossa da Libera si è trasformato in luogo di lavoro, di formazione, di cultura, di accoglienza e servizio.

Ogni sagoma è alta circa un metro e ottanta e riporta i nomi ed una breve biografia di ognuna delle oltre mille vittime innocenti. Il progetto di Libera Sardegna è partito oltre un anno fa. Da luglio scorso è iniziata poi l’installazione delle sagome, che si è conclusa a fine ottobre. Nei giorni scorsi una decina di sagome erano state vandalizzate da ignoti, ma sono state ripristinate in occasione dell’inaugurazione di oggi.

«Grazie al Parco della Memoria il bene di Su Piroi sarà ancor di più un centro di riferimento per il volontariato sardo e per una serie di progetti che avranno al centro l’educazione alla legalità», ha affermato il presidente di Sardegna Solidale e referente di Libera Sardegna Giampiero Farru.

Benché funestata da una pioggia battente, la mattinata è stata ricca di interventi. All’inaugurazione erano presenti infatti centinaia di giovani provenienti da tutta l’isola, protagonisti del progetto “Scuola & Volontariato”. I ragazzi hanno portato la loro testimonianza sulle decine di progetti di volontariato attivati grazie ad un accordo tra il Csv Sardegna Solidale e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna.

Ma a su Piroi erano presenti anche il prefetto di Cagliari Bruno Corda e la prefetta di Nuoro Anna Abruzzese, i rappresentanti delle forze dell’ordine e del Corpo Forestale, insieme al sindaco di Gergei Rossano Zedda, a quello di Escolca Eugenio Lai, al magistrato della Direzione distrettuale Antimafia di Cagliari Guido Pani e al presidente del Comitato per la Marcia della Pace don Angelo Pittau.

Particolarmente toccanti sono state le parole dei familiari di due vittime della criminalità organizzata. «Per me è stata una emozione fortissima venire in questo Parco e vedere la sagoma dedicata a mia sorella», ha detto Claudia Loi, sorella di Emanuela, l’agente di scorta al giudice Borsellino e morta nella strage di via D’Amelio. »Emanuela era una ragazza normale ma ci ha lasciato in eredità un messaggio fortissimo: non è necessario sacrificare la propria vita per difendere i valori della giustizia e della legalità.»

Per Pino Tilocca, figlio del sindaco di Burgos Bonifacio Tilocca ucciso da un ordigno nel 2004, “quando ho visto la sagoma di mio padre ho capito che ora non siamo solo noi familiari a ricordarlo, e questo per noi è molto importante”.

 

 

 

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Sarà il fondatore del Gruppo Abele e presidente nazionale di Libera don Luigi Ciotti ad inaugurare venerdì 13 dicembre Gergei il Parco della Memoria, un’installazione realizzata da Libera Sardegna con la collaborazione del Csv Sardegna Solidale per ricordare le oltre mille vittime innocenti delle mafie. L’appuntamento è per le 10.00 presso il bene confiscato di Su Piroi, nel corso dell’iniziativa “A scuola di memoria, motore di impegno veicolo di speranza”, inserita nell’ambito del progetto “Le Trame del Mondo” sostenuto dalla Fondazione con il Sud, e durante la quale verrà anche inaugurata la nuova stagione di Scuola & Volontariato, un progetto realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna che vede coinvolti quasi cento istituti superiori di tutta l’isola.

Gergei saranno dunque presenti centinaia di ragazzi, protagonisti dei progetti educativi attivati di concerto con le associazioni di volontariato. Sono infatti novantasei, ad oggi, gli istituti in diversi territori della regione che hanno aderito al protocollo d’intesa siglato tra Sardegna Solidale e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sardegna, con l’attivazione di progetti educativi che fanno perno sui valori quali la giustizia, la solidarietà, l’inclusione sociale, la cittadinanza e l’accoglienza, e sperimentando la pratica del volontariato come forma di apprendimento (formale, non formale e informale), di relazione interpersonale e di servizio. Venerdì a Gergei saranno quindi presentate alcune delle attività già realizzate in diversi istituti dell’isola.

Dedicato alle vittime innocenti delle mafie e ubicato nell’ex pista di go-kart presso il bene confiscato a Su Piroi, il Parco della Memoria è invece composto da oltre mille sagome (1011, per l’esattezza) che rappresentano ciascuna delle vittime innocenti delle mafie e i cui nomi vengono letti il 21 marzo in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Ogni sagoma è alta circa un metro e ottanta e riporta i nomi e una breve biografia di ognuna delle oltre mille vittime innocenti. Il progetto di Libera Sardegna è partito oltre un anno fa. Da luglio scorso è iniziata poi l’installazione delle sagome, che si è conclusa a fine ottobre. Nei giorni scorsi una decina di sagome erano state vandalizzate da ignoti, ma per l’inaugurazione di venerdì i danni saranno riparati.

Quello del Parco della Memoria è uno spazio unico in Italia, in un bene che da tempo è un centro di incontro del volontariato in Sardegna e che ogni estate ospita i campi di impegno e di formazione di Libera. Quello di Su Piroi è infatti uno delle centinaia di beni che, confiscati alla criminalità e grazie alla legge 109/96, si è trasformato in luogo di lavoro, di formazione, di cultura, di accoglienza e servizio.

Il Parco della Memoria ha il pregio di restituire visivamente e fisicamente il dramma di tante vite spezzate, il cui ricordo costituisce una forza che è stata data in eredità a tutti coloro che vogliono combattere per la giustizia e la legalità. Perché, come ha detto don Ciotti, «abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di chi è stato assassinato e nei confronti delle famiglie. Sono morti ma sono ancora vivi perché le loro speranze devono camminare sulle nostre gambe. Dobbiamo essere noi più vivi, più veri, più coraggiosi per costruire ancora più vita».

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Un atto vandalico inaccettabile, un gesto contro chi si impegna per non dimenticare chi ha sacrificato la propria vita per la libertà e la democrazia. Ignoti hanno vandalizzato nei giorni scorsi a Gergei il Parco della Memoria, un’installazione realizzata da Libera Sardegna con la collaborazione del Csv Sardegna solidale nel bene confiscato di Su Piroi e che sarà inaugurata il prossimo 13 dicembre alla presenza di don Luigi Ciotti. Nel Parco sono state collocate oltre mille sagome (1011, per l’esattezza) che rappresentano ciascuna delle vittime innocenti delle mafie e i cui nomi vengono letti il 21 marzo in occasione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

«Le sagome danneggiate sono una decina – spiega il referente di Libera Sardegna Giampiero Farru – e saranno ripristinate prima dell’inaugurazione del 13. Non è la prima volta che il bene di Su Piroi subisce dei danneggiamenti, ma anche stavolta li ripareremo e porteremo avanti il nostro progetto. Quello del Parco della Memoria è infatti uno spazio unico in Italia, in un bene che da tempo è un centro di incontro del volontariato in Sardegna e che ogni estate ospita i campi di impegno e di formazione di Libera.»

Quello di Su Piroi è, infatti, uno delle centinaia di beni che, confiscati alla criminalità e grazie alla legge 109/96, si è trasformato in luogo di lavoro, di formazione, di cultura, di accoglienza e servizio.

Il Parco della Memoria ha il pregio di restituire visivamente e fisicamente il dramma di tante vite spezzate, il cui ricordo costituisce una forza che è stata data in eredità a tutti coloro che vogliono combattere per la giustizia e la legalità. Perché, come ha detto don Ciotti, “abbiamo un debito di riconoscenza nei confronti di chi è stato assassinato e nei confronti delle famiglie. Sono morti ma sono ancora vivi perché le loro speranze devono camminare sulle nostre gambe. Dobbiamo essere noi più vivi, più veri, più coraggiosi per costruire ancora più vita”.

Ogni sagoma è alta circa un metro e ottanta e riporta i nomi e una breve biografia di ognuna delle oltre mille vittime innocenti. Il progetto di Libera Sardegna è partito oltre un anno fa. Da luglio scorso è iniziata poi l’installazione delle sagome, che si è conclusa a fine ottobre. Nei giorni scorsi la scoperta dei danni, a pochi giorni dall’apertura già fissata per venerdì 13 dicembre e alla quale parteciperanno centinaia di studenti provenienti da tutta la Sardegna.

«Sarà un momento importante perché insieme al Parco verrà inaugurata anche la nuova stagione di Scuola & Volontariato, un progetto che vede coinvolti quasi cento istituti superiori di tutta l’isola che hanno attivato per i loro studenti dei progetti educativi di concerto con le associazioni di volontariato del territorio – aggiunge Giampiero Farru -. Il Parco della Memoria andrà ad arricchire in progetto di rilancio del bene, che in questi anni ha stabilmente ospitato i campi di formazione e di impegno Estate Liberi, richiamando decine di ragazzi provenienti da tutt’Italia. Con il Parco sarà impossibile dimenticare e sarà più facile ricordare.»

 

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Ieri mattina, nel piazzale antistante l’ex tribunale di Carbonia, si è tenuta l’inaugurazione del manifesto ceramico dedicato ai vent’anni di attività di SardegnaSolidale. Realizzato dall’illustratrice e fumettista, Stefania Costa, docente della scuola di fumetto di Bepi Vigna a Cagliari, racchiude una frase che in sintesi vuole lanciare un messaggio forte e “urgente”“Non è più tempo di navigatori solitari”, uno slogan del grande Don Luigi Ciotti, fondatore di tante associazioni di volontariato e di Libera, un’associazione contro le mafie, di cui fanno parte circa trecento gruppi ed associazioni e di cui don Ciotti è presidente nazionale. Luigi Ciotti è anche un giornalista che collabora a diverse testate tra cui La Stampa, L’Avvenire, Il Manifesto, Il Sole 24 Ore e Famiglia Cristiana e a lui si devono numerosi articoli su temi sociali, mafia e corruzione di cui la politica italiana, secondo il suo parere, dovrebbe occuparsi come problemi prioritari.

L’evento, organizzato dall’Auser di Carbonia, nella persona di Andrea Piras, referente di Sa.Sol.Point n°9, ha visto la partecipazione della sindaca Paola Massidda, del vicesindaco Gian Luca Lai, della presidente del consiglio comunale Daniela Marras, del consigliere e capogruppo di maggioranza Giorgio Santoru, del presidente di Sardegna Solidale Giampiero Farru, della comandante della compagnia dei Carabinieri Carbonia, capitano Lucia Dilio, del parroco don Andrea Zucca, di numerose associazioni di volontariato della città, di una classe dell’Istituto Cesare Beccaria, di una classe dell’Ipia, alcuni volontari dell’Auser di Carbonia e liberi cittadini.

Dopo gli interventi dei vari rappresentanti e l’inaugurazione del manifesto da parte del parroco, la mattinata si è conclusa con grande soddisfazione degli organizzatori e di tutti i partecipanti.

Nadia Pische

 

                                

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Vent’anni fa nasceva Sardegna Solidale, il Centro di Servizio per il volontariato che dal 1999 sostiene le oltre 1.700 associazioni presenti in tutta l’isola e gli oltre 45mila volontari attivi in tanti ambiti (dalla protezione civile al sociale, dall’ambiente alla cultura, dalla cooperazione internazionale ai diritti civili), a cui si uniscono ogni anno 80mila volontari occasionali. Per celebrare la ricorrenza, Sardegna Solidale rilancia il suo messaggio di impegno attraverso quaranta ceramiche artistiche che in questi mesi vengono collocate nelle piazze di altrettanti centri dell’isola.

“Non è più tempo di navigatori solitari. Cambia Rotta. Scegli di essere un volontario!” è il messaggio ispirato ad una frase di don Luigi Ciotti che campeggia nell’opera. Il pannello, realizzato da Ceramiche Nioi di Assemini, verrà collocato giovedì 10 ottobre a Mogoro e venerdì 11 a Ozieri.

Nel centro dell’Alta Marmilla l’iniziativa di giovedì avrà inizio alle 16.45 con il ritrovo dei gruppi e delle associazioni di volontariato presso la sede dell’Associazione Interprovinciale di Solidarietà “Don Ignazio Garau” in via Manno 10. Da qui partirà un corteo che alle 17.00 arriverà presso il Comune. Il pannello, che sarà benedetto dal parroco don Nicola Demelas, verrà, dunque, collocato presso la Fiera dell’Artigianato Artistico della Sardegna (lato Comune) in via Leopardi. Seguirà alle 18.00 nell’Aula consiliare un dibattito a cui interverranno il sindaco di Mogoro Sandro Broccia, il presidente del Csv Sardegna Solidale Giampiero Farru e gli atri sindaci e autorità presenti.

L’iniziativa si concluderà con l’esibizione di gruppi musicali e balli nello spiazzo antistante la Fiera.

Ad Ozieri invece l’iniziativa si terrà alle 17.00 alle Scuole Elementari Su Cantaru in piazza grazia Deledda 1.

Alle due iniziative (che seguono quelle già tenutesi a Lanusei, Orosei, Senorbì, Terralba, Villacidro, Alghero, Gonnosfanadiga e Sassari) parteciperanno i volontari del territorio, i referenti locali dei Sa. Sol Point, autorità civili e religiose.

L’iniziativa delle ceramiche artistiche fa seguito a due iniziative che hanno segnato la storia della solidarietà in Sardegna: la Carovana del Volontariato promossa nel 2001 e che per quaranta giorni tra i mesi di giugno e luglio attraversò tutti i comuni della Sardegna, e le Piazze della Solidarietà che nel 2011 videro Sardegna Solidale “seminare” quaranta semi della solidarietà realizzati dal compianto artista Pinuccio Sciola in altrettanti comuni. Oggi con le ceramiche artistiche Il Csv Sardegna Solidale vuole rinsaldare l’alleanza con i territori e lasciare un segno tangibile dei suoi valori e della sua azione.

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Vent’anni fa nasceva Sardegna Solidale, il Centro di Servizio per il volontariato che dal 1999 sostiene le oltre 1.700 associazioni presenti in tutta l’isola e gli oltre 45mila volontari attivi in tanti ambiti (dalla protezione civile al sociale, dall’ambiente alla cultura, dalla cooperazione internazionale ai diritti civili), a cui si uniscono ogni anno 80 mila volontari occasionali. Per celebrare la ricorrenza, Sardegna Solidale rilancia il suo messaggio di impegno attraverso quaranta ceramiche artistiche che verranno collocate nelle piazze di altrettanti centri dell’isola.

«Non è più tempo di navigatori solitari. Cambia Rotta. Scegli di essere un volontario!» è il messaggio ispirato ad una frase di don Luigi Ciotti che campeggia nell’opera. Il pannello, realizzato da Ceramiche Nioi di Assemini, è stato collocato oggi a Gonnosfanadiga e domani l’appuntamento è a Sassari, alle 17.00, nel Parco Emanuela Loi in via Palatucci (fronte Questura).

Alle iniziative (che seguono quelle già tenutesi a Lanusei, Orosei, Senorbì, Terralba, Villacidro ed Alghero) partecipano i volontari del territorio, i referenti locali dei Sa. Sol Point, autorità civili e religiose, insieme al presidente di Sardegna Solidale Giampiero Farru.

L’iniziativa delle ceramiche artistiche fa seguito a due iniziative che hanno segnato la storia della solidarietà in Sardegna: la Carovana del Volontariato promossa nel 2001 e che per quaranta giorni tra i mesi di giugno e luglio attraversò tutti i comuni della Sardegna, e le Piazze della Solidarietà che nel 2011 videro Sardegna Solidale “seminare” quaranta semi della solidarietà realizzati dal compianto artista Pinuccio Sciola in altrettanti comuni. Oggi con le ceramiche artistiche Il Csv Sardegna Solidale vuole rinsaldare l’alleanza con i territori e lasciare un segno tangibile dei suoi valori e della sua azione.

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«Abbiamo il dovere di non farci sopraffare dalla rassegnazione e credere che il bene può prevalere. Perché questa è l’eredità che ci ha lasciato Emanuela: la storia può cambiare solo se gli uomini sono disposti a cambiare. La strage di via D’Amelio ha segnato nei familiari delle vittime solchi profondi di sofferenza. Ma noi non vogliamo vendetta, perché siamo animati solo da un desiderio di giustizia, legalità e memoria.»

Le parole di Claudia Loi, la sorella dell’agente di scorta del giudice Paolo Borsellino, morta a Palermo, sono risuonate forti oggi in piazza del Carmine a Cagliari in occasione della manifestazione regionale della 24a Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall’associazione Libera in collaborazione con Sardegna Solidale. 

Oltre quattromila tra studenti provenienti da tutta l’isola, volontari e rappresentanti delle istituzioni si sono incontrati nel capoluogo per leggere e ascoltare i nomi delle 1012 vittime innocenti delle mafie, un elenco nel quale sono presenti anche quattro sardi. Insieme alla giovane agente di Sestu, nelle piazza di Cagliari e in quelle di tutt’Italia sono risuonati anche i nomi di Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos e ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004), del sacerdote don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998, e del carabiniere di Nuxis Antonio Pubusa, caduto nella strage di Bellolampo nel 1949 per mano del bandito Salvatore Guliano.

«Nel nostro paese diminuiscono i morti ma non diminuisce l’illegalità, e anzi aumenta la commistione tra economia legale e illegale – ha affermato Pino Tilocca, esponente di Libera Memoria e figlio di Bonifacio Tilocca, ucciso da una bomba piazzata nella sua abitazione nel 2004 a Burgos -. Proprio per denunciare questa commistione che dilaga nelle aree più ricche del nostro paese, come quel nord-est in cui avanzano idee di società escludenti ed egoiste, non di rado razziste e fasciste, Libera ha voluto organizzare la manifestazione nazionale di quest’anno a Padova. Ma noi di Libera non ci occupiamo solo di mafia, perché abbiamo una idea di società solidale, dove i porti sono sempre aperti.»

La giornata si era aperta in piazza dei Centomila dove i giovani dell’Istituto Nautico hanno scoperto un pannello in ricordo di Emanuela Loi e dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La breve cerimonia ha preceduto l’inizio del corteo, conclusosi in piazza del Carmine dove i giovani cagliaritani si sono uniti agli studenti provenienti dal resto dell’isola.

Sul palco, prima della lettura dei nomi, si sono susseguiti gli interventi di saluto da parte degli organizzatori e delle autorità. «C’è un’Italia che si ribella all’indifferenza, all’illegalità, alle mafie e alla corruzione e si riunisce oggi, il primo giorno di primavera, giorno nel quale la vita ricomincia e in cui vogliamo ricordare tutte le vittime innocenti perché tutte hanno pari dignità», ha affermato Giampiero Farru, referente regionale di Libera. 

Per Paola Dessì, delegata del prefetto di Cagliari, «come ci insegna don Luigi Ciotti, la memoria deve diventare impegno e non riempire solo vuote parole di circostanza. E voi ragazzi, dovete tramandare questa memoria». Parole riprese dalla rappresentante del Comune di Cagliari, l’assessora Claudia Medda, secondo cui «gli orizzonti di giustizia sono orizzonti di libertà. Come amministratori testimoniamo ogni giorno che una alternativa è possibile». 

Lungo e appassionato è stato l’intervento del questore di Cagliari Pierluigi D’Angelo, che ha ricordato gli anni bui delle stragi di mafia. «Questa giornata nasce perché la madre di uno degli agenti morti a Capaci fece notare che non sentiva mai il nome di suo figlio nel corso delle cerimonie di commemorazione. Invece è giusto ricordare tutti i nomi. Le immagini delle stragi di Capaci e di via D’Amelio sono per noi indelebili e se non avete percezione di ciò che accadeva in quegli anni non potete capire il senso di questa giornata – ha detto rivolgendosi ai ragazzi -. Questa giornata serve per creare in voi giovani il ricordo di quanto è accaduto. Perché voi siete il futuro e vi dovete battere perché la piaga della criminalità organizzata venga definitivamente sconfitta».

In piazza del Carmine, in rappresentanza della procura di Cagliari, è intervenuto anche il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Guido Pani. «Contro le mafie lo stato negli anni ha creato una struttura straordinaria, unica al mondo per professionalità. Questo ci dà la speranza di ottenere dei risultati positivi. Ma solo con l’appoggio dei cittadini noi possiamo combattere veramente la criminalità organizzata».

La mattinata è poi proseguita con gli interventi di don Roberto Piredda, delegato dell’arcivescovo di Cagliari (“Lo spettacolo di questa piazza dà ragione a Borsellino, che fino alla fine ha sempre avuto fiducia nei giovani”), dei Comandanti provinciali della Guardia di Finanza Patrizio Verzoli (“Il silenzio è complice e va spezzato”) e dei Carabinieri Luca Minniti (“L’impegno di tutti noi prosegua per tutto l’anno, nel segno della legalità”).  

A Cagliari non ha voluto mancare l’amministrazione algherese, che lo scorso anno ospitò la Giornata della Memoria e dell’Impegno. «In Italia non c’è territorio immune da infiltrazioni criminali – ha affermato l’assessore dei servizi sociali Angela Cavazzuti -. Per questo l’impegno di Libera va affiancato e sostenuto. La partecipazione dei giovani è un segnale incoraggiante. Con loro e per loro, quella della memoria e della legalità è una battaglia che non può essere perduta».

Parole riprese da Bruno Loviselli, presidente del Co Ge Sardegna. «Come disse don Ciotti nel 2002 a Nuoro, in Sardegna la mafia non ha né storia né radicamento. Ma il fenomeno che dobbiamo combattere è quello degli attentati agli amministratori. Le nostre 1.700 associazioni di volontariato sono in campo anche per contrastare la non-cultura che genera questo fenomeno». 

Dopo gli interventi del dirigente scolastico dell’Istituto Buccari-Marconi di Cagliari Giancarlo Della Corte (“Ciò che ci unisce è la voglia di lottare contro le mafie, gli abusi e le prevaricazioni”) e della rappresentante della Città Metropolitana di Cagliari Michela Mura (“La mafia muore ogni volta che uno di noi sceglie la legalità, muore con la cultura. Ognuno faccia la propria parte”), sono stati gli alunni dell’Istituto comprensivo di Suelli a concludere in poesia la lunga parte della mattinata che ha preceduto la lettura dei 1012 nomi delle vittime. 

Una lettura che ha coinvolto decine di giovani, rappresentanti delle istituzioni, studenti e volontari e semplici cittadini. Insieme, uniti dalla voglia di non dimenticare. «È stato quasi un momento sacro», ha commentato al termine don Angelo Pittau, presidente del comitato promotore di Sardegna Solidale, che ha sollecitato i giovani a prendere esempio dalle vite di chi ha sempre creduto nei valori della giustizia e della legalità.

Al termine della lettura dei nomi piazza del Carmine si è collegata con Padova (città dove si è tenuta la manifestazione nazionale della Giornata) per seguire l’intervento di don Luigi Ciotti e ha chiuso in musica, con gli interventi della Carovana Folk e di Mor e la sua band, una mattinata di impegno, entusiasmo e commozione.

 

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Sono quattro i sardi che verranno ricordati in tutte le piazze d’Italia giovedì 21 marzo in occasione della 24ª Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall’associazione Libera. Tra gli oltre mille nomi che a partire dalle 11.00 in punto verranno letti a Cagliari in piazza del Carmine e a Padova nel corso della manifestazione nazionale, ci saranno anche quelli di Emanuela Loi (l’agente di Polizia di Sestu morta nella strage di via D’Amelio), Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos ed ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004), del sacerdote don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998, e del carabiniere di Nuxis Antonio Pubusa, caduto nella strage di Bellolampo nel 1949 per mano del bandito Salvatore Guliano.

La manifestazione cagliaritana organizzata da Libera Sardegna in collaborazione con Sardegna Solidale e alla quale sono attesi migliaia tra giovani, studenti, volontari e rappresentanti delle istituzioni e del Terzo Settore, avrà inizio alle 8.30 all’Istituto Buccari di piazza dei Centomila, dove verrà collocata un pannello in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Da piazza dei Centomila gli studenti si recheranno in corteo fino a piazza del Carmine dove, a partire dalle 10, è previsto il saluto delle istituzioni e delle autorità. Tra queste, anche i sindaci di Sestu, Alghero e Olbia, i Comuni che negli ultimi tre anni hanno ospitato la giornata regionale della Memoria e dell’Impegno.

Gli interventi precederanno il cuore della manifestazione: a partire dalle 11.00 in punto, la lettura dei nomi delle oltre mille vittime innocenti delle mafie, declamati da giovani, studenti, volontari e semplici cittadini. 

Il programma della manifestazione proseguirà con il collegamento con Padova per seguire l’intervento di don Luigi Ciotti. La chiusura in musica sarà invece affidata al gruppo Carovana Folk e a Mor e la sua band.

 

 

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La primavera dell’antimafia quest’anno si celebra a Cagliari. Giovedì 21 marzo il capoluogo ospiterà infatti la manifestazione regionale della 24a Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata da Libera Sardegna in collaborazione con Sardegna Solidale. Migliaia tra giovani, studenti, volontari e rappresentanti delle istituzioni e del Terzo Settore sono attesi in piazza del Carmine dove, alle 11.00, si darà lettura degli oltre novecento nomi delle vittime innocenti delle mafie. La manifestazione di Cagliari si terrà in contemporanea con quella nazionale in programma a Padova sul tema “Passaggio a Nord-Est. Orizzonti di Giustizia sociale” e con altre centinaia previste in tutt’Italia e in alcune città europee e americane. 

«Come ogni anno, nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita, la rete di Libera, le istituzioni, gli enti locali, le associazioni, le realtà del volontariato e del Terzo Settore, le scuole e tanti cittadini, assieme ai familiari delle vittime, si ritroveranno anche in Sardegna per ricordare nome per nome tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese un ideale filo di memoria, quella memoria responsabile che dal ricordo può generare impegno e giustizia nel presente», spiega il referente di Libera Sardegna Giampiero Farru. «Dopo gli appuntamenti di Sestu, Olbia ed Alghero, quest’anno abbiamo scelto di tenere la manifestazione a Cagliari per ricordare anche ai rappresentanti delle istituzioni che non bisogna mai e in nessun modo abbassare la guardia nella lotta alle mafie».

La giornata avrà inizio alle 8.30, all’Istituto Buccari di piazza dei Centomila, dove verrà collocata una ceramica artistica in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Da piazza dei Centomila gli studenti si recheranno in corteo fino a piazza del Carmine dove, a partire dalle 10.00, è previsto il saluto delle istituzioni e delle autorità. Gli interventi precederanno il cuore della manifestazione: a partire dalle 11.00 in punto, la lettura dei nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie, declamati da giovani, studenti, volontari e semplici cittadini. Tra i nomi che verranno letti ci saranno anche quelli dei sardi Emanuela Loi (l’agente di Polizia di Sestu morta nella strage di via D’Amelio), di Bonifacio Tilocca (padre del sindaco di Burgos ed ucciso da un attentato dinamitardo nel 2004), e del sacerdote don Graziano Muntoni, ucciso ad Orgosolo nel 1998.

 Il programma della manifestazione proseguirà con il collegamento con Padova per seguire l’intervento di don Luigi Ciotti. La chiusura in musica sarà invece affidata al gruppo Carovana Folk.

La manifestazione, promossa da Libera Sardegna in partenariato con il Centro di servizio per il volontariato Sardegna Solidale e con numerose realtà associative territoriali, gode del patrocinio del ministero dell’Istruzione e dell’Ufficio Scolastico Regionale, della Regione Autonoma della Sardegna, della Città Metropolitana di Cagliari e del comune di Cagliari.