7 May, 2021
HomePosts Tagged "Luisa Regimenti"

[bing_translator]

«La Commissione europea, e in particolare la responsabile per la salute, Stella Kyriakides, lanci un appello alle donazioni di plasma in tutta Europa per facilitare un più ampio accesso al plasma convalescente e organizzi una raccolta fondi per sostenere questa sperimentazione molto promettente e di grande beneficio per l’intera Unione europea nella lotta alla pandemia da Covid-19.»

A chiederlo è l’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti (Gruppo identità e Democrazia), in una lettera inviata alla Commissaria europea per la salute Stella Kyriakides.

«Vogliamo conoscere la posizione ufficiale della Commissione sulla terapia al plasma iperimmune, ottenuto dal sangue dei guariti su pazienti affetti da forme molto gravi di Coronavirus», si legge nella missiva.

«Tale terapiaspiega Luisa Regimentisperimentata per la prima volta dal professor Giuseppe De Donno, responsabile della Pneuomologia dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova, in Italia, ha già portato risultati incredibili e rappresenta una valida soluzione nell’attesa dello sviluppo di un vaccino anti Covid-19, le cui tempistiche sono stimate in 12-18 mesi secondo la Commissione.»

«E’ quindi urgente intervenire con rapidità anche su questo fronte di contrasto alla pandemia, che fino ad oggi si è contraddistinta per altissimi tassi di mortalità e tragiche conseguenze socio-economiche in tutti gli Stati membri. I buoni risultati ottenuti dalla sperimentazione sul plasma iperimmune, che non ha evidenziato effetti collaterali, dimostrano che la strada intrapresa è quella giusta. L’Ue non perda tempo»conclude l’europarlamentare leghista.

[bing_translator]

«Non poter fare l’autopsia alle vittime di Covid-19 è un gravissimo limite allo sviluppo della scienza, alla ricerca e alla conoscenza clinica di una malattia che ancora oggi presenta aspetti oscuri. Il Governo, quindi, faccia chiarezza sulla circolare emanata dal ministero della Salute, con la quale si specifica che “non si dovrebbe procedere all’esecuzione di autopsie o riscontri diagnostici nei casi conclamati” di persone decedute a causa del Coronavirus”.»

Lo afferma l’eurodeputata della Lega Luisa Regimenti, condividendo l’appello di un gruppo di medici legali, guidato dal professor Cristoforo Pomara, direttore dell’Istituto di Medicina legale di Catania, che ha chiesto al ministero della Salute di annullare la circolare che sconsiglia gli esami post-mortem per le vittime di Covid-19.

«Si tratta di un provvedimento paradossalesottolinea Luisa Regimenti, anche lei medico legale, presidente onorario della MeLCo, Società italiana di Medicina Legale Contemporanea – perché lo Stato ha il dovere di tutelare la salute dei cittadini. Invece, sconsigliando le autopsie nega, di fatto, l’opportunità di studiare a fondo la causa della morte, che abbiamo visto avviene spesso in concomitanza con altre patologie pregresse o complicazioni successive. Sugli oltre 32mila decessi finora accertati in Italia sono state pochissime le indagini autoptiche svolte, al netto di quelle disposte dall’autorità giudiziaria. Diversa è la situazione in Germania: ad Amburgo le autopsie sono obbligatorie e forse anche per questo la tenuta del sistema sanitario tedesco è risultata migliore di quella italiana.»

«Se il problema è la carenza delle sale anatomiche di biocontenimento necessarie a garantire la sicurezza del lavoro dei medici legali, così come denunciato da Simla, la Società italiana di medicina legale e delle assicurazioni e Famli, la Federazione delle associazioni dei medici legali italianiaggiunge Luisa Regimentiè arrivato il momento di investire in queste strutture e mettere i medici nella condizione di dare il loro contributo ad una conoscenza più approfondita del Covid-19.»

«E’ mia intenzione coinvolgere sul tema anche il Parlamento europeoconclude l’europarlamentare leghista allo scopo di stimolare un dibattito più esteso e far capire al Ministro della Salute Roberto Speranza che la scienza, per usare le parole del professor Cristoforo Pomara, non può essere messa in lockdown.»