29 September, 2022
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Prosegue l’intenso fine settimana proposto da Teatri di guerra, la stagione di Teatro d’autore de Il Crogiuolo. Dopo “Nulla succede per caso”, spettacolo, liberamente ispirato a un racconto di Sergio Atzeni, andato in scena ieri sera, spazio a una nuova produzione del Crogiuolo domani, sabato 16 dicembre, alle 21: sul palco del Fucina Teatro, alla Vetreria di Pirri, ko tecnico – Quando la vita è un teatro di guerra, con la regia di Rita Atzeri. Si tratta di un collage di pezzi originali scritti da non professionisti della scena (Emanuela Garau, Eleonora De Murtas, Nicoletta Lecca, Marco D’Amico), a cui è stato chiesto di sviluppare, in riferimento alla propria esperienza di vita e utilizzando la formula del racconto, il tema della stagione: teatri di guerra. “Ko tecnico” riprende uno dei titoli degli scritti, adattati e messi in scena dalla Atzeri, in cui gli autori hanno voluto raccontare esperienze di lavoro, salute, di condizione esistenziale. In scena Alessandra Leo, Antonio Luciano, Daniela Vitellaro, Marta Gessa e Fabrizio Zucca.

Il giorno dopo, domenica 17, sarà al Fucina Teatro, alle 18.00, Levitico – Pentateuco #3, spettacolo tratto da “The Mexican” di Jack London, firmato da Chiara Boscaro, Marco Di Stefano, Marco Pezza, con la regia di Marco Di Stefano, drammaturgia di Chiara Boscaro, con Marco Pezza, voce di Francesco Boscaro e musiche di Lorenzo Brufatto (un progetto La Confraternita del Chianti, una produzione Associazione K. – Teater Albatross/Gunnarp – Svezia, in collaborazione con Teatro Verdi – Teatro del Buratto).
La terza parte del progetto Pentateuco, simbolicamente ispirato ai primi cinque libri dell’Antico Testamento, affronta il tema delle regole. Il Levitico parla delle norme sociali e religiose che Mosè diede al popolo ebraico, in cammino verso la Terra Promessa, durante il soggiorno nel deserto del Sinai. «Il nostro Levitico – scrivono gli autori dello spettacolo – parte da un racconto di Jack London, “Il Messicano”, per raccontare di un Paese in cui gli immigrati sono fuorilegge e dove il Movimento Liberazione Immigrati porta avanti una Rivoluzione contro il Governo. In questo mondo distopico si muovono diversi personaggi. Poco o niente li accomuna, se non il passaggio nelle loro vite di un misterioso ragazzo di cui ignoriamo la storia, le origini, di cui ignoriamo tutto».
Marco Pezza attraversa sei diversi personaggi, alcuni grotteschi, altri volgari o glaciali, in questo giallo fatto di rivoluzionari, sadici, allenatori, organizzatori di incontri di boxe e divinità inaspettate. In scena un ring, che è simbolo della boxe ma anche metafora della condizione del protagonista del racconto, del quale tutti parlano, ma che si vedrà solo alla fine. Il Messicano. Orfano, straniero, costretto a combattere per sopravvivere.

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Il Crogiuolo è ripartito dalla Vetreria di Pirri per la sua stagione teatrale d’autunno. La compagnia cagliaritana ha trovato nello spazio Fucina Teatro, nel centro comunale d’arte e cultura La Vetreria di Pirri, una nuova casa, dove ospitare la rassegna intitolata “Tango della Maternità”, sotto la direzione artistica di Mario Faticoni e il progetto curato da Rita Atzeri, nato per declinare, in tutte le sue sfumature, la relazione fra donne e maternità.

Il cartellone – che si articola fino al 12 dicembre fra spettacoli (con alcune fra le realtà più significative del panorama teatrale nazionale), film e altri eventi collaterali – prosegue sabato 24 ottobre. In scena, alle 21.00, LUCIS IN FUNDO, Luci, colori e ombre della maternità, di e con Annabella Di Costanzo, testo e regia della stessa Di Costanzo, di Manuel Ferreira ed Elena Lolli, musiche di Mauro Buttafava (al clarinetto Marta Sacchi, al pianoforte Alessandro Bono, alla tromba Marco Fior), spazio scenico di Stefano Zullo, luci di Marco D’Amico, una produzione della compagnia Alma Rose’, vincitrice di diversi premi importanti, fra cui il Premio Scenario Eti.

«Nell’arco di una notte una donna cerca di fare addormentare il proprio figlio e ripercorre come un fiume in piena la sua prima esperienza di madre» scrive Annabella Di Costanzo. Insieme alla dolcezza e alla tenerezza, ci sono anche la rabbia, l’insicurezza, la fatica, la fragilità, a volte lo smarrimento, di fronte al primo figlio, «la difficoltà di fare i conti con una maternità troppo addolcita, vista come un momento di felicità idilliaca e basta».

«Si tratta di un testo creato mettendo insieme l’esperienza personale e quella di tante madri intervistate – spiegano nelle loro note Manuel Ferreira ed Elena Lolli -. L’intento è quello di raccontare una maternità vissuta fino in fondo, con i suoi momenti ruvidi, insieme a quelli piacevoli, lontano da quella immagine idilliaca tanto diffusa, quell”incantamento retorico che tanto strega le donne al punto che molte neo mamme spesso si sentono in colpa di non essere perfette». Nello spettacolo la notte è lunga. La stanzetta dei giochi diventa sogno, incubo, verità, e scatola magica. Un viaggio dentro l’esperienza della maternità, dove poi, alla fine, a completare il mosaico delle emozioni arriva la luce: solo attraversando quel buio e fermandosi ad ascoltare le proprie emozioni, la protagonista potrà mettere insieme tutti i tasselli di una esperienza piena e completa come quella di tutti i grandi sentimenti che travolgono e trasformano la vita.

Il biglietto di ingresso allo spettacolo (posto unico) ha il costo di 10 euro.

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