9 August, 2022
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Il 9 e 10 luglio scorsi si è svolta a Iglesias, come è ormai consuetudine secolare una festa cara agli iglesienti d.o.c.., quella di Nostra Signora della Grazie. Per l’occasione si è tenuta, nella stessa aula ecclesiale una conferenza, i cui relatori. Celestina Sanna, già direttrice dell’Archivio storico comunale, Maria Dolores Dessì e il dottor Poletti hanno tenuto alcune dotte relazioni riguardanti, la storia della Chiesa, del monastero di monache, che alla chiesa stessa era annesso e il voto che la città fece alla Madonna delle Grazie, Santa Maria de las grasias nell’anno 1735, affinché la liberasse dall’invasione di locuste che imperversava ormai da tempo nelle campagne limitrofe, distruggendo i raccolti e riducendo alla fame centinaia di contadini e insieme le loro famiglie, portando quindi a rischio di una grave carestia, l’intera comunità iglesiente che a quel tempo vedeva nell’agricoltura la sua principale fonte di reddito e di sussistenza.

La ricerca storica sulla città, che da tempo vede impegnati attivamente numerosi appassionati ricercatori, ha potuto chiarire alcuni punti oscuri sull’origine della chiesa, un tempo sotto il titolo di san Saturno e su quella del monastero che ospitava, nell’edificio attiguo alla chiesa stessa, il monastero delle Clarisse. Il ricercatore Francesco Cherchi, ha potuto infatti affermare, in base ad un atto di morte da lui rintracciato nel “liber mortuorm” custodito nell’archivio diocesano, in cui è documentato, nel 1617, il decesso della prima priora del convento, tale Leonor Picasso o Picassa, come viene citata in altri documenti, che il monastero era certamente preesistente alla data del 1620, riportata sull’epigrafe presente sul portale di ingresso della chiesa. Si deve inoltre al compianto padre Filippo Pili, già provinciale dei Cappuccini, canonico della Cattedrale di Iglesias e curatore pro tempore dell’Archivio Diocesano, e Capitolare, la pubblicazione della vista pastorale dell’arcivescovo di Cagliari e vescovo di Iglesias mons. Falletti, in cui si parlava anche della visita, da lui fatta al monastero, svelando così diversi aspetti fino ad allora sconosciuti della vita nel convento, in parte messi in luce dall’articolo pubblicato sulla Nuova Sardegna del 30 ottobre 2003, redatto dalla sua allieva e collaboratrice Ombretta Desogus.

Un pubblico di devoti e appassionati ha seguito la conferenza dimostrando così grande interesse da sempre dimostrato dai cittadini iglesienti per la stori a e le tradizioni della propria città.