18 June, 2021
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Sardegna e India unite in difesa dell’ambiente e dei diritti umani. Un legame che nasce grazie all’esperienza di Life After Oil, festival internazionale nel nome e nella vocazione ma radicato nell’isola con la quale il fondatore e direttore Massimiliano Mazzotta ha un rapporto stretto. Documentarista di origini pugliesi, in Sardegna ha girato una decina di anni fa il film-inchiesta “Oil” sulla Saras a Sarroch e poi ideato questo festival cinematografico unico nel suo genere, incentrato sul tema dell’ecologia e della sostenibilità. Un percorso del quale è stato invitato a parlare a Goa, al forum internazionale Difficult Dialogues che si svolgerà dal 14 al 16 febbraio. Un’occasione per parlare dell’isola e del concorso Life After Oil che dopo due anni a Martis e uno a Stintino dal 2017 è approdato a Santa Teresa Gallura, facendo tappa nell’ultima edizione itinerante anche a Cagliari ed Ottana. Un’edizione che ha avuto tra gli ospiti Marilù Mastrogiovanni, giornalista salentina nota per le sue inchieste sulla Sacra Corona Unita, che accompagnerà Mazzotta nel viaggio in India.
L’invito arriva direttamente da Surina Narula, fondatrice di Difficult Dialogues. Un forum internazionale annuale che si impegna a esaminare questioni urgenti e di attualità nell’Asia meridionale, ma non solo. In passato sono stati affrontati temi come la finanza globale, l’assistenza sanitaria, l’uguaglianza di genere, l’istruzione. Quest’anno l’argomento centrale è lo Stato di diritto e la presenza di Mazzotta e Mastrogiovanni va inquadrata anche tenendo conto delle loro esperienze: entrambi per le loro coraggiose inchieste hanno subito minacce e cause. Alla conferenza parteciperanno esperti, giornalisti e attivisti provenienti da diverse parti del mondo.
La partecipazione a Difficult Dialogues non sarà l’unico impegno in India di Massimiliano Mazzotta. Grazie al prezioso lavoro di Marianne Borgo, attrice francese che vive in Asia e da qualche anno collabora con Life After Oil, porterà il festival sardo cresciuto molto anche grazie alla collaborazione con la Fondazione Sardegna Film Commission in diverse scuole di Hyderabad, Dhaward e Goa con una selezione di cortometraggi già proposti nell’isola. Inoltre Mazzotta terrà un workshop al festival di Pune.

Prosegue a Santa Teresa la sesta edizione del Life After Oil International Film Festival. Venerdì 20 settembre la manifestazione si trasferisce per qualche ora a Palau dove dalle 10.30 all’Istituto Falcone Borsellino si terrà il focus della giornalista d’inchiesta Marilù Mastrogiovanni intitolato “Mafia: la Sacra corona unita”. La partecipazione è riservata agli studenti e agli addetti ai lavori ma l’interessante relazione della giornalista pugliese, esperta del fenomeno criminale nato nel Salento e con ramificazioni in Italia e nel mondo, sarà diffusa in diretta streaming attraverso la pagina facebook del festival. In serata si ritorna a Santa Teresa Gallura, dove alle 21.00, riprendono al Cinema Arena Odeon le proiezioni delle opere in concorso. Fra i film in programma c’è “Balentes – The Brave Ones”, della regista sardo australiana Lisa Camillo: un documentario che svela il doppio volto della Sardegna divisa fra spiagge affollate di turisti e luoghi dei vip e grandi porzioni di territorio destinate a servitù militari dove l’inquinamento causato dalle esercitazioni ha prodotto gravi danni all’ambiente e alle popolazioni residenti. Fuori concorso alle 21.20 si segnala “State o f Mind”, un documentario girato dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale P.F.M. Magnon di San Pasquale nell’ambito di un laboratorio tenuto dall’Associazione Life After Oil sul tema della felicità. Il giorno seguente, sabato 21, alle 21.15 verrà proiettato il documentario “Emozioni”, girato dagli alunni di Santa Teresa dello stesso istituto, sempre nell’ambito del laboratorio tenuto dall’Associazione Life After Oil. Sabato 21, fra gli altri film in concorso, si segnala il documentario del regista americano Christopher Walker, “Spears From All Sides”, dedicato alle lotte del popolo Waorani per scacciare le compagnie petrolifere che mettono a rischio una zona amazzonica ricca di biodiversità. Intorno alle 24.00 la serata ed il festival si concludono con le premiazioni dei vincitori delle varie sezioni del concorso.